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	Commenti a: I giacobini delle lettere	</title>
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		<title>
		Di: nick tosches		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/09/15/i-giacobini-delle-lettere/#comment-43701</link>

		<dc:creator><![CDATA[nick tosches]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2006 14:44:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[oh yeah mrs temperanza, i stronked baricco, oh yeah. but i&#039;m a myte, you know? did you read in the hand of dante, baby?:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>oh yeah mrs temperanza, i stronked baricco, oh yeah. but i&#8217;m a myte, you know? did you read in the hand of dante, baby?:-)</p>
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		<title>
		Di: A. Merini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/09/15/i-giacobini-delle-lettere/#comment-43502</link>

		<dc:creator><![CDATA[A. Merini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2006 20:04:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un&#039;ultima parola anch&#039;io, di odio per chi ha devastato la poesia con robe così:

(BAMBINA Q.):
Con la matita trabiccola traccia
sul foglio una linea, la strada,
poi la prolunga, ancora e ancora,
ancora più lunga: chiede dove vada.




(BAMBINO B.):
Rincorre il pallone, l&#039;intero creato,
impara come dirigere il piede,
quello strapotere delle inerzie,
i rimbalzi di un mondo che succede.




(BAMBINO O.B):
Rovista lo zainetto, interne masserizie,
detriti di tram, foglietti in sofferenza
ed un fiammifero: tesoro scarso
centrifugo come il suo cuore; e di già arso.




(BAMBINA Z.U):
&quot;Non io stata, non stata&quot;, si difende
e stende avanti le dieci dita:
stancante aurora, primi artifici
per dirottare i fratelli, un po&#039; nemici.




(SAMANTHA A.):
Lontano da cemento e granoturco
la discoteca mulina potente.
E ad alto ritmo, bevendo luci,
col corpo guizza su dall&#039;epoca carente.




(COSTANTINA G.):
Piange a quel film, fatto a strappacuore,
dove tradita è l&#039;estetica, assente la misura
e malrisposta perciò la commozione.
Ma è la sua storia, la sua storpia direzione.





(SIGNOR RELONDI):
Vuole capire questo metamorfosare, 
s&#039;intestardisce sui giornali e la politica
e beve la tivù, meditabondo,
per dileguarsi almeno gravido del mondo.




(SIGNORA MOLTASI):
Dalla poltrona sventola la mano:
&quot;Come stai bene, come sei cresciuto !
Tu sei mio figlio, oppure mio nipote ?&quot;
Ma poi le basta l&#039;uno lì venuto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;ultima parola anch&#8217;io, di odio per chi ha devastato la poesia con robe così:</p>
<p>(BAMBINA Q.):<br />
Con la matita trabiccola traccia<br />
sul foglio una linea, la strada,<br />
poi la prolunga, ancora e ancora,<br />
ancora più lunga: chiede dove vada.</p>
<p>(BAMBINO B.):<br />
Rincorre il pallone, l&#8217;intero creato,<br />
impara come dirigere il piede,<br />
quello strapotere delle inerzie,<br />
i rimbalzi di un mondo che succede.</p>
<p>(BAMBINO O.B):<br />
Rovista lo zainetto, interne masserizie,<br />
detriti di tram, foglietti in sofferenza<br />
ed un fiammifero: tesoro scarso<br />
centrifugo come il suo cuore; e di già arso.</p>
<p>(BAMBINA Z.U):<br />
&#8220;Non io stata, non stata&#8221;, si difende<br />
e stende avanti le dieci dita:<br />
stancante aurora, primi artifici<br />
per dirottare i fratelli, un po&#8217; nemici.</p>
<p>(SAMANTHA A.):<br />
Lontano da cemento e granoturco<br />
la discoteca mulina potente.<br />
E ad alto ritmo, bevendo luci,<br />
col corpo guizza su dall&#8217;epoca carente.</p>
<p>(COSTANTINA G.):<br />
Piange a quel film, fatto a strappacuore,<br />
dove tradita è l&#8217;estetica, assente la misura<br />
e malrisposta perciò la commozione.<br />
Ma è la sua storia, la sua storpia direzione.</p>
<p>(SIGNOR RELONDI):<br />
Vuole capire questo metamorfosare,<br />
s&#8217;intestardisce sui giornali e la politica<br />
e beve la tivù, meditabondo,<br />
per dileguarsi almeno gravido del mondo.</p>
<p>(SIGNORA MOLTASI):<br />
Dalla poltrona sventola la mano:<br />
&#8220;Come stai bene, come sei cresciuto !<br />
Tu sei mio figlio, oppure mio nipote ?&#8221;<br />
Ma poi le basta l&#8217;uno lì venuto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: J. Ortis		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/09/15/i-giacobini-delle-lettere/#comment-43493</link>

		<dc:creator><![CDATA[J. Ortis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2006 19:57:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa è la mia ultimissima lettera giacobina: stasera mi suiciderò con Alda Merini. Io non mi sono più ripreso da quando Gadda mi affibbiò il disonorante nomignolo  di Basètta, lei non sopporta più di veder sorridere Tiziano Rossi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è la mia ultimissima lettera giacobina: stasera mi suiciderò con Alda Merini. Io non mi sono più ripreso da quando Gadda mi affibbiò il disonorante nomignolo  di Basètta, lei non sopporta più di veder sorridere Tiziano Rossi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/09/15/i-giacobini-delle-lettere/#comment-43383</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2006 13:15:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[migliori poeti,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>migliori poeti,</p>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/09/15/i-giacobini-delle-lettere/#comment-43380</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2006 13:14:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Andiamo jacopo! l&#039;odio è un rubinetto sempre aperto, spingere sotto il bicchiere è una delle cose più facili e la fila di chi sta in coda numerosissima.
Ci sono vecchi diversi da questa, più gentili, curiosi, e  a mio avviso anche migliori, poeti, preferisco loro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andiamo jacopo! l&#8217;odio è un rubinetto sempre aperto, spingere sotto il bicchiere è una delle cose più facili e la fila di chi sta in coda numerosissima.<br />
Ci sono vecchi diversi da questa, più gentili, curiosi, e  a mio avviso anche migliori, poeti, preferisco loro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: J. Ortis		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/09/15/i-giacobini-delle-lettere/#comment-43376</link>

