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	Commenti a: La prima generazione già nata disincantata	</title>
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		<title>
		Di: Mara		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Apr 2006 18:59:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[massì, Desiati scrittore?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>massì, Desiati scrittore?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: marco mantello		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2006 12:04:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il tuo richaiamo al modello ´superato´ dei padri da uccidere, imitare o vendicare mi suona (per l´appunto)   ´familiare´. Come sai e´ un tema che tratto spesso, c´e´ anche in un prosimetro nuovo che ti avevo spedito per scambi di impressioni. Sono contento se la lettura de ´Il sangue dei vincitori´  abbia eventualmente contribuito a farti prendere una posizione o comunque, nel caso non avessi notato la somiglianza ´tematica´o proprio non avessi letto quel prosimetro, sono contento di condividere con te l´abusatissimo concetto di inconscio collettivo con due versi che se non ricordo male stanno la´dentro. Per me sono molto attuali e rappresentativi della condizione di molti trentenni che conosco. I versi suonano piu´o meno cosi´:  ´Bruceranno i loro padri/o i nemici dei loro padri´. La tua idea di disincanto generazionale, piu´che con il fuoco, puo´essere espressa con il ghiaccio: ´Fredderanno i loro padri/o i nemici dei loro padri´. O magari imiteranno i fratelli maggiori, o ignoreranno il problema dell´identita´, che in Italia e´un problema enorme. Non lo so, non ho letto questi libri ma conosco due dei tre autori (Giordano Tedoldi e Mario Desiati) e a proposito della loro scrittura  non mi sento di sottoscrivere del tutto il modello generazionale che in qualche modo gli costruisci sopra. Soprattutto quella contrapposizione che fai fra disincanto/ricerca della verita´attraverso la lingua e massa di semplici osservatori/vittime di un realta´che va per i cazzi suoi, insomma,  quantomeno per la poesia non ci siamo: la poesia per me e´osservazione della realta´, anche iperbolica, anche teatrale, ci deve essere il senso del ´distacco´, dell´estraneita´, anche a rischio di risultare snob. E´il prezzo della sincerita´. Bisogna essere ´sinceri´ , in poesia, con la stessa lucidita´con cui secondo me si deve essere ´falsi´ in prosa, per scrivere un buon romanzo. La poesia, paradossalemnte, la concepisco come una forma di distanza da quello che osservi, quando non finisci di scriverlo per intero sul rigo e vai accapo prima. Su questo punto, personalmente, non mi sento rappresentato dalle tue opinioni sulla ´generazioen dei trentenni´(a parte che anche sul concetto di ´generazione´ci sarebbe da discutere). Sarei curioso di sapere cosa ne pensano gli autori dei romanzi che citi, nonche´ altri trentenni, magari e´solo un problema personale e non la percezione di un diverso tipo di malessere da ´coetaneo´, che nella tua analisi, a mio avviso, non emerge o meglio e´liquidato in due righe.  Un saluto. Ciao.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tuo richaiamo al modello ´superato´ dei padri da uccidere, imitare o vendicare mi suona (per l´appunto)   ´familiare´. Come sai e´ un tema che tratto spesso, c´e´ anche in un prosimetro nuovo che ti avevo spedito per scambi di impressioni. Sono contento se la lettura de ´Il sangue dei vincitori´  abbia eventualmente contribuito a farti prendere una posizione o comunque, nel caso non avessi notato la somiglianza ´tematica´o proprio non avessi letto quel prosimetro, sono contento di condividere con te l´abusatissimo concetto di inconscio collettivo con due versi che se non ricordo male stanno la´dentro. Per me sono molto attuali e rappresentativi della condizione di molti trentenni che conosco. I versi suonano piu´o meno cosi´:  ´Bruceranno i loro padri/o i nemici dei loro padri´. La tua idea di disincanto generazionale, piu´che con il fuoco, puo´essere espressa con il ghiaccio: ´Fredderanno i loro padri/o i nemici dei loro padri´. O magari imiteranno i fratelli maggiori, o ignoreranno il problema dell´identita´, che in Italia e´un problema enorme. Non lo so, non ho letto questi libri ma conosco due dei tre autori (Giordano Tedoldi e Mario Desiati) e a proposito della loro scrittura  non mi sento di sottoscrivere del tutto il modello generazionale che in qualche modo gli costruisci sopra. Soprattutto quella contrapposizione che fai fra disincanto/ricerca della verita´attraverso la lingua e massa di semplici osservatori/vittime di un realta´che va per i cazzi suoi, insomma,  quantomeno per la poesia non ci siamo: la poesia per me e´osservazione della realta´, anche iperbolica, anche teatrale, ci deve essere il senso del ´distacco´, dell´estraneita´, anche a rischio di risultare snob. E´il prezzo della sincerita´. Bisogna essere ´sinceri´ , in poesia, con la stessa lucidita´con cui secondo me si deve essere ´falsi´ in prosa, per scrivere un buon romanzo. La poesia, paradossalemnte, la concepisco come una forma di distanza da quello che osservi, quando non finisci di scriverlo per intero sul rigo e vai accapo prima. Su questo punto, personalmente, non mi sento rappresentato dalle tue opinioni sulla ´generazioen dei trentenni´(a parte che anche sul concetto di ´generazione´ci sarebbe da discutere). Sarei curioso di sapere cosa ne pensano gli autori dei romanzi che citi, nonche´ altri trentenni, magari e´solo un problema personale e non la percezione di un diverso tipo di malessere da ´coetaneo´, che nella tua analisi, a mio avviso, non emerge o meglio e´liquidato in due righe.  Un saluto. Ciao.</p>
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		<title>
		Di: r.r.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/29/la-prima-generazione-gia-nata-disincantata/#comment-25962</link>

