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	Commenti a: Dov&#8217;è l&#8217;emergenza	</title>
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		Di: Il mondo di Tatiana &#124; Nazione Indiana		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Il mondo di Tatiana &#124; Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2007 06:18:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Altri articoli di Stefano Savella su Nazione Indiana: Dov&#8217;è l&#8217;emergenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Altri articoli di Stefano Savella su Nazione Indiana: Dov&#8217;è l&#8217;emergenza [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Linus		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Linus]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Sep 2006 09:43:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bellissimo e documentatissimo il tuo post.
Complimenti!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo e documentatissimo il tuo post.<br />
Complimenti!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: gina		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Sep 2006 07:32:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e che dire della superchicca di francesco merlo:)
stupratore in libertà, giudice sotto accusa
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&#038;currentArticle=BRRB0]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e che dire della superchicca di francesco merlo:)<br />
stupratore in libertà, giudice sotto accusa<br />
<a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&#038;currentArticle=BRRB0" rel="nofollow ugc">http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&#038;currentArticle=BRRB0</a></p>
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		<title>
		Di: Mayfly		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mayfly]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 13:29:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono daccordo con wowoka: la questione dell’immigrazione non può essere considerata come un fattore sganciato da quello ecologico. 
Considerando inoltre che è sempre un insieme di fattori a causare un evento e mai un unico fattore, l&#039;ottica integrata è la giusta prospettiva. 
Pur tuttativa nulla potrà cambiare senza un&#039;inversione di tendenza dell&#039;esponenziale incremento demografico, attualmente incontrollato ed incontrollabile, nelle aree del cosiddetto terzo mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono daccordo con wowoka: la questione dell’immigrazione non può essere considerata come un fattore sganciato da quello ecologico.<br />
Considerando inoltre che è sempre un insieme di fattori a causare un evento e mai un unico fattore, l&#8217;ottica integrata è la giusta prospettiva.<br />
Pur tuttativa nulla potrà cambiare senza un&#8217;inversione di tendenza dell&#8217;esponenziale incremento demografico, attualmente incontrollato ed incontrollabile, nelle aree del cosiddetto terzo mondo.</p>
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		<title>
		Di: roberto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 10:45:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@wovoka
Già.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@wovoka<br />
Già.</p>
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		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-37272</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 09:07:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trovo molto istruttive queste analisi a livello retorico-linguistico su come i mass-media “creino” per noi un&#039;immagine complessiva, emotiva, delle realtà che non possiamo sperimentare direttamente. Però non dovremmo illuderci che questi siano problemi puramente linguistico-ideologici. Il piano della coscienza si appoggia infatti, fino a diventare “inafferrabile”, nelle disposizioni corporee, che sono plasmate da esperienze non virtuali e ben più difficili da “smuovere” in quanto, a loro modo, (dis-)adattate, corrispondenti o stridenti, con delle realtà “oggettive”, e come tali non suscettibili di semplici ribaltamenti simbolici. Insomma non c&#039;è da contare troppo sui reali effetti delle “prese di coscienza”, che solitamente si limitano a “suggellare”, a fornire cioè una guarnizione estetica e simbolica a disposizioni già in un più profondo accordo con le rappresentazioni stesse. Per essere più chiaro: non mi è difficile immaginare come una persona lungamente esposta nel corpo all&#039;attrito delle differenze culturali, e agli altri problemi legati all&#039;immigrazione, che avverta cioè direttamente sulla pelle (e non attraverso “fabule” più o meno efficaci) la crescente “brutalità” che deborda ormai in moltissime situazioni, possa considerare certe aperture totali, certi moralismi intransigenti, come irrealistici, ingenui (seppure talvolta estremamente eruditi) e in un certo modo irresponsabili o comunque legati ad una sensibilità da privilegiati. C&#039;è da credere che la caduta del privilegio possa portarsi dietro anche queste sensibilità (a parte qualche vero santo, che c&#039;è sempre). Personalmente, non riesco ad evitare una forte disarmonia di piani cognitivi. Mi stupisce, mi preoccupa, che la questione dell&#039;immigrazione venga sempre posta su di un piano puramente “morale”, del tutto sganciato da una problematica che non è più soltanto economica ma drammaticamente ecologica. La politica dell&#039;accoglimento illimitato, per quanto frenato con vari artifizi più o meno ipocriti, alla quale ci costringe tanto la coerenza con i nostri “principi” consci quanto la nostra sensibilità (ancora prevalentemente) da privilegiati, implica però, per l&#039;Italia, una prospettiva di “sviluppo” pesante, unidirezionale (altrimenti è “fame subito!” senza se e senza ma) totalmente antiecologico (ancora case! ancora strade! ancora centri commerciali ecc.) in un ambiente già saturo e terribilmente dipendente dalla &quot;buona salute&quot; del sistema globale. Una prospettiva di sviluppo “obbligato” che viene al tempo stesso ideologicamente negata! Non riesco quindi a conciliare il riconoscimento razionale, morale ed estetico che devo tributare ai vari Alderano, Inglese ecc. quando prendono la parola, con l&#039;oscuro senso di allarme, di sgomento per ciò che vedo e le prospettive desumibili da questo stato di cose. Semplicemente: mi pare che siamo avviati a condividere la sorte del terzo mondo – e magari questo è anche giusto “in linea di principio” - magari finirà per smuovere finalmente le cose nelle direzioni necessarie. Però non condivido certa facile retorica dell&#039;Occidente “opulento” che “se volesse ...”