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	Commenti a: Amore	</title>
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		Di: db		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2006 15:46:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ammetto l&#039;errore, e mi correggo: giuliomozzi nel commento prima ha detto che *una specialità dei nevrotici è “far accadere”*.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ammetto l&#8217;errore, e mi correggo: giuliomozzi nel commento prima ha detto che *una specialità dei nevrotici è “far accadere”*.</p>
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		Di: giuliomozzi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2006 12:01:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[db, la tua affermazione: &quot;Mozzi nel commento prima ha detto &#039;nevrotico&#039; a chi fa accadere qualcosa&quot; è falsa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>db, la tua affermazione: &#8220;Mozzi nel commento prima ha detto &#8216;nevrotico&#8217; a chi fa accadere qualcosa&#8221; è falsa.</p>
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		Di: db		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2006 19:58:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@birillo-bowling-in-the-wind
segui il ragggionamento, please: Mozzi nel commento prima ha detto &quot;nevrotico&quot; a chi  fa accadere qualcosa (1 post compreso), e io sulla falsariga (do you know falsa&#038;riga?) ho risposto: se è per quello (if it&#039;s for that), allora (then then) chi gli accade solo è uno psico-cotica. 
Obviously, la lineamediana (nel 4-2-4 almeno) i.e. aurea (golden goal) is:
LET IT BEAT!

DBit]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@birillo-bowling-in-the-wind<br />
segui il ragggionamento, please: Mozzi nel commento prima ha detto &#8220;nevrotico&#8221; a chi  fa accadere qualcosa (1 post compreso), e io sulla falsariga (do you know falsa&amp;riga?) ho risposto: se è per quello (if it&#8217;s for that), allora (then then) chi gli accade solo è uno psico-cotica.<br />
Obviously, la lineamediana (nel 4-2-4 almeno) i.e. aurea (golden goal) is:<br />
LET IT BEAT!</p>
<p>DBit</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: birillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[birillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2006 17:45:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[perché, chi è fermo è uno psicotico? borso, hai un bel dire, ancora fermo a psicanalizzare!Sveglia!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>perché, chi è fermo è uno psicotico? borso, hai un bel dire, ancora fermo a psicanalizzare!Sveglia!!</p>
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		Di: db		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2006 17:18:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giulio, qui sopra hai fatto accadere - 1 commento. 
All&#039;inizio hai fatto accadere - 1 post.
Certo, il far accadere è un granello del Gran Accadere - ma cum grano salis, ché a prendere ciò sul serio, si starebbe ognuno fermi, o in ferma da, psicotici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giulio, qui sopra hai fatto accadere &#8211; 1 commento.<br />
All&#8217;inizio hai fatto accadere &#8211; 1 post.<br />
Certo, il far accadere è un granello del Gran Accadere &#8211; ma cum grano salis, ché a prendere ciò sul serio, si starebbe ognuno fermi, o in ferma da, psicotici.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: giuliomozzi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2006 09:26:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per db: male &quot;naturale&quot; è quello che accade, male &quot;morale&quot; è quello che io faccio (e una specialità dei nevrotici è &quot;far accadere&quot;).
La formula: &quot;è una realtà: dunque non ne penso niente&quot; mi sta bene, credo.
Stavo giusto leggendo il Gorgia, nei giorni scorsi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per db: male &#8220;naturale&#8221; è quello che accade, male &#8220;morale&#8221; è quello che io faccio (e una specialità dei nevrotici è &#8220;far accadere&#8221;).<br />
La formula: &#8220;è una realtà: dunque non ne penso niente&#8221; mi sta bene, credo.<br />
Stavo giusto leggendo il Gorgia, nei giorni scorsi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Paul H.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-25067</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paul H.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2006 07:28:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nulla è cambiato. C’è soltanto più gente, alle vecchie colpe se ne sono aggiunte di nuove, reali, fittizie, temporanee e inesistenti, ma il grido con cui il corpo ne risponde era, è e sarà un grido di innocenza, secondo un registro e una scala eterni. Nulla è cambiato, tranne forse i modi, le cerimonie, le danze. Il gesto delle mani che proteggono il capo
è rimasto però lo stesso. Il corpo si torce, si dimena e si divincola, fiaccato cade, raggomitola le ginocchia, illividisce, si gonfia, sbava e sanguina.

