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	Commenti a: Prometeo	</title>
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		Di: I nipotini di Borges		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[I nipotini di Borges]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Mar 2007 09:41:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ancora grazie alla Funambola che con la sua prospettiva a distanza mi ricorda il funambolo che osserva dall&#039;alto della sua corda la gente che accorre al mercato (un omaggio a Zarathustra e al folletto degli alberi).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ancora grazie alla Funambola che con la sua prospettiva a distanza mi ricorda il funambolo che osserva dall&#8217;alto della sua corda la gente che accorre al mercato (un omaggio a Zarathustra e al folletto degli alberi).</p>
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		Di: la funambola		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 14:23:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando è morto mio papà? 
Non lo so dire precisamente. 
Quando è morto dentro di me? intendo dire... 
quando l’ho lasciato andare e ho fatto pace con lui? 
Quando mi sono riconciliata col padre che avevo dentro? 
Non lo so dire precisamente nel senso che non so collocare in una data precisa della mia vita questo nuovo sentire. 
Forse è tutto cominciato piano piano, su quel campetto, con la mia amica del cuore, 
quando le ho detto che dio non esiste, in quegli anni in cui ti misuri col senso della vita e con le grandi cose e senti dentro che ti hanno fregato e potevano almeno dirtelo i grandi, potevano almeno avvisarti , metterti in guardia . 
Ma poi con gli anni scopri che non potevano dirti nulla perché non lo sapevano neanche loro, 
e che non sarebbe servito a farti sentire meno sola, e che la vita è questa, è questo meraviglioso deserto coi suoi miraggi che danno un senso alla vita, il motivo per viverla ,perché i miraggi sono miraggi per l’appunto ma...incredibilmente necessari. 
La VITA , quella che forse vale la pena di vivere, di viverla ,è quella del sogno, del desiderio, del, del miraggio. 
Tutto il resto è vita. 
Questo doveva dirmi mio padre? 
Sì aspettavo che mi dicesse questo, che mi prendesse in braccio e mi cullasse e senza parole, senza parlare, io avrei sentito che potevo avere paura, senza avere paura di averla. 
Ma anche questo è un miraggio, sarebbe stato un miraggio. 
L’ho amato da bambina , da adolescente, di un amore orgoglioso, tenero e commovente . 
Se mi ci ripenso sorrido ora per le cose che mi straziavano il cuore allora. 
Come può non aver visto la supplica nei miei occhi caparbi e fieri, come può non aver letto la preghiera: 
amami ti prego 
amami ti prego 
L&#039;ho perdonato piano piano,man mano mettevo a fuoco le immagini con le lenti della consapevolezza, man mano, il rancore per non avermi amato come io avrei desiderato, veniva sostituito con la com passione. 
Ho com passione per mio padre. 
E poi è diventato, dentro me, il” babbo”, con le sue debolezze e fragilità di uomo , con le sue grandezze, con le sue paure. 
Lo vedevo nel suo mestiere di padre, nel suo mestiere di uomo , lo vedevo nel suo mestiere di vivere. 
E non l’ho più visto “padre”. 
L’ho visto come essere umano 
E il rancore, la rabbia, sono scomparsi e con loro è scomparso il”PAPA’”. 
È morto male mio padre, non so descrivere l’orrore per quello che la vita gli ha riservato l’ultimo anno prima che se ne andasse. 
Mi sono disperata, ho pianto inorridita davanti tanta crudeltà, e poi la morte ci ha liberati entrambi da questo strazio disumano. 
