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	Commenti a: Un giornalista giusto	</title>
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		<title>
		Di: Marco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2006 14:28:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me i Neoconservatori sembrano tanto l&#039;espressione massima di quella &quot;debolezza&quot; occidentale che loro dicono di andare combattendo.
Un buon corollario a quest&#039;articolo mi sembra la lettura di questi due (uno dedicato al neoconservatorismo e uno al &quot;guru&quot; Marvin Olasky) trovati su La Differenza:
I neoconservatori
http://www.ladifferenza.it/article.php3?id_article=318
Marvin Olasky e la destra religiosa
http://www.ladifferenza.it/article.php3?id_article=317]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me i Neoconservatori sembrano tanto l&#8217;espressione massima di quella &#8220;debolezza&#8221; occidentale che loro dicono di andare combattendo.<br />
Un buon corollario a quest&#8217;articolo mi sembra la lettura di questi due (uno dedicato al neoconservatorismo e uno al &#8220;guru&#8221; Marvin Olasky) trovati su La Differenza:<br />
I neoconservatori<br />
<a href="http://www.ladifferenza.it/article.php3?id_article=318" rel="nofollow ugc">http://www.ladifferenza.it/article.php3?id_article=318</a><br />
Marvin Olasky e la destra religiosa<br />
<a href="http://www.ladifferenza.it/article.php3?id_article=317" rel="nofollow ugc">http://www.ladifferenza.it/article.php3?id_article=317</a></p>
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		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/21/un-giornalista-giusto/#comment-30907</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jul 2006 18:41:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[LE RICETTE (SCADUTE) DEL PACIFISMO ITALIANO
Sabato 1 luglio. La copertina di &quot;Alias&quot; è dedicata alla &quot;Pace in 100 ricette&quot;. Come al solito, nulla da eccepire su: a) la grafica, b) l&#039;illustrazione in copertina (una mamma con in braccio il pargolo che succhia un biberon a forma di missile), c) il sommarietto redazionale (&quot;l&#039;Almanacco arcobaleno, con gli eroi e i miti conosciuti e sconosciuti, le frasi celebri, le canzoni e i film di protesta, il profumo e i sapori più ribelli&quot;). Me le idee? L&#039;impressione è che i pensatori di Alias non si siano gettati anima e core sull&#039;argomento. Cooome? una battaglia (ops...) decisiva del manifesto, e cosa ti pubblicano i compagni? 
 
Un estratto della introduzione di Matteo Guarnaccia, psicoartista, autore di &quot;l&#039;Almanacco della Pace&quot; (Stampa Alternativa 2006). 
Lo sappiamo che Alias ha scelto - consapevolmente - la rivoluzione dei fiori, i battiti beat, la chitarra della Baez. L&#039;ultramondo al posto di questo. Sappiamo che si è lasciato alle spalle le tesi marxiste, trotskiste, leniniste, sull&#039;imbelle pacifismo medio-borghese e la violenza palingenetica dello stato rivoluzionario.  
 
Se visitate il sito di Guarnaccia rivivrete la stessa estasi woodstokiana, l&#039;epoca degli &quot;indiani della metropolitana&quot;, come li chiama mia madre, che è un po&#039; a corto di lessico aristofreak. Mi chiedo se questo genere di revival sia davvero la strada che gli intellos di Alias ci propongono per uscire dal verminaio irakeno e dal resto delle fogne militari globali. Guernaccia, da parte sua, non si sottrae a una critica più severa. Abbiamo ammirato il lavoro che nel corso degli anni ha svolto nell&#039;arte e per i fumetti. Ma, dal punto di vista critico-letterario, l&#039;artista appare un po&#039; a corto di contenuti. Grazie a dio non gli manca una delirante ironia: penso alla (reiterata) metafora della guerra come una rissa da incidente stradale, oppure al discorso sui videogame che trasformano i bambini in &quot;inscimmiati terminator&quot; (dieci e lode per lo stile, sei meno meno per il &#039;messaggio&#039;). Insomma, non basta. 
 