		<dc:creator><![CDATA[r.r.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2006 10:10:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il fatto di NON aver ANCORA letto il libro di desiati, caro wrangler (ma davvero dobbiamo ridiscendere alla superficie della polemica  baricco-ferroni-citati?), è poi l&#039;indiretta prova provata dei frenetici meccanismi pubblicitari, tutti organici al &#039;sistema&#039;, anche se apparentemente ad esso antagonisti,  che governano (anche) la &#039;giovane&#039; critica sui &#039;giovani&#039; scrittori. questione eterna, certamente. il lancio preventivo di un prodotto, di una merce. ma mi interessava aprire uno spiraglio su come si promuovono intensamente giovani autori per poi retrocedere sui propri passi e rendersi conto che quelle voci su cui si puntava si rivelano, in realtà, armi spuntate. 

non mi sembra poi che il discorso possa esaurirsi nel riproporre il tema del &#039;regime fascista&#039; nel quale viviamo (a student), e che motiverebbe, ripeto, questa anemia di risultati IN letteratura del nostro tempo. più opportunamente,  tashtego parla di una difficoltà &#039;generazionale&#039; nello scartare IN letteratura dall&#039;immaginario  e dai piagnistei correnti. quindi, è un discorso generazionale. della critica e degli scrittori &#039; trentenni – i migliori scrittori italiani travirgolette nuovi oggi&#039; (raimo: perchè da lì, wrangler, dovresti partire, se vuoi...).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il fatto di NON aver ANCORA letto il libro di desiati, caro wrangler (ma davvero dobbiamo ridiscendere alla superficie della polemica  baricco-ferroni-citati?), è poi l&#8217;indiretta prova provata dei frenetici meccanismi pubblicitari, tutti organici al &#8216;sistema&#8217;, anche se apparentemente ad esso antagonisti,  che governano (anche) la &#8216;giovane&#8217; critica sui &#8216;giovani&#8217; scrittori. questione eterna, certamente. il lancio preventivo di un prodotto, di una merce. ma mi interessava aprire uno spiraglio su come si promuovono intensamente giovani autori per poi retrocedere sui propri passi e rendersi conto che quelle voci su cui si puntava si rivelano, in realtà, armi spuntate. </p>
<p>non mi sembra poi che il discorso possa esaurirsi nel riproporre il tema del &#8216;regime fascista&#8217; nel quale viviamo (a student), e che motiverebbe, ripeto, questa anemia di risultati IN letteratura del nostro tempo. più opportunamente,  tashtego parla di una difficoltà &#8216;generazionale&#8217; nello scartare IN letteratura dall&#8217;immaginario  e dai piagnistei correnti. quindi, è un discorso generazionale. della critica e degli scrittori &#8216; trentenni – i migliori scrittori italiani travirgolette nuovi oggi&#8217; (raimo: perchè da lì, wrangler, dovresti partire, se vuoi&#8230;).</p>
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		<title>
		Di: Giancarlo Tramutoli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/29/la-prima-generazione-gia-nata-disincantata/#comment-25961</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giancarlo Tramutoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2006 10:04:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I B52, (come nella freccia del tempo di Amis), forse sono quegli aerei che passando risucchiano le bombe sganciate dai B25...
PS
Invece nel libro di Veronesi, &quot;Vente venite... &quot;, erano giusti?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I B52, (come nella freccia del tempo di Amis), forse sono quegli aerei che passando risucchiano le bombe sganciate dai B25&#8230;<br />
PS<br />
Invece nel libro di Veronesi, &#8220;Vente venite&#8230; &#8220;, erano giusti?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: r.r.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/29/la-prima-generazione-gia-nata-disincantata/#comment-25960</link>

		<dc:creator><![CDATA[r.r.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2006 09:54:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ecco la natura più infima del blog (letterario). che così si avvicina ai blog dei ragazzini isterici o delle ragazzine under 18 che parlano delle loro caccole private. niente da dire. 

o meglio: ho letto desiati (2 su 3...). nessuna vocazione alla pubblicazione (appunto, la pazienza). nessun discorso stretto stretto e gretto su desiati  e su nuovi argomenti. forse un invito ad una più ampia riflessione. 

