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	Commenti a: Tentativo di mediazione attraverso l’analisi e la discussione dei punti di vista espressi in modo virulento nella recente polemica comparsa su Nazione Indiana tra Michelangelo Zizzi e Christian Raimo	</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 16 Jun 2006 03:06:08 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Marco Palasciano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Palasciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2006 03:06:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[:) Sono commosso: Daniele Ventre nel suo intervento delle 13.21 del 4 maggio ha usato il verbo &quot;lacricoccodrillare&quot;, (c) 2006 by Accademia Palasciania.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>:) Sono commosso: Daniele Ventre nel suo intervento delle 13.21 del 4 maggio ha usato il verbo &#8220;lacricoccodrillare&#8221;, (c) 2006 by Accademia Palasciania.</p>
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		Di: cara polvere		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/03/tentativo-di-mediazione-attraverso-l%e2%80%99analisi-e-la-discussione-dei-punti-di-vista-espressi-in-modo-virulento-nella-polemica-recente-comparsa-su-nazione-indiana-tra-michelangelo-zizzi-e-christia/#comment-28231</link>

		<dc:creator><![CDATA[cara polvere]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2006 20:12:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[oddio. è il terzo che scrivo questa serata.
mi starò ammalando. ho letto qui che si è parlato di poesia. santo cielo.
non va bene la poesia autoreferenziale. 
questa mania di esigere si sponsorizzi altro e  non il parlare di se.
abbasso l&#039;autoreferenzialismo, no? perchè questo è il senso, alla fine.
almeno la poesia lasciatela a chi  la soffre. a chi non ci dorme.
a chi ci &quot;scopa&quot; assieme
dylan thomas tra una poesia e l&#039;altra: ruttava. moriva. e altro.
un ottimo esercizio fisicamente politico, no?
beh, lo faccia di tanto in tanto anche chi vuole connotare la poesia dentro perimetri sociali. è come castrare un leone. e come addomesticare un&#039;aquila. si, si. si può fare ma dopo si avrà urgenza di andare a recuperare i genitali mancati perchè castra qui castra là, rimarrà tutto fermo come un lunapark senza bambini.   
e cavolo. quanti paroloni per consacrare il supermercato al posto del piccolo negozio di fiducia.
che tristezza. 

&quot; Come potrà il mio animale&quot; di Dylan Thomas

Come potrà il mio animale,
La cui magica forma rintraccio nel cranio cavernoso,
Vaso d’ascessi e guscio d’esultanza, sopportare
D’essere seppellito sotto un muro di sillabe,
Il velo invocato funereo intorno al volto,
Lui che dovrebbe infuriarsi,
Ubbriaco come lumaca di vigna, flagellato come polpo,
Che dovrebbe ruggire, andar carponi, lottare
Coi venti e con la pioggia,
Il cerchio naturale dei cieli rivelati
Abbassare all’altezza dei suoi occhi streganti?

Come potrà calamitare
Verso lo stallone, in una curva notturna vampa che fonda
Lo zoccolo della testa leonina e il ferro di cavallo del cuore,
Una terra selvaggia nel fresco culmine dei giorni campagnoli,
Per trottare sui letti di fieno d’un miglio con una compagna
[sonora,
Per amare, e penare, e uccidere
In un rapido, dolce, feroce chiarore, finché il suolo sprangato
Germogli, il nero mare spalancato gioisca,
Le budella si ribaltino e la branca
Delle vene artigliate sprema da ogni rossa molecola
La voce riarsa e furibonda?

Pescatori di tritoni avanzano lenti e arpeggiano
Sul solito flutto, lanciando il loro magico spillo ricurvo
Innescato d’aurea mollica; io con una viva matassa,
Lingua e orecchio nel filo, pesco nell’animale, chiusa da riccioli
E tempie, acquea caverna d’incantesimi e d’osso,
Rintraccio un tentacolo con un occhio
Spalancato per amo, nella tazza d’alghe e ferite,
Per stringere a terra la mia furia
E sbattere giù il suo gran sangue;
Nessuna bestia dovrà nascere a segnar sull’atlante i pochi mari
O a soppesare la luce sopra un corno.

