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	Commenti a: Anonimato e responsabilità	</title>
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		<title>
		Di: alcor		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2006 17:31:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Contenuti integri e un contesto non manipolato permettono d acquirenti e venditori di interagire ed ad eBay di funzionare.&quot;

Questo vale ovunque, non solo nelle transazioni commerciali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Contenuti integri e un contesto non manipolato permettono d acquirenti e venditori di interagire ed ad eBay di funzionare.&#8221;</p>
<p>Questo vale ovunque, non solo nelle transazioni commerciali.</p>
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		<title>
		Di: jan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/11/26/anonimato-e-responsabilita/#comment-52651</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2006 17:15:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; utile pensare agli aspetti dell&#039;anonimato e dell&#039;identità riferendoli a un contesto. Nel caso di eBay esso è definito come la compravendita di beni tra persone, attraverso un sistema di reputazione. Come posso forzare questo contesto?

Il primo e più ovvio modo è vendere beni scadenti, non conformi a quanto dichiarato, spediti in ritardo. E&#039; ciò a cui il sistema di reputazione cerca di rispondereere.

Un secondo sistema è creare più account sotto nomi diversi, offrendo beni analoghi a condizioni leggermente diverse in modo da attaccare la capacità dell&#039;utente di confrontare i prezzi, creando cloni di concorrenti per manipolare il mercato.

Concentro l&#039;attenzione quindi su due fattori: il contenuto della transazione (il bene venduto, prezzo, qualità, consegna) e il contesto in cui essa avviene (il sistema di ecommerce eBay, reputazione, policy e sistema di pagamenti). 

Contenuti integri e un contesto non manipolato permettono ad acquirenti e venditori di interagire, e ad eBay di funzionare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; utile pensare agli aspetti dell&#8217;anonimato e dell&#8217;identità riferendoli a un contesto. Nel caso di eBay esso è definito come la compravendita di beni tra persone, attraverso un sistema di reputazione. Come posso forzare questo contesto?</p>
<p>Il primo e più ovvio modo è vendere beni scadenti, non conformi a quanto dichiarato, spediti in ritardo. E&#8217; ciò a cui il sistema di reputazione cerca di rispondereere.</p>
<p>Un secondo sistema è creare più account sotto nomi diversi, offrendo beni analoghi a condizioni leggermente diverse in modo da attaccare la capacità dell&#8217;utente di confrontare i prezzi, creando cloni di concorrenti per manipolare il mercato.</p>
<p>Concentro l&#8217;attenzione quindi su due fattori: il contenuto della transazione (il bene venduto, prezzo, qualità, consegna) e il contesto in cui essa avviene (il sistema di ecommerce eBay, reputazione, policy e sistema di pagamenti). </p>
<p>Contenuti integri e un contesto non manipolato permettono ad acquirenti e venditori di interagire, e ad eBay di funzionare.</p>
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		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/11/26/anonimato-e-responsabilita/#comment-52649</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2006 16:28:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@nico

Se manipolano non va bene, ma se non manipolano non si capisce perché non possano essere anonimi anche loro, sotto i post degli altri, tutto dipende sempre da quello che uno dice, sta qui, a mio modo di vedere la responsabilità.
Nel senso che altrimenti ci sarebbe, nei loro confronti, una riduzione di libertà rispetto agli altri lettori e commentatori.
Soprattutto in un sito che ha una redazione per modo di dire, nel senso che non è un gruppo unitario, ma venti o non so quante singole persone ognuna con le sue posizioni differenti.
Posso aver torto, ma anche questo, credo, è materia di discussione. 
Del resto di fronte alla possibilità materiale di farlo preferisco ammetterla e parlarne con franchezza, piuttosto che pretendere santità da una parte sola.
Io amo l&#039;anonimato riconoscibile, la costante, ma sono anche realista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@nico</p>
<p>Se manipolano non va bene, ma se non manipolano non si capisce perché non possano essere anonimi anche loro, sotto i post degli altri, tutto dipende sempre da quello che uno dice, sta qui, a mio modo di vedere la responsabilità.<br />
Nel senso che altrimenti ci sarebbe, nei loro confronti, una riduzione di libertà rispetto agli altri lettori e commentatori.<br />
Soprattutto in un sito che ha una redazione per modo di dire, nel senso che non è un gruppo unitario, ma venti o non so quante singole persone ognuna con le sue posizioni differenti.<br />
Posso aver torto, ma anche questo, credo, è materia di discussione.<br />
Del resto di fronte alla possibilità materiale di farlo preferisco ammetterla e parlarne con franchezza, piuttosto che pretendere santità da una parte sola.<br />
Io amo l&#8217;anonimato riconoscibile, la costante, ma sono anche realista.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Trespolo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/11/26/anonimato-e-responsabilita/#comment-52644</link>