ma l&#039;avete letto, tra le righe, raimo? perchè non parlare e replicare su ciò chedice lui e, confusamente,  ho tentato di dire io in merito alle sviste della crit. lett. &#039;generazionale&#039;, agli scrittori &#039;generazionali&#039;, all&#039; &#039;anemia&#039; di prove che tentano di affrontare NON obliquamente il reale, senza scadere, cito r., nel tono &#039;quasi cronachistico, esplicito/denunciante fino al didascalismo, con i nomi veri, i tic, le piccolissime mode, le esperienze minori, la scempiaggine, i prezzi delle cose, la quotidianità più inutile, la lingua più impastata&#039; dell&#039;oggi? .... copia inutile dell&#039;inutilità dell&#039;oggi, come la sterile risposta di wrangler è la copia sbiadita e scontata di una polemica risposta  ad un tentativo, modesto, di aprire un &#039;dibattito&#039; e una polemica...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ecco la natura più infima del blog (letterario). che così si avvicina ai blog dei ragazzini isterici o delle ragazzine under 18 che parlano delle loro caccole private. niente da dire. </p>
<p>o meglio: ho letto desiati (2 su 3&#8230;). nessuna vocazione alla pubblicazione (appunto, la pazienza). nessun discorso stretto stretto e gretto su desiati  e su nuovi argomenti. forse un invito ad una più ampia riflessione. </p>
<p>ma l&#8217;avete letto, tra le righe, raimo? perchè non parlare e replicare su ciò chedice lui e, confusamente,  ho tentato di dire io in merito alle sviste della crit. lett. &#8216;generazionale&#8217;, agli scrittori &#8216;generazionali&#8217;, all&#8217; &#8216;anemia&#8217; di prove che tentano di affrontare NON obliquamente il reale, senza scadere, cito r., nel tono &#8216;quasi cronachistico, esplicito/denunciante fino al didascalismo, con i nomi veri, i tic, le piccolissime mode, le esperienze minori, la scempiaggine, i prezzi delle cose, la quotidianità più inutile, la lingua più impastata&#8217; dell&#8217;oggi? &#8230;. copia inutile dell&#8217;inutilità dell&#8217;oggi, come la sterile risposta di wrangler è la copia sbiadita e scontata di una polemica risposta  ad un tentativo, modesto, di aprire un &#8216;dibattito&#8217; e una polemica&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/29/la-prima-generazione-gia-nata-disincantata/#comment-25959</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2006 09:48:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dal post di Raimo, che tocca molti temi, estrapolo questa frase: 
“...bloccati nel trasformare il disincanto in rabbia, disillusi nel trovare una forma di condivisione che non sia rispecchiamento.”
Questa cosa mi pare vera e non riguarda solo il manifestarsi di una “generazione” nella scrittura, ma si estende drammaticamente alle sue modalità esistenziali, al suo modo di percepire e percepirsi nel disagio di un mondo ostile e non comprensibile, ma soprattutto privo di una sua contro-lettura credibile, condivisibile, abbracciabile, affermabile e perciò stesso capace di agire nella scrittura, sulla carta.
