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	Commenti a: Complementarità e dintorni 4	</title>
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		<title>
		Di: antonio sparzani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/24/complementarita-e-dintorni-4/#comment-62226</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2007 20:54:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Prodan, non potrei essere più d&#039;accordo di così con quel che dici, le formule sono largamente considerate uno spauracchio incomprensibile perché la mamma degli/lle insegnanti di matematica incapaci è sempre incinta. Vedi commento di Alcor. Per questo motivo sto scrivendo un &quot;manuale&quot; di matematica e fisica elementari per non addetti ai lavori, per laici, insomma, o anche, come si dice con una definizione quanto mai infelice, per gli studenti delle facoltà umanistiche (le altre non sono umanistiche, ovviamente), ma sarà pronto dopo l&#039;estate. Il problema della divulgazione è quello di dire cose che siano contemporaneamente comprensibili e giuste. Non semplificazioni demenziali che danno idee sbagliate e abborracciate. Ho provato a fare questo in un libro pubblicato tre anni fa &quot;Relatività, quante storie&quot; nel quale credo di essermi sforzato di far capire l&#039;idea di relatività appunto ai laici, e di far vedere come essa pervada ampiamente la letteratura tout-court.

Le formule sono alla portata di tutti, occorre guardarle freddamente, con la precisa consapevolezza che l&#039;uomo è padrone della formula e non viceversa. Se non la si capisce è perché ce l&#039;hanno scritta male, senza spiegare tutti i simboli che vi compaiono. In un post di NI non è facile mettere delle formule significative, anche perché non credo ci sia il software adatto, ma qualcosa si può fare. Bisogna però cambiare la mentalità di chi appena vede una formula scappa inorridito gridando io non ci ho mai capito niente. Guardarle freddamente, prego.

Alla sempre gentile così&#038;come dico che una facile anticipazione è che alle orbite si sostituirà la maledetta probabilità, ma detto così naturalmente non dà abbastanza l&#039;idea, un attimo di pazienza, grazie. Almeno hai avuto un&#039;insegnante di Mat&#038;Fis simpatica.

E Galbiati dov&#039;è sparito?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Prodan, non potrei essere più d&#8217;accordo di così con quel che dici, le formule sono largamente considerate uno spauracchio incomprensibile perché la mamma degli/lle insegnanti di matematica incapaci è sempre incinta. Vedi commento di Alcor. Per questo motivo sto scrivendo un &#8220;manuale&#8221; di matematica e fisica elementari per non addetti ai lavori, per laici, insomma, o anche, come si dice con una definizione quanto mai infelice, per gli studenti delle facoltà umanistiche (le altre non sono umanistiche, ovviamente), ma sarà pronto dopo l&#8217;estate. Il problema della divulgazione è quello di dire cose che siano contemporaneamente comprensibili e giuste. Non semplificazioni demenziali che danno idee sbagliate e abborracciate. Ho provato a fare questo in un libro pubblicato tre anni fa &#8220;Relatività, quante storie&#8221; nel quale credo di essermi sforzato di far capire l&#8217;idea di relatività appunto ai laici, e di far vedere come essa pervada ampiamente la letteratura tout-court.</p>
<p>Le formule sono alla portata di tutti, occorre guardarle freddamente, con la precisa consapevolezza che l&#8217;uomo è padrone della formula e non viceversa. Se non la si capisce è perché ce l&#8217;hanno scritta male, senza spiegare tutti i simboli che vi compaiono. In un post di NI non è facile mettere delle formule significative, anche perché non credo ci sia il software adatto, ma qualcosa si può fare. Bisogna però cambiare la mentalità di chi appena vede una formula scappa inorridito gridando io non ci ho mai capito niente. Guardarle freddamente, prego.</p>
<p>Alla sempre gentile così&amp;come dico che una facile anticipazione è che alle orbite si sostituirà la maledetta probabilità, ma detto così naturalmente non dà abbastanza l&#8217;idea, un attimo di pazienza, grazie. Almeno hai avuto un&#8217;insegnante di Mat&amp;Fis simpatica.</p>
<p>E Galbiati dov&#8217;è sparito?</p>
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		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/24/complementarita-e-dintorni-4/#comment-62160</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2007 10:26:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anch&#039;io leggo sempre volentieri Sparzani, anche se non so perché, visto che non capisco se non in misura minima quello che dice, per mancanza di basi.
Prodan ha forse ragione, che non è così difficile da imparare, ma a quelli che non erano portati è stata insegnata in modo da allontanarli per sempre.
Io sono una di quelli.
Bisognerebbe forse formare diversamente gli insegnanti, io non ricordo niente di quello che  hanno malamente tentato di insegnarmi al liceo, forse era colpa mia, ma credo soprattutto della scuola.
Comunque grazie Sparzani, tra i lettori silenziosi ci sono sempre anch&#039;io.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io leggo sempre volentieri Sparzani, anche se non so perché, visto che non capisco se non in misura minima quello che dice, per mancanza di basi.<br />
Prodan ha forse ragione, che non è così difficile da imparare, ma a quelli che non erano portati è stata insegnata in modo da allontanarli per sempre.<br />
Io sono una di quelli.<br />
Bisognerebbe forse formare diversamente gli insegnanti, io non ricordo niente di quello che  hanno malamente tentato di insegnarmi al liceo, forse era colpa mia, ma credo soprattutto della scuola.<br />
Comunque grazie Sparzani, tra i lettori silenziosi ci sono sempre anch&#8217;io.</p>
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		<title>
		Di: cosi&#38;come		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/24/complementarita-e-dintorni-4/#comment-62159</link>

