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	Commenti a: A Gamba Tesa / Hommage a Pasolini	</title>
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		<title>
		Di: elena r.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/03/a-gamba-tesa-hommage-a-pasolini/#comment-53348</link>

		<dc:creator><![CDATA[elena r.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2006 18:29:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chiedo scusa le freccette per le citazioni hanno tolto il verso. E&#039; così.

&#039;&#039;alla Storia che non tace e mai acconsente&#039;&#039;
M&#039;ha fatto pensare all&#039;andare contro il vento, a una sfida da grande esodo, da acque non miracolate, sguardi attenti.
Comizi d&#039;amore erano un po&#039; come un video, un video con le facce dei contadini, domande sul sesso e l&#039;omosessualità fatte alla t.v, quando la t.v era il carosello e il quiz.
Oggi non si può dire, la bellezza degli intellettuali e dei pensatori per me è che riempiono il loro tempo. E il resto, non è più loro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiedo scusa le freccette per le citazioni hanno tolto il verso. E&#8217; così.</p>
<p>&#8221;alla Storia che non tace e mai acconsente&#8221;<br />
M&#8217;ha fatto pensare all&#8217;andare contro il vento, a una sfida da grande esodo, da acque non miracolate, sguardi attenti.<br />
Comizi d&#8217;amore erano un po&#8217; come un video, un video con le facce dei contadini, domande sul sesso e l&#8217;omosessualità fatte alla t.v, quando la t.v era il carosello e il quiz.<br />
Oggi non si può dire, la bellezza degli intellettuali e dei pensatori per me è che riempiono il loro tempo. E il resto, non è più loro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: elena r.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[elena r.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2006 18:20:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[
M&#039;ha fatto pensare all&#039;andare contro il vento, a una sfida da grande esodo, da acque non miracolate, sguardi attenti.
Comizi d&#039;amore erano un po&#039; come un video, un video con le facce dei contadini, domande sul sesso e l&#039;omosessualità fatte alla t.v, quando la t.v era il carosello e il quiz.
Oggi non si può dire, la bellezza degli intellettuali e dei pensatori per me è che riempiono il loro tempo. E il resto, non è più loro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>M&#8217;ha fatto pensare all&#8217;andare contro il vento, a una sfida da grande esodo, da acque non miracolate, sguardi attenti.<br />
Comizi d&#8217;amore erano un po&#8217; come un video, un video con le facce dei contadini, domande sul sesso e l&#8217;omosessualità fatte alla t.v, quando la t.v era il carosello e il quiz.<br />
Oggi non si può dire, la bellezza degli intellettuali e dei pensatori per me è che riempiono il loro tempo. E il resto, non è più loro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/03/a-gamba-tesa-hommage-a-pasolini/#comment-53305</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2006 08:40:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ la funambola

la parola che dici tu mi conforta, ma le parole sono sporche (credo lo affermasse Deleuze...)
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ la funambola</p>
<p>la parola che dici tu mi conforta, ma le parole sono sporche (credo lo affermasse Deleuze&#8230;)<br />
effeffe</p>
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		<title>
		Di: la funambola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/03/a-gamba-tesa-hommage-a-pasolini/#comment-53296</link>

		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2006 23:02:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Penso che solo la parola possa avvicinarci/si all&#039;essenziale perchè la parola ha la forza del movimento e ci entra nel pensiero modificandolo, e svelandolo. L&#039;immagine ci distrae, sono fotogrammi che si fissano statici e fatichiamo a rielaborarli e piegarli ,al &quot;nostro&quot;, di pensiero.
Possiamo scegliere fra tante parole ma quelle innocenti hanno la forza di produrre un cambiamento,le parole innocenti si mostrano facili e disarmanti nella loro umiltà consapevole.
Le altre, di parole, ci scivolano addosso, ci confondono, ci immobilizzano , ci ingessano il pensiero.
Insomma effe effe, io intendevo altro, ma tant&#039;è.
Però qui ci sono molte persone simpatiche.

