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	Commenti a: Che fare?/ Gomorra ovvero della città distratta	</title>
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		Di: AbatediTheleme		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[AbatediTheleme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2006 13:30:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho ignorato lungamente l&#039;esistenza del libro &quot;Gomorra&quot;. 
Adesso che forzosamente sono obbligato a lasciare tale beatifico stato a causa di una campagna stampa che usa i mezzi scorretti del sedicente rischio personale e della pressione politica per accreditare di forza e verità un&#039;opera letteraria ai fini di meglio venderla e meglio spacciare i velinari di regime per eroici rivoluzionari, vorrei ricordare che in una nazione così apertamente preda della corruzione individuale e collettiva, del potere criminale e dell&#039;asservimento di informazione e cultura a Mammona, è  impossibile che una casa editrice pubblichi l&#039;opera di uno scrittore in cui siano davvero messi all&#039;indice peccati e peccatori. 
A fortiori se tra i peccatori ci sono camorristi e politici. 
Questi ultimi, proprio secondo i principi democratici, di quei camorristi essendo i rappresentanti nelle terre dove - come è di lapalissiana costatazione a seguito di una semplice passeggiata per Gregorio degli Armeni, senza scomodare Scampia - il vero controllo economico, sociale e militare è della malavita e lo stato solo un pavido intruso.
Ed a chi se non alla politica pensate facciano capo le case editrici italiane??? O pensate davvero che in Italia ci sia una politica &quot;buona&quot; ed una &quot;cattiva&quot; ??? .)
Di conseguenza, ogni cosa molto palesata e godente di promozione mediatica è di per se stessa inevitabilmente, ahimè, falsa e tendenziosa...mentre ciò che di questo non gode potrebbe essere, alle volte, vero. 
E di conseguenza esposto a reale possibilità di ritorsione (Lode a Mishima, a Majakovskj e ad Impastato).
Crederei molto più a Saviano avesse distribuito ciclostile per la tempestosa Campania, piuttosto avesse ricevuto una scorta dal potere che si alimenta proprio di quel che egli denuncia, di qualsiasi colore esso sia.
Vale et ego et benedico vos.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ignorato lungamente l&#8217;esistenza del libro &#8220;Gomorra&#8221;.<br />
Adesso che forzosamente sono obbligato a lasciare tale beatifico stato a causa di una campagna stampa che usa i mezzi scorretti del sedicente rischio personale e della pressione politica per accreditare di forza e verità un&#8217;opera letteraria ai fini di meglio venderla e meglio spacciare i velinari di regime per eroici rivoluzionari, vorrei ricordare che in una nazione così apertamente preda della corruzione individuale e collettiva, del potere criminale e dell&#8217;asservimento di informazione e cultura a Mammona, è  impossibile che una casa editrice pubblichi l&#8217;opera di uno scrittore in cui siano davvero messi all&#8217;indice peccati e peccatori.<br />
A fortiori se tra i peccatori ci sono camorristi e politici.<br />
Questi ultimi, proprio secondo i principi democratici, di quei camorristi essendo i rappresentanti nelle terre dove &#8211; come è di lapalissiana costatazione a seguito di una semplice passeggiata per Gregorio degli Armeni, senza scomodare Scampia &#8211; il vero controllo economico, sociale e militare è della malavita e lo stato solo un pavido intruso.<br />
Ed a chi se non alla politica pensate facciano capo le case editrici italiane??? O pensate davvero che in Italia ci sia una politica &#8220;buona&#8221; ed una &#8220;cattiva&#8221; ??? .)<br />
