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	Commenti a: Il Nobel a Celati	</title>
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		<title>
		Di: jama		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/11/il-nobel-a-celati/#comment-63889</link>

		<dc:creator><![CDATA[jama]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 16:47:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io, d&#039;istinto, a sentire questa proposta di dare il nobel a Celati, dico subito &quot;Sì, sono d&#039;accordo&quot;. Poi, ragionando un po&#039;, e immaginando Celati a Stoccolma, dopo che l&#039;ho visto una volta a Bologna che parlava con degli studenti di un suo vecchio libro, penso che mi sembrerebbe fuori posto. Poi, di nuovo, penso &quot;Però, se fosse là, a Stoccolma, sarebbe un po&#039; come il suo amato Bartleby, e mentre gli consegnano il nobel potrebbe dire&#039;Avrei preferenza di no&#039;, e sarebbe proprio una risposta che sta dentro il suo modo di scrivere e parlare e pensare, forse&quot;. Insomma, a me sembra una gran bella cosa anche solo aver proprosto Celati per il Nobel, poi non so se ha senso o no. Mi sembra bello perché Celati è uno di quegli scrittori rarissimi che hanno trovato una naturalezza sorprendente dopo aver battagliato con le parole, ma senza alterigia, come in una battaglia in cui ci son delle regole di cortesia e molto ardimento. Una specie di scrittore-rugby. A me i suoi libri hanno aperto il cervello e le orecchie, come succede quando si sente in giro per il mondo uno che ama molto la propria lingua o il proprio dialetto e ha una gran voglia di raccontare delle storie, perchè al mondo non c&#039;è niente se non ci sono le storie. O meglio, ogni tragedia e commedia sono un tessuto di fatti che passano e scivolano via dentro un ordito di parole ordinarie che diventano una storia. A me, e a tante persone che ho conosciuto, senza volere, Celati ha fatto bene, mi ha fatto vedere il mondo com&#039;è, dentro la sua comica allucinazione. Perciò, mi sembra che il Nobel se lo meriti, se il nobel attesta i meriti di qualcuno. Per me Celati ne ha molti, prima di tutto quello di essere uno scrittore in grazia di dio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io, d&#8217;istinto, a sentire questa proposta di dare il nobel a Celati, dico subito &#8220;Sì, sono d&#8217;accordo&#8221;. Poi, ragionando un po&#8217;, e immaginando Celati a Stoccolma, dopo che l&#8217;ho visto una volta a Bologna che parlava con degli studenti di un suo vecchio libro, penso che mi sembrerebbe fuori posto. Poi, di nuovo, penso &#8220;Però, se fosse là, a Stoccolma, sarebbe un po&#8217; come il suo amato Bartleby, e mentre gli consegnano il nobel potrebbe dire&#8217;Avrei preferenza di no&#8217;, e sarebbe proprio una risposta che sta dentro il suo modo di scrivere e parlare e pensare, forse&#8221;. Insomma, a me sembra una gran bella cosa anche solo aver proprosto Celati per il Nobel, poi non so se ha senso o no. Mi sembra bello perché Celati è uno di quegli scrittori rarissimi che hanno trovato una naturalezza sorprendente dopo aver battagliato con le parole, ma senza alterigia, come in una battaglia in cui ci son delle regole di cortesia e molto ardimento. Una specie di scrittore-rugby. A me i suoi libri hanno aperto il cervello e le orecchie, come succede quando si sente in giro per il mondo uno che ama molto la propria lingua o il proprio dialetto e ha una gran voglia di raccontare delle storie, perchè al mondo non c&#8217;è niente se non ci sono le storie. O meglio, ogni tragedia e commedia sono un tessuto di fatti che passano e scivolano via dentro un ordito di parole ordinarie che diventano una storia. A me, e a tante persone che ho conosciuto, senza volere, Celati ha fatto bene, mi ha fatto vedere il mondo com&#8217;è, dentro la sua comica allucinazione. Perciò, mi sembra che il Nobel se lo meriti, se il nobel attesta i meriti di qualcuno. Per me Celati ne ha molti, prima di tutto quello di essere uno scrittore in grazia di dio.</p>
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		<title>
		Di: carla bariffi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/11/il-nobel-a-celati/#comment-63874</link>

		<dc:creator><![CDATA[carla bariffi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 12:11:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Arminio:
&quot;anche questa è fatta&quot; 
si può interpretare in diversi modi
e non è carino....

