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	Commenti a: Allons, Enfants! Bruno Bressolin	</title>
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/20/allons-enfants-bruno-bressolin/#comment-25757</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2006 08:53:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://www.unregardmoderne.com/

ci sono dei dossier (in francese e inglese) sul movimento studentesco francese di queste settimane
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unregardmoderne.com/" rel="nofollow ugc">http://www.unregardmoderne.com/</a></p>
<p>ci sono dei dossier (in francese e inglese) sul movimento studentesco francese di queste settimane<br />
effeffe</p>
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/20/allons-enfants-bruno-bressolin/#comment-25690</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2006 09:23:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che una componente del fastidio che molti hanno provato verso la mia generazione derivi da un certo reducismo presente in molti miei coetanei, assieme ad una certa stupida supponenza di chi crede di essere stato protagonista di eventi storici irripetibili, eroici e determinanti.
Questo atteggiamento indubbiamente c’è stato, anche se ora si è molto attenuato, fino forse a sparire.
Sicuramente c’è dell’altro, ma non so cosa sia.
Stranissima è anche la circostanza che a quarant’anni di distanza ancora nessuno abbia provato a scrivere una storia del Sessantotto, completa e organica.
La storia delle sue origini, del suo svolgimento e delle sue conseguenze.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che una componente del fastidio che molti hanno provato verso la mia generazione derivi da un certo reducismo presente in molti miei coetanei, assieme ad una certa stupida supponenza di chi crede di essere stato protagonista di eventi storici irripetibili, eroici e determinanti.<br />
Questo atteggiamento indubbiamente c’è stato, anche se ora si è molto attenuato, fino forse a sparire.<br />
Sicuramente c’è dell’altro, ma non so cosa sia.<br />
Stranissima è anche la circostanza che a quarant’anni di distanza ancora nessuno abbia provato a scrivere una storia del Sessantotto, completa e organica.<br />
La storia delle sue origini, del suo svolgimento e delle sue conseguenze.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/20/allons-enfants-bruno-bressolin/#comment-25654</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2006 15:01:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[fermo restando che le questioni sollevate non si limitino a quanto e come i poliziotti di oggi siano diversi da quelli di valle Giulia, vi segnalo questo bellissimo articolo di Evangelisti sui commissari scriba e sul romanzo in generale
http://www.carmillaonline.com/archives/2006/03/001713.html
un abbraccio
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>fermo restando che le questioni sollevate non si limitino a quanto e come i poliziotti di oggi siano diversi da quelli di valle Giulia, vi segnalo questo bellissimo articolo di Evangelisti sui commissari scriba e sul romanzo in generale<br />
<a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2006/03/001713.html" rel="nofollow ugc">http://www.carmillaonline.com/archives/2006/03/001713.html</a><br />
un abbraccio<br />
effeffe</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/20/allons-enfants-bruno-bressolin/#comment-25641</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2006 09:47:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[condivido tash sulla questione del &quot;risentimento&quot; nei confronti del &#039;68, uno strano &#039;risentimento trasversale&#039;; e condivido quanto dice sul ruolo della polizia a Valle Giulia e al G8; poi mi interesserebbe avere una visione dall&#039;interno, che possa almeno attenuare il ricordo di Genova, dell&#039;ammazzamento di Giuliani, della Diaz, di Bolzaneto e di tutti i pestaggi indiscriminati che si sono verificati prima e dopo, fino al caso di Federico Aldrovandi;

ho riscontrato pero&#039; anche un risentimento simmetrico e opposto da parte di alcuni sessantottini (intellettuali formatisi in quegli anni e impegnati nel movimento) nei confronti del movimento altermondialista, e questo mi ha fatto veramente incazzare; l&#039;idea era: &quot;no, ma questo qua non si capisce cosa vogliono fare, la cosa giusta l&#039;abbiamo fatta noi, allora&quot;.