Di conseguenza, ogni cosa molto palesata e godente di promozione mediatica è di per se stessa inevitabilmente, ahimè, falsa e tendenziosa&#8230;mentre ciò che di questo non gode potrebbe essere, alle volte, vero.<br />
E di conseguenza esposto a reale possibilità di ritorsione (Lode a Mishima, a Majakovskj e ad Impastato).<br />
Crederei molto più a Saviano avesse distribuito ciclostile per la tempestosa Campania, piuttosto avesse ricevuto una scorta dal potere che si alimenta proprio di quel che egli denuncia, di qualsiasi colore esso sia.<br />
Vale et ego et benedico vos.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: mariassunta		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mariassunta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Oct 2006 10:31:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[basta parlare andiamo a manifestare sotto la regione Campania]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>basta parlare andiamo a manifestare sotto la regione Campania</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Mariano Cappio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/29/che-fare-gomorra-ovvero-della-citta-distratta/#comment-47565</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mariano Cappio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Oct 2006 22:00:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Certo è che la Campania e in particolare la città di Napoli sta trascorrendo, da qualche anno a questa parte, un periodo di crisi sociale e politica non trascurabile; finora abbiamo assistito a un degrado senza precedenti, che si è radicato in ogni collocazione, da quella lavorativa a quella ambientale a quella istituzionale; parlo anche della fatica e della complessità per una politica aggressiva e urlata ma senza contenuti, in cui le &quot;critiche&quot;, spesso pretestuose e fuori luogo arrivano all&#039;insulto e alla disistima: la demonizzazione dell&#039;avversario (cosa piuttosto frequente purtroppo), tende solo a nascondere la pochezza desolante delle idee ed è il frutto di un&#039;astiosità legata al non raggiungimento di propri interessi, a un modo di fare politica tutto rivolto al tornaconto personale e per nulla centrato al suo ruolo primario di servizio per il cittadino, come ormai siamo troppo spesso abituati a convivere.
Credo piuttosto che i contenuti di Gomorra, espressi sagacemente con un realismo duro, tagliente, possa spingere tanti uomini e donne ad assumersi la responsabilità di tentare la scommessa di riqualificare la vita sociale e politica campana, magari rinnovandola e ricollocandola nella sua sfera di appartenenza, quella del servizio alla collettività; &quot;qualcuno&quot; potrebbe lasciarsi andare stupidamente a definizioni come: &quot;sognatore&quot;, &quot;utopista&quot;, &quot;illuso&quot;.
A me piace essere un sognatore, una persona senza catene, più semplicemente mi piace essere una persona comune di questa società: forse sarà proprio questa la forza da riscoprire, anche se per ora può apparire come una debolezza. Io non mi voglio identificare nella classe politica che questa cultura contemporanea conosce, non mi riconosco in quella classe politica troppo spesso impegnata nell&#039;opera di mantenimento del potere e del consenso ad ogni costo.
Roberto Saviano ha delineato con molta pragmaticità quelle che sono le numerose e non sempre evidenti problematiche di cui il nostro tessuto sociale è intriso e denuncia con apprezzabile dedizione e coraggio l&#039;ovvio che, in Campania, la consuetudine ha reso invisibile: l&#039;accomodamento tra i diversi poteri locali; i trasversalismi politici basati sugli interessi; il nepotismo esasperato; il peccato di &quot;lesa maestà&quot;...
