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	Commenti a: La campagna elettorale di un poeta-paesologo (in due punti)	</title>
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		Di: Monia Gaita		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Monia Gaita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2006 09:17:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Franco. Premettendo che sono un soggetto politico trasversale rispetto allo schema assiale destra-sinistra, ti dico che la tua intelligente riflessione apre il compasso ad un sintetico giudizio. &quot;La ferocia e l&#039;insostenibilità del distema capitalistico&quot; di cui parli , mi induce a ritenere, pur con tutte le bieche, stridenti contraddizioni e modalità sperequative di radicamento, che molti non hanno compreso la portata dell&#039;importante rivoluzione democratica messa in moto dal capitalismo. Ci siamo liberati dal potere dello Stato che schiaccia l&#039;individuo sperimentando un&#039;apologia libertaria in virtù della quale l&#039;umanità ha conosciuto un progresso svincolato-esponenziale innegabile, maggiore che sotto qualsiasi forma di economia politica attuata nel passato. Purtroppo questo sviluppo non sarà mai uguale per tutti e il mondo fenomenico della politica (v. Machiavelli), è sempre sporco: un destino pressochè inevitabile. Ci saranno altri partiti, sorgeranno nuove consorterie. Alzeremo il volume alle proteste senza trovare antidoti all&#039;ingiusto. Perchè in fondo l&#039;uomo non ama l&#039;uguaglianza, ma vuole abraderla dal manoscritto dei suoi giorni come una data errata. Sdipana le matasse del lamento solo se il suo orticello non fruttifica. Perchè è da parecchio che l&#039;uomo ha smesso di essere uomo. I partiti siamo noi e se proseguirà questa massmediatica predicazione apostolica di bene universale in stile televendita, disgiunta dall&#039;etica, avremo ancora vetri appannati di migliore, paesi privi di storia, menti senza un pensiero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Franco. Premettendo che sono un soggetto politico trasversale rispetto allo schema assiale destra-sinistra, ti dico che la tua intelligente riflessione apre il compasso ad un sintetico giudizio. &#8220;La ferocia e l&#8217;insostenibilità del distema capitalistico&#8221; di cui parli , mi induce a ritenere, pur con tutte le bieche, stridenti contraddizioni e modalità sperequative di radicamento, che molti non hanno compreso la portata dell&#8217;importante rivoluzione democratica messa in moto dal capitalismo. Ci siamo liberati dal potere dello Stato che schiaccia l&#8217;individuo sperimentando un&#8217;apologia libertaria in virtù della quale l&#8217;umanità ha conosciuto un progresso svincolato-esponenziale innegabile, maggiore che sotto qualsiasi forma di economia politica attuata nel passato. Purtroppo questo sviluppo non sarà mai uguale per tutti e il mondo fenomenico della politica (v. Machiavelli), è sempre sporco: un destino pressochè inevitabile. Ci saranno altri partiti, sorgeranno nuove consorterie. Alzeremo il volume alle proteste senza trovare antidoti all&#8217;ingiusto. Perchè in fondo l&#8217;uomo non ama l&#8217;uguaglianza, ma vuole abraderla dal manoscritto dei suoi giorni come una data errata. Sdipana le matasse del lamento solo se il suo orticello non fruttifica. Perchè è da parecchio che l&#8217;uomo ha smesso di essere uomo. I partiti siamo noi e se proseguirà questa massmediatica predicazione apostolica di bene universale in stile televendita, disgiunta dall&#8217;etica, avremo ancora vetri appannati di migliore, paesi privi di storia, menti senza un pensiero.</p>
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		<title>
		Di: jorge santalmassi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jorge santalmassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2006 22:59:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro arminio molto volentieri.
il mio indirizzo email è
santalmassi@aim.com
grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro arminio molto volentieri.<br />
il mio indirizzo email è<br />
<a href="mailto:santalmassi@aim.com">santalmassi@aim.com</a><br />
grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: db		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2006 13:06:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[NI dovrebbe inaugurare una serie PAESIA (come ad es. A gamba lesa)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>NI dovrebbe inaugurare una serie PAESIA (come ad es. A gamba lesa)</p>
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		<title>
		Di: Hector Rossetti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hector Rossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2006 13:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Arminio, te escrivo da Caboverde. Sono nato nel Maroco espanol nel 1928 con padre italiano, putaniere ma hombre de corazon. Dunque sono muy viejo. El resto non te lo dico.
Però me complimento mucho por el tuo escriber così sentito, che fa fremer de vergogna per la nostra bela patria lontana, me e mio hermano Crispino.
Anche se veramente non l’abiamo mai vista, ma aqui da Caboverde, dove todos parlano portugues, l’Italia sembra paradiso rovinato da un nano e da hombre avidi (ma noi habliamo el castellano).
