<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Il fattore C. La comunicazione del governo alla prova dei sei mesi #6	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/10/il-fattore-c-la-comunicazione-del-governo-alla-prova-dei-sei-mesi-6/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/10/il-fattore-c-la-comunicazione-del-governo-alla-prova-dei-sei-mesi-6/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 13 Mar 2007 12:32:24 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: The O.C.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/10/il-fattore-c-la-comunicazione-del-governo-alla-prova-dei-sei-mesi-6/#comment-63485</link>

		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 12:32:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/03/10/il-fattore-c-la-comunicazione-del-governo-alla-prova-dei-sei-mesi-6/#comment-63485</guid>

					<description><![CDATA[Prodi, andando via dal set con Mentana: &quot;A me piace l&#039;incontro a tu per tu. Non i talk show dispersivi in cui si è tanti sul palco ma ognuno si sente solo nello sforzo di sovrastare la voce degli altri&quot;. Quindi meglio uno studio tutto mio in attesa della larga intesa. Quasi quasi viene da rimpiangere Vespa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prodi, andando via dal set con Mentana: &#8220;A me piace l&#8217;incontro a tu per tu. Non i talk show dispersivi in cui si è tanti sul palco ma ognuno si sente solo nello sforzo di sovrastare la voce degli altri&#8221;. Quindi meglio uno studio tutto mio in attesa della larga intesa. Quasi quasi viene da rimpiangere Vespa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/10/il-fattore-c-la-comunicazione-del-governo-alla-prova-dei-sei-mesi-6/#comment-63220</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Mar 2007 10:40:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/03/10/il-fattore-c-la-comunicazione-del-governo-alla-prova-dei-sei-mesi-6/#comment-63220</guid>

					<description><![CDATA[Ma Sircana se le ricorda le facce tristi e i sorrisi tirati che si aggiravano sul palco di Piazza Santi Apostoli a Roma l’11 aprile 2006? Il governo Prodi ha vissuto una parabola elettorale da dimenticare, arrivando al voto dopo aver perso una bella fetta del portafoglio di consensi accumulato durante le Primarie e nella successiva campagna elettorale contro Berlusconi. 

E non basta cavarsela dicendo che il Cavaliere si è dimostrato un bravo comunicatore. Lo sapevamo. Le cose sono peggiorate dopo la vittoria (di Pirro). Nell’ottobre del 2006, Sircana ammetteva candidamente che “la comunicazione del governo ha le sue carenze”. Oggi se qualcuno glielo ricorda storce il muso piccato, prendendosela con i soliti giornalisti che non sanno che pesci prendere. Attenzione a non beccarseli in faccia, sogliole e merluzzi. Gli sbagli in questi ultimi mesi sono aumentati, fino alla ingloriosa sconfitta del 21 febbraio 2007, perché di questo si parla, una sconfitta, anche se mascherata da crisi di governo e rinascita di un Travicello che si regge sulla pazienza di un presidente della repubblica sempre più impaziente di fare il proprio dovere. 

Nel senso comune, Romano Prodi è rimasto inchiodato prima alle ‘giravolte fiscali’ sulla finanziaria, poi alle ‘vacanze’ nella Reggia di Caserta, e infine alla bolla, anzi alla balla, della base Usa di Vicenza. Ma la legge finanziaria conteneva i due euro in meno della ricarica omnitel (le &#039;liberalizzazioni&#039; del ministro Bersani). Il seminario del governo non fu organizzato nella Reggia di Caserta, bensì presso la locale Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, che è patrimonio dello Stato – come dire, un weekend a costo zero per il contribuente. E la base americana è stata concessa senza troppi ‘se’ e troppi ‘ma’ al governo degli Stati Uniti, rispettando gli accordi con gli Alleati. 

Eppure, alla fine di gennaio, l’editorialista Angelo Panebianco si sentiva obbligato a scrivere che “la politica estera si conferma il terreno più infido per la stabilità del governo”, anticipando di un mese la caduta di Prodi. Tutti i parlamentari hanno riconosciuto il valore delle proposte politiche del ministro degli esteri D’Alema, e la loro sostanziale discontinuità con l’atlantismo spicciolo del governo Berlusconi, ma il governo è caduto proprio in politica estera. L’Italia si è ritirata dall’Iraq, si è impegnata in Libano, ha ritrovato la sua &#039;storica equidistanza&#039; tra israeliani e palestinesi (almeno così dicono), cercando di affrontare la ingarbugliata matassa mediorientale senza dividere il mondo in buoni e cattivi. Per l’Afghanistan, D’Alema aveva proposto una Conferenza di Pace, non di bombardare Tora-Bora. Niente da fare. L’immagine appiccicata sulla grisaglia di Prodi è rimasta la solita, ammuffita divisa dell’antiamericano, l’italiano machiavellico pronto a farti lo sgambetto.  

