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	Commenti a: Gli irriverenti	</title>
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		Di: catherine spaak		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[catherine spaak]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2006 20:55:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mia hofman, se sciavevo ancora il programa harem su raitre la invitavo surement!
bravo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mia hofman, se sciavevo ancora il programa harem su raitre la invitavo surement!<br />
bravo!</p>
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		Di: mayfly		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mayfly]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2006 20:22:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La forza evocativa delle immagini in questo brano mi ha rimandato indietro di qualche anno, quando ho visto il film Un&#039;anima divisa in due di S.Soldini dove un tizio  di Milano si innamora di una zingara che ha sorpreso a rubare e fugge con lei ad Ancona - mi è rimasto bene in mente il film anche perchè conosco bene questa città dove ho studiato - nel tentativo di rifarsi una vita. Non  ci sono facili vie di uscita perché la convivenza fra le due culture è problematica. Potrebbe sembrare una storia come tante ma non è altro che una storia d&#039;amore fra una persona occidentale qualunque e una rom che affonda le sue radici invece nella cultura zingara diversa dalla nostra. Sono inevitabili i conflitti fra differenti modi di vivere: i rom non dicono ho rubato ma ho trovato, gli occidentali qualunque invece di fronte ad una persona che si sforza per integrarsi nella loro società, non possono fare a meno di pensarla come ad una ladra nonostante si dimostri una gran lavoratrice come nel caso della protagonista. Non ci sono facili vie di uscita nella vita di tutti i giorni e non se ne inventa neanche il registra per il suo finale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La forza evocativa delle immagini in questo brano mi ha rimandato indietro di qualche anno, quando ho visto il film Un&#8217;anima divisa in due di S.Soldini dove un tizio  di Milano si innamora di una zingara che ha sorpreso a rubare e fugge con lei ad Ancona &#8211; mi è rimasto bene in mente il film anche perchè conosco bene questa città dove ho studiato &#8211; nel tentativo di rifarsi una vita. Non  ci sono facili vie di uscita perché la convivenza fra le due culture è problematica. Potrebbe sembrare una storia come tante ma non è altro che una storia d&#8217;amore fra una persona occidentale qualunque e una rom che affonda le sue radici invece nella cultura zingara diversa dalla nostra. Sono inevitabili i conflitti fra differenti modi di vivere: i rom non dicono ho rubato ma ho trovato, gli occidentali qualunque invece di fronte ad una persona che si sforza per integrarsi nella loro società, non possono fare a meno di pensarla come ad una ladra nonostante si dimostri una gran lavoratrice come nel caso della protagonista. Non ci sono facili vie di uscita nella vita di tutti i giorni e non se ne inventa neanche il registra per il suo finale.</p>
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		Di: Lorenzo Galbiati		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2006 15:06:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Cernusco sul naviglio (MI), dove son nato, anni fa il sindaco della Lega fece concimare a letame il prato dove annualmente arrivavano le roulotte dei rom. In effetti i rom non chiedevano permessi al comune per occupare quel prato, e quindi....
