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	Commenti a: IL METODO DELLA TRANSUSTANZIAZIONE	</title>
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		<title>
		Di: ness1		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/23/il-metodo-della-transustanziazione/#comment-50231</link>

		<dc:creator><![CDATA[ness1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Oct 2006 19:39:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...]

Inerme sotto questa notte
il nostro mondo giace istupidito;
e tuttavia, in ogni dove,
ironici puntigli luminosi
si accendono qualora i Giusti
si scambiano messaggi:
che io possa, composto come loro
d’Eros e polvere,
assediato dalla medesima
negazione e disperazione,
mostrare un fuoco affermativo.


Auden]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;]</p>
<p>Inerme sotto questa notte<br />
il nostro mondo giace istupidito;<br />
e tuttavia, in ogni dove,<br />
ironici puntigli luminosi<br />
si accendono qualora i Giusti<br />
si scambiano messaggi:<br />
che io possa, composto come loro<br />
d’Eros e polvere,<br />
assediato dalla medesima<br />
negazione e disperazione,<br />
mostrare un fuoco affermativo.</p>
<p>Auden</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/23/il-metodo-della-transustanziazione/#comment-50222</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Oct 2006 18:18:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buffoni mi sembra – oltre che il poeta più interessante della sua generazione – un intellettuale di grande levatura e di crescente autorevolezza.
Si possono ritenere utopistici – e magari nemmeno augurabili – certi rimedi e prospettive sostenuti dal testo (per es. l’“unico grande spazio attrezzatissimo e polifunzionale” da utilizzare per i diversi tipi di culto religioso). 
Si può non condividere (o non del tutto condividere) il pensiero liberal di Buffoni e il procedere empirico (ed empiristico) del suo discorso.
Ma si tratta (per l’appunto) di un discorso aperto al confronto e alla confutazione.
Confronto e possibilità di confutazione mi sembrano essere dentro il libro stesso, nella trama del dialogo che ne costituisce l’ossatura.
Il finale a quanto pare è lasciato al nipote, ottimo allievo ma non esattamente succube del maestro:
http://liberazione06.rifondazione.co.uk/Notizie06/10ottobre06/0610N114.htm

Il testo mi incuriosisce e mi sembra riuscito (bello ed efficace) anche sul piano strettamente letterario (“romanzo storico-autobiografico in forma dialogica”?…).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buffoni mi sembra – oltre che il poeta più interessante della sua generazione – un intellettuale di grande levatura e di crescente autorevolezza.<br />
Si possono ritenere utopistici – e magari nemmeno augurabili – certi rimedi e prospettive sostenuti dal testo (per es. l’“unico grande spazio attrezzatissimo e polifunzionale” da utilizzare per i diversi tipi di culto religioso).<br />
Si può non condividere (o non del tutto condividere) il pensiero liberal di Buffoni e il procedere empirico (ed empiristico) del suo discorso.<br />
Ma si tratta (per l’appunto) di un discorso aperto al confronto e alla confutazione.<br />
Confronto e possibilità di confutazione mi sembrano essere dentro il libro stesso, nella trama del dialogo che ne costituisce l’ossatura.<br />
Il finale a quanto pare è lasciato al nipote, ottimo allievo ma non esattamente succube del maestro:<br />
<a href="http://liberazione06.rifondazione.co.uk/Notizie06/10ottobre06/0610N114.htm" rel="nofollow ugc">http://liberazione06.rifondazione.co.uk/Notizie06/10ottobre06/0610N114.htm</a></p>
<p>Il testo mi incuriosisce e mi sembra riuscito (bello ed efficace) anche sul piano strettamente letterario (“romanzo storico-autobiografico in forma dialogica”?…).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Gog Magog Bevi Krog Kol Krug A Kiel		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/23/il-metodo-della-transustanziazione/#comment-50008</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gog Magog Bevi Krog Kol Krug A Kiel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 20:18:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[georgia mi è mancata un casino, come bologna e la pizza da altero (e le pugnette sui tetti)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>georgia mi è mancata un casino, come bologna e la pizza da altero (e le pugnette sui tetti)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/23/il-metodo-della-transustanziazione/#comment-49920</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 09:24:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro valter penso siano in tanti a sapere cosa sino i comunitaristi nostrani e preve in particolare, di cui non nego l&#039;intelligenza
Io per lo meno lo so: in rete (non qui) se ne parla da parecchio (in particolare nel sito prima e poi nel blog di kelebek da te citato
A me il comunitarismo NON interessa, anzi NON mi piace proprio, e non ho nessuna intenzione di riparlarne, ed entusiasmarmi a comando, ogni volta che qualcuno lo scopre ex novo.
Per questo mi limito a fare battute, ma non avevo nessuna intenzione di sfotterti.
georgia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro valter penso siano in tanti a sapere cosa sino i comunitaristi nostrani e preve in particolare, di cui non nego l&#8217;intelligenza<br />
Io per lo meno lo so: in rete (non qui) se ne parla da parecchio (in particolare nel sito prima e poi nel blog di kelebek da te citato<br />
A me il comunitarismo NON interessa, anzi NON mi piace proprio, e non ho nessuna intenzione di riparlarne, ed entusiasmarmi a comando, ogni volta che qualcuno lo scopre ex novo.<br />
Per questo mi limito a fare battute, ma non avevo nessuna intenzione di sfotterti.<br />
georgia</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: e-berti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/23/il-metodo-della-transustanziazione/#comment-49917</link>

