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	Commenti a: Sul ring con Jack London	</title>
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		<title>
		Di: Angelo De Lorenzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/14/sul-ring-con-jack-london/#comment-30354</link>

		<dc:creator><![CDATA[Angelo De Lorenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2006 14:08:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo tu abbia colpito nel segno. La lettura di Jack London è un fatto molto personale e forse, in particolare, una delle sue opere più celebri, Martin Eden. C&#039;è quel vitalismo dentro quel personaggio che è una cosa unica: in molti, se ho capito bene, abbiamo una parte che condividiamo profondamente con questo personaggio. Bisogna leggerlo senza pregiudizi ideologici, bisogna &quot;stare&quot; nei suoi personaggi e tutto questo è la lezione che ci offre la migliore letteratura americana. Non sono un critico, quando ho letto Martin Eden mi ricordo che si muoveva qualcosa dentro di me. Sì proprio così.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo tu abbia colpito nel segno. La lettura di Jack London è un fatto molto personale e forse, in particolare, una delle sue opere più celebri, Martin Eden. C&#8217;è quel vitalismo dentro quel personaggio che è una cosa unica: in molti, se ho capito bene, abbiamo una parte che condividiamo profondamente con questo personaggio. Bisogna leggerlo senza pregiudizi ideologici, bisogna &#8220;stare&#8221; nei suoi personaggi e tutto questo è la lezione che ci offre la migliore letteratura americana. Non sono un critico, quando ho letto Martin Eden mi ricordo che si muoveva qualcosa dentro di me. Sì proprio così.</p>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/14/sul-ring-con-jack-london/#comment-30303</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2006 11:23:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Moccia, davvero? Sono stupita anch&#039;io, ma in quale? Quello da un fantastilione di copie l&#039;ho leggiucchiato e non muore nessuno. Forse il secondo?
Comunque il ricordo della morte di Martin Eden è uno dei più forti ricordi della mia infanzia letteraria, ce l&#039;ho davanti perfettamente persino adesso, dopo quasi cinquant&#039;anni.

Se Moccia lo usa vuol dire che ha imparato bene il mestiere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Moccia, davvero? Sono stupita anch&#8217;io, ma in quale? Quello da un fantastilione di copie l&#8217;ho leggiucchiato e non muore nessuno. Forse il secondo?<br />
Comunque il ricordo della morte di Martin Eden è uno dei più forti ricordi della mia infanzia letteraria, ce l&#8217;ho davanti perfettamente persino adesso, dopo quasi cinquant&#8217;anni.</p>
<p>Se Moccia lo usa vuol dire che ha imparato bene il mestiere.</p>
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		<title>
		Di: Andrea Raos		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/14/sul-ring-con-jack-london/#comment-30287</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2006 18:32:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma intanto qualche giorno fa, sfogliando i libri al supermercato, ho visto che Moccia nel suo romanzo rifà il finale proprio di &lt;em&gt;Martin Eden&lt;/em&gt;. La cosa mi ha davvero colpito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma intanto qualche giorno fa, sfogliando i libri al supermercato, ho visto che Moccia nel suo romanzo rifà il finale proprio di <em>Martin Eden</em>. La cosa mi ha davvero colpito.</p>
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		Di: Il magnate		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/14/sul-ring-con-jack-london/#comment-30215</link>

		<dc:creator><![CDATA[Il magnate]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2006 11:01:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma Lagioia non ha imparato niente da quei grandi!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma Lagioia non ha imparato niente da quei grandi!</p>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/14/sul-ring-con-jack-london/#comment-30196</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2006 22:03:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Era un mastino napoletano!?!  Non ci credo.

Comunque una ragazza si interrogava amaramente su se stessa, leggendo Jack London.
 
Da una parte c&#039;era Piccole donne e dall&#039;altro Martin Eden. La vita era dura.

Per fortuna c&#039;era la Austen, anche se Naipaul la distrugge, e romanzi neutri come I tre moschettieri che non davano problemi di identità:–)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era un mastino napoletano!?!  Non ci credo.</p>
<p>Comunque una ragazza si interrogava amaramente su se stessa, leggendo Jack London.</p>
<p>Da una parte c&#8217;era Piccole donne e dall&#8217;altro Martin Eden. La vita era dura.</p>
<p>Per fortuna c&#8217;era la Austen, anche se Naipaul la distrugge, e romanzi neutri come I tre moschettieri che non davano problemi di identità:–)</p>
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/14/sul-ring-con-jack-london/#comment-30062</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2006 21:33:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io avrei scritto che il pezzo di La Gioia è la pre-fazione alla raccolta di racconti di London pubblicata da Cargo edizioni, titolo La lotta per la vita, molto darwiniano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io avrei scritto che il pezzo di La Gioia è la pre-fazione alla raccolta di racconti di London pubblicata da Cargo edizioni, titolo La lotta per la vita, molto darwiniano.</p>
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		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/14/sul-ring-con-jack-london/#comment-30004</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2006 08:09:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il groppo in gola che provi da ragazzo quando leggi “Zanna Bianca”. Quella terribile scena del mastino napoletano che serra le ganasce intorno al collo del lupo, e stringe, stringe, segando la pelliccia e risalendo verso la giugulare. Avete presente una splash-page? Molto peggio.

