<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Ladri d&#8217;inverno	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 21 May 2006 20:10:41 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Palasherlock Holmes		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28649</link>

		<dc:creator><![CDATA[Palasherlock Holmes]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 May 2006 20:10:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28649</guid>

					<description><![CDATA[Il signor O. Lindo è un copione! Quello che si conclude col verso «sono un poeta o sono un imbecille?» è un sonetto di Olindo Guerrini (1845-1916), alias Lorenzo Stecchetti, col quale pseudonimo il Guerrini firmava le prefazioni a libri di versi suoi ch&#039;attribuiva ad altri: per es. in &quot;Postuma&quot; fingeva d&#039;aver raccolto i versi del cugino defunto, e se andate in quest&#039;altro punto di Nazione Indiana - https://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/ - troverete un intervento di C. Delenda (alias O. Lindo?) in cui si riporta pari pari &quot;La bicicletta&quot;, dalle &quot;Rime&quot; della fantomatica Argia Sbolenfi (altra creazione del Guerrini), il quale volume caverete per intero dall&#039;indirizzo http://www.gutenberg.org/files/17847/17847-8.txt :P]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il signor O. Lindo è un copione! Quello che si conclude col verso «sono un poeta o sono un imbecille?» è un sonetto di Olindo Guerrini (1845-1916), alias Lorenzo Stecchetti, col quale pseudonimo il Guerrini firmava le prefazioni a libri di versi suoi ch&#8217;attribuiva ad altri: per es. in &#8220;Postuma&#8221; fingeva d&#8217;aver raccolto i versi del cugino defunto, e se andate in quest&#8217;altro punto di Nazione Indiana &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/</a> &#8211; troverete un intervento di C. Delenda (alias O. Lindo?) in cui si riporta pari pari &#8220;La bicicletta&#8221;, dalle &#8220;Rime&#8221; della fantomatica Argia Sbolenfi (altra creazione del Guerrini), il quale volume caverete per intero dall&#8217;indirizzo <a href="http://www.gutenberg.org/files/17847/17847-8.txt" rel="nofollow ugc">http://www.gutenberg.org/files/17847/17847-8.txt</a> :P</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: db		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28638</link>

		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2006 21:44:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28638</guid>

