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	Commenti a: Il signor figlio	</title>
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		<title>
		Di: Fiorello M. Annoia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fiorello M. Annoia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 21:23:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#039;Uno di quei libri che… non leggerò mai, poco ma sicuro&#039;.

ecco la ragione principale, forse l&#039;unica, per cui mi procurerò questo libro a tutti i costi. 

così, a naso, chi sa mai perché, sono convinto che si tratti di un gran libro.

poco ma sicuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;Uno di quei libri che… non leggerò mai, poco ma sicuro&#8217;.</p>
<p>ecco la ragione principale, forse l&#8217;unica, per cui mi procurerò questo libro a tutti i costi. </p>
<p>così, a naso, chi sa mai perché, sono convinto che si tratti di un gran libro.</p>
<p>poco ma sicuro.</p>
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		<title>
		Di: carla bariffi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[carla bariffi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 16:26:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gianni, scusami ma.....
mi manca Lanza!]]></description>
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mi manca Lanza!</p>
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		<title>
		Di: carla bariffi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/13/il-signor-figlio/#comment-63506</link>

		<dc:creator><![CDATA[carla bariffi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 13:48:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[interessante la storia di questi intrecci 
che si mischiano al passato, 
che sanno di cultura.... 
pur focalizzando
un sentimento che
è difficile da raccontare....

salutone a Gianni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>interessante la storia di questi intrecci<br />
che si mischiano al passato,<br />
che sanno di cultura&#8230;.<br />
pur focalizzando<br />
un sentimento che<br />
è difficile da raccontare&#8230;.</p>
<p>salutone a Gianni.</p>
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		<title>
		Di: Acheronteinfronte		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Acheronteinfronte]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 09:22:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A livello linguistico è un libro scritto ottimamamente e Zaccuri conferma di essere un intellettuale solido.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A livello linguistico è un libro scritto ottimamamente e Zaccuri conferma di essere un intellettuale solido.</p>
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		<title>
		Di: Giuseppe Iannozzi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Iannozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 08:24:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uno di quei libri che... non leggerò mai, poco ma sicuro.

Dalla quarta di copertina - che è poi più bella e completa e chiara della recensione qui postata, a dimostrazione del fatto che... ognuno tragga da sé le sue conclusioni.

&quot;Un padre e un figlio. Uniti dalla scrittura, divisi dall&#039;arte. Perché il genio non rispetta l&#039;ordine tra le generazioni e un figlio può eccellere in regioni destinate a rimanere sconosciute al padre, non lasciando scelta tra il conflitto e la sottomissione. A meno che in questo contrasto tutto maschile non intervenga lo sguardo visionario di una madre capace di arrendersi al mistero di cui ogni figlio è portatore.
Ne sa qualcosa l&#039;uomo che, nella Londra di metà Ottocento, si presenta come il conte Rossi. In Italia, molti anni prima, è stato un poeta in continuo duello con il padre. Adesso è soltanto un erudito bizzarro e solitario, dedito alla costruzione di un&#039;Opera enigmatica e indefinibile.
Ma chi è davvero il conte Rossi? Quale segreto custodisce? Lo scoprirà, suo malgrado, un pittore alle prime armi, finito quasi per caso nella soffitta in cui l&#039;italiano vive rintanato. E da quel momento la storia di Monaldo e Giacomo Leopardi confluirà in quella di Rudyard Kipling e di suo padre John, in attesa dello scioglimento al quale presiede - fuori dal tempo e dallo spazio - Cécile, la madre poetessa del compositore Olivier Messiaen. Una rete di analogie, questa, che si trasforma nella trama de Il signor figlio, trascinante narrazione romanzesca nella quale ogni illazione è puntigliosamente verificata sulla verosimiglianza suggerita dai documenti. Le fogne della Londra vittoriana e i campi di battaglia della Prima guerra mondiale, il disegno titanico dello Zibaldone e i manoscritti perduti dello Zend-Avesta, la biblioteca di Recanati e i campi di prigionia nazisti, il culto della dea Cibele e la meditazione agostiniana sulla Trinità delineano il paesaggio di un libro appassionato e incalzante, nel quale la rivalità suscitata dall&#039;arte è in realtà la metafora di un conflitto che ogni figlio - e ogni padre - conosce bene per averlo sentito, più lieve o più feroce, nei propri sentimenti in formazione, nella propria carne.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno di quei libri che&#8230; non leggerò mai, poco ma sicuro.</p>
<p>Dalla quarta di copertina &#8211; che è poi più bella e completa e chiara della recensione qui postata, a dimostrazione del fatto che&#8230; ognuno tragga da sé le sue conclusioni.</p>
<p>&#8220;Un padre e un figlio. Uniti dalla scrittura, divisi dall&#8217;arte. Perché il genio non rispetta l&#8217;ordine tra le generazioni e un figlio può eccellere in regioni destinate a rimanere sconosciute al padre, non lasciando scelta tra il conflitto e la sottomissione. A meno che in questo contrasto tutto maschile non intervenga lo sguardo visionario di una madre capace di arrendersi al mistero di cui ogni figlio è portatore.<br />
Ne sa qualcosa l&#8217;uomo che, nella Londra di metà Ottocento, si presenta come il conte Rossi. In Italia, molti anni prima, è stato un poeta in continuo duello con il padre. Adesso è soltanto un erudito bizzarro e solitario, dedito alla costruzione di un&#8217;Opera enigmatica e indefinibile.<br />
Ma chi è davvero il conte Rossi? Quale segreto custodisce? Lo scoprirà, suo malgrado, un pittore alle prime armi, finito quasi per caso nella soffitta in cui l&#8217;italiano vive rintanato. E da quel momento la storia di Monaldo e Giacomo Leopardi confluirà in quella di Rudyard Kipling e di suo padre John, in attesa dello scioglimento al quale presiede &#8211; fuori dal tempo e dallo spazio &#8211; Cécile, la madre poetessa del compositore Olivier Messiaen. Una rete di analogie, questa, che si trasforma nella trama de Il signor figlio, trascinante narrazione romanzesca nella quale ogni illazione è puntigliosamente verificata sulla verosimiglianza suggerita dai documenti. Le fogne della Londra vittoriana e i campi di battaglia della Prima guerra mondiale, il disegno titanico dello Zibaldone e i manoscritti perduti dello Zend-Avesta, la biblioteca di Recanati e i campi di prigionia nazisti, il culto della dea Cibele e la meditazione agostiniana sulla Trinità delineano il paesaggio di un libro appassionato e incalzante, nel quale la rivalità suscitata dall&#8217;arte è in realtà la metafora di un conflitto che ogni figlio &#8211; e ogni padre &#8211; conosce bene per averlo sentito, più lieve o più feroce, nei propri sentimenti in formazione, nella propria carne.&#8221;</p>
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		<title>
		Di: Giorgio Fontana		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/13/il-signor-figlio/#comment-63438</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Fontana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 07:46:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che libro grandioso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che libro grandioso.</p>
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