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	Commenti a: Avere figli	</title>
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		<title>
		Di: Politbjuro		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Politbjuro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Feb 2007 17:28:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Purtroppo per figliare non sono necessarie autorizzazioni. Anzi. La riproduzione viene da tutti indicata come una benedizione.
  Capita così che, su tredicenni ingravidatesi durante quello che doveva essere un piacevole gioco, vengano esercitate pressioni perché non abortiscano o, nel caso in cui si riesca a convincerle che si tratta della soluzione più ragionevole, che i sensi di colpa indotti da luoghi comuni e melensaggini sulla genitorialità, carichino le povere bambine di assurdi sensi di colpa per aver “ucciso” l’embrione che si era insediato in loro .
  Certo, avere figli è naturale. Ma noi non viviamo più allo “stato di natura”. Nella misura in cui siamo riusciti a farlo, la natura l’abbiamo piegata ai nostri bisogni. Figliare, quindi, comporta delle conseguenze non solo per chi decide di farlo, ma anche per tutti coloro che a tale proposito sono estranei.
  Ed è qui che entra in ballo la questione del diritto alla maternità e il dovere della collettività di sostenere tale diritto. Dovere su cui concordo pienamente. È giusto che lo stato tuteli i diritti dei singoli. Compreso il diritto alla riproduzione. Ed è doveroso che ogni cittadino si assuma una parte dell’onere derivante dalla difesa di questo, come degli altri diritti.
  Ma dal momento che il diritto alla procreazione comporta delle conseguenze per la collettività, tale diritto andrebbe sottoposto ad un qualche vincolo.
  E dal momento che tale diritto ha un costo per la collettività, tale diritto deve avere dei limiti.

  Ovviamente &lt;a href=&quot;http://www.politbjuro.com/?p=186&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;coloro che figliano tanto&lt;/a&gt; non sono d’accordo. Ma è normale. Anche coloro che portano a pisciare i loro cani in giro non sono d’accordo con l’affermazione che la pipì dei cani puzza e che tale puzza era sopportabile quando di cani ce ne erano pochi e che non lo è più adesso che il cane lo hanno tutti perché avercelo è trendy.

  L’affermazione di “scorz” secondo la quale -”se li lasciassimo- (i bambini) -governare e gestire il mondo forse gli errori e gli orrori diminuirebbero esponenzialmente”- mi pare proprio, mi perdonino le sensibili orecchie dei gestori e dei lettori di questo blog perbene, una solenne stronzata. I bambini sono “naturalmente” sadici e crudeli. Tirano la coda al gatto, bruciano le formiche o, come nell’Apollo Sauroctono di Prassitele, ammazzano le lucertole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo per figliare non sono necessarie autorizzazioni. Anzi. La riproduzione viene da tutti indicata come una benedizione.<br />
  Capita così che, su tredicenni ingravidatesi durante quello che doveva essere un piacevole gioco, vengano esercitate pressioni perché non abortiscano o, nel caso in cui si riesca a convincerle che si tratta della soluzione più ragionevole, che i sensi di colpa indotti da luoghi comuni e melensaggini sulla genitorialità, carichino le povere bambine di assurdi sensi di colpa per aver “ucciso” l’embrione che si era insediato in loro .<br />
  Certo, avere figli è naturale. Ma noi non viviamo più allo “stato di natura”. Nella misura in cui siamo riusciti a farlo, la natura l’abbiamo piegata ai nostri bisogni. Figliare, quindi, comporta delle conseguenze non solo per chi decide di farlo, ma anche per tutti coloro che a tale proposito sono estranei.<br />
  Ed è qui che entra in ballo la questione del diritto alla maternità e il dovere della collettività di sostenere tale diritto. Dovere su cui concordo pienamente. È giusto che lo stato tuteli i diritti dei singoli. Compreso il diritto alla riproduzione. Ed è doveroso che ogni cittadino si assuma una parte dell’onere derivante dalla difesa di questo, come degli altri diritti.<br />
  Ma dal momento che il diritto alla procreazione comporta delle conseguenze per la collettività, tale diritto andrebbe sottoposto ad un qualche vincolo.<br />
  E dal momento che tale diritto ha un costo per la collettività, tale diritto deve avere dei limiti.</p>
<p>  Ovviamente <a href="http://www.politbjuro.com/?p=186" rel="nofollow">coloro che figliano tanto</a> non sono d’accordo. Ma è normale. Anche coloro che portano a pisciare i loro cani in giro non sono d’accordo con l’affermazione che la pipì dei cani puzza e che tale puzza era sopportabile quando di cani ce ne erano pochi e che non lo è più adesso che il cane lo hanno tutti perché avercelo è trendy.</p>
<p>  L’affermazione di “scorz” secondo la quale -”se li lasciassimo- (i bambini) -governare e gestire il mondo forse gli errori e gli orrori diminuirebbero esponenzialmente”- mi pare proprio, mi perdonino le sensibili orecchie dei gestori e dei lettori di questo blog perbene, una solenne stronzata. I bambini sono “naturalmente” sadici e crudeli. Tirano la coda al gatto, bruciano le formiche o, come nell’Apollo Sauroctono di Prassitele, ammazzano le lucertole.</p>
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		<title>
		Di: Hanna Lucia Frage		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/08/avere-figli/#comment-61392</link>