Penso che mai come ora la parola debba stare in guardia.

un bacio
la funambola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che solo la parola possa avvicinarci/si all&#8217;essenziale perchè la parola ha la forza del movimento e ci entra nel pensiero modificandolo, e svelandolo. L&#8217;immagine ci distrae, sono fotogrammi che si fissano statici e fatichiamo a rielaborarli e piegarli ,al &#8220;nostro&#8221;, di pensiero.<br />
Possiamo scegliere fra tante parole ma quelle innocenti hanno la forza di produrre un cambiamento,le parole innocenti si mostrano facili e disarmanti nella loro umiltà consapevole.<br />
Le altre, di parole, ci scivolano addosso, ci confondono, ci immobilizzano , ci ingessano il pensiero.<br />
Insomma effe effe, io intendevo altro, ma tant&#8217;è.<br />
Però qui ci sono molte persone simpatiche.</p>
<p>Penso che mai come ora la parola debba stare in guardia.</p>
<p>un bacio<br />
la funambola</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/03/a-gamba-tesa-hommage-a-pasolini/#comment-53276</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2006 19:35:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Salò è proprio insostenibile. Io lo vidi tutto, ma una sola volta. Ricordo l&#039;angoscioso stordimento che mi accompagnò per giorni. Un film terrificante, un &quot;antihorror&quot;; all&#039;opposto degli horror, non riconcilia dopo la visione, ma continua a proiettare ombre d&#039;angoscia dentro di noi, dentro &quot;l&#039;altro&quot;. 
Paradossalmente, la visione di tanto male del tutto sprovvisto di sguardi umani (pietosi) potrebbe essere educativa. Il film è tremendo anche per il suo realismo all&#039;interno di una situazione folle; il modo di girare quasi dilettantesco (tipico di Pasolini) richiama il documentario, rende il tutto più realistico, più tagliente. Forse il miglior film di P.P.P., secondo me, assieme ad Accattone e al corto La ricotta.
Complimenti a Effeffe per il suo testo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salò è proprio insostenibile. Io lo vidi tutto, ma una sola volta. Ricordo l&#8217;angoscioso stordimento che mi accompagnò per giorni. Un film terrificante, un &#8220;antihorror&#8221;; all&#8217;opposto degli horror, non riconcilia dopo la visione, ma continua a proiettare ombre d&#8217;angoscia dentro di noi, dentro &#8220;l&#8217;altro&#8221;.<br />
Paradossalmente, la visione di tanto male del tutto sprovvisto di sguardi umani (pietosi) potrebbe essere educativa. Il film è tremendo anche per il suo realismo all&#8217;interno di una situazione folle; il modo di girare quasi dilettantesco (tipico di Pasolini) richiama il documentario, rende il tutto più realistico, più tagliente. Forse il miglior film di P.P.P., secondo me, assieme ad Accattone e al corto La ricotta.<br />
Complimenti a Effeffe per il suo testo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: a.b.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/03/a-gamba-tesa-hommage-a-pasolini/#comment-53268</link>

		<dc:creator><![CDATA[a.b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2006 18:48:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uhm, non so se Pasolini farebbe il videoartista, però so che volevo ringraziare Gilliat per le risposte informatissime.

