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	Commenti a: Report di una storia del cinema ideologica	</title>
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		Di: fags of our fathers		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/17/report-di-una-storia-del-cinema-ideologica/#comment-55130</link>

		<dc:creator><![CDATA[fags of our fathers]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2006 18:08:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[vabè. dunque al linchaggio chiunque abbia passaporto usa (e anche canada, arguisco). fedeli alla linea. ochim carasciò.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>vabè. dunque al linchaggio chiunque abbia passaporto usa (e anche canada, arguisco). fedeli alla linea. ochim carasciò.</p>
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		Di: anatra verde		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/17/report-di-una-storia-del-cinema-ideologica/#comment-52479</link>

		<dc:creator><![CDATA[anatra verde]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2006 18:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[oh, scusa, ti ho storpiato il tuo lyncino...
ma almeno leggi, prima di commentare a vanvera e storpiare il pensiero degli altri, anziché badare a refusi di nessuna rilevanza.
dico solo che - fortunatamante - non esiste solo il cinema americano, ma a quanto pare ne siamo tanto imbevuti, che si fa fatica a vedere tutto il resto, e spesso, come nel caso di lYnch e cronenberg, è di tale pochezza, al confronto di registi di ben altra importanza, che la cosa non può essere come minimo sospetta di sudditanza e subalternità culturale all&#039;impero. chiaro?
anatra verde]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>oh, scusa, ti ho storpiato il tuo lyncino&#8230;<br />
ma almeno leggi, prima di commentare a vanvera e storpiare il pensiero degli altri, anziché badare a refusi di nessuna rilevanza.<br />
dico solo che &#8211; fortunatamante &#8211; non esiste solo il cinema americano, ma a quanto pare ne siamo tanto imbevuti, che si fa fatica a vedere tutto il resto, e spesso, come nel caso di lYnch e cronenberg, è di tale pochezza, al confronto di registi di ben altra importanza, che la cosa non può essere come minimo sospetta di sudditanza e subalternità culturale all&#8217;impero. chiaro?<br />
anatra verde</p>
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		Di: fags of our fathers		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/17/report-di-una-storia-del-cinema-ideologica/#comment-51348</link>

		<dc:creator><![CDATA[fags of our fathers]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2006 14:30:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[linch (sic) e cronenberg e le loro apologie dell&#039;impero americano, come no]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>linch (sic) e cronenberg e le loro apologie dell&#8217;impero americano, come no</p>
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		Di: anatra verde		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/17/report-di-una-storia-del-cinema-ideologica/#comment-50100</link>

		<dc:creator><![CDATA[anatra verde]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Oct 2006 14:19:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il culto che i bloggatori hanno del ‘sentito dire’ mi fa venire i brividi.
il recensore ciaruffoli, per suo personale privato privatissimo isterico furore, questo sì IDEOLOGICO, dice vere e proprie menzogne, e gli altri gli vanno dietro, come le pecore che alla fine di “l’angelo sterminatore” di bunuel si rifugiano in chiesa, salvo poi rimanerne prigioniere.
ho verificato: 
- nel libro di oldrini non esistono le parole fuffa e ciofeca (e ci mancherebbe...).
- il giudizio di oldrini su keaton, come sui tanti citati da ciarFUFFOli è totalmente diverso da quello volutamente e dolosamente travisato dallo stesso FUFFOli.
- di bunuel, appunto, e di tanti altri volutamente taciuti da FUFfoli, nel libro di oldrini si parla eccome. 
è vero che a volte oldrini taglia corto su alcuni registi, lasciando anche un po’ perplessi, ma lo fa coerentemente con l’impostazione e non per questo manca loro di rispetto. solo, probabilmente, oldrini ha una prospettiva più ampia, storica, appunto. nulla poi toglie, credo, al piacere di vedersi un buon altman (“america oggi”) o truffaut (diversi), solo per fare due esempi, con spirito sereno (personalmente faccio volentieri a meno di tarantino). 
d’altra parte o si fanno i dizionari di cinema, e allora ci va dentro tutto, sì, ma anche tanta vera fuffa, e si finisce per non parlare di nulla, o si fa una seria storia, prospettica, con approfondimenti ma anche esclusioni, alcune dolorose, altre decisamente meno o per nulla (scorsese, leone, eastwood, coppola, la lista di certi assurdi miti sarebbe lunga).
alcuni sembra che vogliano leggere e rileggere sempre le stesse cose sul cinema. e allora a che pro scrivere l’ennesima storia? non è molto meglio dare un taglio diverso, una lettura (nel libro, per giunta, dichiarata) che percorra un filo, lo colleghi alla storia della cultura del novecento e alla storia tout-court, anziché navigare a vista intorno a sempre gli stessi vuoti miti, fine a se stessi, inventati da non si sa bene chi, e scollegati dal mondo intorno?
chi non ha capito il senso di dire qualcosa di diverso e magari più vero delle solite fesserie del potere, lasci perdere, si dedichi al giardinaggio, che è arte di tutto rispetto, o perlomeno accetti che non tutti la pensano come lui.
Fuffoli forse, come berlusconi e chi lecca la strada dove passa, o anche a sinistra è succube e subalterno alla cultura del marketing, non accetta proprio che esistano ‘ancora’ dei marxisti, e soprattutto che si dica qualche parolina sulla tragedia che gli stati uniti d’america hanno spesso significato e spesso significano per il mondo intero, dalla conquista genocida delle ‘origini’ a oggi. si può criticare registi conniventi, talora complici, o semplicemente ‘leggerini’, superficiali e facenti parte omertosa del sistema di dominio mercantile capitalistico o no? è ancora permesso o la cultura la dobbiamo regalare a condolezza rice, confalonieri, costanzo/defilippi?

