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	Commenti a: Montagne russe tra musica ed orrori cinematografici	</title>
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		<title>
		Di: fk		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fk]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Dec 2006 11:10:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Interessante il testo di Eduardo, grazie. Invito a leggerlo e, come ha scritto lui, a vedere questo film straordinario e sfortunato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante il testo di Eduardo, grazie. Invito a leggerlo e, come ha scritto lui, a vedere questo film straordinario e sfortunato.</p>
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		<title>
		Di: eduardo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eduardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 23:05:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chi volesse approfondire su L&#039;occhio che uccide, oltre a vedere il film, che è sempre la cosa migliore, può leggere a suo rischio e pericolo quello che ne ho scritto a suo tempo per la  mia tesi di laurea. Non lo leggo da quattro anni e non ho idea di che effetto possa avere estrapolato dal contesto, ma approfitto dell&#039;input di Franz per riesumare qualcosa che probabilmente avrei smarrito.
www.eduardocastaldo.com/QuaderniDiCinema.pdf

P.S. ero nel pieno della mia fase postmoderna...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi volesse approfondire su L&#8217;occhio che uccide, oltre a vedere il film, che è sempre la cosa migliore, può leggere a suo rischio e pericolo quello che ne ho scritto a suo tempo per la  mia tesi di laurea. Non lo leggo da quattro anni e non ho idea di che effetto possa avere estrapolato dal contesto, ma approfitto dell&#8217;input di Franz per riesumare qualcosa che probabilmente avrei smarrito.<br />
<a href="http://www.eduardocastaldo.com/QuaderniDiCinema.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.eduardocastaldo.com/QuaderniDiCinema.pdf</a></p>
<p>P.S. ero nel pieno della mia fase postmoderna&#8230;</p>
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		Di: eduardo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eduardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 22:51:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@brunoesposito
bruno ok su quello che dici rispetto all&#039;industria cinematografica americana ed i suoi meccanismi, ma nel caso specifico il film è un B-movie di produzione inglese del 1960...
...e che B-movie!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@brunoesposito<br />
bruno ok su quello che dici rispetto all&#8217;industria cinematografica americana ed i suoi meccanismi, ma nel caso specifico il film è un B-movie di produzione inglese del 1960&#8230;<br />
&#8230;e che B-movie!</p>
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		<title>
		Di: fk		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fk]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 19:27:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Everybody.
Sulle domande che fa Simone nell&#039;intervento precedente c&#039;è un suo pezzone qua sopra già pubblicato sui &quot;Duellanti&quot;.

@Bruno.
Ok, scusa, non ci eravamo capiti. Murnau e Lang ripararono in USA per motivi politici, già famosi, si. Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Everybody.<br />
Sulle domande che fa Simone nell&#8217;intervento precedente c&#8217;è un suo pezzone qua sopra già pubblicato sui &#8220;Duellanti&#8221;.</p>
<p>@Bruno.<br />
Ok, scusa, non ci eravamo capiti. Murnau e Lang ripararono in USA per motivi politici, già famosi, si. Grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: bruno esposito		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/15/montagne-russe-tra-musica-ed-orrori-cinematografici/#comment-54787</link>

		<dc:creator><![CDATA[bruno esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 17:11:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@fk
Infatti ho scritto che pochissimi geni riuscivano a apporre una firma visibile alle proprie opere e ho citato Lubitsch e Ford. 
Ma vanno bene anche Griffith e Gance, mentre, se non ricordo male, Murnau e Lang arrivarono in America già famosi nelle loro rispettive patrie.
E ho aggiunto anche nomi di cineasti francesi e italiani, proprio perchè gli studios non erano tutto. Ma erano molto, moltissimo.
Welles riuscì a imporre, a mio avviso, la figura del regista al centro dell&#039;opera. E per questo ha avuto immense difficoltà nella sua vita artistica finita molto presto anche per mancanza di sostegno finanziario alle sue idee.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@fk<br />
Infatti ho scritto che pochissimi geni riuscivano a apporre una firma visibile alle proprie opere e ho citato Lubitsch e Ford.<br />
Ma vanno bene anche Griffith e Gance, mentre, se non ricordo male, Murnau e Lang arrivarono in America già famosi nelle loro rispettive patrie.<br />
E ho aggiunto anche nomi di cineasti francesi e italiani, proprio perchè gli studios non erano tutto. Ma erano molto, moltissimo.<br />
Welles riuscì a imporre, a mio avviso, la figura del regista al centro dell&#8217;opera. E per questo ha avuto immense difficoltà nella sua vita artistica finita molto presto anche per mancanza di sostegno finanziario alle sue idee.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Simone Ciaruffoli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/15/montagne-russe-tra-musica-ed-orrori-cinematografici/#comment-54784</link>

		<dc:creator><![CDATA[Simone Ciaruffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 14:17:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@fk
Ma sono sempre le solite cose, non miritano nemmeno un pezzo. 

