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	Commenti a: L’ITALIANO NON SI SCOMPONE	</title>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2006 23:00:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... che bello ritrovarsi in questo club di lettori dell&#039;immenso D&#039;Arrigo... 
HO è stata una delle mie &quot;scalate letterarie&quot; più faticose ed entusiasmanti.

Attendo anch&#039;io con trepidazione il tuo pezzo, Marco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; che bello ritrovarsi in questo club di lettori dell&#8217;immenso D&#8217;Arrigo&#8230;<br />
HO è stata una delle mie &#8220;scalate letterarie&#8221; più faticose ed entusiasmanti.</p>
<p>Attendo anch&#8217;io con trepidazione il tuo pezzo, Marco.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: marco v		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco v]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2006 06:43:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[.. beh, allora scriverò senz&#039;altro all&#039;indirizzo orcynuso... (magari mi faccio anch&#039;io una casella di posta elettronica così... &quot;ciccinacirce[at] oppure caitanello[at] ...
 - anche il mio blog cita H.O. L&#039;avevi notato..?.. ;) -]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>.. beh, allora scriverò senz&#8217;altro all&#8217;indirizzo orcynuso&#8230; (magari mi faccio anch&#8217;io una casella di posta elettronica così&#8230; &#8220;ciccinacirce[at] oppure caitanello[at] &#8230;<br />
 &#8211; anche il mio blog cita H.O. L&#8217;avevi notato..?.. ;) &#8211;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Andrea Raos		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jun 2006 17:29:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Marco,
grazie per la disponibilità e per gli ultra-eccessivissimi complimenti. Puoi scrivere o al plenum di NI (all&#039;indirizzo che appare nei &quot;Contatti&quot;) o a me all&#039;indirizzo ndriacambria[at]hotmail.com (nomen omen...), come preferisci.
Grazie ancora, ciao,
Andrea]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Marco,<br />
grazie per la disponibilità e per gli ultra-eccessivissimi complimenti. Puoi scrivere o al plenum di NI (all&#8217;indirizzo che appare nei &#8220;Contatti&#8221;) o a me all&#8217;indirizzo ndriacambria[at]hotmail.com (nomen omen&#8230;), come preferisci.<br />
Grazie ancora, ciao,<br />
Andrea</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco v		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco v]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jun 2006 15:17:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Andrea Raos e Nazione Indiana - su Horcynus Orca

Mi fa piacere che le mie ricerche e riflessioni - così malamente riassunte nel precedente commento - su H.O. siano ritenute interessanti.
Lo ammetto: d&#039;istinto vorrei ripararmi dietro un &quot;non sum dignus, domine&quot;, perché questo è il miglior lit-blog dello stivale ed io non ho i numeri per metterci anche solo un piedino. Però, tutto sommato, spedire un contributo sull&#039;argomento lasciando alla redazione di N.I. la valutazione se sia pubblicabile non costa nulla, anzi, ripeto, mi onora. Dunque facciamo così. La tesi-monstre che non finisce più ;) non è particolarmente adatta, troppo lunga e, nella sua parte centrale e più appetitosa - dove adopero la documentazione del fondo d&#039;archivio - mancherebbero premesse e conclusioni. Se per N.I. va bene, preferirei - perché alla fine faccio prima - rielaborare una sintesi, con note, non troppo lunga, del lavoro che ho fatto prendendomi poche righe sulla ormai leggendaria attesa quindicennale della pubblicazione del romanzo per parlare poi del lancio editoriale di H.O. secondo le considerazioni che ho prima accennate e che mi pare siano quelle che interessano di più. Mi prendo qualche giorno (una settimana) e la spedisco. Ovviamente, se riterrete non sia all&#039;altezza di N.I. mica m&#039;offendo! Qui il livello è troppo più alto di me (e davvero, non lo dico per piaggeria).
A proposito: a quale indirizzo dovrò spedire?

