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	Commenti a: Caccia di guardie e ladri in terra padana	</title>
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		Di: gianni biondillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Apr 2006 15:15:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quello pestato potrebbe essere tranquillamente uno dei miei tanti cugini...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello pestato potrebbe essere tranquillamente uno dei miei tanti cugini&#8230;</p>
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		Di: tashtego		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Apr 2006 14:27:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Antropologie complesse di un paese troppo allungato, dove la testa e la coda finiscono ciclicamente per diventare estranee e lo spazio conta troppo, per differenza.
Il racconto è vivido.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Antropologie complesse di un paese troppo allungato, dove la testa e la coda finiscono ciclicamente per diventare estranee e lo spazio conta troppo, per differenza.<br />
Il racconto è vivido.</p>
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Apr 2006 14:27:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[antropologie complesse di un paese troppo allungato, dove la testa e la coda finiscono ciclicamente per diventare estranee e lo spazio conta troppo, per differenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>antropologie complesse di un paese troppo allungato, dove la testa e la coda finiscono ciclicamente per diventare estranee e lo spazio conta troppo, per differenza.</p>
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		Di: mag		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Apr 2006 00:18:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sconsiglio a Silvio di aggirarsi oggi nei paraggi di piazzale Loreto, anche perchè a testa in giu&#039; gli si staccarebbe la ricrescita.
Colgo l&#039;occasione, che non è un fiore reciso, per augurarvi di cuore una buona liberazione, accompagnata come si conviene da dilatazione miocardica.
Lasciamoci avvolgere dall&#039;abbraccio intenso della folla in Partecipazione.
Ciao

Magda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sconsiglio a Silvio di aggirarsi oggi nei paraggi di piazzale Loreto, anche perchè a testa in giu&#8217; gli si staccarebbe la ricrescita.<br />
Colgo l&#8217;occasione, che non è un fiore reciso, per augurarvi di cuore una buona liberazione, accompagnata come si conviene da dilatazione miocardica.<br />
Lasciamoci avvolgere dall&#8217;abbraccio intenso della folla in Partecipazione.<br />
Ciao</p>
<p>Magda</p>
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		<title>
		Di: db		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Apr 2006 23:55:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[deciderà Helena se quanto segue è OT o mmerita un Post:

UN INTELLETTUALE

*Noi oggi non sappiamo ancora se e come avverrà un processo reale contro Mussolini; la guerra di liberazione è forse avviata verso la sua fase conclusiva e si avvicina inevitabile l’ora della resa dei conti. Il giudizio del popolo contro Mussolini è già stato pronunciato e non importerà molto se la sua esecuzione avverrà in forme legali o non legali. Ma Mussolini non è un individuo isolato nella storia dell’ultimo ventennio; intorno a lui si sono mossi molti uomini rivestiti di alte responsabilità e che hanno in mille maniere aiutato la sua opera astuta e tenace. Sicché il fascismo si può ben definire il prodotto della collaborazione di tutti costoro, la coalizione di tutte le forze conservatrici e reazionarie. Ecco perché non si tratta di restaurare la situazione precedente il fascismo,  da cui esso sorse per necessità storica, ma di piantare più solidamente la democrazia in Italia, di fare davvero una rivoluzione non a parole, ma a fatti. Altrimenti  potremmo anche giungere a uccidere Mussolini, ma non avremo ucciso il fascismo. E se non svolgeremo questo processo ora, a fondo, inevitabilmente dovremo svolgerlo di qui a pochi anni, quando il fascismo sarà sotto altre forme rinato.* 
Cassius, “Il processo Mussolini”, La Fiaccola ed., Milano, febbraio 1945, introd.

Gigi Speroni, decano dei giornalisti milanesi, possiede una copia del pamphlet, ed è giunto alle seguenti conclusioni:
1-	La fiaccola era una microcasa ed. legata/emanata da Giustizia e Libertà (che a simbolo ha una fiaccola appunto), il movimento da cui si originò il Partito d’Azione.
2-	La tipografia clandestina milanese, situata in via Piero della Francesca, era gestita di notte da Procopio, nome di battaglia di Mario Dal Pra, sul quale pendeva una condanna a 18 anni di reclusione per attività clandestina (e che per tale motivo era fuggito dalla sua Vicenza).
3-	 Procopio è il Cassius autore del pamphlet. 
Come si può notare, la 3- è azzardata, per quanto plausibile. Stamane ci siamo accordati per procedere a una verifica, che si articolerà su due momenti:
1-	domattina al Fondo Dal Pra vedrò se c’è una copia de “Il processo Mussolini”, a conferma della paternità
2-	in caso negativo, o comunque, procederò a un’analisi interna del testo, sui riscontri eventuali con la produzione contemporanea del presunto autore (il quale di giorno in quel periodo curava le Sententiae di Abelardo). 

