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	Commenti a: Bacheca di agosto 2006	</title>
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		<title>
		Di: mgd		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/01/bacheca-di-agosto-2006/#comment-37636</link>

		<dc:creator><![CDATA[mgd]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2006 18:43:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aggiungo un&#039;osservazione: nel 2002 a Mantova fu allestita la &quot;galleria celeste&quot;, una raccolta delle più grandi opere d&#039;arte della vastissima collezione Gonzaga, comprendente quadri, mobili, gioielli, registri, eseguite da artisti come Mantegna, Rubens, Van dick. un&#039;operazione di anni,  studi e ricerche apporfondite, recupero di parte della collezione che ormai era diffusa in tutto il mondo. Evidentemente la credibilità per organizzare un evento del genere si fonda su credenziali molto motivate e chiaramente riconosciute.
http://www.mostragonzaga.it/italiano/mostra/index.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo un&#8217;osservazione: nel 2002 a Mantova fu allestita la &#8220;galleria celeste&#8221;, una raccolta delle più grandi opere d&#8217;arte della vastissima collezione Gonzaga, comprendente quadri, mobili, gioielli, registri, eseguite da artisti come Mantegna, Rubens, Van dick. un&#8217;operazione di anni,  studi e ricerche apporfondite, recupero di parte della collezione che ormai era diffusa in tutto il mondo. Evidentemente la credibilità per organizzare un evento del genere si fonda su credenziali molto motivate e chiaramente riconosciute.<br />
<a href="http://www.mostragonzaga.it/italiano/mostra/index.html" rel="nofollow ugc">http://www.mostragonzaga.it/italiano/mostra/index.html</a></p>
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		<title>
		Di: giambo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/01/bacheca-di-agosto-2006/#comment-37426</link>

		<dc:creator><![CDATA[giambo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 21:38:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi sarei aspettato di trovare nomi indiani, poetici invece che mgd, aracnef, mr cheat, pierre, mag, ugolino, tashtego, cf 05..,ashter, aa...ma che nazione è?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi sarei aspettato di trovare nomi indiani, poetici invece che mgd, aracnef, mr cheat, pierre, mag, ugolino, tashtego, cf 05..,ashter, aa&#8230;ma che nazione è?</p>
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		<title>
		Di: mgd		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mgd]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 09:15:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La cultura a Milano.

Qualcuno sull&#039;ultimo post ha esordito esasperato riguardo l&#039;operato del neoassessore alla Cultura a Milano. Chi non è un addetto ai lavori, come me per esempio, si chiede, come sia possibile che in un lasso cosi&#039; breve di tempo, una sola persona che dovrebbe essere depositario di fiducia e autorevolezza, abbia prodotto un sovvertimento tanto vistoso e fastidioso, da indurre il dubitare riguardo il suo stesso equilibrio psicofisico. Sarebbe interessante conoscere il parere di chi opera direttamente negli ambienti delle  mostre, gallerie e accademie d&#039;arte, che sembra compatto nel difendere la dignità e il rispetto dell&#039;arte.
Anche a Bergamo, c&#039;è stato un problema su un opera depositata all&#039;Accademia Carrara, la cui dirigenza ha subito difeso l&#039;opera dall&#039;invasione maniacale e violenta.
Come conciliare la divulgazione dell&#039;arte con la tutela della stessa? Come difendere l&#039;arte da ingordigia pubblicitaria e spettacolarizzazione?
Ultima domanda: l&#039;Arte appartiene al mondo o ai luoghi che l&#039;hanno prodotta? in questo senso dovremmo recuparare le opere italiane all&#039;estero e riportale nei loro luoghi di concepimento e negli Stati d&#039;origine?
Ringrazio anticipatamente chi vorrà dare delucidazioni  e chiarimenti in merito, nonostante il comportamento dell&#039;assessore sia già molto eloquente.

