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	Commenti a: Lingua Sovrana &#8211; 1/ L&#8217;Origine della Lingua: il Dono	</title>
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		Di: riccardo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[riccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Feb 2007 16:37:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come sempre a voi poubellicatori ( poubellication in francese ha due accezioni, di cui una non  si cura che ( si) di resti) , fate dell&#039;affastellamento acritico il vostro unico fasto. Come si fa a citare Derrida e poi berciare ( non con la suprema incuranza del creatore di concetti, no! con buona pace di Gillo, vagherai ancora per un bel pezzo da solo!) cum ( presunto) grano salis che la &quot; replicazione ...è la ripetizione del sempre nuovo in quanto è in realtà l&#039;Origine che si ripete&quot; lasciando intendere che di Deleuze , di Heidegger, di Derrida si è letto solo il risvolto e non la pli. Ma poco male per un reading postiratura ciò è sufficiente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre a voi poubellicatori ( poubellication in francese ha due accezioni, di cui una non  si cura che ( si) di resti) , fate dell&#8217;affastellamento acritico il vostro unico fasto. Come si fa a citare Derrida e poi berciare ( non con la suprema incuranza del creatore di concetti, no! con buona pace di Gillo, vagherai ancora per un bel pezzo da solo!) cum ( presunto) grano salis che la &#8221; replicazione &#8230;è la ripetizione del sempre nuovo in quanto è in realtà l&#8217;Origine che si ripete&#8221; lasciando intendere che di Deleuze , di Heidegger, di Derrida si è letto solo il risvolto e non la pli. Ma poco male per un reading postiratura ciò è sufficiente</p>
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		Di: marco rovelli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 15:07:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Iconclastar, ti dirò che, se proprio devo definirmi, mi definisco ateo. Se la cosa ti stupisce, almeno un po&#039;, forse dovresti rivedere qualche tua pregiudizievole struttura mentale. Oppure andare avanti nella lettura di queste note sulla lingua...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Iconclastar, ti dirò che, se proprio devo definirmi, mi definisco ateo. Se la cosa ti stupisce, almeno un po&#8217;, forse dovresti rivedere qualche tua pregiudizievole struttura mentale. Oppure andare avanti nella lettura di queste note sulla lingua&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Iconclastar		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Iconclastar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 07:57:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I testi biblici sono rivolti alle masse degli ingnoranti. Sono scritti in modo semplice e molto ripetitivo. Come altri testi affini, tipo Gilgamesh. Sono affascinanti, per questo. Ed è facile da essi trarre collegamenti e sovrapposizioni. Il testo biblico però non lo ha scritto Dio, nemmeno indirettamente. Quindi il motivo per cui Adamo pronuncia il nome di Dio è semplice anch&#039;esso: la bibbia è una narrazione ad uso dei dementi e, come tale, deve nominare il protagonista assoluto, altrimenti perderebbe il suo vero scopo: glorificarlo. In realtà Dio non esiste e nemmeno Adamo. E la lingua è nata per sedimentazione di convenzioni fonetiche, diverse da un&#039;area all&#039;altra. Inoltre nel De vulgari Dante afferma che ogni essere umano può venire considerato una specie a sé. Da cui si ricava una potente metafora della comunicazione, sorprendentemente laica, della lingua come invenzione personale basata su convenzioni preesistenti. Senza tirare fuori divinità, doni divini o bacchette magiche. Spero che le mie osservazioni non feriscano il tuo fervore religioso, che rispetto ma non condivido.

