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	Commenti a: Io in contumacia	</title>
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		<title>
		Di: aditus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/21/io-in-contumacia/#comment-55785</link>

		<dc:creator><![CDATA[aditus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Dec 2006 21:54:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io ho letto. Sì, ho letto. Ho preso quella luce, sì, ci ho provato con le mani. Ma non bastava, mi è salita in bocca e ha coltivato dentro. Non più parole,  lingue. Lingua di luce, istantanea, ma pastosa come il cemento appena &quot;moltato&quot;. Ho letto da una grata, di parole, non di silenzi. Da una maglia, piena di nodi e i nodi: ti sbattono in faccia, ti colpiscono. 

Doveva rimanere il silenzio.

Io ti rispondo a mio modo.


“Al margine della traccia di lacrima impara a vivere&quot;

La veduta strabica 
e un corpo è in lacerazione, 
ciò che spinge non lo vede.
Sputa i pezzi quel plasma nero.
 
La faccia strappa la linea, si dilata, si deforma, 
solo pelle che lotta 
contro massa che preme. 
Questa massa nera. Un vigore 
che trascina guance, preme occhi, vuole bocca. 
La contrazione livida, è nelle braccia. 
E’ nel crampo della pancia, 
è nella spinta contro “cadere”. 
 
C’è comunque un guardare 
attraverso il nero di roccia. 
In alto, c&#039;è quel puntare 
ai margini della goccia. 
 
Una lacrima messa fuori
da considerare; una lacrima slegata
rotola: dalle conche dei suoi occhi
le tue abluzioni.

Sole s’è fatto goccia s’è fatto pozzo,
la sua profondità allarga la macchia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io ho letto. Sì, ho letto. Ho preso quella luce, sì, ci ho provato con le mani. Ma non bastava, mi è salita in bocca e ha coltivato dentro. Non più parole,  lingue. Lingua di luce, istantanea, ma pastosa come il cemento appena &#8220;moltato&#8221;. Ho letto da una grata, di parole, non di silenzi. Da una maglia, piena di nodi e i nodi: ti sbattono in faccia, ti colpiscono. </p>
<p>Doveva rimanere il silenzio.</p>
<p>Io ti rispondo a mio modo.</p>
<p>“Al margine della traccia di lacrima impara a vivere&#8221;</p>
<p>La veduta strabica<br />
e un corpo è in lacerazione,<br />
ciò che spinge non lo vede.<br />
Sputa i pezzi quel plasma nero.</p>
<p>La faccia strappa la linea, si dilata, si deforma,<br />
solo pelle che lotta<br />
contro massa che preme.<br />
Questa massa nera. Un vigore<br />
che trascina guance, preme occhi, vuole bocca.<br />
La contrazione livida, è nelle braccia.<br />
E’ nel crampo della pancia,<br />
è nella spinta contro “cadere”. </p>
<p>C’è comunque un guardare<br />
attraverso il nero di roccia.<br />
In alto, c&#8217;è quel puntare<br />
ai margini della goccia. </p>
<p>Una lacrima messa fuori<br />
da considerare; una lacrima slegata<br />
rotola: dalle conche dei suoi occhi<br />
le tue abluzioni.</p>
<p>Sole s’è fatto goccia s’è fatto pozzo,<br />
la sua profondità allarga la macchia.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/21/io-in-contumacia/#comment-55770</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Dec 2006 12:14:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[marialuisa,secondo me el Garouf vorrebbe essere invitato alle tue feste di solo donne che è meglio di quelle organizzate da franz per uomini soli però a me piacciono quelle imbastite da Jan per solo uomini ma non mi dispiacerebbe, lo confesso, che Helena mi invitasse alle sue donne...
effeffe
comunque ho uno scoop: Maria Valente è Andrea Inglese
Andrea Inglese è un nick
Natale è il nick di Pasqua]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>marialuisa,secondo me el Garouf vorrebbe essere invitato alle tue feste di solo donne che è meglio di quelle organizzate da franz per uomini soli però a me piacciono quelle imbastite da Jan per solo uomini ma non mi dispiacerebbe, lo confesso, che Helena mi invitasse alle sue donne&#8230;<br />
effeffe<br />
comunque ho uno scoop: Maria Valente è Andrea Inglese<br />
Andrea Inglese è un nick<br />
Natale è il nick di Pasqua</p>
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		<title>
		Di: Christian		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/21/io-in-contumacia/#comment-55702</link>