Magda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cultura a Milano.</p>
<p>Qualcuno sull&#8217;ultimo post ha esordito esasperato riguardo l&#8217;operato del neoassessore alla Cultura a Milano. Chi non è un addetto ai lavori, come me per esempio, si chiede, come sia possibile che in un lasso cosi&#8217; breve di tempo, una sola persona che dovrebbe essere depositario di fiducia e autorevolezza, abbia prodotto un sovvertimento tanto vistoso e fastidioso, da indurre il dubitare riguardo il suo stesso equilibrio psicofisico. Sarebbe interessante conoscere il parere di chi opera direttamente negli ambienti delle  mostre, gallerie e accademie d&#8217;arte, che sembra compatto nel difendere la dignità e il rispetto dell&#8217;arte.<br />
Anche a Bergamo, c&#8217;è stato un problema su un opera depositata all&#8217;Accademia Carrara, la cui dirigenza ha subito difeso l&#8217;opera dall&#8217;invasione maniacale e violenta.<br />
Come conciliare la divulgazione dell&#8217;arte con la tutela della stessa? Come difendere l&#8217;arte da ingordigia pubblicitaria e spettacolarizzazione?<br />
Ultima domanda: l&#8217;Arte appartiene al mondo o ai luoghi che l&#8217;hanno prodotta? in questo senso dovremmo recuparare le opere italiane all&#8217;estero e riportale nei loro luoghi di concepimento e negli Stati d&#8217;origine?<br />
Ringrazio anticipatamente chi vorrà dare delucidazioni  e chiarimenti in merito, nonostante il comportamento dell&#8217;assessore sia già molto eloquente.</p>
<p>Magda</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/01/bacheca-di-agosto-2006/#comment-37218</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 23:16:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so neppure di cosa tu stia parlando, Alfonso. (giuro!) Chiedi a Jan.
Qui non ci si registra. Si commenta liberamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so neppure di cosa tu stia parlando, Alfonso. (giuro!) Chiedi a Jan.<br />
Qui non ci si registra. Si commenta liberamente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alfonso		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/01/bacheca-di-agosto-2006/#comment-37048</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alfonso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 15:18:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sarà che sono io un po&#039; imbranato, ma qualcuno mi sa spiegare per bene come fare la registrazione su nazioneindiana per effettuare un log in?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà che sono io un po&#8217; imbranato, ma qualcuno mi sa spiegare per bene come fare la registrazione su nazioneindiana per effettuare un log in?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giambo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/01/bacheca-di-agosto-2006/#comment-36955</link>

		<dc:creator><![CDATA[giambo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 01:16:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...non t&#039;è piaciuta la festa della donna? M&#039;è piaciuto che hai accettato il mio invito dopo un breve pensamento. Non subito. Perchè c&#039;è stato lo spazio di una seduzione. Di chi era chiuso in sè stesso, preso dalle sue cose e poi, in un tempo sufficiente a non perdere l&#039;occasione, si è fatto tentare da una possibilità...e ho provato il piacere di esserne l&#039;autrice. Non ti dico che cosa si è sviluppato nella mia fantasia. Dovresti poterlo immaginare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;non t&#8217;è piaciuta la festa della donna? M&#8217;è piaciuto che hai accettato il mio invito dopo un breve pensamento. Non subito. Perchè c&#8217;è stato lo spazio di una seduzione. Di chi era chiuso in sè stesso, preso dalle sue cose e poi, in un tempo sufficiente a non perdere l&#8217;occasione, si è fatto tentare da una possibilità&#8230;e ho provato il piacere di esserne l&#8217;autrice. Non ti dico che cosa si è sviluppato nella mia fantasia. Dovresti poterlo immaginare&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: S. Ballo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/01/bacheca-di-agosto-2006/#comment-36904</link>

		<dc:creator><![CDATA[S. Ballo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 21:28:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viste le attuali condizioni di quella che una volta era la mitica &quot;bacheca&quot; (ormai qui scorre e si consuma di tutto), ne approfitto con un annuncio, magari riesco, grazie al buon cuore di qualcuna, a risolvere il problema che mi porto addosso da una vita.

AAA: Giovane, (h)ai-tante, bella presenza, simpatico conversatore, buona cultura generale (a dispese settimanali), ormai negli &quot;anta&quot;, celibe, illibato, prima esperienza, praticamente vergine (non è il segno zodiacale), conoscerebbe signora/signorina ben disposta a dargli lezioni di anatomia (praticamente a fargliela vedere: sarebbe la prima volta) e, soprattutto, a spiegargli a cosa serve (oltre a fare la pipì) la robina che si ritrova nelle mutandine. In cambio offre copie firmate dei libri che ha pubblicato, a sue spese, negli ultimi anni, dilapidando un cospicuo patrimonio e ingombrando la cantina di pacchi e volumi-nosi scatoloni. Astenersi mercenarie bibliofile a caccia di rarità. Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viste le attuali condizioni di quella che una volta era la mitica &#8220;bacheca&#8221; (ormai qui scorre e si consuma di tutto), ne approfitto con un annuncio, magari riesco, grazie al buon cuore di qualcuna, a risolvere il problema che mi porto addosso da una vita.</p>
<p>AAA: Giovane, (h)ai-tante, bella presenza, simpatico conversatore, buona cultura generale (a dispese settimanali), ormai negli &#8220;anta&#8221;, celibe, illibato, prima esperienza, praticamente vergine (non è il segno zodiacale), conoscerebbe signora/signorina ben disposta a dargli lezioni di anatomia (praticamente a fargliela vedere: sarebbe la prima volta) e, soprattutto, a spiegargli a cosa serve (oltre a fare la pipì) la robina che si ritrova nelle mutandine. In cambio offre copie firmate dei libri che ha pubblicato, a sue spese, negli ultimi anni, dilapidando un cospicuo patrimonio e ingombrando la cantina di pacchi e volumi-nosi scatoloni. Astenersi mercenarie bibliofile a caccia di rarità. Grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gerardo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/01/bacheca-di-agosto-2006/#comment-36740</link>