		<dc:creator><![CDATA[Hanna Lucia Frage]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 20:38:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Due figlie ed io mamma incoscienza. Babby shampoo e figlia delle mestruazioni sono le amiche che non ho scelto, le sorelle dal sangue misto, il frutto della mia polvere, il luogo dove vanno a morire le mie lacrime. Ad ogni etto guadagnato, tronfia sorrido al vero miracolo che non è l&#039;allargare le gambe per smatrare 9 mesi dopo bensì custodire quei bei faghotti pezzo di cuore fuori dal grembo. Io insicura, io imperfetta, io che soffro e poi sorrido, io che non ci sono più solo io e loro noncuranti che calpestano la mia vita di gioia, una dall&#039;alto di una nuvola e l&#039;altra distesa al mio fianco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due figlie ed io mamma incoscienza. Babby shampoo e figlia delle mestruazioni sono le amiche che non ho scelto, le sorelle dal sangue misto, il frutto della mia polvere, il luogo dove vanno a morire le mie lacrime. Ad ogni etto guadagnato, tronfia sorrido al vero miracolo che non è l&#8217;allargare le gambe per smatrare 9 mesi dopo bensì custodire quei bei faghotti pezzo di cuore fuori dal grembo. Io insicura, io imperfetta, io che soffro e poi sorrido, io che non ci sono più solo io e loro noncuranti che calpestano la mia vita di gioia, una dall&#8217;alto di una nuvola e l&#8217;altra distesa al mio fianco.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: scorz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/08/avere-figli/#comment-61093</link>

		<dc:creator><![CDATA[scorz]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 15:18:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[The Writer 


In her room at the prow of the house

Where light breaks, and the windows are tossed with linden,

My daughter is writing a story.



I pause in the stairwell, hearing

From her shut door a commotion of typewriter-keys

Like a chain hauled over a gunwale.



Young as she is, the stuff

Of her life is a great cargo, and some of it heavy:

I wish her a lucky passage.



But now it is she who pauses,

As if to reject my thought and its easy figure.

A stillness greatens, in which



The whole house seems to be thinking,

And then she is at it again with a bunched clamor

Of strokes, and again is silent.



I remember the dazed starling

Which was trapped in that very room, two years ago;

How we stole in, lifted a sash



And retreated, not to affright it;

And how for a helpless hour, through the crack of the door,

We watched the sleek, wild, dark



And iridescent creature

Batter against the brilliance, drop like a glove

To the hard floor, or the desk-top,



And wait then, humped and bloody,

For the wits to try it again; and how our spirits

Rose when, suddenly sure,



It lifted off from a chair-back, 

Beating a smooth course for the right window

And clearing the sill of the world.



It is always a matter, my darling,

Of life or death, as I had forgotten.  I wish

What I wished you before, but harder.


