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	Commenti a: Potere osceno	</title>
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		<title>
		Di: enzo penzo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/07/27/potere-osceno/#comment-35264</link>

		<dc:creator><![CDATA[enzo penzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Aug 2006 17:09:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le mani sulla città: i fratelli terribili  .
Una carriera costruita nell’a.
Anno domini 1976 Vittorio, scalcagnato massone di provincia compie il colpo del secolo.
 Piazza una tela rubata alla sovrintendenza del Veneto ad una cosca siciliana che deve far un regalo allo zio G. di Roma. Come contropartita riceve una rubrica fissa su l’Europeo dal 1981 e l’invito come ospite fisso al M. C. show nel 1988
Anno domini 1984 Elisabetta entra in B.casa editrice raccomandata da un vecchio autore. Diventa compagna di merenda del nipote del gerarca fascista G. Co.Gi., amministratore delegato
   1988. Cambio di a. con il mandrillo M.A. direttore editoriale B. Carriera veloce di Elisabetta  aiutata da gusti bi-partisan  di M.C.
1995 diventa regista grazie al nuovo pigmalione  E. G.
Vittorio dopo una breve parentesi socialista, diventa nel 1992 deputato di F.I . Titolare della rubrica fissa “S. q. ” attacca i giudici e difende i mafiosi e corrotti.
Fingendo di fare fronda occupa spazi del monopolio televisivo  R. F.
Nel 1995 la procura antimafia di C. lo incrimina per associazione mafiosa. Viene scagionato dopo una battaglia mediatica, sostenuta da piduista M. C. e da M.S. nella trasmissione T  R  
 Nel 2000 Elisabetta fonda con M. G. la M. finanziata dalla Provincia di Milano.
2006 Dopo mercanteggiamenti tra destra e sinistra Vittorio approda come assessore alla Cultura di M.
Nel 2006 trionfo bipartisan della M. con articoli marchette sul C.  di D. M. e su altri giornali  Elisabetta e Vittorio consacrati i fratelli terribili conquistano M.
Dal patto della crostata al panettone di R F L’incucio continua. U.E. e M. Dell’U. finalmente sposi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le mani sulla città: i fratelli terribili  .<br />
Una carriera costruita nell’a.<br />
Anno domini 1976 Vittorio, scalcagnato massone di provincia compie il colpo del secolo.<br />
 Piazza una tela rubata alla sovrintendenza del Veneto ad una cosca siciliana che deve far un regalo allo zio G. di Roma. Come contropartita riceve una rubrica fissa su l’Europeo dal 1981 e l’invito come ospite fisso al M. C. show nel 1988<br />
Anno domini 1984 Elisabetta entra in B.casa editrice raccomandata da un vecchio autore. Diventa compagna di merenda del nipote del gerarca fascista G. Co.Gi., amministratore delegato<br />
   1988. Cambio di a. con il mandrillo M.A. direttore editoriale B. Carriera veloce di Elisabetta  aiutata da gusti bi-partisan  di M.C.<br />
1995 diventa regista grazie al nuovo pigmalione  E. G.<br />
Vittorio dopo una breve parentesi socialista, diventa nel 1992 deputato di F.I . Titolare della rubrica fissa “S. q. ” attacca i giudici e difende i mafiosi e corrotti.<br />
Fingendo di fare fronda occupa spazi del monopolio televisivo  R. F.<br />
Nel 1995 la procura antimafia di C. lo incrimina per associazione mafiosa. Viene scagionato dopo una battaglia mediatica, sostenuta da piduista M. C. e da M.S. nella trasmissione T  R<br />
 Nel 2000 Elisabetta fonda con M. G. la M. finanziata dalla Provincia di Milano.<br />
2006 Dopo mercanteggiamenti tra destra e sinistra Vittorio approda come assessore alla Cultura di M.<br />
Nel 2006 trionfo bipartisan della M. con articoli marchette sul C.  di D. M. e su altri giornali  Elisabetta e Vittorio consacrati i fratelli terribili conquistano M.<br />
Dal patto della crostata al panettone di R F L’incucio continua. U.E. e M. Dell’U. finalmente sposi</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: filippo senatore		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/07/27/potere-osceno/#comment-34441</link>

		<dc:creator><![CDATA[filippo senatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2006 16:53:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dal 2000 Valentino Rossi fa la pubblicità alla birra Nastro Azzurro.