		<dc:creator><![CDATA[Christian]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Dec 2006 11:33:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buon natale Maria!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buon natale Maria!</p>
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		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/21/io-in-contumacia/#comment-55541</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2006 15:07:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A volte sento come limitante la mia appartenenza a NI. E&#039; quella regola non scritta, ma condivisa da molti, che prescrive il silenzio qualora il testo di un amico non dovesse piacerti. Il risultato è che siamo circondati da figure che ricordano Moncada, il protagonista del libro dell&#039;austriaco Alexander Lernet-Holenia, un maestro della piaggeria e della captatio benevolentiae. Che problema c&#039;è a dissentire da un amico? Ponzio ha espresso una riserva che condivido, a maggior ragione conoscendo il tuo impegno femminista, le serate alle presentazioni di libri di sole donne ecc. Anch&#039;io penso che il talento cristallino di Maria non meriti di essere confinato nelle mestissime gabbie di un genere. Certo che è &quot;donna&quot; e che la sua espressione &quot;scaturisce da una donna&quot;, ma è anche giovane, e meridionale, e tutte queste etichette non la esauriscono e neppure le rendono giustizia, la limitano solo. A lei auguro quindi di non finire nel ghetto di un&#039;antologia di testi di &quot;sole donne&quot;, o di &quot;autori giovani&quot;, o di &quot;scrittori meridionali&quot;, e a te e a chi legge auguro un buon Natale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte sento come limitante la mia appartenenza a NI. E&#8217; quella regola non scritta, ma condivisa da molti, che prescrive il silenzio qualora il testo di un amico non dovesse piacerti. Il risultato è che siamo circondati da figure che ricordano Moncada, il protagonista del libro dell&#8217;austriaco Alexander Lernet-Holenia, un maestro della piaggeria e della captatio benevolentiae. Che problema c&#8217;è a dissentire da un amico? Ponzio ha espresso una riserva che condivido, a maggior ragione conoscendo il tuo impegno femminista, le serate alle presentazioni di libri di sole donne ecc. Anch&#8217;io penso che il talento cristallino di Maria non meriti di essere confinato nelle mestissime gabbie di un genere. Certo che è &#8220;donna&#8221; e che la sua espressione &#8220;scaturisce da una donna&#8221;, ma è anche giovane, e meridionale, e tutte queste etichette non la esauriscono e neppure le rendono giustizia, la limitano solo. A lei auguro quindi di non finire nel ghetto di un&#8217;antologia di testi di &#8220;sole donne&#8221;, o di &#8220;autori giovani&#8221;, o di &#8220;scrittori meridionali&#8221;, e a te e a chi legge auguro un buon Natale.</p>
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		<title>
		Di: maria luisa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/21/io-in-contumacia/#comment-55495</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2006 10:26:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sarà il Natale, ma noto una certa reattività nell’aria. Comunque sia, ho capito l’equivoco. Non intendo dire voci femminili, nel senso di espressione della propria femminilità, ma nel senso di voci di donne. Stavo scrivendo un testo in inglese e &quot;female&quot; mi è rimasto attaccato alle punte delle dita.