Comunque non si tratta di stroncare l&#039;Almanacco. Il problema vero è il basso profilo scelto da Alias, al di là della curatissima veste editoriale. L&#039;inserto non è solo stitico di idee, ma quelle che ci sono, riciclate ad arte, si espongono a rischiose interpretazioni. Qualche esempio: 
 
1. Tra le vignette, spicca una foto dei tre dell&#039;Enterprise: il capitano Kirk, il singor Spock, il dottor McCoy. Credo che solo degli sprovveduti possano scambiare l&#039;universalismo &quot;wilsoniano&quot; di Star Trek per un vagheggiamento fanta-democratico. E non mi venite a dire che nelle ultime serie siamo passati al postumano. Il primato resta sempre e solo uno, quello terrestre. Come dire, non basta una foto da vecchio (e amato) telefilm per cancellare il significato che quel prodotto televisivo ripropone da anni: la colonizzazione coatta della galassia.       
 
2. Nel taglio basso della pagina, tra le &quot;citazioni pacifiste celebri&quot; tratte dall&#039;Almanacco, spicca il nome di John F. Kennedy. Ma come la mettiamo con l&#039;&quot;eroico&quot; servizio militare del presidente più amato della storia americana? con la crisi dei missili di Cuba e la guerra in Vietnam? &quot;Kennedy si oppose strenuamente ad ogni soluzione alternativa alla vittoria nello scenario vietnamita, linea che seguì anche Jonhson fino all&#039;escalation finale&quot;. http://it.wikipedia.org/wiki/John_F._Kennedy   
 
E Cicerone? Fu davvero uno stinco di santo? Se avete visto &quot;Roma&quot;, il micro-kolossal passato in tv qualche mese fa, dell&#039;oratore catilinario esce un ritratto non proprio &quot;aureolato&quot; (termine usato da Guernaccia). E Zapata Emiliano? Lo chiamavano il Generale. Insomma, non mi sembrano degli esempi proprio calzanti. 
 
Non ripeterò la solita strofa dello &quot;Spirito di Monaco&quot;, perché la storia non si fa con i &quot;come sarebbe andata se&quot;. Ma la risposta al tema Marines-di-Falluja-rigazificatori-di-Al-Quaida può essere davvero: &quot;Peace and love, stato di grazia&quot; (il titolo del pezzo di Alias)? Non so voi, ma a me non basta. 
 
Girando e rigirando su internet, in cerca di informazioni che non fossero i soliti fiori nei soliti cannoni, ho trovato un paio di articoli più interessanti.
Il primo è firmato da Danilo Zolo. Tra i pochi che riescono a chiudere il becco a Giuliano Ferrara. Sapete quando il direttore si rende conto di avere a che fare con un interlocutore pericoloso e allora cerca di blandirlo e assecondarlo? Zolo è così. 
 
Sentite cosa dice: &quot;un&#039;autorità politica globale dovrebbe impegnarsi non solo a garantire la pace, ma anche la giustizia distributiva, l&#039;equilibrio ecologico, la tutela dei diritti dell&#039;uomo, il contenimento demografico, lo sviluppo economico. E&#039; evidente che obiettivi di questo tipo possono essere perseguiti soltanto con gli strumenti politico-militari di cui dispongono le grandi potenze. Per garantire un &#039;ordine internazionale minimo&#039;  (...) sarebbero invece sufficienti, questa è la mia ipotesi, istituzioni molto più leggere e quindi molto meno sottoposte all&#039;egemonia delle grandi potenze&quot;. 
 
Zolo lo chiama &quot;pacifismo debole&quot; e immagina una nuova ONU, riformata, ridotta, rinforzata, in grado di esprimere una tensione &quot;morale&quot; piuttosto che l&#039;attuale gigantismo pasticcione, incapace e paramilitaresco. Una specie di Fondazione asimoviana delle Nazioni Unite, quella &#039;forza&#039; invisibile e sconosciuta che poi decide le sorti della galassia.   
 
