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	Commenti a: La verificabile leggerezza del giogo	</title>
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		<title>
		Di: farminio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[farminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2007 08:50:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro raimo
questo sono le cose che mi piacciono, dove l&#039;essere conta più del dire.
farminio@libero.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro raimo<br />
questo sono le cose che mi piacciono, dove l&#8217;essere conta più del dire.<br />
<a href="mailto:farminio@libero.it">farminio@libero.it</a></p>
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		Di: silviu'		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[silviu']]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 14:57:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bravo&#039;, alla francese (non so perché ma l&#039;ho trovato di taglio francese). 
L&#039;ho anche consigliato a un&#039;amica che al Cairo c&#039;è vissuta. Ohibo&#039;!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo&#8217;, alla francese (non so perché ma l&#8217;ho trovato di taglio francese).<br />
L&#8217;ho anche consigliato a un&#8217;amica che al Cairo c&#8217;è vissuta. Ohibo&#8217;!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 09:48:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi associo negli elogi (e grazie anche a Maria per l&#039;inserto documentario)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi associo negli elogi (e grazie anche a Maria per l&#8217;inserto documentario)</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: carla bariffi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[carla bariffi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2007 14:42:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cosa c&#039;è da aggiungere?
questo:

Diapositive di un viaggio
da un taxi in corsa per le strade del Cairo,
le cui immagini si impiantano, nitide, nella coscienza.

I dialoghi scorrono, a sprazzi, a volte ironici, a volte cinici.

- Se avessi un desiderio al giorno da spendermi, oggi sarebbe questo. Di non dovermi vivere tutto questo da solo.-

Bel pezzo Raimo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa c&#8217;è da aggiungere?<br />
questo:</p>
<p>Diapositive di un viaggio<br />
da un taxi in corsa per le strade del Cairo,<br />
le cui immagini si impiantano, nitide, nella coscienza.</p>
<p>I dialoghi scorrono, a sprazzi, a volte ironici, a volte cinici.</p>
<p>&#8211; Se avessi un desiderio al giorno da spendermi, oggi sarebbe questo. Di non dovermi vivere tutto questo da solo.-</p>
<p>Bel pezzo Raimo!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Barbara		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2007 12:54:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@La croce
Come sarebbero gli elogi difficili ?:o)
Dobbiamo scriverli in modo incomprensibile ed argomentare in modo circostanziato il gradimento ?
Ma mica siamo tutti dei critici, ahò !
Oppure dobbiamo astenerci dall&#039;elogiare?
Probabilmente la seconda che ho detto, ma non ne vedo proprio il motivo.
C&#039;è chi commenta elogiando e chi commenta criticando.
E allora ?
Non siete mai contenti, eh ?:o)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@La croce<br />
Come sarebbero gli elogi difficili ?:o)<br />
Dobbiamo scriverli in modo incomprensibile ed argomentare in modo circostanziato il gradimento ?<br />
Ma mica siamo tutti dei critici, ahò !<br />
Oppure dobbiamo astenerci dall&#8217;elogiare?<br />
Probabilmente la seconda che ho detto, ma non ne vedo proprio il motivo.<br />
C&#8217;è chi commenta elogiando e chi commenta criticando.<br />
E allora ?<br />
Non siete mai contenti, eh ?:o)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: La croce del sud		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/19/la-verificabile-leggerezza-del-giogo/#comment-64124</link>

		<dc:creator><![CDATA[La croce del sud]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2007 11:56:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E basta con questi elogi facili!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E basta con questi elogi facili!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: Martino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2007 07:59:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E cosa c&#039;è da aggiungere? Bellissimo. E anche il cut up di Maria. Un tempo si sarebbe detto che la realtà parla. Oggi possiamo ben dire che urla addirittura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E cosa c&#8217;è da aggiungere? Bellissimo. E anche il cut up di Maria. Un tempo si sarebbe detto che la realtà parla. Oggi possiamo ben dire che urla addirittura.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: la funambola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/19/la-verificabile-leggerezza-del-giogo/#comment-64088</link>

		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2007 22:27:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sei bravissimo!
la fu]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sei bravissimo!<br />
la fu</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: simona		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/19/la-verificabile-leggerezza-del-giogo/#comment-64087</link>

