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	Commenti a: Leggendo Fofi	</title>
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/05/leggendo-fofi/#comment-48432</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2006 13:53:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Bertinotti in Ungheria a rendere omaggio alle vittime dell’invasione del ‘56 ha detto, tra l’altro (vado a memoria):
“Così come questa tragedia testimonia che non si può esportare la rivoluzione senza snaturare la rivoluzione stessa, così la guerra in Iraq testimonia come non si possa esportare la democrazia se non snaturando la democrazia”.”
Forse la frase bertinottiana andrebbe integrata da una precisazione.
Democrazia e rivoluzione sono esportabili, eccome, ma non possono essere imposte con la forza a chi non ne vuole sapere.
L’altra precisazione riguarda il termine “rivoluzione” applicato a ciò che fu “esportato” in Ungheria.
La rivoluzione russa era finita da almeno vent’anni, era diventata una dittatura e l’esportazione ungherese fu un fatto non politico, ma geo-politico e imperialistico.
Bertinotti avrebbe fatto meglio a parlare di imperialismo comunista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Bertinotti in Ungheria a rendere omaggio alle vittime dell’invasione del ‘56 ha detto, tra l’altro (vado a memoria):<br />
“Così come questa tragedia testimonia che non si può esportare la rivoluzione senza snaturare la rivoluzione stessa, così la guerra in Iraq testimonia come non si possa esportare la democrazia se non snaturando la democrazia”.”<br />
Forse la frase bertinottiana andrebbe integrata da una precisazione.<br />
Democrazia e rivoluzione sono esportabili, eccome, ma non possono essere imposte con la forza a chi non ne vuole sapere.<br />
L’altra precisazione riguarda il termine “rivoluzione” applicato a ciò che fu “esportato” in Ungheria.<br />
La rivoluzione russa era finita da almeno vent’anni, era diventata una dittatura e l’esportazione ungherese fu un fatto non politico, ma geo-politico e imperialistico.<br />
Bertinotti avrebbe fatto meglio a parlare di imperialismo comunista.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Lady Lazarus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/05/leggendo-fofi/#comment-48364</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lady Lazarus]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2006 19:30:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Lorenzo G.
Complimenti, ottima memoria.
Ha detto anche &quot;il rischio del potere è che estaniandosi dal popolo diventa occhiuto e oppressore&quot;.....  &quot;Siamo nani sulle spalle dei giganti. Il giudizio deve essere dato da questa condizione. Ci sono momenti in cui c&#039;è una sospensione di umanità e noi fatichiamo a accettare questo registro. 
L&#039;altro spesso non vede perché crede di interpretare il cinismo della storia.&quot;
Ed ha trovato il modo di citare anche Brecht, morto proprio nel 1956 - quest&#039;anno fanno cinquant&#039;anni.

Un&#039;altra frase di Brecht che trovo interessante perché  riconducibile a tutte le guerre:

Non è la prima.
Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell&#039;ultima
c&#039;erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame.
Fra i vincitori
faceva la fame 
la povera gente egualmente.

E se questo fosse un commento triste poco male: di questi tempi c&#039;è ben poco di cui essere allegri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Lorenzo G.<br />
Complimenti, ottima memoria.<br />
Ha detto anche &#8220;il rischio del potere è che estaniandosi dal popolo diventa occhiuto e oppressore&#8221;&#8230;..  &#8220;Siamo nani sulle spalle dei giganti. Il giudizio deve essere dato da questa condizione. Ci sono momenti in cui c&#8217;è una sospensione di umanità e noi fatichiamo a accettare questo registro.<br />
L&#8217;altro spesso non vede perché crede di interpretare il cinismo della storia.&#8221;<br />
Ed ha trovato il modo di citare anche Brecht, morto proprio nel 1956 &#8211; quest&#8217;anno fanno cinquant&#8217;anni.</p>
<p>Un&#8217;altra frase di Brecht che trovo interessante perché  riconducibile a tutte le guerre:</p>
<p>Non è la prima.<br />
Prima<br />
ci sono state altre guerre.<br />
Alla fine dell&#8217;ultima<br />
c&#8217;erano vincitori e vinti.<br />
Fra i vinti la povera gente<br />
faceva la fame.<br />
Fra i vincitori<br />
faceva la fame<br />
la povera gente egualmente.</p>
<p>E se questo fosse un commento triste poco male: di questi tempi c&#8217;è ben poco di cui essere allegri.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Lorenzo Galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/05/leggendo-fofi/#comment-48363</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2006 18:29:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In effetti è veramente una tristezza leggere in questi gg i (non)commenti di NI. Ho letto questo post e quello su Zanzotto, che vantano moltissimi commenti, immaginandomi una grande discussione e invece....

