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	Commenti a: Come strappate braccia dall&#8217;oggetto/d&#8217;amore e a mani tese di dolore	</title>
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		<title>
		Di: la funambola		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2007 22:29:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Siamo l&#039;amore che viviamo, siamo l&#039;amore, siamo più precisamente il bisogno di amore. 

Siamo noi che decidiamo di decidere cosa essere e quindi anche quale amore essere, quale amore vivere. 

siamo sempre solo noi. 

Noi siamo la possibilità di esercitare o non esercitare la nostra dignità di essere umani, la possibilità di essere veramente, la possibilità di guardarci o non guardarci, la possibilità di raccontarci o non raccontarci bugie, la possibilità in definitiva di leggere la nostra vita, la nostra storia per darle un significato, un significato nostro, autentico, onesto, vero. 

Noi siamo l&#039;amore perchè noi siamo necessità d&#039;amore e tanto più grande e inconsapevole sarà questo bisogno tanto più grande sarà il rischio di “investire” violentemente i nostri simili 
e “investire” su un bisogno che in quanto tale non potrà mai soddisfare le nostre aspettative, la nostra necessità di ritorni , conferme, la nostra , in definitiva, necessità di “casa” 

Ma potrà, se lo sappiamo finalmente leggere, se lo sappiamo finalmente guardare, se cominciamo a volgere lo sguardo dentro,dentro, ogni tanto, piano piano, dentro di noi ,dentro al meccanismo del bisogno, per smontarlo, smascherarlo, cercarne l&#039;origine profonda, 
ecco, il Bisogno, allora, potrà riscattarsi e riscattarci dalla sua/nostra condizione inevitabilmente finita, inevitabilmente umana, inevitabilmente soggetta al bisogno che è grande opportunità di ri-nascita, di continua morte e rinascita durante tutta la nostra vita. 

e allora, il bisogno, non sarà più solo la grande fonte inconsapevole di rabbie, dolori, crudeltà , egoismi, meschinità, infelicità, per noi e per chi ci incrocia, 
ma potrà condurci, potrà , se lo vogliamo cazzo, 
potrà condurci sulla strada della consapevolezza, sulla strada della compassione, 
compassione per noi e quindi per gli altri, che sono come noi, sono i nostri specchi, che ci sono “simili” 

non si può compatire se non ci si compatisce. 

Ed è operazione molto dolorosa, perchè ti costringe a guardare spietatamente la solitudine che è la nostra condizione umana, a riconoscerla e prenderne orgogliosamente atto. 

E non c&#039;è altra strada, non ci sono scorciatoie che ci metteranno in pace col bisogno, in pace con noi, e quindi con i nostri compagni di viaggio che chiamiamo marito moglie figlio figlia amanti conoscenti vicino lontano..... che chiamiamo, uomini. 

la pace non è una convenzione, è dentro di te. 

Siamo quello che vogliamo essere, siamo l&#039;amore che siamo capaci di essere. 
Siamo o non siamo la nostra dignità. 
Nessuno è responsabile della nostra capacità o incapacità di darci, riconoscerci “rispetto” 

Non abbiamo alibi, mai, possiamo solo invocare per noi e per tutti , indulgenza. 
La nostra vita è, il nostro tempo è uno spasmodico tentativo di sfuggirci, sfuggire a noi stessi. 
Ma noi non possiamo sfuggirci , possiamo solo tentare di accoglierci e accogliere questo disperante e disperato bisogno di amore e riconoscerlo negli altri. 
Riconoscere la nostra grande “infermità” 

Siamo l&#039;amore cattivo, l&#039;amore disperato, l&#039;amore appassionato, l&#039;amore generoso, l&#039;amore capriccioso, l&#039;amore violento, l&#039;amore passivo, l&#039;amore indifferente, l&#039;amore che ricatta, l&#039;amore che subisce, l&#039;amore che implora, l&#039;amore orgoglioso, l&#039;amore sublime, l&#039;amore che si dispera, l&#039;amore che stupisce, l&#039;amore equilibrato, l&#039;amore squilibrato, l&#039;amore egoista, l&#039;amore altruista, l&#039;amore cattivo, l&#039;amore che ti distrugge, l&#039;amore che alimenta, l&#039;amore che recrimina, l&#039;amore geloso, l&#039;amore possessivo, l&#039;amore libero, l&#039;amore abulico, l&#039;amore rassegnato, l&#039;amore vivo, l&#039;amore restio, l&#039;amore pauroso, l&#039;amore fiducioso, l&#039;amore.platonico..... 

siamo il bisogno che viviamo. 

