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	Commenti a: Anteprima Sud: Renata Prunas vs Anna Maria Ortese	</title>
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		<title>
		Di: Bartolomeo Di Monaco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Bartolomeo Di Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Dec 2006 17:15:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Francesco,

di Luigi Compagnone, Città di mare con abitanti, e anche di Anna Maria Ortese, Il mare non bagna Napoli, ho scritto nel volume: &quot;Quarantatre letture - Il Sud nella letteratura italiana contemporanea&quot;, Marco Valerio Editore, 2005.

Il pezzo su Compagnone, puoi leggerlo anche qui:

http://xoomer.alice.it/badimona/Compagnone.htm

Buone Feste a te, a georgia e a tutti gli amici di nazione Indiana.

Bart]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Francesco,</p>
<p>di Luigi Compagnone, Città di mare con abitanti, e anche di Anna Maria Ortese, Il mare non bagna Napoli, ho scritto nel volume: &#8220;Quarantatre letture &#8211; Il Sud nella letteratura italiana contemporanea&#8221;, Marco Valerio Editore, 2005.</p>
<p>Il pezzo su Compagnone, puoi leggerlo anche qui:</p>
<p><a href="http://xoomer.alice.it/badimona/Compagnone.htm" rel="nofollow ugc">http://xoomer.alice.it/badimona/Compagnone.htm</a></p>
<p>Buone Feste a te, a georgia e a tutti gli amici di nazione Indiana.</p>
<p>Bart</p>
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		Di: effeffe		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2006 12:36:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sai Georgia, una punta di amarezza l&#039;ho provata anch&#039;io quando ho letto lo scambio epistolare tra Vittorini e la Ortese, dove lo scrittore siciliano insiste a che il racconto &quot;terribile&quot; del mare non bagna Napoli riporti i nomi e cognomi degli intellettuali napoletani da sacrificare sull&#039;altare di un J&#039;accuse alla società delle lettere che Sud rappresentava. E non parliamo certo di autori minori rispetto alla Ortese. I soli nomi di Compagnone (che è stato un grandissimo scrittore ma quanto conosciuto ? o di Scognamiglio le cui vicissitudini esistenziali ricordano da vicino il vostro, perchè toscano, Dino Campana, basterebbero a capire l&#039;amarezza che Anna Maria Ortese, com&#039;è splendidamente notato da Renata, aveva nella consapevolezza della scrittrice di avere tradito i suoi amici.
Il che non toglie assolutamente valore alla figura letteraria della Ortese, e del resto condivido il tuo giudizio sulla fragilità di certe &quot;grandezze&quot;.
Ma la storia letteraria (e non solo) è ricca di queste icomprensioni. Per il solo novecento basti pensare ai processi interni al surrealismo, alla rottura tra Sartre e Camus, ai situazionisti e allo stesso ultimissimo Houellebecq con il suo gruppo letterario d&#039;origine legato alla rivista Perpendiculaires.
E&#039; importante però testimoniare questi eventi anche per capire
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sai Georgia, una punta di amarezza l&#8217;ho provata anch&#8217;io quando ho letto lo scambio epistolare tra Vittorini e la Ortese, dove lo scrittore siciliano insiste a che il racconto &#8220;terribile&#8221; del mare non bagna Napoli riporti i nomi e cognomi degli intellettuali napoletani da sacrificare sull&#8217;altare di un J&#8217;accuse alla società delle lettere che Sud rappresentava. E non parliamo certo di autori minori rispetto alla Ortese. I soli nomi di Compagnone (che è stato un grandissimo scrittore ma quanto conosciuto ? o di Scognamiglio le cui vicissitudini esistenziali ricordano da vicino il vostro, perchè toscano, Dino Campana, basterebbero a capire l&#8217;amarezza che Anna Maria Ortese, com&#8217;è splendidamente notato da Renata, aveva nella consapevolezza della scrittrice di avere tradito i suoi amici.<br />
Il che non toglie assolutamente valore alla figura letteraria della Ortese, e del resto condivido il tuo giudizio sulla fragilità di certe &#8220;grandezze&#8221;.<br />
Ma la storia letteraria (e non solo) è ricca di queste icomprensioni. Per il solo novecento basti pensare ai processi interni al surrealismo, alla rottura tra Sartre e Camus, ai situazionisti e allo stesso ultimissimo Houellebecq con il suo gruppo letterario d&#8217;origine legato alla rivista Perpendiculaires.<br />
E&#8217; importante però testimoniare questi eventi anche per capire<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/22/anteprima-sud-renata-prunas-vs-anna-maria-ortese/#comment-55447</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2006 01:44:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie francesco, è interessante questo scritto. Molto interessante, intelligente e ricco di informazioni utili, ma mi lascia come un po&#039; d&#039;amaro in bocca.
Non so ... sarà una mia idea, ma ci sento una punta acre di risentimento, come se anna maria ortese non fosse stata abbastanza riconoscente per il &quot;gran bene&quot; ricevuto ... e per questo ci avverto come una incapacità di capire veramente la scrittrice e soprattutto le sue nevrosi che, va ricordato (perchè questo solo conta), le hanno permesso di scrivere con quella magnifica scrittura corposa, magica e sontuosa.
Ad ogni modo è un pezzo scritto bene che dà l&#039;idea della grande fragilità di anna maria ortese, fragilità che è stata però la sua forza di scrittura.
E interessante leggere questa descrizione della Ortese vista dal di fuori, e confrontarla poi con il racconto &quot;incriminato&quot; che denuncia invece una personalità forte, acuta, implacabile, che oltrepassa gli amici e vede la storia dentro le persone che le sono davanti, nei loro gesti, nei loro calzini, nei loro tic che e per questo è necessariamente impietosa, crudele ... grande.

