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	Commenti a: Attenzione poeti (il 23 a Milano)	</title>
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		<title>
		Di: wovoka		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2006 21:16:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ohibò ... se ne sono proprio andati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ohibò &#8230; se ne sono proprio andati.</p>
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		Di: wovoka		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Dec 2006 15:31:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non capisco se lo dici in senso buono o in senso cattivo (leciti entrambi). Comunque è chiaro che nell&#039;ambito delle stimolazioni artistiche io &quot;ricerco&quot; simili fastidi: il &quot;non sopporto&quot;, da cui suppongo tragga origine il tuo &quot;intollerabili&quot;, è molto relativo. Dunque mi unisco tranquillamente alla tua speranza :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non capisco se lo dici in senso buono o in senso cattivo (leciti entrambi). Comunque è chiaro che nell&#8217;ambito delle stimolazioni artistiche io &#8220;ricerco&#8221; simili fastidi: il &#8220;non sopporto&#8221;, da cui suppongo tragga origine il tuo &#8220;intollerabili&#8221;, è molto relativo. Dunque mi unisco tranquillamente alla tua speranza :-)</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Marco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Dec 2006 14:56:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;em&gt;dopo un commento come questo&lt;/em&gt;, posso solo rallegrarmi che i miei interventi ti infastidiscano. spero dunque di farne molti altri, sempre più intollerabili]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>dopo un commento come questo</em>, posso solo rallegrarmi che i miei interventi ti infastidiscano. spero dunque di farne molti altri, sempre più intollerabili</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: wovoka		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Dec 2006 13:13:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Devo essere suonato ben presuntuoso per dare l&#039;impressione di avere in tasca delle ricette. Credo che una massa enorme di menti in sperimentazione parallela, come quella che interagisce su Internet, finisca per &quot;assestarsi&quot; sopra a dei limiti abbastanza &quot;strutturali&quot;.  Nel vostro dialogo, si possono cogliere tanto elementi positivi quanto negativi. Io sono particolarmente impressionato dalle dissonanze cognitive piuttosto che da superficiali convergenze astratte, spesso ottenute attraverso il &quot;name dropping&quot;.
Nazione Indiana offre quotidianamente esempi interessantissimi di questa &quot;impedance mismatch&quot; (uso il termine metaforicamente) tanto da fornirmi, alla lunga (e ormai sono anni che mi ci &quot;applico&quot;) un senso di globale inutilità, così ben riassunta da quelle parole di Jankelevitch. L&#039;inutilità &quot;collettiva&quot; (nessun &quot;risultato&quot; di rilievo, o  memorabile - credo sia &quot;emerso&quot; da anni di discussioni e di confronti tra personalità non certo disprezzabili) è certo controbilanciata dai tornaconti personali, solipsistici (ciascuno ha certo potuto &quot;affinarsi&quot; grandemente attraverso il confronto) tuttavia tutti sembrano convinti che le cose importanti accadano &quot;altrove&quot;, e taluni persino si rifiutano esplicitamente di andare &quot;a fondo&quot; pubblicamente, rivendicando la preminenza dei rapporti diretti e riservati, negando quindi la valenza rivoluzionaria di questo mezzo (alla quale, data la mia posizione periferica, sono particolarmente interessato). 
Io comunque mi sono fatto l&#039;idea che un buona fetta di &quot;impermeabilità&quot; sia dovuta alla mancata distinzione fra ciò che si appella alla &quot;ragione&quot;, e quindi alla coerenza logica, all&#039;assenza di &quot;trucchi&quot;, all&#039;onestà intellettuale - ed ha quindi connaturato il carattere &quot;costrittivo&quot; della scienza (che d&#039;altro canto sa sanzionare efficacemente gli abusi) e ciò che si appella invece sostanzialmente al &quot;corpo&quot;, ai lunghi &quot;tirocinii dei sensi&quot;, a meticolose conoscenze di ambienti e di persone, a contesti, logiche ed affetti ampiamente arbitrari. In altre parole, la mancata distinzione, e conseguente corretta articolazione, tra piano razionale e piano estetico. L&#039;intolleranza estetica, onnipresente in questi spazi, rappresenta il tentativo di &quot;universalizzare&quot; i propri percorsi, le proprie vite, le proprie scelte e preferenze, a scapito di quelle altrui: qui si vedono veramente le guerre dei memi postulate da Dawkins. 
