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	Commenti a: Rilke consiglia	</title>
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		<title>
		Di: Moosbrugger		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Moosbrugger]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2006 08:35:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Ché il creatore dev’ essere un mondo per sé e in sé trovare tutto, e nella natura, cui s’è alleato&quot;.

Mi trova d&#039;accordo questa affermazione sulla &quot;creazione&quot;, meno questo invito ad una sorta di &quot;solipsismo&quot; artistico. L&#039;arte la si può trovare anche negli &quot;altri&quot;, in positivo ed in negativo (gli altri sono imposizione e violenza, lo sapeva Brouwer, lo sapeva Sartre). Mi pare che troppe volte sedicenti artisti se lo siano dimenticato, facendo troppo affidamento al proprio talento (servirebbe almeno il genio, ma è raro), dimenticandosi che l&#039;arte è un codice, un linguaggio tra altri e un linguaggio nasce *nella* comunicazione, non deve avere solo la pretesa di comunicare degli assoluti. Ecco perchè l&#039;imbarazzo nel rispondere a chi chiede &quot;valutazione testi&quot;: esprimersi sulla &quot;fonte&quot; non è possibile, come non è possibile parlare la &quot;propria sintassi&quot;. Se ne può parlare &quot;assieme&quot; però. E non è poco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ché il creatore dev’ essere un mondo per sé e in sé trovare tutto, e nella natura, cui s’è alleato&#8221;.</p>
<p>Mi trova d&#8217;accordo questa affermazione sulla &#8220;creazione&#8221;, meno questo invito ad una sorta di &#8220;solipsismo&#8221; artistico. L&#8217;arte la si può trovare anche negli &#8220;altri&#8221;, in positivo ed in negativo (gli altri sono imposizione e violenza, lo sapeva Brouwer, lo sapeva Sartre). Mi pare che troppe volte sedicenti artisti se lo siano dimenticato, facendo troppo affidamento al proprio talento (servirebbe almeno il genio, ma è raro), dimenticandosi che l&#8217;arte è un codice, un linguaggio tra altri e un linguaggio nasce *nella* comunicazione, non deve avere solo la pretesa di comunicare degli assoluti. Ecco perchè l&#8217;imbarazzo nel rispondere a chi chiede &#8220;valutazione testi&#8221;: esprimersi sulla &#8220;fonte&#8221; non è possibile, come non è possibile parlare la &#8220;propria sintassi&#8221;. Se ne può parlare &#8220;assieme&#8221; però. E non è poco.</p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/04/08/rilke-consiglia/#comment-26633</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2006 15:03:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alberto, è proprio perchè non ti conosco che questa separazione mi viene facile!
E mi viene ulteriormente più facile perchè stiamo dibattendo - animatamente- di letteratura, non della nostra rispettiva dignità umana.
A presto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alberto, è proprio perchè non ti conosco che questa separazione mi viene facile!<br />
E mi viene ulteriormente più facile perchè stiamo dibattendo &#8211; animatamente- di letteratura, non della nostra rispettiva dignità umana.<br />
A presto.</p>
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		<title>
		Di: Alberto Giorgi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/04/08/rilke-consiglia/#comment-26629</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alberto Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2006 14:53:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Franz, premetto che non sono offeso, sinceramente.
Non capisco, però, come fai a separare la persona dalle sue idee. Io sono fiero delle mie idee. Le mie idee sono me. Io sono così perchè ho loro.
Considerando, poi, che noi non ci conosciamo neanche, ancor di più non capisco cosa ti resta di me dopo questa separazione visto che tu, di me, conosci solo le mie idee. :-)
Va bene, ora ci sono gli exit poll.
Riprenderemo la discussione un altro giorno.