Un errore si può perdonare, ma quando uno tira l’altro significa che non sei riuscito a comunicare un progetto politico. Quali sono le proposte concrete, qual è il tuo disegno per il futuro. La rinascita dopo lo scivolone di febbraio non ha spostato di una virgola questo deficit nell’assetto comunicativo del governo Prodi. Mancava e manca il “sentimento sotterraneo” che lega un premier al suo Paese. La serietà non basta se non conquisti il cuore e lo stomaco, l’emotività di un ‘popolo’. Così l’opinione pubblica si è dileguata, i sondaggi sono calati in freezer, giornali e televisioni hanno abbandonato il premier al suo destino. Il governo è rimasto sempre più solo, asserragliato nel Palazzo, aspettando il giorno del giudizio.

Non è sufficiente vincere le elezioni, l’immagine di un leader si costruisce nel tempo. Su questo Sircana ha ragione. Ma l’immagine di Prodi è durata poco e niente. Mi direte, prendi il sindaco di Roma, Veltroni, che sta provando da tempo a costruire un ‘immaginario’ tutto suo, un contenitore (abbastanza confuso) di immagini che frulla Platone e Kennedy, Chaplin e Robert Redford, l’America democratica e l’Africa dimenticata. Ebbene, anche nel caso di Walter non basta essere cool, girare l’Italia in tournee con le lezioni di politica in dvd edite da Luca Sossella Radical Chic Editore. L’‘impianto grafico’ e gli effetti speciali possono reggere finché si tratta di vincere le Primarie, se va bene le elezioni, ma alla lunga l’‘immagine’ fagocita i contenuti, la ‘forma’ si sostituisce alle idee. 