Comunque approfitto per dire una cosa che ho appena sentito sul tg5:
Bertinotti in Ungheria a rendere omaggio alle vittime dell&#039;invasione del &#039;56 ha detto, tra l&#039;altro (vado a memoria):
&quot;Così come questa tragedia testimonia che non si può esportare la rivoluzione senza snaturare la rivoluzione stessa, così la guerra in Iraq testimonia come non si possa esportare la democrazia se non snaturando la democrazia&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti è veramente una tristezza leggere in questi gg i (non)commenti di NI. Ho letto questo post e quello su Zanzotto, che vantano moltissimi commenti, immaginandomi una grande discussione e invece&#8230;.</p>
<p>Comunque approfitto per dire una cosa che ho appena sentito sul tg5:<br />
Bertinotti in Ungheria a rendere omaggio alle vittime dell&#8217;invasione del &#8217;56 ha detto, tra l&#8217;altro (vado a memoria):<br />
&#8220;Così come questa tragedia testimonia che non si può esportare la rivoluzione senza snaturare la rivoluzione stessa, così la guerra in Iraq testimonia come non si possa esportare la democrazia se non snaturando la democrazia&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: Antonio Donghi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/05/leggendo-fofi/#comment-48351</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio Donghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2006 15:24:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Correggo una svista fatta scrivendo la risposta:
La quasi totalità dei commenti non erano commenti e quindi NON richiedono una risposta. Invece..............]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Correggo una svista fatta scrivendo la risposta:<br />
La quasi totalità dei commenti non erano commenti e quindi NON richiedono una risposta. Invece&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
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		<title>
		Di: claudio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/05/leggendo-fofi/#comment-48342</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2006 11:53:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie.
A Biondillo e Donghi un grazie in particolare per averci dedicato un po&#039; del loro tempo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie.<br />
A Biondillo e Donghi un grazie in particolare per averci dedicato un po&#8217; del loro tempo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Antonio Donghi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/05/leggendo-fofi/#comment-48336</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio Donghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2006 11:13:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La quasi totalità dei commenti non erano commenti e quindi richiedono una risposta. Il primo intervento, quello di Georgia, ed il sunto fornito da Claudio mi sembrano interessanti. Per alcuni versi si rimandano. Tengo a precisare che io, tantomeno, Fofi, non sostengo la divisione tra cultura e politica a vantaggio della politica, come pare interpretare Georgia né una divisione manichea tra bene (teoria) e male (pratica). La questione è molto più sottile, ed è semmai vero il contrario. Queste due dimensioni sono inscindibili. Proprio ritenendo la cultura indipendente dalla politica si rischia di rendere la politica immorale ed utilitaristica. Proprio chi crede che le idee possano restare pure e che sporcarsi le mani con la realtà sia un&#039;altra faccenda, fa le peggiori cose. Ritenendo che la cultura abbia a disposizione una sfera propria, si corre il rischio di andare a vivere sulle nuvole. Quello che Fofi invece invita a fare è proprio il contrario. Essendo però una scelta impegnativa, il suo discorso si limita, di necessità, a pochi ascoltatori. Per proseguire su questo ragionamento e cercare di lanciare un dibattito magari con un&#039;altra recensione (sono d&#039;accordo con Gianni Biondillo, per questo libro la discussione non è partita e quindi si può anche considerare conclusa) consiglio di leggere il libro che il professor Pier Aldo Rovatta ha fatto uscire per Cortina, La filosofia può curare?
Salute a tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La quasi totalità dei commenti non erano commenti e quindi richiedono una risposta. Il primo intervento, quello di Georgia, ed il sunto fornito da Claudio mi sembrano interessanti. Per alcuni versi si rimandano. Tengo a precisare che io, tantomeno, Fofi, non sostengo la divisione tra cultura e politica a vantaggio della politica, come pare interpretare Georgia né una divisione manichea tra bene (teoria) e male (pratica). La questione è molto più sottile, ed è semmai vero il contrario. Queste due dimensioni sono inscindibili. Proprio ritenendo la cultura indipendente dalla politica si rischia di rendere la politica immorale ed utilitaristica. Proprio chi crede che le idee possano restare pure e che sporcarsi le mani con la realtà sia un&#8217;altra faccenda, fa le peggiori cose. Ritenendo che la cultura abbia a disposizione una sfera propria, si corre il rischio di andare a vivere sulle nuvole. Quello che Fofi invece invita a fare è proprio il contrario. Essendo però una scelta impegnativa, il suo discorso si limita, di necessità, a pochi ascoltatori. Per proseguire su questo ragionamento e cercare di lanciare un dibattito magari con un&#8217;altra recensione (sono d&#8217;accordo con Gianni Biondillo, per questo libro la discussione non è partita e quindi si può anche considerare conclusa) consiglio di leggere il libro che il professor Pier Aldo Rovatta ha fatto uscire per Cortina, La filosofia può curare?<br />
Salute a tutti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: trollope		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/05/leggendo-fofi/#comment-48301</link>