Ic.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I testi biblici sono rivolti alle masse degli ingnoranti. Sono scritti in modo semplice e molto ripetitivo. Come altri testi affini, tipo Gilgamesh. Sono affascinanti, per questo. Ed è facile da essi trarre collegamenti e sovrapposizioni. Il testo biblico però non lo ha scritto Dio, nemmeno indirettamente. Quindi il motivo per cui Adamo pronuncia il nome di Dio è semplice anch&#8217;esso: la bibbia è una narrazione ad uso dei dementi e, come tale, deve nominare il protagonista assoluto, altrimenti perderebbe il suo vero scopo: glorificarlo. In realtà Dio non esiste e nemmeno Adamo. E la lingua è nata per sedimentazione di convenzioni fonetiche, diverse da un&#8217;area all&#8217;altra. Inoltre nel De vulgari Dante afferma che ogni essere umano può venire considerato una specie a sé. Da cui si ricava una potente metafora della comunicazione, sorprendentemente laica, della lingua come invenzione personale basata su convenzioni preesistenti. Senza tirare fuori divinità, doni divini o bacchette magiche. Spero che le mie osservazioni non feriscano il tuo fervore religioso, che rispetto ma non condivido.</p>
<p>Ic.</p>
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		Di: millepiani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[millepiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2007 13:29:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marco, io aspetto la conclusione per intervenire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marco, io aspetto la conclusione per intervenire.</p>
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		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 17:09:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto semplicemente, il dono è il mero factum loquendi. L&#039;esserci stesso del lògos. Il Verbo. Il resto (la mediazione, la mano) sta su un altro piano. Ho cercato di spiegarlo nelle auto-glosse che ho riportato qui sopra. In ogni caso, rimando alle prossime puntate per chiarire il senso complessivo del discorso... se avete pazienza...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto semplicemente, il dono è il mero factum loquendi. L&#8217;esserci stesso del lògos. Il Verbo. Il resto (la mediazione, la mano) sta su un altro piano. Ho cercato di spiegarlo nelle auto-glosse che ho riportato qui sopra. In ogni caso, rimando alle prossime puntate per chiarire il senso complessivo del discorso&#8230; se avete pazienza&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: ubu		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ubu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 22:23:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate, ma davvero faccio fatica a capire questo post. Non capisco se voglia essere una metafora della lingua letteraria, per cui ricorre agli esempi tratti da Dante e dalla Genesi per intendere sostanzialmente che la parola poetica si auto-attorce su se stessa, oppure se intenda trattare la lingua tout court. Nel primo caso, non metto bocca. Nel secondo, se mi permettete, vorrei solo ricordare che l’origine della lingua è un processo lungo e complesso, racchiudibile nella dialettica lavoro-mano-cervello-linguaggio. Questo, ovviamente, è ciò che pensa la scienza. Se poi volete stare ancora sulla Parola di Giovanni, liberi di farlo. Solo che così state parlando di Nulla. Di un Nulla con le sembianze della filosofia, ma sempre un ben riconoscibile Nulla. Ognun si diverte come può … In ogni caso, la prima parola del linguaggio umano non è stata &quot;El&quot; (che poi filologicamente vuol dire El-din-Don-dero), bensì - e senza ombra di dubbio: “Merdra!”. 

Ubu]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, ma davvero faccio fatica a capire questo post. Non capisco se voglia essere una metafora della lingua letteraria, per cui ricorre agli esempi tratti da Dante e dalla Genesi per intendere sostanzialmente che la parola poetica si auto-attorce su se stessa, oppure se intenda trattare la lingua tout court. Nel primo caso, non metto bocca. Nel secondo, se mi permettete, vorrei solo ricordare che l’origine della lingua è un processo lungo e complesso, racchiudibile nella dialettica lavoro-mano-cervello-linguaggio. Questo, ovviamente, è ciò che pensa la scienza. Se poi volete stare ancora sulla Parola di Giovanni, liberi di farlo. Solo che così state parlando di Nulla. Di un Nulla con le sembianze della filosofia, ma sempre un ben riconoscibile Nulla. Ognun si diverte come può … In ogni caso, la prima parola del linguaggio umano non è stata &#8220;El&#8221; (che poi filologicamente vuol dire El-din-Don-dero), bensì &#8211; e senza ombra di dubbio: “Merdra!”. </p>
<p>Ubu</p>
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		Di: vins gallico		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vins gallico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 16:04:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per colpa tua, marco, stamattina ho letto il de vulgari eloquentia. 
dante fa la differenza fra due lingue: quella grammaticale (il latino) e quella naturale (il volgare); &quot;di questa più nobile&quot; (perché naturale) parla questo libretto, che manzoni definiva &quot;molto citato, ma poco letto&quot;. poco letto, anche perché è un testo pieno di salti logici, storici, filologici (va detto che è un testo incompleto, si tratta di un progetto lasciato a metà, in pratica: bozze). 
dante ci ricorda che la prima testimonianza nella bibbia che abbiamo della parola è di eva (quando chiacchiera con il serpente), ma &quot;tuttavia è più ragionevole credere che abbia parlato prima un uomo; e contro convenienza si pensa che un atto sì nobile del genere umano non sia fluito da labbra di uomo prima che di donna&quot;. 
dunque l&#039;uomo (adamo) è il primo a compiere questo atto. gli animali non sanno parlare, mentre agli angeli non serve parlare dato che si capiscono senza parole, la donna si sa per parlare per prima è troppo stupida. 
adamo parla dunque e dice: - El!
il dono, dice dante, il dono, condividi tu. 