Sospira a lungo, fredda creta, giaci recisa, lanciata
In alto, tramortita sul sasso; furtive forbici affilate nel gelo
Scattano nel boschetto della forza, l’amore sbozzato nei pilastri
Crolla con santo, sole e uccello scolpiti, la vergine bocca
[spinata d’alghe morte
Sfronda, rovo piumato di fiamme, l’enfasi dell’occhio furente,
Taglia netto il gestire del fiato.
Muori con rosse penne quando il volo del cielo è troncato,
E rotola con la terra abbattuta:
Arida giaci, riposa depredata, mia bestia.
Hai sgroppato dal fondo d’una buia spelonca, sussultato al nitrito della luce
E scavato la tua fossa nel mio petto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>oddio. è il terzo che scrivo questa serata.<br />
mi starò ammalando. ho letto qui che si è parlato di poesia. santo cielo.<br />
non va bene la poesia autoreferenziale.<br />
questa mania di esigere si sponsorizzi altro e  non il parlare di se.<br />
abbasso l&#8217;autoreferenzialismo, no? perchè questo è il senso, alla fine.<br />
almeno la poesia lasciatela a chi  la soffre. a chi non ci dorme.<br />
a chi ci &#8220;scopa&#8221; assieme<br />
dylan thomas tra una poesia e l&#8217;altra: ruttava. moriva. e altro.<br />
un ottimo esercizio fisicamente politico, no?<br />
beh, lo faccia di tanto in tanto anche chi vuole connotare la poesia dentro perimetri sociali. è come castrare un leone. e come addomesticare un&#8217;aquila. si, si. si può fare ma dopo si avrà urgenza di andare a recuperare i genitali mancati perchè castra qui castra là, rimarrà tutto fermo come un lunapark senza bambini.<br />
e cavolo. quanti paroloni per consacrare il supermercato al posto del piccolo negozio di fiducia.<br />
che tristezza. </p>
<p>&#8221; Come potrà il mio animale&#8221; di Dylan Thomas</p>
<p>Come potrà il mio animale,<br />
La cui magica forma rintraccio nel cranio cavernoso,<br />
Vaso d’ascessi e guscio d’esultanza, sopportare<br />
D’essere seppellito sotto un muro di sillabe,<br />
Il velo invocato funereo intorno al volto,<br />
Lui che dovrebbe infuriarsi,<br />
Ubbriaco come lumaca di vigna, flagellato come polpo,<br />
Che dovrebbe ruggire, andar carponi, lottare<br />
Coi venti e con la pioggia,<br />
Il cerchio naturale dei cieli rivelati<br />
Abbassare all’altezza dei suoi occhi streganti?</p>
<p>Come potrà calamitare<br />
Verso lo stallone, in una curva notturna vampa che fonda<br />
Lo zoccolo della testa leonina e il ferro di cavallo del cuore,<br />
Una terra selvaggia nel fresco culmine dei giorni campagnoli,<br />
Per trottare sui letti di fieno d’un miglio con una compagna<br />
[sonora,<br />
Per amare, e penare, e uccidere<br />
In un rapido, dolce, feroce chiarore, finché il suolo sprangato<br />
Germogli, il nero mare spalancato gioisca,<br />
Le budella si ribaltino e la branca<br />
Delle vene artigliate sprema da ogni rossa molecola<br />
La voce riarsa e furibonda?</p>
<p>Pescatori di tritoni avanzano lenti e arpeggiano<br />
Sul solito flutto, lanciando il loro magico spillo ricurvo<br />
Innescato d’aurea mollica; io con una viva matassa,<br />
Lingua e orecchio nel filo, pesco nell’animale, chiusa da riccioli<br />
E tempie, acquea caverna d’incantesimi e d’osso,<br />
Rintraccio un tentacolo con un occhio<br />
Spalancato per amo, nella tazza d’alghe e ferite,<br />
Per stringere a terra la mia furia<br />
E sbattere giù il suo gran sangue;<br />
Nessuna bestia dovrà nascere a segnar sull’atlante i pochi mari<br />
O a soppesare la luce sopra un corno.</p>
<p>Sospira a lungo, fredda creta, giaci recisa, lanciata<br />
In alto, tramortita sul sasso; furtive forbici affilate nel gelo<br />
Scattano nel boschetto della forza, l’amore sbozzato nei pilastri<br />
Crolla con santo, sole e uccello scolpiti, la vergine bocca<br />
[spinata d’alghe morte<br />
Sfronda, rovo piumato di fiamme, l’enfasi dell’occhio furente,<br />
Taglia netto il gestire del fiato.<br />
Muori con rosse penne quando il volo del cielo è troncato,<br />
E rotola con la terra abbattuta:<br />
Arida giaci, riposa depredata, mia bestia.<br />
Hai sgroppato dal fondo d’una buia spelonca, sussultato al nitrito della luce<br />
E scavato la tua fossa nel mio petto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/03/tentativo-di-mediazione-attraverso-l%e2%80%99analisi-e-la-discussione-dei-punti-di-vista-espressi-in-modo-virulento-nella-polemica-recente-comparsa-su-nazione-indiana-tra-michelangelo-zizzi-e-christia/#comment-28217</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2006 13:37:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@jan
@prodan