		<dc:creator><![CDATA[cosi&#38;come]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2007 09:39:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;i&gt;E il difficile era, naturalmente, trovare quest’altra idea, più debole sì di quella di orbita, tuttavia sufficientemente forte da poter ancora fare un po’ di fisica. Se no, dove stava più il divertimento?&lt;/i&gt;



Almeno un trailer di anticipazione, se non le orbite cosa? Una insinuante serpentina sinusoide, uno zig zag futurista? Una breakdance atomica? Le orbite danno sicurezza, tutto sul suo binario, nulla che si scontra, tutto che fila via liscio...

&lt;i&gt;“Vi fu un attimo a Helgoland, nel quale mi venne come un’illuminazione, quando realizzai che l’energia era costante nel tempo. Era notte, e piuttosto tardi. Ricalcolai tutto faticosamente; e funzionava. Mi arrampicai allora su una roccia, guardai l’alba e fui felice.”&lt;/i&gt;

Che invidia questi rapimenti poetici dei fisici. Ricordo la nostra adorabile professoressa di Fisica e Matematica, la signorina Arrigoni, grazie alla quale qualcosa ancora resta del tanto appassionato insegnamento a cui dedico la sua nubile missione, con una luce esaltata e sognante negli occhi mentre con il gesso ricopriva formule la lavagna. Scritte ordinatissime. Era talmente distratta da cascare quasi in un tombino, mentre discettava di non si sa cosa con il suo professore all&#039;Università e da avere sempre i bottoni degli impeccabili tailleur allacciati sghimbesci, saltando il primo bottone. Ci raccontava del famoso Ampere, che durante le lezioni si soffiava il naso con il cancellino della lavagna ed una volta mentre passeggiava per Parigi, preso da un raptus, scambiò la porta di una carrozza parcheggiata per una lavagna e cominciò a riempirla di formule e, quando improvvisamente ripartì, egli si mise ad inseguirla per terminare i suoi calcoli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>E il difficile era, naturalmente, trovare quest’altra idea, più debole sì di quella di orbita, tuttavia sufficientemente forte da poter ancora fare un po’ di fisica. Se no, dove stava più il divertimento?</i></p>
<p>Almeno un trailer di anticipazione, se non le orbite cosa? Una insinuante serpentina sinusoide, uno zig zag futurista? Una breakdance atomica? Le orbite danno sicurezza, tutto sul suo binario, nulla che si scontra, tutto che fila via liscio&#8230;</p>
<p><i>“Vi fu un attimo a Helgoland, nel quale mi venne come un’illuminazione, quando realizzai che l’energia era costante nel tempo. Era notte, e piuttosto tardi. Ricalcolai tutto faticosamente; e funzionava. Mi arrampicai allora su una roccia, guardai l’alba e fui felice.”</i></p>