P.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nulla è cambiato. C’è soltanto più gente, alle vecchie colpe se ne sono aggiunte di nuove, reali, fittizie, temporanee e inesistenti, ma il grido con cui il corpo ne risponde era, è e sarà un grido di innocenza, secondo un registro e una scala eterni. Nulla è cambiato, tranne forse i modi, le cerimonie, le danze. Il gesto delle mani che proteggono il capo<br />
è rimasto però lo stesso. Il corpo si torce, si dimena e si divincola, fiaccato cade, raggomitola le ginocchia, illividisce, si gonfia, sbava e sanguina.</p>
<p>P.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: db		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-25059</link>

		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2006 22:36:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La domanda posta qui sopra circa un passo circonvoluto su una fantomatica &quot;questione morale&quot; è malposta - è cioè essenziale in sé, ma posta in un contesto che la rende vana. Nel momento cioè in cui Mozzi proclama di essere tornato nel luogo di SN, di morale non resta neanche l&#039;ombra: ne parlava in un breve momento di sbandamento, quando non sapeva più che pensare di IMN. Ora dice giustamente come Newton: ypotheses non fingo (fingo/fiction, ma prima ancora fancy = immaginazione). Mezzo secolo dopo, Hume proclamò di voler essere il Newton della natura umana - e ci riuscì. Ora, sulla scia, un eroico Mozzi proclama di voler essere lo Hume della natura umana corrotta, di voler fare descrizioni di patologie senza ypotheses. Personalmente sono curioso; solo, dalle premesse mi sentirei di dire questo. Ci fu un Napoleone I, poi un Napoleone III, e infine tanti piccoli Napoleoni: sarebbe un vero avanzamento della specie umana se, dopo averli relegati per secoli dentro mura, potessero circolare bellamente nella repubblica delle lettere.

SOLUZIONE DEL QUIZ: a metà del &quot;Gorgia&quot; platonico Callicle, dopo essersi rivoltato contro Socrate ponendo lui le domande, lo pianta in asso sostenendo che Socrate è un violento. E questo è strano, perché finora Callicle aveva sostenuto a chiare lettere e a chiari gesti la legge del più forte come atta a spiegare/orientare l&#039;agire umano. L&#039;umanità fa comunque ben sperare: di Callicle non si ricorda più nessuno e il suo moderno seguace è finito aggrappato a un cavallo. Mentre Socrate lemme lemme...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La domanda posta qui sopra circa un passo circonvoluto su una fantomatica &#8220;questione morale&#8221; è malposta &#8211; è cioè essenziale in sé, ma posta in un contesto che la rende vana. Nel momento cioè in cui Mozzi proclama di essere tornato nel luogo di SN, di morale non resta neanche l&#8217;ombra: ne parlava in un breve momento di sbandamento, quando non sapeva più che pensare di IMN. Ora dice giustamente come Newton: ypotheses non fingo (fingo/fiction, ma prima ancora fancy = immaginazione). Mezzo secolo dopo, Hume proclamò di voler essere il Newton della natura umana &#8211; e ci riuscì. Ora, sulla scia, un eroico Mozzi proclama di voler essere lo Hume della natura umana corrotta, di voler fare descrizioni di patologie senza ypotheses. Personalmente sono curioso; solo, dalle premesse mi sentirei di dire questo. Ci fu un Napoleone I, poi un Napoleone III, e infine tanti piccoli Napoleoni: sarebbe un vero avanzamento della specie umana se, dopo averli relegati per secoli dentro mura, potessero circolare bellamente nella repubblica delle lettere.</p>