Abbiamo bisogno di una nuova linea politica: niente menzogne e bugie, liberi da condizionamenti, finzioni e paure; niente smanie di potere e ambizioni personali e... da domani apriamo le porte, spalanchiamole a nuove energie, a nuove adesioni, alla partecipazione attiva, alla voglia di fare politica, attivandoci per allargare sempre di più la platea di chi crede nel sogno di una Campania equa, libera... una Campania che appartenga ai suoi cittadini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo è che la Campania e in particolare la città di Napoli sta trascorrendo, da qualche anno a questa parte, un periodo di crisi sociale e politica non trascurabile; finora abbiamo assistito a un degrado senza precedenti, che si è radicato in ogni collocazione, da quella lavorativa a quella ambientale a quella istituzionale; parlo anche della fatica e della complessità per una politica aggressiva e urlata ma senza contenuti, in cui le &#8220;critiche&#8221;, spesso pretestuose e fuori luogo arrivano all&#8217;insulto e alla disistima: la demonizzazione dell&#8217;avversario (cosa piuttosto frequente purtroppo), tende solo a nascondere la pochezza desolante delle idee ed è il frutto di un&#8217;astiosità legata al non raggiungimento di propri interessi, a un modo di fare politica tutto rivolto al tornaconto personale e per nulla centrato al suo ruolo primario di servizio per il cittadino, come ormai siamo troppo spesso abituati a convivere.<br />
Credo piuttosto che i contenuti di Gomorra, espressi sagacemente con un realismo duro, tagliente, possa spingere tanti uomini e donne ad assumersi la responsabilità di tentare la scommessa di riqualificare la vita sociale e politica campana, magari rinnovandola e ricollocandola nella sua sfera di appartenenza, quella del servizio alla collettività; &#8220;qualcuno&#8221; potrebbe lasciarsi andare stupidamente a definizioni come: &#8220;sognatore&#8221;, &#8220;utopista&#8221;, &#8220;illuso&#8221;.<br />
A me piace essere un sognatore, una persona senza catene, più semplicemente mi piace essere una persona comune di questa società: forse sarà proprio questa la forza da riscoprire, anche se per ora può apparire come una debolezza. Io non mi voglio identificare nella classe politica che questa cultura contemporanea conosce, non mi riconosco in quella classe politica troppo spesso impegnata nell&#8217;opera di mantenimento del potere e del consenso ad ogni costo.<br />
Roberto Saviano ha delineato con molta pragmaticità quelle che sono le numerose e non sempre evidenti problematiche di cui il nostro tessuto sociale è intriso e denuncia con apprezzabile dedizione e coraggio l&#8217;ovvio che, in Campania, la consuetudine ha reso invisibile: l&#8217;accomodamento tra i diversi poteri locali; i trasversalismi politici basati sugli interessi; il nepotismo esasperato; il peccato di &#8220;lesa maestà&#8221;&#8230;<br />
Abbiamo bisogno di una nuova linea politica: niente menzogne e bugie, liberi da condizionamenti, finzioni e paure; niente smanie di potere e ambizioni personali e&#8230; da domani apriamo le porte, spalanchiamole a nuove energie, a nuove adesioni, alla partecipazione attiva, alla voglia di fare politica, attivandoci per allargare sempre di più la platea di chi crede nel sogno di una Campania equa, libera&#8230; una Campania che appartenga ai suoi cittadini.</p>
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		<title>
		Di: Francesco Murano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/29/che-fare-gomorra-ovvero-della-citta-distratta/#comment-32332</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco Murano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2006 12:58:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tento una diversa articolazione anche se necessariamente superficiale (tra una relazione tecnica di prevenzione incendi e l&#039;altra). Non credo che la responsabilità sia addossare completamente alla classe politica campana. Credo che il fenomeno camorristico sia diverso da quello mafioso o di &#039;ndrangheta per la migliore compenetrazione tra economia legale e &quot;sistema&quot; illegale. Anni fa soprattutto a piazza Banchi Nuovi potevo leggere analisi sulla guerra non come patologia ma come stato fisiologico dello sviluppo capitalista... una analisi leninista che ritengo condivisibile sul piano sociologico meno sul piano della prassi. Allo stesso modo ritengo che il circuito illegale che si sviluppa sul transito e la distribuzione delle merci siano la