A parte questa spiegazione su un aggettivo usato impropriamente, penso che lo scrivere sia un atto corporeo, che siamo in un mondo fatto di materia e di corpi sessuati. Che cosa sia indice di femminile o di maschile non saprei dirlo. Sono cresciuta con la passione per i motori, per la meccanica e non ho mai invidiato chi ha trascorso l’infanzia in tutù e scarpette rosa. E allora? E’ su un altro livello che si gioca quanto ho detto. Nessuna etichetta. Ma la voce, l’espressione, lo sguardo di una donna che legge i suoi testi. E sono molto istintiva quando ascolto o leggo poesie. Non cerco narrazioni, cerco il potere della parola di aprire nuovi mondi di sensazioni, altri livelli di percezione del reale. Le tue parole, Maria, hanno una forza di questo genere. Espressione maschia? Espressioni violente o rabbiose? Entrare nella parte ombrosa e oscura dei sentimenti? Ben vengano, ma escono e scaturiscono da una donna, da un corpo di donna.  Ho scolpita nella memoria la voce stridente di Chandra Candiani e la potenza delle sue parole e del suo sguardo sul mondo. E’ una donna che non risponde ai canoni di femminilità tradizionali. E’ una voce di donna appassionante da ascoltare per farsi trasportare in un universo parallelo. E non è parlar di sé, è il proprio sguardo, che proviene da un corpo sessuato, sul mondo interiore e su quello esterno. E’ vero, corpo, anima… sono limitanti, ma che ci possiamo fare? In questa vita ci tocca così.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà il Natale, ma noto una certa reattività nell’aria. Comunque sia, ho capito l’equivoco. Non intendo dire voci femminili, nel senso di espressione della propria femminilità, ma nel senso di voci di donne. Stavo scrivendo un testo in inglese e &#8220;female&#8221; mi è rimasto attaccato alle punte delle dita.<br />
A parte questa spiegazione su un aggettivo usato impropriamente, penso che lo scrivere sia un atto corporeo, che siamo in un mondo fatto di materia e di corpi sessuati. Che cosa sia indice di femminile o di maschile non saprei dirlo. Sono cresciuta con la passione per i motori, per la meccanica e non ho mai invidiato chi ha trascorso l’infanzia in tutù e scarpette rosa. E allora? E’ su un altro livello che si gioca quanto ho detto. Nessuna etichetta. Ma la voce, l’espressione, lo sguardo di una donna che legge i suoi testi. E sono molto istintiva quando ascolto o leggo poesie. Non cerco narrazioni, cerco il potere della parola di aprire nuovi mondi di sensazioni, altri livelli di percezione del reale. Le tue parole, Maria, hanno una forza di questo genere. Espressione maschia? Espressioni violente o rabbiose? Entrare nella parte ombrosa e oscura dei sentimenti? Ben vengano, ma escono e scaturiscono da una donna, da un corpo di donna.  Ho scolpita nella memoria la voce stridente di Chandra Candiani e la potenza delle sue parole e del suo sguardo sul mondo. E’ una donna che non risponde ai canoni di femminilità tradizionali. E’ una voce di donna appassionante da ascoltare per farsi trasportare in un universo parallelo. E non è parlar di sé, è il proprio sguardo, che proviene da un corpo sessuato, sul mondo interiore e su quello esterno. E’ vero, corpo, anima… sono limitanti, ma che ci possiamo fare? In questa vita ci tocca così.</p>
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		<title>
		Di: cara polvere		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/21/io-in-contumacia/#comment-55493</link>

