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	Commenti a: Il fante atlantico	</title>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2006 20:05:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ROBERTO
La vera riforma, secondo Sartori, sarebbe il premier eletto direttamente dal popolo. Che ne pensi? Andiamo verso una deriva Sudamericana? Mi sembra che Sartori sia più di casa a New York.

GEORGIA
mmmmmmmm ... 
Non credo a nessuna deriva sudamericana :-) se vince il no.
Ma non ci crede neppure Sartori.
Restiamo se dio vuole con la vecchia Costituzione e non credo che si parlerà più di premier eletto. 
Ad ogni modo io non ho pregiudiziali su un tipo di governo o un altro, ma certo tra la costituzione di calamandrei e quella di calderoli non ho dubbi su quale scegliere, senza se e senza ma scelgo la prima.
Ti sei mai domandato come mai una volta fatta la disastrata riforma hanno subito elimnato l&#039;uninominale che ci avevano fatto passare per il meglio del meglio?
Qualsiasi altra modifica, visto che siamo tornati al prorzionale dovrà coinvolgere una ampio settore del parlamento, sarà impossibile far passare una legge costituzionale con la sola maggioranza e questa sarà  una garanzia, se vince il no, ma sarà una iattura se passerà  sto macello demenziale fascio-leghista, perchè  ci rimarrà sullo stomaco per parecchio.
Caro roberto in questi giorni ti leggevo un po&#039; perplessa e non riuscivo a capire bene come eri, certe cose che scrivi mi piacciono altre mi lasciano perplessa, così avevo deciso di rimandare il giudizio su di te.
Ora mi sono fatta una idea.
Bene, buon mare allora, sono sempre gli stessi ad andarsene al mare in momenti come questi;-), io invece sarò fuori ma tornerò apposta per votare, mi sembra il minimo che possa fare. Per riavere una costituzione come l&#039;attuale dovrei avere un guerra e una lotta di liberazione e sinceramente ne vorrei fare a meno, quindi vado a difendere l&#039;unica cosa buona che ci è rimasta, tu abbronzati anche per me ... e diventa bello nero. georgia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROBERTO<br />
La vera riforma, secondo Sartori, sarebbe il premier eletto direttamente dal popolo. Che ne pensi? Andiamo verso una deriva Sudamericana? Mi sembra che Sartori sia più di casa a New York.</p>
<p>GEORGIA<br />
mmmmmmmm &#8230;<br />
Non credo a nessuna deriva sudamericana :-) se vince il no.<br />
Ma non ci crede neppure Sartori.<br />
Restiamo se dio vuole con la vecchia Costituzione e non credo che si parlerà più di premier eletto.<br />
Ad ogni modo io non ho pregiudiziali su un tipo di governo o un altro, ma certo tra la costituzione di calamandrei e quella di calderoli non ho dubbi su quale scegliere, senza se e senza ma scelgo la prima.<br />
Ti sei mai domandato come mai una volta fatta la disastrata riforma hanno subito elimnato l&#8217;uninominale che ci avevano fatto passare per il meglio del meglio?<br />
Qualsiasi altra modifica, visto che siamo tornati al prorzionale dovrà coinvolgere una ampio settore del parlamento, sarà impossibile far passare una legge costituzionale con la sola maggioranza e questa sarà  una garanzia, se vince il no, ma sarà una iattura se passerà  sto macello demenziale fascio-leghista, perchè  ci rimarrà sullo stomaco per parecchio.<br />
Caro roberto in questi giorni ti leggevo un po&#8217; perplessa e non riuscivo a capire bene come eri, certe cose che scrivi mi piacciono altre mi lasciano perplessa, così avevo deciso di rimandare il giudizio su di te.<br />
Ora mi sono fatta una idea.<br />
Bene, buon mare allora, sono sempre gli stessi ad andarsene al mare in momenti come questi;-), io invece sarò fuori ma tornerò apposta per votare, mi sembra il minimo che possa fare. Per riavere una costituzione come l&#8217;attuale dovrei avere un guerra e una lotta di liberazione e sinceramente ne vorrei fare a meno, quindi vado a difendere l&#8217;unica cosa buona che ci è rimasta, tu abbronzati anche per me &#8230; e diventa bello nero. georgia</p>
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		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/19/il-fante-atlantico/#comment-30314</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2006 17:32:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@georgia