L&#039;altro articolo è un pezzo di Adriano Sofri che ricorda la crisi degli Euromissili, Comiso, e le lotte dei pacifisti italiani. Dice Sofri: &quot;rispetto alle migliori speranze profonde che ispirarono il movimento per la pace - il disarmo reciproco, il superamento dei blocchi militari, la liberazione dell&#039;altra metà dell&#039;Europa -, l&#039;installazione di Pershing e Cruise fu efficace, mentre la vasta, lunga e coraggiosa opposizione rischiò di rafforzare l&#039;arroganza militarista sovietica. Gorbacev ha scritto del Breznev degli SS20: &#039;Un imperdonabile errore... commesso nell&#039;ingenua convinzione che i movimenti pacifisti avrebbero impedito all&#039;Occidente di prendere concrete contromisure&#039; &#039; (2). 
Sotto la longa manus di Breznev l&#039;Italia non avrebbe avuto il suo Parco Lambro. Ma questa è un&#039;altra storia (cioè un&#039;ucronia). 
 
1. Danilo Zolo, &quot;La forza del &#039;pacifismo debole&#039;, in &quot;Teoria Politica&quot;, Franco Angeli 1997 
2. Adriano Sofri, &quot;Di uomini e missili&quot;, la Repubblica, 28 settembre 2004]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LE RICETTE (SCADUTE) DEL PACIFISMO ITALIANO<br />
Sabato 1 luglio. La copertina di &#8220;Alias&#8221; è dedicata alla &#8220;Pace in 100 ricette&#8221;. Come al solito, nulla da eccepire su: a) la grafica, b) l&#8217;illustrazione in copertina (una mamma con in braccio il pargolo che succhia un biberon a forma di missile), c) il sommarietto redazionale (&#8220;l&#8217;Almanacco arcobaleno, con gli eroi e i miti conosciuti e sconosciuti, le frasi celebri, le canzoni e i film di protesta, il profumo e i sapori più ribelli&#8221;). Me le idee? L&#8217;impressione è che i pensatori di Alias non si siano gettati anima e core sull&#8217;argomento. Cooome? una battaglia (ops&#8230;) decisiva del manifesto, e cosa ti pubblicano i compagni? </p>
<p>Un estratto della introduzione di Matteo Guarnaccia, psicoartista, autore di &#8220;l&#8217;Almanacco della Pace&#8221; (Stampa Alternativa 2006).<br />
Lo sappiamo che Alias ha scelto &#8211; consapevolmente &#8211; la rivoluzione dei fiori, i battiti beat, la chitarra della Baez. L&#8217;ultramondo al posto di questo. Sappiamo che si è lasciato alle spalle le tesi marxiste, trotskiste, leniniste, sull&#8217;imbelle pacifismo medio-borghese e la violenza palingenetica dello stato rivoluzionario.  </p>
<p>Se visitate il sito di Guarnaccia rivivrete la stessa estasi woodstokiana, l&#8217;epoca degli &#8220;indiani della metropolitana&#8221;, come li chiama mia madre, che è un po&#8217; a corto di lessico aristofreak. Mi chiedo se questo genere di revival sia davvero la strada che gli intellos di Alias ci propongono per uscire dal verminaio irakeno e dal resto delle fogne militari globali. Guernaccia, da parte sua, non si sottrae a una critica più severa. Abbiamo ammirato il lavoro che nel corso degli anni ha svolto nell&#8217;arte e per i fumetti. Ma, dal punto di vista critico-letterario, l&#8217;artista appare un po&#8217; a corto di contenuti. Grazie a dio non gli manca una delirante ironia: penso alla (reiterata) metafora della guerra come una rissa da incidente stradale, oppure al discorso sui videogame che trasformano i bambini in &#8220;inscimmiati terminator&#8221; (dieci e lode per lo stile, sei meno meno per il &#8216;messaggio&#8217;). Insomma, non basta. </p>
<p>Comunque non si tratta di stroncare l&#8217;Almanacco. Il problema vero è il basso profilo scelto da Alias, al di là della curatissima veste editoriale. L&#8217;inserto non è solo stitico di idee, ma quelle che ci sono, riciclate ad arte, si espongono a rischiose interpretazioni. Qualche esempio: </p>