E anche dire che Effe Effe ha un talento &quot;aggregante&quot;, non mi viene una parola migliore per dire che richiama l&#039;attenzione delle persone, e le persone. Insomma...mi sto incartando! :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uhm, non so se Pasolini farebbe il videoartista, però so che volevo ringraziare Gilliat per le risposte informatissime.</p>
<p>E anche dire che Effe Effe ha un talento &#8220;aggregante&#8221;, non mi viene una parola migliore per dire che richiama l&#8217;attenzione delle persone, e le persone. Insomma&#8230;mi sto incartando! :-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/03/a-gamba-tesa-hommage-a-pasolini/#comment-53243</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2006 14:58:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Maria Zambrano è un filosofo che amo molto (e conosco poco).
In un libro straordinario che ho ricevuto da poco,di Hans Tuzzi, Gli occhi di Rubino (Edizioni Silvestre Bonnard) a un certo punto viene citata una frase che da quel momento mi risuona dentro: ei dice cose e non parole (qualcosa del genere, il libro non ce l&#039;ho sottomano) Sempre oggi, ho trovato in una recensione di Guglielmi al libro di lello Voce, il cristo elettrico, un passaggio che riporto qui:http://www.absolutepoetry.org/
 
 &quot;VOLEVO PARLARE CON LE COSE E NON CON LE PAROLE” (scrive LV)
La sottolineatura di queste ultime parole è ovviamente mia nell’emozione del ricordo che quasi con le stesse parole avevo motivato, al tempo della mia direzione di Raitre, il senso della linea editoriale della Rete.
scrive Guglielmi

E la stessa cosa mi è parso di sentire dalla bocca di Pasolini nell&#039;intervista documentario di Bertolucci.Come se il cinema (l&#039;immagine? le cose?) potesse quel che le parole - la letteratura?- non potevano più. Molta pittura, sono d&#039;accordo, ma anche cinema, quasi video, al punto che - mi si permetta l&#039;assurda ipotesi- se Pasolini fosse arrivato agli anni 80 avrebbe abbracciato la video art, o tecniche video di lettura del reale (Varese, Paik,ecc ecc)

effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maria Zambrano è un filosofo che amo molto (e conosco poco).<br />
In un libro straordinario che ho ricevuto da poco,di Hans Tuzzi, Gli occhi di Rubino (Edizioni Silvestre Bonnard) a un certo punto viene citata una frase che da quel momento mi risuona dentro: ei dice cose e non parole (qualcosa del genere, il libro non ce l&#8217;ho sottomano) Sempre oggi, ho trovato in una recensione di Guglielmi al libro di lello Voce, il cristo elettrico, un passaggio che riporto qui:<a href="http://www.absolutepoetry.org/" rel="nofollow ugc">http://www.absolutepoetry.org/</a></p>
<p> &#8220;VOLEVO PARLARE CON LE COSE E NON CON LE PAROLE” (scrive LV)<br />
La sottolineatura di queste ultime parole è ovviamente mia nell’emozione del ricordo che quasi con le stesse parole avevo motivato, al tempo della mia direzione di Raitre, il senso della linea editoriale della Rete.<br />
scrive Guglielmi</p>
<p>E la stessa cosa mi è parso di sentire dalla bocca di Pasolini nell&#8217;intervista documentario di Bertolucci.Come se il cinema (l&#8217;immagine? le cose?) potesse quel che le parole &#8211; la letteratura?- non potevano più. Molta pittura, sono d&#8217;accordo, ma anche cinema, quasi video, al punto che &#8211; mi si permetta l&#8217;assurda ipotesi- se Pasolini fosse arrivato agli anni 80 avrebbe abbracciato la video art, o tecniche video di lettura del reale (Varese, Paik,ecc ecc)</p>
<p>effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: la funambola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/03/a-gamba-tesa-hommage-a-pasolini/#comment-53241</link>

