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	Commenti a: Lettera sulla dittatura	</title>
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		<title>
		Di: Wallace		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/12/lettera-sulla-dittatura/#comment-54794</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wallace]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 23:25:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per non farvi prendere dall&#039;oscurita&#039; vi dedico un pensiero di max herman:

Vai in pace in mezzo al rumore e alla confusione, e ricorda quale pace può esserci nel silenzio. Per quanto possibile, ma senza resa, sii in buoni rapporti con tutte le persone, dì tranquillamente e chiaramente la tua verità; e ascolta gli altri, 
perfino gli ottusi e gli ignoranti, 
anche essi hanno la loro storia. 
Evita le persone forti e aggressive, 
esse sono opprimenti per lo spirito. 
Se ti paragoni agli altri, 
potresti considerarti inutile e sgradevole, ma sempre ci saranno persone più grandi o meno di te stesso. 
Goditi i tuoi successi così come i tuoi progetti. Conserva l&#039;interesse per la tua carriera per quanto modesta possa essere, è una realtà, che nel tempo, le fortune cambiano. 
Opera con cautela nei tuoi affari, 
perché il mondo è pieno di inganni 
ma non lasciare che questo ti renda cieco di fronte alle virtù esistenti; 
molte persone combattono per alti ideali, e dovunque, la vita, è piena di atti di eroismo. Sii te stesso. E, principalmente, non fingere nell&#039;affetto, nessuno è cinico nei confronti dell&#039;amore, perché a dispetto di aridità e disillusioni, 
esso è perenne come l&#039;erba. 
Prendi con dolcezza l&#039;esperienza degli anni, lasciando andare, garbatamente, le cose della giovinezza. 
Rafforza il tuo spirito per difenderti dalle sventure improvvise, 
ma non affliggerti con fantasie oscure, 
molte paure sono figlie della fatica e della solitudine. Al di là di una sana disciplina, sii gentile con te stesso. 
Tu sei figlio dell&#039;universo, 
non meno degli alberi e delle stelle 
e hai il diritto di stare qui; 
e che ti sia chiaro o meno, 
non c&#039;è dubbio che l&#039;universo si stia dispiegando come dovrebbe. 
Perciò sii in pace con dio, 
comunque tu lo concepisca, 
e qualunque siano il tuo lavoro e le tue aspirazioni nella rumorosa confusione della vita, 
conserva la pace nella tua anima. 
Pur con tutte le sue illusioni, le miserie e i sogni infranti, 
è ancora un mondo meraviglioso. 
Sorridi. Cerca di essere felice.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per non farvi prendere dall&#8217;oscurita&#8217; vi dedico un pensiero di max herman:</p>
<p>Vai in pace in mezzo al rumore e alla confusione, e ricorda quale pace può esserci nel silenzio. Per quanto possibile, ma senza resa, sii in buoni rapporti con tutte le persone, dì tranquillamente e chiaramente la tua verità; e ascolta gli altri,<br />
perfino gli ottusi e gli ignoranti,<br />
anche essi hanno la loro storia.<br />
Evita le persone forti e aggressive,<br />
esse sono opprimenti per lo spirito.<br />
Se ti paragoni agli altri,<br />
potresti considerarti inutile e sgradevole, ma sempre ci saranno persone più grandi o meno di te stesso.<br />
Goditi i tuoi successi così come i tuoi progetti. Conserva l&#8217;interesse per la tua carriera per quanto modesta possa essere, è una realtà, che nel tempo, le fortune cambiano.<br />
Opera con cautela nei tuoi affari,<br />
perché il mondo è pieno di inganni<br />
ma non lasciare che questo ti renda cieco di fronte alle virtù esistenti;<br />
molte persone combattono per alti ideali, e dovunque, la vita, è piena di atti di eroismo. Sii te stesso. E, principalmente, non fingere nell&#8217;affetto, nessuno è cinico nei confronti dell&#8217;amore, perché a dispetto di aridità e disillusioni,<br />
esso è perenne come l&#8217;erba.<br />
Prendi con dolcezza l&#8217;esperienza degli anni, lasciando andare, garbatamente, le cose della giovinezza.<br />
Rafforza il tuo spirito per difenderti dalle sventure improvvise,<br />
ma non affliggerti con fantasie oscure,<br />
molte paure sono figlie della fatica e della solitudine. Al di là di una sana disciplina, sii gentile con te stesso.<br />
Tu sei figlio dell&#8217;universo,<br />
non meno degli alberi e delle stelle<br />
e hai il diritto di stare qui;<br />
e che ti sia chiaro o meno,<br />
non c&#8217;è dubbio che l&#8217;universo si stia dispiegando come dovrebbe.<br />
Perciò sii in pace con dio,<br />
comunque tu lo concepisca,<br />
e qualunque siano il tuo lavoro e le tue aspirazioni nella rumorosa confusione della vita,<br />
conserva la pace nella tua anima.<br />
Pur con tutte le sue illusioni, le miserie e i sogni infranti,<br />
è ancora un mondo meraviglioso.<br />
Sorridi. Cerca di essere felice.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: farminio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/12/lettera-sulla-dittatura/#comment-54783</link>

