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	Commenti a: Arno Schmidt: il potere della letteratura contro la retorica verbale	</title>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2006 10:17:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E in ogni caso, anche se è vero che uno scrittore che sperimenta così fortemente nella lingua soffre  sempre ad essere tradotto, al di là della passione e anche della genialità del traduttore  (dai pezzetti che ho visto ho avuto l&#039;impressione che sia un lavoro eccellente) credo che comunque una parte non piccola passi in ogni caso, come appunto è passato Joyce. Franz ha ragione &quot;se restano monadi lo sono comunque in maniera raggiante nello spazio interminabile della letteratura del Novecento&quot;.

E mi augurerei che lo leggessero anche gli scrittori mainstream, che non possono che trarne vantaggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E in ogni caso, anche se è vero che uno scrittore che sperimenta così fortemente nella lingua soffre  sempre ad essere tradotto, al di là della passione e anche della genialità del traduttore  (dai pezzetti che ho visto ho avuto l&#8217;impressione che sia un lavoro eccellente) credo che comunque una parte non piccola passi in ogni caso, come appunto è passato Joyce. Franz ha ragione &#8220;se restano monadi lo sono comunque in maniera raggiante nello spazio interminabile della letteratura del Novecento&#8221;.</p>
<p>E mi augurerei che lo leggessero anche gli scrittori mainstream, che non possono che trarne vantaggio.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2006 10:00:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi è piaciuto tutto di questa recensione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è piaciuto tutto di questa recensione.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: A. Golasecca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/24/arno-schmidt-il-potere-della-letteratura-contro-la-retorica-verbale/#comment-28960</link>

		<dc:creator><![CDATA[A. Golasecca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 May 2006 08:39:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[*Mi misi in bocca la quantità di pane che bastava per tre minuti di masticazione, poi ritrassi le mie facoltà di percezione sensoriale e mi ritirai nell&#039;intimità della mia mente, mentre i miei occhi e il mio viso assumevano un&#039;espressione vuota e preoccupata. Tema della riflessione: le mie attività letterarie.*
Potrebbe lumeggiare l&#039;ottimo Miku i rapporti tra questo e il suo autore (o in subordine/per sineddoche tra schnaps e birra scura)?
Grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>*Mi misi in bocca la quantità di pane che bastava per tre minuti di masticazione, poi ritrassi le mie facoltà di percezione sensoriale e mi ritirai nell&#8217;intimità della mia mente, mentre i miei occhi e il mio viso assumevano un&#8217;espressione vuota e preoccupata. Tema della riflessione: le mie attività letterarie.*<br />
Potrebbe lumeggiare l&#8217;ottimo Miku i rapporti tra questo e il suo autore (o in subordine/per sineddoche tra schnaps e birra scura)?<br />
Grazie</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Miku		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Miku]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2006 09:23:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@FK

Da Zettel&#039;s Traum sono state tradotte in francese solo queste pagine (le stesse presenti nel sito prima citato):

ZETTELS TRAUM - ZT 547-552 - Französische Übersetzung von Claude Riehl
Antigone - Revue littéraire de photographie -, Lédignan, No. 19/Printemps 1994, p. 54-67

Una &lt;em&gt;traduzione&lt;/em&gt; (il termine andrebbe ripensato) integrale di ZT, per le dimensioni dell&#039;opera e per la sua difficoltà, sarebbe il compito di una vita, di più vite, di una squadra di taglialemma e decifratori: dovrebbero organizzarsi, avere una rappresentanza sindacale, meglio, dovrebbero costituirsi in associazione paramilitare, occupare la Biblioteca del Congresso, minare gli ingressi, lì mettersi con calma al lavoro. Poi forse mettere radici, come nell&#039;immagine in copertina del libro: http://images-eu.amazon.com/images/P/3100706072.03.LZZZZZZZ.jpg

Oppure, se uno non ha i soldi per una grande azione, può ritirarsi a lettura privata. Nelle parole di S.:

Certo, se uno avesse denaro..... ora lo saprei impiegare bene: una minuscola casetta nella brughiera (ottomila massimo; non come questi istituti di credito immobiliare che largheggiano con ventimila quasi fossero noccioline); nella stalluccia una Isetta; un migliaio di libri scelti: poter una volta in tutta calma rivedere l’‹Insel Felsenburg›, l’‹Estate di san Martino›, oppure Lessing dalla A alla Z; per la notte un materasso vero su cui adagiarsi (non più quest’esile lettiera pellerossa del divano!); non dover scrivere più nulla per un tozzo di pane, nessuna ‹prosa sperimentale›, mai più arguti ‹Saggi›, niente ‹Programmi Notturni›; saranno tollerati solo gli orologi silenziosi, quelli a sabbia e solari, o al limite in corridoio una vecchia pendola, che per le eternità tutte, dopo che molto e molteplice si è pensato, dicono ‹Mmgià› tra di sé. Guardare tramontare la luna, sopra solitudini di prati, tutto rosso sarebbe diventato l’essere argenteo, ad affondare in fascia di nebbia e greca di pini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@FK</p>
<p>Da Zettel&#8217;s Traum sono state tradotte in francese solo queste pagine (le stesse presenti nel sito prima citato):</p>
<p>ZETTELS TRAUM &#8211; ZT 547-552 &#8211; Französische Übersetzung von Claude Riehl<br />
Antigone &#8211; Revue littéraire de photographie -, Lédignan, No. 19/Printemps 1994, p. 54-67</p>
<p>Una <em>traduzione</em> (il termine andrebbe ripensato) integrale di ZT, per le dimensioni dell&#8217;opera e per la sua difficoltà, sarebbe il compito di una vita, di più vite, di una squadra di taglialemma e decifratori: dovrebbero organizzarsi, avere una rappresentanza sindacale, meglio, dovrebbero costituirsi in associazione paramilitare, occupare la Biblioteca del Congresso, minare gli ingressi, lì mettersi con calma al lavoro. Poi forse mettere radici, come nell&#8217;immagine in copertina del libro: <a href="http://images-eu.amazon.com/images/P/3100706072.03.LZZZZZZZ.jpg" rel="nofollow ugc">http://images-eu.amazon.com/images/P/3100706072.03.LZZZZZZZ.jpg</a></p>
<p>Oppure, se uno non ha i soldi per una grande azione, può ritirarsi a lettura privata. Nelle parole di S.:</p>
<p>Certo, se uno avesse denaro&#8230;.. ora lo saprei impiegare bene: una minuscola casetta nella brughiera (ottomila massimo; non come questi istituti di credito immobiliare che largheggiano con ventimila quasi fossero noccioline); nella stalluccia una Isetta; un migliaio di libri scelti: poter una volta in tutta calma rivedere l’‹Insel Felsenburg›, l’‹Estate di san Martino›, oppure Lessing dalla A alla Z; per la notte un materasso vero su cui adagiarsi (non più quest’esile lettiera pellerossa del divano!); non dover scrivere più nulla per un tozzo di pane, nessuna ‹prosa sperimentale›, mai più arguti ‹Saggi›, niente ‹Programmi Notturni›; saranno tollerati solo gli orologi silenziosi, quelli a sabbia e solari, o al limite in corridoio una vecchia pendola, che per le eternità tutte, dopo che molto e molteplice si è pensato, dicono ‹Mmgià› tra di sé. Guardare tramontare la luna, sopra solitudini di prati, tutto rosso sarebbe diventato l’essere argenteo, ad affondare in fascia di nebbia e greca di pini.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: db		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2006 18:49:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[gli scozzesi mettono in rete il Gadda che non c&#039;è da Garzanti! (compresa la ricetta del risotto - NB vialone)

www.arts.ed.ac.uk/italian/gadda/index.html

e poi questa prosa di donna...