Siamo una società che sfreccia sulle parole (e non c&#039;insegnano la politica), siamo una società che si corrempe con il denaro (e non c&#039;insegnano l&#039;economia), una società che vive d&#039;immagine (è non la sappiamo leggere).

Siamo l&#039;elettore, il consumatore, lo spettatore. Ma nessuna di queste funzioni ci è concesso di apprendere sin da subito. 

Per tornare a quello che si diceva: non ci hanno insegnato a essere spettaori, come possiamo pensare di fare i critici? E&#039; meglio continuare a leggere i libri e a scrivere, che a leggere l&#039;immagine siamo ancora alla fase anale. Ma l&#039;hai visto il 90% delle riprese di chi acquista una videocamera? Semi-analfabetismo dell&#039;immagine. Anzi, siamo in piena fase orale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@fk<br />
Ma sono sempre le solite cose, non miritano nemmeno un pezzo. </p>
<p>Siamo una società che sfreccia sulle parole (e non c&#8217;insegnano la politica), siamo una società che si corrempe con il denaro (e non c&#8217;insegnano l&#8217;economia), una società che vive d&#8217;immagine (è non la sappiamo leggere).</p>
<p>Siamo l&#8217;elettore, il consumatore, lo spettatore. Ma nessuna di queste funzioni ci è concesso di apprendere sin da subito. </p>
<p>Per tornare a quello che si diceva: non ci hanno insegnato a essere spettaori, come possiamo pensare di fare i critici? E&#8217; meglio continuare a leggere i libri e a scrivere, che a leggere l&#8217;immagine siamo ancora alla fase anale. Ma l&#8217;hai visto il 90% delle riprese di chi acquista una videocamera? Semi-analfabetismo dell&#8217;immagine. Anzi, siamo in piena fase orale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: fk		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/15/montagne-russe-tra-musica-ed-orrori-cinematografici/#comment-54779</link>

		<dc:creator><![CDATA[fk]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 12:47:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Bruno. Il cinema non è solo quello degli studios. 
Griffith (americano) Abel Gance, Murnau, Lang, per fare solo pochi nomi, scrivevano con la macchina da presa col loro proprio stile ben prima di Welles.

@Lorenzo. 
Si, Michael Powell fu il padre di Romina Powell e il suocero di Arbano Callisi...

@Lady Lazarus. Grazie a te per il caffè (per me postprandiale).

@Ciaruffoli. Allora?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Bruno. Il cinema non è solo quello degli studios.<br />
Griffith (americano) Abel Gance, Murnau, Lang, per fare solo pochi nomi, scrivevano con la macchina da presa col loro proprio stile ben prima di Welles.</p>
<p>@Lorenzo.<br />
Si, Michael Powell fu il padre di Romina Powell e il suocero di Arbano Callisi&#8230;</p>
<p>@Lady Lazarus. Grazie a te per il caffè (per me postprandiale).</p>
<p>@Ciaruffoli. Allora?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lady Lazarus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/15/montagne-russe-tra-musica-ed-orrori-cinematografici/#comment-54767</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lady Lazarus]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 09:12:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo aver letto questo pezzo mi sono addormentata consapevole di aver letto qualcosa di bello, di piacevole, con un effetto fortemente evocativo. Non solo intelligente. Le parole, le musiche e le immagini delle opere cinematografiche che l’autore ha rievocato mi sono familiari, Martha di Fassbinder maggiormente, e mi hanno portato a rimuginare sulla questione dell&#039;immagine, chiara e vivida essa va oltre la parola; e pure su quanto sostenuto da Wim Wenders e cioè che la parola scritta arricchisce la mente più dell&#039;immagine. Nell’anticamera onirica ho raggiunto la quadratura del cerchio, così ho ripescato mentalmente stralci di sequenze da Bis Ans Ende Der Welt e pezzi dalla colonna sonora  tra cui U2, Rem, Depeche Mode, Lou Reed e Talking Heads. Ringrazio F.K. e gli dedico l’immagine della tazzina, il rumore del cucchiaino che mescola e l’aroma intenso del caffè nero che mi stò bevendo. Buona giornata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver letto questo pezzo mi sono addormentata consapevole di aver letto qualcosa di bello, di piacevole, con un effetto fortemente evocativo. Non solo intelligente. Le parole, le musiche e le immagini delle opere cinematografiche che l’autore ha rievocato mi sono familiari, Martha di Fassbinder maggiormente, e mi hanno portato a rimuginare sulla questione dell&#8217;immagine, chiara e vivida essa va oltre la parola; e pure su quanto sostenuto da Wim Wenders e cioè che la parola scritta arricchisce la mente più dell&#8217;immagine. Nell’anticamera onirica ho raggiunto la quadratura del cerchio, così ho ripescato mentalmente stralci di sequenze da Bis Ans Ende Der Welt e pezzi dalla colonna sonora  tra cui U2, Rem, Depeche Mode, Lou Reed e Talking Heads. Ringrazio F.K. e gli dedico l’immagine della tazzina, il rumore del cucchiaino che mescola e l’aroma intenso del caffè nero che mi stò bevendo. Buona giornata.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lorenzo Galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/15/montagne-russe-tra-musica-ed-orrori-cinematografici/#comment-54743</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 00:02:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Franz non dormire troppo che voglio rileggere presto articoli di tuo pugno!

