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	Commenti a: Tutti giù	</title>
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		<title>
		Di: Cetto Laqualunque		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cetto Laqualunque]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2006 10:54:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chiu&#039; pilo pe&#039; tuttiiiiiiiiiiiii !!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiu&#8217; pilo pe&#8217; tuttiiiiiiiiiiiii !!!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: cf05103025		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/16/tutti-giu/#comment-36367</link>

		<dc:creator><![CDATA[cf05103025]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Aug 2006 07:10:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gran beni, che la mona al mondo fa! 

Gran beni, che la mona al mondo fa! 
Ella cava la fame ai affamai, 
la veste quelli che xe despoggiai, 
a alloggio ai pellegrini la ghe dà. 
Co un certo liquoretto, che la ga, 
ella cava la sé a chi arsirai, 
ella consola tutti i appassionai, 
e la ghe dà salute all’ammalà. 
Me stupisso che tante gran nazion, 
e tra l’altre i Egizi zente dotta, 
abbia bu per le bestie devozion; 
i ha adorà sin la rana, e la marmotta, 
el cazzo ancora ha bu le adorazion, 
e mai gnessun no ga adorà la potta. 

Giorgio Baffo Venezia 1694-1768)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gran beni, che la mona al mondo fa! </p>
<p>Gran beni, che la mona al mondo fa!<br />
Ella cava la fame ai affamai,<br />
la veste quelli che xe despoggiai,<br />
a alloggio ai pellegrini la ghe dà.<br />
Co un certo liquoretto, che la ga,<br />
ella cava la sé a chi arsirai,<br />
ella consola tutti i appassionai,<br />
e la ghe dà salute all’ammalà.<br />
Me stupisso che tante gran nazion,<br />
e tra l’altre i Egizi zente dotta,<br />
abbia bu per le bestie devozion;<br />
i ha adorà sin la rana, e la marmotta,<br />
el cazzo ancora ha bu le adorazion,<br />
e mai gnessun no ga adorà la potta. </p>
<p>Giorgio Baffo Venezia 1694-1768)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maria		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/16/tutti-giu/#comment-36249</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2006 18:58:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[quello che mi stupisce di più, Effeffe, è come tu abbia potuto conservare tanto a lungo l&#039;innocenza...mai osceno, mai volgare, sei tu il miracolo della natura...
sei la fine del mondo, Furlàn!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>quello che mi stupisce di più, Effeffe, è come tu abbia potuto conservare tanto a lungo l&#8217;innocenza&#8230;mai osceno, mai volgare, sei tu il miracolo della natura&#8230;<br />
sei la fine del mondo, Furlàn!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Il magnate		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/16/tutti-giu/#comment-35938</link>

		<dc:creator><![CDATA[Il magnate]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Aug 2006 08:15:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[che bella la patonza pelosa!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>che bella la patonza pelosa!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mgd		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/16/tutti-giu/#comment-35544</link>

		<dc:creator><![CDATA[mgd]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Aug 2006 08:27:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Felici di potersi ricredere, non si aspetta altro che sbagliarsi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Felici di potersi ricredere, non si aspetta altro che sbagliarsi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: cara polvere		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/16/tutti-giu/#comment-35532</link>

		<dc:creator><![CDATA[cara polvere]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Aug 2006 23:18:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;... e tanto meno le amano.&quot;

sembra più facile aprire una galassia alzando gli occhi  che adeguarsi al significato di quello che  basta per sentirsi  a m a t i  quaggiù]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8230; e tanto meno le amano.&#8221;</p>
<p>sembra più facile aprire una galassia alzando gli occhi  che adeguarsi al significato di quello che  basta per sentirsi  a m a t i  quaggiù</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mgd		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/16/tutti-giu/#comment-35531</link>

		<dc:creator><![CDATA[mgd]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Aug 2006 22:41:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come randagio mi aggiro in  questi mobili luoghi nutrendomi  tra  pieghe di turbamenti, ricordi, apprensioni e momentanee apparenti tranquillità. Vulcani apparentemente sopiti.
Cosa c&#039;è di piu&#039; aderente e intimo di confidenze, di cuori messi a nudo, a volte volontariamente, altre dalla trasparenza di corazze troppo eloquenti. 