*I sensi sotto il fascismo? Fecero il loro mestiere, erano dei poveri canali. Il nuovo standard obbligativo doveva versarsi nella persona. Furono i pitali d’elezione del programma di Bonifica, la sovraordinazione dell’individuo e del paese nello stato. Oh la bontà, la giustezza, la nobiltà del progetto e del progettatore. Ma anche la fesseria, il ridicolo assoluto, anche l’orrore della storia attuale, e di sempre, perché l’umanità è inemendabile, e Platone incurabile: perché il Gran Capo e Gran Mente Nostrana non diede, ai fatti, che spettacolo d’infinita vergogna.
Qualcosa, cioè, nella corruzione collettiva per pressione del collettivo, finì col resistere. Fu questo il mito di un personale, di un sensoriale antifascismo? Corrotto, consenziente, Gadda si dissociò – presto? subito? quando? – dagli associati, il mito di Eros e Priapo. Vantava, nella generale disperazione dei sensi, un naso discreto. Un motivo di naso. Alla Carlo Borromeo, alla tagliamare, da fenderci il destino. E in più canna capiente, potente, sensibilissima. Senza esitazione aveva categorizzato il fascismo come lezzo di materia morente. Bastava ora, all’assoluzione, quel naso erotizzato dall’epoca? poteva bastare l’aver grufolato e gavazzato nell’irragione dei tempi, a scopo denuncia?*]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>gli scozzesi mettono in rete il Gadda che non c&#8217;è da Garzanti! (compresa la ricetta del risotto &#8211; NB vialone)</p>
<p><a href="http://www.arts.ed.ac.uk/italian/gadda/index.html" rel="nofollow ugc">http://www.arts.ed.ac.uk/italian/gadda/index.html</a></p>
<p>e poi questa prosa di donna&#8230;</p>
<p>*I sensi sotto il fascismo? Fecero il loro mestiere, erano dei poveri canali. Il nuovo standard obbligativo doveva versarsi nella persona. Furono i pitali d’elezione del programma di Bonifica, la sovraordinazione dell’individuo e del paese nello stato. Oh la bontà, la giustezza, la nobiltà del progetto e del progettatore. Ma anche la fesseria, il ridicolo assoluto, anche l’orrore della storia attuale, e di sempre, perché l’umanità è inemendabile, e Platone incurabile: perché il Gran Capo e Gran Mente Nostrana non diede, ai fatti, che spettacolo d’infinita vergogna.<br />
Qualcosa, cioè, nella corruzione collettiva per pressione del collettivo, finì col resistere. Fu questo il mito di un personale, di un sensoriale antifascismo? Corrotto, consenziente, Gadda si dissociò – presto? subito? quando? – dagli associati, il mito di Eros e Priapo. Vantava, nella generale disperazione dei sensi, un naso discreto. Un motivo di naso. Alla Carlo Borromeo, alla tagliamare, da fenderci il destino. E in più canna capiente, potente, sensibilissima. Senza esitazione aveva categorizzato il fascismo come lezzo di materia morente. Bastava ora, all’assoluzione, quel naso erotizzato dall’epoca? poteva bastare l’aver grufolato e gavazzato nell’irragione dei tempi, a scopo denuncia?*</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: D. Bruno, criminologo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/24/arno-schmidt-il-potere-della-letteratura-contro-la-retorica-verbale/#comment-28898</link>

		<dc:creator><![CDATA[D. Bruno, criminologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2006 17:37:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[cercavo il Pozzo in rete: non c&#039;è, ma ho trovato questo (a proposito di comico/stoico). del &#039;31