Basta saperlo, basta saperlo, almeno qualche volta, basterebbe solo saperlo, qualche volta, basterebbe cominciare a saperlo. 
l&#039;avevo scritto una volta in un posto, ad una persona che si chiamava paola e ora mi piace condividere questi pensieri con voi.
baci bisognosi a tutti
La funambola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo l&#8217;amore che viviamo, siamo l&#8217;amore, siamo più precisamente il bisogno di amore. </p>
<p>Siamo noi che decidiamo di decidere cosa essere e quindi anche quale amore essere, quale amore vivere. </p>
<p>siamo sempre solo noi. </p>
<p>Noi siamo la possibilità di esercitare o non esercitare la nostra dignità di essere umani, la possibilità di essere veramente, la possibilità di guardarci o non guardarci, la possibilità di raccontarci o non raccontarci bugie, la possibilità in definitiva di leggere la nostra vita, la nostra storia per darle un significato, un significato nostro, autentico, onesto, vero. </p>
<p>Noi siamo l&#8217;amore perchè noi siamo necessità d&#8217;amore e tanto più grande e inconsapevole sarà questo bisogno tanto più grande sarà il rischio di “investire” violentemente i nostri simili<br />
e “investire” su un bisogno che in quanto tale non potrà mai soddisfare le nostre aspettative, la nostra necessità di ritorni , conferme, la nostra , in definitiva, necessità di “casa” </p>
<p>Ma potrà, se lo sappiamo finalmente leggere, se lo sappiamo finalmente guardare, se cominciamo a volgere lo sguardo dentro,dentro, ogni tanto, piano piano, dentro di noi ,dentro al meccanismo del bisogno, per smontarlo, smascherarlo, cercarne l&#8217;origine profonda,<br />
ecco, il Bisogno, allora, potrà riscattarsi e riscattarci dalla sua/nostra condizione inevitabilmente finita, inevitabilmente umana, inevitabilmente soggetta al bisogno che è grande opportunità di ri-nascita, di continua morte e rinascita durante tutta la nostra vita. </p>
<p>e allora, il bisogno, non sarà più solo la grande fonte inconsapevole di rabbie, dolori, crudeltà , egoismi, meschinità, infelicità, per noi e per chi ci incrocia,<br />
ma potrà condurci, potrà , se lo vogliamo cazzo,<br />
potrà condurci sulla strada della consapevolezza, sulla strada della compassione,<br />
compassione per noi e quindi per gli altri, che sono come noi, sono i nostri specchi, che ci sono “simili” </p>
<p>non si può compatire se non ci si compatisce. </p>
<p>Ed è operazione molto dolorosa, perchè ti costringe a guardare spietatamente la solitudine che è la nostra condizione umana, a riconoscerla e prenderne orgogliosamente atto. </p>
<p>E non c&#8217;è altra strada, non ci sono scorciatoie che ci metteranno in pace col bisogno, in pace con noi, e quindi con i nostri compagni di viaggio che chiamiamo marito moglie figlio figlia amanti conoscenti vicino lontano&#8230;.. che chiamiamo, uomini. </p>
<p>la pace non è una convenzione, è dentro di te. </p>
<p>Siamo quello che vogliamo essere, siamo l&#8217;amore che siamo capaci di essere.<br />
Siamo o non siamo la nostra dignità.<br />
Nessuno è responsabile della nostra capacità o incapacità di darci, riconoscerci “rispetto” </p>
<p>Non abbiamo alibi, mai, possiamo solo invocare per noi e per tutti , indulgenza.<br />
La nostra vita è, il nostro tempo è uno spasmodico tentativo di sfuggirci, sfuggire a noi stessi.<br />
Ma noi non possiamo sfuggirci , possiamo solo tentare di accoglierci e accogliere questo disperante e disperato bisogno di amore e riconoscerlo negli altri.<br />
Riconoscere la nostra grande “infermità” </p>
<p>Siamo l&#8217;amore cattivo, l&#8217;amore disperato, l&#8217;amore appassionato, l&#8217;amore generoso, l&#8217;amore capriccioso, l&#8217;amore violento, l&#8217;amore passivo, l&#8217;amore indifferente, l&#8217;amore che ricatta, l&#8217;amore che subisce, l&#8217;amore che implora, l&#8217;amore orgoglioso, l&#8217;amore sublime, l&#8217;amore che si dispera, l&#8217;amore che stupisce, l&#8217;amore equilibrato, l&#8217;amore squilibrato, l&#8217;amore egoista, l&#8217;amore altruista, l&#8217;amore cattivo, l&#8217;amore che ti distrugge, l&#8217;amore che alimenta, l&#8217;amore che recrimina, l&#8217;amore geloso, l&#8217;amore possessivo, l&#8217;amore libero, l&#8217;amore abulico, l&#8217;amore rassegnato, l&#8217;amore vivo, l&#8217;amore restio, l&#8217;amore pauroso, l&#8217;amore fiducioso, l&#8217;amore.platonico&#8230;.. </p>
<p>siamo il bisogno che viviamo. </p>
<p>Basta saperlo, basta saperlo, almeno qualche volta, basterebbe solo saperlo, qualche volta, basterebbe cominciare a saperlo.<br />
l&#8217;avevo scritto una volta in un posto, ad una persona che si chiamava paola e ora mi piace condividere questi pensieri con voi.<br />
baci bisognosi a tutti<br />
La funambola</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carla bariffi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/02/come-strappate-braccia-dalloggettodamore-e-a-mani-tese-di-dolore/#comment-57488</link>