In uno dei primi spot radiofonici inneggiava al bere tout-court fregandosene del resto.
Bella figura per il Giurì di autodisciplina pubblicitaria che non ha corretto in questi anni il campione di moto che rispondeva in modo idiota al quiz sembrando proprio un ubriacone.
Ora dopo gli stravizi della birra  Valentino si trasforma in novello Amleto. Bere o guidare?
La risposta è scontata: “Bere visto che mi ritiro dal motociclismo”oppure “Continuare a bere visto che, Berlusconi docet , posso guidare impunemente”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 2000 Valentino Rossi fa la pubblicità alla birra Nastro Azzurro.<br />
In uno dei primi spot radiofonici inneggiava al bere tout-court fregandosene del resto.<br />
Bella figura per il Giurì di autodisciplina pubblicitaria che non ha corretto in questi anni il campione di moto che rispondeva in modo idiota al quiz sembrando proprio un ubriacone.<br />
Ora dopo gli stravizi della birra  Valentino si trasforma in novello Amleto. Bere o guidare?<br />
La risposta è scontata: “Bere visto che mi ritiro dal motociclismo”oppure “Continuare a bere visto che, Berlusconi docet , posso guidare impunemente”</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Nicolò La Rocca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/07/27/potere-osceno/#comment-34415</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicolò La Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2006 11:58:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Pietragloria. Mi piace questa definizione: &quot;professionisti senza un perché&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Pietragloria. Mi piace questa definizione: &#8220;professionisti senza un perché&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: Nicolò La Rocca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/07/27/potere-osceno/#comment-34414</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicolò La Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2006 11:56:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Gemma. Prediligo le scritture che ricorrono in modo massiccio a immagini metaforiche, alla carica grottesca,  straniante, che riordinano la realtà. L&#039;immagine dei soldi che cadono dall&#039;alto su un raggiante Berlusconi, nel film di Moretti, non solo ha un forte valore artistico, ma certifica più di mille puntate di Ballarò, più di tutti i libri di Travaglio, più di tutti i saggi sulla mafia, su Berlusconi e su Dell&#039;Utri. Più affidiamo la realtà al simbolo più la realtà si coagula in grumi evidentissimi di senso. Però amo anche le scritture iper-realistiche, quelle che dal dagherrotipo, incredibilmente, partoriscono allegorie. Se spingi la penna verso un realismo spinto, la scrittura realistica è come se esplodesse trasformandosi in scrittura allusiva, di nuovo metaforica: penso a Pericle il nero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Gemma. Prediligo le scritture che ricorrono in modo massiccio a immagini metaforiche, alla carica grottesca,  straniante, che riordinano la realtà. L&#8217;immagine dei soldi che cadono dall&#8217;alto su un raggiante Berlusconi, nel film di Moretti, non solo ha un forte valore artistico, ma certifica più di mille puntate di Ballarò, più di tutti i libri di Travaglio, più di tutti i saggi sulla mafia, su Berlusconi e su Dell&#8217;Utri. Più affidiamo la realtà al simbolo più la realtà si coagula in grumi evidentissimi di senso. Però amo anche le scritture iper-realistiche, quelle che dal dagherrotipo, incredibilmente, partoriscono allegorie. Se spingi la penna verso un realismo spinto, la scrittura realistica è come se esplodesse trasformandosi in scrittura allusiva, di nuovo metaforica: penso a Pericle il nero.</p>
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		<title>
		Di: missy		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/07/27/potere-osceno/#comment-34336</link>

		<dc:creator><![CDATA[missy]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jul 2006 21:40:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forte e vera testimonianza, quella di Pietraglora, alla quale vorrei aggiungere una cosa.
Il sistema dell&#039;imprenditoria siciliana. Ma volo giù, non voglio parlare di grandi opere. 
Parliamo di cose piccole. Per esempio, un festival culturale, con qualche mostra, uno spettacolo, una recita, etc.