<p>SOLUZIONE DEL QUIZ: a metà del &#8220;Gorgia&#8221; platonico Callicle, dopo essersi rivoltato contro Socrate ponendo lui le domande, lo pianta in asso sostenendo che Socrate è un violento. E questo è strano, perché finora Callicle aveva sostenuto a chiare lettere e a chiari gesti la legge del più forte come atta a spiegare/orientare l&#8217;agire umano. L&#8217;umanità fa comunque ben sperare: di Callicle non si ricorda più nessuno e il suo moderno seguace è finito aggrappato a un cavallo. Mentre Socrate lemme lemme&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: db		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24968</link>

		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2006 11:14:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La 1- è chiara, per quanto sottintesa. Il  *Di quel libro non so più che cosa pensare* della &quot;Risposta&quot; significa che al 31/01/05 Mozzi ha smesso di pensare riguardo a IMN qualcosa di definito (e di positivo comunque, se aveva ritenuto bene pubblicarlo). Se ora sta lavorando a un libro molto somigliante, mi aspetto che vi sarà marcato il registro autodiegetico à la SN, che occupa da solo 1/3 di IMN. Del resto in “Introduzione&quot; del 9/10/04  Mozzi dichiarava: *Dubito di avere la forza di tornare nel luogo dove ho scritto SN e altri testi*. Ora, un anno dopo, pensa bene di IMN e ha riacquistato la forza di tornare lì.
La 2- è oscura, per quanto esplicita. Il 31/01/05 Mozzi scriveva:  *Avevo, credo, una sola immaginazione: che il male non è morale, ma naturale. Non so che senso abbia questa immaginazione.* D&#039;impulso avrei inteso &quot;una sola immaginazione&quot; = idea fissa. Il Devoto/Oli per &quot;immaginazione&quot; dà l&#039;accezione unica di capacità, attività ecc. d&#039;immaginare: dunque alla lettera la frase non avrebbe senso. Qui Mozzi evidentemente allude non alla facoltà producente, ma al prodotto, ossia nella fattispecie all&#039;unico prodotto, che è appunto *il male non è morale, ma naturale* - nella sua forma pura, *il male è naturale*. Ora, “il male” = termine astratto = nozione = idea; “è” = copula; “naturale” = predicato. Insomma, la frase è un giudizio, ed essendo il termine astratto/generale, questo giudizio potrebbe porsi come teoria.
Sotto “immagine” trovo invece un significato plausibile: “Descrizione più o meno adeguata… &#039;una vaga immagine&#039;… talvolta apparenza, parvenza”. Ci siamo. Mozzi il 31/01/05 intendeva: “immaginavo che il male fosse naturale” = pensavo/credevo/supponevo che ... Quello cioè era sì un giudizio, ma ipotetico, da confrontare dunque con la realtà.
Invece Mozzi di oggi, anzi del 12/03/06 scrive: *è una immaginazione. Dunque non ne penso niente* Come mai? Penso di saperlo. Che il male naturale sia un’immaginazione/ipotesi (debole, forse insensata), Mozzi lo diceva nel 2004/5, ma nel  1997/8 per lui non era solo un’ipotesi sensata: era LA SOLA REALTA&#039;. E la realtà si accetta così com’è senza interrogazioni di senso = senza ipotesi. Mozzi torna “oggettivo”, e la sua risposta da oscura si fa chiara se riformulata: &quot;è una realtà. Dunque non ne penso niente*
Così tra l&#039;altro ci ha fatto capire perché ha postato &quot;Amore&quot;. L&#039;ultima domanda, circoscritta, che mi rimane da fare è: cosa significa “male morale” nella &quot;Risposta&quot;?  Riporto il brano, e spero in una risposta.

