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	Commenti a: Marcovaldo ha preso il bosco	</title>
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		<title>
		Di: db		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Mar 2006 18:46:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[anch&#039;io penso così. e cioé gli standards (anche le cover) sono le idee platoniche in tempo d&#039;ikea (= idea). tu non trovi pietra, legno, erba, nature, ma componibili ecc. con un tasso ideale incorporato molto alto. e marco si aggira per queste idee standard (a volte relitti) e dice...
ok
d]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>anch&#8217;io penso così. e cioé gli standards (anche le cover) sono le idee platoniche in tempo d&#8217;ikea (= idea). tu non trovi pietra, legno, erba, nature, ma componibili ecc. con un tasso ideale incorporato molto alto. e marco si aggira per queste idee standard (a volte relitti) e dice&#8230;<br />
ok<br />
d</p>
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		Di: Marco Mantello		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Mar 2006 10:41:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un´altra cosa,  una distanza rispetto a G.:  per me la ´soggettivita´e´un mezzo, non un fine, voglio dire non si identifica con una forma ´soggettiva´di ´interiorita´ che puo´essere la ´riscoperta della preghiera´di cui parla G. o il ricordo, l´espereina personale, etc.. Certo si parte dalla realta´, da quello che vedi e vivi ma il problema, la grande difficolta´ e il pericolo costante della banalita´che si annida dietro agli Standards e all´uso costante dell´´io´, e´riuscire a scrivere qualcosa di ´oggetivamente interiore´, qualcosa in cui gli altri si riconoscano. Qui il richiamo ai luoghi comuni (anche ai ´topoi´letterari) e´molto piu´tragico che comico, ci sono senszioni forti all´interno di una persona, legate a situazioni che storicamente si ripetono, situazioni che altri magari hanno l´impressione di dominare, di consocere gia´, di avere gia´vissuto e a proposito di ´angeli´ non credo piu´molto ne´in quelli terribili di Rilke ne´in quelli necessari di Wallace Stevens.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un´altra cosa,  una distanza rispetto a G.:  per me la ´soggettivita´e´un mezzo, non un fine, voglio dire non si identifica con una forma ´soggettiva´di ´interiorita´ che puo´essere la ´riscoperta della preghiera´di cui parla G. o il ricordo, l´espereina personale, etc.. Certo si parte dalla realta´, da quello che vedi e vivi ma il problema, la grande difficolta´ e il pericolo costante della banalita´che si annida dietro agli Standards e all´uso costante dell´´io´, e´riuscire a scrivere qualcosa di ´oggetivamente interiore´, qualcosa in cui gli altri si riconoscano. Qui il richiamo ai luoghi comuni (anche ai ´topoi´letterari) e´molto piu´tragico che comico, ci sono senszioni forti all´interno di una persona, legate a situazioni che storicamente si ripetono, situazioni che altri magari hanno l´impressione di dominare, di consocere gia´, di avere gia´vissuto e a proposito di ´angeli´ non credo piu´molto ne´in quelli terribili di Rilke ne´in quelli necessari di Wallace Stevens.</p>
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		Di: Marco Mantello		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/22/marcovaldo-ha-preso-il-bosco/#comment-25837</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Mar 2006 10:24:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L´intervista a G. ho letta adesso e piu´che il discorso sull´utopia sentivo molto vicino il richiamo alle moltiplicazioni dell´io e al dialogo necessario che si instaura sempre con qualcun altro anche quando si usa la prima persona. Sento vicino G. quando parla di alcune sue poesie in cui diventa  ad. es. un antico romano, con la differenza che per me e´importante diventare un altro io ma in chiave ´diacronica´, insomma devo essere un mio contemporaneo. Ho scritto un libro che si chiama ´Standards´(il titolo richiama i pezzi che nel jazz suonano tutti  e per estensione i luoghi comuni). Scrivo quasi sempre in prima persona e  l´idea, forse un po´da ermeneutica ottocentesca alla Schleiermacher , e´prorpio quella di riprodurre con la voce di qualcun altro un serie di situazioni, di stati d´animo che si ripetono meccanicamente nella vita occidentale. In questi ´luoghi comuni´ (tipo il compagno di scuola che si suicida) trovo me stesso negli altri, trovo un´estetica della mediocrita´che non consola e sono libero di scegliere i contenuti piu´ diversi per esprimerla´. I contenuti degli Standards, per quanto scritti in versi, presentano ad esempio elementi caratteristici dei romanzi di formazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L´intervista a G. ho letta adesso e piu´che il discorso sull´utopia