. Ma se non siamo capaci di “risanare” nemmeno un piccolo sud Italia – vedi le matasse disperanti descritte da Saviano, se le pensioni tremano al semplice rallentare di qualche “locomotiva” economica, come possiamo sperare di assorbire indefinitamente quell&#039;esplosione demografica che cominciamo ormai a vedere direttamente con i nostri occhi? Ora, mi guardo bene dal desumere da tutto questo qualche “posizione”  condannata inevitabilmente a venire percepita - in un consesso di angeli (o spettri) che paiono nutrirsi di luce divina - come cripto-fascista. Mi faccio scudo della consolante percezione della mia ignoranza, mi attengo alla “regola aurea” (che sulla “breve distanza” mi pare ancora il meglio), ricordo a me stesso che di qualche morte dobbiamo pur morire, e mi limito a chiedere, senza intento polemico, se qualcuno è a conoscenza di luoghi nella rete in cui queste faccende vengano affrontate in un&#039;ottica, diciamo così, più integrata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo molto istruttive queste analisi a livello retorico-linguistico su come i mass-media “creino” per noi un&#8217;immagine complessiva, emotiva, delle realtà che non possiamo sperimentare direttamente. Però non dovremmo illuderci che questi siano problemi puramente linguistico-ideologici. Il piano della coscienza si appoggia infatti, fino a diventare “inafferrabile”, nelle disposizioni corporee, che sono plasmate da esperienze non virtuali e ben più difficili da “smuovere” in quanto, a loro modo, (dis-)adattate, corrispondenti o stridenti, con delle realtà “oggettive”, e come tali non suscettibili di semplici ribaltamenti simbolici. Insomma non c&#8217;è da contare troppo sui reali effetti delle “prese di coscienza”, che solitamente si limitano a “suggellare”, a fornire cioè una guarnizione estetica e simbolica a disposizioni già in un più profondo accordo con le rappresentazioni stesse. Per essere più chiaro: non mi è difficile immaginare come una persona lungamente esposta nel corpo all&#8217;attrito delle differenze culturali, e agli altri problemi legati all&#8217;immigrazione, che avverta cioè direttamente sulla pelle (e non attraverso “fabule” più o meno efficaci) la crescente “brutalità” che deborda ormai in moltissime situazioni, possa considerare certe aperture totali, certi moralismi intransigenti, come irrealistici, ingenui (seppure talvolta estremamente eruditi) e in un certo modo irresponsabili o comunque legati ad una sensibilità da privilegiati. C&#8217;è da credere che la caduta del privilegio possa portarsi dietro anche queste sensibilità (a parte qualche vero santo, che c&#8217;è sempre). Personalmente, non riesco ad evitare una forte disarmonia di piani cognitivi. Mi stupisce, mi preoccupa, che la questione dell&#8217;immigrazione venga sempre posta su di un piano puramente “morale”, del tutto sganciato da una problematica che non è più soltanto economica ma drammaticamente ecologica. La politica dell&#8217;accoglimento illimitato, per quanto frenato con vari artifizi più o meno ipocriti, alla quale ci costringe tanto la coerenza con i nostri “principi” consci quanto la nostra sensibilità (ancora prevalentemente) da privilegiati, implica però, per l&#8217;Italia, una prospettiva di “sviluppo” pesante, unidirezionale (altrimenti è “fame subito!” senza se e senza ma) totalmente antiecologico (ancora case! ancora strade! ancora centri commerciali ecc.) in un ambiente già saturo e terribilmente dipendente dalla &#8220;buona salute&#8221; del sistema globale. Una prospettiva di sviluppo “obbligato” che viene al tempo stesso ideologicamente negata! Non riesco quindi a conciliare il riconoscimento razionale, morale ed estetico che devo tributare ai vari Alderano, Inglese ecc. quando prendono la parola, con l&#8217;oscuro senso di allarme, di sgomento per ciò che vedo e le prospettive desumibili da questo stato di cose. Semplicemente: mi pare che siamo avviati a condividere la sorte del terzo mondo – e magari questo è anche giusto “in linea di principio” &#8211; magari finirà per smuovere finalmente le cose nelle direzioni necessarie. Però non condivido certa facile retorica dell&#8217;Occidente “opulento” che “se volesse &#8230;”. Ma se non siamo capaci di “risanare” nemmeno un piccolo sud Italia – vedi le matasse disperanti descritte da Saviano, se le pensioni tremano al semplice rallentare di qualche “locomotiva” economica, come possiamo sperare di assorbire indefinitamente quell&#8217;esplosione demografica che cominciamo ormai a vedere direttamente con i nostri occhi? Ora, mi guardo bene dal desumere da tutto questo qualche “posizione”  condannata inevitabilmente a venire percepita &#8211; in un consesso di angeli (o spettri) che paiono nutrirsi di luce divina &#8211; come cripto-fascista. Mi faccio scudo della consolante percezione della mia ignoranza, mi attengo alla “regola aurea” (che sulla “breve distanza” mi pare ancora il meglio), ricordo a me stesso che di qualche morte dobbiamo pur morire, e mi limito a chiedere, senza intento polemico, se qualcuno è a conoscenza di luoghi nella rete in cui queste faccende vengano affrontate in un&#8217;ottica, diciamo così, più integrata.</p>
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		<title>
		Di: missy		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-37023</link>