		<dc:creator><![CDATA[gerardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 08:57:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[copio incollo luna belkla recensione del libro di Carlesimo uscita in rete a firma di Degli Incerti

Leopoldo Carlesimo è un ingegnere al suo esordio come scrittore. Con i sette racconti di Baobab ci conduce in un’Africa vera, filtrata dallo sguardo di un occidentale, ma scevra da banali effetti folkloristici o avventurosi.
Il continente di cui ci narra l’autore è un mondo ancora oscuro, dove si agitano forze primigenie e spinte alla modernità. Si avverte in queste pagine l’esperienza di Carlesimo come ingegnere nei cantieri africani, soprattutto nel Burkina Faso. La minuziosità e l’estrema correttezza delle descrizioni, oltre ad uno stile affascinante ed esornativo, suscitano nel lettore un profondo piacere, come avviene nel racconto “Il ghiaccio”.

Si dice che un tempo il baobab – la pianta sacra degli africani – fosse l’albero dell’abbondanza: sempreverde, lussureggiante, carico di frutti. Gli uomini lo veneravano quasi come una divinità. Finché gli dèi si ingelosirono dell’alleanza tra l’uomo e l’albero e un giorno, per punire la sua superbia, lo capovolsero. Da allora il baobab è l’albero che mostra le radici.

Alcuni tratti della scrittura di Carlesimo riportano alla mente l’eco del primo Calvino, quello dei racconti giovanili, soprattutto per il gusto e la ricerca dei particolari. Il tessuto narrativo diviene così per il lettore un sentiero da percorrere con grande curiosità. 

Carlesimo è un narratore estremamente abile nel carpire l’attenzione di chi legge. I suoi racconti sono in bilico tra una rappresentazione scarna e insofferente del punto di vista dell’io narrante e un mondo, quello africano, indecifrabile, segnato da valori ed esperienze che sembrano sfuggire al controllo umano, come nell’affascinante “Jacques e la piena” o nell’ambiguo “La riserva di Arli e la caccia al maiale”.

 Alcuni racconti esprimono un’atmosfera rarefatta, come se più del dialogo e dei rapporti tra i personaggi prevalgano le cose, gli oggetti, particolari che trovano una loro straniante collocazione.

Mistero, silenziose sofferenze e un senso di riflessione trasudano dalle pagine di Baobab, di cui si rimane a leggere fino all’ultima riga, come se ci trovassimo davvero immersi nella contemplazione della sacra pianta capovolta che mostra le sue radici.

Dunque un’opera, questa di Carlesimo, che recupera il piacere di fare narrativa. L’io narrante è celato tra le pagine, quasi assente, come se l’autore intendesse parlarci dei luoghi tante volte visitati ma descrivendo il tutto con occhio clinico, privo di coinvolgimenti emotivi o sentimentali.