Ti auguro comunque un Buon Week end 
tra le colline irpiniane.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arminio:<br />
&#8220;anche questa è fatta&#8221;<br />
si può interpretare in diversi modi<br />
e non è carino&#8230;.</p>
<p>Ti auguro comunque un Buon Week end<br />
tra le colline irpiniane.</p>
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		<title>
		Di: Ava N. Guardia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/11/il-nobel-a-celati/#comment-63824</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ava N. Guardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 21:49:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[amen]]></description>
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		<title>
		Di: farminio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/11/il-nobel-a-celati/#comment-63816</link>

		<dc:creator><![CDATA[farminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 20:07:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[anche questa è fatta. per chi vuole proseguire il discorso io sono qui:
farminio@libero.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>anche questa è fatta. per chi vuole proseguire il discorso io sono qui:<br />
<a href="mailto:farminio@libero.it">farminio@libero.it</a></p>
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		<title>
		Di: la fuanambola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/11/il-nobel-a-celati/#comment-63810</link>

		<dc:creator><![CDATA[la fuanambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 18:42:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[no, farminio, non ci conosciamo personalmente ma va bene uguale.
ma quale era il tema? :))
gentile signora carla, andare fuori tema, non può che far bene e poi era anche un modo per mandarle una carezza, una carezza.
mi scusi se mi sono troppo avvicinata, mi scusi se ho osato una confidenza, mi scusi se la credevo pronta.
che dire: rassegnamoci.
farmì, qui è dura nè
baci
la funambola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>no, farminio, non ci conosciamo personalmente ma va bene uguale.<br />
ma quale era il tema? :))<br />
gentile signora carla, andare fuori tema, non può che far bene e poi era anche un modo per mandarle una carezza, una carezza.<br />
mi scusi se mi sono troppo avvicinata, mi scusi se ho osato una confidenza, mi scusi se la credevo pronta.<br />
che dire: rassegnamoci.<br />
farmì, qui è dura nè<br />
baci<br />
la funambola</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: farminio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/11/il-nobel-a-celati/#comment-63758</link>

		<dc:creator><![CDATA[farminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 09:43:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[vorrei capire se la funambola è una persona che conosco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>vorrei capire se la funambola è una persona che conosco.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: farminio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/11/il-nobel-a-celati/#comment-63757</link>

		<dc:creator><![CDATA[farminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 09:41:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi pare che siamo rimasti pochi ma buoni. mi pare che l&#039;importante è stare alla larga da quelli che si ritengono scrittori di professioni, quelli che amministrano la propria carriera, come se scrivere fosse un&#039;attività come un&#039;altra, un&#039;impresa da cui trarre profitti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi pare che siamo rimasti pochi ma buoni. mi pare che l&#8217;importante è stare alla larga da quelli che si ritengono scrittori di professioni, quelli che amministrano la propria carriera, come se scrivere fosse un&#8217;attività come un&#8217;altra, un&#8217;impresa da cui trarre profitti.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: carla bariffi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/11/il-nobel-a-celati/#comment-63747</link>

		<dc:creator><![CDATA[carla bariffi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 07:28:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma scusate.....
il Tema quì proposto era un altro!
e qui siamo letteralmente fuori tema.

buona giornata, che il lavoro è lavoro, e il piacere è il piacere.