		<dc:creator><![CDATA[simona]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2007 21:05:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ho letto senza staccare gli occhi nemmeno un attimo, poi mi sono accorta che nel mentre ha suonato il telefono. ogni tanto quello che scrivi mi tocca così tanto che mi leva il respiro, ed ho bisogno di fare alcune cose stupide, tipo gesti quotidiani per rientrare nella normalità. i sentimenti di cui parli in modo così intenso e viscerale sono così reali che quando ti leggo li provo anche io, esatti, lucidi, e spesso sento lo sgomento puro, mi sembra quasi di smarrirmi. dio quanto mi mancava leggere una cosa così. e poi hai citato momo, mi hai ricordato che è stato uno dei libri che ho adorato leggere nella mia infanzia...
non smettere di scrivere, mai, ti prego, non cambiare lavoro che ne so, fallo sempre perchè è troppo bello leggere una cosa così]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ho letto senza staccare gli occhi nemmeno un attimo, poi mi sono accorta che nel mentre ha suonato il telefono. ogni tanto quello che scrivi mi tocca così tanto che mi leva il respiro, ed ho bisogno di fare alcune cose stupide, tipo gesti quotidiani per rientrare nella normalità. i sentimenti di cui parli in modo così intenso e viscerale sono così reali che quando ti leggo li provo anche io, esatti, lucidi, e spesso sento lo sgomento puro, mi sembra quasi di smarrirmi. dio quanto mi mancava leggere una cosa così. e poi hai citato momo, mi hai ricordato che è stato uno dei libri che ho adorato leggere nella mia infanzia&#8230;<br />
non smettere di scrivere, mai, ti prego, non cambiare lavoro che ne so, fallo sempre perchè è troppo bello leggere una cosa così</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maria (valente)		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/03/19/la-verificabile-leggerezza-del-giogo/#comment-64079</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria (valente)]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2007 17:49:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto bello, anche se quegli enormi cumuli d&#039;immondizia da qui non sono poi così lontani. :-(
..pensavo, però, che da un lato quelli egiziani dell&#039;antichità fecero la loro fortuna perché è da lì che provengono quasi tutti i papiri conservati, da quei mucchi enormi, cresciuti ad altezza tale da essere immuni, data la siccità, da inondazioni-irrigazioni ...domani chissà, forse sopravviverà solo la plastica...

comunque, vabbè, cambiando argomento - cito passi da un art sulla Guerra del Delta:
&quot;Il delta del Niger comprende 9 stati nigeriani, 185 amministrazioni locali e una popolazione di 27 milioni di abitanti. conta 40 gruppi etnici, che paarlano 250 dialetti, disseminati in 6.000 comunità e copre un&#039;area di 70.000Km quadrati. e&#039; una delle zone a più alta densità abitativa del mondo, con una crescita annuale demografica del 3%. Circa 1500 di queste comunità sono coinvolte nelle attività delle compagnie petrolifere. Migliaia di Km di oleodotti attraversano le insenature coperte di mangrovie, interrotte di tanto in tanto da un&#039;esplosione di gas...
Moderne strutture con aria condizionata, protette da recinzioni di filo spinato e guardie armate, sorgono accanto a primitivi villaggi di pescatori, sono gli ingredienti tipici di un disastro.
Il problema è in sintesi che da 50 anni le compagnie petrolifere straniere conducono sofisticate operazioni di prospezione ed estrazione, usando apparecchiature ultramoderne che valgono milioni di dollari in un ambiente desolato, rimasto all&#039;età della pietra.
Finora le multinazionali hanno estratto centinaia di milioni di barili di greggio, rivenduti sul mercato internazionale ricavando centinaia di miliardi di dollari, ma agli abitanti del Delta del Niger neppure le briciole...molti abitanti vivono ancora in capanne di fango e paglia...e la sua popolazione non ha né elettricità né acqua corrente pulita. Per raggiungere un medico bisogna viaggiare in barca per ore tra le insenature.
Ogni tanto ci sono perdite dagli oleodotti e la vita delle comunità dei pescatori è stata sconvolta: costretti a trasferirsi o coinvolti in conflitti per i risarcimenti. Quando hanno cercato di protestare, gli abitanti del Delta sono stati messi a tacere con i soldi, istigati gli uni contro gli altri oppure presi a fucilate.
Forse da un punto di vista strettamente tecnico, la criminalità dilagante, l&#039;illegalità e la violenza giovanile si possono definire disordini invece di guerra, quella che finisce in apertura dei telegiornali...ma è una distinzione accademica...
gli abitanti della regione sono stretti tra le guardie assoldate dalle multinazionali per proteggere oleodotti e piattaforme, le milizie etniche decise a contrastare le loro operazioni e i soldati e le unità speciali della polizia nigeriana...

