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	Commenti a: Il nazismo che è in noi	</title>
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		<title>
		Di: Monia Gaita		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/07/il-nazismo-che-e-in-noi/#comment-30024</link>

		<dc:creator><![CDATA[Monia Gaita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2006 10:22:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo scritto di Ovadia schiude le labbra a qualche riflessione. Abbiamo raggiunto lo sconveniente primato dell&#039;indifferenza; presidiamo come se fossero fortezze i nostri luoghi frastornati, facciamo la scolta ai nostri spazi, girando le manovelle all&#039;egoismo più bieco. L&#039;altro può respirare tranquillamente i vapori mefitici del suo disagio purchè non peggiori o determini il nostro. Distribuiamo a volte chicchi di melagrana di bugie sull&#039;unione universale, sul bello dell&#039;integrazione, quasi una melodia orecchiabile che autoimponiamo all&#039;ascolto per l&#039;orrore di capirci diversi, orribilmente proiettati su noi stessi. Le membra solide della parità dei diritti sono ancora un miraggio per chi va mendicando il pane di una vita migliore, nella mutilazione menomante di sentirsi al di sotto, parte di quel vasto fratricida mercato all&#039;ingrosso di forza lavoro da sfruttare. Fa lunga messe di guadagni l&#039;ipocrisia, mette la chiave nella toppa delle azioni, tenta ogni mezzo per cambiare faccia. E i militaristi accesi del rifiuto, le millefoglie screpolanti dell&#039;emarginazione, non stanno a destra o a sinistra, ma in tute mimetiche,vagano un po&#039; dovunque. Ridotta in minuzzoli la solidarietà, dobbiamo preparare un cocktail che legittimi l&#039;ingiusto, difenda con porte blindate i propri interessi, produca in serie monopoli, senza sentir rimorso. Parrebbero fulminate le lampadine dell&#039;amore: noi non odiamo i clandestini, assai più semplicemente li vorremmo fuorigioco, calciatori in campi lontani, scongiurando il timore che ci stringano in panchina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scritto di Ovadia schiude le labbra a qualche riflessione. Abbiamo raggiunto lo sconveniente primato dell&#8217;indifferenza; presidiamo come se fossero fortezze i nostri luoghi frastornati, facciamo la scolta ai nostri spazi, girando le manovelle all&#8217;egoismo più bieco. L&#8217;altro può respirare tranquillamente i vapori mefitici del suo disagio purchè non peggiori o determini il nostro. Distribuiamo a volte chicchi di melagrana di bugie sull&#8217;unione universale, sul bello dell&#8217;integrazione, quasi una melodia orecchiabile che autoimponiamo all&#8217;ascolto per l&#8217;orrore di capirci diversi, orribilmente proiettati su noi stessi. Le membra solide della parità dei diritti sono ancora un miraggio per chi va mendicando il pane di una vita migliore, nella mutilazione menomante di sentirsi al di sotto, parte di quel vasto fratricida mercato all&#8217;ingrosso di forza lavoro da sfruttare. Fa lunga messe di guadagni l&#8217;ipocrisia, mette la chiave nella toppa delle azioni, tenta ogni mezzo per cambiare faccia. E i militaristi accesi del rifiuto, le millefoglie screpolanti dell&#8217;emarginazione, non stanno a destra o a sinistra, ma in tute mimetiche,vagano un po&#8217; dovunque. Ridotta in minuzzoli la solidarietà, dobbiamo preparare un cocktail che legittimi l&#8217;ingiusto, difenda con porte blindate i propri interessi, produca in serie monopoli, senza sentir rimorso. Parrebbero fulminate le lampadine dell&#8217;amore: noi non odiamo i clandestini, assai più semplicemente li vorremmo fuorigioco, calciatori in campi lontani, scongiurando il timore che ci stringano in panchina.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/07/il-nazismo-che-e-in-noi/#comment-29859</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2006 18:07:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ roberto.