sentivo molto vicino il richiamo alle moltiplicazioni dell´io e al dialogo necessario che si instaura sempre con qualcun altro anche quando si usa la prima persona. Sento vicino G. quando parla di alcune sue poesie in cui diventa  ad. es. un antico romano, con la differenza che per me e´importante diventare un altro io ma in chiave ´diacronica´, insomma devo essere un mio contemporaneo. Ho scritto un libro che si chiama ´Standards´(il titolo richiama i pezzi che nel jazz suonano tutti  e per estensione i luoghi comuni). Scrivo quasi sempre in prima persona e  l´idea, forse un po´da ermeneutica ottocentesca alla Schleiermacher , e´prorpio quella di riprodurre con la voce di qualcun altro un serie di situazioni, di stati d´animo che si ripetono meccanicamente nella vita occidentale. In questi ´luoghi comuni´ (tipo il compagno di scuola che si suicida) trovo me stesso negli altri, trovo un´estetica della mediocrita´che non consola e sono libero di scegliere i contenuti piu´ diversi per esprimerla´. I contenuti degli Standards, per quanto scritti in versi, presentano ad esempio elementi caratteristici dei romanzi di formazione.</p>
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		<title>
		Di: db		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Mar 2006 20:25:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ecco quello che volevo chiederti marco: cosa pensi di Gruenbein e del dibattito qui in NI sotto il post Anatomia dell&#039;io, una pagina prima?
buona domenica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ecco quello che volevo chiederti marco: cosa pensi di Gruenbein e del dibattito qui in NI sotto il post Anatomia dell&#8217;io, una pagina prima?<br />
buona domenica</p>
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		<title>
		Di: db		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Mar 2006 19:23:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[eh sì, come marx non fu mai marxista, così hume mai dettò legge. mi piace la signorina malapròp di davidson che confonde epiteth con epigraph. ma da questi analitici è più facile sentire putnamate. e vabbè. per quisquilie varie dario.borso@unimi.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>eh sì, come marx non fu mai marxista, così hume mai dettò legge. mi piace la signorina malapròp di davidson che confonde epiteth con epigraph. ma da questi analitici è più facile sentire putnamate. e vabbè. per quisquilie varie <a href="mailto:dario.borso@unimi.it">dario.borso@unimi.it</a></p>
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		Di: marco mantello		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/22/marcovaldo-ha-preso-il-bosco/#comment-25814</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Mar 2006 15:29:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La legge di Hume e´un racconto uscito su nuovi argomenti. E´il modo in cui alcuni ´filosofi´(ad es. Putnam) sintetitizzano il rapporto tra ´fatti´e ´valori´ipotizzato da Hume e suona piu´o meno cosí: 
Non si puo´derivare un deve da un e´
E´un modo come un altro per sperare che le idee possano incidere sulla realta´, ma io ci credo poco. Allo stesso tempo mi colpisce quella pubblicita´della Feltrinelli in cui sono fotografate due copie di Bibbia e Corano´ (ma potevano anche fotografare la Repubblica di Platone) se penso all´impatto culturale che hanno la ´religione´o la ´democrazia´ da esportare in medio oriente sulla realta´che ci fanno vedere in televisione. E poi chiaramente c´e´tutto il sistema economico: su quello la legge di Hume non funziona mica. Comunque il racconto non e´cosi ´pesante´ come questa risposta, anche se pessimista rimane.    Raul Rossetti lo leggero´allora.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La legge di Hume e´un racconto uscito su nuovi argomenti. E´il modo in cui alcuni ´filosofi´(ad es. Putnam) sintetitizzano il rapporto tra ´fatti´e ´valori´ipotizzato da Hume e suona piu´o meno cosí:<br />
Non si puo´derivare un deve da un e´<br />
E´un modo come un altro per sperare che le idee possano incidere sulla realta´, ma io ci credo poco. Allo stesso tempo mi colpisce quella pubblicita´della Feltrinelli in cui sono fotografate due copie di Bibbia e Corano´ (ma potevano anche fotografare la Repubblica di Platone) se penso all´impatto culturale che hanno la ´religione´o la ´democrazia´ da esportare in medio oriente sulla realta´che ci fanno vedere in televisione. E poi chiaramente c´e´tutto il sistema economico: su quello la legge di Hume non funziona mica. Comunque il racconto non e´cosi ´pesante´ come questa risposta, anche se pessimista rimane.    Raul Rossetti lo leggero´allora.</p>
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		Di: db		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/22/marcovaldo-ha-preso-il-bosco/#comment-25809</link>