due parole ad alcuni bloggatori. diversi che mi hanno preceduto nei commenti mi pare non abbiano letto il libro (e forse non sanno leggere; i post se li fanno scrivere da un amico).
anziché colare grasso per certi registucoli che vi mandano in sollucchero per il solo fatto di avere la cittadinaza USA, avete visto qualche film – dico il primo che mi viene – di bresson? non conoscete nulla di meglio di linch o cronenberg? 
gabriella, se hai posto fiducia in fuffoli, be’ o sei come lui o hai preso un grosso granchio. salvati, finché sei in tempo...
annibale letterio, che sa fare bene solamente il provocatore e l’agente del caos, farebbe invece bene a dubitare di quello che scrive fuffoli. a.l.non ha letto il libro (quella lista che riporta è demenziale), ma non si fa nessuno scrupolo a commentarlo. non credo sappia nemmeno cosa significhi la parola cultura, né dove stia di casa. ma se come dice “non scrivere niente è più ecologico, eticamente e politicamente coerente, che scrivere cazzate”, perché non ci risparmia sproloqui disinformati e disinformanti? quanto a dante e montale, forse per oldrini – ma io la penso come lui – monicelli o pollack, per dirne due a caso, non sono esattamente come dante e montale...
comunque, annibale letterio, il fucile alla testa non credo glielo punterà nessuno, la cultura del fucile la possiamo lasciare agli amici suoi. ma stia tranquillo, il libro di guido oldrini nella mia biblioteca di casa ci sarà. e mi servirà come utile consultazione: dove annuserò che le idee ufficiali circolanti su un regista o un film puzzano, saprò su quale libro cercare una visione diversa, forse più sana perché non dettata dai soliti mercantili interessi. per me che sono un profano non sarà una bibbia, ma certo un utilissimo strumento di approfondimento. tutto è criticabile. o no?
anatra verde]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il culto che i bloggatori hanno del ‘sentito dire’ mi fa venire i brividi.<br />
il recensore ciaruffoli, per suo personale privato privatissimo isterico furore, questo sì IDEOLOGICO, dice vere e proprie menzogne, e gli altri gli vanno dietro, come le pecore che alla fine di “l’angelo sterminatore” di bunuel si rifugiano in chiesa, salvo poi rimanerne prigioniere.<br />
ho verificato:<br />
&#8211; nel libro di oldrini non esistono le parole fuffa e ciofeca (e ci mancherebbe&#8230;).<br />
&#8211; il giudizio di oldrini su keaton, come sui tanti citati da ciarFUFFOli è totalmente diverso da quello volutamente e dolosamente travisato dallo stesso FUFFOli.<br />
&#8211; di bunuel, appunto, e di tanti altri volutamente taciuti da FUFfoli, nel libro di oldrini si parla eccome.<br />
è vero che a volte oldrini taglia corto su alcuni registi, lasciando anche un po’ perplessi, ma lo fa coerentemente con l’impostazione e non per questo manca loro di rispetto. solo, probabilmente, oldrini ha una prospettiva più ampia, storica, appunto. nulla poi toglie, credo, al piacere di vedersi un buon altman (“america oggi”) o truffaut (diversi), solo per fare due esempi, con spirito sereno (personalmente faccio volentieri a meno di tarantino).<br />
d’altra parte o si fanno i dizionari di cinema, e allora ci va dentro tutto, sì, ma anche tanta vera fuffa, e si finisce per non parlare di nulla, o si fa una seria storia, prospettica, con approfondimenti ma anche esclusioni, alcune dolorose, altre decisamente meno o per nulla (scorsese, leone, eastwood, coppola, la lista di certi assurdi miti sarebbe lunga).<br />