Gli scarface non passano per i campi. Hanno maniere migliori di entrare, e di rimanere indisturbati. E prosperano proprio perché ci sono maree di clandestinizzati che per soddisfare un qualsiasi, minimo bisogno, hanno bisogno di qualcuno cui rivolgersi. Se continuerà questa politica di chiusura - allora è certo che tra una decina d&#039;anni sentiremo parlare parecchio di mafie africane, per dirne una. Già ci sono (Roberto Saviano insegna), e ci sono per questo motivo.

@ cato

Non posso che restituirti il grazie, felice di questa empatia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ roberto.</p>
<p>Gli scarface non passano per i campi. Hanno maniere migliori di entrare, e di rimanere indisturbati. E prosperano proprio perché ci sono maree di clandestinizzati che per soddisfare un qualsiasi, minimo bisogno, hanno bisogno di qualcuno cui rivolgersi. Se continuerà questa politica di chiusura &#8211; allora è certo che tra una decina d&#8217;anni sentiremo parlare parecchio di mafie africane, per dirne una. Già ci sono (Roberto Saviano insegna), e ci sono per questo motivo.</p>
<p>@ cato</p>
<p>Non posso che restituirti il grazie, felice di questa empatia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Cato		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/07/il-nazismo-che-e-in-noi/#comment-29777</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jun 2006 09:08:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Marco Rovelli

Ho finito di leggerlo stanotte. Non hai scritto un libro &quot;importante&quot;, come viene detto nella presentazione del post: hai scritto un libro &quot;fondamentale&quot;, che getta luce, e dirada ogni ombra, su uno degli abomini più vergognosi e subdolamente rimossi dell&#039;Italia di oggi. Un&#039;opera di grande valore, anche dal punto di vista letterario. Spero trovi la più ampia diffusione possibile, a iniziare dal mondo della scuola. Ti faccio i miei complimenti e ti dico grazie. Fin quando saranno pubblicati libri come questo o quello di Saviano, la letteratura avrà ancora un senso e il ruolo dello scrittore ancora dignità. Un caro saluto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Marco Rovelli</p>
<p>Ho finito di leggerlo stanotte. Non hai scritto un libro &#8220;importante&#8221;, come viene detto nella presentazione del post: hai scritto un libro &#8220;fondamentale&#8221;, che getta luce, e dirada ogni ombra, su uno degli abomini più vergognosi e subdolamente rimossi dell&#8217;Italia di oggi. Un&#8217;opera di grande valore, anche dal punto di vista letterario. Spero trovi la più ampia diffusione possibile, a iniziare dal mondo della scuola. Ti faccio i miei complimenti e ti dico grazie. Fin quando saranno pubblicati libri come questo o quello di Saviano, la letteratura avrà ancora un senso e il ruolo dello scrittore ancora dignità. Un caro saluto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/07/il-nazismo-che-e-in-noi/#comment-29771</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jun 2006 07:23:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@rovelli
@ovadia
@tash

“fenomeno naturale inarrestabile”

Spero di non rientrare tra i “capziosi” se dico che la “sicurezza”, insieme alla sanità, è una delle due richieste principali che vengono dalla base della nostra società. Vengono prima del lavoro, prima delle tasse, eccetera, eccetera. Ora, vogliamo derubricare questa richiesta di sicurezza a foglia di fico dei “benpensanti”, come dice Ovadia? 
Prego, ma allora non ci lamentiamo dei benzinai con la pistola che sognano un governo nordista (i benzinai non sono la upperclass).

Magari direte che me ne esco sempre con dei filmetti per spiegare i massimi sistemi, ma ve lo ricordate Scarface? 
I campi profughi di Miami erano i progenitori dei nostri CPT, ma non riuscirono a bloccare l’ascesa del criminale. Direte che la colpa fu degli americani, che non seppero dare un’opportunità al reuccio della coca. 
Ma la funzione dei CPT dovrebbe essere proprio questa: spartire il grano dall’erbaccia. Perché non crederete mica che tutti i migranti che arrivano in Italia hanno voglia di farsi benedire da quell’anima pia di don Benzi. 