		<dc:creator><![CDATA[missy]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 11:30:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ stefano, 
sinceramente non ho riportato le parole in maniera fedele e me ne scuso: mi interessava dire che ho trovato i toni usati in alcuni TG siciliani molto più umani e partecipativi di quanto ascoltato altrove. E trovo inoltre  che &quot;un carico di dolore e disperazione&quot; non sia affatto dispregiativo.

Per il resto, sono assolutamente d&#039;accordo con il contenuto del tuo post, al quale aggiungerei l&#039;orrore dello special-TG1 di ieri sera, condotto dalla militarissima Magioni, e intitolato a chiare lettere enormi bianche fisse sul monitor centrale: IN MISSIONE PER LA PACE. 
Questo è dare un titolo aprioristicamente convinto, arbitrario ed invasivo ad un evento che potrebbe esser interpretato, in un clima di libero discernimento, in maniera del tutto diversa dal pensiero della Maggioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ stefano,<br />
sinceramente non ho riportato le parole in maniera fedele e me ne scuso: mi interessava dire che ho trovato i toni usati in alcuni TG siciliani molto più umani e partecipativi di quanto ascoltato altrove. E trovo inoltre  che &#8220;un carico di dolore e disperazione&#8221; non sia affatto dispregiativo.</p>
<p>Per il resto, sono assolutamente d&#8217;accordo con il contenuto del tuo post, al quale aggiungerei l&#8217;orrore dello special-TG1 di ieri sera, condotto dalla militarissima Magioni, e intitolato a chiare lettere enormi bianche fisse sul monitor centrale: IN MISSIONE PER LA PACE.<br />
Questo è dare un titolo aprioristicamente convinto, arbitrario ed invasivo ad un evento che potrebbe esser interpretato, in un clima di libero discernimento, in maniera del tutto diversa dal pensiero della Maggioni.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: stefano savella		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-37008</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefano savella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 11:08:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ roberto