alcuni sembra che vogliano leggere e rileggere sempre le stesse cose sul cinema. e allora a che pro scrivere l’ennesima storia? non è molto meglio dare un taglio diverso, una lettura (nel libro, per giunta, dichiarata) che percorra un filo, lo colleghi alla storia della cultura del novecento e alla storia tout-court, anziché navigare a vista intorno a sempre gli stessi vuoti miti, fine a se stessi, inventati da non si sa bene chi, e scollegati dal mondo intorno?<br />
chi non ha capito il senso di dire qualcosa di diverso e magari più vero delle solite fesserie del potere, lasci perdere, si dedichi al giardinaggio, che è arte di tutto rispetto, o perlomeno accetti che non tutti la pensano come lui.<br />
Fuffoli forse, come berlusconi e chi lecca la strada dove passa, o anche a sinistra è succube e subalterno alla cultura del marketing, non accetta proprio che esistano ‘ancora’ dei marxisti, e soprattutto che si dica qualche parolina sulla tragedia che gli stati uniti d’america hanno spesso significato e spesso significano per il mondo intero, dalla conquista genocida delle ‘origini’ a oggi. si può criticare registi conniventi, talora complici, o semplicemente ‘leggerini’, superficiali e facenti parte omertosa del sistema di dominio mercantile capitalistico o no? è ancora permesso o la cultura la dobbiamo regalare a condolezza rice, confalonieri, costanzo/defilippi?</p>
<p>due parole ad alcuni bloggatori. diversi che mi hanno preceduto nei commenti mi pare non abbiano letto il libro (e forse non sanno leggere; i post se li fanno scrivere da un amico).<br />
anziché colare grasso per certi registucoli che vi mandano in sollucchero per il solo fatto di avere la cittadinaza USA, avete visto qualche film – dico il primo che mi viene – di bresson? non conoscete nulla di meglio di linch o cronenberg?<br />
gabriella, se hai posto fiducia in fuffoli, be’ o sei come lui o hai preso un grosso granchio. salvati, finché sei in tempo&#8230;<br />
annibale letterio, che sa fare bene solamente il provocatore e l’agente del caos, farebbe invece bene a dubitare di quello che scrive fuffoli. a.l.non ha letto il libro (quella lista che riporta è demenziale), ma non si fa nessuno scrupolo a commentarlo. non credo sappia nemmeno cosa significhi la parola cultura, né dove stia di casa. ma se come dice “non scrivere niente è più ecologico, eticamente e politicamente coerente, che scrivere cazzate”, perché non ci risparmia sproloqui disinformati e disinformanti? quanto a dante e montale, forse per oldrini – ma io la penso come lui – monicelli o pollack, per dirne due a caso, non sono esattamente come dante e montale&#8230;<br />
comunque, annibale letterio, il fucile alla testa non credo glielo punterà nessuno, la cultura del fucile la possiamo lasciare agli amici suoi. ma stia tranquillo, il libro di guido oldrini nella mia biblioteca di casa ci sarà. e mi servirà come utile consultazione: dove annuserò che le idee ufficiali circolanti su un regista o un film puzzano, saprò su quale libro cercare una visione diversa, forse più sana perché non dettata dai soliti mercantili interessi. per me che sono un profano non sarà una bibbia, ma certo un utilissimo strumento di approfondimento. tutto è criticabile. o no?<br />
anatra verde</p>
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		<title>
		Di: Leonardo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/17/report-di-una-storia-del-cinema-ideologica/#comment-49697</link>