E no, ci stanno anche i tipi come Scarface. Questo non significa che tutti i migranti e/o clandestini sono  potenziali stupratori di ragazzine sull’autobus: i loro cugini italiani formano bande altrettanto e forse meglio assortite. Ma credere che Scarface voglia farsi “identificare” solo perché gliene diamo l’occasione, be’, questo sì che mi sembra ingenuamente colposo. 

Preferisco le aperture di Tash e Rovelli, il pensare al dopo, le vie di fuga. Se non ci diamo la sveglia sulle campagne culturali utili a cambiare le cose rischiamo di finire con il cerino in mano. Per esempio la battaglia per il voto agli immigrati, chi ne parla più? Una vittoria che favorirebbe anche la condizione dei clandestini. Ma guardate come hanno ridotto la consulta islamica, poi ne riparliamo.      

A proposito, che ha fatto Jihad per beccarsi 21 anni?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@rovelli<br />
@ovadia<br />
@tash</p>
<p>“fenomeno naturale inarrestabile”</p>
<p>Spero di non rientrare tra i “capziosi” se dico che la “sicurezza”, insieme alla sanità, è una delle due richieste principali che vengono dalla base della nostra società. Vengono prima del lavoro, prima delle tasse, eccetera, eccetera. Ora, vogliamo derubricare questa richiesta di sicurezza a foglia di fico dei “benpensanti”, come dice Ovadia?<br />
Prego, ma allora non ci lamentiamo dei benzinai con la pistola che sognano un governo nordista (i benzinai non sono la upperclass).</p>
<p>Magari direte che me ne esco sempre con dei filmetti per spiegare i massimi sistemi, ma ve lo ricordate Scarface?<br />
I campi profughi di Miami erano i progenitori dei nostri CPT, ma non riuscirono a bloccare l’ascesa del criminale. Direte che la colpa fu degli americani, che non seppero dare un’opportunità al reuccio della coca.<br />
Ma la funzione dei CPT dovrebbe essere proprio questa: spartire il grano dall’erbaccia. Perché non crederete mica che tutti i migranti che arrivano in Italia hanno voglia di farsi benedire da quell’anima pia di don Benzi. </p>
<p>E no, ci stanno anche i tipi come Scarface. Questo non significa che tutti i migranti e/o clandestini sono  potenziali stupratori di ragazzine sull’autobus: i loro cugini italiani formano bande altrettanto e forse meglio assortite. Ma credere che Scarface voglia farsi “identificare” solo perché gliene diamo l’occasione, be’, questo sì che mi sembra ingenuamente colposo. </p>
<p>Preferisco le aperture di Tash e Rovelli, il pensare al dopo, le vie di fuga. Se non ci diamo la sveglia sulle campagne culturali utili a cambiare le cose rischiamo di finire con il cerino in mano. Per esempio la battaglia per il voto agli immigrati, chi ne parla più? Una vittoria che favorirebbe anche la condizione dei clandestini. Ma guardate come hanno ridotto la consulta islamica, poi ne riparliamo.      </p>
<p>A proposito, che ha fatto Jihad per beccarsi 21 anni?</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/07/il-nazismo-che-e-in-noi/#comment-29731</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jun 2006 09:53:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Georgia, sono felice di averti messo allegria, quella era la &quot;sala&quot; di casa mia, colorata di un gioioso giallo acido.. (lorenz, sarà stato il colore che ti ha confuso...;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Georgia, sono felice di averti messo allegria, quella era la &#8220;sala&#8221; di casa mia, colorata di un gioioso giallo acido.. (lorenz, sarà stato il colore che ti ha confuso&#8230;;-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/07/il-nazismo-che-e-in-noi/#comment-29730</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jun 2006 09:51:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Angelo, le tue certezze sono talmente salde che non mi permetto di scuoterle.
Se volessi provarci, non potrei che invitarti a leggere il libro, dove di queste cose ne ho scritto in abbondanza, per sapere chi davvero è &quot;ospite&quot; in questi centri di &quot;accoglienza&quot; dotati di tutti i comfort. E per capire qual è il senso giuridico e ontologico del concetto &quot;lager&quot;.
Se non avessi creduto di poter offrire un&#039;altra visione, non avrei scritto il libro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Angelo, le tue certezze sono talmente salde che non mi permetto di scuoterle.<br />
Se volessi provarci, non potrei che invitarti a leggere il libro, dove di queste cose ne ho scritto in abbondanza, per sapere chi davvero è &#8220;ospite&#8221; in questi centri di &#8220;accoglienza&#8221; dotati di tutti i comfort. E per capire qual è il senso giuridico e ontologico del concetto &#8220;lager&#8221;.<br />
Se non avessi creduto di poter offrire un&#8217;altra visione, non avrei scritto il libro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lorenzo Galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/07/il-nazismo-che-e-in-noi/#comment-29728</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jun 2006 08:58:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[marco eri proprio bbono ieri sera a primo piano! ;-)
lorenz]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>marco eri proprio bbono ieri sera a primo piano! ;-)<br />
lorenz</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: angelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/07/il-nazismo-che-e-in-noi/#comment-29724</link>