Per contrastare queste enormi dissipazioni (non amo perdere tempo) ho cercato di richiamare e utilizzare nelle discussioni i concetti di Bourdieu, come quello, fondamentale, di &quot;violenza simbolica&quot;, ma penso di essere stato in questo totalmente frainteso, specie dai poeti. Ma la sto tirando lunga, concludo dicendo che non trovo nulla da eccepire a quanto espresso da Bortolotti, mentre di Marco non sopporto proprio l&#039;uso (che mi appare tanto terroristico quanto infondato) delle teorie scientifiche più alla moda, così simile ai casi descritti in &quot;Imposture Intellettuali&quot; da farmi persino sospettare un&#039;operazione programmatica, intrisa di ironia postmoderna. Un uso che mi tiene davvero lontano dal desiderio di investire tempo ed energia sopra opere deliberatamente frammentarie (di caos da domare, o al quale abbandonarmi, ne ho già in abbondanza). Naturalmente questo lo dico solo per fornirgli un feedback da parte di una certa tipologia di lettore (la mia), feedback (e tipologia) che può benissimo decidere di trascurare, magari con delle ottime ragioni che possono essermi, per ora, totalmente inaccessibili. Non dobbiamo infatti mai dimenticare il carattere &quot;astratto&quot; di questo tipo di &quot;interfaccia&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo essere suonato ben presuntuoso per dare l&#8217;impressione di avere in tasca delle ricette. Credo che una massa enorme di menti in sperimentazione parallela, come quella che interagisce su Internet, finisca per &#8220;assestarsi&#8221; sopra a dei limiti abbastanza &#8220;strutturali&#8221;.  Nel vostro dialogo, si possono cogliere tanto elementi positivi quanto negativi. Io sono particolarmente impressionato dalle dissonanze cognitive piuttosto che da superficiali convergenze astratte, spesso ottenute attraverso il &#8220;name dropping&#8221;.<br />
Nazione Indiana offre quotidianamente esempi interessantissimi di questa &#8220;impedance mismatch&#8221; (uso il termine metaforicamente) tanto da fornirmi, alla lunga (e ormai sono anni che mi ci &#8220;applico&#8221;) un senso di globale inutilità, così ben riassunta da quelle parole di Jankelevitch. L&#8217;inutilità &#8220;collettiva&#8221; (nessun &#8220;risultato&#8221; di rilievo, o  memorabile &#8211; credo sia &#8220;emerso&#8221; da anni di discussioni e di confronti tra personalità non certo disprezzabili) è certo controbilanciata dai tornaconti personali, solipsistici (ciascuno ha certo potuto &#8220;affinarsi&#8221; grandemente attraverso il confronto) tuttavia tutti sembrano convinti che le cose importanti accadano &#8220;altrove&#8221;, e taluni persino si rifiutano esplicitamente di andare &#8220;a fondo&#8221; pubblicamente, rivendicando la preminenza dei rapporti diretti e riservati, negando quindi la valenza rivoluzionaria di questo mezzo (alla quale, data la mia posizione periferica, sono particolarmente interessato).<br />
Io comunque mi sono fatto l&#8217;idea che un buona fetta di &#8220;impermeabilità&#8221; sia dovuta alla mancata distinzione fra ciò che si appella alla &#8220;ragione&#8221;, e quindi alla coerenza logica, all&#8217;assenza di &#8220;trucchi&#8221;, all&#8217;onestà intellettuale &#8211; ed ha quindi connaturato il carattere &#8220;costrittivo&#8221; della scienza (che d&#8217;altro canto sa sanzionare efficacemente gli abusi) e ciò che si appella invece sostanzialmente al &#8220;corpo&#8221;, ai lunghi &#8220;tirocinii dei sensi&#8221;, a meticolose conoscenze di ambienti e di persone, a contesti, logiche ed affetti ampiamente arbitrari. In altre parole, la mancata distinzione, e conseguente corretta articolazione, tra piano razionale e piano estetico. L&#8217;intolleranza estetica, onnipresente in questi spazi, rappresenta il tentativo di &#8220;universalizzare&#8221; i propri percorsi, le proprie vite, le proprie scelte e preferenze, a scapito di quelle altrui: qui si vedono veramente le guerre dei memi postulate da Dawkins.<br />
Per contrastare queste enormi dissipazioni (non amo perdere tempo) ho cercato di richiamare e utilizzare nelle discussioni i concetti di Bourdieu, come quello, fondamentale, di &#8220;violenza simbolica&#8221;, ma penso di essere stato in questo totalmente frainteso, specie dai poeti. Ma la sto tirando lunga, concludo dicendo che non trovo nulla da eccepire a quanto espresso da Bortolotti, mentre di Marco non sopporto proprio l&#8217;uso (che mi appare tanto terroristico quanto infondato) delle teorie scientifiche più alla moda, così simile ai casi descritti in &#8220;Imposture Intellettuali&#8221; da farmi persino sospettare un&#8217;operazione programmatica, intrisa di ironia postmoderna. Un uso che mi tiene davvero lontano dal desiderio di investire tempo ed energia sopra opere deliberatamente frammentarie (di caos da domare, o al quale abbandonarmi, ne ho già in abbondanza). Naturalmente questo lo dico solo per fornirgli un feedback da parte di una certa tipologia di lettore (la mia), feedback (e tipologia) che può benissimo decidere di trascurare, magari con delle ottime ragioni che possono essermi, per ora, totalmente inaccessibili. Non dobbiamo infatti mai dimenticare il carattere &#8220;astratto&#8221; di questo tipo di &#8220;interfaccia&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: Lorenzo Carlucci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/11/19/attenzione-poeti-il-23-a-milano/#comment-52981</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Carlucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Dec 2006 08:30:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dimmi, wovoka, con quali mezzi si concordano una ontologia e una epistemologia comuni?