Il caso di Studio Aperto sarebbe da studiare in una prospettiva di lungo termine, e in ogni caso il &quot;dolo&quot; nel metodo di narrazione delle notizie non penso si possa in alcun modo escludere. Non credo di essere il solo ad avere quest&#039;impressione, e cioè che la redazione getti una rete su tutti i notiziari locali del giorno prima, e da questi ne tiri su soltanto o quasi notizie (quasi sempre reati fisici contro la persona) con aggressori stranieri. Per rendersene conto basta ascoltare quotidianamente i notiziari locali della propria zona, ormai diffusori quasi esclusivamente delle attività delle forze dell&#039;ordine del luogo (dalla segnalazione del consumatore di hascish alle molestie in famiglia, dallo scambio di consegne tra un maresciallo e l&#039;altro della guarda di finanza alla retata periodica di stranieri nelle stazioni ferroviarie). Nei reati (dunque non considerando ovviamente tra questi la presenza di uno straniero senza permesso di soggiorno in una stazione) la presenza degli stranieri è minima, rispetto ai reati commessi da italiani. Eppure a vedere Studio Aperto, ogni giorno, da quindici anni, si ha una visione completamente diversa dei fatti.
Riguardo le parole che giustamente spendi per i rom, aggiungo solo che sempre più spesso capita di ascoltare giornalisti che li definiscono rumeni, bulgari, o slavi. Questo non so come chiamarlo se non annientamento di un popolo e di una cultura secolari.

@ missy

&quot;Ad onor del vero, devo dire che talvolta al TG Regionale della Sicilia, si parla dello sbarco di immigrati come di “un nuovo carico di disperazione e di dolore”

Hai mai sentito parlare del viaggio di una nave da crociera con un &quot;CARICO di turisti&quot;? Hai mai sentito parlare nella cronaca di uno sbarco di migranti come di &quot;persone&quot;?

@ r.r.

Nel primo caso ho utilizzato la fonte del Manifesto perché è l&#039;unica che ho reperito che non trascurasse (non dico esagerasse, amplificasse) la possibilità del contatto tra la Minerva e la nave di migranti. Avrei potuto citare anche altri quotidiani, ma la stessa Liberazione, in prima pagina, il 20 agosto, scriveva: &quot;i 120 a bordo si sono spostati tutti sullo stesso lato dell’imbarcazione facendola capovolgere&quot;.(http://www.liberazione.it/giornale/060820/LB12D6A4.asp)