ho visto sul tuo blog che dai grande spazio alla campagna per il no.
Speriamo che il cuore non venga spezzato. Ma per conto mio credo che me ne andrò a mare proprio perché, come scrivi, grande è la confusione all&#039;equatore e ci si può solo perdere.

Le modifiche costituzionali sono state approvate dall&#039;asse nordista, conservatore e padano. Vero. Non sono il frutto di un&#039;intesa larga, come quella che riunì i padri della patria costituente. 

Ma ti segnalo che il professor Sartori, e qui faccio una riverenza, sostiene che oggi il problema non è il premierato, ma è &quot;il tipo di premierato&quot; che hanno scelto Calderoli e Co., il premierato sbagliato. 

La vera riforma, secondo Sartori, sarebbe il premier eletto direttamente dal popolo. Che ne pensi? Andiamo verso una deriva Sudamericana? Mi sembra che Sartori sia più di casa a New York.

D&#039;altra parte che sia parlamentarismo o premierato contano gli uomini, i partiti, la storia politica la fanno loro. 

E che il premier abbia il potere di sciogliere le camere, be&#039;, se fossi in Prodi, aspetterei il momento giusto per farmi da parte, indire nuove elezioni, vere primarie, e vincere le elezioni come si deve, con un candidato-puer, come si deve, per governare (altra cosa è palleggiare con manette, principi e papponi, mentre la Rai resta la Rai).

Anche la retorica che gronda dallo spot del comitato per il no, la difesa dei padri costituenti, andrebbe focalizzata meglio, per esempio pensando a quello che diceva Salvemini sull&#039;inciucio costituente tra dc, pci e psi.  

C&#039;è un altro scrittore italiano, uno di quelli dimenticati, che per questo non chiamo per nome (sarebbe inutile), uno di quegli autori che appunto restano fuori dalle carte costituenti della letteratura italiana, quella dei padri, di un Ferroni e un Luperini, per esempio, be&#039;, che dopo aver assistito alla tragedia della guerra, alla morte civile, alla disgregazione dello stato dopo la sconfitta nella Seconda Guerra mondiale, con un pizzico di malignità, dietro i grandi propositi e le strette di mano dei costituenti, suggeriva già l&#039;influenza (aviaria) della spartizione partitocratica del potere, il germe malato del parlamentarismo italiano che da cinquant&#039;anni blocca qualsiasi riforma, rallentando i processi storici costituzionali, ma anche sociali ed economici del paese. 

Oltre allo scrittore innominabile di sopra, vorrei ricordare la portata corrosiva de &quot;l&#039;Orologio&quot;, un romanzo-saggio di Carlo Levi, sulla crisi dell&#039;azionismo e della resistenza. Oppure i libri di un altro outsider come Gianni Baldi (&quot;Clandestini a Milano&quot;), tutti scrittori che la storiografia del dopo Tangentopoli ha rivalutato e che i politici della sinistra di oggi non dovrebbero sottovalutare. 

Ripeto: gli spot fininvest sulla diminuzione dei parlamentari sono indecenti, e l&#039;autorità televisiva li ha bloccati troppo tardi. La destra neoborg e padana vuole vincere per dare la spallata a Prodi, sanno già che dopo sarebbe un (piccolo) disastro. 

Ma il la Puglia in mano a Vendola la devolverei, e a quel punto vedremo cosa significherà il federalismo fiscale in salsa meridionalista. 