Grazie! :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Andrea Raos e Nazione Indiana &#8211; su Horcynus Orca</p>
<p>Mi fa piacere che le mie ricerche e riflessioni &#8211; così malamente riassunte nel precedente commento &#8211; su H.O. siano ritenute interessanti.<br />
Lo ammetto: d&#8217;istinto vorrei ripararmi dietro un &#8220;non sum dignus, domine&#8221;, perché questo è il miglior lit-blog dello stivale ed io non ho i numeri per metterci anche solo un piedino. Però, tutto sommato, spedire un contributo sull&#8217;argomento lasciando alla redazione di N.I. la valutazione se sia pubblicabile non costa nulla, anzi, ripeto, mi onora. Dunque facciamo così. La tesi-monstre che non finisce più ;) non è particolarmente adatta, troppo lunga e, nella sua parte centrale e più appetitosa &#8211; dove adopero la documentazione del fondo d&#8217;archivio &#8211; mancherebbero premesse e conclusioni. Se per N.I. va bene, preferirei &#8211; perché alla fine faccio prima &#8211; rielaborare una sintesi, con note, non troppo lunga, del lavoro che ho fatto prendendomi poche righe sulla ormai leggendaria attesa quindicennale della pubblicazione del romanzo per parlare poi del lancio editoriale di H.O. secondo le considerazioni che ho prima accennate e che mi pare siano quelle che interessano di più. Mi prendo qualche giorno (una settimana) e la spedisco. Ovviamente, se riterrete non sia all&#8217;altezza di N.I. mica m&#8217;offendo! Qui il livello è troppo più alto di me (e davvero, non lo dico per piaggeria).<br />
A proposito: a quale indirizzo dovrò spedire?</p>
<p>Grazie! :)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea Raos		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/01/l%e2%80%99italiano-non-si-scompone/#comment-29375</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jun 2006 00:45:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marco V, a me questa storia (il lancio mancato di &lt;em&gt;Horcynus&lt;/em&gt;, annessi e connessi) sembra molto MOLTO interessante. Perché non ce ne dai un pezzo (un capitolo, quello che vuoi) da pubblicare qui?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marco V, a me questa storia (il lancio mancato di <em>Horcynus</em>, annessi e connessi) sembra molto MOLTO interessante. Perché non ce ne dai un pezzo (un capitolo, quello che vuoi) da pubblicare qui?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco v		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/01/l%e2%80%99italiano-non-si-scompone/#comment-29360</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco v]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jun 2006 19:05:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ daria