		<dc:creator><![CDATA[e-berti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 09:08:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Secondo il comunitarismo, la sola base possibile per l’etica è il modo di vivere, di sentire e pensare proprio della comunità cui si appartiene. Cfr. A. MacIntyre, Dopo la virtù, Feltrinelli &#039;88. Fondare l&#039;etica sulla pura ragione fu l&#039;ideale dell&#039;Illuminismo, ma anche tutto l&#039;800 e buona parte del 900 hanno continuato nello sforzo. Ora, il progetto illuministico è fallito. L&#039;emblema di questo fallimento si chiama Nietzsche. Nietzsche infatti ha dimostrato l&#039;impossibilità di un&#039;etica fondata sulla ragione, ha dimostrato che essa è soltanto una menzogna, un&#039;impostura. Così dopo Nietzsche si è finito col rinunciare all&#039;etica, e le scelte morali degli uomini sono state affidate alla semplice emotività. La gente non dice più perché pensa che una cosa è giusta o sbagliata, che una azione è buona o cattiva; dice semplicemente: io sento così, io sono portato a pensare così. Bene, se vogliamo ricostruire una vera e propria etica i.e. trovare un&#039;alternativa a Nietzsche, non ci resta che Aristotele. Perché Aristotele ha mostrato che l&#039;etica non si fonda sulla pura ragione, sulla ragione scientifica, sulla ragione tecnologica, sulla ragione astratta, ma su un diverso tipo di ragione, che è quella costituita dalle virtù dianoetiche, in particolare dalla saggezza, dalla saggezza pratica, la capacità di deliberare bene, di trovare i mezzi adatti al fine buono. Questa è l&#039;unica base possibile per l&#039;etica. E questo è possibile all&#039;interno di una comunità dove ci sono dei valori condivisi, dove c&#039;è una tradizione, dove ci sono delle pratiche sociali che incontrano l&#039;approvazione o la disapprovazione degli altri. 
Amartya K. Sen dice che anche gli economisti, quando studiano quale è il modo migliore per produrre e soprattutto per distribuire i beni, devono tenere conto della capacità che gli uomini hanno di godere di questi beni, perchè altrimenti è inutile preoccuparsi: quale libertà volete dare a persone che non sanno cosa farsene, perché nessuno gli ha mai spiegato quali sono le loro capacità i.e. le cose che possono fare? Bisogna dunque innanzitutto sviluppare le capacità che ciascuno ha attraverso la scuola, i libri, la radio, la tv, i viaggi, la rete – tutto ciò che permette all&#039;uomo di sviluppare le sue potenzialità, di prendere coscienza di sé e di realizzare il fullfillment = pienezza i.e. una vita fiorente = flourishing life. La studiosa di Aristotele Martha C. Nussbaum ha fatto notare a Sen che diceva esattamente lo stesso di Aristotele. Sen è andato a leggerselo e ha detto: “È vero, io sono aristotelico e non sapevo di esserlo.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il comunitarismo, la sola base possibile per l’etica è il modo di vivere, di sentire e pensare proprio della comunità cui si appartiene. Cfr. A. MacIntyre, Dopo la virtù, Feltrinelli &#8217;88. Fondare l&#8217;etica sulla pura ragione fu l&#8217;ideale dell&#8217;Illuminismo, ma anche tutto l&#8217;800 e buona parte del 900 hanno continuato nello sforzo. Ora, il progetto illuministico è fallito. L&#8217;emblema di questo fallimento si chiama Nietzsche. Nietzsche infatti ha dimostrato l&#8217;impossibilità di un&#8217;etica fondata sulla ragione, ha dimostrato che essa è soltanto una menzogna, un&#8217;impostura. Così dopo Nietzsche si è finito col rinunciare all&#8217;etica, e le scelte morali degli uomini sono state affidate alla semplice emotività. La gente non dice più perché pensa che una cosa è giusta o sbagliata, che una azione è buona o cattiva; dice semplicemente: io sento così, io sono portato a pensare così. Bene, se vogliamo ricostruire una vera e propria etica i.e. trovare un&#8217;alternativa a Nietzsche, non ci resta che Aristotele. Perché Aristotele ha mostrato che l&#8217;etica non si fonda sulla pura ragione, sulla ragione scientifica, sulla ragione tecnologica, sulla ragione astratta, ma su un diverso tipo di ragione, che è quella costituita dalle virtù dianoetiche, in particolare dalla saggezza, dalla saggezza pratica, la capacità di deliberare bene, di trovare i mezzi adatti al fine buono. Questa è l&#8217;unica base possibile per l&#8217;etica. E questo è possibile all&#8217;interno di una comunità dove ci sono dei valori condivisi, dove c&#8217;è una tradizione, dove ci sono delle pratiche sociali che incontrano l&#8217;approvazione o la disapprovazione degli altri.<br />
Amartya K. Sen dice che anche gli economisti, quando studiano quale è il modo migliore per produrre e soprattutto per distribuire i beni, devono tenere conto della capacità che gli uomini hanno di godere di questi beni, perchè altrimenti è inutile preoccuparsi: quale libertà volete dare a persone che non sanno cosa farsene, perché nessuno gli ha mai spiegato quali sono le loro capacità i.e. le cose che possono fare? Bisogna dunque innanzitutto sviluppare le capacità che ciascuno ha attraverso la scuola, i libri, la radio, la tv, i viaggi, la rete – tutto ciò che permette all&#8217;uomo di sviluppare le sue potenzialità, di prendere coscienza di sé e di realizzare il fullfillment = pienezza i.e. una vita fiorente = flourishing life. La studiosa di Aristotele Martha C. Nussbaum ha fatto notare a Sen che diceva esattamente lo stesso di Aristotele. Sen è andato a leggerselo e ha detto: “È vero, io sono aristotelico e non sapevo di esserlo.&#8221;</p>
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		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/23/il-metodo-della-transustanziazione/#comment-49906</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 08:01:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Luca, è consolante sapere che almeno qualcuno sa di quello che parli e non ha solo voglia di sfottere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Luca, è consolante sapere che almeno qualcuno sa di quello che parli e non ha solo voglia di sfottere.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: L. Pesenti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/23/il-metodo-della-transustanziazione/#comment-49895</link>

