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	Commenti a: NON CONFORM/ Colette Peignot alias Laure	</title>
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		<title>
		Di: furlen		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[furlen]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Mar 2006 13:53:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@temperanza
scusa se intervemgo a singhiozzi- mai termine fu cosi&#039; appropriato per la condizione che l&#039;accompagna- ma volevo ringraziarti della risposta e aggiungere che trovo Diotima e in generale il lavoro della Muraro  tra i più interessanti sul versante filosofico italiano (insieme a Paolo Virno, evidentemente). Eppure non ho mai compreso fino in fondo la resistenza a un&#039;autrice come Helene Cixous completamente trascurata in Italia. Come mai? 
effeffe
ps
il romanzo citato da Temperanza potrebbe essere un primo passo per vincere il vostro dis-amore, cari Tashtego e Fuschini. Insisto però sul saggio la letteratura e il male dove a mio parere Bataille offre delle letture (tra queste Kafka) assolutamente illuminanti .  Poi magari si va a uncaffè e testi alla mano si discute, però si sa queste cose possono anche annoiare...
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@temperanza<br />
scusa se intervemgo a singhiozzi- mai termine fu cosi&#8217; appropriato per la condizione che l&#8217;accompagna- ma volevo ringraziarti della risposta e aggiungere che trovo Diotima e in generale il lavoro della Muraro  tra i più interessanti sul versante filosofico italiano (insieme a Paolo Virno, evidentemente). Eppure non ho mai compreso fino in fondo la resistenza a un&#8217;autrice come Helene Cixous completamente trascurata in Italia. Come mai?<br />
effeffe<br />
ps<br />
il romanzo citato da Temperanza potrebbe essere un primo passo per vincere il vostro dis-amore, cari Tashtego e Fuschini. Insisto però sul saggio la letteratura e il male dove a mio parere Bataille offre delle letture (tra queste Kafka) assolutamente illuminanti .  Poi magari si va a uncaffè e testi alla mano si discute, però si sa queste cose possono anche annoiare&#8230;<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: LaGiardiniera		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[LaGiardiniera]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Mar 2006 12:24:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non lo sapevo, grazie @t., che ce lo hai copiato (tra l&#039;altro è molto bello)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non lo sapevo, grazie @t., che ce lo hai copiato (tra l&#8217;altro è molto bello)</p>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/27/non-conform-colette-peignot-alias-laure/#comment-23994</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Mar 2006 10:09:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[SimonE Weil, ovviamente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SimonE Weil, ovviamente</p>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/27/non-conform-colette-peignot-alias-laure/#comment-23993</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Mar 2006 10:08:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per chiudere (da parte mia), un pezzetto tratto dal  &quot;L&#039;azzurro del cielo&quot; di Bataille(Einaudi, I969)

&quot;Nel periodo della mia vita in cui fui più infelice, incontrai spesso - per ragioni poco giustificabili e senza l&#039;ombra di attrazione sessuale – una donna che mi interessava soltanto per il suo assurdo aspetto: come se la mia sorte esigesse che un uccello di malaugurio m&#039;accompagnasse in quella circostanza.
...