		<dc:creator><![CDATA[Trespolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2006 15:14:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Jan, ovvio che ci sono sempre persone di buona volontà che si fanno carico di queste attività (e che seguo da un po&#039;), però, e credimi non voglio sminuire il loro lavoro, ma che impatto anno al di fuori della ristretta cerchia delle persone che li conoscono?

Sarebbe necessario un movimento di opinione ben più vasto e con la presenza di intellettuali più conosciuti. Così rimane un tema per pochi accoliti; purtroppo.

Buona serata. Trespolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Jan, ovvio che ci sono sempre persone di buona volontà che si fanno carico di queste attività (e che seguo da un po&#8217;), però, e credimi non voglio sminuire il loro lavoro, ma che impatto anno al di fuori della ristretta cerchia delle persone che li conoscono?</p>
<p>Sarebbe necessario un movimento di opinione ben più vasto e con la presenza di intellettuali più conosciuti. Così rimane un tema per pochi accoliti; purtroppo.</p>
<p>Buona serata. Trespolo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nico		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/11/26/anonimato-e-responsabilita/#comment-52637</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2006 14:39:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nico sono io, un lettore come tanti altri. Anzi, potrei chiamarmi Nicko o Nick e farebbe lo stesso. Ma in tutta questa confusione io vedrei i redattori come stelle fisse su cui potersi orientare in questa caotica navigazione. Tutto qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nico sono io, un lettore come tanti altri. Anzi, potrei chiamarmi Nicko o Nick e farebbe lo stesso. Ma in tutta questa confusione io vedrei i redattori come stelle fisse su cui potersi orientare in questa caotica navigazione. Tutto qui.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/11/26/anonimato-e-responsabilita/#comment-52632</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2006 13:59:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Perché mai un commento firmato da un nick, sia pure indiano, dovrebbe essere un commento falso? Falso rispetto a cosa?
E Nico cos&#039;è, una carta d&#039;identità?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché mai un commento firmato da un nick, sia pure indiano, dovrebbe essere un commento falso? Falso rispetto a cosa?<br />
E Nico cos&#8217;è, una carta d&#8217;identità?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/11/26/anonimato-e-responsabilita/#comment-52617</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2006 11:37:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse il tema della privacy e dell&#039;intersezionte tra tecnologie e libertà civili è meno discusso del calcio e dei calendari, ma ci sono molte persone che da anni divulgano e fanno concretamente in Italia. 

Mi vengono in mente Marco Calamari, anima del progetto Winston Smith ed editorialista su Punto Informatico (rubrica &lt;a href=&quot;http://punto-informatico.it/cerca.asp?s=marco+calamari&#038;B=CERCA&#038;r=PI&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Cassandra Crossing&lt;/a&gt;, link in NI), &lt;a href=&quot;http://www.oceanidigitali.it/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Alessandro Bottoni&lt;/a&gt; che sta facendo un grosso lavoro tecnico e divulgativo sul trusted computing, ed  &lt;a href=&quot;http://www.equiliber.org/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Equiliber&lt;/a&gt; dove Stefano Quintarelli e altri scrivono di tecnologia, TLC ed economia.