.. sì, ho fatto una tesi su Horcynus Orca, ma niente di particolarmente originale, né tantomeno letterario: si tratta di un lavoro tipicamente da &quot;sociologia della letteratura&quot; nel quale ho studiato a fondo il &quot;caso&quot; editoriale H.O. prendendo le mosse da documentazione dell&#039;epoca (ritagli stampa, recensioni e altro), testimonianze (Jutta, e Mirella Delessert, l&#039;editor della Mondadori che riuscì a portare a casa il &quot;visto di stampi&quot; dopo due anni - terribili - vissuti fianco a fianco di D&#039;Arrigo per la correzione e consegna delle bozze) e soprattutto - il mio piccolo orgoglio - dopo aver scartabellato e quasi riordinato il fondo su D&#039;Arrigo e H.O. conservato nell&#039;archivio della Fondazione Mondadori (epistolario, appunti, note tecniche e di lettura, telegrammi, contratti, cartoline... tutto).
Conclusioni?
Che Horcynus Orca è stato, tra le tante cose, vittima di un lancio editoriale totalmente sbagliato, imputabile - semplificando, s&#039;intende - alla frattura generazionale e professionale avvenuta all&#039;interno della casa editrice a cavallo degli anni Settanta (scomparsa di Arnoldo e Niccolò Gallo, graduale ritirarsi di Vittorio Sereni...) insieme ad altri fattori (teoricamente) esterni come il passaggio a Segrate, l&#039;apertura dello stabilimento di Clés. Se poi si aggiungono la ristrutturazione del &quot;mercato delle lettere&quot; (cito Ferretti) e il già evidentissimo carattere consortile di molta critica militante... si giunge alla conclusione che il romanzo fu gettato in pasto ad una società letteraria che non lo poteva accettare per una lunga serie di ragioni, non ultima - anche se sembra futile - l&#039;assoluta incapacità diplomatica di Stefano D&#039;Arrigo, oltre alle ancora forti influenze di certi correnti che da tempo avevano decretato la morte di un certo tipo di romanzo &quot;totale&quot;. Per non parlare del fatto che alcuni intellettuali romani si misero sull’attenti. I &quot;capibastone&quot;, come li chiamava D&#039;Arrigo, erano celebri scrittori, gelosi, invidiosi, turbati dal comportamento di Stefano, dall’esempio di totale sacrificio al libro che quelli che invece scrivevano &quot;un libretto l’anno&quot; non avevano mai avuto il coraggio di imitare.
Mi piace raccontare un piccolo ma significativo aneddoto (credo che si possa ormai, è passato molto tempo): Una sera, era la primavera del ’75, chiama Maria Bellonci. E&#039; molto chiara con Stefano: gli dice apertamente che se accetterà di partecipare allo &quot;Strega&quot; lo vince. Aveva il premio in tasca. Lui risponde che se le cose stanno così non vede la ragione di accettare… Dato che la Bellonci finge di non capire, allora Stefano le fa un paragone che non ho più dimenticato: quello con le Olimpiadi. Lui, che era stato uno sportivo e amava ancora molto lo sport (avevo smesso di giocare al calcio a livello professionistico per un brutto infortunio al ginocchio), le chiede: «Ma lei, signora, parteciperebbe a una corsa campestre se si fosse preparata per la maratona alle Olimpiadi?». Quando la Bellonci risponde di no, Stefano replica: «Vede? E allora perché io, che sarei certo di vincere questo suo premio per gli scrittori col fiato corto, dovrei partecipare quando con Horcynus Orca mi sono preparato per le Olimpiadi?». E così detto, le sbatte il telefono in faccia! ;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ daria</p>
<p>.. sì, ho fatto una tesi su Horcynus Orca, ma niente di particolarmente originale, né tantomeno letterario: si tratta di un lavoro tipicamente da &#8220;sociologia della letteratura&#8221; nel quale ho studiato a fondo il &#8220;caso&#8221; editoriale H.O. prendendo le mosse da documentazione dell&#8217;epoca (ritagli stampa, recensioni e altro), testimonianze (Jutta, e Mirella Delessert, l&#8217;editor della Mondadori che riuscì a portare a casa il &#8220;visto di stampi&#8221; dopo due anni &#8211; terribili &#8211; vissuti fianco a fianco di D&#8217;Arrigo per la correzione e consegna delle bozze) e soprattutto &#8211; il mio piccolo orgoglio &#8211; dopo aver scartabellato e quasi riordinato il fondo su D&#8217;Arrigo e H.O. conservato nell&#8217;archivio della Fondazione Mondadori (epistolario, appunti, note tecniche e di lettura, telegrammi, contratti, cartoline&#8230; tutto).<br />
Conclusioni?<br />
Che Horcynus Orca è stato, tra le tante cose, vittima di un lancio editoriale totalmente sbagliato, imputabile &#8211; semplificando, s&#8217;intende &#8211; alla frattura generazionale e professionale avvenuta all&#8217;interno della casa editrice a cavallo degli anni Settanta (scomparsa di Arnoldo e Niccolò Gallo, graduale ritirarsi di Vittorio Sereni&#8230;) insieme ad altri fattori (teoricamente) esterni come il passaggio a Segrate, l&#8217;apertura dello stabilimento di Clés. Se poi si aggiungono la ristrutturazione del &#8220;mercato delle lettere&#8221; (cito Ferretti) e il già evidentissimo carattere consortile di molta critica militante&#8230; si giunge alla conclusione che il romanzo fu gettato in pasto ad una società letteraria che non lo poteva accettare per una lunga serie di ragioni, non ultima &#8211; anche se sembra futile &#8211; l&#8217;assoluta incapacità diplomatica di Stefano D&#8217;Arrigo, oltre alle ancora forti influenze di certi correnti che da tempo avevano decretato la morte di un certo tipo di romanzo &#8220;totale&#8221;. Per non parlare del fatto che alcuni intellettuali romani si misero sull’attenti. I &#8220;capibastone&#8221;, come li chiamava D&#8217;Arrigo, erano celebri scrittori, gelosi, invidiosi, turbati dal comportamento di Stefano, dall’esempio di totale sacrificio al libro che quelli che invece scrivevano &#8220;un libretto l’anno&#8221; non avevano mai avuto il coraggio di imitare.<br />
Mi piace raccontare un piccolo ma significativo aneddoto (credo che si possa ormai, è passato molto tempo): Una sera, era la primavera del ’75, chiama Maria Bellonci. E&#8217; molto chiara con Stefano: gli dice apertamente che se accetterà di partecipare allo &#8220;Strega&#8221; lo vince. Aveva il premio in tasca. Lui risponde che se le cose stanno così non vede la ragione di accettare… Dato che la Bellonci finge di non capire, allora Stefano le fa un paragone che non ho più dimenticato: quello con le Olimpiadi. Lui, che era stato uno sportivo e amava ancora molto lo sport (avevo smesso di giocare al calcio a livello professionistico per un brutto infortunio al ginocchio), le chiede: «Ma lei, signora, parteciperebbe a una corsa campestre se si fosse preparata per la maratona alle Olimpiadi?». Quando la Bellonci risponde di no, Stefano replica: «Vede? E allora perché io, che sarei certo di vincere questo suo premio per gli scrittori col fiato corto, dovrei partecipare quando con Horcynus Orca mi sono preparato per le Olimpiadi?». E così detto, le sbatte il telefono in faccia! ;)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: daria		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/01/l%e2%80%99italiano-non-si-scompone/#comment-29356</link>

