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	Commenti a: Possibilità di testimonianza	</title>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2006 08:50:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Inglese


Su quello che dici sono d&#039;accordo, la morte di Anna Politkovskaya è un fatto. E non c&#039;è retorica che possa cambiarlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Inglese</p>
<p>Su quello che dici sono d&#8217;accordo, la morte di Anna Politkovskaya è un fatto. E non c&#8217;è retorica che possa cambiarlo.</p>
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		Di: andrea inglese		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2006 07:04:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a temp

c&#039;è una comprensione delle cose che non dipende dal fatto che oggi, all&#039;ora tale, e nel posto tale, sia accaduto (o meno) il fatto x. C&#039;è una comprensione delle cose che non passa per l&#039;ultimo telegiornle. Che non passa per il regresso all&#039;infinito verso la fonte originaria/originale. Vedo se quelli che vivono intorno a me hanno lavoro, e come lo hanno, quanto guadagnano. Vado in giro, vedo quanti malati di mente vivono in strada.
Guardo il colore della pelle o ascolto l&#039;accento di quelli che lavano i cessi, cementano le strade o le lavano. Leggo i margini di profitto che si fanno le grandi imprese del paese. Cerco di orientare il mio occhio nella direzione dove vanno le ricchezze costruite sul lavoro umano. 

Poi: i discorsi restano discorsi. A conti fatti, qui da noi, non spaventano quasi nessuno. E a ragione. Le cose cambiano quando molte persone ad un certo punto abbandonano alcuni parametri della loro vita normale, come è successo l&#039;anno scorso in Francia. E gli universitari (tanto famigerati per essere apatici, individualisti, consumisti, ecc.) bloccano le università, bloccano le strade, bloccano le stazioni. Scoprono come reagisce il loro stato tanto buono (mandandogli gente attrezzata fino ai denti per menare), scopre la differenza tra quanto dice un politico e quanto fa... ecc.

Le forme di sfruttamento e di esclusione sono complesse, multiple, in evoluzione, cosi come le forme di resistenza ad esse: ma la tipologia di rapporto che tali forme creano non sono poi cosi complesse: la visione di fondo di Marx è ancora quella che puoi applicare alla realtà in cui viviamo. 

Quanto al singolo fatto, al singolo evento, posso essere ingannato a volontà, ma prima o poi, nella nebbia spettacolare, l&#039;occhio comincia a vedere di nuovo dove va il frutto del lavoro umano, o il frutto del non lavoro coatto.

Quanto alla retorica, è legata all&#039;arte del discorso, perché un discorso costruito ad arte, coinvolge l&#039;ascoltatore, e cerca di persuaderlo. Se io parlo a qualcuno, è perché lo ritengo un interlocutore degno, autonomo, e capace di essere toccato dal mio discorso. Questo non c&#039;entra ancora nulla con la menzogna e la manipolazione. Ma la retorica non ha padrone: serve sia i dittatori, sia i tribuni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a temp</p>
<p>c&#8217;è una comprensione delle cose che non dipende dal fatto che oggi, all&#8217;ora tale, e nel posto tale, sia accaduto (o meno) il fatto x. C&#8217;è una comprensione delle cose che non passa per l&#8217;ultimo telegiornle. Che non passa per il regresso all&#8217;infinito verso la fonte originaria/originale. Vedo se quelli che vivono intorno a me hanno lavoro, e come lo hanno, quanto guadagnano. Vado in giro, vedo quanti malati di mente vivono in strada.<br />
Guardo il colore della pelle o ascolto l&#8217;accento di quelli che lavano i cessi, cementano le strade o le lavano. Leggo i margini di profitto che si fanno le grandi imprese del paese. Cerco di orientare il mio occhio nella direzione dove vanno le ricchezze costruite sul lavoro umano. </p>
<p>Poi: i discorsi restano discorsi. A conti fatti, qui da noi, non spaventano quasi nessuno. E a ragione. Le cose cambiano quando molte persone ad un certo punto abbandonano alcuni parametri della loro vita normale, come è successo l&#8217;anno scorso in Francia. E gli universitari (tanto famigerati per essere apatici, individualisti, consumisti, ecc.) bloccano le università, bloccano le strade, bloccano le stazioni. Scoprono come reagisce il loro stato tanto buono (mandandogli gente attrezzata fino ai denti per menare), scopre la differenza tra quanto dice un politico e quanto fa&#8230; ecc.</p>
<p>Le forme di sfruttamento e di esclusione sono complesse, multiple, in evoluzione, cosi come le forme di resistenza ad esse: ma la tipologia di rapporto che tali forme creano non sono poi cosi complesse: la visione di fondo di Marx è ancora quella che puoi applicare alla realtà in cui viviamo. </p>
<p>Quanto al singolo fatto, al singolo evento, posso essere ingannato a volontà, ma prima o poi, nella nebbia spettacolare, l&#8217;occhio comincia a vedere di nuovo dove va il frutto del lavoro umano, o il frutto del non lavoro coatto.</p>
<p>Quanto alla retorica, è legata all&#8217;arte del discorso, perché un discorso costruito ad arte, coinvolge l&#8217;ascoltatore, e cerca di persuaderlo. Se io parlo a qualcuno, è perché lo ritengo un interlocutore degno, autonomo, e capace di essere toccato dal mio discorso. Questo non c&#8217;entra ancora nulla con la menzogna e la manipolazione. Ma la retorica non ha padrone: serve sia i dittatori, sia i tribuni.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Lady Lazarus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/03/possibilita-di-testimonianza/#comment-48229</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lady Lazarus]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2006 17:33:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dimmi se devo credere 
alla cronaca del mondo
o alla  sua rappresentazione letteraria.
Dimmi se devo credere 
nella società dell&#039;immagine 
o alla sua traduzione in parole. 
Dimmi se devo credere 
nella letteratura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dimmi se devo credere<br />
alla cronaca del mondo<br />
o alla  sua rappresentazione letteraria.<br />
Dimmi se devo credere<br />
nella società dell&#8217;immagine<br />
o alla sua traduzione in parole.<br />
Dimmi se devo credere<br />
nella letteratura.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: S.E.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/03/possibilita-di-testimonianza/#comment-48225</link>