		<dc:creator><![CDATA[trollope]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2006 20:03:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[It seems that trolls have not caused the retreat of the fanatics.
Allow me then to say with our bard: so much ado for nothing.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>It seems that trolls have not caused the retreat of the fanatics.<br />
Allow me then to say with our bard: so much ado for nothing.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: croce		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/05/leggendo-fofi/#comment-48293</link>

		<dc:creator><![CDATA[croce]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2006 16:34:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la precisione è un dovere morale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la precisione è un dovere morale</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/05/leggendo-fofi/#comment-48291</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2006 16:28:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[DB,
ok, sono il responsabile della cancellazione: il post è stato eliminato da me e non ho avuto l&#039;arguzia di conservarlo. Alcuni l&#039;avevano scambiato per Siti, davvero. Io, leggendolo, l&#039;avevo trovato palesemente falso. Perciò non ho detto una bugia: era palesemente falso (per me) ma ingannevole (per altri). Non sono stato preciso a suo tempo? E perché questa ossessione alla precisione, quando si tratta degli altri? 

Non so cosa intendi con: &quot;Raos mi aveva stoppato 3 contro 1 il giorno prima&quot;. Ciò che so che &quot;Il troppo stroppia&quot; non era RAOS, lo so per certissimo.

CLAUDIO, 
una precisazione: il pezzo NON è scritto da me ma da Antonio Donghi, io l&#039;ho semplicemente pubblicato. Speravo aprisse una discussione, a quanto pare sbagliavo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DB,<br />
ok, sono il responsabile della cancellazione: il post è stato eliminato da me e non ho avuto l&#8217;arguzia di conservarlo. Alcuni l&#8217;avevano scambiato per Siti, davvero. Io, leggendolo, l&#8217;avevo trovato palesemente falso. Perciò non ho detto una bugia: era palesemente falso (per me) ma ingannevole (per altri). Non sono stato preciso a suo tempo? E perché questa ossessione alla precisione, quando si tratta degli altri? </p>
<p>Non so cosa intendi con: &#8220;Raos mi aveva stoppato 3 contro 1 il giorno prima&#8221;. Ciò che so che &#8220;Il troppo stroppia&#8221; non era RAOS, lo so per certissimo.</p>
<p>CLAUDIO,<br />
una precisazione: il pezzo NON è scritto da me ma da Antonio Donghi, io l&#8217;ho semplicemente pubblicato. Speravo aprisse una discussione, a quanto pare sbagliavo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: db		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/05/leggendo-fofi/#comment-48288</link>