Sulla riforma di Calderoli e la  controriforma dei No
http://www.referendumcostituzionale.org/votano.asp 

Qualcosa su Gianni Baldi, ma molto poco:
http://digilander.libero.it/freetime1836/libri/libri19.htm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@georgia</p>
<p>ho visto sul tuo blog che dai grande spazio alla campagna per il no.<br />
Speriamo che il cuore non venga spezzato. Ma per conto mio credo che me ne andrò a mare proprio perché, come scrivi, grande è la confusione all&#8217;equatore e ci si può solo perdere.</p>
<p>Le modifiche costituzionali sono state approvate dall&#8217;asse nordista, conservatore e padano. Vero. Non sono il frutto di un&#8217;intesa larga, come quella che riunì i padri della patria costituente. </p>
<p>Ma ti segnalo che il professor Sartori, e qui faccio una riverenza, sostiene che oggi il problema non è il premierato, ma è &#8220;il tipo di premierato&#8221; che hanno scelto Calderoli e Co., il premierato sbagliato. </p>
<p>La vera riforma, secondo Sartori, sarebbe il premier eletto direttamente dal popolo. Che ne pensi? Andiamo verso una deriva Sudamericana? Mi sembra che Sartori sia più di casa a New York.</p>
<p>D&#8217;altra parte che sia parlamentarismo o premierato contano gli uomini, i partiti, la storia politica la fanno loro. </p>
<p>E che il premier abbia il potere di sciogliere le camere, be&#8217;, se fossi in Prodi, aspetterei il momento giusto per farmi da parte, indire nuove elezioni, vere primarie, e vincere le elezioni come si deve, con un candidato-puer, come si deve, per governare (altra cosa è palleggiare con manette, principi e papponi, mentre la Rai resta la Rai).</p>
<p>Anche la retorica che gronda dallo spot del comitato per il no, la difesa dei padri costituenti, andrebbe focalizzata meglio, per esempio pensando a quello che diceva Salvemini sull&#8217;inciucio costituente tra dc, pci e psi.  </p>
<p>C&#8217;è un altro scrittore italiano, uno di quelli dimenticati, che per questo non chiamo per nome (sarebbe inutile), uno di quegli autori che appunto restano fuori dalle carte costituenti della letteratura italiana, quella dei padri, di un Ferroni e un Luperini, per esempio, be&#8217;, che dopo aver assistito alla tragedia della guerra, alla morte civile, alla disgregazione dello stato dopo la sconfitta nella Seconda Guerra mondiale, con un pizzico di malignità, dietro i grandi propositi e le strette di mano dei costituenti, suggeriva già l&#8217;influenza (aviaria) della spartizione partitocratica del potere, il germe malato del parlamentarismo italiano che da cinquant&#8217;anni blocca qualsiasi riforma, rallentando i processi storici costituzionali, ma anche sociali ed economici del paese. </p>
<p>Oltre allo scrittore innominabile di sopra, vorrei ricordare la portata corrosiva de &#8220;l&#8217;Orologio&#8221;, un romanzo-saggio di Carlo Levi, sulla crisi dell&#8217;azionismo e della resistenza. Oppure i libri di un altro outsider come Gianni Baldi (&#8220;Clandestini a Milano&#8221;), tutti scrittori che la storiografia del dopo Tangentopoli ha rivalutato e che i politici della sinistra di oggi non dovrebbero sottovalutare. </p>
<p>Ripeto: gli spot fininvest sulla diminuzione dei parlamentari sono indecenti, e l&#8217;autorità televisiva li ha bloccati troppo tardi. La destra neoborg e padana vuole vincere per dare la spallata a Prodi, sanno già che dopo sarebbe un (piccolo) disastro. </p>
<p>Ma il la Puglia in mano a Vendola la devolverei, e a quel punto vedremo cosa significherà il federalismo fiscale in salsa meridionalista. </p>
<p>Sulla riforma di Calderoli e la  controriforma dei No<br />
<a href="http://www.referendumcostituzionale.org/votano.asp" rel="nofollow ugc">http://www.referendumcostituzionale.org/votano.asp</a> </p>
<p>Qualcosa su Gianni Baldi, ma molto poco:<br />
<a href="http://digilander.libero.it/freetime1836/libri/libri19.htm" rel="nofollow ugc">http://digilander.libero.it/freetime1836/libri/libri19.htm</a></p>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/19/il-fante-atlantico/#comment-30310</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2006 16:13:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Diego complimenti per il tuo blog.
Ho girato un po i blog del canocchiale. Terribili anche se c&#039;è di peggio in rete.
Certo che uno che mette la bandiera israeliana a sventolare nel suo blog sia per il si al referendum è abbastanza singolare.
Fra coloro che vollero la nostra costituzione com&#039;è stata scritta, gli ebrei (e anche i sionisti) erano moltissimi, c&#039;erano poi tutte le parti politiche, mancavano solo fascisti e razzisti.
La riforma di oggi oltre ad essere stata fatta coi piedi (di calderoli) è stata voluta e votata anche da un partito razzista come la lega (che quando si distrae è pure antisemita) e da parecchi fascisti. Si, ripeto è abbastanza singolare la cosa, ma non mi stupisce, ormai nulla mi stupisce.
geo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diego complimenti per il tuo blog.<br />
Ho girato un po i blog del canocchiale. Terribili anche se c&#8217;è di peggio in rete.<br />
Certo che uno che mette la bandiera israeliana a sventolare nel suo blog sia per il si al referendum è abbastanza singolare.<br />
Fra coloro che vollero la nostra costituzione com&#8217;è stata scritta, gli ebrei (e anche i sionisti) erano moltissimi, c&#8217;erano poi tutte le parti politiche, mancavano solo fascisti e razzisti.<br />
La riforma di oggi oltre ad essere stata fatta coi piedi (di calderoli) è stata voluta e votata anche da un partito razzista come la lega (che quando si distrae è pure antisemita) e da parecchi fascisti. Si, ripeto è abbastanza singolare la cosa, ma non mi stupisce, ormai nulla mi stupisce.<br />
geo</p>
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		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/19/il-fante-atlantico/#comment-30288</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2006 18:44:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@diego
ma la colonna sonora del primo dei blog cannocchialeschi che hai messo in lista ke d&#039;è? Non se può sentì! Ahahah!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@diego<br />
ma la colonna sonora del primo dei blog cannocchialeschi che hai messo in lista ke d&#8217;è? Non se può sentì! Ahahah!</p>
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		<title>
		Di: diego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/19/il-fante-atlantico/#comment-30267</link>