		<dc:creator><![CDATA[J. Ortis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2006 13:06:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nessuno ha più voglia di leggere i paté d&#039;animo. La sensibilità non serve a niente senza l&#039;intelligenza. Le mie ultime lettere mi hanno scavato nell&#039;anima. Ho attraversato manicomi e guerre, ho esperienze storiche da raccontare. Il poeta vive solo, non cerca l&#039;appoggio degli altri; è cristallizzato in una sua dimensione, scorticato, più esposto alle critiche. Per favore non parlatemi più di poesia.
Non sono ottimista per il futuro: manca la fiducia, la solidarietà. E&#039; un mondo di ladri e non parlo del furto delle cose, quelle si ricomprano: parlo del furto della felicità. In Italia rubano la felicità, si è sempre tenuti in apprensione e in ansia. I vecchi si stanno ritirando, molti sono morti, non hanno più voglia di insegnare, di lavorare, se ne fregano dell&#039;Italia. Battono in ritirata sotto la pressione dell&#039;ignoranza. 
Se mi diceste parlaci dell&#039;amore, risponderei: voglio invece parlare dell&#039;odio che ha devastato l&#039;Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nessuno ha più voglia di leggere i paté d&#8217;animo. La sensibilità non serve a niente senza l&#8217;intelligenza. Le mie ultime lettere mi hanno scavato nell&#8217;anima. Ho attraversato manicomi e guerre, ho esperienze storiche da raccontare. Il poeta vive solo, non cerca l&#8217;appoggio degli altri; è cristallizzato in una sua dimensione, scorticato, più esposto alle critiche. Per favore non parlatemi più di poesia.<br />
Non sono ottimista per il futuro: manca la fiducia, la solidarietà. E&#8217; un mondo di ladri e non parlo del furto delle cose, quelle si ricomprano: parlo del furto della felicità. In Italia rubano la felicità, si è sempre tenuti in apprensione e in ansia. I vecchi si stanno ritirando, molti sono morti, non hanno più voglia di insegnare, di lavorare, se ne fregano dell&#8217;Italia. Battono in ritirata sotto la pressione dell&#8217;ignoranza.<br />
Se mi diceste parlaci dell&#8217;amore, risponderei: voglio invece parlare dell&#8217;odio che ha devastato l&#8217;Italia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lester		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/09/15/i-giacobini-delle-lettere/#comment-43374</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lester]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2006 12:29:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[i feel like i&#039;ve been in a coma for twenty years
and i&#039;m just now waking up.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>i feel like i&#8217;ve been in a coma for twenty years<br />
and i&#8217;m just now waking up.</p>
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		<title>
		Di: ?		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/09/15/i-giacobini-delle-lettere/#comment-43371</link>

		<dc:creator><![CDATA[?]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2006 12:09:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per vedere qualche giudizio sul libro, ho digitato su google &quot;Troppi Siti&quot;, ma ce n&#039;è un&#039;infinità!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per vedere qualche giudizio sul libro, ho digitato su google &#8220;Troppi Siti&#8221;, ma ce n&#8217;è un&#8217;infinità!</p>
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		<title>
		Di: vera blau		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/09/15/i-giacobini-delle-lettere/#comment-43365</link>

		<dc:creator><![CDATA[vera blau]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2006 11:45:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;artista -  quelle fortune! - è libero  di essere se stesso e il contrario di se stesso; può scegliere di essere tutto - o nessuno : per lui  il carnevale non finisce mai - né nella letteratura, né nella vita ...

Scrive Gustave Flaubert all&#039;amata Louise Colet il 23.12 1853 (periodo di Madame Bovary):

Oggi ho portato i miei amanti in gita. Io ero il cavallo che cavalcarono, ero l&#039;albero nel bosco che attraversarono, ero la luce che cadeva fra i rami. In questa bellezza ero il sole che le fece chiudere gli occhi  ubriachi d&#039;amore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;artista &#8211;  quelle fortune! &#8211; è libero  di essere se stesso e il contrario di se stesso; può scegliere di essere tutto &#8211; o nessuno : per lui  il carnevale non finisce mai &#8211; né nella letteratura, né nella vita &#8230;</p>
<p>Scrive Gustave Flaubert all&#8217;amata Louise Colet il 23.12 1853 (periodo di Madame Bovary):</p>
<p>Oggi ho portato i miei amanti in gita. Io ero il cavallo che cavalcarono, ero l&#8217;albero nel bosco che attraversarono, ero la luce che cadeva fra i rami. In questa bellezza ero il sole che le fece chiudere gli occhi  ubriachi d&#8217;amore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/09/15/i-giacobini-delle-lettere/#comment-43348</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2006 11:17:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Massì, non mi dà nessuna soddisfazione che il nytimes lo stronchi, preferirei che facesse bei libri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Massì, non mi dà nessuna soddisfazione che il nytimes lo stronchi, preferirei che facesse bei libri.</p>
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