Caro jan, ti ho appena spedito la mail introvignesca. 
Quello che dici su imprenditoria libraria e piccoli editori mi sembra condivisibile. Ma se parliamo di Feltrinelli si dovrebbe fare un discorso un po’ più specifico, e in questo senso credo che prodan non abbia tutti i torti. Il decollo c’è stato, è vero, le Fortezze Feltrinelli sono diventati dei presidi culturali in tutte le grandi città italiane. Ma le hai sentite le ultime rivendicazioni sindacali della Base, no? A questo devo aggiungere una sorta di atteggiamento di “chiusura” di Feltrinelli verso l’esterno. Se visiti il sito della casa editrice ti accorgerai che ci sono poche possibilità per gli autori esordienti, e che le selezioni per eventuali assunzioni sono chiuse (credo da qualche anno). 
Per questo funziona la piccola editoria: c’è più ricambio, più familiarità, un filo diretto con la redazione, insomma hai la sensazione di essere ascoltato (come lettore, come autore, come dipendente, etc…). 
Succede anche altrove, ovviamente: quando compri un libro su Amazon sei fidelizzato, iniziano a corteggiarti, ti informano sulle novità. Non sei solo un cliente, o almeno loro cercano di non farti sentire tale. 
Se le Fortezze Feltrinelli non si apriranno a questo tipo di mercato fortemente individualizzante, e in grado di adattarsi al profilo dell’utente, saranno guai.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@jan<br />
@prodan</p>
<p>Caro jan, ti ho appena spedito la mail introvignesca.<br />
Quello che dici su imprenditoria libraria e piccoli editori mi sembra condivisibile. Ma se parliamo di Feltrinelli si dovrebbe fare un discorso un po’ più specifico, e in questo senso credo che prodan non abbia tutti i torti. Il decollo c’è stato, è vero, le Fortezze Feltrinelli sono diventati dei presidi culturali in tutte le grandi città italiane. Ma le hai sentite le ultime rivendicazioni sindacali della Base, no? A questo devo aggiungere una sorta di atteggiamento di “chiusura” di Feltrinelli verso l’esterno. Se visiti il sito della casa editrice ti accorgerai che ci sono poche possibilità per gli autori esordienti, e che le selezioni per eventuali assunzioni sono chiuse (credo da qualche anno).<br />
Per questo funziona la piccola editoria: c’è più ricambio, più familiarità, un filo diretto con la redazione, insomma hai la sensazione di essere ascoltato (come lettore, come autore, come dipendente, etc…).<br />
Succede anche altrove, ovviamente: quando compri un libro su Amazon sei fidelizzato, iniziano a corteggiarti, ti informano sulle novità. Non sei solo un cliente, o almeno loro cercano di non farti sentire tale.<br />
Se le Fortezze Feltrinelli non si apriranno a questo tipo di mercato fortemente individualizzante, e in grado di adattarsi al profilo dell’utente, saranno guai.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/03/tentativo-di-mediazione-attraverso-l%e2%80%99analisi-e-la-discussione-dei-punti-di-vista-espressi-in-modo-virulento-nella-polemica-recente-comparsa-su-nazione-indiana-tra-michelangelo-zizzi-e-christia/#comment-28199</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2006 19:35:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Cristoforo Prodan:
https://www.nazioneindiana.com/2006/05/03/tentativo-di-mediazione-attraverso-l%e2%80%99analisi-e-la-discussione-dei-punti-di-vista-espressi-in-modo-virulento-nella-polemica-recente-comparsa-su-nazione-indiana-tra-michelangelo-zizzi-e-christia/#comment-28153
Sono curioso di leggere la tua recensione al libro di Romano Montroni, ma non concordo sul taglio decisamente negativo che proponi. L&#039;autore sembra un dirigente che ha portato i concetti della GDO nel mondo librario
http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_distribuzione_organizzata
in modo trasparente, con tutto il codazzo di taylorismo, gestione meschina delle risorse umane, ma anche di crescita d&#039;impresa. Tra le righe del blog &lt;a href=&quot;http://effelunga.blogspot.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Effelunga&lt;/a&gt; traspare come Montroni sia umanamente detestabile, ma anche che il gruppo è passato da 300 a 1200 dipendenti in una decina di anni.