radice su cui si innesta il capitalismo soprattutto nell&#039;accezione italica e contemporanea. In fondo il nostro capitalismo non è in mano a &quot;famiglie&quot; che si sono sottratte alla creazione del valore attraverso il lavoro e che così hanno lasciato un vuoto nel mercato? Sia chiaro non ci sono intenti moralistici in quello che affermo: è una ipotesi di lettura che se condivisa sottrae la soluzione alla sola classe politica regionale. Possiamo pensare che Bassolino possa fermare le attività cinesi nel porto di Napoli ? Certo diverso è il caso degli appalti pubblici locali... eppoi bisogna confrontarsi con la realtà del reddito e la insostituibilità di certi mercati e certi bisogni. Penso al traffico di droga al quale o si risponde con misure antiproibizioniste ed assistenziali o non si trova soluzione, soprattutto in ambito locale, sia per sostituire il mancato reddito sia per soddisfare i bisogni della sfortunata clientela.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tento una diversa articolazione anche se necessariamente superficiale (tra una relazione tecnica di prevenzione incendi e l&#8217;altra). Non credo che la responsabilità sia addossare completamente alla classe politica campana. Credo che il fenomeno camorristico sia diverso da quello mafioso o di &#8216;ndrangheta per la migliore compenetrazione tra economia legale e &#8220;sistema&#8221; illegale. Anni fa soprattutto a piazza Banchi Nuovi potevo leggere analisi sulla guerra non come patologia ma come stato fisiologico dello sviluppo capitalista&#8230; una analisi leninista che ritengo condivisibile sul piano sociologico meno sul piano della prassi. Allo stesso modo ritengo che il circuito illegale che si sviluppa sul transito e la distribuzione delle merci siano la radice su cui si innesta il capitalismo soprattutto nell&#8217;accezione italica e contemporanea. In fondo il nostro capitalismo non è in mano a &#8220;famiglie&#8221; che si sono sottratte alla creazione del valore attraverso il lavoro e che così hanno lasciato un vuoto nel mercato? Sia chiaro non ci sono intenti moralistici in quello che affermo: è una ipotesi di lettura che se condivisa sottrae la soluzione alla sola classe politica regionale. Possiamo pensare che Bassolino possa fermare le attività cinesi nel porto di Napoli ? Certo diverso è il caso degli appalti pubblici locali&#8230; eppoi bisogna confrontarsi con la realtà del reddito e la insostituibilità di certi mercati e certi bisogni. Penso al traffico di droga al quale o si risponde con misure antiproibizioniste ed assistenziali o non si trova soluzione, soprattutto in ambito locale, sia per sostituire il mancato reddito sia per soddisfare i bisogni della sfortunata clientela.</p>
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		<title>
		Di: roberto_v		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/29/che-fare-gomorra-ovvero-della-citta-distratta/#comment-32311</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto_v]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2006 09:48:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ne parla Isaia Sales.  va bene. non ne parla la Iervolino. Una campagna elettorale dove la parola &quot;camorra&quot; non è stata pronunciata una sola volta. non ne parla bassolino. ora io posso capire che gli ultimi quindici anni al confronto con l&#039;era pomicino-di donato sono stati migliori. posso capire anche che qualche buon intellettuale abbia a cuore e sia orgoglioso di avere due musei aperti ( lo sono pure io). posso capire che un ottimo assessore regionale abbia gestito bene gli appalti per le opere ferroviarie e la mobilità sia migliore che nel 90. ma possibile che dobbiamo ancora avere a modello la napoli degli anni ottanta per chiudere gli occhi e non vedere? se si vuole essere tifosi va bene. ma come si fa a non sentire il peso della responsabilità politica di un sistema economico-soociale così ben descritto da Saviano e che è la Napoli di oggi? 
con quale coraggio si sale su un palco a baciare la coppa del mondo con milioni di sacchetti di immondizia che inondano la città? come si fa a non sentire l&#039;emergenza, a non vedere il degrado, a non ascoltare la disperazione? 
come si fa a non vedere la cultura politica del &quot;piacere&quot;, la logica &quot;dell&#039;appartenenza&quot; che pervade in misura simile se non maggiore ai peggiori periodi democristiani, messa lì a regolare il mercato del lavoro, la gestione degli enti, gli incarichi negli ospedali pubblici. 