Roba che solo un professore di scuola media all’oscuro dei veri contenuti del romanzo può assegnarlo ai suoi studenti come lettura estiva, pensando che si tratti di letteratura per ragazzi. Scene come quella ti segnano la fanciullezza. 

Lagioia ha fatto bene a ricordare che  i migliori corsi di scrittura creativa sono quelli dove non t’insegnano i fantomatici “metodi”, o le ancora più chimeriche “tecniche” di scrittura, cioè quella cianfrusaglia didattica su come si dovrebbe scrivere un incipit, che cos’è il punto di vista e come si scrive una digressione. 

Le migliori scuole, casomai, insegnano a trovare la propria, personalissima, irripetibile, “pratica” di scrittura, che poi significa scrivi come vivi, apri la finestra e guarda in cortile, esci per strada e fatti un giro come si deve per capire come la gira.  

Vorrei osservare che il deficit naturalistico, mimetico, finanche ritmico, stigmatizzato nel pezzo di Lagioia – una colpa che tutto sommato ricade ingenerosamente sulle spalle della critica – invade anche il campo dei romanzieri e del romanzo. 

Per restare alla cara patria, dopo le sperimentazioni selvagge dei sessanta e settanta, e i postmodernismi degli ottanta e novanta, non mi sembra che all’orizzonte navighino ‘scrittori-scrittori’ alla London, anzi, mi sa che le italiche lettere hanno sempre scarseggiato di super-scrittori con super-poteri. 

A meno che non si vogliano considerare realistici romanzi come Il nome della Rosa, Camere Separate, Oceano Mare, e cioè, rispettivamente, il pastiche letterario, il diario sentimentale, e il feuilleton d’alto bordo (ma ne possiamo parlare). 

Forse Nicola voleva dire proprio questo. Ha scomodato il pantheon della letteratura moderna per onorare London: dal già frequentato Tolstoj all’imperituro Hemingway. Ma tra i continuatori &#039;minori&#039; vorrei aggiungere Bruno Traven, alias mille nomi, mille volti, e (più d’una) identità. 

Eccolo, uno dei misteriosi autori della letteratura americana che servirebbero tanto a quella italiana, così piena di protagonisti in pole position. A proposito, qualcuno sa che fine ha fatto Traven?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il groppo in gola che provi da ragazzo quando leggi “Zanna Bianca”. Quella terribile scena del mastino napoletano che serra le ganasce intorno al collo del lupo, e stringe, stringe, segando la pelliccia e risalendo verso la giugulare. Avete presente una splash-page? Molto peggio.</p>
<p>Roba che solo un professore di scuola media all’oscuro dei veri contenuti del romanzo può assegnarlo ai suoi studenti come lettura estiva, pensando che si tratti di letteratura per ragazzi. Scene come quella ti segnano la fanciullezza. </p>
<p>Lagioia ha fatto bene a ricordare che  i migliori corsi di scrittura creativa sono quelli dove non t’insegnano i fantomatici “metodi”, o le ancora più chimeriche “tecniche” di scrittura, cioè quella cianfrusaglia didattica su come si dovrebbe scrivere un incipit, che cos’è il punto di vista e come si scrive una digressione. </p>
<p>Le migliori scuole, casomai, insegnano a trovare la propria, personalissima, irripetibile, “pratica” di scrittura, che poi significa scrivi come vivi, apri la finestra e guarda in cortile, esci per strada e fatti un giro come si deve per capire come la gira.  </p>
<p>Vorrei osservare che il deficit naturalistico, mimetico, finanche ritmico, stigmatizzato nel pezzo di Lagioia – una colpa che tutto sommato ricade ingenerosamente sulle spalle della critica – invade anche il campo dei romanzieri e del romanzo. </p>
<p>Per restare alla cara patria, dopo le sperimentazioni selvagge dei sessanta e settanta, e i postmodernismi degli ottanta e novanta, non mi sembra che all’orizzonte navighino ‘scrittori-scrittori’ alla London, anzi, mi sa che le italiche lettere hanno sempre scarseggiato di super-scrittori con super-poteri. </p>
<p>A meno che non si vogliano considerare realistici romanzi come Il nome della Rosa, Camere Separate, Oceano Mare, e cioè, rispettivamente, il pastiche letterario, il diario sentimentale, e il feuilleton d’alto bordo (ma ne possiamo parlare). </p>
<p>Forse Nicola voleva dire proprio questo. Ha scomodato il pantheon della letteratura moderna per onorare London: dal già frequentato Tolstoj all’imperituro Hemingway. Ma tra i continuatori &#8216;minori&#8217; vorrei aggiungere Bruno Traven, alias mille nomi, mille volti, e (più d’una) identità. </p>
<p>Eccolo, uno dei misteriosi autori della letteratura americana che servirebbero tanto a quella italiana, così piena di protagonisti in pole position. A proposito, qualcuno sa che fine ha fatto Traven?</p>
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/14/sul-ring-con-jack-london/#comment-29981</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2006 17:29:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per il Quartetto Sacro concorderai che si tratta di scrittori molto diversi tra loro.
sono tutti in qualche modo tutti legati all&#039;imperialismo anglo americano (più anglo che americano), sono tutti dediti ad una narrativa di movimento, dove i fatti scaturiscono, per così dire, dalla differenza di potenziale tra un luogo e un altro luogo che reagisce col costrutto etico delle figure che vi agiscono.
sono tutti maestri assoluti del racconto.
non so se sia esatta la tesi di Bloom su Shakespeare come matrisce del &quot;canone occidentale&quot;, ma certamente il Quintetto Sacro vi ha dato un solido contributo. 
london tra questi giganteggia per due o tre capolavori.
su tutti: &quot;Farsi un fuoco&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il Quartetto Sacro concorderai che si tratta di scrittori molto diversi tra loro.<br />
sono tutti in qualche modo tutti legati all&#8217;imperialismo anglo americano (più anglo che americano), sono tutti dediti ad una narrativa di movimento, dove i fatti scaturiscono, per così dire, dalla differenza di potenziale tra un luogo e un altro luogo che reagisce col costrutto etico delle figure che vi agiscono.<br />
sono tutti maestri assoluti del racconto.<br />
non so se sia esatta la tesi di Bloom su Shakespeare come matrisce del &#8220;canone occidentale&#8221;, ma certamente il Quintetto Sacro vi ha dato un solido contributo.<br />
london tra questi giganteggia per due o tre capolavori.<br />
su tutti: &#8220;Farsi un fuoco&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco v		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/14/sul-ring-con-jack-london/#comment-29978</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco v]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2006 17:01:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[che scemo, l&#039;ho perso.
Lo riscrivo qui sotto.