( by Richard Wilbur )

Mi è capitato di dedicare questa poesia a mia madre, forse perché non ho potuto dedicarla a una figlia (non ne ho). E&#039; buffo, ma io credo anche che i figli facciano da genitori ai genitori - non dico solo i casi disastrati come la mia amica Federica di Roma, che ora sto ospitando e dorme nella stanza affianco (le faccio un po&#039; da mamma in questi giorni): lei ha mantenuto i genitori da quando aveva dodici anni, è un caso eccezionale, ce ne saranno altri ma è comunque lo straordinario almeno in Italia, in Europa, in Occidente. Ma (è una domanda ai genitori) mi pare che fare un figlio sia anche una rinascita per cui, mentre materialmente ci si occupa di loro riconoscendone l&#039;assoluta dipendenza, i bambini si occupino degli adulti, senza il nostro paternalismo, narcisismo, insicurezza. Fanno domande che sono insegnamenti, ad esempio. 
Lavoro molto coi bambini (ma ripeto, non sono mai stata madre, per cui - ) e credo che se li lasciassimo governare e gestire il mondo forse gli errori e gli orrori diminuirebbero esponenzialmente. Indipendentemente dai loro genitori e dalle differenti situazioni sociali in cui crescono, mi paiono sempre più intelligenti e sensati di noi &quot;adulti&quot;. Quindi mi chiedo se davvero i figli abbiano bisogno di genitori o non siano i &quot;grandi&quot; che per svariati motivi più o meno consapevoli e/o nobili non sentano a un certo punto la necessità di rinascere mettendoli al mondo. Sperando di salvare sé stessi, in corner,  dal tritacarne!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The Writer </p>
<p>In her room at the prow of the house</p>
<p>Where light breaks, and the windows are tossed with linden,</p>
<p>My daughter is writing a story.</p>
<p>I pause in the stairwell, hearing</p>
<p>From her shut door a commotion of typewriter-keys</p>
<p>Like a chain hauled over a gunwale.</p>
<p>Young as she is, the stuff</p>
<p>Of her life is a great cargo, and some of it heavy:</p>
<p>I wish her a lucky passage.</p>
<p>But now it is she who pauses,</p>
<p>As if to reject my thought and its easy figure.</p>
<p>A stillness greatens, in which</p>
<p>The whole house seems to be thinking,</p>
<p>And then she is at it again with a bunched clamor</p>
<p>Of strokes, and again is silent.</p>
<p>I remember the dazed starling</p>
<p>Which was trapped in that very room, two years ago;</p>
<p>How we stole in, lifted a sash</p>
<p>And retreated, not to affright it;</p>
<p>And how for a helpless hour, through the crack of the door,</p>
<p>We watched the sleek, wild, dark</p>
<p>And iridescent creature</p>
<p>Batter against the brilliance, drop like a glove</p>
<p>To the hard floor, or the desk-top,</p>
<p>And wait then, humped and bloody,</p>
<p>For the wits to try it again; and how our spirits</p>
<p>Rose when, suddenly sure,</p>
<p>It lifted off from a chair-back, </p>
<p>Beating a smooth course for the right window</p>
<p>And clearing the sill of the world.</p>
<p>It is always a matter, my darling,</p>
<p>Of life or death, as I had forgotten.  I wish</p>
<p>What I wished you before, but harder.</p>
<p>( by Richard Wilbur )</p>
<p>Mi è capitato di dedicare questa poesia a mia madre, forse perché non ho potuto dedicarla a una figlia (non ne ho). E&#8217; buffo, ma io credo anche che i figli facciano da genitori ai genitori &#8211; non dico solo i casi disastrati come la mia amica Federica di Roma, che ora sto ospitando e dorme nella stanza affianco (le faccio un po&#8217; da mamma in questi giorni): lei ha mantenuto i genitori da quando aveva dodici anni, è un caso eccezionale, ce ne saranno altri ma è comunque lo straordinario almeno in Italia, in Europa, in Occidente. Ma (è una domanda ai genitori) mi pare che fare un figlio sia anche una rinascita per cui, mentre materialmente ci si occupa di loro riconoscendone l&#8217;assoluta dipendenza, i bambini si occupino degli adulti, senza il nostro paternalismo, narcisismo, insicurezza. Fanno domande che sono insegnamenti, ad esempio.<br />
Lavoro molto coi bambini (ma ripeto, non sono mai stata madre, per cui &#8211; ) e credo che se li lasciassimo governare e gestire il mondo forse gli errori e gli orrori diminuirebbero esponenzialmente. Indipendentemente dai loro genitori e dalle differenti situazioni sociali in cui crescono, mi paiono sempre più intelligenti e sensati di noi &#8220;adulti&#8221;. Quindi mi chiedo se davvero i figli abbiano bisogno di genitori o non siano i &#8220;grandi&#8221; che per svariati motivi più o meno consapevoli e/o nobili non sentano a un certo punto la necessità di rinascere mettendoli al mondo. Sperando di salvare sé stessi, in corner,  dal tritacarne!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique v		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/08/avere-figli/#comment-61075</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique v]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 13:44:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@effeffe 