Giusto per fare i primi nomi che ho letto stamattina.

Forse occorre più lavoro interdisciplinare, più divulgazione, una migliore definizione del panorama concettuale. E idee creative per comunicare meglio, penso al recente filmato di Monica Mazzitelli nei panny di Molly Bloom, &quot;La trappola Disney&quot;

http://www.youtube.com/watch?v=MqySp7Nq5j0]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse il tema della privacy e dell&#8217;intersezionte tra tecnologie e libertà civili è meno discusso del calcio e dei calendari, ma ci sono molte persone che da anni divulgano e fanno concretamente in Italia. </p>
<p>Mi vengono in mente Marco Calamari, anima del progetto Winston Smith ed editorialista su Punto Informatico (rubrica <a href="http://punto-informatico.it/cerca.asp?s=marco+calamari&amp;B=CERCA&amp;r=PI" rel="nofollow">Cassandra Crossing</a>, link in NI), <a href="http://www.oceanidigitali.it/" rel="nofollow">Alessandro Bottoni</a> che sta facendo un grosso lavoro tecnico e divulgativo sul trusted computing, ed  <a href="http://www.equiliber.org/" rel="nofollow">Equiliber</a> dove Stefano Quintarelli e altri scrivono di tecnologia, TLC ed economia.</p>
<p>Giusto per fare i primi nomi che ho letto stamattina.</p>
<p>Forse occorre più lavoro interdisciplinare, più divulgazione, una migliore definizione del panorama concettuale. E idee creative per comunicare meglio, penso al recente filmato di Monica Mazzitelli nei panny di Molly Bloom, &#8220;La trappola Disney&#8221;</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=MqySp7Nq5j0" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=MqySp7Nq5j0</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nico		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/11/26/anonimato-e-responsabilita/#comment-52599</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2006 07:47:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Seguendo da un po&#039; Nazione Indiana, ho notato che anche i redattori si servono di pseudonimi. Per me una regola dovrebbe essere di non dare il cattivo esempio, perché fa peggio un commento falso di un redattore che cento di un lettore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Seguendo da un po&#8217; Nazione Indiana, ho notato che anche i redattori si servono di pseudonimi. Per me una regola dovrebbe essere di non dare il cattivo esempio, perché fa peggio un commento falso di un redattore che cento di un lettore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Trespolo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/11/26/anonimato-e-responsabilita/#comment-52525</link>

		<dc:creator><![CDATA[Trespolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2006 11:39:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Jan, puntualizzazioni precise e non invadenti le tue. Vorrei aggiungere un piccol dettaglio: l&#039;azione legale strategica è MOLTO utilizzata anche in Italia e in molte forme.
Fra le altre cose in Italia non esiste la class act e, come diretta conseguenza, queste azioni sono ancora più efficaci; spesso è sufficiente spaventare la persona paventando un&#039;azione legale.

Rimane comunque un dato di fatto: la questione privacy, e mi ripeto, da noi è in larga parte ignorata; buona solo per lo scandalo del momento.
Non possiamo continuare su questa linea ed è un onere degli intellettuali sollevare il problema della tutela dei dati personali e creare un movimento d&#039;opinione.
Non si vede nulla di questo e la situazione sta peggiorando giorno dopo giorno senza che nessuno protesti.