		<dc:creator><![CDATA[carla bariffi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2007 19:23:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo stile, si....c&#039;è chi lo scopre tardi....ma lo stile è lo stile....e ognuno lo possiede.
Ti scriverò ancora.
Grazie Gemma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo stile, si&#8230;.c&#8217;è chi lo scopre tardi&#8230;.ma lo stile è lo stile&#8230;.e ognuno lo possiede.<br />
Ti scriverò ancora.<br />
Grazie Gemma.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gemma Gaetani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/02/come-strappate-braccia-dalloggettodamore-e-a-mani-tese-di-dolore/#comment-57470</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gemma Gaetani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2007 17:58:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Annamaria e Carla

Osho nello stesso testo, &quot;Il libro del nulla&quot;, parla dell&#039;amore dell&#039;uomo illuminato (Sosan, il patriarca Zen, dei cui discorsi il libro è infatti un&#039;interpretazione). Dice: &quot;Egli amerà, ma il suo amore non sarà una proiezione. Il suo non sarà amore per un proprio sogno. Egli amerà il vero essere: quell&#039;amore per il vero essere è compassione&quot;.

Barthes, nei &quot;Frammenti di un discorso amoroso&quot;, sembra dire la stessa cosa. Prevedere cioè un esercizio insano ed uno sano del sentimento dell&#039;amore. Dice: &quot;Amare ed essere innamorato hanno fra loro un rapporto difficile: poiché, se è vero che essere innamorato non assomiglia a niente altro [...] è anche vero che, nell&#039;essere-innamorato, c&#039;è dell&#039;amare: io voglio prendere, ferocemente, ma so anche dare, attivamente&quot;.
Dare cosa? Forse dare all&#039;oggetto d&#039;amore innanzitutto il diritto di essere ciò che è - Osho e Barthes in questi punti specifici esaminano il soggetto, non l&#039;oggetto, d&#039;amore. Quando Osho parla di &quot;compassione&quot; allude, secondo me, a quell&#039;empatia per cui si sente allo stesso modo dell&#039;altra persona, la si fa risuonare dentro di sé così com&#039;è, non come si vorrebbe che fosse.

Quanto al &quot;si è come si scrive più che ciò che si scrive&quot; intendevo dire che non sempre il tema e la &quot;morale&quot; espressa intorno ad esso rispecchiano il pensiero dell&#039;autore. Non a caso, pur &quot;compatendo&quot; la donna abbandonata, il poemetto è chiuso dalla voce (tutta interiore) di lui, dalle sue ragioni. Credo comunque fermamente che al di là delle &quot;morali&quot; espresse, e degli stessi temi, sia più rappresentativo, di un autore, lo stile. Un cielo di Monet e un cielo di Sironi non sono soltanto &quot;il cielo&quot; e non lo sono alla stessa maniera. Un volto di Caravaggio e uno di Picasso... Dovrebbero essere considerazioni banali queste, eppure sembra necessario rinnovarle continuamente. Perché spesso, invece, il fruitore di quella peculiare forma artistica che è la scrittura dimentica il &quot;dettaglio&quot; della forma; oggi più che mai tende sovente ad identificare la scrittura come una confessione personale, a cercare un &quot;messaggio&quot;, per aderirvi o meno. Forse perché l&#039;espressione linguistica è la più vicina all&#039;espressione primaria comune a tutti, e forse perché si è affermato uno stile confessional e autobiografico tutto nuovo oggi, dopo i reality show, e che quel &quot;je&quot; sia &quot;un autre&quot; diventa sempre più difficile da far credere, quando è così. 
A me interessa analizzare situazioni dialettiche, di incontro/scontro. Più che l&#039;amore in quanto tale mi preme sviscerare e teatralizzare, attraverso la parola e quant&#039;altro (immagini, citazioni, da un immaginario personale o collettivo, di certo contemporaneo), le dinamiche psicologiche e pure psicopatologiche di cui l&#039;amore diventa spesso palcoscenico, quindi non mi sento precisamente una cantrice dell&#039;amore o del trionfo dell&#039;amore. Casomai del tonfo dell&#039;amore... :0)