		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2006 14:43:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Perchè si scrive.
Scrivere è difendere la solitudine in cui ci si trova, è un&#039;azione che scaturisce soltanto da un isolamento effettivo, ma comunicabile, nel quale, proprio per la lontananza da tutte le cose concrete si rende possibile una scoperta di rapporti tra esse.
È una solitudine, però, che non ha bisogno di essere difesa, che non ha bisogno di giustificazione.
Chi scrive difende la sua solitudine rivelando ciò che trova in essa soltanto.
Se esiste un parlare, perchè scrivere?
Ma l&#039;espressione immediata, quella che sgorga dalla nostra spontaneità, è qualcosa di cui non ci assumiamo per intero la responsabilità, perchè non emana dalla totalità integrante della persona; è una reazione sempre dettata dall&#039;urgenza e dalla sollecitazione.
Parliamo perchè qualcosa ci sollecita e ci sollecita dall&#039;esterno, da una trappola in cui ci cacciano le circostanze e da  cui la parola ci libera.
Grazie ala parola ci rendiamo liberi dal momento, dalla circostanza assediante e istantanea.
Ma la parola non ci mette al riparo...è una continua vittoria, che alla fine si trasforma in sconfitta.
E da questa sconfitta intima, non di un singolo uomo ma dell&#039;essere umano, nasce l&#039;esigenza di scrivere.
C&#039;è nello scrivere un trattenere le parole, come nel parlare c&#039;è invece un liberarle, un distaccarsi da esse che può essere un distaccarsi da noi.
Salvare le parole dalla loro vanità, dalla loro vacuità, dando loro consistenza, forgiandole durevolmente , è lo scopo che persegue, anche senza saperlo, chi scrive davvero.
C&#039;è infatti uno scrivere parlando, quello, che scrive “ come se parlasse”, e già questo “ come se” deve farci diffidare, poiché la ragione d&#039;essere qualcosa deve essere ragione d&#039;essere questo e questo soltanto.
Fare una cosa “come se fosse” un&#039;altra la impoverisce e le sottrae tutto il suo significato, ponendo in dubbio la sua necessità.
Nello scrivere si trova liberazione e durevolezza, si trova liberazione soltanto quando approdiamo a qualcosa di durevole.
Salvare le parole dala loro esistenza momentanea, transitoria, e condurle nella loro riconciliazione verso ciò che è durevole , è il compito di chi Scrive.
Le grandi verità non si è soliti dirle parlando.
La verità di ciò che accade nel seno nascosto del tempo è il silenzio delle vite, e che non può essere detto.
“ Ci sono cose che non si possono dire dire” ed è indubitabile.
Ma è proprio ciò che non si può dire che bisogna scrivere.
Chi scrive , mentre lo fa, deve far tacere le proprie passioni e, soprattutto, la sua vanità.
La vanità è una gonfiatura di qualcosa che non è riuscita ad essere e si gonfia per coprire il suo vuoto interiore.
Lo scrittore, chi scrive per vanità, dirà tutto ciò che deve essere taciuto per mancanza d&#039;entità, tutto ciò che per non essere davvero non deve essere messo in chiaro, e per dirlo, tacerà ciò che deve essere rivelato, lo passerà sotto silenzio o lo falserà con la sua intromissione vanitosa.
Sono pensieri di maria zambrano ed io te li dono.
Un bacio
la funambola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè si scrive.<br />
Scrivere è difendere la solitudine in cui ci si trova, è un&#8217;azione che scaturisce soltanto da un isolamento effettivo, ma comunicabile, nel quale, proprio per la lontananza da tutte le cose concrete si rende possibile una scoperta di rapporti tra esse.<br />
È una solitudine, però, che non ha bisogno di essere difesa, che non ha bisogno di giustificazione.<br />
Chi scrive difende la sua solitudine rivelando ciò che trova in essa soltanto.<br />
Se esiste un parlare, perchè scrivere?<br />
Ma l&#8217;espressione immediata, quella che sgorga dalla nostra spontaneità, è qualcosa di cui non ci assumiamo per intero la responsabilità, perchè non emana dalla totalità integrante della persona; è una reazione sempre dettata dall&#8217;urgenza e dalla sollecitazione.<br />
Parliamo perchè qualcosa ci sollecita e ci sollecita dall&#8217;esterno, da una trappola in cui ci cacciano le circostanze e da  cui la parola ci libera.<br />