		<dc:creator><![CDATA[diego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2006 08:36:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ho mai parlato di congiura, né piccola né grande. Ho parlato di &quot;peggior razzismo sionista&quot;, sfortunatamente molto più tangibile.
La congiura è nascosta, sottotrama per definizione, potrei parlarne solo per conto terzi e comunque ci credo poco.
Lo squallore a cui mi riferisco è più banale (?): ben visibile e, fortunatamente, limitato ad una fetta di sedicente rappresentanza ebraica italiana (comunque legata ad un&#039;istituzione qual&#039;è un&#039;ambasciata) di cui fa parte, per esempio, lo stesso Jarach. 
Posso farti una lista dei blog (scelti a caso) del tipo di cui sopra ospitati sul cannocchiale:
http://esperimento.ilcannocchiale.it
http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it 
http://ilsignoredeglianelli.ilcannocchiale.it
http://inpartibusinfidelium.ilcannocchiale.it
In ognuno di questi troverai altri link a blog (sempre de ilcannocchiale)monotematicamente simili. Se ti fai un giro converrai anche tu che la massiccia presenza di questa roba in zona riformista non può essere un caso.

In breve, il mio privatissimo punto di vista.
Il &quot;fascino delle narrazioni&quot; ha, da merce qual&#039;è ovvero quale viene prodotta (e, sottolineo, v e n d u t a), i suoi validi canali di intrattenimento. Dare a questa merce il plusvalore di una realtà presunta -meglio, presumibile- rende il tutto moralmente distruttivo. Io non riesco a goderne. Forse perché ho una carenza cronica d&#039;ironia, il che, mi rendo conto, non aiuta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho mai parlato di congiura, né piccola né grande. Ho parlato di &#8220;peggior razzismo sionista&#8221;, sfortunatamente molto più tangibile.<br />
La congiura è nascosta, sottotrama per definizione, potrei parlarne solo per conto terzi e comunque ci credo poco.<br />
Lo squallore a cui mi riferisco è più banale (?): ben visibile e, fortunatamente, limitato ad una fetta di sedicente rappresentanza ebraica italiana (comunque legata ad un&#8217;istituzione qual&#8217;è un&#8217;ambasciata) di cui fa parte, per esempio, lo stesso Jarach.<br />
Posso farti una lista dei blog (scelti a caso) del tipo di cui sopra ospitati sul cannocchiale:<br />
<a href="http://esperimento.ilcannocchiale.it" rel="nofollow ugc">http://esperimento.ilcannocchiale.it</a><br />
<a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it" rel="nofollow ugc">http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it</a><br />
<a href="http://ilsignoredeglianelli.ilcannocchiale.it" rel="nofollow ugc">http://ilsignoredeglianelli.ilcannocchiale.it</a><br />
<a href="http://inpartibusinfidelium.ilcannocchiale.it" rel="nofollow ugc">http://inpartibusinfidelium.ilcannocchiale.it</a><br />
In ognuno di questi troverai altri link a blog (sempre de ilcannocchiale)monotematicamente simili. Se ti fai un giro converrai anche tu che la massiccia presenza di questa roba in zona riformista non può essere un caso.</p>
<p>In breve, il mio privatissimo punto di vista.<br />
Il &#8220;fascino delle narrazioni&#8221; ha, da merce qual&#8217;è ovvero quale viene prodotta (e, sottolineo, v e n d u t a), i suoi validi canali di intrattenimento. Dare a questa merce il plusvalore di una realtà presunta -meglio, presumibile- rende il tutto moralmente distruttivo. Io non riesco a goderne. Forse perché ho una carenza cronica d&#8217;ironia, il che, mi rendo conto, non aiuta.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/19/il-fante-atlantico/#comment-30257</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2006 06:48:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@tash
il neurone o-o
il neurone e-e
il neurone a-a
il neurone alè-alè!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@tash<br />
il neurone o-o<br />
il neurone e-e<br />
il neurone a-a<br />
il neurone alè-alè!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/19/il-fante-atlantico/#comment-30239</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2006 16:03:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[roberto, che c&#039;entra scorsese?
forse ti riferisci a ridley scott?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>roberto, che c&#8217;entra scorsese?<br />
forse ti riferisci a ridley scott?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/19/il-fante-atlantico/#comment-30217</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2006 11:33:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Diego
Il tuo commento offre parecchi spunti su come si scrive una “sceneggiatura” embedding. 

Ottima l’osservazione sui “capi” della “totalità nemica”, tipo il feroce ma giusto Saladino delle Crociate (sempre il film), oppure i capetti delle milizie di Haideed scolpiti nell’ambra da Scorsese. 

Anche il parallelo tra Micalessin e il ribelle palestinese mi ha colpito: si vede che conosci bene quella situazione. 

Sono meno d’accordo sui toni, però. Sulla grande congiura sionista, per esempio (non conosco così bene il blog del Riformista, proverò a informarmi). 

Come pure su quella che chiami “merda cinematografica” che in realtà, almeno per me, ha un suo fascino potente, il fascino delle narrazioni, che da un punto di vista stilistico e contenutistico rendono i reportage di Micalessin godibilissimi. 