<p>1. Tra le vignette, spicca una foto dei tre dell&#8217;Enterprise: il capitano Kirk, il singor Spock, il dottor McCoy. Credo che solo degli sprovveduti possano scambiare l&#8217;universalismo &#8220;wilsoniano&#8221; di Star Trek per un vagheggiamento fanta-democratico. E non mi venite a dire che nelle ultime serie siamo passati al postumano. Il primato resta sempre e solo uno, quello terrestre. Come dire, non basta una foto da vecchio (e amato) telefilm per cancellare il significato che quel prodotto televisivo ripropone da anni: la colonizzazione coatta della galassia.       </p>
<p>2. Nel taglio basso della pagina, tra le &#8220;citazioni pacifiste celebri&#8221; tratte dall&#8217;Almanacco, spicca il nome di John F. Kennedy. Ma come la mettiamo con l'&#8221;eroico&#8221; servizio militare del presidente più amato della storia americana? con la crisi dei missili di Cuba e la guerra in Vietnam? &#8220;Kennedy si oppose strenuamente ad ogni soluzione alternativa alla vittoria nello scenario vietnamita, linea che seguì anche Jonhson fino all&#8217;escalation finale&#8221;. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_F._Kennedy" rel="nofollow ugc">http://it.wikipedia.org/wiki/John_F._Kennedy</a>   </p>
<p>E Cicerone? Fu davvero uno stinco di santo? Se avete visto &#8220;Roma&#8221;, il micro-kolossal passato in tv qualche mese fa, dell&#8217;oratore catilinario esce un ritratto non proprio &#8220;aureolato&#8221; (termine usato da Guernaccia). E Zapata Emiliano? Lo chiamavano il Generale. Insomma, non mi sembrano degli esempi proprio calzanti. </p>
<p>Non ripeterò la solita strofa dello &#8220;Spirito di Monaco&#8221;, perché la storia non si fa con i &#8220;come sarebbe andata se&#8221;. Ma la risposta al tema Marines-di-Falluja-rigazificatori-di-Al-Quaida può essere davvero: &#8220;Peace and love, stato di grazia&#8221; (il titolo del pezzo di Alias)? Non so voi, ma a me non basta. </p>
<p>Girando e rigirando su internet, in cerca di informazioni che non fossero i soliti fiori nei soliti cannoni, ho trovato un paio di articoli più interessanti.<br />
Il primo è firmato da Danilo Zolo. Tra i pochi che riescono a chiudere il becco a Giuliano Ferrara. Sapete quando il direttore si rende conto di avere a che fare con un interlocutore pericoloso e allora cerca di blandirlo e assecondarlo? Zolo è così. </p>
<p>Sentite cosa dice: &#8220;un&#8217;autorità politica globale dovrebbe impegnarsi non solo a garantire la pace, ma anche la giustizia distributiva, l&#8217;equilibrio ecologico, la tutela dei diritti dell&#8217;uomo, il contenimento demografico, lo sviluppo economico. E&#8217; evidente che obiettivi di questo tipo possono essere perseguiti soltanto con gli strumenti politico-militari di cui dispongono le grandi potenze. Per garantire un &#8216;ordine internazionale minimo&#8217;  (&#8230;) sarebbero invece sufficienti, questa è la mia ipotesi, istituzioni molto più leggere e quindi molto meno sottoposte all&#8217;egemonia delle grandi potenze&#8221;. </p>
<p>Zolo lo chiama &#8220;pacifismo debole&#8221; e immagina una nuova ONU, riformata, ridotta, rinforzata, in grado di esprimere una tensione &#8220;morale&#8221; piuttosto che l&#8217;attuale gigantismo pasticcione, incapace e paramilitaresco. Una specie di Fondazione asimoviana delle Nazioni Unite, quella &#8216;forza&#8217; invisibile e sconosciuta che poi decide le sorti della galassia.   </p>