Lorenzo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dimmi, wovoka, con quali mezzi si concordano una ontologia e una epistemologia comuni?</p>
<p>Lorenzo</p>
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		<title>
		Di: Marco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/11/19/attenzione-poeti-il-23-a-milano/#comment-52975</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2006 23:21:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L.: &lt;em&gt;mi sembra inutile precisare che ...&lt;/em&gt;

M.: ma no, ma no che non è inutile

L.: &lt;em&gt;hai risposto a qualcuna delle osservazioni fatte sui testi&lt;/em&gt;

M.: vero

L.: &lt;em&gt;ho risposto a mia volta&lt;/em&gt;

M.: vero

L.: &lt;em&gt;Per quanto mi riguarda, possiamo calare il sipario, naturalmente per riaprirlo altrove. ma non c’e’ bisogno di prendere una decisione a riguardo. il blog sta qui, e finche’ campiamo possono venirci idee, e possiamo perderne altre.&lt;/em&gt;

M.: concordo. vediamo. se càpita, si chiacchiera ancora, ci ritroviamo qui. altrimenti alla prossima. bien.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L.: <em>mi sembra inutile precisare che &#8230;</em></p>
<p>M.: ma no, ma no che non è inutile</p>
<p>L.: <em>hai risposto a qualcuna delle osservazioni fatte sui testi</em></p>
<p>M.: vero</p>
<p>L.: <em>ho risposto a mia volta</em></p>
<p>M.: vero</p>
<p>L.: <em>Per quanto mi riguarda, possiamo calare il sipario, naturalmente per riaprirlo altrove. ma non c’e’ bisogno di prendere una decisione a riguardo. il blog sta qui, e finche’ campiamo possono venirci idee, e possiamo perderne altre.</em></p>
<p>M.: concordo. vediamo. se càpita, si chiacchiera ancora, ci ritroviamo qui. altrimenti alla prossima. bien.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/11/19/attenzione-poeti-il-23-a-milano/#comment-52941</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2006 19:20:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Naturalmente parlo soltanto della pretesa &quot;teoria&quot;. Che la poesia e l&#039;arte in qualche modo continuino a funzionare (il &quot;piacciono o non piacciono&quot; di Inglese) è pacifico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Naturalmente parlo soltanto della pretesa &#8220;teoria&#8221;. Che la poesia e l&#8217;arte in qualche modo continuino a funzionare (il &#8220;piacciono o non piacciono&#8221; di Inglese) è pacifico.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/11/19/attenzione-poeti-il-23-a-milano/#comment-52939</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2006 19:08:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh, io credo che “argomentazione razionale” condurrebbe, soltanto un poco più lentamente al medesimo ginepraio. In realtà, fino a che non si concorda un&#039;ontologia ed un&#039;epistemologia comuni, di queste cose si può solo FARE FINTA di parlare, librandosi su abissi di malinteso. Ogni approfondimento, tentato qui o altrove, lo dimostra in abbondanza.
===
Il malinteso sincronizza i soliloqui umani. A partire da solitudini parallele fabbrica uno scambio apparente, una sedicente comunicazione amicale intessuta di discorsi campati in aria, di obiezioni collaterali e di risposte che non rispondono a niente. È così grande l&#039;inerzia dell&#039;io murato nella sua logica interna e nella sua indifferenza che questo gioco ridicolo può proseguire da solo in virtù del movimento iniziale, e gli interlocutori si ritirano reciprocamente soddisfatti quando hanno trovato in una parola dell&#039;altro l&#039;occasione di poter attaccare la loro filippica. 

