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	Commenti a: Chi non lavora non fa	</title>
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		<title>
		Di: maria luisa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/28/chi-non-lavora-non-fa/#comment-56804</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jan 2007 19:16:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; una situazione che si sta inasprendo sempre più.  Da co.co.co sono passata a Partita IVA per poter collaborare con l&#039;Università. Alla fine ci si comporta da professionisti, si pensa da professionisti si pagano le tasse come i professionisti e lavoro come una ricercatrice. Il mio sapere, la mia coporeità, il mio cervello, finchè regge, siamo la mia piccola impresa. Ma quello che vedo intorno a me fa pensare ad una crisi che sta minando non solo i redditi personali, le capacità individuali di progettarsi, ma anche la qualità delle stesse collaborazioni. Il saltellare da un posto all&#039;altro, lo stare in un progetto e dover pensare a quello successivo (non oso pensare alle maternità, alle malattie, etc.) mina completamente la possibilità di approfondire le competenze, di mettere radici anche solo mentalmente. E lo spazio dedicato alla formazione qualificante si sta assottigliando. Per non pensare a quanto accade negli enti locali, dove sono i precari a stendere regolamenti, testi legislativi e protocolli. Non possono essere assunti per non intaccare i fragili equilibri tra settori interni, i patti sindacali etc. Siamo in una situazione di stallo pesante. Il reddito sociale, o qualsiasi altra forma di sostegno economico in questo bailamme non porta a soluzioni strutturali. Nei Paesi civili, dopo che una legge è stata applicata, si verifica se funziona e velocemente si inseriscono strumenti di correzione, o la si abroga. E&#039; arrivato il momento di riprendere completamente il testo della Legge Biagi, e verificare gli ammortizzatori sociali e le altre forme di supporto all&#039;occupazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una situazione che si sta inasprendo sempre più.  Da co.co.co sono passata a Partita IVA per poter collaborare con l&#8217;Università. Alla fine ci si comporta da professionisti, si pensa da professionisti si pagano le tasse come i professionisti e lavoro come una ricercatrice. Il mio sapere, la mia coporeità, il mio cervello, finchè regge, siamo la mia piccola impresa. Ma quello che vedo intorno a me fa pensare ad una crisi che sta minando non solo i redditi personali, le capacità individuali di progettarsi, ma anche la qualità delle stesse collaborazioni. Il saltellare da un posto all&#8217;altro, lo stare in un progetto e dover pensare a quello successivo (non oso pensare alle maternità, alle malattie, etc.) mina completamente la possibilità di approfondire le competenze, di mettere radici anche solo mentalmente. E lo spazio dedicato alla formazione qualificante si sta assottigliando. Per non pensare a quanto accade negli enti locali, dove sono i precari a stendere regolamenti, testi legislativi e protocolli. Non possono essere assunti per non intaccare i fragili equilibri tra settori interni, i patti sindacali etc. Siamo in una situazione di stallo pesante. Il reddito sociale, o qualsiasi altra forma di sostegno economico in questo bailamme non porta a soluzioni strutturali. Nei Paesi civili, dopo che una legge è stata applicata, si verifica se funziona e velocemente si inseriscono strumenti di correzione, o la si abroga. E&#8217; arrivato il momento di riprendere completamente il testo della Legge Biagi, e verificare gli ammortizzatori sociali e le altre forme di supporto all&#8217;occupazione.</p>
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		<title>
		Di: marco v		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/28/chi-non-lavora-non-fa/#comment-56791</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco v]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jan 2007 15:59:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...dalle mie parti, poi, un caso eccezionale di flessibilità &quot;al contrario&quot;: una mamma operaia - separata, figlia a carico, 1000 euro al mese - si ritrova un accordo sindacale unitario che le leva mezz&#039;ora di pausa (passati da 90 a 60 minuti). Questo le impedisce di andare a prendere la figlia scuola e tornare in tempo al lavoro, come aveva sempre fatto. Arriva in &quot;ritardo&quot;, ogni giorno, di mezz&#039;ora al lavoro. il sindacato, per non mettere in discussione il nuovo accordo con l&#039;azienda, si volta dall&#039;altra parte. La mamma chiede una cosa soltanto: di poter recuperare la mezz&#039;ora di ritardo con mezz&#039;ora in più di lavoro a fine giornata. Nisba. Chiede, allora, che le venga tolto dallo stipendio (già bassissimo) il corrispettivo di questa mezz&#039;ora in meno di lavoro. Nisba.