		<dc:creator><![CDATA[angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jun 2006 08:18:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(ieri ho postato diverse volte ma usciva la scritta: cowboy...!?)
comunque per rispondere alla sottolineatura dell&#039;autore: quando sono arrivati altri tipi di irregolari che non fossero dei semplici lavoratori.
Voglio ricordare innanzittutto le prime navi che arrivarono dall&#039;albania che darano la stura al grande assalto alle froniere italiane. In albania come si ricorderà c&#039;era la caduta di un regime, disordini sociali e le carceri si svuotarono all&#039;improvviso, ecco molti di quei delinquenti arrivarono puntuali in italia.
Le stime del ministero dell&#039;interno (che pure valgono qualcosa o no?)
sull&#039;aumento della criminalità di questi ultimi anni danno un crescendo del fenomeno con una grossa percentuale riferita proprio alle diverse etnie entrate nel paese. Tutti questi signori, migliaia, sono entrati nella clandestinità solo perchè non nutrivano speranze di vedersi riconoscere gli stessi diritti dei cittadini italiani?  arrivati in italia poi  cercano di fuggire,  sapendo della durezza delle strutture ricettive come i Cpt? Francamente l&#039;analisi non sta in piedi. Perchè, mi chiedo e vi chiedo, nonostante questi signori sappiano del numero chiuso continuano a tentare comunque di entrare ? Fuggono da situazioni disperate di sicuro ma perchè non inscenare proteste nei loro paesi pe spingere i governi ad accordi bilaterali ? negli altri paesi, come la libia, non stanno lì a gingillarsi, sparano. Così anche altri paesi sono costretti alla mano dura a cominciare dalla civilissima spagna(che comincerà a sparare in mare), alla francia, all&#039;olanda, all&#039;inghilterra e questo vorrà pur dire qualcosa o no? marco dice che bisogna aprire del tutto le frontiere, alzare i ritmi del flusso d&#039;entrata: ma siamo sicuri di essere pronti, che sia l&#039;unica strada a questo fenomeno mondiale? ora per tornare ai Cpt. Chi sostiene che non servono mente sapendo di mentire, perchè basta poco ad immaginare che da qualche parte bisognerà pur ricervere tutta questa gente o no? Riconvertiamo le nostre strutture turistiche? Si forza ancora quando si paragonano gli stessi a dei lager(perchè non gulag italiani?), che c&#039;entrano ?  e poi non si fa onore alla verità e sfiderei chinque a gestire centinaia di persone che ti arrivano in una nottata
e sistemarli con tutti i confort(cosa che tra l&#039;altro si cerca di fare). Chiudere i Cpt che sono una delle prime fasi dell&#039;accoglienza? L&#039;idea del lager è forte, da infatuazione ideologica, troppo se pensiamo alla mole di lavoro che c&#039;è dietro l&#039;accoglienza. Fuorviante rispetto alla cultura dell&#039;accoglienza nata in questi anni e al volontariato civile a supporto di questa. Veniamo al tema forte: la privazione dei diritti e delle libertà che subirebbero i convenuti. A parte ma non meno importante l&#039;iter burocratico di riconoscimento difficile visto che arrivano tutti senza arte nè parte, siamo sicuri che tutti sbarcano in italia e vogliono seguire la prassi del riconoscimento o più di qualcuno punta a vivere la sua libertà al di fuori delle leggi locali, corpi separati dal paese ospitante?