La vedevo, di solito, in un bar ristorante dietro la Borsa. La facevo mangiare con me. Riuscivamo difficilmente a finire un pasto. Il tempo se ne andava in discussioni.
Era sui venticinque anni, brutta e visibilmente sporca (le donne con le quali uscivo prima erano invece ben vestite e belle). Il cognome, Lazare, s’addiceva al suo aspetto macabro meglio del nome proprio. Era strana, anzi piuttosto ridicola. Per spiegare in qualche modo il mio interesse per lei, bisognava supporre un mio disordine mentale. Questo, almeno, dicevano gli amici che incontravo in Borsa.
Era, in quel momento, la sola persona che mi aiutasse a sfuggire alla prostrazione: appena oltrepassava la porta del bar – la sua figura malmessa e oscura sulla soglia di quel luogo consacrato al caso e alla fortuna, era una stupida apparizione della sventura – le andavo incontro per accompagnarla al mio tavolo. Portava abiti neri, sgraziati e macchiati. Pareva non vedesse nulla davanti a sé, spesso urtava i tavoli passando. Senza cappello, i capelli corti, irti e spettinati le creavano ali di corvo intorno alla faccia. Aveva un gran naso da ebrea magra, la carnagione giallastra usciva da quelle ali sotto occhiali cerchiati d’acciaio.
Metteva a disagio: parlava lentamente con la serenità di un’indifferenza totale; la malattia, la stanchezza, la miseria o la morte non contavano nulla ai suoi occhi. Supponeva a priori negli altri il più calmo distacco. Esercitava un fascino, e per la sua lucidità e per le sue idee da allucinata. Le davo il denaro necessario per stampare una minuscola rivista mensile cui attribuiva molta importanza. Vi difendeva i principi d’un comunismo molto diverso dal comunismo di Mosca. Per lo più pensavo che fosse realmente pazza, da parte mia era uno scherzo malevolo quel prestarmi al suo gioco. La frequentavo, credo, perché la sua agitazione era altrettanto fuori luogo, altrettanto sterile della mia vita privata, e nello stesso tempo altrettanto torbida. Quel che mi interessava di più in lei, era l’avidità morbosa che la spingeva a dare la sua vita e il suo sangue alla causa dei diseredati. Riflettevo: dev’essere un sangue povero di vergine sporca.”

---
E&#039; un po&#039; lungo, ma mi perdonerete, spero, solo qualche anno dopo averlo letto ho scoperto che il modello di Lazare era Simon Weil.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chiudere (da parte mia), un pezzetto tratto dal  &#8220;L&#8217;azzurro del cielo&#8221; di Bataille(Einaudi, I969)</p>
<p>&#8220;Nel periodo della mia vita in cui fui più infelice, incontrai spesso &#8211; per ragioni poco giustificabili e senza l&#8217;ombra di attrazione sessuale – una donna che mi interessava soltanto per il suo assurdo aspetto: come se la mia sorte esigesse che un uccello di malaugurio m&#8217;accompagnasse in quella circostanza.<br />
&#8230;</p>
<p>La vedevo, di solito, in un bar ristorante dietro la Borsa. La facevo mangiare con me. Riuscivamo difficilmente a finire un pasto. Il tempo se ne andava in discussioni.<br />
Era sui venticinque anni, brutta e visibilmente sporca (le donne con le quali uscivo prima erano invece ben vestite e belle). Il cognome, Lazare, s’addiceva al suo aspetto macabro meglio del nome proprio. Era strana, anzi piuttosto ridicola. Per spiegare in qualche modo il mio interesse per lei, bisognava supporre un mio disordine mentale. Questo, almeno, dicevano gli amici che incontravo in Borsa.<br />
Era, in quel momento, la sola persona che mi aiutasse a sfuggire alla prostrazione: appena oltrepassava la porta del bar – la sua figura malmessa e oscura sulla soglia di quel luogo consacrato al caso e alla fortuna, era una stupida apparizione della sventura – le andavo incontro per accompagnarla al mio tavolo. Portava abiti neri, sgraziati e macchiati. Pareva non vedesse nulla davanti a sé, spesso urtava i tavoli passando. Senza cappello, i capelli corti, irti e spettinati le creavano ali di corvo intorno alla faccia. Aveva un gran naso da ebrea magra, la carnagione giallastra usciva da quelle ali sotto occhiali cerchiati d’acciaio.<br />
Metteva a disagio: parlava lentamente con la serenità di un’indifferenza totale; la malattia, la stanchezza, la miseria o la morte non contavano nulla ai suoi occhi. Supponeva a priori negli altri il più calmo distacco. Esercitava un fascino, e per la sua lucidità e per le sue idee da allucinata. Le davo il denaro necessario per stampare una minuscola rivista mensile cui attribuiva molta importanza. Vi difendeva i principi d’un comunismo molto diverso dal comunismo di Mosca. Per lo più pensavo che fosse realmente pazza, da parte mia era uno scherzo malevolo quel prestarmi al suo gioco. La frequentavo, credo, perché la sua agitazione era altrettanto fuori luogo, altrettanto sterile della mia vita privata, e nello stesso tempo altrettanto torbida. Quel che mi interessava di più in lei, era l’avidità morbosa che la spingeva a dare la sua vita e il suo sangue alla causa dei diseredati. Riflettevo: dev’essere un sangue povero di vergine sporca.”</p>
<p>&#8212;<br />
E&#8217; un po&#8217; lungo, ma mi perdonerete, spero, solo qualche anno dopo averlo letto ho scoperto che il modello di Lazare era Simon Weil.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: gabriella fuschini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/27/non-conform-colette-peignot-alias-laure/#comment-23985</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabriella fuschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2006 23:47:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ francesco:
Non ho parole! E aggiungo: ognuno segue i propri percorsi e esplora come meglio crede le tenebre e il male, con le letture che più gli sono congeniali.