Poi magari mi spiegherai chi sono Powell (il padre di Romina?) e Fassbinder... ah già, e già che ci sei, anche che cos&#039;è il cinema: la parola non mi è nuova ma ora come ora mi sfugge il significato...

Va be&#039; è tardi è questa è una cazzata ma dato che Powell è il cinema e io non lo conosco, mi sono un po&#039; confuso ;-))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Franz non dormire troppo che voglio rileggere presto articoli di tuo pugno!</p>
<p>Poi magari mi spiegherai chi sono Powell (il padre di Romina?) e Fassbinder&#8230; ah già, e già che ci sei, anche che cos&#8217;è il cinema: la parola non mi è nuova ma ora come ora mi sfugge il significato&#8230;</p>
<p>Va be&#8217; è tardi è questa è una cazzata ma dato che Powell è il cinema e io non lo conosco, mi sono un po&#8217; confuso ;-))</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: bruno esposito		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/15/montagne-russe-tra-musica-ed-orrori-cinematografici/#comment-54710</link>

		<dc:creator><![CDATA[bruno esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 20:52:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli studios americani ritenevano il regista un dipendente qualisasi in quanto gli stessi erano tenuti e girare quanto prima meticolosamente preparato in sede di sceneggiatura. 
Le sceneggiature erano blindate e nessun particolare poteva essere lasciato all&#039;estro del regista che aveva il solo compito di coordinare le varie componenti. Solo pochi geni riuscivano a lasciare comunque la lro firma. 
Si ricordi il famoso &quot;Lubitsch&#039;s touch&quot; o i chiaroscuri di John Ford. Il regista più amato dalle majors era Cecil B. De Mille che riusciva domare le bizze dei divi dell&#039;epoca. In Francia Clair riusciva a fare di Gabin il Wayne europeo. E in Italia Blasetti era famoso perchè girava con gli stivali e il megafono. Lo stesso Hitchcok confessò che l&#039;inquadratura era l&#039;ultimo dei suoi problemi e che la lasciava fra i compiti dell&#039;operatore. 
Poi arrivò Orson Welles e la regia divenne una forma di scrittura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli studios americani ritenevano il regista un dipendente qualisasi in quanto gli stessi erano tenuti e girare quanto prima meticolosamente preparato in sede di sceneggiatura.<br />
Le sceneggiature erano blindate e nessun particolare poteva essere lasciato all&#8217;estro del regista che aveva il solo compito di coordinare le varie componenti. Solo pochi geni riuscivano a lasciare comunque la lro firma.<br />
Si ricordi il famoso &#8220;Lubitsch&#8217;s touch&#8221; o i chiaroscuri di John Ford. Il regista più amato dalle majors era Cecil B. De Mille che riusciva domare le bizze dei divi dell&#8217;epoca. In Francia Clair riusciva a fare di Gabin il Wayne europeo. E in Italia Blasetti era famoso perchè girava con gli stivali e il megafono. Lo stesso Hitchcok confessò che l&#8217;inquadratura era l&#8217;ultimo dei suoi problemi e che la lasciava fra i compiti dell&#8217;operatore.<br />
Poi arrivò Orson Welles e la regia divenne una forma di scrittura.</p>
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