Ieri sera guardavo in DVD la copia restaurata di *Cronaca di un amore*, di Michelangelo Antonioni, film del 1950 (!) e vi notavo la resa poetica di una visione del mondo e della società di allora che era pur sempre fortemente “ideologica” e tuttavia utilizzata solo per definire i contorni delle figure che vi agiscono, non per fare banali corto circuiti propagandistici.
La visione ideologica serviva allora ad Antonioni come strumento e non come fine.
Ma anche tra le molte altre cose serviva come probabile conforto interiore, come forza strutturante della rabbia.
Si noti bene: quel film non parla di poveri e di classe operaia, parla solo di ricchi.
Credo che le difficoltà attuali abbiano a che fare con la sfiducia di una generazione nella capacità di costruire un’interpretazione del mondo che paia più vera di quelle che si rifiutano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal post di Raimo, che tocca molti temi, estrapolo questa frase:<br />
“&#8230;bloccati nel trasformare il disincanto in rabbia, disillusi nel trovare una forma di condivisione che non sia rispecchiamento.”<br />
Questa cosa mi pare vera e non riguarda solo il manifestarsi di una “generazione” nella scrittura, ma si estende drammaticamente alle sue modalità esistenziali, al suo modo di percepire e percepirsi nel disagio di un mondo ostile e non comprensibile, ma soprattutto privo di una sua contro-lettura credibile, condivisibile, abbracciabile, affermabile e perciò stesso capace di agire nella scrittura, sulla carta.<br />
Ieri sera guardavo in DVD la copia restaurata di *Cronaca di un amore*, di Michelangelo Antonioni, film del 1950 (!) e vi notavo la resa poetica di una visione del mondo e della società di allora che era pur sempre fortemente “ideologica” e tuttavia utilizzata solo per definire i contorni delle figure che vi agiscono, non per fare banali corto circuiti propagandistici.<br />
La visione ideologica serviva allora ad Antonioni come strumento e non come fine.<br />
Ma anche tra le molte altre cose serviva come probabile conforto interiore, come forza strutturante della rabbia.<br />
Si noti bene: quel film non parla di poveri e di classe operaia, parla solo di ricchi.<br />
Credo che le difficoltà attuali abbiano a che fare con la sfiducia di una generazione nella capacità di costruire un’interpretazione del mondo che paia più vera di quelle che si rifiutano.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: A student.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/29/la-prima-generazione-gia-nata-disincantata/#comment-25958</link>

		<dc:creator><![CDATA[A student.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2006 09:44:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;esattezza è tutto?

Basta prendere infatti la rivista - stile Novella 2000 - che è arrivata gratuitamente in questi giorni a molti italiani (elettori) dal titolo &quot;La vera storia italiana&quot;, pubblicata dal &quot;Movimento Politico Forza Italia&quot; e commissionata dall&#039;On. Rocco Crimi.