Una legge dalle maglie più larghe ci trasforma in essere più buoni? e perchè noi dobbiamo rinunciare alle nostre leggi e loro se ne devono fottere delle stesse? Siamo per questo antidemocratici, razzisti (!?),schiavisti,egoisti e con la puzza al naso?  Eh già: qui costruiamo anche le moschee con i soldi dei contribuenti, da loro ti costringono a pregare al richiamo del muzzin. Chi sarebbero i barbari che dimenticano di essere stati emigranti, noi ? ma volete scherzare, spero. Poi c&#039;è anche l&#039;aspetto politico legato alle immigrazioni clandestine: sì caro Rovelli arrivano e sono arrivati anche terroristi nel nostro territorio  sfruttando le leggi vigenti e quelle non vigenti,questa era l&#039;idea del magistrato Vigna, se non ricordo male. L&#039;idea è quella espressa ultimamente da gheddafi circa una guerra sotterranea che il mondo mussulmano sta conducendo contro l&#039;occidente ovvero islamizzare tutti quanti, una nenia che tanti imam recitano da diverso tempo e ogni mattina. Sono anni che allarghiamo le braccia ma più di tanto non riusciremo a stringerli, con tutto il cuore credetemi. Un lavoro importante il tuo ma quando ho visto la copertina e il titolo devo essere sincero ho storto il naso.cordialmente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ieri ho postato diverse volte ma usciva la scritta: cowboy&#8230;!?)<br />
comunque per rispondere alla sottolineatura dell&#8217;autore: quando sono arrivati altri tipi di irregolari che non fossero dei semplici lavoratori.<br />
Voglio ricordare innanzittutto le prime navi che arrivarono dall&#8217;albania che darano la stura al grande assalto alle froniere italiane. In albania come si ricorderà c&#8217;era la caduta di un regime, disordini sociali e le carceri si svuotarono all&#8217;improvviso, ecco molti di quei delinquenti arrivarono puntuali in italia.<br />
Le stime del ministero dell&#8217;interno (che pure valgono qualcosa o no?)<br />
sull&#8217;aumento della criminalità di questi ultimi anni danno un crescendo del fenomeno con una grossa percentuale riferita proprio alle diverse etnie entrate nel paese. Tutti questi signori, migliaia, sono entrati nella clandestinità solo perchè non nutrivano speranze di vedersi riconoscere gli stessi diritti dei cittadini italiani?  arrivati in italia poi  cercano di fuggire,  sapendo della durezza delle strutture ricettive come i Cpt? Francamente l&#8217;analisi non sta in piedi. Perchè, mi chiedo e vi chiedo, nonostante questi signori sappiano del numero chiuso continuano a tentare comunque di entrare ? Fuggono da situazioni disperate di sicuro ma perchè non inscenare proteste nei loro paesi pe spingere i governi ad accordi bilaterali ? negli altri paesi, come la libia, non stanno lì a gingillarsi, sparano. Così anche altri paesi sono costretti alla mano dura a cominciare dalla civilissima spagna(che comincerà a sparare in mare), alla francia, all&#8217;olanda, all&#8217;inghilterra e questo vorrà pur dire qualcosa o no? marco dice che bisogna aprire del tutto le frontiere, alzare i ritmi del flusso d&#8217;entrata: ma siamo sicuri di essere pronti, che sia l&#8217;unica strada a questo fenomeno mondiale? ora per tornare ai Cpt. Chi sostiene che non servono mente sapendo di mentire, perchè basta poco ad immaginare che da qualche parte bisognerà pur ricervere tutta questa gente o no? Riconvertiamo le nostre strutture turistiche? Si forza ancora quando si paragonano gli stessi a dei lager(perchè non gulag italiani?), che c&#8217;entrano ?  e poi non si fa onore alla verità e sfiderei chinque a gestire centinaia di persone che ti arrivano in una nottata<br />