     Certo, a mezzanotte, l&#039;ora dei sortilegi.
     In realtà sono una strega.  
                                                 Veve]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@effeffe </p>
<p>     Certo, a mezzanotte, l&#8217;ora dei sortilegi.<br />
     In realtà sono una strega.<br />
                                                 Veve</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: daniela		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/08/avere-figli/#comment-61073</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniela]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 13:42:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Giorgio,
i figli! Sono arrivata a 30 anni senza desiderare di averne. Non volevo un matrimonio, non volevo bambini, avevo altri progetti. Poi però le cose hanno preso una piega diversa.
Credo che la decisione di fare un figlio nasca da un desiderio del tutto irrazionale, di pancia e non di testa: ad un certo punto scatta qualcosa, se scatta.
Quello che serve dopo è il figlio stesso a dartelo, se è un figlio voluto davvero.
In questo senso diventare genitori è “diventare responsabili dell’irresponsabilità”: definizione perfetta.
Essere pronti non significa niente: nessuno può sapere che genitore sarà, prima di diventarlo.
Se dovessi dire perché si fa un figlio, direi che si fa per amarlo. Mi sembra l’unico motivo sensato. Lo stesso per cui si adotta un figlio.
Quando in me è scattato quel desiderio, c’è stato qualche problema: due aborti spontanei ravvicinati, l’inquietante diagnosi di ovulo cieco, lo spettro di qualche crudele anomalia genetica per cui poteva essere che il mio corpo riconoscesse l’embrione come un nemico, di cui sbarazzarsi al più presto. Abbiamo pensato molto all’adozione. Abbiamo indagato un po’ su quello che poteva esserci che non andava, ma prima di scoprirlo (se mai ce ne fosse stata la possibilità) si è messo in viaggio un ovulo che ci vedeva bene, che è arrivato a destinazione. Così è iniziata la vita con i figli. La cosa più bella è che con i bambini non puoi fermarti mai, ti allenano a cambiare sempre, tu trovi la chiave e loro cambiano la serratura.
Oggi abbiamo tre figli: il terzo volevamo comunque adottarlo, ma lei è arrivata prima. 
Conosco tante storie di adozione, tutte molto diverse, nelle motivazioni della scelta, nel percorso burocratico, negli esiti (qualche volta disastrosi) sul rapporto genitori/figlio. Conosco genitori (biologici) meravigliosi, che sarebbero stati giudicati altamente immeritevoli di avere un figlio.
Probabilmente, il problema delle pratiche di adozione è lo stesso che si ripropone in tutte le situazioni in cui bisogna regolamentare, standardizzare, uniformare, stabilire un percorso obbligato in una sfera così delicata e insondabile come il processo che trasforma un individuo in un genitore. 
Quello che mi sentirei di dire “a discolpa” dell’iter burocratico per le pratiche di adozione è che lì entra in gioco un’entità terza, “qualcuno” che non è l’aspirante genitore né il potenziale figlio adottivo, ma che per loro deve decidere. E non deve essere facile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Giorgio,<br />
i figli! Sono arrivata a 30 anni senza desiderare di averne. Non volevo un matrimonio, non volevo bambini, avevo altri progetti. Poi però le cose hanno preso una piega diversa.<br />
Credo che la decisione di fare un figlio nasca da un desiderio del tutto irrazionale, di pancia e non di testa: ad un certo punto scatta qualcosa, se scatta.<br />
Quello che serve dopo è il figlio stesso a dartelo, se è un figlio voluto davvero.<br />