Sul resto dovremmo essere più o meno d’accordo. Ma dammi un po’ di tempo per navigare sul tuo blog e saprò dirti meglio (per adesso ho visto solo le foto, belle).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Diego<br />
Il tuo commento offre parecchi spunti su come si scrive una “sceneggiatura” embedding. </p>
<p>Ottima l’osservazione sui “capi” della “totalità nemica”, tipo il feroce ma giusto Saladino delle Crociate (sempre il film), oppure i capetti delle milizie di Haideed scolpiti nell’ambra da Scorsese. </p>
<p>Anche il parallelo tra Micalessin e il ribelle palestinese mi ha colpito: si vede che conosci bene quella situazione. </p>
<p>Sono meno d’accordo sui toni, però. Sulla grande congiura sionista, per esempio (non conosco così bene il blog del Riformista, proverò a informarmi). </p>
<p>Come pure su quella che chiami “merda cinematografica” che in realtà, almeno per me, ha un suo fascino potente, il fascino delle narrazioni, che da un punto di vista stilistico e contenutistico rendono i reportage di Micalessin godibilissimi. </p>
<p>Sul resto dovremmo essere più o meno d’accordo. Ma dammi un po’ di tempo per navigare sul tuo blog e saprò dirti meglio (per adesso ho visto solo le foto, belle).</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Diego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/19/il-fante-atlantico/#comment-30185</link>