Nel secondo caso (l&#039;articolo di Fabozzi del marzo 2002), trattandosi di un avvenimento di più di quattro anni fa, non ho potuto recuperare altre fonti d&#039;archivio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ roberto</p>
<p>Il caso di Studio Aperto sarebbe da studiare in una prospettiva di lungo termine, e in ogni caso il &#8220;dolo&#8221; nel metodo di narrazione delle notizie non penso si possa in alcun modo escludere. Non credo di essere il solo ad avere quest&#8217;impressione, e cioè che la redazione getti una rete su tutti i notiziari locali del giorno prima, e da questi ne tiri su soltanto o quasi notizie (quasi sempre reati fisici contro la persona) con aggressori stranieri. Per rendersene conto basta ascoltare quotidianamente i notiziari locali della propria zona, ormai diffusori quasi esclusivamente delle attività delle forze dell&#8217;ordine del luogo (dalla segnalazione del consumatore di hascish alle molestie in famiglia, dallo scambio di consegne tra un maresciallo e l&#8217;altro della guarda di finanza alla retata periodica di stranieri nelle stazioni ferroviarie). Nei reati (dunque non considerando ovviamente tra questi la presenza di uno straniero senza permesso di soggiorno in una stazione) la presenza degli stranieri è minima, rispetto ai reati commessi da italiani. Eppure a vedere Studio Aperto, ogni giorno, da quindici anni, si ha una visione completamente diversa dei fatti.<br />
Riguardo le parole che giustamente spendi per i rom, aggiungo solo che sempre più spesso capita di ascoltare giornalisti che li definiscono rumeni, bulgari, o slavi. Questo non so come chiamarlo se non annientamento di un popolo e di una cultura secolari.</p>
<p>@ missy</p>
<p>&#8220;Ad onor del vero, devo dire che talvolta al TG Regionale della Sicilia, si parla dello sbarco di immigrati come di “un nuovo carico di disperazione e di dolore”</p>
<p>Hai mai sentito parlare del viaggio di una nave da crociera con un &#8220;CARICO di turisti&#8221;? Hai mai sentito parlare nella cronaca di uno sbarco di migranti come di &#8220;persone&#8221;?</p>
<p>@ r.r.</p>
<p>Nel primo caso ho utilizzato la fonte del Manifesto perché è l&#8217;unica che ho reperito che non trascurasse (non dico esagerasse, amplificasse) la possibilità del contatto tra la Minerva e la nave di migranti. Avrei potuto citare anche altri quotidiani, ma la stessa Liberazione, in prima pagina, il 20 agosto, scriveva: &#8220;i 120 a bordo si sono spostati tutti sullo stesso lato dell’imbarcazione facendola capovolgere&#8221;.(<a href="http://www.liberazione.it/giornale/060820/LB12D6A4.asp" rel="nofollow ugc">http://www.liberazione.it/giornale/060820/LB12D6A4.asp</a>)</p>
<p>Nel secondo caso (l&#8217;articolo di Fabozzi del marzo 2002), trattandosi di un avvenimento di più di quattro anni fa, non ho potuto recuperare altre fonti d&#8217;archivio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: NAZIONE DELL'ISLAM		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-37004</link>

		<dc:creator><![CDATA[NAZIONE DELL'ISLAM]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 10:47:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[COMUNICATO 002
@mario b
@missy

Compagni, non disperate! Il reverendissimo sceicco Hassan Nasrallah (il Profeta lo protegga) comprende il vostro disappunto! Abbiate fede nel Partito Transnazionale di Dio! 

Proprio ieri i Nostri Martiri si sono fatti esplodere a Kabul: 17 infedeli morti e 43 feriti in Afghanistan! che si aggiungono agli invasori inglesi che abbiamo falcidiato la settimana scorsa! Fratelli italiani, presto torneranno i Talebani! Avete visto la ragazza cecena che si era fatta scopare da un porco russo cristino? Le abbiamo rasato i capelli e le ciglia e le abbiamo cosparso il capo del verde dell&#039;Islam e l&#039;abbiamo spedita in piazza a implorare pietà!