Brucia ferie e malattie per un anno, mentre l&#039;azienda, una multinazionale, le chiede di trovare una soluzione.
Forse l&#039;azienda non sa che la &quot;soluzione&quot; (che potrebbe essere una baby sitter..) costa. E lei non se lo può permettere.
Alla fine il sindacato di base promuove mezz&#039;ora di sciopero solidale con la mamma operaia. Risultato? E&#039; stata LICENZIATA.
Ora il provvedimento è stato impugnato e si andrà il prossimo 9 gennaio in tribunale.
Ecco il concetto di flessibilità che hanno i padroni: i lavoratori devono mostrarsi disposti alla più elastica flessibilità, loro no. Evidentemente a loro non piace.
Beh..: neppure a noi, se è per questo!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;dalle mie parti, poi, un caso eccezionale di flessibilità &#8220;al contrario&#8221;: una mamma operaia &#8211; separata, figlia a carico, 1000 euro al mese &#8211; si ritrova un accordo sindacale unitario che le leva mezz&#8217;ora di pausa (passati da 90 a 60 minuti). Questo le impedisce di andare a prendere la figlia scuola e tornare in tempo al lavoro, come aveva sempre fatto. Arriva in &#8220;ritardo&#8221;, ogni giorno, di mezz&#8217;ora al lavoro. il sindacato, per non mettere in discussione il nuovo accordo con l&#8217;azienda, si volta dall&#8217;altra parte. La mamma chiede una cosa soltanto: di poter recuperare la mezz&#8217;ora di ritardo con mezz&#8217;ora in più di lavoro a fine giornata. Nisba. Chiede, allora, che le venga tolto dallo stipendio (già bassissimo) il corrispettivo di questa mezz&#8217;ora in meno di lavoro. Nisba.<br />
Brucia ferie e malattie per un anno, mentre l&#8217;azienda, una multinazionale, le chiede di trovare una soluzione.<br />
Forse l&#8217;azienda non sa che la &#8220;soluzione&#8221; (che potrebbe essere una baby sitter..) costa. E lei non se lo può permettere.<br />
Alla fine il sindacato di base promuove mezz&#8217;ora di sciopero solidale con la mamma operaia. Risultato? E&#8217; stata LICENZIATA.<br />
Ora il provvedimento è stato impugnato e si andrà il prossimo 9 gennaio in tribunale.<br />
Ecco il concetto di flessibilità che hanno i padroni: i lavoratori devono mostrarsi disposti alla più elastica flessibilità, loro no. Evidentemente a loro non piace.<br />
Beh..: neppure a noi, se è per questo!!</p>
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		<title>
		Di: robertologo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/28/chi-non-lavora-non-fa/#comment-56029</link>

		<dc:creator><![CDATA[robertologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Dec 2006 11:18:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quello che non capisco è perché aprirsi una partita IVA è una &quot;costrizione&quot; mentre invece la &quot;stabilizzazione&quot; è considerata un modello di virtù. Gli &quot;aggravi di costi&quot; della partita IVA medesima (come le spese di costituzione di una micragnosa s.a.s) sono la nervatura statolatrica di un sistema fiscale che nessun gorverno italiano affronta seriamente (come gli ordini, le corporazioni, gli interessi sindacali che ormai vengono contestati anche dalla base). Se andiamo a sbirciare il Modello Unico per le imprese vedremo che nel 2007 il prelievo fiscale è aumentato di una manciata di punti percentuali. Mentre Bertinotti canta le lodi del management Fiat, chi decide di aprirsi un&#039;attività - qualsiasi tipo di attività - non solo deve spendere 1000 euro e rotti per rimpiguare le tasche di notai e  amministratori pubblici, ma pagherà anche più tasse. Speriamo che riescano davvero a beccare gli evasori, quelli veri, non il pizzicarolo dietro