Dario Borso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>deciderà Helena se quanto segue è OT o mmerita un Post:</p>
<p>UN INTELLETTUALE</p>
<p>*Noi oggi non sappiamo ancora se e come avverrà un processo reale contro Mussolini; la guerra di liberazione è forse avviata verso la sua fase conclusiva e si avvicina inevitabile l’ora della resa dei conti. Il giudizio del popolo contro Mussolini è già stato pronunciato e non importerà molto se la sua esecuzione avverrà in forme legali o non legali. Ma Mussolini non è un individuo isolato nella storia dell’ultimo ventennio; intorno a lui si sono mossi molti uomini rivestiti di alte responsabilità e che hanno in mille maniere aiutato la sua opera astuta e tenace. Sicché il fascismo si può ben definire il prodotto della collaborazione di tutti costoro, la coalizione di tutte le forze conservatrici e reazionarie. Ecco perché non si tratta di restaurare la situazione precedente il fascismo,  da cui esso sorse per necessità storica, ma di piantare più solidamente la democrazia in Italia, di fare davvero una rivoluzione non a parole, ma a fatti. Altrimenti  potremmo anche giungere a uccidere Mussolini, ma non avremo ucciso il fascismo. E se non svolgeremo questo processo ora, a fondo, inevitabilmente dovremo svolgerlo di qui a pochi anni, quando il fascismo sarà sotto altre forme rinato.*<br />
Cassius, “Il processo Mussolini”, La Fiaccola ed., Milano, febbraio 1945, introd.</p>
<p>Gigi Speroni, decano dei giornalisti milanesi, possiede una copia del pamphlet, ed è giunto alle seguenti conclusioni:<br />
1-	La fiaccola era una microcasa ed. legata/emanata da Giustizia e Libertà (che a simbolo ha una fiaccola appunto), il movimento da cui si originò il Partito d’Azione.<br />
2-	La tipografia clandestina milanese, situata in via Piero della Francesca, era gestita di notte da Procopio, nome di battaglia di Mario Dal Pra, sul quale pendeva una condanna a 18 anni di reclusione per attività clandestina (e che per tale motivo era fuggito dalla sua Vicenza).<br />
3-	 Procopio è il Cassius autore del pamphlet.<br />
Come si può notare, la 3- è azzardata, per quanto plausibile. Stamane ci siamo accordati per procedere a una verifica, che si articolerà su due momenti:<br />
1-	domattina al Fondo Dal Pra vedrò se c’è una copia de “Il processo Mussolini”, a conferma della paternità<br />
2-	in caso negativo, o comunque, procederò a un’analisi interna del testo, sui riscontri eventuali con la produzione contemporanea del presunto autore (il quale di giorno in quel periodo curava le Sententiae di Abelardo). </p>
<p>Dario Borso</p>
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		<title>
		Di: Baldrus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/04/24/caccia-di-guardie-e-ladri-in-terra-padana/#comment-27308</link>

		<dc:creator><![CDATA[Baldrus]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Apr 2006 09:33:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bello. Questo testo mi coinvolge anche a livello personale perché mi evoca ricordi: nei primi anni Settanta, credo proprio nel 1970, eravamo un gruppetto di ragazzini totalmente fusi per la musica anglo-americana che venivano a Gallarate, da un paesino vicino a Ravenna, nel negozio di Carù, che importava direttamente dischi particolari, introvabili nei negozi di Bologna. Carù era sempre ultrainformato, e ci proponeva queste rarità che noi compravamo a scatola chiusa (spendendo le paghette di settimane e mesi). Poi Carù, prima del Buscadero, ha sponsorizzato credo la prima &quot;fanzine&quot; italiana ciclostilata, che si chiamava &quot;Freak&quot;, ed era scritta da un torrenziale Riccardo Bertoncelli. E&#039; forte quindi per me leggere questo racconto, dove c&#039;è l&#039;atmosfera tranquilla di Gallarate, anche se probabilmente &quot;mutata&quot;, su cui incombe l&#039;evento violento, descritto con ottima vivacità anche visiva e acustica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bello. Questo testo mi coinvolge anche a livello personale perché mi evoca ricordi: nei primi anni Settanta, credo proprio nel 1970, eravamo un gruppetto di ragazzini totalmente fusi per la musica anglo-americana che venivano a Gallarate, da un paesino vicino a Ravenna, nel negozio di Carù, che importava direttamente dischi particolari, introvabili nei negozi di Bologna. Carù era sempre ultrainformato, e ci proponeva queste rarità che noi compravamo a scatola chiusa (spendendo le paghette di settimane e mesi). Poi Carù, prima del Buscadero, ha sponsorizzato credo la prima &#8220;fanzine&#8221; italiana ciclostilata, che si chiamava &#8220;Freak&#8221;, ed era scritta da un torrenziale Riccardo Bertoncelli. E&#8217; forte quindi per me leggere questo racconto, dove c&#8217;è l&#8217;atmosfera tranquilla di Gallarate, anche se probabilmente &#8220;mutata&#8221;, su cui incombe l&#8217;evento violento, descritto con ottima vivacità anche visiva e acustica.</p>
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