		<dc:creator><![CDATA[farminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 13:49:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[certe volte penso che chi oggi non sente un bisogno di rivoluzione è semplicemente morto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>certe volte penso che chi oggi non sente un bisogno di rivoluzione è semplicemente morto</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Wallace		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/12/lettera-sulla-dittatura/#comment-54777</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wallace]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 12:13:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[aggiungerei in maniera grezza che oltre ad essere ingabbiati in questa realta&#039; virtuale o incantesimo siamo obbligati al consumo come ratti da esperimento(perche&#039; cosi&#039; ci considerano)risultato di una politica di massificazione avvenuta negli anni.
LA RIVELAZIONE E&#039; NELLA RIVOLUZIONE!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>aggiungerei in maniera grezza che oltre ad essere ingabbiati in questa realta&#8217; virtuale o incantesimo siamo obbligati al consumo come ratti da esperimento(perche&#8217; cosi&#8217; ci considerano)risultato di una politica di massificazione avvenuta negli anni.<br />
LA RIVELAZIONE E&#8217; NELLA RIVOLUZIONE!</p>
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		Di: Truman Burbank		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/12/lettera-sulla-dittatura/#comment-54773</link>

		<dc:creator><![CDATA[Truman Burbank]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 10:22:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Noi apolidi

Impressioni di tarda primavera.

Noi senza patria ci aggiriamo sperduti per un mondo che non riconosciamo più. Ci hanno chiamati cittadini globali, ma in realtà ci hanno tolto la nostra patria e la nostra eredità culturale.

Restiamo chiusi in casa per ore ed ore davanti a schermi vacui che narrano di mondi virtuali (come degli eremiti in casa direbbe Galimberti). Poi ci scuotiamo dal torpore ed usciamo.

Per strada corrono macchinoni enormi e minacciosi, parenti dell&#039;autocarro protagonista di Duel. Ai lati dalla strada marciapiedi semideserti. Persone che si trasferiscono rapidamente dal parcheggio alla loro destinazione (solitamente un negozio). Alcuni sembrano parlare da soli, ma sicuramente parlano ad un telefonino invisibile.
Molti di questi individui desolati cercano riparo nel rapporto di coppia. Una pubblicità insistente spiega che due è meglio di uno (cciù is megl che uan).

In un angolo una coppia si bacia. Durante il bacio la ragazza devia leggermente lo sguardo e digita un SMS sul suo telefonino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Noi apolidi</p>
<p>Impressioni di tarda primavera.</p>
<p>Noi senza patria ci aggiriamo sperduti per un mondo che non riconosciamo più. Ci hanno chiamati cittadini globali, ma in realtà ci hanno tolto la nostra patria e la nostra eredità culturale.</p>
<p>Restiamo chiusi in casa per ore ed ore davanti a schermi vacui che narrano di mondi virtuali (come degli eremiti in casa direbbe Galimberti). Poi ci scuotiamo dal torpore ed usciamo.</p>
<p>Per strada corrono macchinoni enormi e minacciosi, parenti dell&#8217;autocarro protagonista di Duel. Ai lati dalla strada marciapiedi semideserti. Persone che si trasferiscono rapidamente dal parcheggio alla loro destinazione (solitamente un negozio). Alcuni sembrano parlare da soli, ma sicuramente parlano ad un telefonino invisibile.<br />
Molti di questi individui desolati cercano riparo nel rapporto di coppia. Una pubblicità insistente spiega che due è meglio di uno (cciù is megl che uan).</p>
<p>In un angolo una coppia si bacia. Durante il bacio la ragazza devia leggermente lo sguardo e digita un SMS sul suo telefonino.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: farminio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/12/lettera-sulla-dittatura/#comment-54552</link>

		<dc:creator><![CDATA[farminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2006 12:14:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro franz
hai visto che ho imparato la lezione.
non mi sono lamentato coi commentatori. magari più avanti proporrò una seconda puntata del discorso. non è che mi sono rassegnato. è che con troppa foga si combatte male.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro franz<br />
hai visto che ho imparato la lezione.<br />
non mi sono lamentato coi commentatori. magari più avanti proporrò una seconda puntata del discorso. non è che mi sono rassegnato. è che con troppa foga si combatte male.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/12/lettera-sulla-dittatura/#comment-54540</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2006 08:27:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Splendido l&#039;intervento di Carlucci, sono d&#039;accordo con Wovoka, dice tutto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Splendido l&#8217;intervento di Carlucci, sono d&#8217;accordo con Wovoka, dice tutto.</p>
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		<title>
		Di: farminio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/12/lettera-sulla-dittatura/#comment-54440</link>