Grazie a Temperanza e a Marco per aver compreso. Il bosco di notte è un romanzo folgorante, fuori catalogo purtroppo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ francesco:<br />
Non ho parole! E aggiungo: ognuno segue i propri percorsi e esplora come meglio crede le tenebre e il male, con le letture che più gli sono congeniali.</p>
<p>Grazie a Temperanza e a Marco per aver compreso. Il bosco di notte è un romanzo folgorante, fuori catalogo purtroppo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/27/non-conform-colette-peignot-alias-laure/#comment-23968</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2006 19:15:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusami marco, ti ho chiamato ff.
Se ti interessa l&#039;argomento  la rivista di Diotima (una comunità di filosofe nata nel 1984 presso l&#039;università di Verona) ti può dire molto di più. Non dovrebbe essere difficile trovarla in biblioteca. Io ne ho qui  un numero, per esempio, che si intitola &quot;Mettere al mondo il mondo. Oggetto e oggettività alla luce della differenza sessuale&quot;, in cui si parla anche della Weil (ovviamente!) e della Morante. Ma come ho detto l&#039;ottica, per altro molto interessante, è di genere.
Ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusami marco, ti ho chiamato ff.<br />
Se ti interessa l&#8217;argomento  la rivista di Diotima (una comunità di filosofe nata nel 1984 presso l&#8217;università di Verona) ti può dire molto di più. Non dovrebbe essere difficile trovarla in biblioteca. Io ne ho qui  un numero, per esempio, che si intitola &#8220;Mettere al mondo il mondo. Oggetto e oggettività alla luce della differenza sessuale&#8221;, in cui si parla anche della Weil (ovviamente!) e della Morante. Ma come ho detto l&#8217;ottica, per altro molto interessante, è di genere.<br />
Ciao</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/27/non-conform-colette-peignot-alias-laure/#comment-23967</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2006 18:56:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per questo poco...;-) intanto recupero la Barnes.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per questo poco&#8230;;-) intanto recupero la Barnes.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/27/non-conform-colette-peignot-alias-laure/#comment-23964</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2006 18:19:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ne ho idea, ff, non sono mai stata femminista in senso stretto, dopo un paio di riunioni ho capito che non faceva per me, la letteratura non mi interessava in un&#039;ottica di genere, anche se vedevo e vedo e naturalmente sono sensibile alle distorsioni che  nella recezione delle opere ha portato una società maschilista.
Sono molto più in sintonia con la Muraro di adesso che di allora, tanto per dire. Certo, leggere la Irigaray ti faceva aprire gli occhi, se già non li avevi aperti da te, ma il femminismo militante (dal mio personalissimo punto di vista e fatte salve le battaglie doverose) era una gran palla e mi pareva che mi facesse perdere tempo, teoricamente parlando.

Mi interessana la Djuna Barnes perché aveva scritto Bosco di notte, non perché era una donna, che fosse una donna me la rendeva più prossima, ma se Bosco di notte fosse stato un libro poco interessante sarebbe finito nel cestino.