*Tendo a una brutale deformazione dei temi che il destino s’è creduto di proponermi come formate cose ed obbietti: come paragrafi immoti della sapiente sua legge. Umiliato dal destino, sacrificato alla inutilità, nella bestialità corrotto, e però atterrito dalla vanità vana del nulla, io, che di tutti li scrittori della Italia antichi e moderni sono quello che più possiede di comodini da notte, vorrò dipartirmi un giorno dalle sfiancate sèggiole dove m’ha collocato la sapienza e la virtù de’ sapienti e de’ virtuosi, e, andando verso l’orrida solitudine mia, levarò in lode di quelli quel canto, a che il mandolino dell’anima, ben grattato, potrà dare bellezza nel ghigno. La virtù, senza il becco d’un quattrino, è pur veneranda cosa: e questo si arà da sentire nelle mie note. Era ed è la legge che custodisce ed impone l’inutilità marmorea del bene, che ignora o misconosce le ragioni oscure e vivide della vita, la qual si devolve profonda: deformazione perenne, indagine, costruzione eroica.
«Umbra profunda!», diceva di sé l’Arrostito...*]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cercavo il Pozzo in rete: non c&#8217;è, ma ho trovato questo (a proposito di comico/stoico). del &#8217;31</p>
<p>*Tendo a una brutale deformazione dei temi che il destino s’è creduto di proponermi come formate cose ed obbietti: come paragrafi immoti della sapiente sua legge. Umiliato dal destino, sacrificato alla inutilità, nella bestialità corrotto, e però atterrito dalla vanità vana del nulla, io, che di tutti li scrittori della Italia antichi e moderni sono quello che più possiede di comodini da notte, vorrò dipartirmi un giorno dalle sfiancate sèggiole dove m’ha collocato la sapienza e la virtù de’ sapienti e de’ virtuosi, e, andando verso l’orrida solitudine mia, levarò in lode di quelli quel canto, a che il mandolino dell’anima, ben grattato, potrà dare bellezza nel ghigno. La virtù, senza il becco d’un quattrino, è pur veneranda cosa: e questo si arà da sentire nelle mie note. Era ed è la legge che custodisce ed impone l’inutilità marmorea del bene, che ignora o misconosce le ragioni oscure e vivide della vita, la qual si devolve profonda: deformazione perenne, indagine, costruzione eroica.<br />
«Umbra profunda!», diceva di sé l’Arrostito&#8230;*</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gian Paolo Serino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/24/arno-schmidt-il-potere-della-letteratura-contro-la-retorica-verbale/#comment-28895</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gian Paolo Serino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2006 16:00:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gran bel pezzo. Ero all&#039;oscuro della pubblicazione e mi cimenterò presto nelle &quot;istantanee&quot; di inchiostro del grande Schmidt]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gran bel pezzo. Ero all&#8217;oscuro della pubblicazione e mi cimenterò presto nelle &#8220;istantanee&#8221; di inchiostro del grande Schmidt</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: db		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/24/arno-schmidt-il-potere-della-letteratura-contro-la-retorica-verbale/#comment-28891</link>

		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2006 14:05:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@FK (al fk che è in te) - una curiosità. L&#039;altro giorno, sfogliando riviste giovanil-fasciste degli anni &#039;30, mi sono imbattuto in uno scrittarello di Gadda. Siccome parlava di un pozzo e a Ubique siamo ricopioni, la notte stessa l&#039;ho rigirato in cannetano (Canneto, come saprai, è la nostra Avignone) e postato. Mezz&#039;ora fa, ripensandoci, mi sono ricordato che parla di birra et alia, di chiara derivazione teutonica: ergo era di Celle che parlava! Sarà facile trovarlo in qualche volume-raccolta: non ricordo più la rivista, ma il titolo è IL POZZO n. 14.

NB il pezzo in Ubique (che avrà una continuazione) è firmato dall&#039;ing. Vulvola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@FK (al fk che è in te) &#8211; una curiosità. L&#8217;altro giorno, sfogliando riviste giovanil-fasciste degli anni &#8217;30, mi sono imbattuto in uno scrittarello di Gadda. Siccome parlava di un pozzo e a Ubique siamo ricopioni, la notte stessa l&#8217;ho rigirato in cannetano (Canneto, come saprai, è la nostra Avignone) e postato. Mezz&#8217;ora fa, ripensandoci, mi sono ricordato che parla di birra et alia, di chiara derivazione teutonica: ergo era di Celle che parlava! Sarà facile trovarlo in qualche volume-raccolta: non ricordo più la rivista, ma il titolo è IL POZZO n. 14.</p>
<p>NB il pezzo in Ubique (che avrà una continuazione) è firmato dall&#8217;ing. Vulvola</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Franz Krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/24/arno-schmidt-il-potere-della-letteratura-contro-la-retorica-verbale/#comment-28888</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franz Krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2006 11:12:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come ha scritto il vulcaniko Borso, il lavoro di Pinto sì che è stato veramente duro. Io personalmente mi sono avvicinato a questo libro lavorandolo &quot;ai fianchi&quot;, inizialmente girandogli intorno come fa un pugile attorno all&#039;avversario prima di iniziare il combattimento. Qualche snapshot, le note, e poi via; il romanzo, a modo suo, &quot;scorre&quot;. Consiglio sommessamente di avere questo approccio ai futuri lettori di questo grande libro.

Ora copio dalla &quot;cronologia&quot;, presente nel volume, tanto per dare qualche pennellata curiosa su Arno Schmidt:

1964
&quot;A Schmidt viene conferito il &quot;Fontanepreis&quot; della città di Berlino. La laudatio è tenuta da Guenter Grass: &quot;Io non conosco alcuno scrittore che abbia ascoltato la pioggia in questo modo, che abbia concesso così spesso repliche al vento e assegnato alle nuvole nomi di famiglia tanto letterari&quot;.