Non temete per l&#039;Irak: la resistenza è illuminata dal Profeta! Ieri, quando l&#039;esercito irakeno, istruito dalle gendarmerie occidentali, ha provato a disarmare le milizie del Santissimo Cugino Moqtada Al Sadr (Dio lo abbia in gloria), altri 70 infedeli colpevoli di essere civili innocenti sono stati sbrindellati dalle nostre autobombe! Stamattina i morti gioiscono, seppelliti alla destra di Allah! 

Sia lode al Compagno Moqtada, esempio di rovinosa fierezza per tutta la fratellanza sciita! Ubbidite al Sacro Verbo della Guida dell&#039;Islam, il presidente iraniano Ahmadinejad! Che Dio ispiri la sua mano quando appiccica il francobollo sulla lettara alla signora merkeliana, quella brutta compara dei porci giudii di Germania! Discutiamo con Kofi Annan su come ributtare in mare i nostri nemici, e forse riapriremo le trattative sul nucleare! 

Compagni pacifisti, aspettiamo i Vostri Soldati Blu! Abbiamo ascoltato con orgoglio le nobili parole del Compagno Ministro della Difesa Italiano Arturo Parisi, &quot;la Missione in Libano è senza dubbio la più delicata e impegnativa dalla fine della Seconda Guerra mondiale!&quot;. Abbiamo ascoltato con piacere le parole del Compagno Presidente del Consiglio Romano Prodi che ha definito la Sorella Siria un modello di stabilità per l&#039;intera regione! 

Non temete per i 2496 compagni militari italiani che stanno per sbarcare in Tiro! Non a tiro di katyuscia, che avete capito? Li aspettiamo a Tiro città!  Non abbiate paura come fa il Generale Angioni! Se non scasserete la minchia vi lasceremo buoni buoni sulle vostre torrette di osservazione, mentre noi riprenderemo a costruire bunker sotto il naso dell&#039;Unifil!

Compagna Missy (che il velo ricopra il tuo puerpero viso), grazie per le parole di incoraggiamento! Non siamo stati noi che abbiamo scatenato l&#039;inferno al confine con i cani israeliani! Ma abbiamo vinto la guerra! Ti rendi contro? Abbiamo vinto, abbiamo vinto la guerra! Anche se quei porci hanno distrutto l&#039;80% del Libano Meridionale e adesso la disoccupazione è alle stelle, che fa? Che fa? Tanto l&#039;Hezbollah la trionferà! 

