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	Commenti a: Resta	</title>
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		<title>
		Di: mitralika		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mitralika]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 12:10:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;E nelle giornate di bonaccia il museo ha porte sbarrate
Che non sappiamo declamare&quot;

che profonda erotica vertigine.
mi piace.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;E nelle giornate di bonaccia il museo ha porte sbarrate<br />
Che non sappiamo declamare&#8221;</p>
<p>che profonda erotica vertigine.<br />
mi piace.</p>
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		<title>
		Di: DoLceMoneLLa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/17/resta/#comment-61673</link>

		<dc:creator><![CDATA[DoLceMoneLLa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 07:22:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi piace la Poesia di Luigi. Con a a S. poi è come passare dall&#039;aria all&#039;acqua in modo repentino. Con tutti gli scuotimenti dell&#039;atmosfera, della pressione e del calore del tempo.
Sono righe queste che mi hanno (ri)portato al concetto primordiale di felicità. L&#039;impatto dei liquidi sensi che si frastornano entrando e uscendo. Poi ci si ferma a respirare così da avere modo di vivere elementi semplici come i colori.
Si scopre che le parole hanno valore salvifico quando hanno in sé una memoria, trasmettendoci l&#039;ansia di comprimerle per fagocitarle tutte insieme senza iato d&#039;attesa.
Poesia della prima volta, imprimatur elettrico, sensualità primitiva che batte sullo sguardo.
Vernice fresca sulle mani. Una città dentro il corpo. che respira affannosamente pollini d&#039;ossigeno.
Dopo la lettura per me cala un silenzio disarmante, in questi giorni sono ancora più vulnerabile alle scosse poetiche -vere-. Alle rinascite -vere-
E voglio pensare di non aver mai letto niente prima d’ora, che questa è la prima volta, come quando si scorre col pensiero un tratto di pelle pensando che t’appartenga. 

Ps: Il suo In The Mood è un&#039;iniziazione alle voci dei colori e alla poesia del cielo
Da leggere assolutamente!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace la Poesia di Luigi. Con a a S. poi è come passare dall&#8217;aria all&#8217;acqua in modo repentino. Con tutti gli scuotimenti dell&#8217;atmosfera, della pressione e del calore del tempo.<br />
Sono righe queste che mi hanno (ri)portato al concetto primordiale di felicità. L&#8217;impatto dei liquidi sensi che si frastornano entrando e uscendo. Poi ci si ferma a respirare così da avere modo di vivere elementi semplici come i colori.<br />
Si scopre che le parole hanno valore salvifico quando hanno in sé una memoria, trasmettendoci l&#8217;ansia di comprimerle per fagocitarle tutte insieme senza iato d&#8217;attesa.<br />
Poesia della prima volta, imprimatur elettrico, sensualità primitiva che batte sullo sguardo.<br />
Vernice fresca sulle mani. Una città dentro il corpo. che respira affannosamente pollini d&#8217;ossigeno.<br />
Dopo la lettura per me cala un silenzio disarmante, in questi giorni sono ancora più vulnerabile alle scosse poetiche -vere-. Alle rinascite -vere-<br />
E voglio pensare di non aver mai letto niente prima d’ora, che questa è la prima volta, come quando si scorre col pensiero un tratto di pelle pensando che t’appartenga. </p>
<p>Ps: Il suo In The Mood è un&#8217;iniziazione alle voci dei colori e alla poesia del cielo<br />
Da leggere assolutamente!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Marina Pizzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/17/resta/#comment-61645</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marina Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 16:26:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[poesia di sensualità con la vita alle spalle senza la voglia di darne una nuova, la sete del superstite, stipo di darsena, si pena onnipresente.

poesia di terra arsa, salso il sostegno del verbo all&#039;occaso con il caso del tempo in ponente, quasi un becchino di pietà rovisti alla ricerca di un palpito ancora, ancora da non interrare.

l&#039;estate dello stonìo, l&#039;io all&#039;angolo in attesa di un fatuo amore, di un rimestìo di senso, senso che non verrà se non per accadimento di derisione.

la femmina è il buio che diede luce, cedimento di desiderio di ritorno al perpetuo, il tuo-mio che non è e non sarà mai e poi mai più.

fiordo di rantolo nel mare, la crepa di voler essere amato: creatura incagliata l&#039;esodo da sé per un grembo vuoto al/e passeggero.