In questo senso diventare genitori è “diventare responsabili dell’irresponsabilità”: definizione perfetta.<br />
Essere pronti non significa niente: nessuno può sapere che genitore sarà, prima di diventarlo.<br />
Se dovessi dire perché si fa un figlio, direi che si fa per amarlo. Mi sembra l’unico motivo sensato. Lo stesso per cui si adotta un figlio.<br />
Quando in me è scattato quel desiderio, c’è stato qualche problema: due aborti spontanei ravvicinati, l’inquietante diagnosi di ovulo cieco, lo spettro di qualche crudele anomalia genetica per cui poteva essere che il mio corpo riconoscesse l’embrione come un nemico, di cui sbarazzarsi al più presto. Abbiamo pensato molto all’adozione. Abbiamo indagato un po’ su quello che poteva esserci che non andava, ma prima di scoprirlo (se mai ce ne fosse stata la possibilità) si è messo in viaggio un ovulo che ci vedeva bene, che è arrivato a destinazione. Così è iniziata la vita con i figli. La cosa più bella è che con i bambini non puoi fermarti mai, ti allenano a cambiare sempre, tu trovi la chiave e loro cambiano la serratura.<br />
Oggi abbiamo tre figli: il terzo volevamo comunque adottarlo, ma lei è arrivata prima.<br />
Conosco tante storie di adozione, tutte molto diverse, nelle motivazioni della scelta, nel percorso burocratico, negli esiti (qualche volta disastrosi) sul rapporto genitori/figlio. Conosco genitori (biologici) meravigliosi, che sarebbero stati giudicati altamente immeritevoli di avere un figlio.<br />
Probabilmente, il problema delle pratiche di adozione è lo stesso che si ripropone in tutte le situazioni in cui bisogna regolamentare, standardizzare, uniformare, stabilire un percorso obbligato in una sfera così delicata e insondabile come il processo che trasforma un individuo in un genitore.<br />
Quello che mi sentirei di dire “a discolpa” dell’iter burocratico per le pratiche di adozione è che lì entra in gioco un’entità terza, “qualcuno” che non è l’aspirante genitore né il potenziale figlio adottivo, ma che per loro deve decidere. E non deve essere facile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/08/avere-figli/#comment-61071</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 12:42:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Verò vero
effeffe
ps
a che ora?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Verò vero<br />
effeffe<br />
ps<br />
a che ora?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique v		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/08/avere-figli/#comment-61052</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique v]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 07:06:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Per Maria Luisa. Mi scuso per il ritardo. Non ho internet a casa. In effetti mi sembra saggio di seguire le raccomandanzioni. Il messagio mi ha fatto sorridere. Mi è piaciuta molto la visione umoristica del bimbo o della bimba.
Grazie ancora per il commento tanto più che non parlo bene l&#039;italiano, ma spero fare dei progressi.
Con amicizia, Véronique.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Per Maria Luisa. Mi scuso per il ritardo. Non ho internet a casa. In effetti mi sembra saggio di seguire le raccomandanzioni. Il messagio mi ha fatto sorridere. Mi è piaciuta molto la visione umoristica del bimbo o della bimba.<br />
Grazie ancora per il commento tanto più che non parlo bene l&#8217;italiano, ma spero fare dei progressi.<br />
Con amicizia, Véronique.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: funiculì funiculà		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/08/avere-figli/#comment-61047</link>