bisogna essere dei gradi tifosi davvero. quello che preoccupa è la perdita di qualsiasi capacità di indignarsi. camminiamo sui sacchetti, ma va tutto bene.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ne parla Isaia Sales.  va bene. non ne parla la Iervolino. Una campagna elettorale dove la parola &#8220;camorra&#8221; non è stata pronunciata una sola volta. non ne parla bassolino. ora io posso capire che gli ultimi quindici anni al confronto con l&#8217;era pomicino-di donato sono stati migliori. posso capire anche che qualche buon intellettuale abbia a cuore e sia orgoglioso di avere due musei aperti ( lo sono pure io). posso capire che un ottimo assessore regionale abbia gestito bene gli appalti per le opere ferroviarie e la mobilità sia migliore che nel 90. ma possibile che dobbiamo ancora avere a modello la napoli degli anni ottanta per chiudere gli occhi e non vedere? se si vuole essere tifosi va bene. ma come si fa a non sentire il peso della responsabilità politica di un sistema economico-soociale così ben descritto da Saviano e che è la Napoli di oggi?<br />
con quale coraggio si sale su un palco a baciare la coppa del mondo con milioni di sacchetti di immondizia che inondano la città? come si fa a non sentire l&#8217;emergenza, a non vedere il degrado, a non ascoltare la disperazione?<br />
come si fa a non vedere la cultura politica del &#8220;piacere&#8221;, la logica &#8220;dell&#8217;appartenenza&#8221; che pervade in misura simile se non maggiore ai peggiori periodi democristiani, messa lì a regolare il mercato del lavoro, la gestione degli enti, gli incarichi negli ospedali pubblici.<br />
bisogna essere dei gradi tifosi davvero. quello che preoccupa è la perdita di qualsiasi capacità di indignarsi. camminiamo sui sacchetti, ma va tutto bene.</p>
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		<title>
		Di: Francesco Murano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/29/che-fare-gomorra-ovvero-della-citta-distratta/#comment-32145</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco Murano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jul 2006 20:21:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[perdonate l&#039;offendi al posto di offenda e le virgolette a Francesco che invece andavano al reincontrarti virtuale sul web...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>perdonate l&#8217;offendi al posto di offenda e le virgolette a Francesco che invece andavano al reincontrarti virtuale sul web&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Francesco Murano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/29/che-fare-gomorra-ovvero-della-citta-distratta/#comment-32144</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco Murano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jul 2006 20:18:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si il libro di Saviano dovrebbe leggersi in Confindustria, ai vertici, farci l&#039;esame alla LUISS e poi diffondere per strada così da disvelare la continuità tra il circuito illegale e l’economia quotidiana… e si parla di polo del lusso e poi si scopre che il lusso è prodotto da mani esperte e sottosalariate, e si parla di invasione asiatica per poi scoprire che gli stessi imprenditori ora allarmati utilizzavano la stessa manodopera che ora si affranca e termina in proprio il circuito di distribuzione e vendita. Non credo onestamente che questo libro offendi Napoli anche se temo che l&#039;opzione militare possa spazzare assieme all&#039;illegalità i modi di vita e l&#039;organizzazione dei quartieri: del ventre di Napoli con la sua tolleranza e la sua misura, il suo amore e la sua solidarietà. Si scoprono troppe cose e troppo vaste nel libro di Saviano ed io scopro di amare ancora di più la gente di questi quartieri nel loro bisogno disperato di vivere… penso che senza queste persone l’economia legale non avrebbe sufficiente volano per sostenersi… e mi piacerebbe approfondire… e poi questo libro mi riallaccia alle radici che tornano prepotenti e sono canti di sirene… desiderio di riapprodo nel ventre dell’antica ma violenta metropoli, ricca di una umanità semplice, fertile, disperata e felice… e poi mi rimanda ad una vecchia amicizia che per caso ritrovo tra post e recensioni… felice di reincontrarti &quot;Francesco&quot; !!