		<dc:creator><![CDATA[Diego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2006 15:04:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gian Micalessin. Sono rimasto colpito da questo nome, mai sentito prima, mentre giravo in internet alla ricerca di tutto ciò che la stampa italiana avesse detto e scritto su Zakariya Zubaydi. La maggior parte degli articoli sul leader dei Martiri di Al Aqsa a Jenin porta(va)no la sua firma; articoli apparsi su Il Giornale ma riproposti, ovviamente, su informazionecorretta.com (il disgustoso house-organ online dell&#039;ambasciata israeliana in Italia), radicali.it ed altri canali più o meno ufficiali legati al peggior razzismo sionista (ovvero un gran numero di blog ospitati su ilcannocchiale.it). In particolare mi incuriosì un pezzo (da Il Giornale 29/8/2005, pg.12) in cui il nostro metteva in piedi una scenografia alla 1997: Fuga da New York (&quot;Non ti da più appuntamento nel labirinto di rovine del campo profughi, non ti fa più impazzire con appuntamenti saltati e corse a rimpiattino tra le viscere di questa kasba distrutta e polverosa&quot;) dove far svolgere il plot dell&#039;incontro tra i due protagonisti dal machismo imbarazzante: l&#039;indomito giornalista solitario e lo sprezzante ventinovenne fighter in testa alle classifiche dei &quot;terroristi&quot; più ricercati dall&#039;IDF in Cisgiordania. Una scenografia che a partire da quei &quot;non ti da&#039; più... non ti fa più...&quot; presuppone un passato comune tra i due, una complicità guerresca tra &quot;combattenti&quot; disposti su opposti fronti, più o meno dichiarati, ma uniti dall&#039;estetica della guerra che trasforma l&#039;intervista in un confronto tra pari superuomini. Tutto il contrario di quella &quot;totalità anonima&quot; alla quale si riferisce Santoro, non perché abbia sbagliato analisi ma perché, almeno nell&#039;articolo in questione, il fuoco è sull&#039;individualità jungerianamente intesa dei personaggi, che si ergono dall&#039;indistinto grazie alla scelta radicale dell&#039;azione. Sappiamo che questo pensiero coscienziosamente &quot;di destra&quot; in cui si muove Micalessin paradossalmente concede una forma di rispetto verso &quot;il nemico&quot; quando è solo, fuori o a capo della &quot;totalità anonima&quot;, allo stesso modo in cui simpatizza per una forma di massa identificabile come corpo armato regolare e compatto come un sol uomo: la potente forza israeliana &quot;di difesa&quot;, quel fondamentale distaccamento della Fanteria Atlantica attivo da mezzo secolo nel crocevia mediorientale. Il corpo armato d&#039;Israele scavalca con la sua indiscussa superiorità bellica qualsiasi possibile retaggio antisemita che il volenteroso camerata Micalessin possa aver conservato dall&#039;adolescenza rasata (apro una piccola parentesi: se Biagi davvero &quot;non può capire e non vuole nemmeno fare la fatica di capire&quot; come può un Jarach farsela con la Fiamma Tricolore, sarei umilmente disposto a tentare una spiegazione e fargli venire la voglia di ascoltarla, ma ovviamente immagino che quella chiosa-bomba sottenda ben altra rassegnazione). Da questo azzarderei una prima conclusione: l&#039;embedding di personaggi come Micalessin è atipico, andrebbe trattato con le categorie dell&#039;edonismo dannunziano e mai niente di più. La seconda conclusione riguarda il motivo per il quale m&#039;incuriosì l&#039;articolo: so a che livelli può arrivare il narcisismo di Zubaydi, sempre ben disposto ad esporsi