Siccome le stesse nevrosi, insicurezze, bisogno sempre insoddisfatto di affetto, ansia dolorosa di riconoscimento, sono riscontrabili in moltissimi grandi scrittori, mi domando se siano naturali, parte del loro carattere e che la scrittura diventi quindi come un rifugio, una &quot;cura&quot;, o se siano invece, al contrario naturale conseguenza di un continuo distruttivo tentativo di consumare se stessi per vivere sulla pagina.
Su Erri de luca invece ormai mi sono fatta l&#039;idea che non abbia un alto QI.:-)
geo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie francesco, è interessante questo scritto. Molto interessante, intelligente e ricco di informazioni utili, ma mi lascia come un po&#8217; d&#8217;amaro in bocca.<br />
Non so &#8230; sarà una mia idea, ma ci sento una punta acre di risentimento, come se anna maria ortese non fosse stata abbastanza riconoscente per il &#8220;gran bene&#8221; ricevuto &#8230; e per questo ci avverto come una incapacità di capire veramente la scrittrice e soprattutto le sue nevrosi che, va ricordato (perchè questo solo conta), le hanno permesso di scrivere con quella magnifica scrittura corposa, magica e sontuosa.<br />
Ad ogni modo è un pezzo scritto bene che dà l&#8217;idea della grande fragilità di anna maria ortese, fragilità che è stata però la sua forza di scrittura.<br />
E interessante leggere questa descrizione della Ortese vista dal di fuori, e confrontarla poi con il racconto &#8220;incriminato&#8221; che denuncia invece una personalità forte, acuta, implacabile, che oltrepassa gli amici e vede la storia dentro le persone che le sono davanti, nei loro gesti, nei loro calzini, nei loro tic che e per questo è necessariamente impietosa, crudele &#8230; grande.</p>
<p>Siccome le stesse nevrosi, insicurezze, bisogno sempre insoddisfatto di affetto, ansia dolorosa di riconoscimento, sono riscontrabili in moltissimi grandi scrittori, mi domando se siano naturali, parte del loro carattere e che la scrittura diventi quindi come un rifugio, una &#8220;cura&#8221;, o se siano invece, al contrario naturale conseguenza di un continuo distruttivo tentativo di consumare se stessi per vivere sulla pagina.<br />
Su Erri de luca invece ormai mi sono fatta l&#8217;idea che non abbia un alto QI.:-)<br />
geo</p>
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