e sistemarli con tutti i confort(cosa che tra l&#8217;altro si cerca di fare). Chiudere i Cpt che sono una delle prime fasi dell&#8217;accoglienza? L&#8217;idea del lager è forte, da infatuazione ideologica, troppo se pensiamo alla mole di lavoro che c&#8217;è dietro l&#8217;accoglienza. Fuorviante rispetto alla cultura dell&#8217;accoglienza nata in questi anni e al volontariato civile a supporto di questa. Veniamo al tema forte: la privazione dei diritti e delle libertà che subirebbero i convenuti. A parte ma non meno importante l&#8217;iter burocratico di riconoscimento difficile visto che arrivano tutti senza arte nè parte, siamo sicuri che tutti sbarcano in italia e vogliono seguire la prassi del riconoscimento o più di qualcuno punta a vivere la sua libertà al di fuori delle leggi locali, corpi separati dal paese ospitante?<br />
Una legge dalle maglie più larghe ci trasforma in essere più buoni? e perchè noi dobbiamo rinunciare alle nostre leggi e loro se ne devono fottere delle stesse? Siamo per questo antidemocratici, razzisti (!?),schiavisti,egoisti e con la puzza al naso?  Eh già: qui costruiamo anche le moschee con i soldi dei contribuenti, da loro ti costringono a pregare al richiamo del muzzin. Chi sarebbero i barbari che dimenticano di essere stati emigranti, noi ? ma volete scherzare, spero. Poi c&#8217;è anche l&#8217;aspetto politico legato alle immigrazioni clandestine: sì caro Rovelli arrivano e sono arrivati anche terroristi nel nostro territorio  sfruttando le leggi vigenti e quelle non vigenti,questa era l&#8217;idea del magistrato Vigna, se non ricordo male. L&#8217;idea è quella espressa ultimamente da gheddafi circa una guerra sotterranea che il mondo mussulmano sta conducendo contro l&#8217;occidente ovvero islamizzare tutti quanti, una nenia che tanti imam recitano da diverso tempo e ogni mattina. Sono anni che allarghiamo le braccia ma più di tanto non riusciremo a stringerli, con tutto il cuore credetemi. Un lavoro importante il tuo ma quando ho visto la copertina e il titolo devo essere sincero ho storto il naso.cordialmente.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/07/il-nazismo-che-e-in-noi/#comment-29710</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2006 21:50:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Insisto, il libro di Marco (ti ho visto in tv!!!) è un libro importante. Settimana prossima posto qualcos&#039;altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Insisto, il libro di Marco (ti ho visto in tv!!!) è un libro importante. Settimana prossima posto qualcos&#8217;altro.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/07/il-nazismo-che-e-in-noi/#comment-29708</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2006 21:43:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a Primo piano su rai tre c&#039;era marco che leggeva il suo libro in una camera piena di libri, la cosa mi ha messo una grande allegria :-)
geo]]></description>
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