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	<title>
	Commenti a: Mehmet	</title>
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		<title>
		Di: Lucianna Argentino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lucianna Argentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2007 08:51:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Premetto che ho letto o meglio ho dato una scorsa veloce ai precedenti commenti e un po&#039; me ne pento perchè ora sento di non poter prescindere da quanto è già stato detto. Vorrei cercare di far finta di niente e dire quello che sento il più puramente possibile... Due parole però, mio malgrado, continuano a ronzarmi in testa, ossia &quot;belle&quot; e &quot;buonismo&quot;. A me sembra che le poesie di Franco Buffoni non siano nè belle, nè buone direi che sono vere nel senso umano della verità, pregne di una verità senza trascendenza o trascendenze. Lui racconta e credo che non si ponga nemmeno il &quot;problema&quot; della lingua che per un poeta è la prima chiamata, voglio dire mi sembra che risponda piuttosto al cosa dire più che al come dirlo anche perchè ciò di cui parla probabilmente si dice da sè. E non c&#039;è altra lingua che quella materna che si ascoltava nel chiuso di una casa e che ora, da quella casa lontano, si ridice nell&#039;aperto di un sentire e di un vedere senza mediazioni perchè in questo caso la lingua non media, non trafigura, non vuole mediare, non vuole trasfigurare ma ,ripeto, raccontare e ricordare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premetto che ho letto o meglio ho dato una scorsa veloce ai precedenti commenti e un po&#8217; me ne pento perchè ora sento di non poter prescindere da quanto è già stato detto. Vorrei cercare di far finta di niente e dire quello che sento il più puramente possibile&#8230; Due parole però, mio malgrado, continuano a ronzarmi in testa, ossia &#8220;belle&#8221; e &#8220;buonismo&#8221;. A me sembra che le poesie di Franco Buffoni non siano nè belle, nè buone direi che sono vere nel senso umano della verità, pregne di una verità senza trascendenza o trascendenze. Lui racconta e credo che non si ponga nemmeno il &#8220;problema&#8221; della lingua che per un poeta è la prima chiamata, voglio dire mi sembra che risponda piuttosto al cosa dire più che al come dirlo anche perchè ciò di cui parla probabilmente si dice da sè. E non c&#8217;è altra lingua che quella materna che si ascoltava nel chiuso di una casa e che ora, da quella casa lontano, si ridice nell&#8217;aperto di un sentire e di un vedere senza mediazioni perchè in questo caso la lingua non media, non trafigura, non vuole mediare, non vuole trasfigurare ma ,ripeto, raccontare e ricordare&#8230;</p>
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		<title>
		Di: GiusCo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[GiusCo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 19:46:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ARaos, trovo queste poesie di Buffoni esageratamente crude -intendilo sia come &quot;pezzi di carne&quot; appesi al gancio che come &quot;premature&quot;- e suggerivo un minimo di distanza e maggiore scorrevolezza accostando il testo di Gardini, che in Sag Harbor tratta grossomodo lo stesso tema. &quot;Dal chirurgo&quot; fa storia a sé e mi pare più efficace (leverei comunque le ultime cinque righe, chiudendo a &quot;redimibili&quot;). Nulla di ironico o malfidato nelle mie intenzioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ARaos, trovo queste poesie di Buffoni esageratamente crude -intendilo sia come &#8220;pezzi di carne&#8221; appesi al gancio che come &#8220;premature&#8221;- e suggerivo un minimo di distanza e maggiore scorrevolezza accostando il testo di Gardini, che in Sag Harbor tratta grossomodo lo stesso tema. &#8220;Dal chirurgo&#8221; fa storia a sé e mi pare più efficace (leverei comunque le ultime cinque righe, chiudendo a &#8220;redimibili&#8221;). Nulla di ironico o malfidato nelle mie intenzioni.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/19/mehmet/#comment-59575</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 12:54:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ andrea r.

