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	Commenti a: Sala Bernini della Residenza della Ripetta,  h.18	</title>
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		<title>
		Di: roberto.santoro1		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[roberto.santoro1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2006 14:05:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@aldo nove

ma poi com&#039;è andata la presentazione?

Saluti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@aldo nove</p>
<p>ma poi com&#8217;è andata la presentazione?</p>
<p>Saluti</p>
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		<title>
		Di: roberto.santoro1		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[roberto.santoro1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2006 14:05:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@arte_misia

“adorabili canzonature poetiche”

Ma sugli esami di ammissione all’università ci andrei cauto, visto quello che abbiamo visto ieri sera a Report: lauree facili per i ministeriali, un’altra delle categorie su cui dovrebbe abbattersi la mannaia del legislatore (e per favore non ditemi che è un luogo comune). 

Ora, che si facciano pure le loro scuole private, religiose, parificate, le loro università pontificie o convenzionate. Ma l’università pubblica dovrebbe funzionare diversamente. Anche in questo caso, vale la solita parola d’ordine: arretrare per rinforzarsi, dunque migliorarsi. 

Non capisco perché se vuoi entrare a Medicina devi fare l’esame di ammissione ma se ti iscrivi a lettere o a giurisprudenza no, passano tutti. Risultato che ogni poliziotta pensa di prendersi la laurea in sociologia o pedagogia in quattro e quattr’otto, visto che il ministero degli interni le garantisce una ‘esperienza’ pratica che nessun esame teorico può offrire. 

Invece l’accesso dovrebbe essere ristretto. Chi vuole la laurea facile se la prenda pure a pagamento, ma lo Stato ha una dignità da difendere: creare specialisti, professionisti che siano in grado di governare la società. Quindi test d’ingresso, selezione spietata dei raccomandati, dei demotivati, degli avvocati a forza. 

Quando andavo all’università c’era uno dei prof di storia che credeva che era meglio avere un laureato a voti bassi in quattro anni che un centodieci e lode fuori corso. A tutti gli esaminati, quindi, era concesso un diciotto politico. Ma in questo caso, se gli sventurati accettavano, che faceva il prof? Gettava dalla finestra il libretto dello studente. Lo chiamava “diciotto in giardino”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@arte_misia</p>
<p>“adorabili canzonature poetiche”</p>
<p>Ma sugli esami di ammissione all’università ci andrei cauto, visto quello che abbiamo visto ieri sera a Report: lauree facili per i ministeriali, un’altra delle categorie su cui dovrebbe abbattersi la mannaia del legislatore (e per favore non ditemi che è un luogo comune). </p>
<p>Ora, che si facciano pure le loro scuole private, religiose, parificate, le loro università pontificie o convenzionate. Ma l’università pubblica dovrebbe funzionare diversamente. Anche in questo caso, vale la solita parola d’ordine: arretrare per rinforzarsi, dunque migliorarsi. </p>
<p>Non capisco perché se vuoi entrare a Medicina devi fare l’esame di ammissione ma se ti iscrivi a lettere o a giurisprudenza no, passano tutti. Risultato che ogni poliziotta pensa di prendersi la laurea in sociologia o pedagogia in quattro e quattr’otto, visto che il ministero degli interni le garantisce una ‘esperienza’ pratica che nessun esame teorico può offrire. </p>
<p>Invece l’accesso dovrebbe essere ristretto. Chi vuole la laurea facile se la prenda pure a pagamento, ma lo Stato ha una dignità da difendere: creare specialisti, professionisti che siano in grado di governare la società. Quindi test d’ingresso, selezione spietata dei raccomandati, dei demotivati, degli avvocati a forza. </p>
<p>Quando andavo all’università c’era uno dei prof di storia che credeva che era meglio avere un laureato a voti bassi in quattro anni che un centodieci e lode fuori corso. A tutti gli esaminati, quindi, era concesso un diciotto politico. Ma in questo caso, se gli sventurati accettavano, che faceva il prof? Gettava dalla finestra il libretto dello studente. Lo chiamava “diciotto in giardino”.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: roberto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2006 11:39:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Massimo, cominciamo adesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Massimo, cominciamo adesso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/23/sala-bernini-della-residenza-della-ripetta-h18/#comment-28933</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2006 11:37:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@r.r.
@mal
@cato
@arte-misia
@andrea nobili
@massimo villivà

“elmi ed armi nuove”

I post sono l’infrastruttura critica
Il flusso che dà sostanza alla Nazione. Mi sembra che stiamo sperimentando un genere di commenti molto prensile, direi trasversale, che salta da un argomento all’altro (Haas, Nove, Saviano, etc..), senza perdere di vista la bussola.