Non esiste realtà che non sia assistenziale. L&#039;imprenditore che vuole fare il festival non intende rischiare soldi propri in una operazione, in una idea, e chiede i soldi alla Regione (comune, provincia, etc.). La Regione (comune, provincia etc.) distrubuisce annualmente una serie di sovvenzioni, dalla piccola associazione culturale alla grande Fondazione. In pratica, nessuno rischia. Nella sostanza, le attività lavorative (e nel caso della cultura, anche quelle intellettuali) si intrecciano al potere politico e alle forme più proficue per contattarlo (anche la semplice amicizia è già mafia o massoneria). Ovviamente il riscontro elettorale viene da sé. Del resto, è anche moralmente giusto esser riconoscenti. Questo concetto non va sottovalutato perchè appartiene anche alle persone oneste e perbene.
Poi vediamo l&#039;imprenditore alla conferenza di Montezemolo dire quanto rischia l&#039;imprenditore siciliano, ma io che so che quel festival è pagato con le mie tasse, non voglio pagare l&#039;imprenditore che non ha messo una lira, ma mi ripago cercando il biglietto gratis. Che sistematicamente trovo. Questo è un bel giro di connessioni... oltre che rappresentare un fermo biologico dell&#039;economia e della crescita di una regione!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forte e vera testimonianza, quella di Pietraglora, alla quale vorrei aggiungere una cosa.<br />
Il sistema dell&#8217;imprenditoria siciliana. Ma volo giù, non voglio parlare di grandi opere.<br />
Parliamo di cose piccole. Per esempio, un festival culturale, con qualche mostra, uno spettacolo, una recita, etc.<br />
Non esiste realtà che non sia assistenziale. L&#8217;imprenditore che vuole fare il festival non intende rischiare soldi propri in una operazione, in una idea, e chiede i soldi alla Regione (comune, provincia, etc.). La Regione (comune, provincia etc.) distrubuisce annualmente una serie di sovvenzioni, dalla piccola associazione culturale alla grande Fondazione. In pratica, nessuno rischia. Nella sostanza, le attività lavorative (e nel caso della cultura, anche quelle intellettuali) si intrecciano al potere politico e alle forme più proficue per contattarlo (anche la semplice amicizia è già mafia o massoneria). Ovviamente il riscontro elettorale viene da sé. Del resto, è anche moralmente giusto esser riconoscenti. Questo concetto non va sottovalutato perchè appartiene anche alle persone oneste e perbene.<br />
Poi vediamo l&#8217;imprenditore alla conferenza di Montezemolo dire quanto rischia l&#8217;imprenditore siciliano, ma io che so che quel festival è pagato con le mie tasse, non voglio pagare l&#8217;imprenditore che non ha messo una lira, ma mi ripago cercando il biglietto gratis. Che sistematicamente trovo. Questo è un bel giro di connessioni&#8230; oltre che rappresentare un fermo biologico dell&#8217;economia e della crescita di una regione!</p>
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		<title>
		Di: pietragloria		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/07/27/potere-osceno/#comment-34333</link>

		<dc:creator><![CDATA[pietragloria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jul 2006 19:51:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando si parla di criminalità in Sicilia si pensa subito alla mafia...
ma, a mio parere, quando si parla di Sicilia si deve pensare alla mafia.
Da bambina a scuola sentivo continuamente parlare di mafia e antimafia, la sera a casa avevo paura che mio padre non tornasse perché ucciso dalla “mafia”, i tg erano pieni di morti ammazzati nelle strade, pesavo potesse accadere a chiunque, non immaginavo che ci fosse una logica... a scuola mi ripetevano che bisognava essere contro la mafia, ma nessuno spiegava a me, e a chi era bambino come me  ai tempi delle stragi di Falcone e Borsellino. che cosa esattamente significasse essere contro, essere anti-.
Temevo, ma no sapevo chi e cosa temere..
Crescendo ho capito che la mafia era nei comportamenti di un mio qualsiasi parente, in certi atteggiamenti di mia madre e della sua collega, nelle mie stesse reazioni, cercando di risolvere un qualche problema le mie erano soluzioni mafiose,
ero mafiosa anch&#039;io.
La mafia è profondamente intrecciata alla storia della mia terra, la mia cultura è anche mafiosa, la mia condotta sociale e morale corre continuamente il rischio di essere in qualche modo criminale.