Sì, l&#039;ho vista la matrice modernista nei tuoi versi. La riconosco anche in una me antica, ma non è che la prediliga.
Leggerò Guerra, come puoi immaginare io non ho niente contro Buffoni, spero che sia chiaro, non tanto a te, ma a eventuali altri commentatori, che non vorrei essere fraintesa.
Una volta un vecchio poeta parlando di un altro a cui non piaceva un terzo, ha detto sorridendo, è ovvio, lui fa una poesia diversa.
E&#039; una boutade, ma naturalmente, oltre alla poetica, che è una cosa meditata, vale anche questa cosa più vaga che è l&#039;orecchio personale, fatto di quello che si diceva prima.
Faccio un esempio, Frasca, che non mi tocca a fondo, mi tocca però la mente, e ne ammiro la grandissima capacità tecnica. Di Arminio, che posta spesso qui, ho una grande stima. E non sono modernisti né l&#039;uno nè l&#039;altro. Leggerò meglio Buffoni. Altro non posso dire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ andrea r.</p>
<p>Sì, l&#8217;ho vista la matrice modernista nei tuoi versi. La riconosco anche in una me antica, ma non è che la prediliga.<br />
Leggerò Guerra, come puoi immaginare io non ho niente contro Buffoni, spero che sia chiaro, non tanto a te, ma a eventuali altri commentatori, che non vorrei essere fraintesa.<br />
Una volta un vecchio poeta parlando di un altro a cui non piaceva un terzo, ha detto sorridendo, è ovvio, lui fa una poesia diversa.<br />
E&#8217; una boutade, ma naturalmente, oltre alla poetica, che è una cosa meditata, vale anche questa cosa più vaga che è l&#8217;orecchio personale, fatto di quello che si diceva prima.<br />
Faccio un esempio, Frasca, che non mi tocca a fondo, mi tocca però la mente, e ne ammiro la grandissima capacità tecnica. Di Arminio, che posta spesso qui, ho una grande stima. E non sono modernisti né l&#8217;uno nè l&#8217;altro. Leggerò meglio Buffoni. Altro non posso dire.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Andrea Raos		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/19/mehmet/#comment-59572</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 12:34:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rieccomi. Un bello spettacolo e una notte di sonno non fanno mai male, nel senso che ci si accorge di non avere molto da aggiungere.

Solo una cosa: nelle variazioni ottonarie sulla Andreini la &quot;messa in tensione&quot; rispetto al modello cinquecentesco mi sembra davvero esserci (nel lessico, nel ritmo etc). Ma certo non è una messa in tensione di stampo &quot;modernista&quot;. E la mia impressione (per come i tuoi gusti traspaiono dai tuoi commenti e dal poco che ho letto di te) è che la tua matrice sia quella. Non è un difetto, ci mancherebbe, o allora è un difetto anche mio. Ma io credo che Buffoni - riprendendo un po&#039; quello che dicevo ieri - scientemente eviti sia quella strada (che pure conosce benissimo, credimi) sia il &quot;liricismo&quot; pavloviano di tantissima poesia italiana anche di oggi. Può piacere o non piacere, ma io lo ritengo un percorso (almeno) molto originale, e storicamente non facile da percorrere.
Grazie ancora, ciao,
Andr.

Non so bene cosa rispondere a commenti, come quello di &quot;Giurato&quot;, che comunque mi sembra si rispondano benissimo da soli.

GiusCo, quando hai citato Nicola Gardini avevo pensato, giuro, che volessi fare dell&#039;ironia. Sfiorandomi invece il dubbio che tu parlassi seriamente, anche a te non so bene cosa dire: non me ne voglia l&#039;interessato, ma davvero non capisco cosa c&#039;entrino quei versi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rieccomi. Un bello spettacolo e una notte di sonno non fanno mai male, nel senso che ci si accorge di non avere molto da aggiungere.</p>
<p>Solo una cosa: nelle variazioni ottonarie sulla Andreini la &#8220;messa in tensione&#8221; rispetto al modello cinquecentesco mi sembra davvero esserci (nel lessico, nel ritmo etc). Ma certo non è una messa in tensione di stampo &#8220;modernista&#8221;. E la mia impressione (per come i tuoi gusti traspaiono dai tuoi commenti e dal poco che ho letto di te) è che la tua matrice sia quella. Non è un difetto, ci mancherebbe, o allora è un difetto anche mio. Ma io credo che Buffoni &#8211; riprendendo un po&#8217; quello che dicevo ieri &#8211; scientemente eviti sia quella strada (che pure conosce benissimo, credimi) sia il &#8220;liricismo&#8221; pavloviano di tantissima poesia italiana anche di oggi. Può piacere o non piacere, ma io lo ritengo un percorso (almeno) molto originale, e storicamente non facile da percorrere.<br />
Grazie ancora, ciao,<br />
Andr.</p>
<p>Non so bene cosa rispondere a commenti, come quello di &#8220;Giurato&#8221;, che comunque mi sembra si rispondano benissimo da soli.</p>
<p>GiusCo, quando hai citato Nicola Gardini avevo pensato, giuro, che volessi fare dell&#8217;ironia. Sfiorandomi invece il dubbio che tu parlassi seriamente, anche a te non so bene cosa dire: non me ne voglia l&#8217;interessato, ma davvero non capisco cosa c&#8217;entrino quei versi.</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/19/mehmet/#comment-59558</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 10:45:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il testo che più mi ha colpito è &quot;Dal chirurgo&quot;, per quella &quot;chiaroveggenza antropologica&quot; che ho sempre trovato nei testi migliori di Buffoni, sopratutto delle sue due ultime raccolte. Un equilibrio tra singolare e universale, individuo e specie... 