					<description><![CDATA[Al di fuori dell&#039;ambito lavorativo il prof. Maurizio Rossi conduce un&#039;esistenza piuttosto ritirata, suddivisa tra gli studi e gli impegni di famiglia: come tutti i padri degni di questo nome, infatti, egli dedica le dovute cure all&#039;educazione ed alla crescita dei suoi due figli, Alessandro (nato nel 1988) e Costanza (nata nel 1989), che ormai sono anch&#039;essi studenti liceali e stanno attraversando il difficile periodo dell&#039;adolescenza, da sempre critico ma oggi reso ancor più problematico dagli allettamenti e dai falsi valori inculcati dalla società moderna. Di lui si potrebbe dire quel che Orazio dice di Mecenate (si parva licet componere magnis), cioè che è persona paucorum hominum, di pochi amici. Questa sua caratteristica non deriva da un carattere scontroso e solitario, bensì da un concetto di amicizia molto elevato e da una visione del mondo diversa da quella comunemente invalsa nella società contemporanea, che identifica il tempo libero con il puro e semplice divertimento materiale; amicizia significa invece comunanza di sentimenti e di interessi, anche e soprattutto culturali, proprio quelli cioè che ben poche persone oggi possiedono ed esercitano, a prescindere dal titolo di studio conseguito. Il prof. Rossi considera valori importanti e prioritari l&#039;onestà, la sincerità, il senso del dovere ed il rispetto per le opinioni ed il modo di essere altrui; questi egli cerca di trasmettere ai propri figli ed ai propri alunni, anche a costo di apparire una persona di altri tempi. Non sempre il dialogo ed il confronto con gli altri risultano per lui agevoli, a causa soprattutto della sua tendenza a manifestare apertamente il proprio pensiero; è questo un tratto caratteriale che, pur a volte apprezzato, rischia in altri casi di provocare antipatie e risentimenti. Tra le diverse occupazioni, il lavoro e la famiglia assorbono, come già detto, la maggior parte della sua vita. Nel tempo libero egli ama viaggiare sia in Italia che all&#039;estero; ciò peraltro corrisponde ad un innato desiderio di conoscenza e non significa certamente adesione all&#039;abitudine oggi invalsa di girare per il mondo a scopo di puro divertimento. Gli sono gradite anche le passeggiate all&#039;aria aperta a contatto della natura, in luoghi possibilmente privi di automobili e di largo concorso di persone: il pensiero costruttivo e la concentrazione richiedono infatti silenzio e tranquillità, che sono beni non certo ottenibili in luoghi come stadi, locali di ritrovo e spiagge affollate, ove risuona incessante il lugubre squillo dei telefonini cellulari. Per gli hobbies e gli altri interessi del nostro si veda ad es. il racconto qui sopra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al di fuori dell&#8217;ambito lavorativo il prof. Maurizio Rossi conduce un&#8217;esistenza piuttosto ritirata, suddivisa tra gli studi e gli impegni di famiglia: come tutti i padri degni di questo nome, infatti, egli dedica le dovute cure all&#8217;educazione ed alla crescita dei suoi due figli, Alessandro (nato nel 1988) e Costanza (nata nel 1989), che ormai sono anch&#8217;essi studenti liceali e stanno attraversando il difficile periodo dell&#8217;adolescenza, da sempre critico ma oggi reso ancor più problematico dagli allettamenti e dai falsi valori inculcati dalla società moderna. Di lui si potrebbe dire quel che Orazio dice di Mecenate (si parva licet componere magnis), cioè che è persona paucorum hominum, di pochi amici. Questa sua caratteristica non deriva da un carattere scontroso e solitario, bensì da un concetto di amicizia molto elevato e da una visione del mondo diversa da quella comunemente invalsa nella società contemporanea, che identifica il tempo libero con il puro e semplice divertimento materiale; amicizia significa invece comunanza di sentimenti e di interessi, anche e soprattutto culturali, proprio quelli cioè che ben poche persone oggi possiedono ed esercitano, a prescindere dal titolo di studio conseguito. Il prof. Rossi considera valori importanti e prioritari l&#8217;onestà, la sincerità, il senso del dovere ed il rispetto per le opinioni ed il modo di essere altrui; questi egli cerca di trasmettere ai propri figli ed ai propri alunni, anche a costo di apparire una persona di altri tempi. Non sempre il dialogo ed il confronto con gli altri risultano per lui agevoli, a causa soprattutto della sua tendenza a manifestare apertamente il proprio pensiero; è questo un tratto caratteriale che, pur a volte apprezzato, rischia in altri casi di provocare antipatie e risentimenti. Tra le diverse occupazioni, il lavoro e la famiglia assorbono, come già detto, la maggior parte della sua vita. Nel tempo libero egli ama viaggiare sia in Italia che all&#8217;estero; ciò peraltro corrisponde ad un innato desiderio di conoscenza e non significa certamente adesione all&#8217;abitudine oggi invalsa di girare per il mondo a scopo di puro divertimento. Gli sono gradite anche le passeggiate all&#8217;aria aperta a contatto della natura, in luoghi possibilmente privi di automobili e di largo concorso di persone: il pensiero costruttivo e la concentrazione richiedono infatti silenzio e tranquillità, che sono beni non certo ottenibili in luoghi come stadi, locali di ritrovo e spiagge affollate, ove risuona incessante il lugubre squillo dei telefonini cellulari. Per gli hobbies e gli altri interessi del nostro si veda ad es. il racconto qui sopra.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Miku		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28620</link>

		<dc:creator><![CDATA[Miku]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2006 14:16:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28620</guid>

					<description><![CDATA[Chi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Ventre		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28617</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2006 12:59:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28617</guid>

					<description><![CDATA[Mi ricorda qualcuno (un po&#039; men bravo)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ricorda qualcuno (un po&#8217; men bravo)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: O' lindo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28614</link>

		<dc:creator><![CDATA[O' lindo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2006 10:18:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28614</guid>

					<description><![CDATA[... ! : !! : =?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; ! : !! : =?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: db		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28600</link>

		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2006 18:15:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28600</guid>