Radhe, tu parli di personaggi tipo il fu Roberto d&#039;Agostino, io eviterei....piuttosto gli artisti o i muratori. I penipolemici sono controproduttivi nell&#039;economia biologica femminile, nel senso che le donne, le narrano, le dipingono, le descrivono, ma non le sognano e tanto meno le amano. Secondo me, potremmo considerare i peniteologici, certamente ascetici(?) e passionali; chissà come sarebbe avere Dio come rivale...s&#039;incazzerebbe molto?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come randagio mi aggiro in  questi mobili luoghi nutrendomi  tra  pieghe di turbamenti, ricordi, apprensioni e momentanee apparenti tranquillità. Vulcani apparentemente sopiti.<br />
Cosa c&#8217;è di piu&#8217; aderente e intimo di confidenze, di cuori messi a nudo, a volte volontariamente, altre dalla trasparenza di corazze troppo eloquenti. </p>
<p>Radhe, tu parli di personaggi tipo il fu Roberto d&#8217;Agostino, io eviterei&#8230;.piuttosto gli artisti o i muratori. I penipolemici sono controproduttivi nell&#8217;economia biologica femminile, nel senso che le donne, le narrano, le dipingono, le descrivono, ma non le sognano e tanto meno le amano. Secondo me, potremmo considerare i peniteologici, certamente ascetici(?) e passionali; chissà come sarebbe avere Dio come rivale&#8230;s&#8217;incazzerebbe molto?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: cf05103025		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/16/tutti-giu/#comment-35530</link>

		<dc:creator><![CDATA[cf05103025]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Aug 2006 21:46:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io credo che Courbet sarebbe stato contento di leggere il post e tutti &#039;sti commenti, io dico di sì, sotto il suo quadro che un sempliciotto dice: 
è la fica... 
e poi sta a dire è bella è brutta, pelosa e non  è meglio, così e colà
e vabbè,
 ma è pur l&#039;origine du monde, perbacco, 
tutti da lì veniamo e dobbiamo inchinarci come settemila anni fa alla Grande Madre o Matrice, altro che andare in chiesa, 
se si venerasse la Grande Madre forse ci si ammazzerebbe di meno e ci si starebbe di più a spupazzare tra belle coscione accoglienti tipo Venere steatopigia o di Willendorf, 
per dire...

MarioB.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che Courbet sarebbe stato contento di leggere il post e tutti &#8216;sti commenti, io dico di sì, sotto il suo quadro che un sempliciotto dice:<br />
è la fica&#8230;<br />
e poi sta a dire è bella è brutta, pelosa e non  è meglio, così e colà<br />
e vabbè,<br />
 ma è pur l&#8217;origine du monde, perbacco,<br />
tutti da lì veniamo e dobbiamo inchinarci come settemila anni fa alla Grande Madre o Matrice, altro che andare in chiesa,<br />
se si venerasse la Grande Madre forse ci si ammazzerebbe di meno e ci si starebbe di più a spupazzare tra belle coscione accoglienti tipo Venere steatopigia o di Willendorf,<br />
per dire&#8230;</p>
<p>MarioB.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ugolino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/16/tutti-giu/#comment-35526</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ugolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Aug 2006 21:01:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono rientrato da poco, il tempo di leggere i vostri commenti. Vi ringrazio dal profondo del cuore, soprattutto in nome del ricordo incancellabile di una grande donna, una che nella sua (per fortuna) lunghissima vita ha fatto cose incredibili per tanti ragazzi e ragazze, destinati, senza il suo intervento concreto, a chi sa quale destino di emarginazione. A un certo punto della sua esistenza, ha deciso che il suo compito era quello di dare aiuto soprattutto alle ragazze sbandate e senza futuro della zona, e in moltissimi casi c&#039;è riuscita, regalando più di una speranza di vita diversa a molte donne.