La mia emancipazione deve passare dal riconoscimento di quello che mi porto dentro, ormai consapevolmente, deve passare dalla messa a fuoco dell&#039;inciviltà e della prepotenza in mezzo alla quale sono cresciuta.
La mafia è prepotenza, e per questo ha privato i siciliani di ogni passione, i siciliani si ritrovano professionisti senza un perchè, senza una vocazione, battono strade già battute, asfaltate da amicizie compiacenti, senza fatica, senza desiderio.
La mafia ci ha reso schiavi di precisi interessi  e trattiene le nostre possibilità, le nostre potenze.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di criminalità in Sicilia si pensa subito alla mafia&#8230;<br />
ma, a mio parere, quando si parla di Sicilia si deve pensare alla mafia.<br />
Da bambina a scuola sentivo continuamente parlare di mafia e antimafia, la sera a casa avevo paura che mio padre non tornasse perché ucciso dalla “mafia”, i tg erano pieni di morti ammazzati nelle strade, pesavo potesse accadere a chiunque, non immaginavo che ci fosse una logica&#8230; a scuola mi ripetevano che bisognava essere contro la mafia, ma nessuno spiegava a me, e a chi era bambino come me  ai tempi delle stragi di Falcone e Borsellino. che cosa esattamente significasse essere contro, essere anti-.<br />
Temevo, ma no sapevo chi e cosa temere..<br />
Crescendo ho capito che la mafia era nei comportamenti di un mio qualsiasi parente, in certi atteggiamenti di mia madre e della sua collega, nelle mie stesse reazioni, cercando di risolvere un qualche problema le mie erano soluzioni mafiose,<br />
ero mafiosa anch&#8217;io.<br />
La mafia è profondamente intrecciata alla storia della mia terra, la mia cultura è anche mafiosa, la mia condotta sociale e morale corre continuamente il rischio di essere in qualche modo criminale.<br />
La mia emancipazione deve passare dal riconoscimento di quello che mi porto dentro, ormai consapevolmente, deve passare dalla messa a fuoco dell&#8217;inciviltà e della prepotenza in mezzo alla quale sono cresciuta.<br />
La mafia è prepotenza, e per questo ha privato i siciliani di ogni passione, i siciliani si ritrovano professionisti senza un perchè, senza una vocazione, battono strade già battute, asfaltate da amicizie compiacenti, senza fatica, senza desiderio.<br />
La mafia ci ha reso schiavi di precisi interessi  e trattiene le nostre possibilità, le nostre potenze.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gemma Gaetani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/07/27/potere-osceno/#comment-34310</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gemma Gaetani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jul 2006 00:09:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nicolò, personalmente amo le narrazioni estremamente simboliche. O quelle così realistiche e magari così autobiografiche da riuscire a proporre tipologie umane attraverso la maschera del nome e cognome. Nello specifico della scrittura &quot;impegnata&quot;, ma forse è meglio dire civile, io credo fortemente che bisognerebbe evitare di trasformare il discorso narrativo nel testo di un comizio elettorale o di una fiction da RaiUno. La scrittura &quot;civile&quot; invece spesso sceglie quello stile, la poesia in particolar modo. A mio avviso però rimangono di più le metafore, le rappresentazioni elaborate, rimangono di certo attraverso il tempo, anche se pagano in termini di diffusione e comprensione immediate (non sono messaggi facilmente codificabili e &quot;induttivi&quot; come gli spot, alla Beppe Grillo per intenderci).
Leggi l&#039;incipit di questa poesia di Balestrini: &quot;La mer daltonici li affascina&quot;. Si intitola &quot;La classe dirigente&quot;, è stata scritta all&#039;inizio degli anni Sessanta. Contiene da 40 anni e conterrà per sempre la micronizzazione dello stile balestriniano e un&#039;&quot;accusa&quot; sottile, elaborata, alla classe dirigente, grazie a uno spazio tra &quot;mer&quot; e &quot;da(ltonici)&quot;. La summa di una po-etica in cinque parole.