Sircana registra con superficialità che il marketing politico di sinistra, negli ultimi anni, sembra animato dagli stessi moduli espressivi, carismatici, populisti, tanto criticati durante il berlusconismo. Ma non s’interroga sul nuovo candidato destinato a succedere a Prodi, che non c’è, oppure è ancora invisibile, e per adesso rimane disperso nel brusio di voci, figure e volti dell’attuale maggioranza-minoranza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma Sircana se le ricorda le facce tristi e i sorrisi tirati che si aggiravano sul palco di Piazza Santi Apostoli a Roma l’11 aprile 2006? Il governo Prodi ha vissuto una parabola elettorale da dimenticare, arrivando al voto dopo aver perso una bella fetta del portafoglio di consensi accumulato durante le Primarie e nella successiva campagna elettorale contro Berlusconi. </p>
<p>E non basta cavarsela dicendo che il Cavaliere si è dimostrato un bravo comunicatore. Lo sapevamo. Le cose sono peggiorate dopo la vittoria (di Pirro). Nell’ottobre del 2006, Sircana ammetteva candidamente che “la comunicazione del governo ha le sue carenze”. Oggi se qualcuno glielo ricorda storce il muso piccato, prendendosela con i soliti giornalisti che non sanno che pesci prendere. Attenzione a non beccarseli in faccia, sogliole e merluzzi. Gli sbagli in questi ultimi mesi sono aumentati, fino alla ingloriosa sconfitta del 21 febbraio 2007, perché di questo si parla, una sconfitta, anche se mascherata da crisi di governo e rinascita di un Travicello che si regge sulla pazienza di un presidente della repubblica sempre più impaziente di fare il proprio dovere. </p>
<p>Nel senso comune, Romano Prodi è rimasto inchiodato prima alle ‘giravolte fiscali’ sulla finanziaria, poi alle ‘vacanze’ nella Reggia di Caserta, e infine alla bolla, anzi alla balla, della base Usa di Vicenza. Ma la legge finanziaria conteneva i due euro in meno della ricarica omnitel (le &#8216;liberalizzazioni&#8217; del ministro Bersani). Il seminario del governo non fu organizzato nella Reggia di Caserta, bensì presso la locale Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, che è patrimonio dello Stato – come dire, un weekend a costo zero per il contribuente. E la base americana è stata concessa senza troppi ‘se’ e troppi ‘ma’ al governo degli Stati Uniti, rispettando gli accordi con gli Alleati. </p>
<p>Eppure, alla fine di gennaio, l’editorialista Angelo Panebianco si sentiva obbligato a scrivere che “la politica estera si conferma il terreno più infido per la stabilità del governo”, anticipando di un mese la caduta di Prodi. Tutti i parlamentari hanno riconosciuto il valore delle proposte politiche del ministro degli esteri D’Alema, e la loro sostanziale discontinuità con l’atlantismo spicciolo del governo Berlusconi, ma il governo è caduto proprio in politica estera. L’Italia si è ritirata dall’Iraq, si è impegnata in Libano, ha ritrovato la sua &#8216;storica equidistanza&#8217; tra israeliani e palestinesi (almeno così dicono), cercando di affrontare la ingarbugliata matassa mediorientale senza dividere il mondo in buoni e cattivi. Per l’Afghanistan, D’Alema aveva proposto una Conferenza di Pace, non di bombardare Tora-Bora. Niente da fare. L’immagine appiccicata sulla grisaglia di Prodi è rimasta la solita, ammuffita divisa dell’antiamericano, l’italiano machiavellico pronto a farti lo sgambetto.  </p>
<p>Un errore si può perdonare, ma quando uno tira l’altro significa che non sei riuscito a comunicare un progetto politico. Quali sono le proposte concrete, qual è il tuo disegno per il futuro. La rinascita dopo lo scivolone di febbraio non ha spostato di una virgola questo deficit nell’assetto comunicativo del governo Prodi. Mancava e manca il “sentimento sotterraneo” che lega un premier al suo Paese. La serietà non basta se non conquisti il cuore e lo stomaco, l’emotività di un ‘popolo’. Così l’opinione pubblica si è dileguata, i sondaggi sono calati in freezer, giornali e televisioni hanno abbandonato il premier al suo destino. Il governo è rimasto sempre più solo, asserragliato nel Palazzo, aspettando il giorno del giudizio.</p>
<p>Non è sufficiente vincere le elezioni, l’immagine di un leader si costruisce nel tempo. Su questo Sircana ha ragione. Ma l’immagine di Prodi è durata poco e niente. Mi direte, prendi il sindaco di Roma, Veltroni, che sta provando da tempo a costruire un ‘immaginario’ tutto suo, un contenitore (abbastanza confuso) di immagini che frulla Platone e Kennedy, Chaplin e Robert Redford, l’America democratica e l’Africa dimenticata. Ebbene, anche nel caso di Walter non basta essere cool, girare l’Italia in tournee con le lezioni di politica in dvd edite da Luca Sossella Radical Chic Editore. L’‘impianto grafico’ e gli effetti speciali possono reggere finché si tratta di vincere le Primarie, se va bene le elezioni, ma alla lunga l’‘immagine’ fagocita i contenuti, la ‘forma’ si sostituisce alle idee. </p>
<p>Sircana registra con superficialità che il marketing politico di sinistra, negli ultimi anni, sembra animato dagli stessi moduli espressivi, carismatici, populisti, tanto criticati durante il berlusconismo. Ma non s’interroga sul nuovo candidato destinato a succedere a Prodi, che non c’è, oppure è ancora invisibile, e per adesso rimane disperso nel brusio di voci, figure e volti dell’attuale maggioranza-minoranza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: the O.C.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/10/il-fattore-c-la-comunicazione-del-governo-alla-prova-dei-sei-mesi-6/#comment-63118</link>

		<dc:creator><![CDATA[the O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Mar 2007 09:55:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/03/10/il-fattore-c-la-comunicazione-del-governo-alla-prova-dei-sei-mesi-6/#comment-63118</guid>

					<description><![CDATA[&quot;Il Paese deve ritrovare il rispetto di alcuni valori etici e morali, fra cui una visione delle istituzioni più rispettabile. Ecco, questo ha molto a che fare con la comunicazione&quot;.
Se domani non passa la politica estera dell&#039;Italia &#039;andiamo tutti a casa&#039;.
Davvero serio, davvero rispettoso, davvero istituzionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il Paese deve ritrovare il rispetto di alcuni valori etici e morali, fra cui una visione delle istituzioni più rispettabile. Ecco, questo ha molto a che fare con la comunicazione&#8221;.<br />
Se domani non passa la politica estera dell&#8217;Italia &#8216;andiamo tutti a casa&#8217;.<br />
Davvero serio, davvero rispettoso, davvero istituzionale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-08 19:28:14 by W3 Total Cache
-->