		<dc:creator><![CDATA[cara polvere]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2006 09:11:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Michele
e per certi piatti che partono bene ma poi scopro pieni di conservanti , alla fine, almeno io, in certi casi, ho bisogno del bicarbonato per digerirli.
paola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Michele<br />
e per certi piatti che partono bene ma poi scopro pieni di conservanti , alla fine, almeno io, in certi casi, ho bisogno del bicarbonato per digerirli.<br />
paola</p>
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		<title>
		Di: cara polvere		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/21/io-in-contumacia/#comment-55492</link>

		<dc:creator><![CDATA[cara polvere]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2006 09:06:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[solo due cose:
la poesia stessa è scandalo nel senso di coperto, da non mostrare, uno zoppicamento del se... certo. 
ci vuole coraggio a esporla. bisogna bypassare l&#039;imperativo moderno

abbasso l&#039;autoreferenzialità!

ma Maria  Valente non ce la fa a fare questo passo e  se ne accorge quando scrive:

A che serve una poesia che parli solo di me? Per cui, davvero, su questa poesia non ho altro da dire.
In ogni caso, ancora grazie a tutti voi. 

lo scandalo per Maria  non è non farla leggere (ecco, Lello Voce)
scandalo è che la leggano, che ci poetino:-) sopra.

allora ha senso permetterne la lettura se poi la si rifugge 
o quantomeno la si nega con evidente terrore dell&#039;autoreferenzialità? 
e poi quale sarebbe il poeta non autoreferenziale?
cosa è il contrario di autoreferenziale?
a me sembra una ritrosia inutile e non so fino a che punto sincera  la domanda che Maria si pone e ci pone...

è come come chiedersi:
a che serve la poesia se non a liberare l&#039;intestino del poeta?

suvvia. un po&#039; di onestà. 
la si smetta con questi pozzi neri camuffati da oasi.

pane al pane
vino al vino

bah... e poi mi chiedo come mai l&#039;autoreferenzialità espressiva diventi solo cibo succultento per i posteri...
comunque cara Maria, dovresti accettare le letture di chi passa di qui, nello stesso momento che decidi di postare una cosa tua o altrimenti chiudi i commenti.
tutto ha un prezzo, come dice la gregoracci in tivvù.
eggià
un saluto
paola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>solo due cose:<br />
la poesia stessa è scandalo nel senso di coperto, da non mostrare, uno zoppicamento del se&#8230; certo.<br />
ci vuole coraggio a esporla. bisogna bypassare l&#8217;imperativo moderno</p>
<p>abbasso l&#8217;autoreferenzialità!</p>
<p>ma Maria  Valente non ce la fa a fare questo passo e  se ne accorge quando scrive:</p>
<p>A che serve una poesia che parli solo di me? Per cui, davvero, su questa poesia non ho altro da dire.<br />
In ogni caso, ancora grazie a tutti voi. </p>
<p>lo scandalo per Maria  non è non farla leggere (ecco, Lello Voce)<br />
scandalo è che la leggano, che ci poetino:-) sopra.</p>
<p>allora ha senso permetterne la lettura se poi la si rifugge<br />
o quantomeno la si nega con evidente terrore dell&#8217;autoreferenzialità?<br />
e poi quale sarebbe il poeta non autoreferenziale?<br />
cosa è il contrario di autoreferenziale?<br />
a me sembra una ritrosia inutile e non so fino a che punto sincera  la domanda che Maria si pone e ci pone&#8230;</p>
<p>è come come chiedersi:<br />
a che serve la poesia se non a liberare l&#8217;intestino del poeta?</p>
<p>suvvia. un po&#8217; di onestà.<br />
la si smetta con questi pozzi neri camuffati da oasi.</p>
<p>pane al pane<br />
vino al vino</p>
<p>bah&#8230; e poi mi chiedo come mai l&#8217;autoreferenzialità espressiva diventi solo cibo succultento per i posteri&#8230;<br />
comunque cara Maria, dovresti accettare le letture di chi passa di qui, nello stesso momento che decidi di postare una cosa tua o altrimenti chiudi i commenti.<br />
tutto ha un prezzo, come dice la gregoracci in tivvù.<br />
eggià<br />
un saluto<br />
paola</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: michele		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/21/io-in-contumacia/#comment-55490</link>