Se c’è continuità c’è una comunità
Il dialogo collettivo non resta confinato ai margini dei pezzi, ma è in grado di evolversi, migrare, e in futuro forse potrebbe determinare le scelte della redazione (&#062;i rami dell’albero&#062;), secondo le ‘battaglie culturali’ della Base. 

Le radici criptate della chat
In diretta, ventiquattrore su ventiquattro. Chi ha la password accede alla piattaforma indiana, entra nel flusso, e partecipa alla stesura quotidiana on line. Se Nove volesse contribuire al lavoro critico dei bassifondi lo dovrebbe puntellare, non solo moralmente: www.SOSTIENI&#062;la&#062;NAZIONE.it

Perché dovrebbe farlo? 
Il punto è che diavolo significa diventare sostenitori della Nazione. Non si tratta di monetizzare il posto in vetrina di Nove, non siamo così arroganti e micragnosi. Ma se ha deciso di non tornare più, vuol dire che per lui la Nazione non è una lettura irrinunciabile.  

Diventare essenziali
Dobbiamo offrire idee, spunti di discussione, riscontri: agli intellettuali, ai politici, ai giornalisti, agli esperti e ai manager culturali. In che modo? “Rassegna stampa, decrittazione degli archivi, demistificazione dei verbali, della realtà”, ma anche un bel po’ di consulenza politica. Caccia grossa  ai peones e ai leones del neonato parlamento, per offrire servizi di marketing politico-culturale.

Scrivere report quotidiani
Chi c’è nella mailing list? Il Presidente della Camera, i mentori del Partito Democratico e Rosso-Verde. I temi? La guerra culturale globale. L’obiettivo? Dettare l’agenda del dibattito politico-parlamentare. I benefici? Creare una redazione stabile della Nazione, nella nazione, che garantisca all’Albero di crescere storto e forte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@r.r.<br />
@mal<br />
@cato<br />
@arte-misia<br />
@andrea nobili<br />
@massimo villivà</p>
<p>“elmi ed armi nuove”</p>
<p>I post sono l’infrastruttura critica<br />
Il flusso che dà sostanza alla Nazione. Mi sembra che stiamo sperimentando un genere di commenti molto prensile, direi trasversale, che salta da un argomento all’altro (Haas, Nove, Saviano, etc..), senza perdere di vista la bussola.</p>
<p>Se c’è continuità c’è una comunità<br />
Il dialogo collettivo non resta confinato ai margini dei pezzi, ma è in grado di evolversi, migrare, e in futuro forse potrebbe determinare le scelte della redazione (&gt;i rami dell’albero&gt;), secondo le ‘battaglie culturali’ della Base. </p>
<p>Le radici criptate della chat<br />
In diretta, ventiquattrore su ventiquattro. Chi ha la password accede alla piattaforma indiana, entra nel flusso, e partecipa alla stesura quotidiana on line. Se Nove volesse contribuire al lavoro critico dei bassifondi lo dovrebbe puntellare, non solo moralmente: <a href="http://www.SOSTIENI&gt;la&gt;NAZIONE.it" rel="nofollow ugc">http://www.SOSTIENI&gt;la&gt;NAZIONE.it</a></p>
<p>Perché dovrebbe farlo?<br />
Il punto è che diavolo significa diventare sostenitori della Nazione. Non si tratta di monetizzare il posto in vetrina di Nove, non siamo così arroganti e micragnosi. Ma se ha deciso di non tornare più, vuol dire che per lui la Nazione non è una lettura irrinunciabile.  </p>
<p>Diventare essenziali<br />
Dobbiamo offrire idee, spunti di discussione, riscontri: agli intellettuali, ai politici, ai giornalisti, agli esperti e ai manager culturali. In che modo? “Rassegna stampa, decrittazione degli archivi, demistificazione dei verbali, della realtà”, ma anche un bel po’ di consulenza politica. Caccia grossa  ai peones e ai leones del neonato parlamento, per offrire servizi di marketing politico-culturale.</p>
<p>Scrivere report quotidiani<br />
Chi c’è nella mailing list? Il Presidente della Camera, i mentori del Partito Democratico e Rosso-Verde. I temi? La guerra culturale globale. L’obiettivo? Dettare l’agenda del dibattito politico-parlamentare. I benefici? Creare una redazione stabile della Nazione, nella nazione, che garantisca all’Albero di crescere storto e forte.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: C.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/23/sala-bernini-della-residenza-della-ripetta-h18/#comment-28929</link>