una valutazione spassionata su quegli anni, oggi non saprei ancora farla: nel mio giudizio si mischiano cose bellissime e tremende; quella più tremenda, forse, è il conformismo dei contestatari; quella più bella, tutte le forme di autogestione delle persone comuni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>condivido tash sulla questione del &#8220;risentimento&#8221; nei confronti del &#8217;68, uno strano &#8216;risentimento trasversale&#8217;; e condivido quanto dice sul ruolo della polizia a Valle Giulia e al G8; poi mi interesserebbe avere una visione dall&#8217;interno, che possa almeno attenuare il ricordo di Genova, dell&#8217;ammazzamento di Giuliani, della Diaz, di Bolzaneto e di tutti i pestaggi indiscriminati che si sono verificati prima e dopo, fino al caso di Federico Aldrovandi;</p>
<p>ho riscontrato pero&#8217; anche un risentimento simmetrico e opposto da parte di alcuni sessantottini (intellettuali formatisi in quegli anni e impegnati nel movimento) nei confronti del movimento altermondialista, e questo mi ha fatto veramente incazzare; l&#8217;idea era: &#8220;no, ma questo qua non si capisce cosa vogliono fare, la cosa giusta l&#8217;abbiamo fatta noi, allora&#8221;.</p>
<p>una valutazione spassionata su quegli anni, oggi non saprei ancora farla: nel mio giudizio si mischiano cose bellissime e tremende; quella più tremenda, forse, è il conformismo dei contestatari; quella più bella, tutte le forme di autogestione delle persone comuni</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/20/allons-enfants-bruno-bressolin/#comment-25554</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2006 13:38:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Tash sono d&#039;accordo su alcuni punti ma per niente su due questioni. la prima. Tu dici :
&quot;Tuttavia gode di un’antipatia postuma, assolutamente unica e singolare, da parte soprattutto delle generazioni successive.&quot;
In realtà i maggiori conflitti si leggono all&#039;interno d quella generazione. Ti sei mai chiesto perchè in Italia non si sia riusciti a votare l&#039;Amnistia per i fatti degli anni settanta? Sia che ci fosse la destra o la sinistra al governo? Mi dispiace, Tash ma credo che il vero nodo sia lì cioè tra voi (Toni Negri o Adriano Sofri?) Partito comunista o movimento studentesco? Potere Operaio o Lotta Continua? And so on...
La seconda.
Durante queste stettimane ho lavorato per le olimpiadi a stretto contatto con le forze dell&#039;ordine e volontari (civili). Ragazzi di vent&#039;anni, originari di tutt&#039;italia anche s ein prevalenza del sud, che venivano piazzati davanti a un metal detector dopo aver fatto centinaia di chilometri ogni gorno (sveglia alle quattro) e che ti assicuro, vuoi per il compito che era di assicurare la gente, vuoi per l&#039;atmosfera generale, mi hanno dato tutt&#039;altra impressione da quella evocata da te. Molti alti dirigenti della polizia di oggi sono ex sessantottini, e forse migliori di quelli che uscivano dritti dritti dal fascismo, e che erano questori, ispettori, a Valle Giulia. 
Insomma da uno che nel sessantotto intendeva il movimento soprattutto come iniziare a camminare (avevo un anno!!)
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Tash sono d&#8217;accordo su alcuni punti ma per niente su due questioni. la prima. Tu dici :<br />
&#8220;Tuttavia gode di un’antipatia postuma, assolutamente unica e singolare, da parte soprattutto delle generazioni successive.&#8221;<br />
In realtà i maggiori conflitti si leggono all&#8217;interno d quella generazione. Ti sei mai chiesto perchè in Italia non si sia riusciti a votare l&#8217;Amnistia per i fatti degli anni settanta? Sia che ci fosse la destra o la sinistra al governo? Mi dispiace, Tash ma credo che il vero nodo sia lì cioè tra voi (Toni Negri o Adriano Sofri?) Partito comunista o movimento studentesco? Potere Operaio o Lotta Continua? And so on&#8230;<br />
La seconda.<br />
Durante queste stettimane ho lavorato per le olimpiadi a stretto contatto con le forze dell&#8217;ordine e volontari (civili). Ragazzi di vent&#8217;anni, originari di tutt&#8217;italia anche s ein prevalenza del sud, che venivano piazzati davanti a un metal detector dopo aver fatto centinaia di chilometri ogni gorno (sveglia alle quattro) e che ti assicuro, vuoi per il compito che era di assicurare la gente, vuoi per l&#8217;atmosfera generale, mi hanno dato tutt&#8217;altra impressione da quella evocata da te. Molti alti dirigenti della polizia di oggi sono ex sessantottini, e forse migliori di quelli che uscivano dritti dritti dal fascismo, e che erano questori, ispettori, a Valle Giulia.<br />
Insomma da uno che nel sessantotto intendeva il movimento soprattutto come iniziare a camminare (avevo un anno!!)<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/20/allons-enfants-bruno-bressolin/#comment-25553</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2006 13:32:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tash, insisto, non processo una generazione. Molte persone a me care e importanti per la mia formazione appartengono a quella generazione. Il (fondamentale) valore di quelle lotte lo conosco pure io. Ho appena finito di leggere il romanzo di Arpaia che parla non proprio del &#039;68 ma del decennio dei &#039;70. 
A me non sta sul cazzo nessuno, in questo senso. Se c&#039;è un errore, semmai, non è tanto il terrorismo, ma la mitologia giovanilista a tutti i costi, che ha creato una classe di figli che hanno contestato i padri ma non hanno voluto, poi,  diventarlo, trasmettendo i valori, i contenuti, ma tenendoseli per sé come una proprietà privata. 
Avevo 20 anni nei vituperati anni &#039;80. Quei contestatari con cashmir mi hanno spaccato la minchia a dirmi che eravamo edonisti (loro sì, invece che aveva spaccato il culo ai passeri!). Io edonista non lo sono mai stato. E non ho nulla di cashmir nell&#039;armadio.