		<dc:creator><![CDATA[daria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jun 2006 18:35:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi pare che ci sia in realtà molto interesse per lo scrittore “pesante” D’arrigo, ma per qualche motivo resta segregato, non saprei perché (ma non è solo per la lunghezza e la lingua). però io stessa non credevo che nascesse così il dibattito, lo ammetto. 

marco v, il romanzo cestinato infatti è proprio quello di cui parli sul professore (o scrittore, non so) colpito dal morbo di Alzheimer (ho dovuto citare solo un pezzettino del racconto di Jutta. ma dunque hai fatto la tesi su D’Arrigo? su cosa?)

grazie Bartolomeo di Monaco per la precisazione sulla Festa/Fatti della fera, stavo ormai per andarmelo a cercare in biblioteca, pensavo fosse sfuggito a me (e data la quantità di volte che D’Arrigo ha riscritto il romanzo non era improbabile).  Satta è senza dubbio un altro autore da esplorare (anch’io ero rimasta folgorata dalla pagina sul mosto che fermenta), ma gli altri due libri che nomini  (La veranda e Il mistero del processo) per chi sono pubblicati, si trovano?

per Angelo Petrelli: la rivista di cui sopra sta lentamente crescendo tra la penuria dei fondi universitari e l’ipertrofia della redazione, per motivi contingenti siamo insomma centrogravitati su Bologna (per adesso la rivista è distribuita solo qua), ma stiamo tentando di ampliare il raggio tramite il sito: lì magari puoi leggere qualcosa e risponderci. ci siamo occupati di complessità e relativismo, cercando di unire più discipline; ci sono anche poesie, interviste (una a Sanguineti). per chi non ne avesse ancora abbastanza di D’Arrigo, sul secondo numero c’è anche qualcosa su Horcynus Orca.
saluti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi pare che ci sia in realtà molto interesse per lo scrittore “pesante” D’arrigo, ma per qualche motivo resta segregato, non saprei perché (ma non è solo per la lunghezza e la lingua). però io stessa non credevo che nascesse così il dibattito, lo ammetto. </p>
<p>marco v, il romanzo cestinato infatti è proprio quello di cui parli sul professore (o scrittore, non so) colpito dal morbo di Alzheimer (ho dovuto citare solo un pezzettino del racconto di Jutta. ma dunque hai fatto la tesi su D’Arrigo? su cosa?)</p>
<p>grazie Bartolomeo di Monaco per la precisazione sulla Festa/Fatti della fera, stavo ormai per andarmelo a cercare in biblioteca, pensavo fosse sfuggito a me (e data la quantità di volte che D’Arrigo ha riscritto il romanzo non era improbabile).  Satta è senza dubbio un altro autore da esplorare (anch’io ero rimasta folgorata dalla pagina sul mosto che fermenta), ma gli altri due libri che nomini  (La veranda e Il mistero del processo) per chi sono pubblicati, si trovano?</p>
<p>per Angelo Petrelli: la rivista di cui sopra sta lentamente crescendo tra la penuria dei fondi universitari e l’ipertrofia della redazione, per motivi contingenti siamo insomma centrogravitati su Bologna (per adesso la rivista è distribuita solo qua), ma stiamo tentando di ampliare il raggio tramite il sito: lì magari puoi leggere qualcosa e risponderci. ci siamo occupati di complessità e relativismo, cercando di unire più discipline; ci sono anche poesie, interviste (una a Sanguineti). per chi non ne avesse ancora abbastanza di D’Arrigo, sul secondo numero c’è anche qualcosa su Horcynus Orca.<br />
saluti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: eugenio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/01/l%e2%80%99italiano-non-si-scompone/#comment-29322</link>