Compagni, non siamo noi che tiriamo le Cluster Bomb! Sia lode a Mark Innaro, l&#039;embedded della UMMA larouchista! Lui sì che dice sempre la verità! Lui sì che racconta le cose che ha visto! Compagni di Rai3, siete mejo di Al-Manar!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COMUNICATO 002<br />
@mario b<br />
@missy</p>
<p>Compagni, non disperate! Il reverendissimo sceicco Hassan Nasrallah (il Profeta lo protegga) comprende il vostro disappunto! Abbiate fede nel Partito Transnazionale di Dio! </p>
<p>Proprio ieri i Nostri Martiri si sono fatti esplodere a Kabul: 17 infedeli morti e 43 feriti in Afghanistan! che si aggiungono agli invasori inglesi che abbiamo falcidiato la settimana scorsa! Fratelli italiani, presto torneranno i Talebani! Avete visto la ragazza cecena che si era fatta scopare da un porco russo cristino? Le abbiamo rasato i capelli e le ciglia e le abbiamo cosparso il capo del verde dell&#8217;Islam e l&#8217;abbiamo spedita in piazza a implorare pietà!</p>
<p>Non temete per l&#8217;Irak: la resistenza è illuminata dal Profeta! Ieri, quando l&#8217;esercito irakeno, istruito dalle gendarmerie occidentali, ha provato a disarmare le milizie del Santissimo Cugino Moqtada Al Sadr (Dio lo abbia in gloria), altri 70 infedeli colpevoli di essere civili innocenti sono stati sbrindellati dalle nostre autobombe! Stamattina i morti gioiscono, seppelliti alla destra di Allah! </p>
<p>Sia lode al Compagno Moqtada, esempio di rovinosa fierezza per tutta la fratellanza sciita! Ubbidite al Sacro Verbo della Guida dell&#8217;Islam, il presidente iraniano Ahmadinejad! Che Dio ispiri la sua mano quando appiccica il francobollo sulla lettara alla signora merkeliana, quella brutta compara dei porci giudii di Germania! Discutiamo con Kofi Annan su come ributtare in mare i nostri nemici, e forse riapriremo le trattative sul nucleare! </p>
<p>Compagni pacifisti, aspettiamo i Vostri Soldati Blu! Abbiamo ascoltato con orgoglio le nobili parole del Compagno Ministro della Difesa Italiano Arturo Parisi, &#8220;la Missione in Libano è senza dubbio la più delicata e impegnativa dalla fine della Seconda Guerra mondiale!&#8221;. Abbiamo ascoltato con piacere le parole del Compagno Presidente del Consiglio Romano Prodi che ha definito la Sorella Siria un modello di stabilità per l&#8217;intera regione! </p>
<p>Non temete per i 2496 compagni militari italiani che stanno per sbarcare in Tiro! Non a tiro di katyuscia, che avete capito? Li aspettiamo a Tiro città!  Non abbiate paura come fa il Generale Angioni! Se non scasserete la minchia vi lasceremo buoni buoni sulle vostre torrette di osservazione, mentre noi riprenderemo a costruire bunker sotto il naso dell&#8217;Unifil!</p>
<p>Compagna Missy (che il velo ricopra il tuo puerpero viso), grazie per le parole di incoraggiamento! Non siamo stati noi che abbiamo scatenato l&#8217;inferno al confine con i cani israeliani! Ma abbiamo vinto la guerra! Ti rendi contro? Abbiamo vinto, abbiamo vinto la guerra! Anche se quei porci hanno distrutto l&#8217;80% del Libano Meridionale e adesso la disoccupazione è alle stelle, che fa? Che fa? Tanto l&#8217;Hezbollah la trionferà! </p>
<p>Compagni, non siamo noi che tiriamo le Cluster Bomb! Sia lode a Mark Innaro, l&#8217;embedded della UMMA larouchista! Lui sì che dice sempre la verità! Lui sì che racconta le cose che ha visto! Compagni di Rai3, siete mejo di Al-Manar!</p>
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		Di: cf05103025		</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 10:24:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Esatto, missy, sono d&#039;accordo; 
ma perché tanti giornalisti si/ci affogano in questo marasma confuso, nell&#039;imprecisone, nel linguaggio vieto, nella complicità coi poteri, nel nascondere fatti importanti?
E&#039; soltanto per opportunismo &#038; ipocrisia?
Io credo anche per durezzza di capa, ignoranza, grossolanità:
Le varie cose unite fanno uno bel cocktail. 
Uno va in Spagna si compra El Pais e trova pagine e pagine di politica internazionale, 
qui compri Corsera, Stampa, Repubblica e trovi minuzzoli, briciole, cacatielle e tante belle indiscrezioni delte gossip, che stuzzicano le tartàcule.....
MarioB.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esatto, missy, sono d&#8217;accordo;<br />
ma perché tanti giornalisti si/ci affogano in questo marasma confuso, nell&#8217;imprecisone, nel linguaggio vieto, nella complicità coi poteri, nel nascondere fatti importanti?<br />
E&#8217; soltanto per opportunismo &amp; ipocrisia?<br />
Io credo anche per durezzza di capa, ignoranza, grossolanità:<br />
Le varie cose unite fanno uno bel cocktail.<br />
Uno va in Spagna si compra El Pais e trova pagine e pagine di politica internazionale,<br />
qui compri Corsera, Stampa, Repubblica e trovi minuzzoli, briciole, cacatielle e tante belle indiscrezioni delte gossip, che stuzzicano le tartàcule&#8230;..<br />
MarioB.</p>
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