poi dante fa un salto. si occupa della cronologia, dal primo idioma, dall&#039;ebraico passa fino ai volgari del oc, dell&#039;oil, del sì (ma questo ci interessa poco in questo contesto).
solo che la parola rimane in bilico. la prima parola esprime un significato che il significante non può davvero esprimere, che &quot;non conosce&quot; (tu parli giustamente un&#039;assenza, riferendoti però al processo di significazione), il &quot;post-prima parola&quot; rimane ovviamente inspiegabile (come spesso succede quando dalla metafisica si salta alla pratica): adesso bisogna trovare significati, significanti, un macello, capire come, in che modo. 
ma allora perché parliamo ancora di dono? perché non parliamo di fatica, di accordo, di creazione umana dolorosissima? la fatica dell&#039;uomo nel tentativo di comprendersi, nella consapevolezza della parzialità di questa comprensione, nella volontà comunque di continuare (si spera) &quot;nel conoscere e nel giudicare e nell&#039;eleggere&quot;?
perché? che bello sarebbe stato se fosse stata &quot;perché&quot; la prima parola...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per colpa tua, marco, stamattina ho letto il de vulgari eloquentia.<br />
dante fa la differenza fra due lingue: quella grammaticale (il latino) e quella naturale (il volgare); &#8220;di questa più nobile&#8221; (perché naturale) parla questo libretto, che manzoni definiva &#8220;molto citato, ma poco letto&#8221;. poco letto, anche perché è un testo pieno di salti logici, storici, filologici (va detto che è un testo incompleto, si tratta di un progetto lasciato a metà, in pratica: bozze).<br />
dante ci ricorda che la prima testimonianza nella bibbia che abbiamo della parola è di eva (quando chiacchiera con il serpente), ma &#8220;tuttavia è più ragionevole credere che abbia parlato prima un uomo; e contro convenienza si pensa che un atto sì nobile del genere umano non sia fluito da labbra di uomo prima che di donna&#8221;.<br />
dunque l&#8217;uomo (adamo) è il primo a compiere questo atto. gli animali non sanno parlare, mentre agli angeli non serve parlare dato che si capiscono senza parole, la donna si sa per parlare per prima è troppo stupida.<br />
adamo parla dunque e dice: &#8211; El!<br />
il dono, dice dante, il dono, condividi tu.<br />
poi dante fa un salto. si occupa della cronologia, dal primo idioma, dall&#8217;ebraico passa fino ai volgari del oc, dell&#8217;oil, del sì (ma questo ci interessa poco in questo contesto).<br />
solo che la parola rimane in bilico. la prima parola esprime un significato che il significante non può davvero esprimere, che &#8220;non conosce&#8221; (tu parli giustamente un&#8217;assenza, riferendoti però al processo di significazione), il &#8220;post-prima parola&#8221; rimane ovviamente inspiegabile (come spesso succede quando dalla metafisica si salta alla pratica): adesso bisogna trovare significati, significanti, un macello, capire come, in che modo.<br />
ma allora perché parliamo ancora di dono? perché non parliamo di fatica, di accordo, di creazione umana dolorosissima? la fatica dell&#8217;uomo nel tentativo di comprendersi, nella consapevolezza della parzialità di questa comprensione, nella volontà comunque di continuare (si spera) &#8220;nel conoscere e nel giudicare e nell&#8217;eleggere&#8221;?<br />
perché? che bello sarebbe stato se fosse stata &#8220;perché&#8221; la prima parola&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sitting targets		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sitting targets]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 14:22:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma no, l&#039;avevo capita! 
rimetto a posto la vestaglia, vabbene.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma no, l&#8217;avevo capita!<br />
rimetto a posto la vestaglia, vabbene.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luca Carlucci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/14/lingua-sovrana-1-lorigine-della-lingua-il-dono/#comment-58651</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Carlucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 13:34:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[signor sitting targets, lei fa dell&#039;ironia dimostrandosi incapace di cogliere quella altrui. la prego, si ricomponga!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>signor sitting targets, lei fa dell&#8217;ironia dimostrandosi incapace di cogliere quella altrui. la prego, si ricomponga!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sitting targets		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/14/lingua-sovrana-1-lorigine-della-lingua-il-dono/#comment-58645</link>

		<dc:creator><![CDATA[sitting targets]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 12:14:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;questo dio solo e bisognoso di feedback&quot;. ottimo, carlucci. lo proponiamo per un &quot;vangelo secondo bill&quot;. gates.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;questo dio solo e bisognoso di feedback&#8221;. ottimo, carlucci. lo proponiamo per un &#8220;vangelo secondo bill&#8221;. gates.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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