		<dc:creator><![CDATA[C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2006 10:12:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E se la vita fosse... &#039;precaria&#039; ?!? Il lavoro non assolve. Ma mi rendo conto di parlare da un pertugio declassato, per alcuni troppo battuto, sentito 
( mai abbastanza, io dico, mai veramente ). Forse è meglio che vada. Non prima d&#039;aver detto questo, ecco: la letteratura non è giornalismo. Oppure: l&#039;esordio sia pure il precariato nel lavoro ( va anche bene ... ). Ma il precariato s&#039;innalzi, si celi o si trasformi, scorra nella sua stessa stonante euforia, sfugga, riconfiguri il mondo. Se parliamo di letteratura. Sennò leggiamo Nove, nel nono giorno di ogni mese, ritualizziamolo, godiamo del nono emittente della strabordante uniforme stasi creativa di questi anni. 
C.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E se la vita fosse&#8230; &#8216;precaria&#8217; ?!? Il lavoro non assolve. Ma mi rendo conto di parlare da un pertugio declassato, per alcuni troppo battuto, sentito<br />
( mai abbastanza, io dico, mai veramente ). Forse è meglio che vada. Non prima d&#8217;aver detto questo, ecco: la letteratura non è giornalismo. Oppure: l&#8217;esordio sia pure il precariato nel lavoro ( va anche bene &#8230; ). Ma il precariato s&#8217;innalzi, si celi o si trasformi, scorra nella sua stessa stonante euforia, sfugga, riconfiguri il mondo. Se parliamo di letteratura. Sennò leggiamo Nove, nel nono giorno di ogni mese, ritualizziamolo, godiamo del nono emittente della strabordante uniforme stasi creativa di questi anni.<br />
C.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Massimo Villivà		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/23/sala-bernini-della-residenza-della-ripetta-h18/#comment-28909</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo Villivà]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2006 19:21:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ andrea.nobili

la mia mail dovrebbe apparire nei commenti, credo.
Se non appare è villiva@tiscalinet.it

Un abbarccio precario anche a te]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ andrea.nobili</p>
<p>la mia mail dovrebbe apparire nei commenti, credo.<br />
Se non appare è <a href="mailto:villiva@tiscalinet.it">villiva@tiscalinet.it</a></p>
<p>Un abbarccio precario anche a te</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Massimo Villivà		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/23/sala-bernini-della-residenza-della-ripetta-h18/#comment-28907</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo Villivà]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2006 18:56:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@roberto

Oops! Non avevo visto bene la parte riguardante le privatizzazioni... su questo aspetto qualche dubbio ce l&#039;ho... alla lunga non hanno mai portato a niente di buono. A me la parola &quot;competitività&quot;  e il termine &quot;competizione globale&quot; fa venire voglia di prendere un jet e farlo schiantare contro qualche grattacielo... ormai è un riflesso condizionato... E comunque per realizzare tutte queste belle cose bisognerebbe prima fare una nutrita serie di elettroshocks alla classe politca e imprenditoriale di destra e sinistra. Allora forse... chissà]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@roberto</p>
<p>Oops! Non avevo visto bene la parte riguardante le privatizzazioni&#8230; su questo aspetto qualche dubbio ce l&#8217;ho&#8230; alla lunga non hanno mai portato a niente di buono. A me la parola &#8220;competitività&#8221;  e il termine &#8220;competizione globale&#8221; fa venire voglia di prendere un jet e farlo schiantare contro qualche grattacielo&#8230; ormai è un riflesso condizionato&#8230; E comunque per realizzare tutte queste belle cose bisognerebbe prima fare una nutrita serie di elettroshocks alla classe politca e imprenditoriale di destra e sinistra. Allora forse&#8230; chissà</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Massimo Villivà		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/23/sala-bernini-della-residenza-della-ripetta-h18/#comment-28905</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo Villivà]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2006 18:44:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@roberto