Lorenz
ps grazie Mia del bel racconto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Cernusco sul naviglio (MI), dove son nato, anni fa il sindaco della Lega fece concimare a letame il prato dove annualmente arrivavano le roulotte dei rom. In effetti i rom non chiedevano permessi al comune per occupare quel prato, e quindi&#8230;.<br />
Lorenz<br />
ps grazie Mia del bel racconto.</p>
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		Di: Mia Hoffmann		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mia Hoffmann]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2006 12:35:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusa, Gilliat, non ti ho preso di mira, è solo che quanto hai scritto sul ragazzo contraffatto più che un incontro mi sembra una palese dissociazione. Sai cosa mi hai ricordato? I &quot;minstrel show&quot;, dove i bianchi si esibivano in spettacoli grotteschi truccati da neri. Bamboozled, per intenderci, di Spike Lee.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa, Gilliat, non ti ho preso di mira, è solo che quanto hai scritto sul ragazzo contraffatto più che un incontro mi sembra una palese dissociazione. Sai cosa mi hai ricordato? I &#8220;minstrel show&#8221;, dove i bianchi si esibivano in spettacoli grotteschi truccati da neri. Bamboozled, per intenderci, di Spike Lee.</p>
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		<title>
		Di: Mia Hoffmann		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/09/14/gli-irriverenti/#comment-42972</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mia Hoffmann]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2006 12:11:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Interessante, il gioco di sguardi da voi descritto. E&#039; quello sguardo, randagio che digrigna, ereditato da generazioni abbruttite dall&#039;odio circostante, che suggella la nostra incomunicabilità. Ed è vero, il ramaio è ormai un mestiere scaduto, come molti altri del resto. Ma questo è un dato irrimediabile, siamo mutanti anche se spesso per degradazione. Abbiamo ancora musicisti Rom validissimi ed ingegnosi, e famiglie che ne tramandano con orgoglio il folclore etnico, ma la conformazione gerarchica attuale è prevalentemente di stampo criminale. Ho assistito personalmente ad un estorsione in una cornetteria notturna solo un mese fa. Proprio perché snaturato, questo popolo ci è ora totalmente sconosciuto. E allora diventa difficile anche proporre delle soluzioni che non si rivelino poi inconcludenti. Perché lo scontro è incessante, il disprezzo reciproco, e l&#039;integrazione rifiutata da entrambe le parti. Non basta prendere dei provvedimenti, è necessario trovare dei validi intercessori e, prima di tutto, riconoscere il cardine a cui entrambe le civiltà si ancorano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante, il gioco di sguardi da voi descritto. E&#8217; quello sguardo, randagio che digrigna, ereditato da generazioni abbruttite dall&#8217;odio circostante, che suggella la nostra incomunicabilità. Ed è vero, il ramaio è ormai un mestiere scaduto, come molti altri del resto. Ma questo è un dato irrimediabile, siamo mutanti anche se spesso per degradazione. Abbiamo ancora musicisti Rom validissimi ed ingegnosi, e famiglie che ne tramandano con orgoglio il folclore etnico, ma la conformazione gerarchica attuale è prevalentemente di stampo criminale. Ho assistito personalmente ad un estorsione in una cornetteria notturna solo un mese fa. Proprio perché snaturato, questo popolo ci è ora totalmente sconosciuto. E allora diventa difficile anche proporre delle soluzioni che non si rivelino poi inconcludenti. Perché lo scontro è incessante, il disprezzo reciproco, e l&#8217;integrazione rifiutata da entrambe le parti. Non basta prendere dei provvedimenti, è necessario trovare dei validi intercessori e, prima di tutto, riconoscere il cardine a cui entrambe le civiltà si ancorano.</p>
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		Di: Andrea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2006 10:08:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ temperanza: purtroppo hai ragione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ temperanza: purtroppo hai ragione.</p>
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		Di: Andrea		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/09/14/gli-irriverenti/#comment-42919</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2006 09:45:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[molte famiglie rom erano specializzate in lavori artigianali che poi sono scomparsi perchè sostituiti da più economiconvenienti lavorazioni industriali: tolta la fonte di reddito, scomparse le risorse naturali ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>molte famiglie rom erano specializzate in lavori artigianali che poi sono scomparsi perchè sostituiti da più economiconvenienti lavorazioni industriali: tolta la fonte di reddito, scomparse le risorse naturali &#8230;</p>
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		Di: temperanza		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2006 09:44:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Andrea
 quelle che tu dici sono denunce politiche, ma un gesto minimo, denunciare l&#039;abuso che è &quot;già&quot; reato, si potrebbe fare, e se fossero parecchie, le denunce, non potrebbero essere ignorate.
E&#039; che sono sporadiche, gli fai perdere tempo.
Vorrei vedere se fossero ogni giorno decine, se gli si intasassero gli uffici.
la debolezza della denuncia solo politica ai miei occhi è che resta lì, affidata alla buona volontà a venire. Lo denunci alla tua parte politica di riferimento, e poi speri.
Denunciare ai carabinieri i piccoli abusi fa perdere tempo, solo per scriverla, la denuncia, puoi perdere anche quattro ore.