(In polizia è pieno di fascisti? Certo, chi l&#039;ha mai negato. Ma la differenza è che non ci sono solo loro, adesso.)
Ma credo che dovremmo spiegarci a voce. Sto scrivendo di fretta e inevitabilmente ho un tono sgraziato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tash, insisto, non processo una generazione. Molte persone a me care e importanti per la mia formazione appartengono a quella generazione. Il (fondamentale) valore di quelle lotte lo conosco pure io. Ho appena finito di leggere il romanzo di Arpaia che parla non proprio del &#8217;68 ma del decennio dei &#8217;70.<br />
A me non sta sul cazzo nessuno, in questo senso. Se c&#8217;è un errore, semmai, non è tanto il terrorismo, ma la mitologia giovanilista a tutti i costi, che ha creato una classe di figli che hanno contestato i padri ma non hanno voluto, poi,  diventarlo, trasmettendo i valori, i contenuti, ma tenendoseli per sé come una proprietà privata.<br />
Avevo 20 anni nei vituperati anni &#8217;80. Quei contestatari con cashmir mi hanno spaccato la minchia a dirmi che eravamo edonisti (loro sì, invece che aveva spaccato il culo ai passeri!). Io edonista non lo sono mai stato. E non ho nulla di cashmir nell&#8217;armadio.</p>
<p>(In polizia è pieno di fascisti? Certo, chi l&#8217;ha mai negato. Ma la differenza è che non ci sono solo loro, adesso.)<br />
Ma credo che dovremmo spiegarci a voce. Sto scrivendo di fretta e inevitabilmente ho un tono sgraziato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/20/allons-enfants-bruno-bressolin/#comment-25551</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2006 13:21:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una mia amica poliziotta mi diceva che in questi anni nelle caserme e nelle stazioni di polizia si fa spesso il saluto romano, in modo aperto e arrogante.
Il sindacato di polizia non ha davvero cambiato le cose, né può cambiarle sul serio.
Però le percezioni personali, comprese le tue e le mie, Gianni, spesso ci fanno trarre conclusioni sbagliate.
La generazione del ’68 non è diversa dalle altre quanto a trasmigrazioni politiche e contiene un tasso di voltagabbana identico, così come è identica alle altre la percentuale di “raggiungimento del potere” individuale.
Tuttavia gode di un’antipatia postuma, assolutamente unica e singolare, da parte soprattutto delle generazioni successive.
Quelle di oggi manco sanno cosa sia successo in quegli anni.
La stessa antipatia la percepisco sotto le tue parole, Gianni, ma davvero non so spiegarmela.
Mai in effetti ho saputo spiegarmela.
Eppure il ‘68 fu determinante almeno per due risultati, che poi sono entrati a far parte del patrimonio comune: la trasformazione della scuola in senso anti-autoritario e le grandi lotte operaie dal ’69 in poi, che furono un momento importante di re-distribuzione del reddito. 
Potrei metterci molta altra roba, tra cui l’emancipazione della donna, le leggi sul divorzio e l’aborto, eccetera, se fossi del tutto sicuro che il ‘68 ne sia stato tra le cause principali.