L’ho assistito, l’ho curato come fosse un figlio, come uomo perso nella sua paura. 
Non ho rimpianti, non ho sospesi con mio padre. 
Sono in pace con lui. 
Per donare è la nostra unica salvezza , è l&#039;unico percorso possibile.
baci, sempre baci
la funambola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando è morto mio papà?<br />
Non lo so dire precisamente.<br />
Quando è morto dentro di me? intendo dire&#8230;<br />
quando l’ho lasciato andare e ho fatto pace con lui?<br />
Quando mi sono riconciliata col padre che avevo dentro?<br />
Non lo so dire precisamente nel senso che non so collocare in una data precisa della mia vita questo nuovo sentire.<br />
Forse è tutto cominciato piano piano, su quel campetto, con la mia amica del cuore,<br />
quando le ho detto che dio non esiste, in quegli anni in cui ti misuri col senso della vita e con le grandi cose e senti dentro che ti hanno fregato e potevano almeno dirtelo i grandi, potevano almeno avvisarti , metterti in guardia .<br />
Ma poi con gli anni scopri che non potevano dirti nulla perché non lo sapevano neanche loro,<br />
e che non sarebbe servito a farti sentire meno sola, e che la vita è questa, è questo meraviglioso deserto coi suoi miraggi che danno un senso alla vita, il motivo per viverla ,perché i miraggi sono miraggi per l’appunto ma&#8230;incredibilmente necessari.<br />
La VITA , quella che forse vale la pena di vivere, di viverla ,è quella del sogno, del desiderio, del, del miraggio.<br />
Tutto il resto è vita.<br />
Questo doveva dirmi mio padre?<br />
Sì aspettavo che mi dicesse questo, che mi prendesse in braccio e mi cullasse e senza parole, senza parlare, io avrei sentito che potevo avere paura, senza avere paura di averla.<br />
Ma anche questo è un miraggio, sarebbe stato un miraggio.<br />
L’ho amato da bambina , da adolescente, di un amore orgoglioso, tenero e commovente .<br />
Se mi ci ripenso sorrido ora per le cose che mi straziavano il cuore allora.<br />
Come può non aver visto la supplica nei miei occhi caparbi e fieri, come può non aver letto la preghiera:<br />
amami ti prego<br />
amami ti prego<br />
L&#8217;ho perdonato piano piano,man mano mettevo a fuoco le immagini con le lenti della consapevolezza, man mano, il rancore per non avermi amato come io avrei desiderato, veniva sostituito con la com passione.<br />
Ho com passione per mio padre.<br />
E poi è diventato, dentro me, il” babbo”, con le sue debolezze e fragilità di uomo , con le sue grandezze, con le sue paure.<br />
Lo vedevo nel suo mestiere di padre, nel suo mestiere di uomo , lo vedevo nel suo mestiere di vivere.<br />
E non l’ho più visto “padre”.<br />
L’ho visto come essere umano<br />
E il rancore, la rabbia, sono scomparsi e con loro è scomparso il”PAPA’”.<br />
È morto male mio padre, non so descrivere l’orrore per quello che la vita gli ha riservato l’ultimo anno prima che se ne andasse.<br />
Mi sono disperata, ho pianto inorridita davanti tanta crudeltà, e poi la morte ci ha liberati entrambi da questo strazio disumano.<br />
L’ho assistito, l’ho curato come fosse un figlio, come uomo perso nella sua paura.<br />
Non ho rimpianti, non ho sospesi con mio padre.<br />
Sono in pace con lui.<br />
Per donare è la nostra unica salvezza , è l&#8217;unico percorso possibile.<br />
baci, sempre baci<br />
la funambola</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: I nipotini di Borges		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/14/prometeo/#comment-64181</link>