In Caboverde siamo todos negros e lì il signor berlusconi è razzista?
Un hombre negro puede venir en Italia? 
Dimmi por favor, porque da così lontano non sapiamo nada.
Yo e my hermano abiamo leto pinochio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Arminio, te escrivo da Caboverde. Sono nato nel Maroco espanol nel 1928 con padre italiano, putaniere ma hombre de corazon. Dunque sono muy viejo. El resto non te lo dico.<br />
Però me complimento mucho por el tuo escriber così sentito, che fa fremer de vergogna per la nostra bela patria lontana, me e mio hermano Crispino.<br />
Anche se veramente non l’abiamo mai vista, ma aqui da Caboverde, dove todos parlano portugues, l’Italia sembra paradiso rovinato da un nano e da hombre avidi (ma noi habliamo el castellano).<br />
In Caboverde siamo todos negros e lì il signor berlusconi è razzista?<br />
Un hombre negro puede venir en Italia?<br />
Dimmi por favor, porque da così lontano non sapiamo nada.<br />
Yo e my hermano abiamo leto pinochio</p>
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		<title>
		Di: arminio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2006 12:09:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro santalmassi
se mi mandi la tua mail 
magari posso mandarti qualcosa di mio.
mi fa piacere avere uno scambio con chi vive tanto lontano e magari crede alla letteratura più di quelli che stanno qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro santalmassi<br />
se mi mandi la tua mail<br />
magari posso mandarti qualcosa di mio.<br />
mi fa piacere avere uno scambio con chi vive tanto lontano e magari crede alla letteratura più di quelli che stanno qui.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: jorge santalmassi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jorge santalmassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2006 11:12:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro arminio, complimenti per la tua poetica. sono arrivato qui con google, tempo fa, per caso.
sono nato a buenos aires nel 1946 da genitori de prato, vicino a firenze. lavoro in una software house e sono appassionato de leteratura, molto quella italiana. mi piace luzi, bilenchi, mario soldati, moltissimi scrittori italiani ma anche thomas mann e in sudamerica prediligo particolarmente octavio paz e naturalmente il grandissimo borges, complimenti a sergio garufi a proposito de sternstunden, il suo pezzo su borges.
buona giornata a tutti gli *indios* italiani e a te arminio che scrivi delle cose molto belle e sentite.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro arminio, complimenti per la tua poetica. sono arrivato qui con google, tempo fa, per caso.<br />
sono nato a buenos aires nel 1946 da genitori de prato, vicino a firenze. lavoro in una software house e sono appassionato de leteratura, molto quella italiana. mi piace luzi, bilenchi, mario soldati, moltissimi scrittori italiani ma anche thomas mann e in sudamerica prediligo particolarmente octavio paz e naturalmente il grandissimo borges, complimenti a sergio garufi a proposito de sternstunden, il suo pezzo su borges.<br />
buona giornata a tutti gli *indios* italiani e a te arminio che scrivi delle cose molto belle e sentite.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: arminio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2006 10:43:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro santalmassi
cosa fai in argentina? che libri leggi?
come sei arrivato a nazione indiana?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro santalmassi<br />
cosa fai in argentina? che libri leggi?<br />
come sei arrivato a nazione indiana?</p>
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		<title>
		Di: jorge santalmassi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jorge santalmassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2006 10:03:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[scrivo da l&#039;argentina. molto interesante il vostro sito di leteratura. a proposito de berlusconi, io amo il futbol e seguo da tanti anni (sono nato nel 1946) anche il vostro campionato. il milan de berlusconi è una squadra de managers, non de futbol.
per me tifoso del boca juniors è stato belissimo vedere perdere il milan ai rigori nella finale de la coppa intercontinentale, gol decisivo del notro cascini.