@ Franz

:0*]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Annamaria e Carla</p>
<p>Osho nello stesso testo, &#8220;Il libro del nulla&#8221;, parla dell&#8217;amore dell&#8217;uomo illuminato (Sosan, il patriarca Zen, dei cui discorsi il libro è infatti un&#8217;interpretazione). Dice: &#8220;Egli amerà, ma il suo amore non sarà una proiezione. Il suo non sarà amore per un proprio sogno. Egli amerà il vero essere: quell&#8217;amore per il vero essere è compassione&#8221;.</p>
<p>Barthes, nei &#8220;Frammenti di un discorso amoroso&#8221;, sembra dire la stessa cosa. Prevedere cioè un esercizio insano ed uno sano del sentimento dell&#8217;amore. Dice: &#8220;Amare ed essere innamorato hanno fra loro un rapporto difficile: poiché, se è vero che essere innamorato non assomiglia a niente altro [&#8230;] è anche vero che, nell&#8217;essere-innamorato, c&#8217;è dell&#8217;amare: io voglio prendere, ferocemente, ma so anche dare, attivamente&#8221;.<br />
Dare cosa? Forse dare all&#8217;oggetto d&#8217;amore innanzitutto il diritto di essere ciò che è &#8211; Osho e Barthes in questi punti specifici esaminano il soggetto, non l&#8217;oggetto, d&#8217;amore. Quando Osho parla di &#8220;compassione&#8221; allude, secondo me, a quell&#8217;empatia per cui si sente allo stesso modo dell&#8217;altra persona, la si fa risuonare dentro di sé così com&#8217;è, non come si vorrebbe che fosse.</p>
<p>Quanto al &#8220;si è come si scrive più che ciò che si scrive&#8221; intendevo dire che non sempre il tema e la &#8220;morale&#8221; espressa intorno ad esso rispecchiano il pensiero dell&#8217;autore. Non a caso, pur &#8220;compatendo&#8221; la donna abbandonata, il poemetto è chiuso dalla voce (tutta interiore) di lui, dalle sue ragioni. Credo comunque fermamente che al di là delle &#8220;morali&#8221; espresse, e degli stessi temi, sia più rappresentativo, di un autore, lo stile. Un cielo di Monet e un cielo di Sironi non sono soltanto &#8220;il cielo&#8221; e non lo sono alla stessa maniera. Un volto di Caravaggio e uno di Picasso&#8230; Dovrebbero essere considerazioni banali queste, eppure sembra necessario rinnovarle continuamente. Perché spesso, invece, il fruitore di quella peculiare forma artistica che è la scrittura dimentica il &#8220;dettaglio&#8221; della forma; oggi più che mai tende sovente ad identificare la scrittura come una confessione personale, a cercare un &#8220;messaggio&#8221;, per aderirvi o meno. Forse perché l&#8217;espressione linguistica è la più vicina all&#8217;espressione primaria comune a tutti, e forse perché si è affermato uno stile confessional e autobiografico tutto nuovo oggi, dopo i reality show, e che quel &#8220;je&#8221; sia &#8220;un autre&#8221; diventa sempre più difficile da far credere, quando è così.<br />
A me interessa analizzare situazioni dialettiche, di incontro/scontro. Più che l&#8217;amore in quanto tale mi preme sviscerare e teatralizzare, attraverso la parola e quant&#8217;altro (immagini, citazioni, da un immaginario personale o collettivo, di certo contemporaneo), le dinamiche psicologiche e pure psicopatologiche di cui l&#8217;amore diventa spesso palcoscenico, quindi non mi sento precisamente una cantrice dell&#8217;amore o del trionfo dell&#8217;amore. Casomai del tonfo dell&#8217;amore&#8230; :0)</p>
<p>@ Franz</p>
<p>:0*</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: annamaria.pompili		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/02/come-strappate-braccia-dalloggettodamore-e-a-mani-tese-di-dolore/#comment-57375</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria.pompili]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 21:38:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No credo sia questione di telecamere o cinema. Ma l&#039;amore è come la letteratura un modo d&#039;essere che viene da noi e travolge/coinvolge/avvolge l&#039;altro. Ma sempre da noi viene e la percezione arriva come quella di un testo letterario: aulcuno si sente travolto allora rimane stordito, un altro coinvolto e esplora ogni riga e ogni parola alla ricerca di sè, un altro avvolto e si crogiola in questa lettura/ amore. Ma sempre da noi tutto viene. Proiezione e costruzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No credo sia questione di telecamere o cinema. Ma l&#8217;amore è come la letteratura un modo d&#8217;essere che viene da noi e travolge/coinvolge/avvolge l&#8217;altro. Ma sempre da noi viene e la percezione arriva come quella di un testo letterario: aulcuno si sente travolto allora rimane stordito, un altro coinvolto e esplora ogni riga e ogni parola alla ricerca di sè, un altro avvolto e si crogiola in questa lettura/ amore. Ma sempre da noi tutto viene. Proiezione e costruzione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: carla bariffi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/02/come-strappate-braccia-dalloggettodamore-e-a-mani-tese-di-dolore/#comment-57351</link>