Vladimir Jankélévitch - La menzogna e il malinteso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, io credo che “argomentazione razionale” condurrebbe, soltanto un poco più lentamente al medesimo ginepraio. In realtà, fino a che non si concorda un&#8217;ontologia ed un&#8217;epistemologia comuni, di queste cose si può solo FARE FINTA di parlare, librandosi su abissi di malinteso. Ogni approfondimento, tentato qui o altrove, lo dimostra in abbondanza.<br />
===<br />
Il malinteso sincronizza i soliloqui umani. A partire da solitudini parallele fabbrica uno scambio apparente, una sedicente comunicazione amicale intessuta di discorsi campati in aria, di obiezioni collaterali e di risposte che non rispondono a niente. È così grande l&#8217;inerzia dell&#8217;io murato nella sua logica interna e nella sua indifferenza che questo gioco ridicolo può proseguire da solo in virtù del movimento iniziale, e gli interlocutori si ritirano reciprocamente soddisfatti quando hanno trovato in una parola dell&#8217;altro l&#8217;occasione di poter attaccare la loro filippica. </p>
<p>Vladimir Jankélévitch &#8211; La menzogna e il malinteso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lorenzo Carlucci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/11/19/attenzione-poeti-il-23-a-milano/#comment-52937</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Carlucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2006 18:56:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[piccola nota: &quot;mon dieu, che sofisti!&quot;

wovoka: &quot;Non ho ancora mai incontrato una dimostrazione in poesia.&quot;
marco: &quot;difficilmente si danno “dimostrazioni” in poesia.&quot;

mi sembra inutile precisare che &quot;dimostrazione&quot; non era usata nel senso di &quot;dimostrazione matematica rigorosa&quot;, ma soltanto nel senso di &quot;argomentazione razionale&quot;. quest&#039;ultima e&#039; stata - per tanto tempo almeno - di casa in filosofia, e lo e&#039; anche nella critica. non: nella poesia, dove sono davvero l&#039;ultimo a volerla mettere. 

a marco: hai risposto a qualcuna delle osservazioni fatte sui testi (essenzialmente dicendo che ci sono altre dimensioni che non ho considerato, che smentiscono la supposta preminenza di quelle che ho considerato). ho risposto a mia volta. 

per quanto mi riguarda, possiamo calare il sipario, naturalmente per riaprirlo altrove. ma non c&#039;e&#039; bisogno di prendere una decisione a riguardo. il blog sta qui, e finche&#039; campiamo possono venirci idee, e possiamo perderne altre.

lorenzo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>piccola nota: &#8220;mon dieu, che sofisti!&#8221;</p>
<p>wovoka: &#8220;Non ho ancora mai incontrato una dimostrazione in poesia.&#8221;<br />
marco: &#8220;difficilmente si danno “dimostrazioni” in poesia.&#8221;</p>
<p>mi sembra inutile precisare che &#8220;dimostrazione&#8221; non era usata nel senso di &#8220;dimostrazione matematica rigorosa&#8221;, ma soltanto nel senso di &#8220;argomentazione razionale&#8221;. quest&#8217;ultima e&#8217; stata &#8211; per tanto tempo almeno &#8211; di casa in filosofia, e lo e&#8217; anche nella critica. non: nella poesia, dove sono davvero l&#8217;ultimo a volerla mettere. </p>
<p>a marco: hai risposto a qualcuna delle osservazioni fatte sui testi (essenzialmente dicendo che ci sono altre dimensioni che non ho considerato, che smentiscono la supposta preminenza di quelle che ho considerato). ho risposto a mia volta. </p>
<p>per quanto mi riguarda, possiamo calare il sipario, naturalmente per riaprirlo altrove. ma non c&#8217;e&#8217; bisogno di prendere una decisione a riguardo. il blog sta qui, e finche&#8217; campiamo possono venirci idee, e possiamo perderne altre.</p>
<p>lorenzo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/11/19/attenzione-poeti-il-23-a-milano/#comment-52928</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2006 17:47:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi pare che siate i primi a parlare di &quot;archiviazione&quot; su di un thread di Nazione Indiana. Che senso ha? Forse il ventaglio di argomenti si è aperto un po&#039; troppo (però io faccio un passo indietro si pota un pochino l&#039;albero di ricerca) - però almeno a qualcuno degli argomenti si potrà ben dare un seguito, no? Coraggio! (come ben diceva Marco poc&#039;anzi).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi pare che siate i primi a parlare di &#8220;archiviazione&#8221; su di un thread di Nazione Indiana. Che senso ha? Forse il ventaglio di argomenti si è aperto un po&#8217; troppo (però io faccio un passo indietro si pota un pochino l&#8217;albero di ricerca) &#8211; però almeno a qualcuno degli argomenti si potrà ben dare un seguito, no? Coraggio! (come ben diceva Marco poc&#8217;anzi).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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