<p>L&#8217;altro articolo è un pezzo di Adriano Sofri che ricorda la crisi degli Euromissili, Comiso, e le lotte dei pacifisti italiani. Dice Sofri: &#8220;rispetto alle migliori speranze profonde che ispirarono il movimento per la pace &#8211; il disarmo reciproco, il superamento dei blocchi militari, la liberazione dell&#8217;altra metà dell&#8217;Europa -, l&#8217;installazione di Pershing e Cruise fu efficace, mentre la vasta, lunga e coraggiosa opposizione rischiò di rafforzare l&#8217;arroganza militarista sovietica. Gorbacev ha scritto del Breznev degli SS20: &#8216;Un imperdonabile errore&#8230; commesso nell&#8217;ingenua convinzione che i movimenti pacifisti avrebbero impedito all&#8217;Occidente di prendere concrete contromisure&#8217; &#8216; (2).<br />
Sotto la longa manus di Breznev l&#8217;Italia non avrebbe avuto il suo Parco Lambro. Ma questa è un&#8217;altra storia (cioè un&#8217;ucronia). </p>
<p>1. Danilo Zolo, &#8220;La forza del &#8216;pacifismo debole&#8217;, in &#8220;Teoria Politica&#8221;, Franco Angeli 1997<br />
2. Adriano Sofri, &#8220;Di uomini e missili&#8221;, la Repubblica, 28 settembre 2004</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/21/un-giornalista-giusto/#comment-30864</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jul 2006 07:52:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Quando c&#039;era il centrodestra al governo, il movimento pacifista italiano non ha avuto dubbi sull&#039;Afghanista. Se ci fossero stati, capirei le incertezze di oggi. Invece ora, di fronte alla minaccia di far cadere il governo Prodi, accetta la logica del meno peggio. Ciò vuol dire che il problema non è il merito della questione ma il governo. La verità è che sull&#039;Afghanistan non si è ottenuto nulla e il movimento non ha retto alla prima prova di autonomia rispetto al governo. Di questo bisogna discutere, e mi piacerebbe prima del voto. E&#039; inutile usare slogan reciproci. Bisogna riconoscere che siamo di fronte a una crisi vera&quot;.
Giorgio Cremaschi, sindacalista FIOM. In Angelo Mastrandrea, &quot;Una sconfitta per la sinistra e i pacifisti&quot;, il manifesto, 2 luglio 2006.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Quando c&#8217;era il centrodestra al governo, il movimento pacifista italiano non ha avuto dubbi sull&#8217;Afghanista. Se ci fossero stati, capirei le incertezze di oggi. Invece ora, di fronte alla minaccia di far cadere il governo Prodi, accetta la logica del meno peggio. Ciò vuol dire che il problema non è il merito della questione ma il governo. La verità è che sull&#8217;Afghanistan non si è ottenuto nulla e il movimento non ha retto alla prima prova di autonomia rispetto al governo. Di questo bisogna discutere, e mi piacerebbe prima del voto. E&#8217; inutile usare slogan reciproci. Bisogna riconoscere che siamo di fronte a una crisi vera&#8221;.<br />
Giorgio Cremaschi, sindacalista FIOM. In Angelo Mastrandrea, &#8220;Una sconfitta per la sinistra e i pacifisti&#8221;, il manifesto, 2 luglio 2006.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/21/un-giornalista-giusto/#comment-30823</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jul 2006 09:30:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;L&#039;unica differenza tra centrodestra e centrosinistra sta nella presentazione della guerra: il centrosinistra costruisce una cortina fumogena e maschera il volto della guerra, definendola umanitaria, al posto della concezione, più schiettamente autoritaria, del centrodestra&quot;. (...) 
&quot;Trovo vergognoso che parlamentari che hanno sempre votato contro la guerra e hanno sfilato con il movimento pacifista per il ritiro delle truppe in guerra in Iraq adesso votino compatti per il rifinanziamento della guerra in Afghanistan. La strada di questo governo va contro la direzione del movimento. Questo è un governo embedded&quot;. 
Luca Casarini, &quot;Un Kosovo bis&quot;, il Manifesto, 1 luglio 2006. Di solito non sono d&#039;accordo nemmeno sulle virgole con Casarini, ma queste parole meritano di essere riportate. 