D&#039;accordo su tutto. 
Quando cominciamo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@roberto</p>
<p>D&#8217;accordo su tutto.<br />
Quando cominciamo?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/23/sala-bernini-della-residenza-della-ripetta-h18/#comment-28901</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2006 18:26:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@andrea nobili
@massimo villivà

&quot;ma se  guattari non lo possiamo citare neanche qui, 
mamma mi&#039; 
mamma mi&#039; &quot;

Rubare le parole d’ordine della destra: le tasse 
Zero tasse per tutti i precari, gli statali, i liberi professionisti, che fatturano fino a ventimila euro all’anno. Cancellazione immediata dell&#039;Iva e della ritenuta d&#039;acconto. Esenzione totale per i redditi sotto i quarantamila euro, se il soggetto ha una famiglia, dei figli, oppure se uno dei coniugi è disoccupato. 

Militarizzare la Guardia di Finanza 
&quot;Lotta armata&quot; contro abusi, evasioni, sprechi. Rivincita dello Stato sull&#039;Anti-stato, o meglio  repressione dura, senza paura, di mafie e camorre. Se non vivete a Bari, a Napoli o a Platì, non potete capirlo. 
Il nuovo meridionalismo parte da qui.

Ritirata strategica e contrattacco
Uno stato che arretra si sta rinforzando. Uno stato che privatizza è uno stato che cede terreno, privilegi, per modernizzarsi, accumulare capitali, riconquistare una posizione privilegiata nella competizione globale. 

Meno stato = uno stato che funziona 
Eccellenza, non supplenza (del mercato, delle lobbie, delle corporazioni, etc…). Nuovi capitali, nuovi lavori, altro che &quot;sussidi&quot; e &quot;pensioni di precarietà&quot;. Invece: le mani in tasca a chi si è preso una vacanza dalla vita a cinquant&#039;anni. I baby-pensionati sono vampiri peggio di Visco.  

Centomila Borse di ricerca subito
Gli utili fiscali reinvestiti per finanziare la ricerca, la formazione e il mondo del lavoro. Quadruplicare le tasse universitarie per finanziare centomila nuove borse - subito - per i più meritevoli (in base al voto e al reddito). Spezzare le reni ai fuori-corso che non lavorano e vivono sulle spalle di mamma e papà.            