p.s.
le mie spalle sono grandi!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma scusate&#8230;..<br />
il Tema quì proposto era un altro!<br />
e qui siamo letteralmente fuori tema.</p>
<p>buona giornata, che il lavoro è lavoro, e il piacere è il piacere.</p>
<p>p.s.<br />
le mie spalle sono grandi!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: la funambola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/11/il-nobel-a-celati/#comment-63737</link>

		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2007 23:15:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[2 cose:

sfigato sia
chi si rassegna.


carla, te la sei voluta tu e poi ce l&#039;ho già bellepronta che son cose che &quot;predico&quot; da tempo :))))))

Tutto questo tempo, tutta questa strada, tutta questa vita, tutto questo fuori è servito a questo, mi ha condotta qui, mi ha condotta sulla strada della rassegnazione. 
E mi viene da ridere e mi viene da piangere e mi viene dentro una pena, una pena grande per tutti noi, poveri, fragili, spaventati esseri umani. 
E mi viene anche una consolazione. 
Pensavamo di cavarcela con la ragione, pensavamo di stare al riparo da noi stessi, ma noi ci scoviamo sempre, noi siamo braccati da noi stessi sempre, nonostante la nostra ragionevolezza. 
Ma rassegnarsi è l&#039;unica possibilità per non cadere nel delirio della ragione, quella pura, quella che senza la rassegnazione ci porterebbe alla disperazione. 
Rassegnarsi non è rinuncia. 
Chi si rassegna lo fa dopo aver tanto sperato. 
Chi si rassegna torna dalla sua speranza ma si ferma a metà strada prima di cadere nella disperazione. 
Rassegnarsi è un ritorno, una ritirata verso qualcosa che si era abbandonato per la speranza. 
Rassegnarsi è ritirarsi in un luogo ai margini e al di là della speranza e della disperazione. 
Vivere è un atto di fede. 
Rassegnarsi è vivere &quot;sapendo&quot; ,è un rivendicare la libertà di arredendersi. 
la Ragione innorridirebbe di fronte al nulla, al vuoto, all&#039;Irragionevole. 
la Ragione non sopporterebbe questo evidente e spaventoso non senso. 
Chi si rassegna si ritira in un certo modo dalla vita, per provare a vivere nell&#039;unico modo possibile, l&#039;unico modo degno di essere, esserci. 
Chi si rassegna accetta la sua condizione umana. 
Chi si rassegna cede, cede davanti alla morte, cede a essere divorato dal tempo. 
Rassegnarsi è cadere sconfitti, senza serbare rancore. 
La ragione mi ha portata qui, la ragione mi ha fatto riconoscere la sua irragionevolezza. 
La ragione mi ha tradita o ha mantenuto quello che aveva promesso allorquando osai farle alcune semplici domande? 
E mi viene in mente la sirena, la tentazione, la rinuncia: 
...vivi ogni giorno come se fosse l&#039;ultimo...vivi ogni giorno come se fosse.... 
ma cos&#039;è? un&#039; esortazione, un augurio,o, una sottile minaccia? 
E come si fa, come si vive, come si pensa, cosa si fa a vivere in preda al terrore travestito da splendida promessa di paradiso? 
Non è l&#039;antidoto alla vita il vivere ogni giorno come fosse l&#039;ultimo, è un vivere in perenne affanno, un tragico , disperato tentativo di trovare un riparo, un nascondiglio al tempo, alla morte. 
È un vivere nella continua paura. 
Ma lui, il tempo, ti scova perchè è dentro di te, tu sei il tuo tempo, tu, sei, il tempo. 
e avere paura di sé stessi non è una bella cosa. 
Cara Carla non sai quanto ambirei Rassegnarmi, una volta per tutte. 
Ti bacio  e Ti esorto a rassegnarTi, senza paura. 
la funambola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>2 cose:</p>
<p>sfigato sia<br />
chi si rassegna.</p>