- Quasi tutte le persone che conosco sono concordi sul fatto che Conrad è un pessimo scrittore, così come sono d&#039;accordo nel ritenere T.S. Eliot un ottimo scrittore. Ma se sapessi che macinando Mr. Eliot sino a ridurlo a una impalpabile polvere asciutta e spruzzando questa polvere sulla tomba di Mr. Conrad, Conrad riapparirebbe nel giro di pochi istanti (decisamente seccato per questo forzato ritorno) e si metterebbe a scrivere, partirei per Londra domani mattina. Con un macinino. (..) Quando lessi le recensioni dell&#039;Avventuriero, erano tutte concordi nel dire che era un brutto libro. E ora è morto e vorrei che Dio si fosse portato via qualche grande personaggio della letteratura ammirato per la sua tecnica e avesse lasciato qui lui a scrivere i suoi brutti libri. -

;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>che scemo, l&#8217;ho perso.<br />
Lo riscrivo qui sotto.</p>
<p>&#8211; Quasi tutte le persone che conosco sono concordi sul fatto che Conrad è un pessimo scrittore, così come sono d&#8217;accordo nel ritenere T.S. Eliot un ottimo scrittore. Ma se sapessi che macinando Mr. Eliot sino a ridurlo a una impalpabile polvere asciutta e spruzzando questa polvere sulla tomba di Mr. Conrad, Conrad riapparirebbe nel giro di pochi istanti (decisamente seccato per questo forzato ritorno) e si metterebbe a scrivere, partirei per Londra domani mattina. Con un macinino. (..) Quando lessi le recensioni dell&#8217;Avventuriero, erano tutte concordi nel dire che era un brutto libro. E ora è morto e vorrei che Dio si fosse portato via qualche grande personaggio della letteratura ammirato per la sua tecnica e avesse lasciato qui lui a scrivere i suoi brutti libri. &#8211;</p>
<p>;)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco v		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/14/sul-ring-con-jack-london/#comment-29977</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco v]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2006 16:54:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[è vero... ci sono questi scrittori (London, Conrad, Kipling...) che non hanno mai avuto molto credito dai critici.. o almeno, l&#039;hanno avuto nel senso che nei loro confronti ci si è spesi nella moda di parlarne male...
Mi ha sempre commosso, in questo senso, un articolo di Hemingway scritto sul &quot;Transatlantic Review&quot; (?!?) nel &#039;24 - aveva dunque soltanto 26 anni - per la morte di Conrad. La metto qui, giusto perché sono andato a prenderlo dopo tanto che non leggevo gli articoli di &#039;Papa&#039;: .

;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è vero&#8230; ci sono questi scrittori (London, Conrad, Kipling&#8230;) che non hanno mai avuto molto credito dai critici.. o almeno, l&#8217;hanno avuto nel senso che nei loro confronti ci si è spesi nella moda di parlarne male&#8230;<br />
Mi ha sempre commosso, in questo senso, un articolo di Hemingway scritto sul &#8220;Transatlantic Review&#8221; (?!?) nel &#8217;24 &#8211; aveva dunque soltanto 26 anni &#8211; per la morte di Conrad. La metto qui, giusto perché sono andato a prenderlo dopo tanto che non leggevo gli articoli di &#8216;Papa&#8217;: .</p>
<p>;)</p>
]]></content:encoded>
		
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