Ciao!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Franz, premetto che non sono offeso, sinceramente.<br />
Non capisco, però, come fai a separare la persona dalle sue idee. Io sono fiero delle mie idee. Le mie idee sono me. Io sono così perchè ho loro.<br />
Considerando, poi, che noi non ci conosciamo neanche, ancor di più non capisco cosa ti resta di me dopo questa separazione visto che tu, di me, conosci solo le mie idee. :-)<br />
Va bene, ora ci sono gli exit poll.<br />
Riprenderemo la discussione un altro giorno.<br />
Ciao!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: F.K.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/04/08/rilke-consiglia/#comment-26626</link>

		<dc:creator><![CDATA[F.K.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2006 14:38:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alberto, di Dumas e del discorso che ne deriva ne possiamo parlare ancora in altro momento, se vuoi, dati i toni . Ma io m&#039;incazzo a ragion veduta, di solito. Niente di personale, però: personalmente cerco di separare sempre la persona dalle idee, dalle argomentazioni che porta. Sempre che non offenda, ché allora sono dolori.
Ciao.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alberto, di Dumas e del discorso che ne deriva ne possiamo parlare ancora in altro momento, se vuoi, dati i toni . Ma io m&#8217;incazzo a ragion veduta, di solito. Niente di personale, però: personalmente cerco di separare sempre la persona dalle idee, dalle argomentazioni che porta. Sempre che non offenda, ché allora sono dolori.<br />
Ciao.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: Alberto Giorgi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/04/08/rilke-consiglia/#comment-26624</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alberto Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2006 14:31:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Franz, noto un certo livore nella tua risposta, ma fa niente.
Comunque la questione di Dumas, che tu liquidi con un paio di battute acide, secondo me è importante, ma siccome hai già imparato tutto ai tempi del liceo non ha senso che io ti ripeta le stesse cose, anche perchè il mio lavoro di account manager  per l&#039;albergo a 6 stelle mi impegna molto.
Tutto tempo risparmiato.
Stammi bene.
Alberto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Franz, noto un certo livore nella tua risposta, ma fa niente.<br />
Comunque la questione di Dumas, che tu liquidi con un paio di battute acide, secondo me è importante, ma siccome hai già imparato tutto ai tempi del liceo non ha senso che io ti ripeta le stesse cose, anche perchè il mio lavoro di account manager  per l&#8217;albergo a 6 stelle mi impegna molto.<br />
Tutto tempo risparmiato.<br />
Stammi bene.<br />
Alberto</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: F.K.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/04/08/rilke-consiglia/#comment-26614</link>

		<dc:creator><![CDATA[F.K.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2006 12:35:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per avermi ricordato (Dumas) vecchie nozioni apprese ai tempi del liceo (per i cazzi miei, oltretutto.)
Per il resto, che ti devo dire: esistono le sfumature, nella vita. Vedi  per esempio la tua contrapposizione netta tra &quot;intrattenitori&quot; e &quot;artisti&quot;. O al discorso che tu fai, da vero consumatore: &quot;Se devo intrattenermi mi rivolgo a Tizio, se invece devo acculturarmi mi rivolgo a Sempronio&quot;. E se mi devo incazzare duro, a chi mi rivolgo, dico io?
Comunque Dumas, Maupassant, Flaubert, insomma tutti i grandi scrittori che scrivevano a puntate sui giornali erano Dumas, Maupassant, Flaubert. E non il primo stronzo che passa, che scrive un libro di successo  che dunque viene &quot;licenziato&quot; da certa critica (e dal pubblico, che si deve svegliare, lo riperto) a credersi un genio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per avermi ricordato (Dumas) vecchie nozioni apprese ai tempi del liceo (per i cazzi miei, oltretutto.)<br />
Per il resto, che ti devo dire: esistono le sfumature, nella vita. Vedi  per esempio la tua contrapposizione netta tra &#8220;intrattenitori&#8221; e &#8220;artisti&#8221;. O al discorso che tu fai, da vero consumatore: &#8220;Se devo intrattenermi mi rivolgo a Tizio, se invece devo acculturarmi mi rivolgo a Sempronio&#8221;. E se mi devo incazzare duro, a chi mi rivolgo, dico io?<br />