*

Ai suoi funerali c&#039;erano centinaia e centinaia di persone, tutte per lei, che non aveva mai avuto famiglia, tante famiglie che si erano formate ed esistevano solo grazie a lei. Gli abitanti del quartiere dove viveva hanno impedito per tre giorni ai netturbini di spazzare e ripulire la strada, cosparsa di fiori, che il corteo funebre aveva attraversato: cinquecento metri di primavera in pieno dicembre. Io non c&#039;ero, purtroppo. Ma ho sognato tutto, prima che mi raccontassero per filo e per segno; ho sognato perfino i suoi ultimi minuti di vita, i suoi pensieri, le sue ultime parole, la nenia in forma di sorriso che lei stessa si è cantata prima di chiudere gli occhi.

*

Non so perché vi ho raccontato queste cose, non so perché il gioco scherzoso si è, per me, lentamente trasformato in qualcosa che non sono riuscito a controllare. Forse dipende dal fatto che, da sempre, ogni volta che sento o che leggo di violenze sulle donne, qualcosa dentro di me urla di dolore e di rabbia, sanguina e grida senza parole: e oggi questa rabbia e questo dolore mi si sono presentati, in tutta la loro urgenza, sotto forma di ricordo. Forse. O forse perché, oggi come allora, come &quot;quel&quot; giorno, è proprio il 22 agosto. O forse tutte queste cose insieme.

*

Vi lascio, prima di salutarvi e ringraziarvi di nuovo, con un ultimo frammento di memoria.

Molti anni dopo il nostro primo incontro, una sera che ero andato a farle visita, in quella specie di asilo dei giorni perduti e della speranza che era diventata la sua casa, rimasti soli, non so a quali mie parole lei rispose con la stessa risata dolce e cantilenante di allora. Ciò bastò perché io le facessi la domanda che da sempre abitava in me e che solo in quel momento affiorava alle labbra. &quot;Hai mai pensato che ti stavi accompagnando con un bambino, ti sembra giusta una cosa del genere?&quot;. Lei mi guardò, mi sorrise di nuovo, e mi disse, guardandomi negli occhi così intensamente che dovetti abbassare i miei: &quot;Tu sei stato con tante donne e credi di conoscerle fino in fondo; ma tu ancora non hai ancora capito niente, perciò ricordati sempre quello che ora ti dico: quel giorno io te l&#039;ho appoggiato sulla mia pancia, eri così desideroso di vederla che non avresti distinto una rosa da una mela... e io mai, mai, ti avrei concesso altro. Sappi che una madre apre le cosce ai suoi figli, anche a quelli che non ha mai sgravato, solo per metterli al mondo, solo per dargli la vita&quot;.  