		<dc:creator><![CDATA[funiculì funiculà]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 00:21:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/02/08/avere-figli/#comment-61047</guid>

					<description><![CDATA[&#039;E per avere un bimbo lei pregò
Ma per non farmi male non parlò&#039;

Questo distico, veramente profetico, conteneva già l&#039;annuncio dell&#039;Italia ruìna e razzìnghera. Un&#039;intera generazione, allevata nel silenzio, per future, mirabolanti crociate...

Meditate, gente, medicate. O mendicate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;E per avere un bimbo lei pregò<br />
Ma per non farmi male non parlò&#8217;</p>
<p>Questo distico, veramente profetico, conteneva già l&#8217;annuncio dell&#8217;Italia ruìna e razzìnghera. Un&#8217;intera generazione, allevata nel silenzio, per future, mirabolanti crociate&#8230;</p>
<p>Meditate, gente, medicate. O mendicate.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: funiculì funiculà		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/08/avere-figli/#comment-61039</link>

		<dc:creator><![CDATA[funiculì funiculà]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2007 23:46:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/02/08/avere-figli/#comment-61039</guid>

					<description><![CDATA[Lei mi darà un bambino

Una casa bianca, viviamo io e lei
Un piccolo giardino e un mondo per noi
Coi fiori sul soffitto, coi fiori sopra al muro
Coi fiori sotto il letto, persino sopra il tetto
Lei mi darà un bambino

Nove mesi fa lei mi disse che
Aveva una sorpresa grande per me
Il sole a casa mia, ridemmo di gioia,
Danzammo in cucina, la strinsi a me vicina
Lei mi darà un bambino

E per avere un bimbo lei pregò
Ma per non farmi male non parlò
E quando non dormiva di notte mi guardava
Io so che lei piangeva, io so che lei sperava
Lei mi darà un bambino

Amore nella casa, amore fra di noi
Amore giù in giardino, amore come mai
Amore sul soffitto, amore sopra il muro
Amore sotto il letto, persino sopra il tetto
Lei mi darà un bambino

Quando vien la notte
E io so che lei dorme
Mi avvicino piano, senza far rumore
Con l&#039;orecchio ascolto a lungo il suo cuore.

E nel silenzio sento
A volte un movimento
E nel buio vedo proprio lì vicino
Una testa bionda
E il sorriso del mio bambino.

Poi io guardo lei,
La vorrei, oh come la vorrei
Sono un uomo e la vorrei...
Ma io so che non si può
E soffrendo mi dico no,
Tu devi restare buono ancora per un po&#039;

Come si fa,
Sentire il tepore del suo corpo accanto a te
Ed amarla come mai e sapere che tu non puoi...

Il buio se ne va...
Il sole è già quà
E il mio bambino nascerà...
Che cosa...? Non ti senti bene...?
Credi che sia venuto il momento...? Non scherzi...? E&#039; vero?
Allora prendo l&#039;auto... Oh cara, è meraviglioso si, lo so
Tu mi darai un bambino

Non preoccuparti, ho tutto...
Lo spazzolino, quella vestaglia nuova che ti ho comprato
Piano, piano... c&#039;è un gradino...
Guiderò dolcemente, e andrà tutto bene, vedrai, vedrai...
Lei mi darà un bambino

Io guido e intanto tremo
E prendo la sua mano
Un grido di sirena mi esce dal cervello
Sopra al suo viso non c&#039;è nessun sorriso
Mordi la mia mano, ti amo...
Lei mi darà un bambino

Guardando la mia faccia sul pavimento sporco
Di un anonimo ospedale, io sogno un grande parco
Ma dov&#039;è lei? Son dieci ore ormai
Che cosa accade mai? Che cosa accade mai...?

Arriva un dottore, finalmente
Dopo tante ore... c&#039;è un&#039;espressione strana in lui
Mi chiedo, mi chiedo come mai...?
Mi chiedo, mi chiedo come mai...?
Lei... lei... cos&#039;ha...?