...nel gennaio 2005...migliaia di persone furibonde perché la Shell e la Chevron non avevano mantenuto le promesse fatte - avevano occupato le piattaforme petrolifere bloccando la produzione di 120mila barili di greggio al giorno. Gli autori della protesta si erano rifiutati di andarsene prima della firma di un nuovo memorandum d&#039;intesa con chiare garanzie di risarcimento e progetti infrastrutturali per la comunità.
Negli anni i memorandum d&#039;intesa sono diventati una prassi normale per le multinazionali e le comunità locali...documenti informali che indicano solo un accordo su principi generali, offrendo appena una manciata di promesse -come costruzione di pozzi o ambulatori -...quando le comunità locali pensano che le imprese stiano dimenticando le promesse occupano le piattaforme e danneggiano l&#039;estrazione per richiamare l&#039;attenzione...

gran parte del territorio non è raggiungibile a piedi...
da secoli la sopravvivenza delle comunità dipende dalla pesca e dalle maree. La loro vita è costantemente segnata dalla precarietà, in capanne che sembrano fluttuare sull&#039;acqua. Una mareggiata può spazzare via un villaggio nel giro di qualche ora.
...ci sono le recinzioni e le barriere delle multinazionali, circondate da segnali arrugginiti ma sempre minacciosi che vietano l&#039;accesso, poi ci sono le piccole baracche di legno presidiate da giovani che vendono il carburante in bottiglie di vetro, proprio sotto il naso delle compagnie petrolifere. ..
...è seguito il solito elenco di accuse: 43 anni e cosa vediamo? La gente muore di fame, malnutrizione e malattie. i dirigenti e i funzionari mandati dalle compagnie per tenere i contatti con la comunità vogliono solo rubare il nostro risarcimento. quando c&#039;è una perdita di petrolio ci danno 35 naira(20 centesimi) per ogni rete da pesca rovinata.
Nessun abitante di Kula lavora per la Shell. Qui ci sono persone che hanno un master, un dottorato di ricerca, alcune andate all&#039;estero. Ma nessuno lavora per la Shell...la clinica senza il medico, la scuola senza insegnanti, il centro per le donne senza finanziamenti...risposte di facciata date ai problemi del Delta...sofferenza, frustrazione, protesta, rivolta organizzata, repressione violenta, memorandum d&#039;intesa, progetto di sviluppo simbolico, mazzette, ritorno alla sofferenza...
poi alla fine degli anni 90 la gente ha cominciato a diventare creativa...dai 7 casi di vandalismo ai danni degli oleodotti registrati ufficialmente nel93 ai 600 del 2000.
Improvvisamente le multinazionali hanno dovuto affrontare una minaccia...il bunkeraggio illegale che consiste nel manomettere un oleodotto, riempire di greggio dfelle taniche di plastica e portarle in motoscafo fino alle chiatte che le vendono alle grandi petroliere oceaniche, queste rivendono il petrolio alle raffinerie dei paesi vicini come la Costa d&#039;Avorio, con un grosso margine di profitto.
Non è lavoro da dilettanti...dall&#039;inizio alla fine è un processo ben oliato con complicità ufficiali e piccole mazzette...il bunkeraggio illegale non è più opera di giovani in cerca di soldi facili, ma un&#039;industria gestita da organizzazioni mafiose...ma era ancora un gioco da ricchi. 
Nella primavera del 2004 si è cominciato a parlare di un&#039;attività più diffusa e più pericolosa, il bunkeraggio locale...  La comunità di Oluasiri aveva abbandonato il greggio per occuparsi di un frutto meno pregiato: il metano...gasdotto della Shell che attraversa il fiume OLuasiri, avevano assunto squadre di sommozzatori per praticare dei fori in diversi punti del gasdotto e applicarci di tubi...il prodotto che esce dalle valvole non è greggio e neppure cherosene, ma qualcosa di intermedio che contiene ancora molto gas. La sostanza viene fatta riposare per un paio di giorni finché diventa Cherosene e può essere venduta agli abitanti che la usano per cucinare. questo combustibile di contrabbando non è puro come quello venduto legalmente e quando lo si mette nelle stufe può esplodere, però costa molto meno....hanno cominciato a venderlo ai trafficanti del mercato nero, che lo portano nelle città più grandi...adesso sono tutti coinvolti: il personale della Shell, gli agenti di sicurezza, tutti.
La cosa inquietante è il modo in cui vengono spesi i soldi che ne ricavano:per comprare Ak-47 e lanciagranate: un armamentario grossolano al servizo di un separatismo etnico violento. I ragazzi senza lavoro, senza accesso allo studio, e quasi sicuramente senza un futuro sono stati organizzati in bande e milizie che inevitabilmente si scontrano con le autorità e tra di loro.
Durante le campagne elettorali molte sono state ingaggiate da politici statali e locali per intimidire le comunità e condizionare il voto...
per decenni la Nigeria è stata governata da leader militari, arrivati al potere con un colpo di stato, che spesso hanno considerato i contratti dello stato nigeriano con le multinazionali come una licenza per stampare soldi per se stessi e le famiglie. Le compagnie straniere hanno fatto di tutto per non turbare lo status quo ingraziandosi i dittatori corrotti e chiedendo la brutale protezione dei militari ogni volta che qualcuno minacciava l&#039;attività...
Nel gennaio del 2006 il gruppo Mend (Movimento per l&#039;emancipazione del Delta del Niger)...ha conquistato le rpime pagine dei giornali con il rapimento dei 4 dipendenti della Shell, prigionieri per 19 giorni prima di rilasciarli per &quot;motivi umanitari&quot;. 
A Febbraio 9 operai sono stati sequestrati e un oleodotto è saltato in aria. A Maggio sequestrati e rilasciati altri 8 ostaggi, statunitensi, britannici, canadesi seguiti da 5 sudcoreani. A metà del 2006 gli operai presi in ostaggio erano più di 60...
e tutto questo in un paese che un tempo aveva tante speranze, dove il petrolio avrebbe dovuto portare una ricchezza al di là dei sogni più folli, le cose non dovevano finire così. 
Ma gli economisti vi diranno che quello che è successo in Nigeria è il risultato di quell&#039;intreccio inestricabile di cambiamenti strutturali che accompagna lo sfruttamento delle risorse in un paese del terzo mondo.&quot;