Eppure, Gianni, ci sono state generazioni molto più degne della mia di stare sul cazzo a quelle successive: i rampantini degli anni ’80, per esempio, dove li metti?
E i pragmatici dei ’90, senza più uno straccio di visione del futuro, di obbiettivo condiviso, che non fosse la loro personale carriera?
Il ’68 ha fatto una cosa forse imperdonabile: ha generato il terrorismo, ma c’è chi dice che non è vero.
C’è chi dice che nacque dalla disperazione, dall’inerzia delle masse, eccetera.
Pasolini sbagliava, stranamente, perché si fermava all’estrazione di classe degli attori politici di quegli anni, dimenticando che il ruolo che ricoprivano nel processo di trasformazione.
Quello era importante, non il punto di partenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una mia amica poliziotta mi diceva che in questi anni nelle caserme e nelle stazioni di polizia si fa spesso il saluto romano, in modo aperto e arrogante.<br />
Il sindacato di polizia non ha davvero cambiato le cose, né può cambiarle sul serio.<br />
Però le percezioni personali, comprese le tue e le mie, Gianni, spesso ci fanno trarre conclusioni sbagliate.<br />
La generazione del ’68 non è diversa dalle altre quanto a trasmigrazioni politiche e contiene un tasso di voltagabbana identico, così come è identica alle altre la percentuale di “raggiungimento del potere” individuale.<br />
Tuttavia gode di un’antipatia postuma, assolutamente unica e singolare, da parte soprattutto delle generazioni successive.<br />
Quelle di oggi manco sanno cosa sia successo in quegli anni.<br />
La stessa antipatia la percepisco sotto le tue parole, Gianni, ma davvero non so spiegarmela.<br />
Mai in effetti ho saputo spiegarmela.<br />
Eppure il ‘68 fu determinante almeno per due risultati, che poi sono entrati a far parte del patrimonio comune: la trasformazione della scuola in senso anti-autoritario e le grandi lotte operaie dal ’69 in poi, che furono un momento importante di re-distribuzione del reddito.<br />
Potrei metterci molta altra roba, tra cui l’emancipazione della donna, le leggi sul divorzio e l’aborto, eccetera, se fossi del tutto sicuro che il ‘68 ne sia stato tra le cause principali.<br />
Eppure, Gianni, ci sono state generazioni molto più degne della mia di stare sul cazzo a quelle successive: i rampantini degli anni ’80, per esempio, dove li metti?<br />
E i pragmatici dei ’90, senza più uno straccio di visione del futuro, di obbiettivo condiviso, che non fosse la loro personale carriera?<br />
Il ’68 ha fatto una cosa forse imperdonabile: ha generato il terrorismo, ma c’è chi dice che non è vero.<br />
C’è chi dice che nacque dalla disperazione, dall’inerzia delle masse, eccetera.<br />
Pasolini sbagliava, stranamente, perché si fermava all’estrazione di classe degli attori politici di quegli anni, dimenticando che il ruolo che ricoprivano nel processo di trasformazione.<br />
Quello era importante, non il punto di partenza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Late Comer		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/20/allons-enfants-bruno-bressolin/#comment-25549</link>