		<dc:creator><![CDATA[S.E.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2006 16:24:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dio, senza il cui volere non cade 1 passero dal tetto o  10.000.000 di ebrei non vengono gasati nei campi di concentramento, sarebbe un tipo parecchio strano, se esistesse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dio, senza il cui volere non cade 1 passero dal tetto o  10.000.000 di ebrei non vengono gasati nei campi di concentramento, sarebbe un tipo parecchio strano, se esistesse.</p>
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		<title>
		Di: teloquee		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/03/possibilita-di-testimonianza/#comment-48153</link>

		<dc:creator><![CDATA[teloquee]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Oct 2006 22:39:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[vai a dormire adesso che domani mattina devi scopare il mare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>vai a dormire adesso che domani mattina devi scopare il mare</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: jack carter		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/03/possibilita-di-testimonianza/#comment-48145</link>

		<dc:creator><![CDATA[jack carter]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Oct 2006 21:56:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[teloquee: be careful...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>teloquee: be careful&#8230;</p>
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		<title>
		Di: teloquee		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/03/possibilita-di-testimonianza/#comment-48137</link>

		<dc:creator><![CDATA[teloquee]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Oct 2006 20:52:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ok, questo è un altro
ne mancano ancora otto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ok, questo è un altro<br />
ne mancano ancora otto</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Ugolino Conte		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ugolino Conte]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Oct 2006 20:26:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tremendamente vere e profetiche queste parole della Politkovskaia, con il nome del suo boia già stampato a lettere di sangue: l&#039; &quot;amico vladimir&quot;.

Onore davvero, e grande, a questa donna coraggiosa e sola alla quale tutti dobbiamo qualcosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tremendamente vere e profetiche queste parole della Politkovskaia, con il nome del suo boia già stampato a lettere di sangue: l&#8217; &#8220;amico vladimir&#8221;.</p>
<p>Onore davvero, e grande, a questa donna coraggiosa e sola alla quale tutti dobbiamo qualcosa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maria (valente)		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/03/possibilita-di-testimonianza/#comment-48091</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria (valente)]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Oct 2006 08:51:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Sul tavolo un orologio meccanico scandisce il suo tic-tac. E&#039; carico, conta solo le ore a venire. L&#039;uomo, comprendendo le regole che governano l&#039;orologio, lo carica ogni mattina, in modo che il tempo non si fermi mai.
Ma l&#039;uomo è un essere strano. Si preoccupa molto delle lancette che gli indicano l&#039;ora, ma riflette poco sul tempo.
Nel settembre del 1999 Vladimir Putin, dopo aver ricaricato un po&#039; l&#039;orologio e avre recitato con la gente la parte dell&#039;antiterrorista, scatena in Russia la seconda guerra cecena.
E&#039; così che Putin è riuscito a mandare dietro il tempo. Ben presto, insieme alla seconda guerra cecena, siè scatenata in Russia una nuova guerra, questa volta intestina.
Oggi le nostre lancette girano solo all&#039;indietro. La nuova guerra civile non è stata dichiarata contro un unico popolo del territorio russo, ma contro tutti. Ognuno ci mette un po&#039; del suo. La guerra lascia la sua impronta in ogni città, ogni regione, ogni repubblica. Ha invaso tutto e tutti vi partecipano, neanche l&#039;autrice di questo libro sfugge alla regola.
In che epoca viviamo? Cos&#039;è questa nuova guerra? Quale ritmo imprime alla nostra società? Chi siamo noi cittadini russi dell&#039;inizio delXXI secolo?
Noi? Noi siamo pronti a scannarci per ogni parola che non ci piace.[...]