<p>Che invidia questi rapimenti poetici dei fisici. Ricordo la nostra adorabile professoressa di Fisica e Matematica, la signorina Arrigoni, grazie alla quale qualcosa ancora resta del tanto appassionato insegnamento a cui dedico la sua nubile missione, con una luce esaltata e sognante negli occhi mentre con il gesso ricopriva formule la lavagna. Scritte ordinatissime. Era talmente distratta da cascare quasi in un tombino, mentre discettava di non si sa cosa con il suo professore all&#8217;Università e da avere sempre i bottoni degli impeccabili tailleur allacciati sghimbesci, saltando il primo bottone. Ci raccontava del famoso Ampere, che durante le lezioni si soffiava il naso con il cancellino della lavagna ed una volta mentre passeggiava per Parigi, preso da un raptus, scambiò la porta di una carrozza parcheggiata per una lavagna e cominciò a riempirla di formule e, quando improvvisamente ripartì, egli si mise ad inseguirla per terminare i suoi calcoli.</p>
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		<title>
		Di: Cristoforo Prodan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/24/complementarita-e-dintorni-4/#comment-62150</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cristoforo Prodan]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2007 07:56:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... ovviamente, chi ha scritto il Saggiatore è Galileo. cp]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; ovviamente, chi ha scritto il Saggiatore è Galileo. cp</p>
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		<title>
		Di: Cristoforo Prodan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/24/complementarita-e-dintorni-4/#comment-62149</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cristoforo Prodan]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2007 01:00:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono sempre stato un attivo sostenitore della buona divulgazione scientifica, eppure...

Eppure nell&#039;approccio divulgativo ai temi complessi della scienza, e in particolare della fisica, credo che si debba fare uno sforzo ulteriore. Non capisco perché la divulgazione scientifica debba sempre e comunque prescindere dalle formule e dall&#039;apparato fisico-matematico. Non capisco perché una persona di cultura, o comunque interessata a temi culturali, debba sapere di letteratura, di storia e di filosofia, e al tempo stesso non sia tenuta a sapere cos&#039;è un&#039;integrale, una derivata, o non debba poter manipolare equazioni e simboli così come manipola le parole del linguaggio naturale.

La matematica nella scienza è essenzialmente, come diceva Ernst Mach, economia di pensiero. E non è così difficile da imparare come si vuol far credere. La divulgazione non si può ridurre alla spiegazione di formule e riusltati fisico-matematici a parole. Semmai è analisi storico-critica dello sviluppo di teorie e concetti. Nel pezzo presentato questo approccio c&#039;è, ma sarebbe stato interessante mettere anche qualche formula.

Nel Saggiatore (1623) scriveva, in maniera molto lungimirante:

«[…] forse stima che la filosofia sia un libro e una fantasia d’un uomo, come l’Iliade e l’Orlando furioso, libri ne’ quali la meno importante cosa è che quello che vi è scritto sia vero. Signor Sarsi, la cosa non istà così. La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto».