all&#039;occhio dei fotografi occidentali nella più figa delle pose, ma sono a conoscenza anche della sua intelligenza &quot;tattica&quot; (e non solo) che difficilmente concederebbe fiducia a una figura così chiaramente schierata. E non sono disposto a credere che il discorso di &quot;parità etica&quot; fatto per Micalessin valga anche per lui, nella sua testa: nascere a Jenin e perdere praticamente tutto prima della maggiore età (e non per scelta) costituisce un background decisamente diverso da chi può, a vent&#039;anni, scegliere di imbarcarsi per l&#039;Afghanistan dei rambotre. Voglio dire con questo che quel piano di confronto sul quale Micalessin edifica la storia esiste solo come finzione letteraria: non c&#039;è nessun punto di contatto tra i due, che lo si voglia o meno. Per questo motivo, e solo per questo motivo, l&#039;informazione offertaci da questo signore è falsa - merda pura, cliché cinematografico fuori dal contesto di una realtà che non sia la sola, egotista ed esteticamente determinata, esistenza di questo calvo attore mancato. Dalla vita sentimentale cementata, ovviamente, all&#039;interno del piccolo, piccolissimo schermo: gossip vuole che sia legato in vincolo affettivo a Monica Maggioni, ex conduttrice di Unomattina Estate, della quale segnalo un&#039;emblematica intervista: http://www.sabellifioretti.com/interviste/archives/2003/08/monica_maggioni.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gian Micalessin. Sono rimasto colpito da questo nome, mai sentito prima, mentre giravo in internet alla ricerca di tutto ciò che la stampa italiana avesse detto e scritto su Zakariya Zubaydi. La maggior parte degli articoli sul leader dei Martiri di Al Aqsa a Jenin porta(va)no la sua firma; articoli apparsi su Il Giornale ma riproposti, ovviamente, su informazionecorretta.com (il disgustoso house-organ online dell&#8217;ambasciata israeliana in Italia), radicali.it ed altri canali più o meno ufficiali legati al peggior razzismo sionista (ovvero un gran numero di blog ospitati su ilcannocchiale.it). In particolare mi incuriosì un pezzo (da Il Giornale 29/8/2005, pg.12) in cui il nostro metteva in piedi una scenografia alla 1997: Fuga da New York (&#8220;Non ti da più appuntamento nel labirinto di rovine del campo profughi, non ti fa più impazzire con appuntamenti saltati e corse a rimpiattino tra le viscere di questa kasba distrutta e polverosa&#8221;) dove far svolgere il plot dell&#8217;incontro tra i due protagonisti dal machismo imbarazzante: l&#8217;indomito giornalista solitario e lo sprezzante ventinovenne fighter in testa alle classifiche dei &#8220;terroristi&#8221; più ricercati dall&#8217;IDF in Cisgiordania. Una scenografia che a partire da quei &#8220;non ti da&#8217; più&#8230; non ti fa più&#8230;&#8221; presuppone un passato comune tra i due, una complicità guerresca tra &#8220;combattenti&#8221; disposti su opposti fronti, più o meno dichiarati, ma uniti dall&#8217;estetica della guerra che trasforma l&#8217;intervista in un confronto tra pari superuomini. Tutto il contrario di quella &#8220;totalità anonima&#8221; alla quale si riferisce Santoro, non perché abbia sbagliato analisi ma perché, almeno nell&#8217;articolo in questione, il fuoco è sull&#8217;individualità jungerianamente intesa dei personaggi, che si ergono dall&#8217;indistinto grazie alla scelta radicale dell&#8217;azione. Sappiamo che questo pensiero coscienziosamente &#8220;di destra&#8221; in cui si muove Micalessin paradossalmente concede