Grazie ala parola ci rendiamo liberi dal momento, dalla circostanza assediante e istantanea.<br />
Ma la parola non ci mette al riparo&#8230;è una continua vittoria, che alla fine si trasforma in sconfitta.<br />
E da questa sconfitta intima, non di un singolo uomo ma dell&#8217;essere umano, nasce l&#8217;esigenza di scrivere.<br />
C&#8217;è nello scrivere un trattenere le parole, come nel parlare c&#8217;è invece un liberarle, un distaccarsi da esse che può essere un distaccarsi da noi.<br />
Salvare le parole dalla loro vanità, dalla loro vacuità, dando loro consistenza, forgiandole durevolmente , è lo scopo che persegue, anche senza saperlo, chi scrive davvero.<br />
C&#8217;è infatti uno scrivere parlando, quello, che scrive “ come se parlasse”, e già questo “ come se” deve farci diffidare, poiché la ragione d&#8217;essere qualcosa deve essere ragione d&#8217;essere questo e questo soltanto.<br />
Fare una cosa “come se fosse” un&#8217;altra la impoverisce e le sottrae tutto il suo significato, ponendo in dubbio la sua necessità.<br />
Nello scrivere si trova liberazione e durevolezza, si trova liberazione soltanto quando approdiamo a qualcosa di durevole.<br />
Salvare le parole dala loro esistenza momentanea, transitoria, e condurle nella loro riconciliazione verso ciò che è durevole , è il compito di chi Scrive.<br />
Le grandi verità non si è soliti dirle parlando.<br />
La verità di ciò che accade nel seno nascosto del tempo è il silenzio delle vite, e che non può essere detto.<br />
“ Ci sono cose che non si possono dire dire” ed è indubitabile.<br />
Ma è proprio ciò che non si può dire che bisogna scrivere.<br />
Chi scrive , mentre lo fa, deve far tacere le proprie passioni e, soprattutto, la sua vanità.<br />
La vanità è una gonfiatura di qualcosa che non è riuscita ad essere e si gonfia per coprire il suo vuoto interiore.<br />
Lo scrittore, chi scrive per vanità, dirà tutto ciò che deve essere taciuto per mancanza d&#8217;entità, tutto ciò che per non essere davvero non deve essere messo in chiaro, e per dirlo, tacerà ciò che deve essere rivelato, lo passerà sotto silenzio o lo falserà con la sua intromissione vanitosa.<br />
Sono pensieri di maria zambrano ed io te li dono.<br />
Un bacio<br />
la funambola</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ciaruffoli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/03/a-gamba-tesa-hommage-a-pasolini/#comment-53227</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ciaruffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2006 11:28:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh se &quot;Le conseguenze dell&#039;amore&quot; è un bel film e con Muccino è meglio uscire dalla sala allora abbiamo capito tutto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh se &#8220;Le conseguenze dell&#8217;amore&#8221; è un bel film e con Muccino è meglio uscire dalla sala allora abbiamo capito tutto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/03/a-gamba-tesa-hommage-a-pasolini/#comment-53225</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2006 10:30:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a lei dedico questa:

Tempo fa un&#039;amica - livia-mi ha insegnato 
che solo gli uomini ragionano per cose
sentite come gare e di vittoria in perdita

si svuotano soltanto di memoria, e come
in note di cancelleria libri contabili
chi più chi meno assomma o si sottrae

alle storie che non sono mai esperienza
alla Storia che non tace e mai acconsente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a lei dedico questa:</p>
<p>Tempo fa un&#8217;amica &#8211; livia-mi ha insegnato<br />
che solo gli uomini ragionano per cose<br />
sentite come gare e di vittoria in perdita</p>
<p>si svuotano soltanto di memoria, e come<br />
in note di cancelleria libri contabili<br />
chi più chi meno assomma o si sottrae</p>
<p>alle storie che non sono mai esperienza<br />
alla Storia che non tace e mai acconsente</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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