		<dc:creator><![CDATA[Late Comer]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2006 13:10:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I dati dell&#039;associazione di categoria dei chirurghi plastici britannici dicono che il numero dei pazienti cinquantenni è quadruplicato negli ultimi cinque anni e la metà di questi sceglie un intervento perché ha paura di non essere rispettato sul posto di lavoro. &quot;Vengono da me poliziotte (sic) e insegnanti&quot; dice all&#039;Indipendent on Sunday il dottor Norman Waterhouse alludendo a due categorie professionali che oggi spesso devono traslocare fuori Londra perché con quello che guadagnano non riescono neppure a pagarsi il costo esorbitante di una casa nella capitale. Etc etc 
 Dunque

1) I manager si fanno il botox perché hanno paura che i più giovani gli facciano le scarpe, cioè il manager usa il botox per ringiovanire ma per lui ringiovanire significa avere la sicurezza del lavoro

2) Per i manifestanti: essere giovani= essere precari

Ci siamo visti senza botox?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I dati dell&#8217;associazione di categoria dei chirurghi plastici britannici dicono che il numero dei pazienti cinquantenni è quadruplicato negli ultimi cinque anni e la metà di questi sceglie un intervento perché ha paura di non essere rispettato sul posto di lavoro. &#8220;Vengono da me poliziotte (sic) e insegnanti&#8221; dice all&#8217;Indipendent on Sunday il dottor Norman Waterhouse alludendo a due categorie professionali che oggi spesso devono traslocare fuori Londra perché con quello che guadagnano non riescono neppure a pagarsi il costo esorbitante di una casa nella capitale. Etc etc<br />
 Dunque</p>
<p>1) I manager si fanno il botox perché hanno paura che i più giovani gli facciano le scarpe, cioè il manager usa il botox per ringiovanire ma per lui ringiovanire significa avere la sicurezza del lavoro</p>
<p>2) Per i manifestanti: essere giovani= essere precari</p>
<p>Ci siamo visti senza botox?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/20/allons-enfants-bruno-bressolin/#comment-25541</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2006 12:43:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/03/20/allons-enfants-bruno-bressolin/#comment-25541</guid>

					<description><![CDATA[Tash, potrei raccontarti di uno studente, quando ero all&#039;Università, che in prima linea occupava la facoltà nel nome dei principi comunisti. E io (che la facoltà non la occupavo perché occupato a lavorare per pagarmi l&#039;università) gli dicevo: &quot;voglio vederti fra 10 anni.&quot; Perché già dall&#039;epoca vedevo chiaramente il fascista boghese (figlio di borghesi) che era in lui. Dieci anni dopo ha avuto una conversione religiosa, si è avvicinato all&#039;opus dei, si è candidato a partiti sempre più di destra etc. etc.
Io sono rimasto qui da questo lato della &quot;barricata&quot;. Tutti (non tutti, molti di) quelli che stavano alla mia sinistra li ho ora alla mia destra.
(Non faccio un processo ad una generazione, ben inteso. Ma questi esempi li conosci pure tu.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tash, potrei raccontarti di uno studente, quando ero all&#8217;Università, che in prima linea occupava la facoltà nel nome dei principi comunisti. E io (che la facoltà non la occupavo perché occupato a lavorare per pagarmi l&#8217;università) gli dicevo: &#8220;voglio vederti fra 10 anni.&#8221; Perché già dall&#8217;epoca vedevo chiaramente il fascista boghese (figlio di borghesi) che era in lui. Dieci anni dopo ha avuto una conversione religiosa, si è avvicinato all&#8217;opus dei, si è candidato a partiti sempre più di destra etc. etc.<br />
Io sono rimasto qui da questo lato della &#8220;barricata&#8221;. Tutti (non tutti, molti di) quelli che stavano alla mia sinistra li ho ora alla mia destra.<br />
(Non faccio un processo ad una generazione, ben inteso. Ma questi esempi li conosci pure tu.)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/20/allons-enfants-bruno-bressolin/#comment-25540</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2006 12:23:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[quei poliziotti non erano fascisti, erano semplicemente servi.
(servitori &quot;dello stato&quot;).
gli studenti non erano fascisti.
sei informato male anche su quello che sono oggi.
e in ogni caso quello che si è oggi non è quello che si era ieri.
gli studenti del &#039;68 erano una parte della società che non stava più alle regole del gioco e le voleva cambiare.
oggi a ben guardare sta per accadere una cosa simile, perché abbiamo costruito una società di fatto contro i nostri figli.
se tra quarant&#039;anni lo studente col passa-montagna qui sopra sarà un fascista possiamo fargliene una colpa adesso?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>quei poliziotti non erano fascisti, erano semplicemente servi.<br />
(servitori &#8220;dello stato&#8221;).<br />
gli studenti non erano fascisti.<br />
sei informato male anche su quello che sono oggi.<br />
e in ogni caso quello che si è oggi non è quello che si era ieri.<br />
gli studenti del &#8217;68 erano una parte della società che non stava più alle regole del gioco e le voleva cambiare.<br />
oggi a ben guardare sta per accadere una cosa simile, perché abbiamo costruito una società di fatto contro i nostri figli.<br />
se tra quarant&#8217;anni lo studente col passa-montagna qui sopra sarà un fascista possiamo fargliene una colpa adesso?</p>
]]></content:encoded>
		
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