complimenti a nazione indiana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scrivo da l&#8217;argentina. molto interesante il vostro sito di leteratura. a proposito de berlusconi, io amo il futbol e seguo da tanti anni (sono nato nel 1946) anche il vostro campionato. il milan de berlusconi è una squadra de managers, non de futbol.<br />
per me tifoso del boca juniors è stato belissimo vedere perdere il milan ai rigori nella finale de la coppa intercontinentale, gol decisivo del notro cascini.<br />
complimenti a nazione indiana.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: arminio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2006 09:46:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[berlusconi ha insistito sulla roba anche nell&#039;ultimo confronto con prodi. fra qualche giorno non ci saranno le elezioni, ci sarà il censimento degli avidi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>berlusconi ha insistito sulla roba anche nell&#8217;ultimo confronto con prodi. fra qualche giorno non ci saranno le elezioni, ci sarà il censimento degli avidi.</p>
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		<title>
		Di: gino cervi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gino cervi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2006 08:17:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao, a proposito di Berlusconi e &#039;la roba&#039;, due anni fa mi era venuto da scrivere il pezzo che qui riporto e che era stato pubblicato sul blog &quot;Em Bycicleta. Presidio di fabulazione sportiva&quot; (www.bloggers.it/embycicleta). Preciso che sono un &#039;milanista nonostante&#039; e vivo in modo abbastanza di traverso la mia malsana passione per il calcio e per il milan berlusconico. Se fino a un po&#039; di tempo fa ero disposto a non farmi incastrare da chi mi diceva: &quot;Ma come fai ancora ad appassionarti per il calcio e perdipiù per la squadra del presidente del consiglio&quot;, ora davvero faccio fatica. Anche abusando la passione popolare dei tifosi il Cavaliere ha fatto breccia nelle loro menti e nelle loro anime. Forse è proprio vero quel che dice Moretti: &quot;Berlusconi ha vinto comunque, ha vinto 30 anni fa&quot;.

Pavia, martedì 16 marzo 2004 - &quot;Questa mattina mi hanno passato le cronache sportive: si parla del Milan di Sacchi, di Zaccheroni e di Ancelotti e non si parla mai del Milan di Berlusconi. Eppure sono io che da 18 anni faccio le formazioni, detto le regole e compero i giocatori&quot;. Lo ha detto, sorridendo, Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento alla cerimonia per la posa della prima pietra di un nuovo padiglione del Policlinico San Matteo di Pavia. &quot;Sembra che io non esista - ha detto il presidente del Consiglio e del Milan -. Dalla lettura dei giornali non c&#039;è mai il Milan di Berlusconi&quot;.

Insomma, ancora una volta quei comunisti dei giornalisti si dimenticano che il Milan ammette un solo genitivo: &quot;di Berlusconi&quot;. Proprio come la roba di Mazzarò (Giovanni Verga, Novelle rusticane), che andava immensa dal Biviere di Lentini (no, non è quello pagato in nero) alla Piana di Catania, dagli aranci sempreverdi di Francofonte ai sugheri grigi di Resecone, fino ai pascoli deserti di Passaneto e Passanitello. &quot;La pelata e i RayBan di Sacchi? Di Berluscò!&quot;, &quot;I dreadlock di Gullit? Di Berluscò!&quot;, &quot;La veronica di Van Basten? Prestata da Berluscò!&quot;, &quot;La basletta di Capello&quot; &quot;Di Berluscò!&quot;, &quot;La Mitropa Cup?&quot; &quot;Regalo anticipato di Berluscò!&quot;, &quot;Il naso di Tassotti?&quot; &quot;Di Berluscò!&quot;, &quot;Il sopracciglio indipendente di Carletto Ancelotti?&quot; &quot;Magnanima concessione Berluscò!&quot;, &quot;La simpatia di Inzaghi?&quot; &quot;Tutta farina di Berluscò!&quot;, &quot;Il figlio della Colombari?&quot; vabbè, avete capito... E sì, proprio come nella novella del Verga, qualche volta pareva proprio di Berluscò anche il sole che tramontava dietro le torri di San Siro e anche l&#039;eco dei cori della Curva del Gelo. 