Come pure quelle del generale Danilo Errico, &quot;il mancato invio di rinforzi a Herat potrebbe esporre i soldati italiani al pericolo attentati&quot;. 

Visto che: &quot;Continueremo a combattervi in Iraq e in Afghanistan come in Somalia e in Sudan, finché non avremo prosciugato tutti i vostri soldi e tornerete nel vostro paese sconfitti, come vi avevamo già sconfitto in Somalia&quot;. Osama Bin Laden, 4 messaggio 2006, confermato e verificato dalla CIA.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;unica differenza tra centrodestra e centrosinistra sta nella presentazione della guerra: il centrosinistra costruisce una cortina fumogena e maschera il volto della guerra, definendola umanitaria, al posto della concezione, più schiettamente autoritaria, del centrodestra&#8221;. (&#8230;)<br />
&#8220;Trovo vergognoso che parlamentari che hanno sempre votato contro la guerra e hanno sfilato con il movimento pacifista per il ritiro delle truppe in guerra in Iraq adesso votino compatti per il rifinanziamento della guerra in Afghanistan. La strada di questo governo va contro la direzione del movimento. Questo è un governo embedded&#8221;.<br />
Luca Casarini, &#8220;Un Kosovo bis&#8221;, il Manifesto, 1 luglio 2006. Di solito non sono d&#8217;accordo nemmeno sulle virgole con Casarini, ma queste parole meritano di essere riportate. </p>
<p>Come pure quelle del generale Danilo Errico, &#8220;il mancato invio di rinforzi a Herat potrebbe esporre i soldati italiani al pericolo attentati&#8221;. </p>
<p>Visto che: &#8220;Continueremo a combattervi in Iraq e in Afghanistan come in Somalia e in Sudan, finché non avremo prosciugato tutti i vostri soldi e tornerete nel vostro paese sconfitti, come vi avevamo già sconfitto in Somalia&#8221;. Osama Bin Laden, 4 messaggio 2006, confermato e verificato dalla CIA.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/21/un-giornalista-giusto/#comment-30790</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2006 17:59:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[RIFINANZIAMENTO MISSIONE AFGHANISTAN
Ora, Frum sarà pure un furbo, un idealista, un sognatore atlantico. Uno che si sente giusto perché è di destra, che prega (e frega), con la Bibbia in una mano, il codice del diritto internazionale sotto i piedi e la pistola nella fondina. A fare le pulci al mio pezzo, verrebbe da dire che la macchietta, la caricatura che ne esce, è del solito tipo: l&#039;americano ignorante e arrogante, che pensa di esportare le sue idee belluine e di fare un mondo a immagine e somiglianza della casa bianca. 
Mettiamo pure che vada bene così. Ma delle idee, &#039;giuste&#039; e sbagliate che siano, quest&#039;uomo ce le ha. Sarà pure un invasato, ma vi assicuro che ha studiato. E ha una posizione, ripeto, un suo modo di vedere la realtà.

Ma qual è il modo di vedere le cose del governo Prodi? Qual è la politica estera italiana? Oggi gli inciucioni prodinotteschi hanno messo a segno un altro colpo. Con la complicità della sinistra radicale, viene fatta passare l&#039;idea che stiamo rispettando la montagna di stronzate scritte nel programma di governo dell&#039;Unione: portare via i nostri ragazzi dall&#039;Iraq e restare in Afghanistan, ma mi raccomando, senza un uomo di più, se no poi Oliviero Diliberto corre a Matrix a denunciare la sporca guerra dell&#039;italia postfascista.     