		<dc:creator><![CDATA[carla bariffi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 11:04:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@annamaria....ma forse il punto è anche nel saper usare la telecamera.....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@annamaria&#8230;.ma forse il punto è anche nel saper usare la telecamera&#8230;..</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/02/come-strappate-braccia-dalloggettodamore-e-a-mani-tese-di-dolore/#comment-57343</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 10:31:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ne farei una questione di volontà. Si proietta malgré nous. E ben poco fila liscio. Più che un kolossal, una lunga sequela di prossimamente scanditi da invocazioni di &quot;quadro!&quot; dalla platea.

L&#039;amore è un cinema pieno di gente col cappello che parlotta e ciancica pacchetti di patatine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ne farei una questione di volontà. Si proietta malgré nous. E ben poco fila liscio. Più che un kolossal, una lunga sequela di prossimamente scanditi da invocazioni di &#8220;quadro!&#8221; dalla platea.</p>
<p>L&#8217;amore è un cinema pieno di gente col cappello che parlotta e ciancica pacchetti di patatine.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: annamaria.pompili		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/02/come-strappate-braccia-dalloggettodamore-e-a-mani-tese-di-dolore/#comment-57293</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria.pompili]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2007 21:10:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il punto è che nella proiezione vediamo ciò che vogliamo vedere e pertanto vi sarà sempre l&#039;impossibilità di amare la persona reale e allo stesso tempo -paradosso- ameremo realmente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il punto è che nella proiezione vediamo ciò che vogliamo vedere e pertanto vi sarà sempre l&#8217;impossibilità di amare la persona reale e allo stesso tempo -paradosso- ameremo realmente.</p>
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		<title>
		Di: carla bariffi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/02/come-strappate-braccia-dalloggettodamore-e-a-mani-tese-di-dolore/#comment-57268</link>

		<dc:creator><![CDATA[carla bariffi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2007 15:29:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/01/02/come-strappate-braccia-dalloggettodamore-e-a-mani-tese-di-dolore/#comment-57268</guid>

					<description><![CDATA[si è come si scrive più che ciò che si scrive......
Bella questa frase!
perchè chiunque quando scrive espone la sua personalità, al di là dei concetti che vuole esprimere, ed è quando la espone senza reticenze o vergogna o altre inibizioni che viene fuori la sua essenza, 
è questo che intendi?
Ma secondo te....è davvero impossibile che qualcuno si adatti ai nostri sogni?
e se siamo noi ad adattarci? nel senso che accettiamo sia il sogno (dell&#039;immagine della persona che amiamo) che la realtà (che è la persona che amiamo)?
.....potrebbe sembrare egoismo ma anche una ricerca di equilibrio.....
che ne pensi?