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si il libro di Saviano dovrebbe leggersi in Confindustria, ai vertici, farci l&#8217;esame alla LUISS e poi diffondere per strada così da disvelare la continuità tra il circuito illegale e l’economia quotidiana… e si parla di polo del lusso e poi si scopre che il lusso è prodotto da mani esperte e sottosalariate, e si parla di invasione asiatica per poi scoprire che gli stessi imprenditori ora allarmati utilizzavano la stessa manodopera che ora si affranca e termina in proprio il circuito di distribuzione e vendita. Non credo onestamente che questo libro offendi Napoli anche se temo che l&#8217;opzione militare possa spazzare assieme all&#8217;illegalità i modi di vita e l&#8217;organizzazione dei quartieri: del ventre di Napoli con la sua tolleranza e la sua misura, il suo amore e la sua solidarietà. Si scoprono troppe cose e troppo vaste nel libro di Saviano ed io scopro di amare ancora di più la gente di questi quartieri nel loro bisogno disperato di vivere… penso che senza queste persone l’economia legale non avrebbe sufficiente volano per sostenersi… e mi piacerebbe approfondire… e poi questo libro mi riallaccia alle radici che tornano prepotenti e sono canti di sirene… desiderio di riapprodo nel ventre dell’antica ma violenta metropoli, ricca di una umanità semplice, fertile, disperata e felice… e poi mi rimanda ad una vecchia amicizia che per caso ritrovo tra post e recensioni… felice di reincontrarti &#8220;Francesco&#8221; !!!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/29/che-fare-gomorra-ovvero-della-citta-distratta/#comment-32012</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jul 2006 14:13:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In ogni caso basta che tu digiti

&quot;Isaia Sales&quot; camorra

ti rimanda a una gran quantità di roba e di lì puoi spaziare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In ogni caso basta che tu digiti</p>
<p>&#8220;Isaia Sales&#8221; camorra</p>
<p>ti rimanda a una gran quantità di roba e di lì puoi spaziare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/29/che-fare-gomorra-ovvero-della-citta-distratta/#comment-32010</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jul 2006 14:09:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Roberto

&quot;giusta la domanda di montesano: i politici non sapevano? o sapevano? e se sapevano perchè non ne parlano mai?
non credo alle connivenze. &quot;

Il fatto è che ne parlano, sono andata un po&#039; in giro a curiosare, vedi ad esempio (stupidamente non ho fatto i link) Isaia Sales.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Roberto</p>
<p>&#8220;giusta la domanda di montesano: i politici non sapevano? o sapevano? e se sapevano perchè non ne parlano mai?<br />
non credo alle connivenze. &#8221;</p>
<p>Il fatto è che ne parlano, sono andata un po&#8217; in giro a curiosare, vedi ad esempio (stupidamente non ho fatto i link) Isaia Sales.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto_v		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/06/29/che-fare-gomorra-ovvero-della-citta-distratta/#comment-31840</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto_v]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2006 13:47:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ho appena letto Gomorra. vivo a secondigliano da sempre. molto di quello che ho letto era conosciuto a me come a tutti quelli che vivono qui. Saviano racconta con semplicità la realtà. perchè la cosa che a qualcuno può sembrare incredibile è che tutto questo non è mai stato nascosto. era ed è sotto gli occhi di tutti. come i riflessi e i condizionamenti micro e macroeconomici che il narcotraffico, e più in generale la camorra, inducono sull&#039;economia della città e del paese, sono sotto gli occhi di tutti gli osservatori economici.
giusta la domanda di montesano: i politici non sapevano? o sapevano? e se sapevano perchè non ne parlano mai? 
non credo alle connivenze. 

mi riprometto di leggere tutti i commenti...e ritorno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ho appena letto Gomorra. vivo a secondigliano da sempre. molto di quello che ho letto era conosciuto a me come a tutti quelli che vivono qui. Saviano racconta con semplicità la realtà. perchè la cosa che a qualcuno può sembrare incredibile è che tutto questo non è mai stato nascosto. era ed è sotto gli occhi di tutti. come i riflessi e i condizionamenti micro e macroeconomici che il narcotraffico, e più in generale la camorra, inducono sull&#8217;economia della città e del paese, sono sotto gli occhi di tutti gli osservatori economici.<br />
giusta la domanda di montesano: i politici non sapevano? o sapevano? e se sapevano perchè non ne parlano mai?<br />
non credo alle connivenze. </p>
<p>mi riprometto di leggere tutti i commenti&#8230;e ritorno</p>
]]></content:encoded>
		
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