Qual è la grande stronzata? In Afghanistan, come sanno bene quei filoni del Manifesto, di Indymedia, di Peacelink, e della caterva di siti antagonisti che si cibano di &quot;pacifismo&quot;, c&#039;è la guerra, la guerra come in Iraq. 

Con una piccola differenza: contro i Talebani abbiamo schierato i nostri alpini in missione Kombat (praticamente quello che fanno gli americani, la stessa cosa, la guerra continua e permanente). Dall&#039;Iraq, invece, ritiriamo via tutti indiscriminatamente, anche i carabinieri, che combattono, attaccano (?), muoiono e si difendono, certo, ma vi assicuro che hanno compiti e regole d&#039;ingaggio molto diverse dalla nostra missione per difendere il sindaco di Kabul (Lucio Caracciolo ha spiegato ironicamente che restiamo in un paese che, dal punto di vista strategico, all&#039;Italia non serve a nulla. Per fare il populista, mi verrebbe da dire: ma a &#039;sto punto non era meglio restare a fare l&#039;ombrello all&#039;ENI in Iraq?). 

Ma ne vorrei riparlare, delle MSU. Di chi viene riportato a casa e di chi resta al fronte. Soprattutto per capire meglio le idee di Alessandro Bianchi, comunisti italiani, attuale ministro dei trasporti. Ufficialmente, oggi si è assentato dalla votazione sul rifinanziamento per &quot;problemi di salute&quot;. Capito? Come a scuola! Che cuor di leone, il ministro! Magari votava no e cadeva &#039;sto governo fantoccio. 

Poi dice che non ha ragione D&#039;Alema quando annuncia che le votazioni per i rifinanziamenti delle missioni all&#039;estero, d&#039;ora in poi, verranno inserite nella finanziaria, e non avranno più una scadenza semestrale. Forse riusciremo almeno a risparmiarci questo balletto, le giustificazioni, la demagogia rossa e antagonista che si ritira dall&#039;Iraq e pensa di aver risolto il problema della IV guerra mondiale (&quot;senza un soldato in più a Kabul&quot;).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RIFINANZIAMENTO MISSIONE AFGHANISTAN<br />
Ora, Frum sarà pure un furbo, un idealista, un sognatore atlantico. Uno che si sente giusto perché è di destra, che prega (e frega), con la Bibbia in una mano, il codice del diritto internazionale sotto i piedi e la pistola nella fondina. A fare le pulci al mio pezzo, verrebbe da dire che la macchietta, la caricatura che ne esce, è del solito tipo: l&#8217;americano ignorante e arrogante, che pensa di esportare le sue idee belluine e di fare un mondo a immagine e somiglianza della casa bianca.<br />
Mettiamo pure che vada bene così. Ma delle idee, &#8216;giuste&#8217; e sbagliate che siano, quest&#8217;uomo ce le ha. Sarà pure un invasato, ma vi assicuro che ha studiato. E ha una posizione, ripeto, un suo modo di vedere la realtà.</p>
<p>Ma qual è il modo di vedere le cose del governo Prodi? Qual è la politica estera italiana? Oggi gli inciucioni prodinotteschi hanno messo a segno un altro colpo. Con la complicità della sinistra radicale, viene fatta passare l&#8217;idea che stiamo rispettando la montagna di stronzate scritte nel programma di governo dell&#8217;Unione: portare via i nostri ragazzi dall&#8217;Iraq e restare in Afghanistan, ma mi raccomando, senza un uomo di più, se no poi Oliviero Diliberto corre a Matrix a denunciare la sporca guerra dell&#8217;italia postfascista.     </p>
<p>Qual è la grande stronzata? In Afghanistan, come sanno bene quei filoni del Manifesto, di Indymedia, di Peacelink, e della caterva di siti antagonisti che si cibano di &#8220;pacifismo&#8221;, c&#8217;è la guerra, la guerra come in Iraq. </p>
<p>Con una piccola differenza: contro i Talebani abbiamo schierato i nostri alpini in missione Kombat (praticamente quello che fanno gli americani, la stessa cosa, la guerra continua e permanente). Dall&#8217;Iraq, invece, ritiriamo via tutti indiscriminatamente, anche i carabinieri, che combattono, attaccano (?), muoiono e si difendono, certo, ma vi assicuro che hanno compiti e regole d&#8217;ingaggio molto diverse dalla nostra missione per difendere il sindaco di Kabul (Lucio Caracciolo ha spiegato ironicamente che restiamo in un paese che, dal punto di vista strategico, all&#8217;Italia non serve a nulla. Per fare il populista, mi verrebbe da dire: ma a &#8216;sto punto non era meglio restare a fare l&#8217;ombrello all&#8217;ENI in Iraq?). </p>
<p>Ma ne vorrei riparlare, delle MSU. Di chi viene riportato a casa e di chi resta al fronte. Soprattutto per capire meglio le idee di Alessandro Bianchi, comunisti italiani, attuale ministro dei trasporti. Ufficialmente, oggi si è assentato dalla votazione sul rifinanziamento per &#8220;problemi di salute&#8221;. Capito? Come a scuola! Che cuor di leone, il ministro! Magari votava no e cadeva &#8216;sto governo fantoccio. </p>
<p>Poi dice che non ha ragione D&#8217;Alema quando annuncia che le votazioni per i rifinanziamenti delle missioni all&#8217;estero, d&#8217;ora in poi, verranno inserite nella finanziaria, e non avranno più una scadenza semestrale. Forse riusciremo almeno a risparmiarci questo balletto, le giustificazioni, la demagogia rossa e antagonista che si ritira dall&#8217;Iraq e pensa di aver risolto il problema della IV guerra mondiale (&#8220;senza un soldato in più a Kabul&#8221;).</p>
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		Di: "Aldo Biscardi"		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/21/un-giornalista-giusto/#comment-30388</link>