Una serie di oscenità e di falsi storici che non ha precedenti.
Uno per tutti: uno pseudo articoletto su fondo nero con la foto del (fascista) Giovanni Gentile e intitolato &quot;Parole assassine&quot;, dove, citando una frase - estrapolata dal contesto - del latinista Concetto Marchesi sul Corriere della Sera del marzo 1944, si conclude che quelle parole hanno causato l&#039;assassinio di Gentile e si cita una frase tratta da l&#039;Unità - e sempre estrapolata dal contesto - in cui si farebbe apologia di questo omicidio. Insomma, una sorta di delitto Calabresi ante litteram.
Queste sono vere e proprie oscenità. Gentile era uno dei massimi dirigenti e ideologi del fascismo e gli &quot;assassini&quot; erano dei partigiani toscani. C&#039;era pure una guerra civile in atto fra le altre cose...

Sostiene Raimo:
&quot;La mancanza di fascino della dimensione politica. La depressione come seconda malattia invalidante in Europa. Il disagio di una lingua logorata, abbrutita. Questi sono i dati da cui partire. Da qui partiamo anche noi?&quot;

Verissimo. Ma la prima cosa è mantenere intatta la memoria. La vera verità. Non quella che, a suon di milioni di euro, stanno diffondendo gli apparati di propaganda di certi partiti (e non solo di destra). E non è solo un problema di propaganda elettorale. C&#039;è un &quot;think-tank&quot; di pseudo-intellettuali &quot;neo-con&quot; - ma sarebbe meglio dire &quot;neo-fasc&quot; - che stanno da tempo deformando sistematicamente la storia e la memoria. Per es. la Rosa-Alberoni-teoria secondo la quale Marx avrebbe scelto come classe di riferimento quella dei proletari perché sarebbe quella che fa più figli... Ma andiamo!

Non credo quindi che la colpa sia tutta della generazione dei trentenni o giù di lì. Viviamo in un regime, intrinsecamente fascista, in cui la memoria viene annullata e sopraffatta dal bisogno per i più deboli e dalla vacuità di pensiero televisivo per i meno deboli. Al di sopra ci sono i potenti, cioè quelli che guadagnano denaro sonante dal &quot;fare politica&quot; e dal fare i &quot;sottopanza&quot; della politica (cioè i sindacalisti, gli opinionisti, ecc.). Questa è la vera distinzione di classe dell&#039;epoca attuale.