&lt;blockquote&gt;Gli intellettuali e tutti gli operatori della cultura non possono lasciare in mano ai diligenti mercanti senza scrupoli la struttura economica e commerciale che è il presupposto per la libera circolazione delle idee.&lt;/blockquote&gt;
Credo che gli intellettuali debbano farsi un po&#039; imprenditori, cercando vie alternative perché le idee circolino anzitutto veramente, e lo facciano in modo sostenibile economicamente. Significa fare l&#039;editore (per esempio) in modo diverso, ridiscutere concetto e tempi del libro (contro altre forme di pubblicazione), ripensare come misurare gli obiettivi per chi scrive (copie vendute? lettori reali? riscontri, citazioni, convegni? una cifra X di profitti?).
Io credo che gli strumenti per sperimentare ci siano, e nemmeno tato nuovi e rischiosi. Tanto che penso che molti piccolissimi editori stiano già percorrendo queste strade. Nazione Indiana in questo senso può essere un incubatore, almeno nel senso intellettuale e non economico (ahimè) del termine.

Roberto: se hai del materiale originale sul CESNUR mi interessa (email di NI). Sai che ha organizzato un corso di aggiornamento su &quot;islam e estremismo terrorista&quot; per la polizia locale milanese? Un corso a tesi, senza spazio per la comprensione e il dialogo pare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Cristoforo Prodan:<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/2006/05/03/tentativo-di-mediazione-attraverso-l%e2%80%99analisi-e-la-discussione-dei-punti-di-vista-espressi-in-modo-virulento-nella-polemica-recente-comparsa-su-nazione-indiana-tra-michelangelo-zizzi-e-christia/#comment-28153" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2006/05/03/tentativo-di-mediazione-attraverso-l%e2%80%99analisi-e-la-discussione-dei-punti-di-vista-espressi-in-modo-virulento-nella-polemica-recente-comparsa-su-nazione-indiana-tra-michelangelo-zizzi-e-christia/#comment-28153</a><br />
Sono curioso di leggere la tua recensione al libro di Romano Montroni, ma non concordo sul taglio decisamente negativo che proponi. L&#8217;autore sembra un dirigente che ha portato i concetti della GDO nel mondo librario<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_distribuzione_organizzata" rel="nofollow ugc">http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_distribuzione_organizzata</a><br />
in modo trasparente, con tutto il codazzo di taylorismo, gestione meschina delle risorse umane, ma anche di crescita d&#8217;impresa. Tra le righe del blog <a href="http://effelunga.blogspot.com" rel="nofollow">Effelunga</a> traspare come Montroni sia umanamente detestabile, ma anche che il gruppo è passato da 300 a 1200 dipendenti in una decina di anni.</p>
<blockquote><p>Gli intellettuali e tutti gli operatori della cultura non possono lasciare in mano ai diligenti mercanti senza scrupoli la struttura economica e commerciale che è il presupposto per la libera circolazione delle idee.</p></blockquote>
<p>Credo che gli intellettuali debbano farsi un po&#8217; imprenditori, cercando vie alternative perché le idee circolino anzitutto veramente, e lo facciano in modo sostenibile economicamente. Significa fare l&#8217;editore (per esempio) in modo diverso, ridiscutere concetto e tempi del libro (contro altre forme di pubblicazione), ripensare come misurare gli obiettivi per chi scrive (copie vendute? lettori reali? riscontri, citazioni, convegni? una cifra X di profitti?).<br />
Io credo che gli strumenti per sperimentare ci siano, e nemmeno tato nuovi e rischiosi. Tanto che penso che molti piccolissimi editori stiano già percorrendo queste strade. Nazione Indiana in questo senso può essere un incubatore, almeno nel senso intellettuale e non economico (ahimè) del termine.</p>
<p>Roberto: se hai del materiale originale sul CESNUR mi interessa (email di NI). Sai che ha organizzato un corso di aggiornamento su &#8220;islam e estremismo terrorista&#8221; per la polizia locale milanese? Un corso a tesi, senza spazio per la comprensione e il dialogo pare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/03/tentativo-di-mediazione-attraverso-l%e2%80%99analisi-e-la-discussione-dei-punti-di-vista-espressi-in-modo-virulento-nella-polemica-recente-comparsa-su-nazione-indiana-tra-michelangelo-zizzi-e-christia/#comment-28187</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2006 14:55:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/05/03/tentativo-di-mediazione-attraverso-l%e2%80%99analisi-e-la-discussione-dei-punti-di-vista-espressi-in-modo-virulento-nella-polemica-recente-comparsa-su-nazione-indiana-tra-michelangelo-zizzi-e-christia/#comment-28187</guid>

					<description><![CDATA[@andrea inglese * (mi mandi “la restaurazione?”)
@r.r.
@n.g.