		<dc:creator><![CDATA[I nipotini di Borges]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 13:33:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[# l&#039;anti-poete
mi ha molto colpito il tuo commento al pezzo che ho postato, per una ragione. quando parli del terrore della morte dell&#039;infanzia. è come se mi conoscessi (i fatti della mia vita, dico, non le loro ragioni, che sfuggono anche a me). un caro saluto e grazie per la risposta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p># l&#8217;anti-poete<br />
mi ha molto colpito il tuo commento al pezzo che ho postato, per una ragione. quando parli del terrore della morte dell&#8217;infanzia. è come se mi conoscessi (i fatti della mia vita, dico, non le loro ragioni, che sfuggono anche a me). un caro saluto e grazie per la risposta</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: l'anti-pote		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/14/prometeo/#comment-64165</link>

		<dc:creator><![CDATA[l'anti-pote]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 08:20:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[- ai nipotini di borges-
gran commento.


i genitori riescono quasi sempre a distruggere i figli e i figli devono necessariamente imparare ad odiare per riuscire a salvarsi -non c&#039;è altro modo, non c&#039;è altro modo...
ma poi viene un giorno in cui ti capita di di vederli finalmente nella loro giusta dimensione, e cioè piccoli, infinitamente piccoli, e deboli, infinitamente deboli e fragili e mortali e indifesi davanti al terrore della morte -quello stesso terrore che invece a te era così familiare, come odore d&#039;infanzia, perché era quello l&#039;odore e quello il terrore in cui tu hai costantemente trascorso tutta l&#039;infanzia - e allora capisci... che non era colpa tua, ma forse veramente neanche colpa loro, se non hanno mai capito... e capisci che le cose a volte vanno in un modo e a volte in un altro e che a te sono andate così, e ormai...e forse riesci pure a smettere di odiare, qualche volta, e forse riesci pure a perdonare, qualche volta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8211; ai nipotini di borges-<br />
gran commento.</p>
<p>i genitori riescono quasi sempre a distruggere i figli e i figli devono necessariamente imparare ad odiare per riuscire a salvarsi -non c&#8217;è altro modo, non c&#8217;è altro modo&#8230;<br />
ma poi viene un giorno in cui ti capita di di vederli finalmente nella loro giusta dimensione, e cioè piccoli, infinitamente piccoli, e deboli, infinitamente deboli e fragili e mortali e indifesi davanti al terrore della morte -quello stesso terrore che invece a te era così familiare, come odore d&#8217;infanzia, perché era quello l&#8217;odore e quello il terrore in cui tu hai costantemente trascorso tutta l&#8217;infanzia &#8211; e allora capisci&#8230; che non era colpa tua, ma forse veramente neanche colpa loro, se non hanno mai capito&#8230; e capisci che le cose a volte vanno in un modo e a volte in un altro e che a te sono andate così, e ormai&#8230;e forse riesci pure a smettere di odiare, qualche volta, e forse riesci pure a perdonare, qualche volta.</p>
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		<title>
		Di: I nipotini di Borges		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/14/prometeo/#comment-64145</link>

		<dc:creator><![CDATA[I nipotini di Borges]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2007 22:20:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sai cara funanbola che c&#039;hai ragione. 
brava]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sai cara funanbola che c&#8217;hai ragione.<br />
brava</p>
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		<title>
		Di: la funambola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/14/prometeo/#comment-64144</link>

		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2007 22:13:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi vien da dire...&quot;dobbiamo imparare l&#039;aristocrazia interiore. strappiamola ai saloni e ai giardini e trasferiamola nella nostra anima e nella nostra coscienza di esistere. stiamo sempre al cospetto di noi stessi in protocollo e in prassi, in gesti studiati e fatti per gli altri&quot;
approviamoci, approviamoci tutti e non avremo bisogno di Approvazione e non avremo bisogno di parole, tante parole per rappresentare il nostro tentativo di esistere.
ma dove andranno a finire tutte queste parole?
voi ve lo chiedete?
baci solari
la funambola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi vien da dire&#8230;&#8221;dobbiamo imparare l&#8217;aristocrazia interiore. strappiamola ai saloni e ai giardini e trasferiamola nella nostra anima e nella nostra coscienza di esistere. stiamo sempre al cospetto di noi stessi in protocollo e in prassi, in gesti studiati e fatti per gli altri&#8221;<br />
approviamoci, approviamoci tutti e non avremo bisogno di Approvazione e non avremo bisogno di parole, tante parole per rappresentare il nostro tentativo di esistere.<br />
ma dove andranno a finire tutte queste parole?<br />
voi ve lo chiedete?<br />
baci solari<br />
la funambola</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: I nipotini di Borges		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/14/prometeo/#comment-64143</link>

		<dc:creator><![CDATA[I nipotini di Borges]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2007 20:44:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco qualcosa che puo valere come commento al pezzo di Inglese. Vorrei tanto sapere se questo pezzo è ideologico o cos&#039;altro. (Qui almeno &quot;pane al pane e vino al vino&quot; come diceva mio nonno, e non si affaticano inutilmete i lettori per scoprire delle evidenze). 