		<dc:creator><![CDATA[Leonardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2006 10:52:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E’ vero, nel monumentale saggio “Il cinema nella cultura del Novecento” del professor Guido Oldrini alcuni grandi registi dei nostri giorni spiccano per la loro assenza. In base ai miei gusti cinematografici ho provato un certo dolore nel notare la mancata citazione di Quentin Tarantino ed Emir Kusturica, solo per fare due esempi di cineasti notissimi e molto amati. Mi sono però anche accorto che il libro di Oldrini – la cui vis polemica è brillantemente ostentata fin dall’introduzione – guarda al cinema da una prospettiva che abbraccia molto di più della contemporaneità, e ci parla di qualcosa che non è solo spettacolo e neppure solo arte. Ma, appunto, cultura. E in particolare cultura del Novecento. Un periodo che ha visto Kafka passeggiare pensoso in piazza Venceslao, Einstein arruffarsi distratto la folta chioma, Gandhi seminudo mettere in ginocchio l’impero britannico proclamando la nonviolenza, Proust cercare ancora un posto all’ombra sotto le fronde del Bois de Boulogne.

 

Accanto a tutto questo hanno agito i Griffith e i Chaplin, i Truffaut e gli Hitchcock, i Kubrick e i Kim Ki-duk. Ma più ci si avvicina a noi e più il Novecento si allontana. Per chi la pensa come Hobsbawm, il XX secolo è finito a Berlino nel novembre del 1989 (quando – sia detto per inciso – esisteva ancora la Jugoslavia di cui l’ottimo Emir ha raccontato mirabilmente il tragico crollo, e Pulp Fiction era probabilmente solo un’idea nella testa del vulcanico Quentin) e con il muro, forse, è crollata anche quella cultura che lo aveva contraddistinto. Da lì in avanti è cominciata un’altra fase, per noi che l’abbiamo vissuta per molti versi straordinaria, che però si è subito connotata come “qualcos’altro”. Che Predrag Matvejevic ha chiamato, credo con grande acutezza, “tempo del post”. E che forse non rientrava più nella storia del Novecento.

 

La domanda, quindi, non è se NOI possiamo vivere senza Tarantino e Kusturica – e qui è più che lecito rispondere di no – ma piuttosto se possa farlo una storia del cinema inquadrata nella prospettiva culturale del Novecento. E in questo caso la risposta, a mio parere, può legittimamente essere affermativa. Beninteso, la scelta di Oldrini può essere opinata, ma questo non inficia il valore e la portata di un saggio che rimane d’inconsueta vastezza. &#062;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ vero, nel monumentale saggio “Il cinema nella cultura del Novecento” del professor Guido Oldrini alcuni grandi registi dei nostri giorni spiccano per la loro assenza. In base ai miei gusti cinematografici ho provato un certo dolore nel notare la mancata citazione di Quentin Tarantino ed Emir Kusturica, solo per fare due esempi di cineasti notissimi e molto amati. Mi sono però anche accorto che il libro di Oldrini – la cui vis polemica è brillantemente ostentata fin dall’introduzione – guarda al cinema da una prospettiva che abbraccia molto di più della contemporaneità, e ci parla di qualcosa che non è solo spettacolo e neppure solo arte. Ma, appunto, cultura. E in particolare cultura del Novecento. Un periodo che ha visto Kafka passeggiare pensoso in piazza Venceslao, Einstein arruffarsi distratto la folta chioma, Gandhi seminudo mettere in ginocchio l’impero britannico proclamando la nonviolenza, Proust cercare ancora un posto all’ombra sotto le fronde del Bois de Boulogne.</p>
<p>Accanto a tutto questo hanno agito i Griffith e i Chaplin, i Truffaut e gli Hitchcock, i Kubrick e i Kim Ki-duk. Ma più ci si avvicina a noi e più il Novecento si allontana. Per chi la pensa come Hobsbawm, il XX secolo è finito a Berlino nel novembre del 1989 (quando – sia detto per inciso – esisteva ancora la Jugoslavia di cui l’ottimo Emir ha raccontato mirabilmente il tragico crollo, e Pulp Fiction era probabilmente solo un’idea nella testa del vulcanico Quentin) e con il muro, forse, è crollata anche quella cultura che lo aveva contraddistinto. Da lì in avanti è cominciata un’altra fase, per noi che l’abbiamo vissuta per molti versi straordinaria, che però si è subito connotata come “qualcos’altro”. Che Predrag Matvejevic ha chiamato, credo con grande acutezza, “tempo del post”. E che forse non rientrava più nella storia del Novecento.</p>
<p>La domanda, quindi, non è se NOI possiamo vivere senza Tarantino e Kusturica – e qui è più che lecito rispondere di no – ma piuttosto se possa farlo una storia del cinema inquadrata nella prospettiva culturale del Novecento. E in questo caso la risposta, a mio parere, può legittimamente essere affermativa. Beninteso, la scelta di Oldrini può essere opinata, ma questo non inficia il valore e la portata di un saggio che rimane d’inconsueta vastezza. &gt;</p>
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		<item>
		<title>
		Di: AbatediTeheleme		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/17/report-di-una-storia-del-cinema-ideologica/#comment-49424</link>