 “la scrittura non è una specie di ritmo sacro” 

A me quando stavo a scuola i volantini piacevano, li leggevo al bar, prima di entrare in classe, guardavo le pagine colorate dei ciclostili, stampate all’alba per essere distribuite all’entrata, era divertente, era rilassante, era meglio di latino e greco, ma poi i volantini sono scomparsi, è sparito tutto all’improvviso, e non si trattava solo di “intervenire” o di “denunciare”, era una cosa più vitale, era tutto da ridere, non come adesso, adesso sì che è grave. 
Più che di utopia parlerei di distopia, più che di letteratura-volantino si tratta di letteratura-locandina. Penso ai manifesti dei concerti che mischiano il diavolo alla new age e fanno saltare i nervi a Massimo Introvigne***. Provare a scrivere così non costa niente. La scrittura non è una specie di ritmo sacro. Interviene con durezza nel dibattito politico. Le kermesse dei surrealisti erano piene di “parole d’ordine”, hanno influenzato il marketing politico di un intero secolo. 
Caro andrea, lo so che la Nazione offre “scarti”, movimenti liberi, come li chiami tu, impensabili nel giornalismo culturale standard. Ma prima di “vendere” dovremmo immaginare cosa “compreranno” i nostri lettori. Quali servizi offrirà il nostro “abbonamento”. Se ti interessa ne discuteremo, ma con un bel paio di occhiali “realistici” e “visionari”. Infatti il Partito Democratico è un’allegoria. L’ho già detto a prodan.
www.SOSTIENI&#062;la&#062;NAZIONE.it
*** Se a qualcuno interessa, conservo un ritratto del manager religioso più celebrato dai siti di vampirismo italiani. Lo sapete cos’è il CESNUR?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@andrea inglese * (mi mandi “la restaurazione?”)<br />
@r.r.<br />
@n.g.</p>
<p> “la scrittura non è una specie di ritmo sacro” </p>
<p>A me quando stavo a scuola i volantini piacevano, li leggevo al bar, prima di entrare in classe, guardavo le pagine colorate dei ciclostili, stampate all’alba per essere distribuite all’entrata, era divertente, era rilassante, era meglio di latino e greco, ma poi i volantini sono scomparsi, è sparito tutto all’improvviso, e non si trattava solo di “intervenire” o di “denunciare”, era una cosa più vitale, era tutto da ridere, non come adesso, adesso sì che è grave.<br />
Più che di utopia parlerei di distopia, più che di letteratura-volantino si tratta di letteratura-locandina. Penso ai manifesti dei concerti che mischiano il diavolo alla new age e fanno saltare i nervi a Massimo Introvigne***. Provare a scrivere così non costa niente. La scrittura non è una specie di ritmo sacro. Interviene con durezza nel dibattito politico. Le kermesse dei surrealisti erano piene di “parole d’ordine”, hanno influenzato il marketing politico di un intero secolo.<br />
Caro andrea, lo so che la Nazione offre “scarti”, movimenti liberi, come li chiami tu, impensabili nel giornalismo culturale standard. Ma prima di “vendere” dovremmo immaginare cosa “compreranno” i nostri lettori. Quali servizi offrirà il nostro “abbonamento”. Se ti interessa ne discuteremo, ma con un bel paio di occhiali “realistici” e “visionari”. Infatti il Partito Democratico è un’allegoria. L’ho già detto a prodan.<br />
<a href="http://www.SOSTIENI&gt;la&gt;NAZIONE.it" rel="nofollow ugc">http://www.SOSTIENI&gt;la&gt;NAZIONE.it</a><br />
*** Se a qualcuno interessa, conservo un ritratto del manager religioso più celebrato dai siti di vampirismo italiani. Lo sapete cos’è il CESNUR?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/03/tentativo-di-mediazione-attraverso-l%e2%80%99analisi-e-la-discussione-dei-punti-di-vista-espressi-in-modo-virulento-nella-polemica-recente-comparsa-su-nazione-indiana-tra-michelangelo-zizzi-e-christia/#comment-28186</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2006 14:52:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/05/03/tentativo-di-mediazione-attraverso-l%e2%80%99analisi-e-la-discussione-dei-punti-di-vista-espressi-in-modo-virulento-nella-polemica-recente-comparsa-su-nazione-indiana-tra-michelangelo-zizzi-e-christia/#comment-28186</guid>