ciao
carla]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>si è come si scrive più che ciò che si scrive&#8230;&#8230;<br />
Bella questa frase!<br />
perchè chiunque quando scrive espone la sua personalità, al di là dei concetti che vuole esprimere, ed è quando la espone senza reticenze o vergogna o altre inibizioni che viene fuori la sua essenza,<br />
è questo che intendi?<br />
Ma secondo te&#8230;.è davvero impossibile che qualcuno si adatti ai nostri sogni?<br />
e se siamo noi ad adattarci? nel senso che accettiamo sia il sogno (dell&#8217;immagine della persona che amiamo) che la realtà (che è la persona che amiamo)?<br />
&#8230;..potrebbe sembrare egoismo ma anche una ricerca di equilibrio&#8230;..<br />
che ne pensi?</p>
<p>ciao<br />
carla</p>
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		<title>
		Di: Gemma Gaetani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/02/come-strappate-braccia-dalloggettodamore-e-a-mani-tese-di-dolore/#comment-57263</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gemma Gaetani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2007 13:36:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/01/02/come-strappate-braccia-dalloggettodamore-e-a-mani-tese-di-dolore/#comment-57263</guid>

					<description><![CDATA[Se ami una persona, inizi a vedere cose che non esistono. Nessuna donna è bella come pensi tu, quando l&#039;ami; perché tu proietti. Nella tua mente esiste il sogno di una ragazza, e tu proietti quell&#039;immagine. In qualche modo, la ragazza vera funge solo da schermo di proiezione.
Ecco perché, ogni amore arriva, prima o poi, a un punto di frustrazione: come potrebbe quella ragazza, continuare a servire da schermo? Essa è una persona vera; vorrà affermarsi, dirà: &quot;Io non sono uno schermo!&quot; [...] All&#039;inizio, lei ha accettato questo gioco, così come lo hai accettato tu! Tu eri uno schermo di proiezione per lei, lei era uno schermo di proiezione per te.
[...]
Nessuno può essere il tuo schermo per sempre, perché è una situazione disagevole. Come puoi pretendere che qualcuno si adatti ai tuoi sogni? Ognuno ha la propria realtà, e la realtà tende sempre ad affermare se stessa. [...]
Quando tu ami, proietti. Tu ami, non per dare... ami per prendere, ami per sfruttare, per manipolare. Quando ami una persona, subito dai il via a dei tentativi per modificare l&#039;altro in base ai tuoi gusti, secondo le tue idee. [...]
Il vero essere non può essere trasformato, solo il tuo sogno si frantumerà, e tu ti sentirai ferito. Tu non ascolti la realtà. Nessuno è qui per soddisfare un tuo sogno. Ognuno è qui per adempiere il proprio destino, la propria realtà&quot;.

(Osho)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ami una persona, inizi a vedere cose che non esistono. Nessuna donna è bella come pensi tu, quando l&#8217;ami; perché tu proietti. Nella tua mente esiste il sogno di una ragazza, e tu proietti quell&#8217;immagine. In qualche modo, la ragazza vera funge solo da schermo di proiezione.<br />
Ecco perché, ogni amore arriva, prima o poi, a un punto di frustrazione: come potrebbe quella ragazza, continuare a servire da schermo? Essa è una persona vera; vorrà affermarsi, dirà: &#8220;Io non sono uno schermo!&#8221; [&#8230;] All&#8217;inizio, lei ha accettato questo gioco, così come lo hai accettato tu! Tu eri uno schermo di proiezione per lei, lei era uno schermo di proiezione per te.<br />
[&#8230;]<br />
Nessuno può essere il tuo schermo per sempre, perché è una situazione disagevole. Come puoi pretendere che qualcuno si adatti ai tuoi sogni? Ognuno ha la propria realtà, e la realtà tende sempre ad affermare se stessa. [&#8230;]<br />
Quando tu ami, proietti. Tu ami, non per dare&#8230; ami per prendere, ami per sfruttare, per manipolare. Quando ami una persona, subito dai il via a dei tentativi per modificare l&#8217;altro in base ai tuoi gusti, secondo le tue idee. [&#8230;]<br />
Il vero essere non può essere trasformato, solo il tuo sogno si frantumerà, e tu ti sentirai ferito. Tu non ascolti la realtà. Nessuno è qui per soddisfare un tuo sogno. Ognuno è qui per adempiere il proprio destino, la propria realtà&#8221;.</p>
<p>(Osho)</p>
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		<title>
		Di: fk		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/02/come-strappate-braccia-dalloggettodamore-e-a-mani-tese-di-dolore/#comment-57218</link>

		<dc:creator><![CDATA[fk]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jan 2007 23:31:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Gemma, sei diventata misuratissima. Ne sono molto contento. Grazie a te.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Gemma, sei diventata misuratissima. Ne sono molto contento. Grazie a te.</p>
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