Più che un libro sull’Africa, quindi, Baobab è un’opera sulla voglia di scrivere, recuperando uno stile letterario estremamente polito, piano, come un mantello gettato all’improvviso sul terreno incolto e spesso assai gibboso della nostra odierna letteratura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>copio incollo luna belkla recensione del libro di Carlesimo uscita in rete a firma di Degli Incerti</p>
<p>Leopoldo Carlesimo è un ingegnere al suo esordio come scrittore. Con i sette racconti di Baobab ci conduce in un’Africa vera, filtrata dallo sguardo di un occidentale, ma scevra da banali effetti folkloristici o avventurosi.<br />
Il continente di cui ci narra l’autore è un mondo ancora oscuro, dove si agitano forze primigenie e spinte alla modernità. Si avverte in queste pagine l’esperienza di Carlesimo come ingegnere nei cantieri africani, soprattutto nel Burkina Faso. La minuziosità e l’estrema correttezza delle descrizioni, oltre ad uno stile affascinante ed esornativo, suscitano nel lettore un profondo piacere, come avviene nel racconto “Il ghiaccio”.</p>
<p>Si dice che un tempo il baobab – la pianta sacra degli africani – fosse l’albero dell’abbondanza: sempreverde, lussureggiante, carico di frutti. Gli uomini lo veneravano quasi come una divinità. Finché gli dèi si ingelosirono dell’alleanza tra l’uomo e l’albero e un giorno, per punire la sua superbia, lo capovolsero. Da allora il baobab è l’albero che mostra le radici.</p>
<p>Alcuni tratti della scrittura di Carlesimo riportano alla mente l’eco del primo Calvino, quello dei racconti giovanili, soprattutto per il gusto e la ricerca dei particolari. Il tessuto narrativo diviene così per il lettore un sentiero da percorrere con grande curiosità. </p>
<p>Carlesimo è un narratore estremamente abile nel carpire l’attenzione di chi legge. I suoi racconti sono in bilico tra una rappresentazione scarna e insofferente del punto di vista dell’io narrante e un mondo, quello africano, indecifrabile, segnato da valori ed esperienze che sembrano sfuggire al controllo umano, come nell’affascinante “Jacques e la piena” o nell’ambiguo “La riserva di Arli e la caccia al maiale”.</p>
<p> Alcuni racconti esprimono un’atmosfera rarefatta, come se più del dialogo e dei rapporti tra i personaggi prevalgano le cose, gli oggetti, particolari che trovano una loro straniante collocazione.</p>
<p>Mistero, silenziose sofferenze e un senso di riflessione trasudano dalle pagine di Baobab, di cui si rimane a leggere fino all’ultima riga, come se ci trovassimo davvero immersi nella contemplazione della sacra pianta capovolta che mostra le sue radici.</p>
<p>Dunque un’opera, questa di Carlesimo, che recupera il piacere di fare narrativa. L’io narrante è celato tra le pagine, quasi assente, come se l’autore intendesse parlarci dei luoghi tante volte visitati ma descrivendo il tutto con occhio clinico, privo di coinvolgimenti emotivi o sentimentali.</p>
<p>Più che un libro sull’Africa, quindi, Baobab è un’opera sulla voglia di scrivere, recuperando uno stile letterario estremamente polito, piano, come un mantello gettato all’improvviso sul terreno incolto e spesso assai gibboso della nostra odierna letteratura.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gerardo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/01/bacheca-di-agosto-2006/#comment-36738</link>

		<dc:creator><![CDATA[gerardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 08:54:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vorrei segnalare il libro BAOBAB (Gaffi editore) che è una raccolta di racconti africani scritti da Leopoldo Carlesimo, un ingegnere che lavora in cantieri africani. E&#039; un libro bellissimo, compratelo!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei segnalare il libro BAOBAB (Gaffi editore) che è una raccolta di racconti africani scritti da Leopoldo Carlesimo, un ingegnere che lavora in cantieri africani. E&#8217; un libro bellissimo, compratelo!!!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giambo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/01/bacheca-di-agosto-2006/#comment-36690</link>

		<dc:creator><![CDATA[giambo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2006 23:05:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...anche tu devi accettare delle cose. Come io accetto che sia avvenuto, tu devi accettare che gli altri se lo ricordino...il mio pensiero gira sempre intorno a quello che è successo...come si chiamava quella villa sul lago di Como? Ero come sempre in trance.E tu facevi il gioco dell&#039;incontro, come se non mi conoscessi...una cosa bella erano le serate sul balcone. Rispondevi alle mie domande con amore. Ancora non riuscivi bene a definire quello che era l&#039;altra...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;anche tu devi accettare delle cose. Come io accetto che sia avvenuto, tu devi accettare che gli altri se lo ricordino&#8230;il mio pensiero gira sempre intorno a quello che è successo&#8230;come si chiamava quella villa sul lago di Como? Ero come sempre in trance.E tu facevi il gioco dell&#8217;incontro, come se non mi conoscessi&#8230;una cosa bella erano le serate sul balcone. Rispondevi alle mie domande con amore. Ancora non riuscivi bene a definire quello che era l&#8217;altra&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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