(Nel frattempo ho ripreso in mano &quot;Più luce padre&quot;. E&#039; davvero un libro di grande libertà intellettuale. Serve molto anche a me, come contravveleno rispetto a certe  abitudini mentali che mi porto ancora dietro ... )]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il testo che più mi ha colpito è &#8220;Dal chirurgo&#8221;, per quella &#8220;chiaroveggenza antropologica&#8221; che ho sempre trovato nei testi migliori di Buffoni, sopratutto delle sue due ultime raccolte. Un equilibrio tra singolare e universale, individuo e specie&#8230; </p>
<p>(Nel frattempo ho ripreso in mano &#8220;Più luce padre&#8221;. E&#8217; davvero un libro di grande libertà intellettuale. Serve molto anche a me, come contravveleno rispetto a certe  abitudini mentali che mi porto ancora dietro &#8230; )</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea Raos		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/19/mehmet/#comment-59496</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2007 18:18:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Alcor,
quella fra te e Buffoni mi sembra un&#039;autentica distanza di poetica (foss&#039;anche solo una poetica di lettura, alla quale tu decidi di limitarti in questa sede). Non esprimo giudizî, ma mi interessa paragonare.
Sulla sua assenza di “etica” (per quanto non sia sicuro che la parola gli piaccia), sul ridurre tutto ad una vaga morale personale, ti consiglierei, se già non conosci, la lettura di &lt;em&gt;Guerra&lt;/em&gt;. 

Ma attenendosi alle poesie qui presenti, mi sembra che, di fondo, tu gli rimproveri un’assenza – o una scarsa visibilità – di “procedimenti”. Ed è verissimo. Salvo che io credo che sia, paradossalmente, uno dei suoi tratti più originali. Soprattutto rispetto a una poesia italiana ora e sempre costretta a scegliere, a schierarsi, fra alternative ridicole (o Bassani o Sanguineti, tanto per riprendere un’altra discussione di questi giorni, con personaggi da teatrino dei pupi).

Ops, devo scappare, vado a teatro. Riprendo più tardi o domani. 

Ciao,

Andrea]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Alcor,<br />
quella fra te e Buffoni mi sembra un&#8217;autentica distanza di poetica (foss&#8217;anche solo una poetica di lettura, alla quale tu decidi di limitarti in questa sede). Non esprimo giudizî, ma mi interessa paragonare.<br />
Sulla sua assenza di “etica” (per quanto non sia sicuro che la parola gli piaccia), sul ridurre tutto ad una vaga morale personale, ti consiglierei, se già non conosci, la lettura di <em>Guerra</em>. </p>
<p>Ma attenendosi alle poesie qui presenti, mi sembra che, di fondo, tu gli rimproveri un’assenza – o una scarsa visibilità – di “procedimenti”. Ed è verissimo. Salvo che io credo che sia, paradossalmente, uno dei suoi tratti più originali. Soprattutto rispetto a una poesia italiana ora e sempre costretta a scegliere, a schierarsi, fra alternative ridicole (o Bassani o Sanguineti, tanto per riprendere un’altra discussione di questi giorni, con personaggi da teatrino dei pupi).</p>
<p>Ops, devo scappare, vado a teatro. Riprendo più tardi o domani. </p>
<p>Ciao,</p>
<p>Andrea</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/19/mehmet/#comment-59457</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2007 10:41:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giusco: &quot;Robivecchi, ho capito, sei un poveretto.&quot;

il robivecchi: &quot;senti, cicciobello dalla puzzetta da risciacquare in arno&quot;

