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	Commenti a: Fucked up	</title>
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		<title>
		Di: Elena		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2006 11:42:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[comunque il libro è veramente un&#039;operazione straordinaria, credo che resterà e parlerà anche e più a lungo della sua vita in libreria...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>comunque il libro è veramente un&#8217;operazione straordinaria, credo che resterà e parlerà anche e più a lungo della sua vita in libreria&#8230;</p>
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		Di: marco rovelli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2006 13:21:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sunto della lettura in classe (c&#039;erano quattro persone):
Dice Claudia: Vogliono far vedere come vivono loro la guerra… però è strano perché… (Se dovessi definire: di cosa parla? - Interviene Martina) Uno scambio alla pari: si unisce sesso e guerra. (E quale è il legame tra sesso e guerra?) La violenza, almeno nel modo in cui loro lo intendono. Un modo piuttosto animale, sia nell’uccidere il nemico che nelle foto porno – quasi che volessero soddisfare lo stesso istinto, lo stesso bisogno. (Che cosa ti dice di nuovo? Ci sarebbe differenza se fossero fatte da un fotoreporter?) E’ significativo che lo facciano loro, che vanno in Iraq per la libertà e invece…

Jacopo e Fabio parlano di Arancia Meccanica e Full Metal Jacket: la consustanzialità tra sesso e violenza in Arancia Meccanica. Dice Fabio: In F.M. è più uno sfogo, una necessità meccanica, quasi secondaria. In A.M. si mette in luce la comunanza di natura.
Jacopo sottolinea il valore estetico di A.M., l’artificio di sesso e violenza.

Martina alla fine rileva l’importanza del fatto di rappresentarsi nella foto: in queste rappresentazioni amano se stessi (mi chiedo, dice Martina, se ha a che fare con la teoria dell’identificazione nell’immagine): è un modo di celebrare se stessi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sunto della lettura in classe (c&#8217;erano quattro persone):<br />
Dice Claudia: Vogliono far vedere come vivono loro la guerra… però è strano perché… (Se dovessi definire: di cosa parla? &#8211; Interviene Martina) Uno scambio alla pari: si unisce sesso e guerra. (E quale è il legame tra sesso e guerra?) La violenza, almeno nel modo in cui loro lo intendono. Un modo piuttosto animale, sia nell’uccidere il nemico che nelle foto porno – quasi che volessero soddisfare lo stesso istinto, lo stesso bisogno. (Che cosa ti dice di nuovo? Ci sarebbe differenza se fossero fatte da un fotoreporter?) E’ significativo che lo facciano loro, che vanno in Iraq per la libertà e invece…</p>
<p>Jacopo e Fabio parlano di Arancia Meccanica e Full Metal Jacket: la consustanzialità tra sesso e violenza in Arancia Meccanica. Dice Fabio: In F.M. è più uno sfogo, una necessità meccanica, quasi secondaria. In A.M. si mette in luce la comunanza di natura.<br />
Jacopo sottolinea il valore estetico di A.M., l’artificio di sesso e violenza.</p>
<p>Martina alla fine rileva l’importanza del fatto di rappresentarsi nella foto: in queste rappresentazioni amano se stessi (mi chiedo, dice Martina, se ha a che fare con la teoria dell’identificazione nell’immagine): è un modo di celebrare se stessi.</p>
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		<title>
		Di: Lorenzo Galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/21/fucked-up/#comment-25646</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2006 12:51:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per deformazione professionale ho sviato il discorso su ragazzi e adolescenti, non c&#039;è dubbio, e a questo proposito sono curioso del risultato del tuo esperimento.
Ma il libro va considerato in sé è in quanto tale può essere uno sguardo efficace. Di certo la censura operata dalla guerra non fa mai bene.