		<dc:creator><![CDATA[farminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2006 21:36:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sono stato a presentare il mio libro in un paese della mia provicnia. alla fine un giovane assessore ha detto che mi voleva parlare. ci siamo infilati in una macchina. mi ha raccontato la sua solitudine, la sua sofferenza. incontro sempre più spesso gente così, gente che avverte la dittatura...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sono stato a presentare il mio libro in un paese della mia provicnia. alla fine un giovane assessore ha detto che mi voleva parlare. ci siamo infilati in una macchina. mi ha raccontato la sua solitudine, la sua sofferenza. incontro sempre più spesso gente così, gente che avverte la dittatura&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/12/lettera-sulla-dittatura/#comment-54435</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2006 21:17:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo, quasi parola per parola, con Luca Carlucci. Penso che ne vedremo delle belle. Oggi una mini-coda verso la tangenziale di Mestre in andata, e una maxi-coda nell&#039;estenuato ritorno - la percezione, inequivocabile, dell&#039;imbecillità globale della nostra specie - e l&#039;ho sentita anche tutta mia, nelle vene irritate che mi sbattevano dentro la testa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo, quasi parola per parola, con Luca Carlucci. Penso che ne vedremo delle belle. Oggi una mini-coda verso la tangenziale di Mestre in andata, e una maxi-coda nell&#8217;estenuato ritorno &#8211; la percezione, inequivocabile, dell&#8217;imbecillità globale della nostra specie &#8211; e l&#8217;ho sentita anche tutta mia, nelle vene irritate che mi sbattevano dentro la testa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lc		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/12/lettera-sulla-dittatura/#comment-54372</link>

		<dc:creator><![CDATA[lc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2006 10:12:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Arminio ha ragione la dittatura c&#039;è ed è sotto i nostri occhi, è strisciante, è nelle nostre vite. l&#039;individuo che è solo individuo, l&#039;inesistenza di azioni, luoghi ed idee collettive in cui ci si può riconoscere sono le caretteristiche della nosta società. quest&#039;individualismo che è stato spinto all&#039;estremo ci rende soli, ci costringe alla sofferenza di sentirsi impotenti davanti a chi ha il potere. la distinzione non è potenti/popolo, ma è tra gli individui]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arminio ha ragione la dittatura c&#8217;è ed è sotto i nostri occhi, è strisciante, è nelle nostre vite. l&#8217;individuo che è solo individuo, l&#8217;inesistenza di azioni, luoghi ed idee collettive in cui ci si può riconoscere sono le caretteristiche della nosta società. quest&#8217;individualismo che è stato spinto all&#8217;estremo ci rende soli, ci costringe alla sofferenza di sentirsi impotenti davanti a chi ha il potere. la distinzione non è potenti/popolo, ma è tra gli individui</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Luca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/12/lettera-sulla-dittatura/#comment-54369</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2006 09:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quel che s&#039;è perso per strada è, secondo me, la storia. Le vicende d&#039;un intero paese son percepite, dal suo corpo sociale, attraverso il filtro atomizzante del trantran, della piccola routine, della partitella gestionale. La politica, già teatrino, è oggi, nella percezione diffusa, una sitcom impiegatizia, lontana anni luce da ogni senso di epos e pathos, e costruita giorno per giorno da situazioncelle salaci, scaramucce, battutine volatili che si divorano l&#039;un l&#039;altra a ciclo continuo nell&#039;attenzione disattenta di tv accese sullo sfondo.

L&#039;intelligenza delle cose sembra bloccata in un eterno, bidimensionale ora: il presente è saturato da un fenetico e caotico proliferare di microaccadimenti  che prosciugano e sfiniscono il bisogno di &quot;trama&quot;, che ostruiscono i punti di fuga prospettici verso il prima e il dopo. Ogni tentativo di racconto più ampio, si sgretola contro questo fragoroso rumore. Del recente passato, rimangono solo un senso di stordimento e una serie di frammenti disordinati e contradditori, come dopo una nottata in discoteca. Il futuro è solo una promessa (una minaccia) di caos incrementale.
La piazza, come luogo del populismo e della politica, ma prim&#039;ancora come spazio sociale e di relazione, ovverosia come luogo ove sviluppare un&#039;intelligenza condivisa delle cose, è semplicemente morta - quantomeno nelle grandi città del centronord: è tutt&#039;al più luogo di parcheggio o di turismo. Ma questo è un sintomo, non una causa.