lascerei il cremisi sul cardo per una - pur finta - aurora.
Fuggi, Luigi, prima del sasso del solito ignoto, troppo stantia la forza del nero.
(Marina Pizzi)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>poesia di sensualità con la vita alle spalle senza la voglia di darne una nuova, la sete del superstite, stipo di darsena, si pena onnipresente.</p>
<p>poesia di terra arsa, salso il sostegno del verbo all&#8217;occaso con il caso del tempo in ponente, quasi un becchino di pietà rovisti alla ricerca di un palpito ancora, ancora da non interrare.</p>
<p>l&#8217;estate dello stonìo, l&#8217;io all&#8217;angolo in attesa di un fatuo amore, di un rimestìo di senso, senso che non verrà se non per accadimento di derisione.</p>
<p>la femmina è il buio che diede luce, cedimento di desiderio di ritorno al perpetuo, il tuo-mio che non è e non sarà mai e poi mai più.</p>
<p>fiordo di rantolo nel mare, la crepa di voler essere amato: creatura incagliata l&#8217;esodo da sé per un grembo vuoto al/e passeggero.</p>
<p>lascerei il cremisi sul cardo per una &#8211; pur finta &#8211; aurora.<br />
Fuggi, Luigi, prima del sasso del solito ignoto, troppo stantia la forza del nero.<br />
(Marina Pizzi)</p>
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		<title>
		Di: Fausto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/17/resta/#comment-61556</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fausto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Feb 2007 20:32:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[è la prima volta che leggo i versi di quest&#039;autore. Mi colpisce il senso di apertura e subito dopo di chiusura che si avverte ad ogni passaggio. E&#039; davvero un poesia del &quot;un passa e vai, passages / sulle linee orizzontali, la fuga.&quot;
C&#039;è del moto, energia cinetica che all&#039;improvviso si impetra e le parole giocano a muoversi tra questa liquidità che vuole espandersi e la solidità di certi etimi che hanno radici molto forti e bloccano lo sguardo. &quot;Ora ti svelo il chiarore di blue sulla màscara, per i più intimi dettagli dell’acqua piovana e del cielo&quot;
Soprattutto l&#039;ultima poesia mi colpisce. E&#039; diversa dalle precedenti. E&#039; sensuale come non ne leggevo da molto tempo; in verità non ricordo a memoria un autore contemporaneo che batta l&#039;accento delle sillabe e del metro in maniera così risoluta sui sensi. E mi appare chiaro allora questa divisione dei paragrafi
Ho scoperto in rete che è anche autore di un romanzo. Mi chiedo se può partecipare alla discussione e dirci qualcosa in più.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è la prima volta che leggo i versi di quest&#8217;autore. Mi colpisce il senso di apertura e subito dopo di chiusura che si avverte ad ogni passaggio. E&#8217; davvero un poesia del &#8220;un passa e vai, passages / sulle linee orizzontali, la fuga.&#8221;<br />
C&#8217;è del moto, energia cinetica che all&#8217;improvviso si impetra e le parole giocano a muoversi tra questa liquidità che vuole espandersi e la solidità di certi etimi che hanno radici molto forti e bloccano lo sguardo. &#8220;Ora ti svelo il chiarore di blue sulla màscara, per i più intimi dettagli dell’acqua piovana e del cielo&#8221;<br />
Soprattutto l&#8217;ultima poesia mi colpisce. E&#8217; diversa dalle precedenti. E&#8217; sensuale come non ne leggevo da molto tempo; in verità non ricordo a memoria un autore contemporaneo che batta l&#8217;accento delle sillabe e del metro in maniera così risoluta sui sensi. E mi appare chiaro allora questa divisione dei paragrafi<br />
Ho scoperto in rete che è anche autore di un romanzo. Mi chiedo se può partecipare alla discussione e dirci qualcosa in più.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sitting targets		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/17/resta/#comment-61546</link>

		<dc:creator><![CDATA[sitting targets]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Feb 2007 19:21:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[volevo fare questa simpatica battuta: &quot; il poeta è un pingitore...&quot; poi mi sono soffermato sui versi.
bellissimi.
passo e chiudo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>volevo fare questa simpatica battuta: &#8221; il poeta è un pingitore&#8230;&#8221; poi mi sono soffermato sui versi.<br />
bellissimi.<br />
passo e chiudo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: irene		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/17/resta/#comment-61409</link>

		<dc:creator><![CDATA[irene]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Feb 2007 07:09:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Liriche abitate da un turbamento leggero, non invadente, che fa il “dire” inquieto, ma non troppo, direi aperto, come se un punto di fuga sia ancora possibile. Colgo una consapevolezza del fatto che “è fuori che / scorre tutto”, e colgo la difficoltà dello sguardo di descrivere quello stesso “passaggio”: “del mondo / che si perde”, “che non sappiamo declamare”. Forse le immagini più efficaci sono quelle dell’ultima poesia (“a S.”) … Mi colpisce favorevolmente anche una certa cifratura della lingua, la sua non immediata traducibilità. Questa condizione mi permette di fare una esperienza non fugace dei versi, è come se mi risucchiassero dentro per attrazione e non per violenza… Spero di leggerti ancora …

Irene]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Liriche abitate da un turbamento leggero, non invadente, che fa il “dire” inquieto, ma non troppo, direi aperto, come se un punto di fuga sia ancora possibile. Colgo una consapevolezza del fatto che “è fuori che / scorre tutto”, e colgo la difficoltà dello sguardo di descrivere quello stesso “passaggio”: “del mondo / che si perde”, “che non sappiamo declamare”. Forse le immagini più efficaci sono quelle dell’ultima poesia (“a S.”) … Mi colpisce favorevolmente anche una certa cifratura della lingua, la sua non immediata traducibilità. Questa condizione mi permette di fare una esperienza non fugace dei versi, è come se mi risucchiassero dentro per attrazione e non per violenza… Spero di leggerti ancora …</p>
<p>Irene</p>
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