Spesso la divulgazione parolaia è più difficile da capire di un trattato di geometria differenziale. Un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre stato un attivo sostenitore della buona divulgazione scientifica, eppure&#8230;</p>
<p>Eppure nell&#8217;approccio divulgativo ai temi complessi della scienza, e in particolare della fisica, credo che si debba fare uno sforzo ulteriore. Non capisco perché la divulgazione scientifica debba sempre e comunque prescindere dalle formule e dall&#8217;apparato fisico-matematico. Non capisco perché una persona di cultura, o comunque interessata a temi culturali, debba sapere di letteratura, di storia e di filosofia, e al tempo stesso non sia tenuta a sapere cos&#8217;è un&#8217;integrale, una derivata, o non debba poter manipolare equazioni e simboli così come manipola le parole del linguaggio naturale.</p>
<p>La matematica nella scienza è essenzialmente, come diceva Ernst Mach, economia di pensiero. E non è così difficile da imparare come si vuol far credere. La divulgazione non si può ridurre alla spiegazione di formule e riusltati fisico-matematici a parole. Semmai è analisi storico-critica dello sviluppo di teorie e concetti. Nel pezzo presentato questo approccio c&#8217;è, ma sarebbe stato interessante mettere anche qualche formula.</p>
<p>Nel Saggiatore (1623) scriveva, in maniera molto lungimirante:</p>
<p>«[…] forse stima che la filosofia sia un libro e una fantasia d’un uomo, come l’Iliade e l’Orlando furioso, libri ne’ quali la meno importante cosa è che quello che vi è scritto sia vero. Signor Sarsi, la cosa non istà così. La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto».</p>
<p>Spesso la divulgazione parolaia è più difficile da capire di un trattato di geometria differenziale. Un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/24/complementarita-e-dintorni-4/#comment-62109</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2007 16:35:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qusti testi danno lo stesso piacere intellettuale che ho provato con &quot;Copenhagen&quot; di Michael Frayn. È importante che un luogo di letteratura faccia letteratura attraverso l&#039;epistemologia, e viceversa. Oltretutto l&#039;autore è un signor divulgatore, il che non guasta, e scrive bene. Ogni tanto fa bene ricordarsi che è QUESTA la comprensione scientifica del mondo (non quella spacciata come tale da un parroco bavarese il cui nome ora come ora mi sfugge, né quella degli apocalittici per contratto con dio), ed è questo l&#039;ambiente col quale dovrebbe interagire una letteratura non onfalocentrica: molto di quello che si dice pro/contro il post-moderno o il relativismo perde senso, se non è in relazione con questa comprensione. O, semplicemente, ha un senso, ma è meno interessante di un libro di (su) Heisenberg o Gödel.
Ovviamente ci sarà un &quot;Complementarietà e dintorni&quot; 5 (e 6, 7, 8...)?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qusti testi danno lo stesso piacere intellettuale che ho provato con &#8220;Copenhagen&#8221; di Michael Frayn. È importante che un luogo di letteratura faccia letteratura attraverso l&#8217;epistemologia, e viceversa. Oltretutto l&#8217;autore è un signor divulgatore, il che non guasta, e scrive bene. Ogni tanto fa bene ricordarsi che è QUESTA la comprensione scientifica del mondo (non quella spacciata come tale da un parroco bavarese il cui nome ora come ora mi sfugge, né quella degli apocalittici per contratto con dio), ed è questo l&#8217;ambiente col quale dovrebbe interagire una letteratura non onfalocentrica: molto di quello che si dice pro/contro il post-moderno o il relativismo perde senso, se non è in relazione con questa comprensione. O, semplicemente, ha un senso, ma è meno interessante di un libro di (su) Heisenberg o Gödel.<br />
Ovviamente ci sarà un &#8220;Complementarietà e dintorni&#8221; 5 (e 6, 7, 8&#8230;)?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: antonio sparzani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/24/complementarita-e-dintorni-4/#comment-62102</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2007 15:41:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/02/24/complementarita-e-dintorni-4/#comment-62102</guid>

					<description><![CDATA[prometto. Ma credo di avere risposto anche l&#039;altra volta, solo che l&#039;ho fatto in ritardo, quando il post era già &quot;giù&quot;. Provi ad andare a vedere. Comunque stavolta garantisco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>prometto. Ma credo di avere risposto anche l&#8217;altra volta, solo che l&#8217;ho fatto in ritardo, quando il post era già &#8220;giù&#8221;. Provi ad andare a vedere. Comunque stavolta garantisco.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lorenzo Galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/02/24/complementarita-e-dintorni-4/#comment-62093</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2007 14:55:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/02/24/complementarita-e-dintorni-4/#comment-62093</guid>

					<description><![CDATA[Sparzani vero che se le faccio una domanda sul post questa volta mi risponde? ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sparzani vero che se le faccio una domanda sul post questa volta mi risponde? ;-)</p>
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