Comunque Dumas, Maupassant, Flaubert, insomma tutti i grandi scrittori che scrivevano a puntate sui giornali erano Dumas, Maupassant, Flaubert. E non il primo stronzo che passa, che scrive un libro di successo  che dunque viene &#8220;licenziato&#8221; da certa critica (e dal pubblico, che si deve svegliare, lo riperto) a credersi un genio.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Mauro Baldrati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/04/08/rilke-consiglia/#comment-26608</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mauro Baldrati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2006 10:35:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Senza volere in qualche modo riaccendere la discussione fiammeggiante sulla letteratura di genere, vorrei però portare una mia piccola testimonianza a proposito dell’intrattenimento di cui parla Alberto Giorgi. A me piace “spararmi” dei romanzoni storici, vicende dell’antica Roma, della Grecia, Sparta, ecc. Per esempio sto leggendo le “cronache di Camelot” di Jack Whyte, tomi enormi sulla storia di Artù, Merlino e compagnia bella. Che fare, nessuno è perfetto. Oppure i thriller archeologici di Manfredi, che sono bellissimi. Ora, non me la sento di metterli sullo stesso piano di “Giro di vite” di Henry James, eppure anche questi testi, che sono d’intrattenimento, a mio avviso rientrano nella lettera di Rilke, perché sono scritti con serietà, con una ricostruzione storica accurata, fanno divertire, perché vi è verosimiglianza dei personaggi, delle battaglie, delle armi, e, anche se sono avvincenti, non sono scritti con un occhio furbo alle varie componenti che, secondo le regole non scritte della cosiddetta scrittura “di genere” devono per forza entrare nel testo: la violenza, il sesso, il tradimento, la guerra: dove l’autore esagera, se la tira, scrive per compiacere il pubblico, per stupirlo. E risulta tutto eccessivo, e falso. Come certi libri “giovanilistici” che devono essere scritti con uno stile d’impatto, in cui i giovani si riconoscano ecc. La lettera di Rilke, e anche quella di Gide, spazza via tutto questo. L’autore deve scrivere pensando al testo come lo sente, come lo vive e lo soffre, anche se sono romanzoni storici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Senza volere in qualche modo riaccendere la discussione fiammeggiante sulla letteratura di genere, vorrei però portare una mia piccola testimonianza a proposito dell’intrattenimento di cui parla Alberto Giorgi. A me piace “spararmi” dei romanzoni storici, vicende dell’antica Roma, della Grecia, Sparta, ecc. Per esempio sto leggendo le “cronache di Camelot” di Jack Whyte, tomi enormi sulla storia di Artù, Merlino e compagnia bella. Che fare, nessuno è perfetto. Oppure i thriller archeologici di Manfredi, che sono bellissimi. Ora, non me la sento di metterli sullo stesso piano di “Giro di vite” di Henry James, eppure anche questi testi, che sono d’intrattenimento, a mio avviso rientrano nella lettera di Rilke, perché sono scritti con serietà, con una ricostruzione storica accurata, fanno divertire, perché vi è verosimiglianza dei personaggi, delle battaglie, delle armi, e, anche se sono avvincenti, non sono scritti con un occhio furbo alle varie componenti che, secondo le regole non scritte della cosiddetta scrittura “di genere” devono per forza entrare nel testo: la violenza, il sesso, il tradimento, la guerra: dove l’autore esagera, se la tira, scrive per compiacere il pubblico, per stupirlo. E risulta tutto eccessivo, e falso. Come certi libri “giovanilistici” che devono essere scritti con uno stile d’impatto, in cui i giovani si riconoscano ecc. La lettera di Rilke, e anche quella di Gide, spazza via tutto questo. L’autore deve scrivere pensando al testo come lo sente, come lo vive e lo soffre, anche se sono romanzoni storici.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alberto Giorgi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/04/08/rilke-consiglia/#comment-26606</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alberto Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2006 10:32:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ok, c&#039;ho provato e non sono riuscito a spiegarmi. Ci provo ancora una volta.
La questione non è la critica onesta o meno, ovvero, questa è un altra questione. Io credevo di discutere su chi debba sentirsi &quot;scrittore vero&quot; (mio termine che nelle mie intenzioni riassume un po&#039; il pensiero di alcuni commenti) e chi no.