					<description><![CDATA[l giorno 6 del mese di febbraio dell&#039;anno 1954, nella cittadina toscana di Orbetello, nasceva il figlio primogenito di Gianfranco Rossi, operaio tipografo ivi trasferitosi per motivi di lavoro da Sinalunga, centro agricolo ed industriale sulle colline senesi; la madre del bambino, Floriana Pozzi, era nativa di Massa Marittima, città maremmana di grandi tradizioni storiche ed artistiche. All&#039;età di quattro anni, esattamente il 21 febbraio del 1958, Maurizio seguì la famiglia nel suo ritorno a Sinalunga, dove il padre, non sentendosi appagato dalla sua condizione di operaio dipendente, aveva deciso di trasferirsi per impiantarvi una nuova attività privata di imprenditore; nacque così una delle aziende più fiorenti e razionalmente condotte dell&#039;intera Valdichiana senese, la &quot;Tipografia Rossi&quot;, che ancor oggi, dopo 47 anni dalla sua istituzione, gode di ampio credito ed altrettanta buona fama, sotto la guida dell&#039;ancora attivissimo Gianfranco (80 anni) e degli altri suoi due figli fratelli di Maurizio, che rispondono al nome di Franco (45 anni) e Fausto (40 anni). Nonostante le buone prospettive fornite dall&#039;azienda di famiglia,  Maurizio aveva una diversa vocazione e seguì perciò altra strada. Già all&#039;età di cinque anni, infatti, sapeva correttamente leggere, scrivere e far di conto; già a quell&#039;età, per di più, suo passatempo quotidiano non erano i giocattoli consueti dei bambini, ma i quaderni, i libri e le enciclopedie. Al suo ingresso nella scuola elementare della Pieve di Sinalunga (1° ottobre 1960) la maestra, con grande suo stupore, si accorse degli eccezionali progressi da lui compiuti  e richiamò la madre, subito il primo giorno, per informarla di un caso da lei mai riscontrato prima nella sua già pur lunga carriera. Dopo la scuola dell&#039;obbligo, Maurizio prosegue gli studi al Liceo Classico &quot;A.Poliziano&quot; di Montepulciano, lo stesso in cui, dopo gli anni dell&#039;università, tornerà come docente. In quegli anni comincia a sorgere in lui la passione per gli studi classici, che coltiva anche in privato anticipando i programmi scolastici: durante l&#039;ultimo anno di corso infatti (1972/73), riprendendo uno spunto fornito dal professore di greco, compie un lavoro analitico sull&#039;Alcesti di Euripide, inedito ma tuttora esistente, con commento e lessico della tragedia. Gli studi liceali si concludono nel 1973 ed il relativo diploma viene ottenuto con il massimo dei voti (60/60). Iscrittosi all&#039;Università degli Studi di Firenze, il nostro entra ben presto in contatto con il gruppo di studiosi aggregati alla cattedra di Letteratura greca, di cui era a quell&#039;epoca titolare il prof. Adelmo Barigazzi (1913-1993). L&#039;attività di ricerca vera e propria, iniziata in quegli anni, porta alla pubblicazione nel 1977 del primo articolo scientifico, riguardante un papiro di Menandro, sulla rivista &quot;Prometheus&quot; fondata nel 1975 dallo stesso Barigazzi. Il 15 marzo del 1978, il giorno antecedente al rapimento Moro, Maurizio si laurea in lettere classiche a pieni voti (110/110 e lode) presso la Facoltà di lettere dell&#039;Università di Siena, in cui si era trasferito per motivi logistici. La tesi di laurea, tuttora inedita ma utilizzata da più studiosi per le loro pubblicazioni, è un&#039;edizione critica (introduzione, testo e commento) della Samia di Menandro. Relatore è il prof. Alberto Borgogno, controrelatore il prof. Guido Paduano, grecista di fama internazionale. Dopo la laurea ed il servizio militare prestato in Aeronautica, Maurizio riprende gli amati studi classici e continua a pubblicare saggi e recensioni su importanti riviste italiane e straniere. L&#039;obiettivo professionale è, come ben si può immaginare, l&#039;ingresso nel mondo universitario in qualità di ricercatore o &quot;borsista&quot;, come allora si diceva; ma purtroppo, benché non manchino né la volontà, né la preparazione necessaria, né tantomeno i titoli, il nostro resta fuori dall&#039;ambiente accademico. Causa primaria dell&#039;esclusione, al di là della penuria dei posti disponibili e della demagogica volontà dei governi di allora di sistemare nei ruoli i cosiddetti &quot;precari&quot;, è l&#039;indole piuttosto fiera di una persona che non accetta compromessi, che non sa piegarsi a fare il portaborse, che non vuole baciare la mano di nessuno, meno che mai quella dei &quot;baroni&quot; cinici e arroganti, veri e propri cardini di un sistema corrotto e clientelare che è purtroppo ancor oggi vivo e operante. Svanito il sogno universitario, nondimeno prosegue immutato l&#039;interesse primario per la cultura classica e letteraria in genere. Dovendo però, ovviamente, provvedere anche al proprio sostentamento economico, il nostro accetta di lavorare temporaneamente nell&#039;azienda paterna come fotocompositore finché, nel gennaio 1980, viene chiamato dalla Preside del Liceo &quot;Poliziano&quot; di Montepulciano (il suo liceo!) per una supplenza di una settimana nel biennio ginnasiale. Inizia a questo punto il lungo iter...