Ma le cose semplici, banali, pragmatiche non sono nel nostro dna di italiani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Andrea<br />
 quelle che tu dici sono denunce politiche, ma un gesto minimo, denunciare l&#8217;abuso che è &#8220;già&#8221; reato, si potrebbe fare, e se fossero parecchie, le denunce, non potrebbero essere ignorate.<br />
E&#8217; che sono sporadiche, gli fai perdere tempo.<br />
Vorrei vedere se fossero ogni giorno decine, se gli si intasassero gli uffici.<br />
la debolezza della denuncia solo politica ai miei occhi è che resta lì, affidata alla buona volontà a venire. Lo denunci alla tua parte politica di riferimento, e poi speri.<br />
Denunciare ai carabinieri i piccoli abusi fa perdere tempo, solo per scriverla, la denuncia, puoi perdere anche quattro ore.</p>
<p>Ma le cose semplici, banali, pragmatiche non sono nel nostro dna di italiani.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Gilliat		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gilliat]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2006 09:33:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Mia

Mio padre lavora in un esercizio commerciale a non molta distanza dal campo rom, alla periferia della mia città. Quando ci lavoravo anch&#039;io, venivano quasi ogni giorno ragazzi a comprare uno, due, tre chili di chiodi per costruire le loro case di legno. Oppure donne, con una busta colma di monete da x centesimi, che volevano cambiare in banconote. Oppure uno degli &quot;adulti-adulti&quot; che spendeva molto, e che rimaneva un mese in Italia e un mese in Montenegro, diceva di lavorare con un albergo di lì. 
A quel tempo il Comune decise di allungare le condotte dell&#039;acqua della zona fino al vicino campo rom, creando una di quelle fontanelle pubbliche come ce ne sono (almeno qui) quasi su ogni strada. Pochi giorni dopo, gli abitanti del quartiere raccolsero centinaia di firme per far togliere al Comune quella fontanella. Perché non pagavano l&#039;acqua, perché rubavano, perché erano rom.

Ora mi capita qualche volta di vedere uno dei quei ragazzi che venivano a comprare buste intere di chiodi. E&#039; cresciuto, spalle larghe. La sera lo incontro in un gruppo di ragazzi e ragazze italiani, sorride, scherza, parla un ottimo italiano. Ha uno scooter come gli altri. Veste D&#038;G contraffatto come gli altri. Ha una ragazza, come gli altri. Ha tutto come gli altri.
Non so se è un punto d&#039;incontro. E&#039; un punto d&#039;incontro?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Mia</p>
<p>Mio padre lavora in un esercizio commerciale a non molta distanza dal campo rom, alla periferia della mia città. Quando ci lavoravo anch&#8217;io, venivano quasi ogni giorno ragazzi a comprare uno, due, tre chili di chiodi per costruire le loro case di legno. Oppure donne, con una busta colma di monete da x centesimi, che volevano cambiare in banconote. Oppure uno degli &#8220;adulti-adulti&#8221; che spendeva molto, e che rimaneva un mese in Italia e un mese in Montenegro, diceva di lavorare con un albergo di lì.<br />
A quel tempo il Comune decise di allungare le condotte dell&#8217;acqua della zona fino al vicino campo rom, creando una di quelle fontanelle pubbliche come ce ne sono (almeno qui) quasi su ogni strada. Pochi giorni dopo, gli abitanti del quartiere raccolsero centinaia di firme per far togliere al Comune quella fontanella. Perché non pagavano l&#8217;acqua, perché rubavano, perché erano rom.</p>
<p>Ora mi capita qualche volta di vedere uno dei quei ragazzi che venivano a comprare buste intere di chiodi. E&#8217; cresciuto, spalle larghe. La sera lo incontro in un gruppo di ragazzi e ragazze italiani, sorride, scherza, parla un ottimo italiano. Ha uno scooter come gli altri. Veste D&amp;G contraffatto come gli altri. Ha una ragazza, come gli altri. Ha tutto come gli altri.<br />
Non so se è un punto d&#8217;incontro. E&#8217; un punto d&#8217;incontro?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/09/14/gli-irriverenti/#comment-42903</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2006 09:22:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e denunciare il fatto che una popolazione nomade non abbia più la possibilità di trovare acqua non inquinata da usare? posti dove fermarsi che non siano nelle periferie ghetto delle nostre metropoli?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e denunciare il fatto che una popolazione nomade non abbia più la possibilità di trovare acqua non inquinata da usare? posti dove fermarsi che non siano nelle periferie ghetto delle nostre metropoli?</p>
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