Noi ? Noi abbiamo riconosciuto che una pallottola in testa è il mezzo più semplice e più naturale per risolvere qualunque conflitto, per minimo che sia.
Noi? Noi inariditi dalla guerra, odiamo più spesso di quanto non amiamo. L&#039;odio è la nostra preghiera. Stringiamo i pugni volentieri, ma abbiamo difficoltà a riaprire le mani. E ancora una volta, invece di respirare l&#039;aria a pieni polmoni, ci nutriamo del sangue dei nostri compatrioti senza battere ciglio.
Non è forse guerra civile, questa?
(...)
 Moralmente la Russia di Putin è ancora più sporca di quella di Eltsin, è una discarica di immondizia coperta di rovi [...]
In Russia, Putin e il suo popolo hanno dato la loro benedizione a qualcosa che nessun paese, che non sia totalitarista, può approvare: una corruzione fondata sul sangue, migliaia di vittime che non suscitano stupore né protesta, un esercito corroso dall&#039;anarchia militare, uno spirito sciovinista in seno all&#039;apparato di governo spacciato per patriottismo, una retorica sfrenata dello Stato forte, un razzismo anticeceno ufficiale e popolare con metastasi che si estendono ad altri popoli della Russia...
NON AMO PUTIN perché per sedersi sul trono e regnare da padrone ha incoraggiato la cancrena morale della Russia&quot;

(da &quot;Cecenia, il disonore russo&quot; di Anna Politkovskaia)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sul tavolo un orologio meccanico scandisce il suo tic-tac. E&#8217; carico, conta solo le ore a venire. L&#8217;uomo, comprendendo le regole che governano l&#8217;orologio, lo carica ogni mattina, in modo che il tempo non si fermi mai.<br />
Ma l&#8217;uomo è un essere strano. Si preoccupa molto delle lancette che gli indicano l&#8217;ora, ma riflette poco sul tempo.<br />
Nel settembre del 1999 Vladimir Putin, dopo aver ricaricato un po&#8217; l&#8217;orologio e avre recitato con la gente la parte dell&#8217;antiterrorista, scatena in Russia la seconda guerra cecena.<br />
E&#8217; così che Putin è riuscito a mandare dietro il tempo. Ben presto, insieme alla seconda guerra cecena, siè scatenata in Russia una nuova guerra, questa volta intestina.<br />
Oggi le nostre lancette girano solo all&#8217;indietro. La nuova guerra civile non è stata dichiarata contro un unico popolo del territorio russo, ma contro tutti. Ognuno ci mette un po&#8217; del suo. La guerra lascia la sua impronta in ogni città, ogni regione, ogni repubblica. Ha invaso tutto e tutti vi partecipano, neanche l&#8217;autrice di questo libro sfugge alla regola.<br />
In che epoca viviamo? Cos&#8217;è questa nuova guerra? Quale ritmo imprime alla nostra società? Chi siamo noi cittadini russi dell&#8217;inizio delXXI secolo?<br />
Noi? Noi siamo pronti a scannarci per ogni parola che non ci piace.[&#8230;]</p>
<p>Noi ? Noi abbiamo riconosciuto che una pallottola in testa è il mezzo più semplice e più naturale per risolvere qualunque conflitto, per minimo che sia.<br />
Noi? Noi inariditi dalla guerra, odiamo più spesso di quanto non amiamo. L&#8217;odio è la nostra preghiera. Stringiamo i pugni volentieri, ma abbiamo difficoltà a riaprire le mani. E ancora una volta, invece di respirare l&#8217;aria a pieni polmoni, ci nutriamo del sangue dei nostri compatrioti senza battere ciglio.<br />
Non è forse guerra civile, questa?<br />
(&#8230;)<br />
 Moralmente la Russia di Putin è ancora più sporca di quella di Eltsin, è una discarica di immondizia coperta di rovi [&#8230;]<br />
In Russia, Putin e il suo popolo hanno dato la loro benedizione a qualcosa che nessun paese, che non sia totalitarista, può approvare: una corruzione fondata sul sangue, migliaia di vittime che non suscitano stupore né protesta, un esercito corroso dall&#8217;anarchia militare, uno spirito sciovinista in seno all&#8217;apparato di governo spacciato per patriottismo, una retorica sfrenata dello Stato forte, un razzismo anticeceno ufficiale e popolare con metastasi che si estendono ad altri popoli della Russia&#8230;<br />
NON AMO PUTIN perché per sedersi sul trono e regnare da padrone ha incoraggiato la cancrena morale della Russia&#8221;</p>
<p>(da &#8220;Cecenia, il disonore russo&#8221; di Anna Politkovskaia)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/03/possibilita-di-testimonianza/#comment-48090</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Oct 2006 08:51:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Lady
Ricordare il kgb.

@temperanza
&quot;non abbandono mai un certo scetticismo&quot;. 
Anche più di un certo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Lady<br />
Ricordare il kgb.</p>
<p>@temperanza<br />
&#8220;non abbandono mai un certo scetticismo&#8221;.<br />
Anche più di un certo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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