Cmq quando dicevo di immagini mostrate da un medico di guerra pensavo a quando, nel 1996, un tal gino strada, che all&#039;epoca non conoscevo, tenne l&#039;ultimo incontro del corso multidisciplinare di educazione allo sviluppo che l&#039;unicef aveva organizzato all&#039;università di milano. parlò delle mine antiuomo e soprattutto delle mine giocattolo, le mostrò in diapositive e poi dopo una premessa (col suo tono sempre un po&#039; incazzato) del tipo &quot;e ora vi faccio vedere le conseguenze sui corpi, le immagini saranno un po&#039; crude ma questo è ciò che vedo io nel mio lavoro&quot; ci fece andare di traverso il pranzo a tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per deformazione professionale ho sviato il discorso su ragazzi e adolescenti, non c&#8217;è dubbio, e a questo proposito sono curioso del risultato del tuo esperimento.<br />
Ma il libro va considerato in sé è in quanto tale può essere uno sguardo efficace. Di certo la censura operata dalla guerra non fa mai bene.</p>
<p>Cmq quando dicevo di immagini mostrate da un medico di guerra pensavo a quando, nel 1996, un tal gino strada, che all&#8217;epoca non conoscevo, tenne l&#8217;ultimo incontro del corso multidisciplinare di educazione allo sviluppo che l&#8217;unicef aveva organizzato all&#8217;università di milano. parlò delle mine antiuomo e soprattutto delle mine giocattolo, le mostrò in diapositive e poi dopo una premessa (col suo tono sempre un po&#8217; incazzato) del tipo &#8220;e ora vi faccio vedere le conseguenze sui corpi, le immagini saranno un po&#8217; crude ma questo è ciò che vedo io nel mio lavoro&#8221; ci fece andare di traverso il pranzo a tutti.</p>
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		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/21/fucked-up/#comment-25601</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2006 17:25:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non confonderei i piani. Qui stiamo parlando di un libro: fatto per e di immagini, ma un libro a tutti gli effetti. E in quanto tale è dotato di senso. Il senso del libro va tracciato e rintracciato: occorre esserne capaci. Dunque non avrebbe certo senso metterlo in mano a un bambino, non è questo il punto, almeno non è questo di cui sto parlando. (Quando penso a &quot;scuola&quot; penso alla mia: e visto che ci sono lo porto in classe, faccio un esperimento, poi ti dico.) Sto dicendo che qui la natura del potere è detta, mostrata meglio che in molti altri libri che si limitano a parlarne.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non confonderei i piani. Qui stiamo parlando di un libro: fatto per e di immagini, ma un libro a tutti gli effetti. E in quanto tale è dotato di senso. Il senso del libro va tracciato e rintracciato: occorre esserne capaci. Dunque non avrebbe certo senso metterlo in mano a un bambino, non è questo il punto, almeno non è questo di cui sto parlando. (Quando penso a &#8220;scuola&#8221; penso alla mia: e visto che ci sono lo porto in classe, faccio un esperimento, poi ti dico.) Sto dicendo che qui la natura del potere è detta, mostrata meglio che in molti altri libri che si limitano a parlarne.</p>
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		<title>
		Di: Lorenzo Galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/21/fucked-up/#comment-25582</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2006 15:23:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Però marco non credo tu sia favorevole a far vedere a un bimbo di 8 anni un uomo che viene ucciso in diretta in modo violento ... o sbaglio?
così come non fa bene allo stesso bambino vedere il padre col coltello che minaccia la madre, per dirne una. 
Quindi io non ho nulla da eccepire al tuo ultimo discorso, ma mi pongo dei problemi in rapporto all&#039;età delle persone. I bambini hanno bisogno di favole e di vivere in un ambiente circondato di amore, secondo me. 
Man mano che crescono verranno abituati anche alla frustrazione per i desideri non esauditi, ai rifiuti, all&#039;aggressività (il determinarsi di sè in modo non violento).
Mostrare la realtà, sì, ma a partire da dove? e i meccanismi del potere e della violenza: sì, ma da dove e da quale età?
Questi sono i problemi che mi pongo.
Sarei ben contento se mostrare e basta educasse a smontare e comprendere. Ma credo che questo non valga a prescindere dall&#039;età della persona e dalla modalità. 
E ripeto, per quanto ne so io, che i bambini o i ragazzi oggi vedano film in cui sempre più spesso ci siano scene di violenza provoca una reazione di assuefazione dovuta al rafforzamento del sistema aggressivo, che quindi avrà più forza di richiamo ad esprimersi in modo anche violento quando ci sarà da determinare se stessi. 
Questo è quanto ho studiato io, in ambito di etologia umana e psicologia. 
Ma può darsi ci siano più orientamenti.
Lorenz]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Però marco non credo tu sia favorevole a far vedere a un bimbo di 8 anni un uomo che viene ucciso in diretta in modo violento &#8230; o sbaglio?<br />
così come non fa bene allo stesso bambino vedere il padre col coltello che minaccia la madre, per dirne una.<br />
Quindi io non ho nulla da eccepire al tuo ultimo discorso, ma mi pongo dei problemi in rapporto all&#8217;età delle persone. I bambini hanno bisogno di favole e di vivere in un ambiente circondato di amore, secondo me.<br />
Man mano che crescono verranno abituati anche alla frustrazione per i desideri non esauditi, ai rifiuti, all&#8217;aggressività (il determinarsi di sè in modo non violento).<br />
Mostrare la realtà, sì, ma a partire da dove? e i meccanismi del potere e della violenza: sì, ma da dove e da quale età?<br />
Questi sono i problemi che mi pongo.<br />
Sarei ben contento se mostrare e basta educasse a smontare e comprendere. Ma credo che questo non valga a prescindere dall&#8217;età della persona e dalla modalità.<br />
E ripeto, per quanto ne so io, che i bambini o i ragazzi oggi vedano film in cui sempre più spesso ci siano scene di violenza provoca una reazione di assuefazione dovuta al rafforzamento del sistema aggressivo, che quindi avrà più forza di richiamo ad esprimersi in modo anche violento quando ci sarà da determinare se stessi.<br />
Questo è quanto ho studiato io, in ambito di etologia umana e psicologia.<br />
Ma può darsi ci siano più orientamenti.<br />
Lorenz</p>
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		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/21/fucked-up/#comment-25578</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2006 14:57:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lorenzo, tu parli di dover-essere. Ma occorre &quot;andar drieto alla verità effettuale delle cose&quot;: solo a partire da lì, a mio parere, si costruisce l&#039;utopia, come linea di fuga rispetto allo stato di cose presente. Non è censurando ciò che è che lo si cambia. Questo è un meccanismo di negazione che anzi lo rafforza.