l&#039;angolo. Personalmente non ho il reddito di un dentista con yacht ormeggiato davanti al Billionaire. Mi avvicino di più a quello dell&#039;operaio-massa. Ma a differenza di quest&#039;ultimo non ho la continuità del salario e (quasi) nessuna forma di tutela previdenziale. Comprendo cosa significa &quot;lavoro usurante&quot; ma spero che quello stesso operaio mi consideri un alleato e non un &#039;nemico di classe&#039;. Eppure qualche mese fa ho ricevuto la mia bella multa dalla Agenzia delle Entrate. Pugno di ferro sui &quot;precari evasori&quot;? Se la politica dei sacrifici e dell&#039;austerità per rimettere a posto i conti pubblici la chiedono a me e a quelli come me stiamo messi male. Altro che &quot;errori di comunicazione&quot;. 

P.S.
Il reddito sociale fa il paio con quanto ho letto qualche giorno fa qui su NI, le modeste richieste rivolte a facce sognà maggico Warter.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che non capisco è perché aprirsi una partita IVA è una &#8220;costrizione&#8221; mentre invece la &#8220;stabilizzazione&#8221; è considerata un modello di virtù. Gli &#8220;aggravi di costi&#8221; della partita IVA medesima (come le spese di costituzione di una micragnosa s.a.s) sono la nervatura statolatrica di un sistema fiscale che nessun gorverno italiano affronta seriamente (come gli ordini, le corporazioni, gli interessi sindacali che ormai vengono contestati anche dalla base). Se andiamo a sbirciare il Modello Unico per le imprese vedremo che nel 2007 il prelievo fiscale è aumentato di una manciata di punti percentuali. Mentre Bertinotti canta le lodi del management Fiat, chi decide di aprirsi un&#8217;attività &#8211; qualsiasi tipo di attività &#8211; non solo deve spendere 1000 euro e rotti per rimpiguare le tasche di notai e  amministratori pubblici, ma pagherà anche più tasse. Speriamo che riescano davvero a beccare gli evasori, quelli veri, non il pizzicarolo dietro l&#8217;angolo. Personalmente non ho il reddito di un dentista con yacht ormeggiato davanti al Billionaire. Mi avvicino di più a quello dell&#8217;operaio-massa. Ma a differenza di quest&#8217;ultimo non ho la continuità del salario e (quasi) nessuna forma di tutela previdenziale. Comprendo cosa significa &#8220;lavoro usurante&#8221; ma spero che quello stesso operaio mi consideri un alleato e non un &#8216;nemico di classe&#8217;. Eppure qualche mese fa ho ricevuto la mia bella multa dalla Agenzia delle Entrate. Pugno di ferro sui &#8220;precari evasori&#8221;? Se la politica dei sacrifici e dell&#8217;austerità per rimettere a posto i conti pubblici la chiedono a me e a quelli come me stiamo messi male. Altro che &#8220;errori di comunicazione&#8221;. </p>
<p>P.S.<br />
Il reddito sociale fa il paio con quanto ho letto qualche giorno fa qui su NI, le modeste richieste rivolte a facce sognà maggico Warter.</p>
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		<title>
		Di: Giuseppe Iannozzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/28/chi-non-lavora-non-fa/#comment-56028</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Iannozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Dec 2006 10:50:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I precari non dovrebbero esistere in un mercato del lavoro sano, in una società sana che non fa dei lavoratori degli schiavi;
la legge Biagi è solo da bruciare in tutti i suoi punti: è quanto di più squallido e immorale sia stato prodotto contro l&#039;uomo; 
mi domando se la legge Biagi, un insulto a tutti i lavoratori precari e non,  verrà mai abrogata ma in toto da questo fantomatico governo di sinistra.