Pensa al &quot;Pianeta irritabile&quot; di Paolo Volponi, romanzo impregnato di un&#039;angoscia per niente didascalica che diventa viaggio visionario e postumo nella distruzione post-capitalistica che non è stata evitata (non ce l&#039;ho qui per trascrivere alcune frasi memorabili).
Pensa al &quot;Caimano&quot; di Nanni Moretti: l&#039;unica scena che avrà ancora valore artistico tra dieci anni è quella fortemente simbolica in cui a un attore che interpreta Berlusconi cade dal &quot;cielo&quot; una valigia piena di soldi.
De-scrivere il reale è la cosa più difficile, oggi più che mai, oggi che la stessa realtà è diventata rappresentazione. Secondo me.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nicolò, personalmente amo le narrazioni estremamente simboliche. O quelle così realistiche e magari così autobiografiche da riuscire a proporre tipologie umane attraverso la maschera del nome e cognome. Nello specifico della scrittura &#8220;impegnata&#8221;, ma forse è meglio dire civile, io credo fortemente che bisognerebbe evitare di trasformare il discorso narrativo nel testo di un comizio elettorale o di una fiction da RaiUno. La scrittura &#8220;civile&#8221; invece spesso sceglie quello stile, la poesia in particolar modo. A mio avviso però rimangono di più le metafore, le rappresentazioni elaborate, rimangono di certo attraverso il tempo, anche se pagano in termini di diffusione e comprensione immediate (non sono messaggi facilmente codificabili e &#8220;induttivi&#8221; come gli spot, alla Beppe Grillo per intenderci).<br />
Leggi l&#8217;incipit di questa poesia di Balestrini: &#8220;La mer daltonici li affascina&#8221;. Si intitola &#8220;La classe dirigente&#8221;, è stata scritta all&#8217;inizio degli anni Sessanta. Contiene da 40 anni e conterrà per sempre la micronizzazione dello stile balestriniano e un'&#8221;accusa&#8221; sottile, elaborata, alla classe dirigente, grazie a uno spazio tra &#8220;mer&#8221; e &#8220;da(ltonici)&#8221;. La summa di una po-etica in cinque parole.<br />
Pensa al &#8220;Pianeta irritabile&#8221; di Paolo Volponi, romanzo impregnato di un&#8217;angoscia per niente didascalica che diventa viaggio visionario e postumo nella distruzione post-capitalistica che non è stata evitata (non ce l&#8217;ho qui per trascrivere alcune frasi memorabili).<br />
Pensa al &#8220;Caimano&#8221; di Nanni Moretti: l&#8217;unica scena che avrà ancora valore artistico tra dieci anni è quella fortemente simbolica in cui a un attore che interpreta Berlusconi cade dal &#8220;cielo&#8221; una valigia piena di soldi.<br />
De-scrivere il reale è la cosa più difficile, oggi più che mai, oggi che la stessa realtà è diventata rappresentazione. Secondo me.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nicolò La Rocca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/07/27/potere-osceno/#comment-34303</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicolò La Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2006 20:34:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Ciò che è evidente e reale e realistico non è sensazionalistico né folkloristico&quot;, è verissimo Gemma. Il problema nasce proprio da qui: ciò che è evidente è più complicato da rappresentare, perché è evidente alla nostra quotidiana percezione della realtà, ma ancora non ha trovato adeguate metafore letterarie. Su queste ci si dovrebbe concentrare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ciò che è evidente e reale e realistico non è sensazionalistico né folkloristico&#8221;, è verissimo Gemma. Il problema nasce proprio da qui: ciò che è evidente è più complicato da rappresentare, perché è evidente alla nostra quotidiana percezione della realtà, ma ancora non ha trovato adeguate metafore letterarie. Su queste ci si dovrebbe concentrare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gemma Gaetani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/07/27/potere-osceno/#comment-34286</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gemma Gaetani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2006 12:32:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciò che è evidente e reale e realistico non è sensazionalistico né folkloristico; oggi informazione e arte sembrano preferire &quot;narrazioni&quot; di questo tipo quando rappresentano e metaforizzano l&#039;osceno delinquenziale, per usare, Nicolò, le tue stesse perfette parole. La vulgata secondo cui delinquenti e conniventi sarebbero soltanto proletari e boss capitalisti fa paradossalmente molto comodo al potere che non vuole si arrivi al fondo vero del pozzo. Ma il sub-Stato nello Stato che è ogni forma di delinquenza organizzata non nascerebbe né sopravviverebbe se non si nutrisse nelle zone d&#039;ombra in cui i due livelli entrano in contatto simbiotico. 