Così, il potere e la violenza sono due dati di fatto che vanno de-costruiti. Bisogna smontarli, mostrarne il meccanismo: questo è l&#039;unico modo per fermarlo.
(Quando parlavo di pietismo intendevo dire: non è con i buoni sentimenti che si cambiano le cose. E più a fondo: si tratta di lasciar parlare le cose, non di sottotitolarle con un discorso morale - anche se troppo spesso in questo errore ci si cade, io per primo quando sto in cattedra).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lorenzo, tu parli di dover-essere. Ma occorre &#8220;andar drieto alla verità effettuale delle cose&#8221;: solo a partire da lì, a mio parere, si costruisce l&#8217;utopia, come linea di fuga rispetto allo stato di cose presente. Non è censurando ciò che è che lo si cambia. Questo è un meccanismo di negazione che anzi lo rafforza.<br />
Così, il potere e la violenza sono due dati di fatto che vanno de-costruiti. Bisogna smontarli, mostrarne il meccanismo: questo è l&#8217;unico modo per fermarlo.<br />
(Quando parlavo di pietismo intendevo dire: non è con i buoni sentimenti che si cambiano le cose. E più a fondo: si tratta di lasciar parlare le cose, non di sottotitolarle con un discorso morale &#8211; anche se troppo spesso in questo errore ci si cade, io per primo quando sto in cattedra).</p>
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		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/21/fucked-up/#comment-25575</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2006 14:50:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se è vero che Dio è un cerchio il cui centro è ovunque e la cui circonferenza in nessun luogo, il potere di Dio si ipostatizza in Dragonball...;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se è vero che Dio è un cerchio il cui centro è ovunque e la cui circonferenza in nessun luogo, il potere di Dio si ipostatizza in Dragonball&#8230;;-)</p>
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		<title>
		Di: Lorenzo Galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/21/fucked-up/#comment-25572</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2006 14:44:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marco, non so bene cosa sia il pietismo. ragiono in ottica nonviolenta e &quot;biologista&quot;. come ti ho già scritto, credo che l&#039;esibizione della violenza rafforzi la struttura aggressiva della personalità delle persone a lungo termine. che non sia un deterrente a compierla, in soldoni, anzi.
tu  mi dirai. dipende come la mostri... hmmmm... è un argomento arduo e difficile, credo ancora allo studio. si può avere un rifiuto immediato ma non è detto che questa esposizione non lavori sulle strutture cognitive cerebrali in modo insinuoso.
quindi io sono assolutamente contrario a far circolare simili libri nelle scuole. non credo affatto che i bambini o gli adolescenti vadano educati a suon di scene violente. sugli adolescenti si può discuterne il grado di esposizione.
sul potere: intendo dire che non è detto che ogni potere debba fondarsi su un crimine. storicamante forse è stato così, ma ciò non vuol dire che non possa essere diverso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marco, non so bene cosa sia il pietismo. ragiono in ottica nonviolenta e &#8220;biologista&#8221;. come ti ho già scritto, credo che l&#8217;esibizione della violenza rafforzi la struttura aggressiva della personalità delle persone a lungo termine. che non sia un deterrente a compierla, in soldoni, anzi.<br />
tu  mi dirai. dipende come la mostri&#8230; hmmmm&#8230; è un argomento arduo e difficile, credo ancora allo studio. si può avere un rifiuto immediato ma non è detto che questa esposizione non lavori sulle strutture cognitive cerebrali in modo insinuoso.<br />
quindi io sono assolutamente contrario a far circolare simili libri nelle scuole. non credo affatto che i bambini o gli adolescenti vadano educati a suon di scene violente. sugli adolescenti si può discuterne il grado di esposizione.<br />
sul potere: intendo dire che non è detto che ogni potere debba fondarsi su un crimine. storicamante forse è stato così, ma ciò non vuol dire che non possa essere diverso.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/21/fucked-up/#comment-25569</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2006 14:28:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il potere di Dio? ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il potere di Dio? ;-)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/21/fucked-up/#comment-25566</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2006 14:20:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...&quot;con uno sguardo viscerale&quot;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;&#8221;con uno sguardo viscerale&#8221;&#8230;</p>
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