(continua)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>l giorno 6 del mese di febbraio dell&#8217;anno 1954, nella cittadina toscana di Orbetello, nasceva il figlio primogenito di Gianfranco Rossi, operaio tipografo ivi trasferitosi per motivi di lavoro da Sinalunga, centro agricolo ed industriale sulle colline senesi; la madre del bambino, Floriana Pozzi, era nativa di Massa Marittima, città maremmana di grandi tradizioni storiche ed artistiche. All&#8217;età di quattro anni, esattamente il 21 febbraio del 1958, Maurizio seguì la famiglia nel suo ritorno a Sinalunga, dove il padre, non sentendosi appagato dalla sua condizione di operaio dipendente, aveva deciso di trasferirsi per impiantarvi una nuova attività privata di imprenditore; nacque così una delle aziende più fiorenti e razionalmente condotte dell&#8217;intera Valdichiana senese, la &#8220;Tipografia Rossi&#8221;, che ancor oggi, dopo 47 anni dalla sua istituzione, gode di ampio credito ed altrettanta buona fama, sotto la guida dell&#8217;ancora attivissimo Gianfranco (80 anni) e degli altri suoi due figli fratelli di Maurizio, che rispondono al nome di Franco (45 anni) e Fausto (40 anni). Nonostante le buone prospettive fornite dall&#8217;azienda di famiglia,  Maurizio aveva una diversa vocazione e seguì perciò altra strada. Già all&#8217;età di cinque anni, infatti, sapeva correttamente leggere, scrivere e far di conto; già a quell&#8217;età, per di più, suo passatempo quotidiano non erano i giocattoli consueti dei bambini, ma i quaderni, i libri e le enciclopedie. Al suo ingresso nella scuola elementare della Pieve di Sinalunga (1° ottobre 1960) la maestra, con grande suo stupore, si accorse degli eccezionali progressi da lui compiuti  e richiamò la madre, subito il primo giorno, per informarla di un caso da lei mai riscontrato prima nella sua già pur lunga carriera. Dopo la scuola dell&#8217;obbligo, Maurizio prosegue gli studi al Liceo Classico &#8220;A.Poliziano&#8221; di Montepulciano, lo stesso in cui, dopo gli anni dell&#8217;università, tornerà come docente. In quegli anni comincia a sorgere in lui la passione per gli studi classici, che coltiva anche in privato anticipando i programmi scolastici: durante l&#8217;ultimo anno di corso infatti (1972/73), riprendendo uno spunto fornito dal professore di greco, compie un lavoro analitico sull&#8217;Alcesti di Euripide, inedito ma tuttora esistente, con commento e lessico della tragedia. Gli studi liceali si concludono nel 1973 ed il relativo diploma viene ottenuto con il massimo dei voti (60/60). Iscrittosi all&#8217;Università degli Studi di Firenze, il nostro entra ben presto in contatto con il gruppo di studiosi aggregati alla cattedra di Letteratura greca, di cui era a quell&#8217;epoca titolare il prof. Adelmo Barigazzi (1913-1993). L&#8217;attività di ricerca vera e propria, iniziata in quegli anni, porta alla pubblicazione nel 1977 del primo articolo scientifico, riguardante un papiro di Menandro, sulla rivista &#8220;Prometheus&#8221; fondata nel 1975 dallo stesso Barigazzi. Il 15 marzo del 1978, il giorno antecedente al rapimento Moro, Maurizio si laurea in lettere classiche a pieni voti (110/110 e lode) presso la Facoltà di lettere dell&#8217;Università di Siena, in cui si era trasferito per motivi logistici. La tesi di laurea, tuttora inedita ma utilizzata da più studiosi per le loro pubblicazioni, è un&#8217;edizione critica (introduzione, testo e commento) della Samia di Menandro. Relatore è il prof. Alberto Borgogno, controrelatore il prof. Guido Paduano, grecista di fama internazionale. Dopo la laurea ed il servizio militare prestato in Aeronautica, Maurizio riprende gli amati studi classici e continua a pubblicare saggi e recensioni su importanti riviste italiane e straniere. L&#8217;obiettivo professionale è, come ben si può immaginare, l&#8217;ingresso nel mondo universitario in qualità di ricercatore o &#8220;borsista&#8221;, come allora si diceva; ma purtroppo, benché non manchino né la volontà, né la preparazione necessaria, né tantomeno i titoli, il nostro resta fuori dall&#8217;ambiente accademico. Causa primaria dell&#8217;esclusione, al di là della penuria dei posti disponibili e della demagogica volontà dei governi di allora di sistemare nei ruoli i cosiddetti &#8220;precari&#8221;, è l&#8217;indole piuttosto fiera di una persona che non accetta compromessi, che non sa piegarsi a fare il portaborse, che non vuole baciare la mano di nessuno, meno che mai quella dei &#8220;baroni&#8221; cinici e arroganti, veri e propri cardini di un sistema corrotto e clientelare che è purtroppo ancor oggi vivo e operante. Svanito il sogno universitario, nondimeno prosegue immutato l&#8217;interesse primario per la cultura classica e letteraria in genere. Dovendo però, ovviamente, provvedere anche al proprio sostentamento economico, il nostro accetta di lavorare temporaneamente nell&#8217;azienda paterna come fotocompositore finché, nel gennaio 1980, viene chiamato dalla Preside del Liceo &#8220;Poliziano&#8221; di Montepulciano (il suo liceo!) per una supplenza di una settimana nel biennio ginnasiale. Inizia a questo punto il lungo iter&#8230;</p>
<p>(continua)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Ventre		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28595</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2006 14:56:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28595</guid>