E&#039; così tanto vero quanto riporti e quanto consideri di tuo da sembrare quasi lapalissiano. Un po&#039; come quando il dottor Semmelweiss scopre la vera ragione della diffusione della febbre puerperale: erano le mani degli stessi medici e studenti che, secondo la prassi del tempo, visitavano le puerpere dopo aver dissezionato cadaveri durante lezioni e visite di anatomia, a perpetrare la diffusione dell&#039;infezione... Non a caso forse &quot;Il dottor Semmelweis&quot; non è il libro più famoso di Céline, con la sua narrazione dalla potenza anaerobica. 

Complimenti, leggerò presto il tuo libro.

G.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciò che è evidente e reale e realistico non è sensazionalistico né folkloristico; oggi informazione e arte sembrano preferire &#8220;narrazioni&#8221; di questo tipo quando rappresentano e metaforizzano l&#8217;osceno delinquenziale, per usare, Nicolò, le tue stesse perfette parole. La vulgata secondo cui delinquenti e conniventi sarebbero soltanto proletari e boss capitalisti fa paradossalmente molto comodo al potere che non vuole si arrivi al fondo vero del pozzo. Ma il sub-Stato nello Stato che è ogni forma di delinquenza organizzata non nascerebbe né sopravviverebbe se non si nutrisse nelle zone d&#8217;ombra in cui i due livelli entrano in contatto simbiotico.<br />
E&#8217; così tanto vero quanto riporti e quanto consideri di tuo da sembrare quasi lapalissiano. Un po&#8217; come quando il dottor Semmelweiss scopre la vera ragione della diffusione della febbre puerperale: erano le mani degli stessi medici e studenti che, secondo la prassi del tempo, visitavano le puerpere dopo aver dissezionato cadaveri durante lezioni e visite di anatomia, a perpetrare la diffusione dell&#8217;infezione&#8230; Non a caso forse &#8220;Il dottor Semmelweis&#8221; non è il libro più famoso di Céline, con la sua narrazione dalla potenza anaerobica. </p>
<p>Complimenti, leggerò presto il tuo libro.</p>
<p>G.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Rina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/07/27/potere-osceno/#comment-34279</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2006 08:20:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“..su chi è più contento del come ha ottenuto una cosa, che in Sicilia significa grazie a chi, piuttosto che del fatto in sé di averla ottenuta; sulla loro idea di amicizia e di amore legata esclusivamente al tornaconto personale, per il quale se conosci qualcuno, sei, altrimenti non esisti.”

“.. un singolo può creare consenso presso le classi popolari. Lui basta per cinque, venti, cento altri affiliati.”

“..con una condotta sociale che approva, spesso implicitamente, i modelli e la legge mafiosa, senza, nella stragrande maggioranza dei casi, tradurre l’adesione all’ethos mafioso in una vera e propria affiliazione.”


Purtroppo queste sono verità in Sicilia. 
Articolo forte, articolo coraggioso, articolo di denuncia, articolo che scuote. 
Bravo, Nicolò.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“..su chi è più contento del come ha ottenuto una cosa, che in Sicilia significa grazie a chi, piuttosto che del fatto in sé di averla ottenuta; sulla loro idea di amicizia e di amore legata esclusivamente al tornaconto personale, per il quale se conosci qualcuno, sei, altrimenti non esisti.”</p>
<p>“.. un singolo può creare consenso presso le classi popolari. Lui basta per cinque, venti, cento altri affiliati.”</p>
<p>“..con una condotta sociale che approva, spesso implicitamente, i modelli e la legge mafiosa, senza, nella stragrande maggioranza dei casi, tradurre l’adesione all’ethos mafioso in una vera e propria affiliazione.”</p>
<p>Purtroppo queste sono verità in Sicilia.<br />
Articolo forte, articolo coraggioso, articolo di denuncia, articolo che scuote.<br />
Bravo, Nicolò.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
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