		<dc:creator><![CDATA[michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2006 08:24:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le femmine hanno capacità di cucinarsi fra loro, invisibilmente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le femmine hanno capacità di cucinarsi fra loro, invisibilmente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maria (valente)		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/21/io-in-contumacia/#comment-55407</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria (valente)]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2006 21:08:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[eh, adesso, addirittura litigare per me...
ringrazio di nuovo tutti, ad uno ad uno, ho apprezzato Maria Luisa per l&#039;incoraggiamento, ma davvero non sono timida, e tu  l&#039;hai visto con i tuoi occhi...in vita mia ho letto in pubblico 3 volte: la prima non mi fecero neanche terminare tra fischi e pernacchie, la seconda partecipai ad uno slam per debuttanti e vinsi il primo posto, la terza in uno slam per poeti professionisti arrivai ultima: 2 fiaschi su 3 è una buona media, in fondo ;-)
per cui smettiamola, davvero, nessun talento, a me per prima questa poesia non basta.
Però Ponzio su una cosa aveva ragione, forse lui che ha letto qualche altra cosa sa che sono anche molto maschia, poco femminile, ma poi basta scorrere i miei commenti anche qui su Ni per capire che non ho proprio belle maniere, non è una maschera, sono così: da piccola giocavo con robot, macchinine e aeroplanini e da grande ho poche figure femminili di riferimento in poesia, e sempre donne molto maschie: tipo Vicinelli, Rosselli... e nelle mie citazioni non c&#039;è  mai una donna. Per fino la scrittura del corpo, così tipicamente femminile, e di cui anch&#039;io ho scritto, la sento limitante: il corpo (come l&#039;anima) :  né più né meno che un cantuccio.
Allargare lo sguardo andare avanti, di questo c&#039;è bisogno. A che serve una poesia che parli solo di me? Per cui, davvero, su questa poesia non ho altro da dire.
In ogni caso, ancora grazie a tutti voi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>eh, adesso, addirittura litigare per me&#8230;<br />
ringrazio di nuovo tutti, ad uno ad uno, ho apprezzato Maria Luisa per l&#8217;incoraggiamento, ma davvero non sono timida, e tu  l&#8217;hai visto con i tuoi occhi&#8230;in vita mia ho letto in pubblico 3 volte: la prima non mi fecero neanche terminare tra fischi e pernacchie, la seconda partecipai ad uno slam per debuttanti e vinsi il primo posto, la terza in uno slam per poeti professionisti arrivai ultima: 2 fiaschi su 3 è una buona media, in fondo ;-)<br />
per cui smettiamola, davvero, nessun talento, a me per prima questa poesia non basta.<br />
Però Ponzio su una cosa aveva ragione, forse lui che ha letto qualche altra cosa sa che sono anche molto maschia, poco femminile, ma poi basta scorrere i miei commenti anche qui su Ni per capire che non ho proprio belle maniere, non è una maschera, sono così: da piccola giocavo con robot, macchinine e aeroplanini e da grande ho poche figure femminili di riferimento in poesia, e sempre donne molto maschie: tipo Vicinelli, Rosselli&#8230; e nelle mie citazioni non c&#8217;è  mai una donna. Per fino la scrittura del corpo, così tipicamente femminile, e di cui anch&#8217;io ho scritto, la sento limitante: il corpo (come l&#8217;anima) :  né più né meno che un cantuccio.<br />
Allargare lo sguardo andare avanti, di questo c&#8217;è bisogno. A che serve una poesia che parli solo di me? Per cui, davvero, su questa poesia non ho altro da dire.<br />
In ogni caso, ancora grazie a tutti voi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maria luisa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/21/io-in-contumacia/#comment-55401</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2006 19:08:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/12/21/io-in-contumacia/#comment-55401</guid>

					<description><![CDATA[scusa ponzio dici &quot;prezzo&quot; nel senso di apprezzamento? è l&#039;unica cosa che ho detto nel mio commento. un apprezzamento totale e gratuito. ciao!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scusa ponzio dici &#8220;prezzo&#8221; nel senso di apprezzamento? è l&#8217;unica cosa che ho detto nel mio commento. un apprezzamento totale e gratuito. ciao!</p>
]]></content:encoded>
		
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