*

Più l&#039;ascolti, più capisci perché questo è il paese del mulino bianco (e del cavaliere nero).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lei mi darà un bambino</p>
<p>Una casa bianca, viviamo io e lei<br />
Un piccolo giardino e un mondo per noi<br />
Coi fiori sul soffitto, coi fiori sopra al muro<br />
Coi fiori sotto il letto, persino sopra il tetto<br />
Lei mi darà un bambino</p>
<p>Nove mesi fa lei mi disse che<br />
Aveva una sorpresa grande per me<br />
Il sole a casa mia, ridemmo di gioia,<br />
Danzammo in cucina, la strinsi a me vicina<br />
Lei mi darà un bambino</p>
<p>E per avere un bimbo lei pregò<br />
Ma per non farmi male non parlò<br />
E quando non dormiva di notte mi guardava<br />
Io so che lei piangeva, io so che lei sperava<br />
Lei mi darà un bambino</p>
<p>Amore nella casa, amore fra di noi<br />
Amore giù in giardino, amore come mai<br />
Amore sul soffitto, amore sopra il muro<br />
Amore sotto il letto, persino sopra il tetto<br />
Lei mi darà un bambino</p>
<p>Quando vien la notte<br />
E io so che lei dorme<br />
Mi avvicino piano, senza far rumore<br />
Con l&#8217;orecchio ascolto a lungo il suo cuore.</p>
<p>E nel silenzio sento<br />
A volte un movimento<br />
E nel buio vedo proprio lì vicino<br />
Una testa bionda<br />
E il sorriso del mio bambino.</p>
<p>Poi io guardo lei,<br />
La vorrei, oh come la vorrei<br />
Sono un uomo e la vorrei&#8230;<br />
Ma io so che non si può<br />
E soffrendo mi dico no,<br />
Tu devi restare buono ancora per un po&#8217;</p>
<p>Come si fa,<br />
Sentire il tepore del suo corpo accanto a te<br />
Ed amarla come mai e sapere che tu non puoi&#8230;</p>
<p>Il buio se ne va&#8230;<br />
Il sole è già quà<br />
E il mio bambino nascerà&#8230;<br />
Che cosa&#8230;? Non ti senti bene&#8230;?<br />
Credi che sia venuto il momento&#8230;? Non scherzi&#8230;? E&#8217; vero?<br />
Allora prendo l&#8217;auto&#8230; Oh cara, è meraviglioso si, lo so<br />
Tu mi darai un bambino</p>
<p>Non preoccuparti, ho tutto&#8230;<br />
Lo spazzolino, quella vestaglia nuova che ti ho comprato<br />
Piano, piano&#8230; c&#8217;è un gradino&#8230;<br />
Guiderò dolcemente, e andrà tutto bene, vedrai, vedrai&#8230;<br />
Lei mi darà un bambino</p>
<p>Io guido e intanto tremo<br />
E prendo la sua mano<br />
Un grido di sirena mi esce dal cervello<br />
Sopra al suo viso non c&#8217;è nessun sorriso<br />
Mordi la mia mano, ti amo&#8230;<br />
Lei mi darà un bambino</p>
<p>Guardando la mia faccia sul pavimento sporco<br />
Di un anonimo ospedale, io sogno un grande parco<br />
Ma dov&#8217;è lei? Son dieci ore ormai<br />
Che cosa accade mai? Che cosa accade mai&#8230;?</p>
<p>Arriva un dottore, finalmente<br />
Dopo tante ore&#8230; c&#8217;è un&#8217;espressione strana in lui<br />
Mi chiedo, mi chiedo come mai&#8230;?<br />
Mi chiedo, mi chiedo come mai&#8230;?<br />
Lei&#8230; lei&#8230; cos&#8217;ha&#8230;?</p>
<p>*</p>
<p>Più l&#8217;ascolti, più capisci perché questo è il paese del mulino bianco (e del cavaliere nero).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mami		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/08/avere-figli/#comment-61037</link>

		<dc:creator><![CDATA[mami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2007 23:32:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/02/08/avere-figli/#comment-61037</guid>

					<description><![CDATA[se avrò in figlio, non voglio essere come mia madre! l&#039;ho sempre pensato (non glie l&#039;ho mai detto). Ma, mi succede più spesso di quanto potessi immaginare di ripetere sue frasi, urlare stesse imprecazioni e forse avere anche i suoi stessi stati d&#039;animo (non me ne ha mai parlato).
...........ma nonostante tutto: le ore di sonno perse, , le amiche (senza figli) sparite, le promesse mancate, i sogni rimandati, partorire un figlio è meraviglioso, ma crescerlo ancor di più .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>se avrò in figlio, non voglio essere come mia madre! l&#8217;ho sempre pensato (non glie l&#8217;ho mai detto). Ma, mi succede più spesso di quanto potessi immaginare di ripetere sue frasi, urlare stesse imprecazioni e forse avere anche i suoi stessi stati d&#8217;animo (non me ne ha mai parlato).<br />
&#8230;&#8230;&#8230;..ma nonostante tutto: le ore di sonno perse, , le amiche (senza figli) sparite, le promesse mancate, i sogni rimandati, partorire un figlio è meraviglioso, ma crescerlo ancor di più .</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
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