Che fare? Difficile dirlo. Non credo comunque che i partigiani toscani del 1944 abbiano sbagliato ad ammazzare Giovanni Gentile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;esattezza è tutto?</p>
<p>Basta prendere infatti la rivista &#8211; stile Novella 2000 &#8211; che è arrivata gratuitamente in questi giorni a molti italiani (elettori) dal titolo &#8220;La vera storia italiana&#8221;, pubblicata dal &#8220;Movimento Politico Forza Italia&#8221; e commissionata dall&#8217;On. Rocco Crimi.</p>
<p>Una serie di oscenità e di falsi storici che non ha precedenti.<br />
Uno per tutti: uno pseudo articoletto su fondo nero con la foto del (fascista) Giovanni Gentile e intitolato &#8220;Parole assassine&#8221;, dove, citando una frase &#8211; estrapolata dal contesto &#8211; del latinista Concetto Marchesi sul Corriere della Sera del marzo 1944, si conclude che quelle parole hanno causato l&#8217;assassinio di Gentile e si cita una frase tratta da l&#8217;Unità &#8211; e sempre estrapolata dal contesto &#8211; in cui si farebbe apologia di questo omicidio. Insomma, una sorta di delitto Calabresi ante litteram.<br />
Queste sono vere e proprie oscenità. Gentile era uno dei massimi dirigenti e ideologi del fascismo e gli &#8220;assassini&#8221; erano dei partigiani toscani. C&#8217;era pure una guerra civile in atto fra le altre cose&#8230;</p>
<p>Sostiene Raimo:<br />
&#8220;La mancanza di fascino della dimensione politica. La depressione come seconda malattia invalidante in Europa. Il disagio di una lingua logorata, abbrutita. Questi sono i dati da cui partire. Da qui partiamo anche noi?&#8221;</p>
<p>Verissimo. Ma la prima cosa è mantenere intatta la memoria. La vera verità. Non quella che, a suon di milioni di euro, stanno diffondendo gli apparati di propaganda di certi partiti (e non solo di destra). E non è solo un problema di propaganda elettorale. C&#8217;è un &#8220;think-tank&#8221; di pseudo-intellettuali &#8220;neo-con&#8221; &#8211; ma sarebbe meglio dire &#8220;neo-fasc&#8221; &#8211; che stanno da tempo deformando sistematicamente la storia e la memoria. Per es. la Rosa-Alberoni-teoria secondo la quale Marx avrebbe scelto come classe di riferimento quella dei proletari perché sarebbe quella che fa più figli&#8230; Ma andiamo!</p>
<p>Non credo quindi che la colpa sia tutta della generazione dei trentenni o giù di lì. Viviamo in un regime, intrinsecamente fascista, in cui la memoria viene annullata e sopraffatta dal bisogno per i più deboli e dalla vacuità di pensiero televisivo per i meno deboli. Al di sopra ci sono i potenti, cioè quelli che guadagnano denaro sonante dal &#8220;fare politica&#8221; e dal fare i &#8220;sottopanza&#8221; della politica (cioè i sindacalisti, gli opinionisti, ecc.). Questa è la vera distinzione di classe dell&#8217;epoca attuale.</p>
<p>Che fare? Difficile dirlo. Non credo comunque che i partigiani toscani del 1944 abbiano sbagliato ad ammazzare Giovanni Gentile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wrangler		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/29/la-prima-generazione-gia-nata-disincantata/#comment-25957</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wrangler]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2006 09:41:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro r.r. quanti racconti ti ha rifiutato Nuovi Argomenti? Orsù non ti far sgamare così presto. Il rosicamento per il successo altrui. Vabbene, crescerai anche tu, anche tu farai il tuo libretto. Verrà anche il tuo momento. Per ora. Zitto e sotto. 

E poi criticare un libro senza averlo letto, si può fare al bar, non su Nazione Indiana, caro. Comprati il buondì, spungalo nel cappuccino. E parlaci davanti al bancone delle tue mestruazioni nervose.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro r.r. quanti racconti ti ha rifiutato Nuovi Argomenti? Orsù non ti far sgamare così presto. Il rosicamento per il successo altrui. Vabbene, crescerai anche tu, anche tu farai il tuo libretto. Verrà anche il tuo momento. Per ora. Zitto e sotto. </p>
<p>E poi criticare un libro senza averlo letto, si può fare al bar, non su Nazione Indiana, caro. Comprati il buondì, spungalo nel cappuccino. E parlaci davanti al bancone delle tue mestruazioni nervose.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: claudio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/03/29/la-prima-generazione-gia-nata-disincantata/#comment-25956</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2006 09:18:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[- i migliori scrittori italiani travirgolette nuovi oggi -

..La testa mi rimbomba di interrogativi, non riesco a fare ordine.. mi allontano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8211; i migliori scrittori italiani travirgolette nuovi oggi &#8211;</p>
<p>..La testa mi rimbomba di interrogativi, non riesco a fare ordine.. mi allontano.</p>
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		Di: Baldrus		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Baldrus]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2006 09:09:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tashtego, concediamogli un lapsus, va&#039;, un&#039;inversione di due numeri. Il fatto è che l&#039;autore è colpevole fino a un certo punto delle sviste, perché si perde, si impalla con facilità. Proprio per questo dovrebbero esistere gli editors che passano il testo al microscopio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tashtego, concediamogli un lapsus, va&#8217;, un&#8217;inversione di due numeri. Il fatto è che l&#8217;autore è colpevole fino a un certo punto delle sviste, perché si perde, si impalla con facilità. Proprio per questo dovrebbero esistere gli editors che passano il testo al microscopio.</p>
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