					<description><![CDATA[@cristoforo prodan

“assalto al cielo”

Rispetto per la Morte dell’Editore, disprezzo per la polvere dei librai. Ma non servono le spese proletarie per boicottare il Network editoriale. Basta andare in biblioteca (le rete delle biblioteche di quartiere romane è una miniera, visitatele). Credo che se Montrone girasse un paio di giorni sulle bancarelle di Porta Portese andrebbe nel pallone. 
BIBLIOTECAdellaNAZIONE.it

Le Feltrinelli a tre piani, la tentacolare Mondadori, i trust di marchi editoriali. Da un certo punto di vista, servono. Se gli italiani non riusciranno a creare Fortezze dentro il Network, catene di librerie-supermercato/gruppi editoriali sempre più “partecipati” e multimediali, finiremo assorbiti dai paesi “culturalmente” più avanzati. Penso ad Amazon, a Fnac, ma anche alle aggressive letterature postcoloniali, ai manga giapponesi, alle scrittrici indiane e ai sudamericani, eccetera. 

Il discorso “interculturale”, in questo caso, si riduce a una semplice competizione tra prodotti: il venti per cento di sconto sull’ultimo libro di Isabel Allende, va bene, ma quando ristamperemo “Fabrizio Lupo” per il circuito dei reminders? 

Il teatro-informazione è cosa tutta diversa, è una cosa che monta su come un’onda, una cosa dal basso. 

Credo che se il vecchio Feltrinelli oggi fosse stato a capo del suo piccolo “regno familiare” si sarebbe ri-messo i guanti. Puoi far saltare cento, mille, tralicci se hai una politica culturale esplosiva, un progetto editoriale determinato (ng: “lavoro sul linguaggio come critica e come progetto di senso ulteriore”). Il cielo è nella stanza (dei bottoni).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@cristoforo prodan</p>
<p>“assalto al cielo”</p>
<p>Rispetto per la Morte dell’Editore, disprezzo per la polvere dei librai. Ma non servono le spese proletarie per boicottare il Network editoriale. Basta andare in biblioteca (le rete delle biblioteche di quartiere romane è una miniera, visitatele). Credo che se Montrone girasse un paio di giorni sulle bancarelle di Porta Portese andrebbe nel pallone.<br />
BIBLIOTECAdellaNAZIONE.it</p>
<p>Le Feltrinelli a tre piani, la tentacolare Mondadori, i trust di marchi editoriali. Da un certo punto di vista, servono. Se gli italiani non riusciranno a creare Fortezze dentro il Network, catene di librerie-supermercato/gruppi editoriali sempre più “partecipati” e multimediali, finiremo assorbiti dai paesi “culturalmente” più avanzati. Penso ad Amazon, a Fnac, ma anche alle aggressive letterature postcoloniali, ai manga giapponesi, alle scrittrici indiane e ai sudamericani, eccetera. </p>
<p>Il discorso “interculturale”, in questo caso, si riduce a una semplice competizione tra prodotti: il venti per cento di sconto sull’ultimo libro di Isabel Allende, va bene, ma quando ristamperemo “Fabrizio Lupo” per il circuito dei reminders? </p>
<p>Il teatro-informazione è cosa tutta diversa, è una cosa che monta su come un’onda, una cosa dal basso. </p>
<p>Credo che se il vecchio Feltrinelli oggi fosse stato a capo del suo piccolo “regno familiare” si sarebbe ri-messo i guanti. Puoi far saltare cento, mille, tralicci se hai una politica culturale esplosiva, un progetto editoriale determinato (ng: “lavoro sul linguaggio come critica e come progetto di senso ulteriore”). Il cielo è nella stanza (dei bottoni).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/03/tentativo-di-mediazione-attraverso-l%e2%80%99analisi-e-la-discussione-dei-punti-di-vista-espressi-in-modo-virulento-nella-polemica-recente-comparsa-su-nazione-indiana-tra-michelangelo-zizzi-e-christia/#comment-28172</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2006 07:04:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@cristoforo prodan