*Nel 1989, Giuseppe, io sono quasi morto. Non ti racconto che cosa è veramente successo. Di solito dico: &quot;Sono stato male&quot;, e così dico una pietosa bugia: perché in verità nessuno è stato male, non essendoci nessuno. Io non c&#039;ero. O forse stavano male le cose, il mio letto e il mio tavolo, forse stavano male le persone attorno a me (delle quali non dico il nome), forse stava male il mondo intero. Io non lo so: non lo so, perché non ero. Ciò che accadeva, lo percepivo come un accadere di male a me. Non riuscivo a percepire che io non fossi. Forse accadeva che il mio non essere facesse male alle cose, al letto e al tavolo, alle persone vicine a me. Non dovrei dire: &quot;Sono stato male&quot;, ma: &quot;Non sono stato&quot;. Se dico: &quot;Sono stato male&quot;, nessuno mi fa più domande: e questo è bene. Non voglio che questo si ripeta. So che è sciocco non volere che questo si ripeta: perché non si ripete, ma continua. Naturalmente io ho vissuto tutto questo come un male morale. E credo di poter dire: se non sono morto nella carne, è perché a un certo punto tutto questo è diventato un male morale, e come male morale sono riuscito ad affrontarlo. Noi due, Giuseppe, tu e io, ci siamo incontrati alla fine del 1997. Il mio libro del 1998 si chiamava: Il male naturale. Di quel libro non so più che cosa pensare. Non so che cosa ne pensi tu. Avevo, credo, una sola immaginazione: che il male non è morale, ma naturale. Non so che senso abbia questa immaginazione. Che cos&#039;è per me la letteratura? Non è altro che questo, credo: una lunga serie di tentativi di immaginare il mondo vero, ossia l&#039;altro mondo, per mezzo di ciò di cui disponiamo: questo mondo. Se io sto male, una cura mi soccorre. C&#039;è sempre un senso di irrealtà, nello star male, vero? Il male non è reale, stando alle conversazioni che sento al bar, in treno, nei corridoi. Il male è un elemento d&#039;irrealtà che si intrufola in noi diventando: influenza, disgrazia, morte dei cari, violenza, esplosione, tutte quelle cose lì. Il male appartiene a un altro mondo, quando compare in questo mondo non c&#039;è altro da fare che scacciarlo. Io ho scacciato da me tutto il male che c&#039;era in me, e non è rimasto niente. Poi ho brancolato.*]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La 1- è chiara, per quanto sottintesa. Il  *Di quel libro non so più che cosa pensare* della &#8220;Risposta&#8221; significa che al 31/01/05 Mozzi ha smesso di pensare riguardo a IMN qualcosa di definito (e di positivo comunque, se aveva ritenuto bene pubblicarlo). Se ora sta lavorando a un libro molto somigliante, mi aspetto che vi sarà marcato il registro autodiegetico à la SN, che occupa da solo 1/3 di IMN. Del resto in “Introduzione&#8221; del 9/10/04  Mozzi dichiarava: *Dubito di avere la forza di tornare nel luogo dove ho scritto SN e altri testi*. Ora, un anno dopo, pensa bene di IMN e ha riacquistato la forza di tornare lì.<br />
La 2- è oscura, per quanto esplicita. Il 31/01/05 Mozzi scriveva:  *Avevo, credo, una sola immaginazione: che il male non è morale, ma naturale. Non so che senso abbia questa immaginazione.* D&#8217;impulso avrei inteso &#8220;una sola immaginazione&#8221; = idea fissa. Il Devoto/Oli per &#8220;immaginazione&#8221; dà l&#8217;accezione unica di capacità, attività ecc. d&#8217;immaginare: dunque alla lettera la frase non avrebbe senso. Qui Mozzi evidentemente allude non alla facoltà producente, ma al prodotto, ossia nella fattispecie all&#8217;unico prodotto, che è appunto *il male non è morale, ma naturale* &#8211; nella sua forma pura, *il male è naturale*. Ora, “il male” = termine astratto = nozione = idea; “è” = copula; “naturale” = predicato. Insomma, la frase è un giudizio, ed essendo il termine astratto/generale, questo giudizio potrebbe porsi come teoria.<br />