		<dc:creator><![CDATA["Aldo Biscardi"]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jun 2006 08:46:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[suvvia ventre! mi sembra una risposta un po&#039; di pancia, la tua.
se non li ascolti come fai a sapere che non sei d&#039;accordo con loro?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>suvvia ventre! mi sembra una risposta un po&#8217; di pancia, la tua.<br />
se non li ascolti come fai a sapere che non sei d&#8217;accordo con loro?</p>
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		<title>
		Di: Daniele Ventre		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/21/un-giornalista-giusto/#comment-30340</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2006 09:12:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che la &quot;libertà&quot; di &quot;stampa&quot; sia un valore da rivedere, quando produce cose come Micalessin, Frum e Rocca...

Piccolo riorientamento dell&#039;adagio wittgensteiniano.

A quelli che parlano male andrebbe accordato solo il diritto di tacere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che la &#8220;libertà&#8221; di &#8220;stampa&#8221; sia un valore da rivedere, quando produce cose come Micalessin, Frum e Rocca&#8230;</p>
<p>Piccolo riorientamento dell&#8217;adagio wittgensteiniano.</p>
<p>A quelli che parlano male andrebbe accordato solo il diritto di tacere.</p>
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		<title>
		Di: "Aldo Biscardi"		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/21/un-giornalista-giusto/#comment-30266</link>

		<dc:creator><![CDATA["Aldo Biscardi"]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2006 08:23:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bueno. adesso sarebbe interessante sentire cosa ne pensa christian rocca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bueno. adesso sarebbe interessante sentire cosa ne pensa christian rocca.</p>
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		Di: wovoka		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/21/un-giornalista-giusto/#comment-30256</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2006 06:37:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mhm, puntata affascinante di un gran bel lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mhm, puntata affascinante di un gran bel lavoro.</p>
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