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	Commenti a: La piega delle cose	</title>
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		<title>
		Di: ran		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ran]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2006 21:47:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io mi sono commosso leggendolo. Però concordo con polvere sul distacco dell&#039;autore dai personaggi. Forse descrive meglio la  vita di quanto l&#039;apprezzi. Beato lui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io mi sono commosso leggendolo. Però concordo con polvere sul distacco dell&#8217;autore dai personaggi. Forse descrive meglio la  vita di quanto l&#8217;apprezzi. Beato lui.</p>
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		Di: Virginia Fiume		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Virginia Fiume]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2006 22:19:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un racconto che mi ha fatto mancare l&#039;aria.]]></description>
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		Di: cara polvere		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cara polvere]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2006 20:02:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[chiedo scusa per gli  errori]]></description>
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		<title>
		Di: cara polvere		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/09/la-piega-delle-cose/#comment-28165</link>

		<dc:creator><![CDATA[cara polvere]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2006 19:59:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Tutto è muto, la calligrafia del mondo non sbaglia una grazia, procede come non fosse scritta da mano incerta su un treno che corre, ma incisa da un pedante notaio su un foglio da macelleria. Nient’altro.&quot;

(trovo che tutto il contesto sia sostantivato egregiamente da questo pensiero)

tutto è muto. esatto.  in questo assoluto mutismo apparente del tutto il &quot;pedante&quot; destino in soma di accadimenti, accade. 
fa giostra, si fa mercenario delle nostre vite, garante dilatato e assassino immediato.
lasciando tracce oppure non lasciandone.  
seppur con riserva mi piace questo tuo raccontare. 
mi piace il gradino che tu vuoi che lo scrittore non salga.
mi dà la sensazione che tu voglia tenere il lettore distante, come lo sei tu stesso da quello che scrivi. almeno questa è la sensazione che ne ho ricavata. 
guardi e fai guardare dall&#039;alto ma se il discorso va bene per te alla maniera deleuziana secondo me non va bene per tutti i lettori ma forse solo per quel lettore che si, rimane coivolto, ma rigorosamente in guanti bianchi come a non volersi senza volersi sporcare più di tanto. 
ecco la mia riserva ma solo perchè io sono una lettrice che quando va al ristorante ama ritirare lo scontrino alla cassa soddisfatta e mettiamocela pure, con qualche patacca di sugo a ricordo dell&#039;onore fatto alla tavola.
qui non mi è successo del tutto ma non per questo posso non posso apprezzare il tuo stile che, seppure a volte  accartocciandosi in certe descrizioni caricate dei personaggi tende a risultare di una spontaneità costruita, risulta efficace nel traslare all&#039;immaginario con effetto immediato e con precisione, il freddo delirio mascherato dei sentimenti umani e il loro addomesticarsi volontario pur di evitare un&#039;introiezione crudele alla scoperta della vera identità autofagocitante di ognuno di loro. (e di noi) 

***qualunque finale tu avessi adottato per questo racconto sarebbe stato adatto. 
così sento personalmente.
un saluto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Tutto è muto, la calligrafia del mondo non sbaglia una grazia, procede come non fosse scritta da mano incerta su un treno che corre, ma incisa da un pedante notaio su un foglio da macelleria. Nient’altro.&#8221;</p>
<p>(trovo che tutto il contesto sia sostantivato egregiamente da questo pensiero)</p>
<p>tutto è muto. esatto.  in questo assoluto mutismo apparente del tutto il &#8220;pedante&#8221; destino in soma di accadimenti, accade.<br />
fa giostra, si fa mercenario delle nostre vite, garante dilatato e assassino immediato.<br />
lasciando tracce oppure non lasciandone.<br />
seppur con riserva mi piace questo tuo raccontare.<br />
mi piace il gradino che tu vuoi che lo scrittore non salga.<br />
mi dà la sensazione che tu voglia tenere il lettore distante, come lo sei tu stesso da quello che scrivi. almeno questa è la sensazione che ne ho ricavata.<br />
guardi e fai guardare dall&#8217;alto ma se il discorso va bene per te alla maniera deleuziana secondo me non va bene per tutti i lettori ma forse solo per quel lettore che si, rimane coivolto, ma rigorosamente in guanti bianchi come a non volersi senza volersi sporcare più di tanto.<br />
ecco la mia riserva ma solo perchè io sono una lettrice che quando va al ristorante ama ritirare lo scontrino alla cassa soddisfatta e mettiamocela pure, con qualche patacca di sugo a ricordo dell&#8217;onore fatto alla tavola.<br />
qui non mi è successo del tutto ma non per questo posso non posso apprezzare il tuo stile che, seppure a volte  accartocciandosi in certe descrizioni caricate dei personaggi tende a risultare di una spontaneità costruita, risulta efficace nel traslare all&#8217;immaginario con effetto immediato e con precisione, il freddo delirio mascherato dei sentimenti umani e il loro addomesticarsi volontario pur di evitare un&#8217;introiezione crudele alla scoperta della vera identità autofagocitante di ognuno di loro. (e di noi) </p>
<p>***qualunque finale tu avessi adottato per questo racconto sarebbe stato adatto.<br />
così sento personalmente.<br />
un saluto</p>
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