*

Vi saluto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono rientrato da poco, il tempo di leggere i vostri commenti. Vi ringrazio dal profondo del cuore, soprattutto in nome del ricordo incancellabile di una grande donna, una che nella sua (per fortuna) lunghissima vita ha fatto cose incredibili per tanti ragazzi e ragazze, destinati, senza il suo intervento concreto, a chi sa quale destino di emarginazione. A un certo punto della sua esistenza, ha deciso che il suo compito era quello di dare aiuto soprattutto alle ragazze sbandate e senza futuro della zona, e in moltissimi casi c&#8217;è riuscita, regalando più di una speranza di vita diversa a molte donne.</p>
<p>*</p>
<p>Ai suoi funerali c&#8217;erano centinaia e centinaia di persone, tutte per lei, che non aveva mai avuto famiglia, tante famiglie che si erano formate ed esistevano solo grazie a lei. Gli abitanti del quartiere dove viveva hanno impedito per tre giorni ai netturbini di spazzare e ripulire la strada, cosparsa di fiori, che il corteo funebre aveva attraversato: cinquecento metri di primavera in pieno dicembre. Io non c&#8217;ero, purtroppo. Ma ho sognato tutto, prima che mi raccontassero per filo e per segno; ho sognato perfino i suoi ultimi minuti di vita, i suoi pensieri, le sue ultime parole, la nenia in forma di sorriso che lei stessa si è cantata prima di chiudere gli occhi.</p>
<p>*</p>
<p>Non so perché vi ho raccontato queste cose, non so perché il gioco scherzoso si è, per me, lentamente trasformato in qualcosa che non sono riuscito a controllare. Forse dipende dal fatto che, da sempre, ogni volta che sento o che leggo di violenze sulle donne, qualcosa dentro di me urla di dolore e di rabbia, sanguina e grida senza parole: e oggi questa rabbia e questo dolore mi si sono presentati, in tutta la loro urgenza, sotto forma di ricordo. Forse. O forse perché, oggi come allora, come &#8220;quel&#8221; giorno, è proprio il 22 agosto. O forse tutte queste cose insieme.</p>
<p>*</p>
<p>Vi lascio, prima di salutarvi e ringraziarvi di nuovo, con un ultimo frammento di memoria.</p>
<p>Molti anni dopo il nostro primo incontro, una sera che ero andato a farle visita, in quella specie di asilo dei giorni perduti e della speranza che era diventata la sua casa, rimasti soli, non so a quali mie parole lei rispose con la stessa risata dolce e cantilenante di allora. Ciò bastò perché io le facessi la domanda che da sempre abitava in me e che solo in quel momento affiorava alle labbra. &#8220;Hai mai pensato che ti stavi accompagnando con un bambino, ti sembra giusta una cosa del genere?&#8221;. Lei mi guardò, mi sorrise di nuovo, e mi disse, guardandomi negli occhi così intensamente che dovetti abbassare i miei: &#8220;Tu sei stato con tante donne e credi di conoscerle fino in fondo; ma tu ancora non hai ancora capito niente, perciò ricordati sempre quello che ora ti dico: quel giorno io te l&#8217;ho appoggiato sulla mia pancia, eri così desideroso di vederla che non avresti distinto una rosa da una mela&#8230; e io mai, mai, ti avrei concesso altro. Sappi che una madre apre le cosce ai suoi figli, anche a quelli che non ha mai sgravato, solo per metterli al mondo, solo per dargli la vita&#8221;.  </p>
<p>*</p>
<p>Vi saluto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: A. Figazzero		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/16/tutti-giu/#comment-35525</link>

		<dc:creator><![CDATA[A. Figazzero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Aug 2006 20:58:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... xxxxxxxxxxx______xxxxxxxxxx
.. xxxxxxxxxxxx_____xxxxxxxxxxxx
. xxxxxxxxxxxxxx__xxxxxxxxxxxxxx
.xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
.. xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
...xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
......... xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
........... xxxxxxxxxxxxxxxxx
............... xxxxxxxxxxxx
.................. xxxxxxxxx
..................... xxxxx
...................... xxxx
....................... xxx
........................ xx
......................... x]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; xxxxxxxxxxx______xxxxxxxxxx<br />
.. xxxxxxxxxxxx_____xxxxxxxxxxxx<br />
. xxxxxxxxxxxxxx__xxxxxxxxxxxxxx<br />
.xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx<br />
.. xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx<br />
&#8230;xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx<br />
&#8230;&#8230;&#8230; xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx<br />
&#8230;&#8230;&#8230;.. xxxxxxxxxxxxxxxxx<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; xxxxxxxxxxxx<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; xxxxxxxxx<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; xxxxx<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. xxxx<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. xxx<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; xx<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. x</p>
]]></content:encoded>
		
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