Primo tempo

Primo quadro 

Tre corpi. Un giovane seduto di fronte al mare che disegna una lunga linea di sabbia a partire dal suo pene. La figura di sabbia attira due uomini che fanno la ronda attorno al suo corpo. I due uomini si guardano e vanno verso il giovane. 

Secondo quadro

Quattro corpi. A destra un giovane chino su un quaderno, al centro una donna dal ventre largo che stringe al suo petto un bambino che piange sotto lo sguardo immobile e muto di un uomo che occupa la sinistra del quadro. Nessun gesto dalle mani conserte di quest’uomo. Ê un uomo amputato, il suo sguardo non arriva a vedere il giovane che scrive oltre la barriera dei due corpi al centro. 


Secondo tempo

 Visto che i tuoi occhi non sono arrivati a leggere quello che il giovane del secondo quadro scriveva, adesso, Padre, che sei tu l’uomo alla sinistra del secondo quadro, te lo voglio mostrare. 

 Avessi visto con quanta perizia tuo figlio, quello che doveva assicurare la continuità del nome, di giorno si è fatto corteggiare come una puttana da due uomini su una spiaggia (scena seconda) e di sera invece si è fatto inculare da un russo;
 come ha sfilato le mutande di quest’uomo sdraiato al suo fianco, lentamente è sceso al suo cazzo e se lo è infilato in bocca, un po’ deluso per la dimensione di un cazzo piccolo almeno quanto il tuo, stando a quello che mia madre mi ha detto;
 come levatosi sopra il corpo del russo, ha strusciato il suo culo sopra il suo cazzo fino a quando il buco si è aperto e il cazzo  ci si è infilato dentro. 