Buona giornata. Trespolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Jan, puntualizzazioni precise e non invadenti le tue. Vorrei aggiungere un piccol dettaglio: l&#8217;azione legale strategica è MOLTO utilizzata anche in Italia e in molte forme.<br />
Fra le altre cose in Italia non esiste la class act e, come diretta conseguenza, queste azioni sono ancora più efficaci; spesso è sufficiente spaventare la persona paventando un&#8217;azione legale.</p>
<p>Rimane comunque un dato di fatto: la questione privacy, e mi ripeto, da noi è in larga parte ignorata; buona solo per lo scandalo del momento.<br />
Non possiamo continuare su questa linea ed è un onere degli intellettuali sollevare il problema della tutela dei dati personali e creare un movimento d&#8217;opinione.<br />
Non si vede nulla di questo e la situazione sta peggiorando giorno dopo giorno senza che nessuno protesti.</p>
<p>Buona giornata. Trespolo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/11/26/anonimato-e-responsabilita/#comment-52481</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2006 18:50:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;articolo di Schenier è del gennaio 2006, in risposta ad alcuni fatti contingenti: una affermazione di Kevin Kelly, il caso Seigenthaler in Wikipedia. 

Al centro della riflessione è la libertà di espressione intellettuale ed economica, che è possibile solo quando l&#039;insieme di informazioni sulla persona è proporzionato al contesto esaminato. 

Sono anonime le elezioni democratiche, è anonimo il denaro contante, è anonimo il malato fuori dallo studio del suo medico, lo è il passante per strada, il viaggiatore in treno col suo biglietto, il whistleblower che denuncia uno scandalo, il testimone di giustizia che rischia ritorsioni dalla mafia.

Eppure in tutti questi esempi esiste un set di informazioni preciso che la persona sceglie di rendere disponibile, che è adeguato alla situazione e che viene gestito secondo metodi precisi. Ogni forzatura del contesto che porti all&#039;esposizione di informazioni personali è una minaccia alla libertà: brogli, iniquo trattamento commerciale, discriminazione sul lavoro...

Il che ci riporta all&#039;importanza del contenuto, delle idee espresse rispetto a chi in particolare le esprime, che dovrebbe essere la base del confronto civile (e anche la base delle discussioni su un sito come questo). 

Ho scritto del fattore economico perché è un dato molto sentito in nord America, ma che ha implicazioni forti anche qui, ad esempio con il controllo tributario sulle transazioni economiche.

E a proposito delle implicazioni legali, ho corretto il testo inserendo un link a SLAPP (Strategic lawsuit against public participation), che è l&#039;uso strumentale dell&#039;azione legale allo scopo di intimidire la controparte con il peso del costo dell&#039;azione difensiva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo di Schenier è del gennaio 2006, in risposta ad alcuni fatti contingenti: una affermazione di Kevin Kelly, il caso Seigenthaler in Wikipedia. </p>
<p>Al centro della riflessione è la libertà di espressione intellettuale ed economica, che è possibile solo quando l&#8217;insieme di informazioni sulla persona è proporzionato al contesto esaminato. </p>
<p>Sono anonime le elezioni democratiche, è anonimo il denaro contante, è anonimo il malato fuori dallo studio del suo medico, lo è il passante per strada, il viaggiatore in treno col suo biglietto, il whistleblower che denuncia uno scandalo, il testimone di giustizia che rischia ritorsioni dalla mafia.</p>
<p>Eppure in tutti questi esempi esiste un set di informazioni preciso che la persona sceglie di rendere disponibile, che è adeguato alla situazione e che viene gestito secondo metodi precisi. Ogni forzatura del contesto che porti all&#8217;esposizione di informazioni personali è una minaccia alla libertà: brogli, iniquo trattamento commerciale, discriminazione sul lavoro&#8230;</p>
<p>Il che ci riporta all&#8217;importanza del contenuto, delle idee espresse rispetto a chi in particolare le esprime, che dovrebbe essere la base del confronto civile (e anche la base delle discussioni su un sito come questo). </p>
<p>Ho scritto del fattore economico perché è un dato molto sentito in nord America, ma che ha implicazioni forti anche qui, ad esempio con il controllo tributario sulle transazioni economiche.</p>
<p>E a proposito delle implicazioni legali, ho corretto il testo inserendo un link a SLAPP (Strategic lawsuit against public participation), che è l&#8217;uso strumentale dell&#8217;azione legale allo scopo di intimidire la controparte con il peso del costo dell&#8217;azione difensiva.</p>
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