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	Commenti a: Sonntäglich (Domenicale)	</title>
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		Di: ness1		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ness1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Oct 2006 19:20:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tremendo, veritiero, normalissimo. Versi deton&#039;attivi, appassionati. Grazie.]]></description>
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		Di: cara polvere		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cara polvere]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Oct 2006 07:31:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[penetrante come può esserlo lo spazio breve tra due lampioni accesi e che basta ad illuminare uno scorcio di giardino che sembra vuoto a notte alta, ma non lo è.
è lo stesso giardino ma, tra quei due lampioni, di notte, è più facile scriverci su una storia. 

questa poesia va letta in lingua madre e con piacere ho rispolverato le nozioni poco più che scolastiche di questa magnifica lingua.

diceva Else Lasker-Shuler :&quot;Mi sento vecchia, così come di colpo è invecchiato questo giorno.&quot;, ma qui non c&#039;è nessun colpo, tutto accade con meticolosa cadenza: un morso, un colpo di mestolo, e il bambino che scrive.
la morte, il cibo, il futuro sono le colonne sincroniche
che dall&#039;incipit alla fine tengono il lettore avvolto.
tre colonne che corredano completamente inarcando di totale pienezza l&#039;essenziale ruralità e ruvidezza della scena.  

e di là ci sono i morsi della morte, di qua una madre che gira la polenta - i pensieri sul fuoco, c&#039;è il bambino che fa i compiti
ecco. la normalità anonima vita- morte,  - anonimato che appartiene ai più  e proprio per questo, innesca in essi un tenerissimo riconoscersi.
normalità così scioltamente espressa e avvicinata al comune sentire con una semplicità notevole e che in poesia oggigiorno è difficile trovare trascritta.
qui la morte non è un mito ma  &quot;gioco biologico&quot; di sopravvivenza come il preparare da mangiare o come l&#039;infanzia, quest&#039;ultima che, ancora ignara, sfiora la morte, in questo caso, come sfiora una cornacchia trovata morta in un campo di grano.
non c&#039;è ansia, non è nemmeno dolore questo aspettare che il pensiero diventi nebbia lontana, che la carne consumi la carne e che le ossa trovino il tempo di pulirsi quando non vi è niente altro da fare.
 versi che fanno parola,  miniatura che morendo evolve immensa, lascia l&#039;idea di proseguimento, lascia il calore della polenta nel piatto.
(almeno questo è il mio leggerla)
un saluto
paola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>penetrante come può esserlo lo spazio breve tra due lampioni accesi e che basta ad illuminare uno scorcio di giardino che sembra vuoto a notte alta, ma non lo è.<br />
è lo stesso giardino ma, tra quei due lampioni, di notte, è più facile scriverci su una storia. </p>
<p>questa poesia va letta in lingua madre e con piacere ho rispolverato le nozioni poco più che scolastiche di questa magnifica lingua.</p>
<p>diceva Else Lasker-Shuler :&#8221;Mi sento vecchia, così come di colpo è invecchiato questo giorno.&#8221;, ma qui non c&#8217;è nessun colpo, tutto accade con meticolosa cadenza: un morso, un colpo di mestolo, e il bambino che scrive.<br />
la morte, il cibo, il futuro sono le colonne sincroniche<br />
che dall&#8217;incipit alla fine tengono il lettore avvolto.<br />
tre colonne che corredano completamente inarcando di totale pienezza l&#8217;essenziale ruralità e ruvidezza della scena.  </p>
<p>e di là ci sono i morsi della morte, di qua una madre che gira la polenta &#8211; i pensieri sul fuoco, c&#8217;è il bambino che fa i compiti<br />
ecco. la normalità anonima vita- morte,  &#8211; anonimato che appartiene ai più  e proprio per questo, innesca in essi un tenerissimo riconoscersi.<br />
normalità così scioltamente espressa e avvicinata al comune sentire con una semplicità notevole e che in poesia oggigiorno è difficile trovare trascritta.<br />
qui la morte non è un mito ma  &#8220;gioco biologico&#8221; di sopravvivenza come il preparare da mangiare o come l&#8217;infanzia, quest&#8217;ultima che, ancora ignara, sfiora la morte, in questo caso, come sfiora una cornacchia trovata morta in un campo di grano.<br />
non c&#8217;è ansia, non è nemmeno dolore questo aspettare che il pensiero diventi nebbia lontana, che la carne consumi la carne e che le ossa trovino il tempo di pulirsi quando non vi è niente altro da fare.<br />
 versi che fanno parola,  miniatura che morendo evolve immensa, lascia l&#8217;idea di proseguimento, lascia il calore della polenta nel piatto.<br />
(almeno questo è il mio leggerla)<br />
un saluto<br />
paola</p>
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