 Ti saresti mosso allora, non saresti rimasto fermo in un angolo, le tue mani si sarebbero aperte per fare un qualunque gesto? No, ti conosco. Saresti rimasto immobile  e io avrei visto allora lo schifo che provavi quando gli occhi ti fossero caduti sulla mia mano che andava su e giu sul mio cazzo mentre il russo continuava a incularmi, come facevi tu quando ero piccolo per renderlo perfetto, lavorandolo bene, come mi diceva la mamma, perche fosse pronto per concepire.
 Non avresti potuto né chiudere gli occhi né guardare altrove perché la stanza sarebbe stata buia e i soli corpi che la luce della candela avrebbe illuminato sarebbero stati questi due corpi orrendi che stavano arrivando al culmine del piacere sotto il tuo sguardo che non poteva opporre quella smorfia compiaciuta con cui hai risolto in commedia ogni istante della tua e della mia esistenza.
 Solo quando l’argentino si fosse alzato, e io avessi cercato di stringerti nelle mie braccia, solo allora mi avresti provato tutta la repugnanza che ti ispiravo e il tuo sguardo si sarebbe chiuso per sempre ad ogni mio sguardo. Allora finalmente tra di noi ci sarebbe stata un’indifferenza giustificata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco qualcosa che puo valere come commento al pezzo di Inglese. Vorrei tanto sapere se questo pezzo è ideologico o cos&#8217;altro. (Qui almeno &#8220;pane al pane e vino al vino&#8221; come diceva mio nonno, e non si affaticano inutilmete i lettori per scoprire delle evidenze). </p>
<p>Primo tempo</p>
<p>Primo quadro </p>
<p>Tre corpi. Un giovane seduto di fronte al mare che disegna una lunga linea di sabbia a partire dal suo pene. La figura di sabbia attira due uomini che fanno la ronda attorno al suo corpo. I due uomini si guardano e vanno verso il giovane. </p>
<p>Secondo quadro</p>
<p>Quattro corpi. A destra un giovane chino su un quaderno, al centro una donna dal ventre largo che stringe al suo petto un bambino che piange sotto lo sguardo immobile e muto di un uomo che occupa la sinistra del quadro. Nessun gesto dalle mani conserte di quest’uomo. Ê un uomo amputato, il suo sguardo non arriva a vedere il giovane che scrive oltre la barriera dei due corpi al centro. </p>
<p>Secondo tempo</p>
<p> Visto che i tuoi occhi non sono arrivati a leggere quello che il giovane del secondo quadro scriveva, adesso, Padre, che sei tu l’uomo alla sinistra del secondo quadro, te lo voglio mostrare. </p>
<p> Avessi visto con quanta perizia tuo figlio, quello che doveva assicurare la continuità del nome, di giorno si è fatto corteggiare come una puttana da due uomini su una spiaggia (scena seconda) e di sera invece si è fatto inculare da un russo;<br />
 come ha sfilato le mutande di quest’uomo sdraiato al suo fianco, lentamente è sceso al suo cazzo e se lo è infilato in bocca, un po’ deluso per la dimensione di un cazzo piccolo almeno quanto il tuo, stando a quello che mia madre mi ha detto;<br />
 come levatosi sopra il corpo del russo, ha strusciato il suo culo sopra il suo cazzo fino a quando il buco si è aperto e il cazzo  ci si è infilato dentro. </p>
<p> Ti saresti mosso allora, non saresti rimasto fermo in un angolo, le tue mani si sarebbero aperte per fare un qualunque gesto? No, ti conosco. Saresti rimasto immobile  e io avrei visto allora lo schifo che provavi quando gli occhi ti fossero caduti sulla mia mano che andava su e giu sul mio cazzo mentre il russo continuava a incularmi, come facevi tu quando ero piccolo per renderlo perfetto, lavorandolo bene, come mi diceva la mamma, perche fosse pronto per concepire.<br />
 Non avresti potuto né chiudere gli occhi né guardare altrove perché la stanza sarebbe stata buia e i soli corpi che la luce della candela avrebbe illuminato sarebbero stati questi due corpi orrendi che stavano arrivando al culmine del piacere sotto il tuo sguardo che non poteva opporre quella smorfia compiaciuta con cui hai risolto in commedia ogni istante della tua e della mia esistenza.<br />
 Solo quando l’argentino si fosse alzato, e io avessi cercato di stringerti nelle mie braccia, solo allora mi avresti provato tutta la repugnanza che ti ispiravo e il tuo sguardo si sarebbe chiuso per sempre ad ogni mio sguardo. Allora finalmente tra di noi ci sarebbe stata un’indifferenza giustificata.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: la fuanambola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/14/prometeo/#comment-64142</link>

		<dc:creator><![CDATA[la fuanambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2007 16:58:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[dai, non fare la gina!

...per quel che mi riguarda
solo due gocce di &quot;essenza&quot;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dai, non fare la gina!</p>
<p>&#8230;per quel che mi riguarda<br />
solo due gocce di &#8220;essenza&#8221;&#8230;</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Alessandro Morgillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/14/prometeo/#comment-64117</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Morgillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2007 10:15:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Josephina è solo emotivamente troppo coinvolta nella battaglia contro il riconoscimento dello status di coppia alle unioni omosessuali. Per fortuna non è da sola. L&#039;intellighenzia è con lei. L&#039;omoerotismo del potere italico non prevede la debolezza dell&#039;innamoramento. Uno scandalo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Josephina è solo emotivamente troppo coinvolta nella battaglia contro il riconoscimento dello status di coppia alle unioni omosessuali. Per fortuna non è da sola. L&#8217;intellighenzia è con lei. L&#8217;omoerotismo del potere italico non prevede la debolezza dell&#8217;innamoramento. Uno scandalo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/14/prometeo/#comment-64115</link>

		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2007 08:38:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Proprio vero che il pappefice continua imperterrito nell&#039;esercizio del suo diritto naturale preferito: a mangiar(vi) il fegato.
Que viva la guerriglia da pigiamino (sganciategli un dildo, ma solo se ne avete due)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio vero che il pappefice continua imperterrito nell&#8217;esercizio del suo diritto naturale preferito: a mangiar(vi) il fegato.<br />
Que viva la guerriglia da pigiamino (sganciategli un dildo, ma solo se ne avete due)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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