una forma di rispetto verso &#8220;il nemico&#8221; quando è solo, fuori o a capo della &#8220;totalità anonima&#8221;, allo stesso modo in cui simpatizza per una forma di massa identificabile come corpo armato regolare e compatto come un sol uomo: la potente forza israeliana &#8220;di difesa&#8221;, quel fondamentale distaccamento della Fanteria Atlantica attivo da mezzo secolo nel crocevia mediorientale. Il corpo armato d&#8217;Israele scavalca con la sua indiscussa superiorità bellica qualsiasi possibile retaggio antisemita che il volenteroso camerata Micalessin possa aver conservato dall&#8217;adolescenza rasata (apro una piccola parentesi: se Biagi davvero &#8220;non può capire e non vuole nemmeno fare la fatica di capire&#8221; come può un Jarach farsela con la Fiamma Tricolore, sarei umilmente disposto a tentare una spiegazione e fargli venire la voglia di ascoltarla, ma ovviamente immagino che quella chiosa-bomba sottenda ben altra rassegnazione). Da questo azzarderei una prima conclusione: l&#8217;embedding di personaggi come Micalessin è atipico, andrebbe trattato con le categorie dell&#8217;edonismo dannunziano e mai niente di più. La seconda conclusione riguarda il motivo per il quale m&#8217;incuriosì l&#8217;articolo: so a che livelli può arrivare il narcisismo di Zubaydi, sempre ben disposto ad esporsi all&#8217;occhio dei fotografi occidentali nella più figa delle pose, ma sono a conoscenza anche della sua intelligenza &#8220;tattica&#8221; (e non solo) che difficilmente concederebbe fiducia a una figura così chiaramente schierata. E non sono disposto a credere che il discorso di &#8220;parità etica&#8221; fatto per Micalessin valga anche per lui, nella sua testa: nascere a Jenin e perdere praticamente tutto prima della maggiore età (e non per scelta) costituisce un background decisamente diverso da chi può, a vent&#8217;anni, scegliere di imbarcarsi per l&#8217;Afghanistan dei rambotre. Voglio dire con questo che quel piano di confronto sul quale Micalessin edifica la storia esiste solo come finzione letteraria: non c&#8217;è nessun punto di contatto tra i due, che lo si voglia o meno. Per questo motivo, e solo per questo motivo, l&#8217;informazione offertaci da questo signore è falsa &#8211; merda pura, cliché cinematografico fuori dal contesto di una realtà che non sia la sola, egotista ed esteticamente determinata, esistenza di questo calvo attore mancato. Dalla vita sentimentale cementata, ovviamente, all&#8217;interno del piccolo, piccolissimo schermo: gossip vuole che sia legato in vincolo affettivo a Monica Maggioni, ex conduttrice di Unomattina Estate, della quale segnalo un&#8217;emblematica intervista: <a href="http://www.sabellifioretti.com/interviste/archives/2003/08/monica_maggioni.html" rel="nofollow ugc">http://www.sabellifioretti.com/interviste/archives/2003/08/monica_maggioni.html</a></p>
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		Di: roberto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2006 12:51:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@daniele ventre
se ti va, leggi il commento che ho inserito a &quot;Germania-Polonia 1-0&quot;.
Credo che potremmo discutere anche su quella base.
Un saluto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@daniele ventre<br />
se ti va, leggi il commento che ho inserito a &#8220;Germania-Polonia 1-0&#8221;.<br />
Credo che potremmo discutere anche su quella base.<br />
Un saluto</p>
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