		<dc:creator><![CDATA[eugenio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jun 2006 09:53:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sul sito www.rivistatabard.it è possibile scaricare il pdf dei primi due numeri. 
Per averne delle copie cartacee, potete scrivere a redazione@rivistatabard.it 

ciao a tutti

eugenio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul sito <a href="http://www.rivistatabard.it" rel="nofollow ugc">http://www.rivistatabard.it</a> è possibile scaricare il pdf dei primi due numeri.<br />
Per averne delle copie cartacee, potete scrivere a <a href="mailto:redazione@rivistatabard.it">redazione@rivistatabard.it</a> </p>
<p>ciao a tutti</p>
<p>eugenio</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: angelo petrelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/01/l%e2%80%99italiano-non-si-scompone/#comment-29321</link>

		<dc:creator><![CDATA[angelo petrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jun 2006 09:49:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[gran ben pezzo questo, veramente &quot;lucido&quot;; avrò letto una dozzina di interventi, anche di grossi nomi, sul caso D&#039;Arrigo e sulla sua idea di lingua, ma questo li batte tutti..
forse anche perché è l&#039;ultimo.
complimenti comunque!

ps. come faccio per acquistare, o acquisire, una copia della rivista bolognese in questione ?
gentilmente fatemelo sapere.
grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>gran ben pezzo questo, veramente &#8220;lucido&#8221;; avrò letto una dozzina di interventi, anche di grossi nomi, sul caso D&#8217;Arrigo e sulla sua idea di lingua, ma questo li batte tutti..<br />
forse anche perché è l&#8217;ultimo.<br />
complimenti comunque!</p>
<p>ps. come faccio per acquistare, o acquisire, una copia della rivista bolognese in questione ?<br />
gentilmente fatemelo sapere.<br />
grazie</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/01/l%e2%80%99italiano-non-si-scompone/#comment-29314</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jun 2006 06:37:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lavora pure come un bricco, ma ogni tanto devi fermarti e immaginare qualcosa che dà piacere, sennò la vita diventa breve.
Già che ci sono, Signor Qualità, volevo dirti che il pezzo sulla lingua delle traduzioni imbucato tempo fa su Nazione indiana era bellissimo e che da quando l&#039;ho letto ho cominciato a chiedermi se non considero il fumetto una &quot;immagine provvisoria&quot; nel senso in cui tu parli di &quot;lingua provvisoria&quot;. Provvisoria rispetto a cosa? Alla lingua madre, quella più bella di tutte: la pittura. Ve&#039; quante cose possono venire fuori da un pezzo scritto con le unghie.
Stai benone Inglé :-)

qui il testo di cui parlo
https://www.nazioneindiana.com/2006/02/20/la-lingua-provvisoria/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lavora pure come un bricco, ma ogni tanto devi fermarti e immaginare qualcosa che dà piacere, sennò la vita diventa breve.<br />
Già che ci sono, Signor Qualità, volevo dirti che il pezzo sulla lingua delle traduzioni imbucato tempo fa su Nazione indiana era bellissimo e che da quando l&#8217;ho letto ho cominciato a chiedermi se non considero il fumetto una &#8220;immagine provvisoria&#8221; nel senso in cui tu parli di &#8220;lingua provvisoria&#8221;. Provvisoria rispetto a cosa? Alla lingua madre, quella più bella di tutte: la pittura. Ve&#8217; quante cose possono venire fuori da un pezzo scritto con le unghie.<br />
Stai benone Inglé :-)</p>
<p>qui il testo di cui parlo<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/2006/02/20/la-lingua-provvisoria/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2006/02/20/la-lingua-provvisoria/</a></p>
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