		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Mar 2006 12:24:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scherzavo! Raul Rossetti, Schiena di vetro, Einaudi 1989.
Sul serio: cos&#039;è la legge di Hume?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scherzavo! Raul Rossetti, Schiena di vetro, Einaudi 1989.<br />
Sul serio: cos&#8217;è la legge di Hume?</p>
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		<title>
		Di: Marco Mantello		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/22/marcovaldo-ha-preso-il-bosco/#comment-25807</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Mar 2006 11:07:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il pezzo della defogliazione l´ho visto anch´io in rete, ma e´solo un omonimo, sono nato nel 1972, vivo a Roma, mi sono laureato alla Sapienza nel 1997. Il libro einaudi mi sa che me ne aveva parlato anche qualcun altro, appena torno lo cerco, un saluto.

p.s. a furia di usare google in modo autoreferenziale ho scoperto che a Roma esiste anche un terzo Marco Mantello, non so se faccia l´avvocato o cosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il pezzo della defogliazione l´ho visto anch´io in rete, ma e´solo un omonimo, sono nato nel 1972, vivo a Roma, mi sono laureato alla Sapienza nel 1997. Il libro einaudi mi sa che me ne aveva parlato anche qualcun altro, appena torno lo cerco, un saluto.</p>
<p>p.s. a furia di usare google in modo autoreferenziale ho scoperto che a Roma esiste anche un terzo Marco Mantello, non so se faccia l´avvocato o cosa.</p>
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		<title>
		Di: db		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/22/marcovaldo-ha-preso-il-bosco/#comment-25783</link>

		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2006 15:00:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma Giardy, ce l’hai sotto il naso!
www.nazioneindiana.com/2004/04/12/due-poesie/

E adesso te, bambino: so tutto della tua infanzia difficile, e anche della tua tendenza a piangerti addosso in rete, come se tu fossi il primo a soffrire defoliando un ficus. Cos’è sta roba?
www.bonsaiclubtorino.it/Defogliazione.htm

secondo: chi ti ha detto che in Germania è più facile laurearsi? Se non ce l’hai fatta a Tor Vergata, dubito molto. Siccome però mi sei simpatico, te la butto lì. Rispondi bene al test d’entrata seguente, e in Statale non ti facciamo pagare le tasse. Puoi scegliere una delle tre leggi e commentarla in non più e non meno di 3 righe, ossia in tre righe.

1.	la prima legge di Gay
2.	la seconda legge di Lussac
3.	la terza legge di Hume

Come bonus, ti darò gli estremi del libro in …etti, che stranamente ho trovato in casa (d’altri). Consegna entro le 24 di oggi. Astieniti da ogni additivo.

dott.DB]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma Giardy, ce l’hai sotto il naso!<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/2004/04/12/due-poesie/" rel="nofollow ugc">http://www.nazioneindiana.com/2004/04/12/due-poesie/</a></p>
<p>E adesso te, bambino: so tutto della tua infanzia difficile, e anche della tua tendenza a piangerti addosso in rete, come se tu fossi il primo a soffrire defoliando un ficus. Cos’è sta roba?<br />
<a href="http://www.bonsaiclubtorino.it/Defogliazione.htm" rel="nofollow ugc">http://www.bonsaiclubtorino.it/Defogliazione.htm</a></p>
<p>secondo: chi ti ha detto che in Germania è più facile laurearsi? Se non ce l’hai fatta a Tor Vergata, dubito molto. Siccome però mi sei simpatico, te la butto lì. Rispondi bene al test d’entrata seguente, e in Statale non ti facciamo pagare le tasse. Puoi scegliere una delle tre leggi e commentarla in non più e non meno di 3 righe, ossia in tre righe.</p>
<p>1.	la prima legge di Gay<br />
2.	la seconda legge di Lussac<br />
3.	la terza legge di Hume</p>
<p>Come bonus, ti darò gli estremi del libro in …etti, che stranamente ho trovato in casa (d’altri). Consegna entro le 24 di oggi. Astieniti da ogni additivo.</p>
<p>dott.DB</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: db		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/22/marcovaldo-ha-preso-il-bosco/#comment-25781</link>

		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2006 14:03:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e vai, Mantello, estrai il randello in terra crucca! Io, che sono meno jueaounger di te, ho girato anni in Cermania e ho elaborato la mia teoria portatile, che lì l&#039;Ing/Yang è il Deutsche/Krukke. Noi ubarchici diciamo che l&#039;anarca è un anarchico che ha dato via il culo. Ti vorrei consigliare di quore il libro di un minatore vicentino, un picaro in Belgio da morir da ridere, ma mi ricordo solo che è dell&#039;Einaudi e il cognome finisce in ...etti. troppo poco? Auguri, e se passi da Ubicue è sempre aperto.

Dario]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e vai, Mantello, estrai il randello in terra crucca! Io, che sono meno jueaounger di te, ho girato anni in Cermania e ho elaborato la mia teoria portatile, che lì l&#8217;Ing/Yang è il Deutsche/Krukke. Noi ubarchici diciamo che l&#8217;anarca è un anarchico che ha dato via il culo. Ti vorrei consigliare di quore il libro di un minatore vicentino, un picaro in Belgio da morir da ridere, ma mi ricordo solo che è dell&#8217;Einaudi e il cognome finisce in &#8230;etti. troppo poco? Auguri, e se passi da Ubicue è sempre aperto.</p>
<p>Dario</p>
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