		<dc:creator><![CDATA[L. Pesenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 05:48:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I neo-comunitaristi sono una piccola ma agguerrita schiera di liberi pensatori, radunatasi attorno alla rivista Telos e capeggiata dal filosofo Alasdair Mac Intyre e dal politologo Charles Taylor. Il nemico principale sostengono essere la morale liberale, creatrice di un individuo separato, atomo in una società di atomi, proteso al soddisfacimento del proprio utile ed esente da preoccupazioni morali nei confronti del mondo che lo circonda. A questo genere di individuo, i comunitaristi oppongono un uomo sociale e politico, detentore di diritti non astratti ma frutto della partecipazione della persona alla comunità di appartenenza, attraverso la quale condivide con altri obbiettivi e fini comuni. Una posizione certamente influenzata dalle teorie di Max Weber sulla &quot;razionalità secondo il valore&quot; e orientata nella direzione della ricostruzione di quei legami sociali negati dalla teoria liberale. Sul piano morale, i comunitaristi americani rifiutano la preminenza del &quot;giusto&quot; sul &quot;bene&quot;, scartando così l&#039;individualismo metodologico e l&#039;utilitarismo. La condivisione di una comune concezione di ciò che è ritenuto &quot;bene&quot; è, secondo i comunitaristi, presupposto fondamentale per la costituzione di una comunità, all&#039;interno della quale morale e virtù assumono un valore prioritario nella identificazione del singolo come parte del tutto. Insomma, dopo Marx e Nietzsche, anche Adam Smith e J S Mill sembrano destinati a declinare, in un eterno ritorno alle costituzioni sociali troppo velocemente liquidate con l&#039;avvento della modernità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I neo-comunitaristi sono una piccola ma agguerrita schiera di liberi pensatori, radunatasi attorno alla rivista Telos e capeggiata dal filosofo Alasdair Mac Intyre e dal politologo Charles Taylor. Il nemico principale sostengono essere la morale liberale, creatrice di un individuo separato, atomo in una società di atomi, proteso al soddisfacimento del proprio utile ed esente da preoccupazioni morali nei confronti del mondo che lo circonda. A questo genere di individuo, i comunitaristi oppongono un uomo sociale e politico, detentore di diritti non astratti ma frutto della partecipazione della persona alla comunità di appartenenza, attraverso la quale condivide con altri obbiettivi e fini comuni. Una posizione certamente influenzata dalle teorie di Max Weber sulla &#8220;razionalità secondo il valore&#8221; e orientata nella direzione della ricostruzione di quei legami sociali negati dalla teoria liberale. Sul piano morale, i comunitaristi americani rifiutano la preminenza del &#8220;giusto&#8221; sul &#8220;bene&#8221;, scartando così l&#8217;individualismo metodologico e l&#8217;utilitarismo. La condivisione di una comune concezione di ciò che è ritenuto &#8220;bene&#8221; è, secondo i comunitaristi, presupposto fondamentale per la costituzione di una comunità, all&#8217;interno della quale morale e virtù assumono un valore prioritario nella identificazione del singolo come parte del tutto. Insomma, dopo Marx e Nietzsche, anche Adam Smith e J S Mill sembrano destinati a declinare, in un eterno ritorno alle costituzioni sociali troppo velocemente liquidate con l&#8217;avvento della modernità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/23/il-metodo-della-transustanziazione/#comment-49855</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2006 14:51:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@binaghi
sinceramente intendevo proprio quello. Ma che sei permaloso?
Statt bun.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@binaghi<br />
sinceramente intendevo proprio quello. Ma che sei permaloso?<br />
Statt bun.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/23/il-metodo-della-transustanziazione/#comment-49848</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2006 14:11:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Roberto
spiegami cosa c&#039;entra un paraculo ungherese che non conosco (ma che somiglia un po&#039; ai nostrani Mughini, Liguori ecc) con Lasch e quello che dico io? Mi hai preso per uno di Forza Italia?
La circolarità dello spettro politico è una cosa più seria. Più che di coincidentia oppositorum parlerei di inadeguatezza della polarità liberalismo-socialismo a rappresentare il dilemma dei nostri giorni, che è piuttosto tra il trionfo dell&#039;agire tecnico (nella sua forma mercantile o statalista) e la resistenza del comunitario. Cattolici, Liberali e socialisti sono di fatto distribuiti in modo trasversale in questa contrapposizione, e questo rende del tutto obsolete le distinzioni tra Destra e Sinistra. Come sosteneva appunto Lasch e oggi, tra gli altri, Costanzo Preve.