Sotto “immagine” trovo invece un significato plausibile: “Descrizione più o meno adeguata… &#8216;una vaga immagine&#8217;… talvolta apparenza, parvenza”. Ci siamo. Mozzi il 31/01/05 intendeva: “immaginavo che il male fosse naturale” = pensavo/credevo/supponevo che &#8230; Quello cioè era sì un giudizio, ma ipotetico, da confrontare dunque con la realtà.<br />
Invece Mozzi di oggi, anzi del 12/03/06 scrive: *è una immaginazione. Dunque non ne penso niente* Come mai? Penso di saperlo. Che il male naturale sia un’immaginazione/ipotesi (debole, forse insensata), Mozzi lo diceva nel 2004/5, ma nel  1997/8 per lui non era solo un’ipotesi sensata: era LA SOLA REALTA&#8217;. E la realtà si accetta così com’è senza interrogazioni di senso = senza ipotesi. Mozzi torna “oggettivo”, e la sua risposta da oscura si fa chiara se riformulata: &#8220;è una realtà. Dunque non ne penso niente*<br />
Così tra l&#8217;altro ci ha fatto capire perché ha postato &#8220;Amore&#8221;. L&#8217;ultima domanda, circoscritta, che mi rimane da fare è: cosa significa “male morale” nella &#8220;Risposta&#8221;?  Riporto il brano, e spero in una risposta.</p>
<p>*Nel 1989, Giuseppe, io sono quasi morto. Non ti racconto che cosa è veramente successo. Di solito dico: &#8220;Sono stato male&#8221;, e così dico una pietosa bugia: perché in verità nessuno è stato male, non essendoci nessuno. Io non c&#8217;ero. O forse stavano male le cose, il mio letto e il mio tavolo, forse stavano male le persone attorno a me (delle quali non dico il nome), forse stava male il mondo intero. Io non lo so: non lo so, perché non ero. Ciò che accadeva, lo percepivo come un accadere di male a me. Non riuscivo a percepire che io non fossi. Forse accadeva che il mio non essere facesse male alle cose, al letto e al tavolo, alle persone vicine a me. Non dovrei dire: &#8220;Sono stato male&#8221;, ma: &#8220;Non sono stato&#8221;. Se dico: &#8220;Sono stato male&#8221;, nessuno mi fa più domande: e questo è bene. Non voglio che questo si ripeta. So che è sciocco non volere che questo si ripeta: perché non si ripete, ma continua. Naturalmente io ho vissuto tutto questo come un male morale. E credo di poter dire: se non sono morto nella carne, è perché a un certo punto tutto questo è diventato un male morale, e come male morale sono riuscito ad affrontarlo. Noi due, Giuseppe, tu e io, ci siamo incontrati alla fine del 1997. Il mio libro del 1998 si chiamava: Il male naturale. Di quel libro non so più che cosa pensare. Non so che cosa ne pensi tu. Avevo, credo, una sola immaginazione: che il male non è morale, ma naturale. Non so che senso abbia questa immaginazione. Che cos&#8217;è per me la letteratura? Non è altro che questo, credo: una lunga serie di tentativi di immaginare il mondo vero, ossia l&#8217;altro mondo, per mezzo di ciò di cui disponiamo: questo mondo. Se io sto male, una cura mi soccorre. C&#8217;è sempre un senso di irrealtà, nello star male, vero? Il male non è reale, stando alle conversazioni che sento al bar, in treno, nei corridoi. Il male è un elemento d&#8217;irrealtà che si intrufola in noi diventando: influenza, disgrazia, morte dei cari, violenza, esplosione, tutte quelle cose lì. Il male appartiene a un altro mondo, quando compare in questo mondo non c&#8217;è altro da fare che scacciarlo. Io ho scacciato da me tutto il male che c&#8217;era in me, e non è rimasto niente. Poi ho brancolato.*</p>
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		<title>
		Di: giuliomozzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24916</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Mar 2006 16:27:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[1. che il libro al quale sto lavorando ora gli somiglia molto.
2. non è una teoria, ma una immaginazione. Dunque non ne penso niente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1. che il libro al quale sto lavorando ora gli somiglia molto.<br />
2. non è una teoria, ma una immaginazione. Dunque non ne penso niente.</p>
]]></content:encoded>
		
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