E siccome tu hai lasciato intendere che ci sono gli &quot;scrittori veri&quot; e poi c&#039;è il mercato, io ho dissentito, perchè secondo me ci sono gli intrattenitori e gli artisti. Questa è la mia visione. Se ho voglia di evadere mi rivolgo agli intrattenitori, se desiro impegno vado verso gli artisti. Ammetto che la suddivisione potrà sembrare grossolana, ma credo funzioni e ha lo scopo di evitare giudizi di merito e di qualità che confondano lo scopo per il quale è nato un certo &quot;prodotto&quot; (passami il termine).
Riguardo a Dumas, ti ricordo che pubblicava a puntate e pagato un tanto a parola. Più mercato di così!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, c&#8217;ho provato e non sono riuscito a spiegarmi. Ci provo ancora una volta.<br />
La questione non è la critica onesta o meno, ovvero, questa è un altra questione. Io credevo di discutere su chi debba sentirsi &#8220;scrittore vero&#8221; (mio termine che nelle mie intenzioni riassume un po&#8217; il pensiero di alcuni commenti) e chi no.<br />
E siccome tu hai lasciato intendere che ci sono gli &#8220;scrittori veri&#8221; e poi c&#8217;è il mercato, io ho dissentito, perchè secondo me ci sono gli intrattenitori e gli artisti. Questa è la mia visione. Se ho voglia di evadere mi rivolgo agli intrattenitori, se desiro impegno vado verso gli artisti. Ammetto che la suddivisione potrà sembrare grossolana, ma credo funzioni e ha lo scopo di evitare giudizi di merito e di qualità che confondano lo scopo per il quale è nato un certo &#8220;prodotto&#8221; (passami il termine).<br />
Riguardo a Dumas, ti ricordo che pubblicava a puntate e pagato un tanto a parola. Più mercato di così!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/04/08/rilke-consiglia/#comment-26605</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2006 10:28:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me &quot;il Signore degli Anelli&quot; ha annoiato a morte. Altro che intrattenimento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me &#8220;il Signore degli Anelli&#8221; ha annoiato a morte. Altro che intrattenimento.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: F.K.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/04/08/rilke-consiglia/#comment-26604</link>

		<dc:creator><![CDATA[F.K.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2006 09:59:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non sono d&#039;accordo. Il lettore in primis dovrebbe svegliarsi una buona volta e rivolgersi a una critica consapevole che non fa solo del marketing ma anche dell&#039;informazione onesta. Le cose non stanno così? Non m&#039;interessa.
Chiaro che il mercato esiste, (basta andare nelle grandi catene dette anche &quot;pescheria-letteratura&quot;) ma questi tuoi discorsi sanno di &quot;accounting managing&quot;, seppure pervasi da un effluvio profumato, da sala d&#039;aspetto d&#039;albergo a 6 stelle. Io, personalmente, ne ho piene le palle di questi discorsi.
Confrontare sullo stesso piano Peckinpah e Il Signore degli Anelli va anche bene, su tutti i piani; non m&#039;interessa se il Signore degli Anelli è anche arte, potrebbe anche esserlo da un punto di vista di un bambino di 6 anni; a me pare un prodotto &quot;confezionato&quot;, e tanto mi basta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono d&#8217;accordo. Il lettore in primis dovrebbe svegliarsi una buona volta e rivolgersi a una critica consapevole che non fa solo del marketing ma anche dell&#8217;informazione onesta. Le cose non stanno così? Non m&#8217;interessa.<br />
Chiaro che il mercato esiste, (basta andare nelle grandi catene dette anche &#8220;pescheria-letteratura&#8221;) ma questi tuoi discorsi sanno di &#8220;accounting managing&#8221;, seppure pervasi da un effluvio profumato, da sala d&#8217;aspetto d&#8217;albergo a 6 stelle. Io, personalmente, ne ho piene le palle di questi discorsi.<br />
Confrontare sullo stesso piano Peckinpah e Il Signore degli Anelli va anche bene, su tutti i piani; non m&#8217;interessa se il Signore degli Anelli è anche arte, potrebbe anche esserlo da un punto di vista di un bambino di 6 anni; a me pare un prodotto &#8220;confezionato&#8221;, e tanto mi basta.</p>
]]></content:encoded>
		
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