@Inquisitore
Mi spieghi cosa c&#039;è di atroce in quello che scrivo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Roberto<br />
spiegami cosa c&#8217;entra un paraculo ungherese che non conosco (ma che somiglia un po&#8217; ai nostrani Mughini, Liguori ecc) con Lasch e quello che dico io? Mi hai preso per uno di Forza Italia?<br />
La circolarità dello spettro politico è una cosa più seria. Più che di coincidentia oppositorum parlerei di inadeguatezza della polarità liberalismo-socialismo a rappresentare il dilemma dei nostri giorni, che è piuttosto tra il trionfo dell&#8217;agire tecnico (nella sua forma mercantile o statalista) e la resistenza del comunitario. Cattolici, Liberali e socialisti sono di fatto distribuiti in modo trasversale in questa contrapposizione, e questo rende del tutto obsolete le distinzioni tra Destra e Sinistra. Come sosteneva appunto Lasch e oggi, tra gli altri, Costanzo Preve.</p>
<p>@Inquisitore<br />
Mi spieghi cosa c&#8217;è di atroce in quello che scrivo?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/10/23/il-metodo-della-transustanziazione/#comment-49834</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2006 12:58:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@binaghi
a proposito di Lash, citerei l&#039;esemplare carriera di Ferenc Gyurcsany, dalla dirigenza del movimento dei giovani comunisti al rampantismo postcapitalista ed efficientista. Come dire, dal Capitale alla sua privatizzazione orientale. Postmoderna è appunto questa attitudine alla circolarità dello spettro politico. Coincidentia Oppositorum.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@binaghi<br />
a proposito di Lash, citerei l&#8217;esemplare carriera di Ferenc Gyurcsany, dalla dirigenza del movimento dei giovani comunisti al rampantismo postcapitalista ed efficientista. Come dire, dal Capitale alla sua privatizzazione orientale. Postmoderna è appunto questa attitudine alla circolarità dello spettro politico. Coincidentia Oppositorum.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
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