Come vedi da questo punto di vista valgo poco;–)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ne ho idea, ff, non sono mai stata femminista in senso stretto, dopo un paio di riunioni ho capito che non faceva per me, la letteratura non mi interessava in un&#8217;ottica di genere, anche se vedevo e vedo e naturalmente sono sensibile alle distorsioni che  nella recezione delle opere ha portato una società maschilista.<br />
Sono molto più in sintonia con la Muraro di adesso che di allora, tanto per dire. Certo, leggere la Irigaray ti faceva aprire gli occhi, se già non li avevi aperti da te, ma il femminismo militante (dal mio personalissimo punto di vista e fatte salve le battaglie doverose) era una gran palla e mi pareva che mi facesse perdere tempo, teoricamente parlando.</p>
<p>Mi interessana la Djuna Barnes perché aveva scritto Bosco di notte, non perché era una donna, che fosse una donna me la rendeva più prossima, ma se Bosco di notte fosse stato un libro poco interessante sarebbe finito nel cestino.</p>
<p>Come vedi da questo punto di vista valgo poco;–)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/27/non-conform-colette-peignot-alias-laure/#comment-23960</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2006 17:24:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per fortuna ci sono state donne &#039;scompagnate&#039; come la Duras. Mi piacerebbe sapere, Temperanza, com&#039;era &#039;sentita&#039; dalle militanti femministe.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per fortuna ci sono state donne &#8216;scompagnate&#8217; come la Duras. Mi piacerebbe sapere, Temperanza, com&#8217;era &#8216;sentita&#8217; dalle militanti femministe.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/27/non-conform-colette-peignot-alias-laure/#comment-23957</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2006 17:16:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ff 

Negli anni settanta c&#039;era un&#039;attenzione molto forte da parte delle donne verso le donne artiste e  la loro invisibilità e marginalità,  adesso le cose sono cambiate, da un lato in meglio, perché il cerchio d&#039;ombra  si è ristretto, dall&#039;altro però le donne sono meno militanti, io per prima;–)

Donne come Laure, la Zürn, Camille Claudel e tante altre spesso suicide o finite in manicomio erano viste, sempre che fossero viste, come grandi ombre, personaggi minori e  irrisolti  a fianco dei loro compagni, Bellmer per la Zürn (l&#039;uomo nel gelsomino però è Michaux), Bataille per Laure. Insomma, gli amanti erano sempre più grandi, e  che fossero famosi le oscurava ancora di più. Per questo la Peignot e la Zürn sono state pubblicate da case editrici militanti. E poi non avevano scritto opere vaste, non erano scrittrici di romanzi, praticavano una scrittura marginale, frammentaria, autobiografica. Le scrittrici lesbiche paradossalmente erano più forti (o almeno questa è la mia impressione), la Yourcenar, la Bishop, queste donne invece si sono bruciate di più e più in fretta e hanno scritto al massimo un libro, raccolto poi avventurosamente dagli amici.

Allora, ma sono passati trent&#039;anni e certo qualcosa ho dimenticato, libro è stato accolto con interesse dalle donne e con spirito documentario ma non attentissimo (se non ricordo male) dagli uomini, o almeno dagli uomini che io frequentavo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ff </p>
<p>Negli anni settanta c&#8217;era un&#8217;attenzione molto forte da parte delle donne verso le donne artiste e  la loro invisibilità e marginalità,  adesso le cose sono cambiate, da un lato in meglio, perché il cerchio d&#8217;ombra  si è ristretto, dall&#8217;altro però le donne sono meno militanti, io per prima;–)</p>
<p>Donne come Laure, la Zürn, Camille Claudel e tante altre spesso suicide o finite in manicomio erano viste, sempre che fossero viste, come grandi ombre, personaggi minori e  irrisolti  a fianco dei loro compagni, Bellmer per la Zürn (l&#8217;uomo nel gelsomino però è Michaux), Bataille per Laure. Insomma, gli amanti erano sempre più grandi, e  che fossero famosi le oscurava ancora di più. Per questo la Peignot e la Zürn sono state pubblicate da case editrici militanti. E poi non avevano scritto opere vaste, non erano scrittrici di romanzi, praticavano una scrittura marginale, frammentaria, autobiografica. Le scrittrici lesbiche paradossalmente erano più forti (o almeno questa è la mia impressione), la Yourcenar, la Bishop, queste donne invece si sono bruciate di più e più in fretta e hanno scritto al massimo un libro, raccolto poi avventurosamente dagli amici.</p>
<p>Allora, ma sono passati trent&#8217;anni e certo qualcosa ho dimenticato, libro è stato accolto con interesse dalle donne e con spirito documentario ma non attentissimo (se non ricordo male) dagli uomini, o almeno dagli uomini che io frequentavo.</p>
]]></content:encoded>
		
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