Caro cris, ti ricordo sempre il &quot;realismo visionario&quot;.
Buona giornata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@cristoforo prodan</p>
<p>Caro cris, ti ricordo sempre il &#8220;realismo visionario&#8221;.<br />
Buona giornata</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Cristoforo Prodan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/03/tentativo-di-mediazione-attraverso-l%e2%80%99analisi-e-la-discussione-dei-punti-di-vista-espressi-in-modo-virulento-nella-polemica-recente-comparsa-su-nazione-indiana-tra-michelangelo-zizzi-e-christia/#comment-28168</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cristoforo Prodan]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2006 00:17:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/05/03/tentativo-di-mediazione-attraverso-l%e2%80%99analisi-e-la-discussione-dei-punti-di-vista-espressi-in-modo-virulento-nella-polemica-recente-comparsa-su-nazione-indiana-tra-michelangelo-zizzi-e-christia/#comment-28168</guid>

					<description><![CDATA[@ roberto

Partito Democratico? No grazie.
Basta con i partiti. Aboliamo il Parlamento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ roberto</p>
<p>Partito Democratico? No grazie.<br />
Basta con i partiti. Aboliamo il Parlamento.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/03/tentativo-di-mediazione-attraverso-l%e2%80%99analisi-e-la-discussione-dei-punti-di-vista-espressi-in-modo-virulento-nella-polemica-recente-comparsa-su-nazione-indiana-tra-michelangelo-zizzi-e-christia/#comment-28163</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2006 17:07:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@n.g.
@andrea inglese
@r.r.
@cristoforo prodan

“usare le loro stesse tecniche”
“muto il mondo transita bruciando”
 “linguaggio come progetto di senso” 

Quando dico “dettare l’agenda della politica” non credo a un intervento diretto in piazza o in parlamento. Ne ho abbastanza di manifestazioni al cloroformio come il Concertone del Primo Maggio, di contestazioni inaspettate quanto una puntata di Porta a Porta. 

Penso all’AEI, con i suoi report giornalieri di politica interna/estera spediti ai membri del Congresso. Una cartella introduttiva + 10 di approfondimento. Immagino pagate profumatamente. Così si dettano le battaglie culturali. 
SOSTIENI&#062;la&#062;NAZIONE.it

Un esempio di “furto di parole d’ordine”. Quel moschettiere di Giannini dice che a Berlusconi è bastato agitare lo spettro della jaquerie fiscale per costringere D’Alema a fare un passo indietro sulla presidenza della repubblica. Allora che proposta facciamo circolare tra i banchi parlamentari? “Pagherete meno, pagherete tutto”. 

“Vogliamo tagliare e ridistribuire le pensioni elargite allegramente alla fine del secolo scorso. Inizieremo dai manager delle nazionali e delle multinazionali. Passeremo ai dipendenti pubblici e agli amministratori statali. A quelli che si godono la pensione giocando a golf nei campi bolognesi aperti da Cofferati. Con i tagli finanzieremo la formazione collettiva e offriremo maggiori opportunità nel mercato del lavoro”. (Discorso alle Primarie del Partito Democratico, 2012)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@n.g.<br />
@andrea inglese<br />
@r.r.<br />
@cristoforo prodan</p>
<p>“usare le loro stesse tecniche”<br />
“muto il mondo transita bruciando”<br />
 “linguaggio come progetto di senso” </p>
<p>Quando dico “dettare l’agenda della politica” non credo a un intervento diretto in piazza o in parlamento. Ne ho abbastanza di manifestazioni al cloroformio come il Concertone del Primo Maggio, di contestazioni inaspettate quanto una puntata di Porta a Porta. </p>
<p>Penso all’AEI, con i suoi report giornalieri di politica interna/estera spediti ai membri del Congresso. Una cartella introduttiva + 10 di approfondimento. Immagino pagate profumatamente. Così si dettano le battaglie culturali.<br />
SOSTIENI&gt;la&gt;NAZIONE.it</p>
<p>Un esempio di “furto di parole d’ordine”. Quel moschettiere di Giannini dice che a Berlusconi è bastato agitare lo spettro della jaquerie fiscale per costringere D’Alema a fare un passo indietro sulla presidenza della repubblica. Allora che proposta facciamo circolare tra i banchi parlamentari? “Pagherete meno, pagherete tutto”. </p>
<p>“Vogliamo tagliare e ridistribuire le pensioni elargite allegramente alla fine del secolo scorso. Inizieremo dai manager delle nazionali e delle multinazionali. Passeremo ai dipendenti pubblici e agli amministratori statali. A quelli che si godono la pensione giocando a golf nei campi bolognesi aperti da Cofferati. Con i tagli finanzieremo la formazione collettiva e offriremo maggiori opportunità nel mercato del lavoro”. (Discorso alle Primarie del Partito Democratico, 2012)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: r.r.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/03/tentativo-di-mediazione-attraverso-l%e2%80%99analisi-e-la-discussione-dei-punti-di-vista-espressi-in-modo-virulento-nella-polemica-recente-comparsa-su-nazione-indiana-tra-michelangelo-zizzi-e-christia/#comment-28161</link>