Che devo dire, congratulazioni, questo si chiama discutere e non scendere sul piano personale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giusco: &#8220;Robivecchi, ho capito, sei un poveretto.&#8221;</p>
<p>il robivecchi: &#8220;senti, cicciobello dalla puzzetta da risciacquare in arno&#8221;</p>
<p>Che devo dire, congratulazioni, questo si chiama discutere e non scendere sul piano personale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: il robivecchi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/19/mehmet/#comment-59432</link>

		<dc:creator><![CDATA[il robivecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 20:47:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[senti, cicciobello dalla puzzetta da risciacquare in arno, si può sapere cosa vuoi? io sono intervenuto in calce a un commento firmato alcor, il tuo nemmeno l&#039;ho visto, e, in ogni caso, su quanto è stato scritto, non sulle persone.

quindi, tanto per essere chiari: &#039;poveretto&#039;, &#039;accanagliamento&#039; e &#039;isterico&#039; li riservi a qualcun altro. e non costringermi a specificare a chi. fanno parte del lessico a corredo del tuo armamentario critico, per caso?

in quanto ai nick, egregio scekspìro de noantri, io mi chiamo roberto vecchi, toscano, come il sigaro. e se ti trovi a passare dalle mie parti e mi fai un fischio, ti accompagno a visitare una zona del fiume florentino dove, a quanto sembra, l&#039;acqua lava via, miracolosamente, anche le puzzettine più resistenti.

prova a ridere, e a deridere quanto e come vuoi quello che scrivo nei miei commenti: va tutto bene, ed è giusto così. ma non insultare. piuttosto, chiediti come mai sei ricomparso senza il guscettino azzurro... solo una dimenticanza?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>senti, cicciobello dalla puzzetta da risciacquare in arno, si può sapere cosa vuoi? io sono intervenuto in calce a un commento firmato alcor, il tuo nemmeno l&#8217;ho visto, e, in ogni caso, su quanto è stato scritto, non sulle persone.</p>
<p>quindi, tanto per essere chiari: &#8216;poveretto&#8217;, &#8216;accanagliamento&#8217; e &#8216;isterico&#8217; li riservi a qualcun altro. e non costringermi a specificare a chi. fanno parte del lessico a corredo del tuo armamentario critico, per caso?</p>
<p>in quanto ai nick, egregio scekspìro de noantri, io mi chiamo roberto vecchi, toscano, come il sigaro. e se ti trovi a passare dalle mie parti e mi fai un fischio, ti accompagno a visitare una zona del fiume florentino dove, a quanto sembra, l&#8217;acqua lava via, miracolosamente, anche le puzzettine più resistenti.</p>
<p>prova a ridere, e a deridere quanto e come vuoi quello che scrivo nei miei commenti: va tutto bene, ed è giusto così. ma non insultare. piuttosto, chiediti come mai sei ricomparso senza il guscettino azzurro&#8230; solo una dimenticanza?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: GiusCo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/19/mehmet/#comment-59423</link>

		<dc:creator><![CDATA[GiusCo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 19:40:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Robivecchi, ho capito, sei un poveretto. Figurati allora se ti dico che la mia opinioncina ina ina era quasi affettuosa. Tutto questo accanagliamento e sobbalzare al minimo appunto da lettore è francamente isterico, visto che ci si conosce tutti e si è in dialogo più o meno sotterraneo e costante da almeno mille dei tuoi nick a questa parte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Robivecchi, ho capito, sei un poveretto. Figurati allora se ti dico che la mia opinioncina ina ina era quasi affettuosa. Tutto questo accanagliamento e sobbalzare al minimo appunto da lettore è francamente isterico, visto che ci si conosce tutti e si è in dialogo più o meno sotterraneo e costante da almeno mille dei tuoi nick a questa parte.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giurato		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/01/19/mehmet/#comment-59421</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giurato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 18:11:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[scusate per i molti e gravi refusi, non ho riletto, tra i più orrendi, ne segnalo due &quot;non ha caso&quot; e &quot;un Italia&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scusate per i molti e gravi refusi, non ho riletto, tra i più orrendi, ne segnalo due &#8220;non ha caso&#8221; e &#8220;un Italia&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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