1970
Dopo circa sei anni di lavoro compare Zettels Traum: le 2000 copie del dattiloscritto di 1352 pagine in formato DIN A3 - pubblicato da Stahlberg in fac-simile per l&#039;impossibilità di riprodurne la vertigine tipografica di glosse, disegni, correzioni a mano e colonne - vanno subito esaurite.

1972
(Qui si parla del periodo della stesura di  Zettels Traum, il gigante di cui ha accennato Pinto in un commento.) 
&quot;Per la stesura di questo libro Schmidt ha compromesso seriamente la sua salute.
La moglie riferisce: Non più passeggiate - nessun riposo in giardino - nessuna domenica - a malapena la possibilità di una conversazione: solo risposte assenti e nervose alle domande: nel migliore dei casi. Le sue labbra si muovevano, provando le parole, in un continuo mormorio. Totale noncuranza della propria salute. Totale indifferenza  verso ogni cosa che non riguardasse Zettels Traum. Non prendeva visione di alcuna lettera. Non ha scritto a nessuno: per anni.&quot;

In Francia stato tradotto anche Zettels Traum. Se Pinto ne ha voglia, potrebbe raccontare qualcosa sia di questo che di altre cose riguardanti il Fauno e Arno Schmidt.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ha scritto il vulcaniko Borso, il lavoro di Pinto sì che è stato veramente duro. Io personalmente mi sono avvicinato a questo libro lavorandolo &#8220;ai fianchi&#8221;, inizialmente girandogli intorno come fa un pugile attorno all&#8217;avversario prima di iniziare il combattimento. Qualche snapshot, le note, e poi via; il romanzo, a modo suo, &#8220;scorre&#8221;. Consiglio sommessamente di avere questo approccio ai futuri lettori di questo grande libro.</p>
<p>Ora copio dalla &#8220;cronologia&#8221;, presente nel volume, tanto per dare qualche pennellata curiosa su Arno Schmidt:</p>
<p>1964<br />
&#8220;A Schmidt viene conferito il &#8220;Fontanepreis&#8221; della città di Berlino. La laudatio è tenuta da Guenter Grass: &#8220;Io non conosco alcuno scrittore che abbia ascoltato la pioggia in questo modo, che abbia concesso così spesso repliche al vento e assegnato alle nuvole nomi di famiglia tanto letterari&#8221;.</p>
<p>1970<br />
Dopo circa sei anni di lavoro compare Zettels Traum: le 2000 copie del dattiloscritto di 1352 pagine in formato DIN A3 &#8211; pubblicato da Stahlberg in fac-simile per l&#8217;impossibilità di riprodurne la vertigine tipografica di glosse, disegni, correzioni a mano e colonne &#8211; vanno subito esaurite.</p>
<p>1972<br />
(Qui si parla del periodo della stesura di  Zettels Traum, il gigante di cui ha accennato Pinto in un commento.)<br />
&#8220;Per la stesura di questo libro Schmidt ha compromesso seriamente la sua salute.<br />
La moglie riferisce: Non più passeggiate &#8211; nessun riposo in giardino &#8211; nessuna domenica &#8211; a malapena la possibilità di una conversazione: solo risposte assenti e nervose alle domande: nel migliore dei casi. Le sue labbra si muovevano, provando le parole, in un continuo mormorio. Totale noncuranza della propria salute. Totale indifferenza  verso ogni cosa che non riguardasse Zettels Traum. Non prendeva visione di alcuna lettera. Non ha scritto a nessuno: per anni.&#8221;</p>
<p>In Francia stato tradotto anche Zettels Traum. Se Pinto ne ha voglia, potrebbe raccontare qualcosa sia di questo che di altre cose riguardanti il Fauno e Arno Schmidt.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Miku		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/05/24/arno-schmidt-il-potere-della-letteratura-contro-la-retorica-verbale/#comment-28884</link>

		<dc:creator><![CDATA[Miku]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2006 10:13:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ZT in francese: http://www.a-schmidt.org/Zet/Zet-intro.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ZT in francese: <a href="http://www.a-schmidt.org/Zet/Zet-intro.html" rel="nofollow ugc">http://www.a-schmidt.org/Zet/Zet-intro.html</a></p>
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