		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2006 15:12:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[GB says, Oct. 9th at 12:51: *Sul post di Schmidt ci fu un commento, il primo, che si firmò Walter Siti. Non era uno di quei commenti che utilizzano il nome di un altro per evidente burla, poteva essere assai ingannevole. Lo notai e chiesi nella mailing interna se era davvero Siti. Un altro indiano si premunì di chiedere a Siti il quale negò e chiese di eliminare il commento. In quel caso fu l’intera redazione a decidere. Ora: se mi firmassi col nome di un altro facendomi credere lui, starei facendo qualcosa di illegale. Il post su Schmidt fu devastato, da dopo quel avvenimento.*

1- In effetti il secondo commento, che dichiarava la rimozione del primo,  *Redazione says, Sept. 22nd: Qua c’era un commento a firma Walter Siti, palesemente falso.* Allora, era palesemente falso o assai ingannevole?! Lo sapete solo voi della redazione, e anzi, se com’è logico l’avete conservato, dovreste postarlo in bacheca.

2- Se firmarsi col nome di un altro è illegale, segnalo un’altra mina da far subito brillare, da me situata nel post su Schmidt a firma Walter Siti il 23 sett: *Mi chiamo Siti, Walter Siti come Raos*.

3- Raos mi aveva stoppato 3 contro 1 il giorno prima: *Il troppo stroppia says at 11:39: Selezioni le sue uscite @egregio db /	Il troppo stroppia says at 11:46: Se le uscite sono dei suoi sodali spieghi loro che così facendo ammazzano ogni post / Raos says at 12:22: Borso, ascolti le parole di saggezza di “Il troppo stroppia”.*  Il commento di Raos era il n. 20. Da allora, ossia da 16 giorni fa, il thread è proseguito, ha raggiunto i 130 commenti anche se per ora siamo solo in due a intervenire, e sta affrontando sulla scorta di Schmidt un tema cruciale: che differenza c’è tra gli uomini e gli animali? Accorrete numerosi (sia uomini che caporali)!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GB says, Oct. 9th at 12:51: *Sul post di Schmidt ci fu un commento, il primo, che si firmò Walter Siti. Non era uno di quei commenti che utilizzano il nome di un altro per evidente burla, poteva essere assai ingannevole. Lo notai e chiesi nella mailing interna se era davvero Siti. Un altro indiano si premunì di chiedere a Siti il quale negò e chiese di eliminare il commento. In quel caso fu l’intera redazione a decidere. Ora: se mi firmassi col nome di un altro facendomi credere lui, starei facendo qualcosa di illegale. Il post su Schmidt fu devastato, da dopo quel avvenimento.*</p>
<p>1- In effetti il secondo commento, che dichiarava la rimozione del primo,  *Redazione says, Sept. 22nd: Qua c’era un commento a firma Walter Siti, palesemente falso.* Allora, era palesemente falso o assai ingannevole?! Lo sapete solo voi della redazione, e anzi, se com’è logico l’avete conservato, dovreste postarlo in bacheca.</p>
<p>2- Se firmarsi col nome di un altro è illegale, segnalo un’altra mina da far subito brillare, da me situata nel post su Schmidt a firma Walter Siti il 23 sett: *Mi chiamo Siti, Walter Siti come Raos*.</p>
<p>3- Raos mi aveva stoppato 3 contro 1 il giorno prima: *Il troppo stroppia says at 11:39: Selezioni le sue uscite @egregio db /	Il troppo stroppia says at 11:46: Se le uscite sono dei suoi sodali spieghi loro che così facendo ammazzano ogni post / Raos says at 12:22: Borso, ascolti le parole di saggezza di “Il troppo stroppia”.*  Il commento di Raos era il n. 20. Da allora, ossia da 16 giorni fa, il thread è proseguito, ha raggiunto i 130 commenti anche se per ora siamo solo in due a intervenire, e sta affrontando sulla scorta di Schmidt un tema cruciale: che differenza c’è tra gli uomini e gli animali? Accorrete numerosi (sia uomini che caporali)!</p>
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