		<dc:creator><![CDATA[r.r.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2006 16:27:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/05/03/tentativo-di-mediazione-attraverso-l%e2%80%99analisi-e-la-discussione-dei-punti-di-vista-espressi-in-modo-virulento-nella-polemica-recente-comparsa-su-nazione-indiana-tra-michelangelo-zizzi-e-christia/#comment-28161</guid>

					<description><![CDATA[andrea

&quot;movimenti liberi, che sono impensabili per il giornalismo culturale&quot;.

a questo livello, una proposta (un esempio). ricordiamoci un po&#039; dell&#039;attività delle riviste (&#039;letterarie&#039;) tra &#039;60 e &#039;70. e dei &#039;sondaggi&#039; che attivavano non solo tra critici ma anche e soprattutto tra gli stessi autori. ricordo una &#039;inchiesta&#039; storica targata &#039;nuovi argomenti&#039; (sic): 7 domande su letteratura e neocapitalismo. seconda metà &#039;60. &#039;autorevoli&#039; gli intervistati, ma anche e per fortuna poligenetici, singole individualità e non solo raggruppamenti.

ecco, la nazione e lo &#039;slancio&#039; auspicato da roberto. tessere una trama, una rete nella rete: a puntate, ma in continuità, riconoscibile, cercare il dialogo comune: per chi scrivi? che rapporto con l&#039;industria della cultura, con il &#039;pubblico&#039;; con il locale e con la nazione (e l&#039;europa il mondo); con la/e tradizioni;metodi, &#039;itinerari&#039;; linguaggi sperimentati; idea, o meno, di &#039;cambiamento&#039; (o demistificazione) degli istituti correnti della cultura e del linguaggio stesso, dell&#039;ideologia (prodan) ecc....  

e a questo punto, hai ragione tu, la mappatura dovrebbe essere tendenzialmente capillare, aperta, ampia per poi chiudere e restringere... (contando anche, perchè no, sui cittadini più &#039;stanziali&#039; della nazione: non solo il gruppo redazionale ma tash prodan giovenale ecc).

solo un&#039;idea, f.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>andrea</p>
<p>&#8220;movimenti liberi, che sono impensabili per il giornalismo culturale&#8221;.</p>
<p>a questo livello, una proposta (un esempio). ricordiamoci un po&#8217; dell&#8217;attività delle riviste (&#8216;letterarie&#8217;) tra &#8217;60 e &#8217;70. e dei &#8216;sondaggi&#8217; che attivavano non solo tra critici ma anche e soprattutto tra gli stessi autori. ricordo una &#8216;inchiesta&#8217; storica targata &#8216;nuovi argomenti&#8217; (sic): 7 domande su letteratura e neocapitalismo. seconda metà &#8217;60. &#8216;autorevoli&#8217; gli intervistati, ma anche e per fortuna poligenetici, singole individualità e non solo raggruppamenti.</p>
<p>ecco, la nazione e lo &#8216;slancio&#8217; auspicato da roberto. tessere una trama, una rete nella rete: a puntate, ma in continuità, riconoscibile, cercare il dialogo comune: per chi scrivi? che rapporto con l&#8217;industria della cultura, con il &#8216;pubblico&#8217;; con il locale e con la nazione (e l&#8217;europa il mondo); con la/e tradizioni;metodi, &#8216;itinerari&#8217;; linguaggi sperimentati; idea, o meno, di &#8216;cambiamento&#8217; (o demistificazione) degli istituti correnti della cultura e del linguaggio stesso, dell&#8217;ideologia (prodan) ecc&#8230;.  </p>
<p>e a questo punto, hai ragione tu, la mappatura dovrebbe essere tendenzialmente capillare, aperta, ampia per poi chiudere e restringere&#8230; (contando anche, perchè no, sui cittadini più &#8216;stanziali&#8217; della nazione: non solo il gruppo redazionale ma tash prodan giovenale ecc).</p>
<p>solo un&#8217;idea, f.</p>
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