E&#039; tutto da rifare. Dalle fondamenta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I precari non dovrebbero esistere in un mercato del lavoro sano, in una società sana che non fa dei lavoratori degli schiavi;<br />
la legge Biagi è solo da bruciare in tutti i suoi punti: è quanto di più squallido e immorale sia stato prodotto contro l&#8217;uomo;<br />
mi domando se la legge Biagi, un insulto a tutti i lavoratori precari e non,  verrà mai abrogata ma in toto da questo fantomatico governo di sinistra.</p>
<p>E&#8217; tutto da rifare. Dalle fondamenta.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: b.georg		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/12/28/chi-non-lavora-non-fa/#comment-56026</link>

		<dc:creator><![CDATA[b.georg]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Dec 2006 10:19:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[in sostanza: contratti a tempi indeterminato per legge (mi permetto di suggerire: in aziende di stato senza vincoli di bilancio, crepi l&#039;avarizia), reddito sociale (notare la differente denominazione rispetto al &quot;reddito di cittadinanza&quot; di cui parla il post-operaismo e i csoa: si sa che a sinistra appena si è in due si fondano tre partiti), governo monocolore di rifondazione - sempre che non sia troppo di destra, tendenziale superamento del capitalismo in un solo paese. con questa prospettiva i precari, e con loro tutto il proletariato, saranno salvi (intorno al 2100).

mi permetto di suggerire in alternativa: ammortizzatori sociali in termini di denaro (sussidi monetari sul modello danese) e servizi (supporti all&#039;abitazione, alla formazione, alla mobilità, alla cultura) nei periodi di non lavoro, assunzione da parte del sindacato del ruolo di supporto del lavoratore finalizzato alla sua ricollocazione, parificazione contributiva per tutte le forme di contratto, tendenziale superamento del modello ipergarantiti vs. nongarantiti. con questa prospettiva i precari saranno meno ricattabili, più garantiti, più in grado di agire una flessibilità attiva e non passiva costringendo management e aziende a puntare sulla qualità dell&#039;ambiente produttivo (intorno a marzo 2007, volendo, e con questo governo).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in sostanza: contratti a tempi indeterminato per legge (mi permetto di suggerire: in aziende di stato senza vincoli di bilancio, crepi l&#8217;avarizia), reddito sociale (notare la differente denominazione rispetto al &#8220;reddito di cittadinanza&#8221; di cui parla il post-operaismo e i csoa: si sa che a sinistra appena si è in due si fondano tre partiti), governo monocolore di rifondazione &#8211; sempre che non sia troppo di destra, tendenziale superamento del capitalismo in un solo paese. con questa prospettiva i precari, e con loro tutto il proletariato, saranno salvi (intorno al 2100).</p>
<p>mi permetto di suggerire in alternativa: ammortizzatori sociali in termini di denaro (sussidi monetari sul modello danese) e servizi (supporti all&#8217;abitazione, alla formazione, alla mobilità, alla cultura) nei periodi di non lavoro, assunzione da parte del sindacato del ruolo di supporto del lavoratore finalizzato alla sua ricollocazione, parificazione contributiva per tutte le forme di contratto, tendenziale superamento del modello ipergarantiti vs. nongarantiti. con questa prospettiva i precari saranno meno ricattabili, più garantiti, più in grado di agire una flessibilità attiva e non passiva costringendo management e aziende a puntare sulla qualità dell&#8217;ambiente produttivo (intorno a marzo 2007, volendo, e con questo governo).</p>
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