<p>carla, te la sei voluta tu e poi ce l&#8217;ho già bellepronta che son cose che &#8220;predico&#8221; da tempo :))))))</p>
<p>Tutto questo tempo, tutta questa strada, tutta questa vita, tutto questo fuori è servito a questo, mi ha condotta qui, mi ha condotta sulla strada della rassegnazione.<br />
E mi viene da ridere e mi viene da piangere e mi viene dentro una pena, una pena grande per tutti noi, poveri, fragili, spaventati esseri umani.<br />
E mi viene anche una consolazione.<br />
Pensavamo di cavarcela con la ragione, pensavamo di stare al riparo da noi stessi, ma noi ci scoviamo sempre, noi siamo braccati da noi stessi sempre, nonostante la nostra ragionevolezza.<br />
Ma rassegnarsi è l&#8217;unica possibilità per non cadere nel delirio della ragione, quella pura, quella che senza la rassegnazione ci porterebbe alla disperazione.<br />
Rassegnarsi non è rinuncia.<br />
Chi si rassegna lo fa dopo aver tanto sperato.<br />
Chi si rassegna torna dalla sua speranza ma si ferma a metà strada prima di cadere nella disperazione.<br />
Rassegnarsi è un ritorno, una ritirata verso qualcosa che si era abbandonato per la speranza.<br />
Rassegnarsi è ritirarsi in un luogo ai margini e al di là della speranza e della disperazione.<br />
Vivere è un atto di fede.<br />
Rassegnarsi è vivere &#8220;sapendo&#8221; ,è un rivendicare la libertà di arredendersi.<br />
la Ragione innorridirebbe di fronte al nulla, al vuoto, all&#8217;Irragionevole.<br />
la Ragione non sopporterebbe questo evidente e spaventoso non senso.<br />
Chi si rassegna si ritira in un certo modo dalla vita, per provare a vivere nell&#8217;unico modo possibile, l&#8217;unico modo degno di essere, esserci.<br />
Chi si rassegna accetta la sua condizione umana.<br />
Chi si rassegna cede, cede davanti alla morte, cede a essere divorato dal tempo.<br />
Rassegnarsi è cadere sconfitti, senza serbare rancore.<br />
La ragione mi ha portata qui, la ragione mi ha fatto riconoscere la sua irragionevolezza.<br />
La ragione mi ha tradita o ha mantenuto quello che aveva promesso allorquando osai farle alcune semplici domande?<br />
E mi viene in mente la sirena, la tentazione, la rinuncia:<br />
&#8230;vivi ogni giorno come se fosse l&#8217;ultimo&#8230;vivi ogni giorno come se fosse&#8230;.<br />
ma cos&#8217;è? un&#8217; esortazione, un augurio,o, una sottile minaccia?<br />
E come si fa, come si vive, come si pensa, cosa si fa a vivere in preda al terrore travestito da splendida promessa di paradiso?<br />
Non è l&#8217;antidoto alla vita il vivere ogni giorno come fosse l&#8217;ultimo, è un vivere in perenne affanno, un tragico , disperato tentativo di trovare un riparo, un nascondiglio al tempo, alla morte.<br />
È un vivere nella continua paura.<br />
Ma lui, il tempo, ti scova perchè è dentro di te, tu sei il tuo tempo, tu, sei, il tempo.<br />
e avere paura di sé stessi non è una bella cosa.<br />
Cara Carla non sai quanto ambirei Rassegnarmi, una volta per tutte.<br />
Ti bacio  e Ti esorto a rassegnarTi, senza paura.<br />
la funambola</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carla bariffi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/11/il-nobel-a-celati/#comment-63722</link>

		<dc:creator><![CDATA[carla bariffi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2007 19:55:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[cara Liviobo....
non naconderti dietro &quot;una goccia di gin&quot;
c&#039;è chi vede...oltre!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cara Liviobo&#8230;.<br />
non naconderti dietro &#8220;una goccia di gin&#8221;<br />
c&#8217;è chi vede&#8230;oltre!</p>
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