Chi non ha la voglia, il tempo, gli strumenti intellettuali per provare ad aggirare o scardinare questo muro di rumore, deflette l&#039;innato bisogno di interpretare, intelligere e creare una trama, cioè un ordine, verso l&#039;interno, sulla materia ancora plasmabile del proprio privato: il lavoro, la famiglia, la casa. Se da quella palla informe di rumore che è lo spazio percepito del mondo emergono segnali che minacciano di toccare questo giardino segreto, questo oggetto assolutizzante degli investimenti psichici, affettivi, creativi di così tanti individui, ecco che emerge dal quieto permanere delle masse smarrite come un moto di scandalo, di sacrilegio, un germe informe di protesta e mobilitazione - più una somma di lamenti individuali che un moto organizzato, per ora. Ma poiché tutto sembra portare verso la sperequazione e l&#039;immiserimento, probabilmente in un non lontano futuro ne vedremo delle belle.
 
Tutto quel che non tocca in modo immediatamente tangibile - ricordiamo, non c&#039;è prima e non c&#039;è dopo - il giardino segreto, passa oltre, accanto alle vite, in un senso di anestetica inevitabilità.
Ovvio che, in questa distesa di milioni di intelligenze ritratte come paguri e dedite al giardinaggio, chi ha l&#039;energia di dotarsi di un disegno e di perseguirlo con volontà (e i villains, in questo genere di cose, sono i più bravi) ha, di questi tempi, gioco facile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quel che s&#8217;è perso per strada è, secondo me, la storia. Le vicende d&#8217;un intero paese son percepite, dal suo corpo sociale, attraverso il filtro atomizzante del trantran, della piccola routine, della partitella gestionale. La politica, già teatrino, è oggi, nella percezione diffusa, una sitcom impiegatizia, lontana anni luce da ogni senso di epos e pathos, e costruita giorno per giorno da situazioncelle salaci, scaramucce, battutine volatili che si divorano l&#8217;un l&#8217;altra a ciclo continuo nell&#8217;attenzione disattenta di tv accese sullo sfondo.</p>
<p>L&#8217;intelligenza delle cose sembra bloccata in un eterno, bidimensionale ora: il presente è saturato da un fenetico e caotico proliferare di microaccadimenti  che prosciugano e sfiniscono il bisogno di &#8220;trama&#8221;, che ostruiscono i punti di fuga prospettici verso il prima e il dopo. Ogni tentativo di racconto più ampio, si sgretola contro questo fragoroso rumore. Del recente passato, rimangono solo un senso di stordimento e una serie di frammenti disordinati e contradditori, come dopo una nottata in discoteca. Il futuro è solo una promessa (una minaccia) di caos incrementale.<br />
La piazza, come luogo del populismo e della politica, ma prim&#8217;ancora come spazio sociale e di relazione, ovverosia come luogo ove sviluppare un&#8217;intelligenza condivisa delle cose, è semplicemente morta &#8211; quantomeno nelle grandi città del centronord: è tutt&#8217;al più luogo di parcheggio o di turismo. Ma questo è un sintomo, non una causa.</p>
<p>Chi non ha la voglia, il tempo, gli strumenti intellettuali per provare ad aggirare o scardinare questo muro di rumore, deflette l&#8217;innato bisogno di interpretare, intelligere e creare una trama, cioè un ordine, verso l&#8217;interno, sulla materia ancora plasmabile del proprio privato: il lavoro, la famiglia, la casa. Se da quella palla informe di rumore che è lo spazio percepito del mondo emergono segnali che minacciano di toccare questo giardino segreto, questo oggetto assolutizzante degli investimenti psichici, affettivi, creativi di così tanti individui, ecco che emerge dal quieto permanere delle masse smarrite come un moto di scandalo, di sacrilegio, un germe informe di protesta e mobilitazione &#8211; più una somma di lamenti individuali che un moto organizzato, per ora. Ma poiché tutto sembra portare verso la sperequazione e l&#8217;immiserimento, probabilmente in un non lontano futuro ne vedremo delle belle.</p>
<p>Tutto quel che non tocca in modo immediatamente tangibile &#8211; ricordiamo, non c&#8217;è prima e non c&#8217;è dopo &#8211; il giardino segreto, passa oltre, accanto alle vite, in un senso di anestetica inevitabilità.<br />
Ovvio che, in questa distesa di milioni di intelligenze ritratte come paguri e dedite al giardinaggio, chi ha l&#8217;energia di dotarsi di un disegno e di perseguirlo con volontà (e i villains, in questo genere di cose, sono i più bravi) ha, di questi tempi, gioco facile.</p>
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