(continua...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@andrea nobili<br />
@massimo villivà</p>
<p>&#8220;ma se  guattari non lo possiamo citare neanche qui,<br />
mamma mi&#8217;<br />
mamma mi&#8217; &#8221;</p>
<p>Rubare le parole d’ordine della destra: le tasse<br />
Zero tasse per tutti i precari, gli statali, i liberi professionisti, che fatturano fino a ventimila euro all’anno. Cancellazione immediata dell&#8217;Iva e della ritenuta d&#8217;acconto. Esenzione totale per i redditi sotto i quarantamila euro, se il soggetto ha una famiglia, dei figli, oppure se uno dei coniugi è disoccupato. </p>
<p>Militarizzare la Guardia di Finanza<br />
&#8220;Lotta armata&#8221; contro abusi, evasioni, sprechi. Rivincita dello Stato sull&#8217;Anti-stato, o meglio  repressione dura, senza paura, di mafie e camorre. Se non vivete a Bari, a Napoli o a Platì, non potete capirlo.<br />
Il nuovo meridionalismo parte da qui.</p>
<p>Ritirata strategica e contrattacco<br />
Uno stato che arretra si sta rinforzando. Uno stato che privatizza è uno stato che cede terreno, privilegi, per modernizzarsi, accumulare capitali, riconquistare una posizione privilegiata nella competizione globale. </p>
<p>Meno stato = uno stato che funziona<br />
Eccellenza, non supplenza (del mercato, delle lobbie, delle corporazioni, etc…). Nuovi capitali, nuovi lavori, altro che &#8220;sussidi&#8221; e &#8220;pensioni di precarietà&#8221;. Invece: le mani in tasca a chi si è preso una vacanza dalla vita a cinquant&#8217;anni. I baby-pensionati sono vampiri peggio di Visco.  </p>
<p>Centomila Borse di ricerca subito<br />
Gli utili fiscali reinvestiti per finanziare la ricerca, la formazione e il mondo del lavoro. Quadruplicare le tasse universitarie per finanziare centomila nuove borse &#8211; subito &#8211; per i più meritevoli (in base al voto e al reddito). Spezzare le reni ai fuori-corso che non lavorano e vivono sulle spalle di mamma e papà.            </p>
<p>(continua&#8230;)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea.nobili		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/23/sala-bernini-della-residenza-della-ripetta-h18/#comment-28897</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea.nobili]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2006 17:33:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/sala-bernini-della-residenza-della-ripetta-h18/#comment-28897</guid>

					<description><![CDATA[Massimo: ti chiedo innanzitutto scusa per l&#039;errore. 
Evidentemente ho cominciato a scrivere quel post che non avevo ancora gli occhi ben aperti.
Che dire?
Condivido tutto appieno. Mi piacerebbe che sul tema però intervenissero anche altri e non solo io e te.
Solo una cosa preciso: non odio Aldo Nove, l&#039;ultimo libro mi è passato tra le mani perché oltre alla piccola casa editrice abbiamo abbozzato un altrettanto piccola libreria on-line. Nove è meritatamente e sciruamente uno degli scrittori più apprezzati del momento: quella che io giudico una caduta di stile non inficia affatto un lavoro sottile e continuo per svecchiare questa cultura e per sensibilizzare. L&#039;opera di un artista al dì là di tutto va rispettata. Si combatte, ci si scontra, ci si odia, ci parla dietro: è naturale. Però credo che soprattutto chi si definisce scrittore, ed ha quindi a che fare a titolo pieno o di striscio con l&#039;anima... debba avere una sorta di coerenza. Molti che scrivono di precariato mi sembra lo facciano solo perché fa trendly e tira. Ecco tutti i miei dubbi sul libro di Nove.
Poi per carità... io non sono nessuno.
Mi piacerebbe avere la tua e-mail

Un abbraccio precario

Andrea]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Massimo: ti chiedo innanzitutto scusa per l&#8217;errore.<br />
Evidentemente ho cominciato a scrivere quel post che non avevo ancora gli occhi ben aperti.<br />
Che dire?<br />
Condivido tutto appieno. Mi piacerebbe che sul tema però intervenissero anche altri e non solo io e te.<br />
Solo una cosa preciso: non odio Aldo Nove, l&#8217;ultimo libro mi è passato tra le mani perché oltre alla piccola casa editrice abbiamo abbozzato un altrettanto piccola libreria on-line. Nove è meritatamente e sciruamente uno degli scrittori più apprezzati del momento: quella che io giudico una caduta di stile non inficia affatto un lavoro sottile e continuo per svecchiare questa cultura e per sensibilizzare. L&#8217;opera di un artista al dì là di tutto va rispettata. Si combatte, ci si scontra, ci si odia, ci parla dietro: è naturale. Però credo che soprattutto chi si definisce scrittore, ed ha quindi a che fare a titolo pieno o di striscio con l&#8217;anima&#8230; debba avere una sorta di coerenza. Molti che scrivono di precariato mi sembra lo facciano solo perché fa trendly e tira. Ecco tutti i miei dubbi sul libro di Nove.<br />
Poi per carità&#8230; io non sono nessuno.<br />
Mi piacerebbe avere la tua e-mail</p>
<p>Un abbraccio precario</p>
<p>Andrea</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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