Ma di una cosa sola doleva al Cavaliere, che cominciasse a farsi vecchio, e il Milan doveva lasciarlo là dov&#039;era. Questa è una ingiustizia di Dio, che dopo di essersi logorata la vita ad acquistare campioni e campioni d&#039;urina, quando arrivate ad averli, che ne vorreste ancora, dovete lasciarli! E stava delle ore seduto sulla Champions, col mento nelle mani, a guardare i prati di Milanello che gli verdeggiavano sotto gli occhi, e i ragazzi in allenamento che ondeggiavano come spighe nei campi maturi, e le bacheche scintillanti di trofei - Mitropa compresa - , e se per caso, improvvidamente, gli passava dinanzi Gattuso, palleggiando sulla fronte elegante e spensierato come una foca calabrese, per invidia gli sguinzagliava fra le gambe i suoi mastini e borbottava: - Guardate chi ha i giorni lunghi! costui che non ha niente! -
Sicché quando gli dissero che era tempo di lasciare il suo Milan, per pensare all&#039;anima, uscì sul prato di Milanello come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone tutti i milanisti che gli venivano a tiro, da Brocchi a Ramaccioni, da Gerry Scotti a Bertinotti, e strillava: - Roba mia, vientene con me! -

http://www.bloggers.it/embycicleta/index.cfm?blogaction=archive&#038;file=blog_3_2004.xml]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, a proposito di Berlusconi e &#8216;la roba&#8217;, due anni fa mi era venuto da scrivere il pezzo che qui riporto e che era stato pubblicato sul blog &#8220;Em Bycicleta. Presidio di fabulazione sportiva&#8221; (www.bloggers.it/embycicleta). Preciso che sono un &#8216;milanista nonostante&#8217; e vivo in modo abbastanza di traverso la mia malsana passione per il calcio e per il milan berlusconico. Se fino a un po&#8217; di tempo fa ero disposto a non farmi incastrare da chi mi diceva: &#8220;Ma come fai ancora ad appassionarti per il calcio e perdipiù per la squadra del presidente del consiglio&#8221;, ora davvero faccio fatica. Anche abusando la passione popolare dei tifosi il Cavaliere ha fatto breccia nelle loro menti e nelle loro anime. Forse è proprio vero quel che dice Moretti: &#8220;Berlusconi ha vinto comunque, ha vinto 30 anni fa&#8221;.</p>
<p>Pavia, martedì 16 marzo 2004 &#8211; &#8220;Questa mattina mi hanno passato le cronache sportive: si parla del Milan di Sacchi, di Zaccheroni e di Ancelotti e non si parla mai del Milan di Berlusconi. Eppure sono io che da 18 anni faccio le formazioni, detto le regole e compero i giocatori&#8221;. Lo ha detto, sorridendo, Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento alla cerimonia per la posa della prima pietra di un nuovo padiglione del Policlinico San Matteo di Pavia. &#8220;Sembra che io non esista &#8211; ha detto il presidente del Consiglio e del Milan -. Dalla lettura dei giornali non c&#8217;è mai il Milan di Berlusconi&#8221;.</p>
<p>Insomma, ancora una volta quei comunisti dei giornalisti si dimenticano che il Milan ammette un solo genitivo: &#8220;di Berlusconi&#8221;. Proprio come la roba di Mazzarò (Giovanni Verga, Novelle rusticane), che andava immensa dal Biviere di Lentini (no, non è quello pagato in nero) alla Piana di Catania, dagli aranci sempreverdi di Francofonte ai sugheri grigi di Resecone, fino ai pascoli deserti di Passaneto e Passanitello. &#8220;La pelata e i RayBan di Sacchi? Di Berluscò!&#8221;, &#8220;I dreadlock di Gullit? Di Berluscò!&#8221;, &#8220;La veronica di Van Basten? Prestata da Berluscò!&#8221;, &#8220;La basletta di Capello&#8221; &#8220;Di Berluscò!&#8221;, &#8220;La Mitropa Cup?&#8221; &#8220;Regalo anticipato di Berluscò!&#8221;, &#8220;Il naso di Tassotti?&#8221; &#8220;Di Berluscò!&#8221;, &#8220;Il sopracciglio indipendente di Carletto Ancelotti?&#8221; &#8220;Magnanima concessione Berluscò!&#8221;, &#8220;La simpatia di Inzaghi?&#8221; &#8220;Tutta farina di Berluscò!&#8221;, &#8220;Il figlio della Colombari?&#8221; vabbè, avete capito&#8230; E sì, proprio come nella novella del Verga, qualche volta pareva proprio di Berluscò anche il sole che tramontava dietro le torri di San Siro e anche l&#8217;eco dei cori della Curva del Gelo. </p>
<p>Ma di una cosa sola doleva al Cavaliere, che cominciasse a farsi vecchio, e il Milan doveva lasciarlo là dov&#8217;era. Questa è una ingiustizia di Dio, che dopo di essersi logorata la vita ad acquistare campioni e campioni d&#8217;urina, quando arrivate ad averli, che ne vorreste ancora, dovete lasciarli! E stava delle ore seduto sulla Champions, col mento nelle mani, a guardare i prati di Milanello che gli verdeggiavano sotto gli occhi, e i ragazzi in allenamento che ondeggiavano come spighe nei campi maturi, e le bacheche scintillanti di trofei &#8211; Mitropa compresa &#8211; , e se per caso, improvvidamente, gli passava dinanzi Gattuso, palleggiando sulla fronte elegante e spensierato come una foca calabrese, per invidia gli sguinzagliava fra le gambe i suoi mastini e borbottava: &#8211; Guardate chi ha i giorni lunghi! costui che non ha niente! &#8211;<br />
Sicché quando gli dissero che era tempo di lasciare il suo Milan, per pensare all&#8217;anima, uscì sul prato di Milanello come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone tutti i milanisti che gli venivano a tiro, da Brocchi a Ramaccioni, da Gerry Scotti a Bertinotti, e strillava: &#8211; Roba mia, vientene con me! &#8211;</p>
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