		<dc:creator><![CDATA[AbatediTeheleme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Oct 2006 13:32:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sarei felice di sapere se Oldrini ha pensato di dedicar qualche spazio ad Allen, Blake, Renoir e soprattutto Erich von Stroheim. 
E perchè no, anche a Siffredi, vero bolscevico massimalista nel mondo patinato dell&#039;hardcore :)
Le opinioni dei vetero marxisti di stampo hegeliano sono sempre un adorabile intrattenimento.
P.s. Evviva Jacques Tati!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarei felice di sapere se Oldrini ha pensato di dedicar qualche spazio ad Allen, Blake, Renoir e soprattutto Erich von Stroheim.<br />
E perchè no, anche a Siffredi, vero bolscevico massimalista nel mondo patinato dell&#8217;hardcore :)<br />
Le opinioni dei vetero marxisti di stampo hegeliano sono sempre un adorabile intrattenimento.<br />
P.s. Evviva Jacques Tati!!!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco v		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/17/report-di-una-storia-del-cinema-ideologica/#comment-49120</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco v]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2006 15:45:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... ma se Buster Keaton, la Nouvelle Vague, Kurosawa e Kubrick sono &quot;sopravvalutati&quot;... Hitchcock e Lang &quot;pseudo-autori&quot; (??!!??!!)... Oldrini cos&#039;è?
Inutilmente pensante..?...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; ma se Buster Keaton, la Nouvelle Vague, Kurosawa e Kubrick sono &#8220;sopravvalutati&#8221;&#8230; Hitchcock e Lang &#8220;pseudo-autori&#8221; (??!!??!!)&#8230; Oldrini cos&#8217;è?<br />
Inutilmente pensante..?&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/17/report-di-una-storia-del-cinema-ideologica/#comment-49093</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2006 09:09:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[leggersi tutte le annate di Cinema nuovo?
non potresti riassumerlo brevemente, con parole tue?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>leggersi tutte le annate di Cinema nuovo?<br />
non potresti riassumerlo brevemente, con parole tue?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Emily Kane		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/17/report-di-una-storia-del-cinema-ideologica/#comment-49079</link>

		<dc:creator><![CDATA[Emily Kane]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2006 06:35:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se qualcuno fosse interessato al &quot;canone&quot; di Oldrini, invito alla lettura di tutte le annate di Cinema Nuovo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se qualcuno fosse interessato al &#8220;canone&#8221; di Oldrini, invito alla lettura di tutte le annate di Cinema Nuovo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/17/report-di-una-storia-del-cinema-ideologica/#comment-49077</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2006 06:29:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Di solito ogni rilettura storica di qualsivoglia disciplina ripercorre passo passo il canone condiviso, riconfermando puntualmente ogni sequenza paradigmatica e introducendovi, se del caso, solo lievi spostamenti.
Se c’è uno studioso che non lo fa, piuttosto che stracciarsi le vesti, cercherei di riferire il perché, se c’è.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di solito ogni rilettura storica di qualsivoglia disciplina ripercorre passo passo il canone condiviso, riconfermando puntualmente ogni sequenza paradigmatica e introducendovi, se del caso, solo lievi spostamenti.<br />
Se c’è uno studioso che non lo fa, piuttosto che stracciarsi le vesti, cercherei di riferire il perché, se c’è.</p>
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