					<description><![CDATA[Enigmatico sarcasmo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Enigmatico sarcasmo&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: O' lindo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28589</link>

		<dc:creator><![CDATA[O' lindo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2006 12:23:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28589</guid>

					<description><![CDATA[E pur mi sento nel cervello anch&#039;io, qualche cosa che vive e che lavora, e pur quest&#039;aura che il mio corpo sfiora, l&#039;alito par dell&#039;agitante Iddio! Talor, cedendo a&#039; sogni miei, m&#039;avvio per floridi sentier che il mondo ignora; salgono i canti alle mie labbra allora e spero e credo nell&#039;ingegno mio. Ma quando il dubbio mi risveglia, quando via per la nebbia del mattin tranquille sfuman le larve che seguii sognando, con le man mi fo velo alle pupille e mi guardo nel core e mi domando: sono un poeta o sono un imbecille?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E pur mi sento nel cervello anch&#8217;io, qualche cosa che vive e che lavora, e pur quest&#8217;aura che il mio corpo sfiora, l&#8217;alito par dell&#8217;agitante Iddio! Talor, cedendo a&#8217; sogni miei, m&#8217;avvio per floridi sentier che il mondo ignora; salgono i canti alle mie labbra allora e spero e credo nell&#8217;ingegno mio. Ma quando il dubbio mi risveglia, quando via per la nebbia del mattin tranquille sfuman le larve che seguii sognando, con le man mi fo velo alle pupille e mi guardo nel core e mi domando: sono un poeta o sono un imbecille?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Ventre		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28588</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2006 12:02:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28588</guid>

					<description><![CDATA[Abbiamo anche un Tiziano Rossi poeta. L&#039;edizione degli elefanti Garzanti poesia non è stata impedita dal nome...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo anche un Tiziano Rossi poeta. L&#8217;edizione degli elefanti Garzanti poesia non è stata impedita dal nome&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: db		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28555</link>

		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 May 2006 18:03:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/ladri-dinverno/#comment-28555</guid>

					<description><![CDATA[ora che mi sono tirato su, dirò: per me, questo è il miglior racconto che ho letto su NI (non li ho letti tutti). Che resti così négligé, può dipendere da tante cose, compreso il cognome, così comune. Al qual proposito ricordo che Paolo Rossi, il comico, mi raccontò che in Marocco a Mondiali 1982 appena conclusi un poliziotto gl&#039;intimò di esibire i documenti: guardò, riguardò Paolo, e stupitissimo sbottò: &quot;Ma sei il fratello?&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ora che mi sono tirato su, dirò: per me, questo è il miglior racconto che ho letto su NI (non li ho letti tutti). Che resti così négligé, può dipendere da tante cose, compreso il cognome, così comune. Al qual proposito ricordo che Paolo Rossi, il comico, mi raccontò che in Marocco a Mondiali 1982 appena conclusi un poliziotto gl&#8217;intimò di esibire i documenti: guardò, riguardò Paolo, e stupitissimo sbottò: &#8220;Ma sei il fratello?&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-08 19:10:28 by W3 Total Cache
-->