John Ghazvinian, (giornalista freelance)
The Virginia Quarterly Review,
USA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bello, anche se quegli enormi cumuli d&#8217;immondizia da qui non sono poi così lontani. :-(<br />
..pensavo, però, che da un lato quelli egiziani dell&#8217;antichità fecero la loro fortuna perché è da lì che provengono quasi tutti i papiri conservati, da quei mucchi enormi, cresciuti ad altezza tale da essere immuni, data la siccità, da inondazioni-irrigazioni &#8230;domani chissà, forse sopravviverà solo la plastica&#8230;</p>
<p>comunque, vabbè, cambiando argomento &#8211; cito passi da un art sulla Guerra del Delta:<br />
&#8220;Il delta del Niger comprende 9 stati nigeriani, 185 amministrazioni locali e una popolazione di 27 milioni di abitanti. conta 40 gruppi etnici, che paarlano 250 dialetti, disseminati in 6.000 comunità e copre un&#8217;area di 70.000Km quadrati. e&#8217; una delle zone a più alta densità abitativa del mondo, con una crescita annuale demografica del 3%. Circa 1500 di queste comunità sono coinvolte nelle attività delle compagnie petrolifere. Migliaia di Km di oleodotti attraversano le insenature coperte di mangrovie, interrotte di tanto in tanto da un&#8217;esplosione di gas&#8230;<br />
Moderne strutture con aria condizionata, protette da recinzioni di filo spinato e guardie armate, sorgono accanto a primitivi villaggi di pescatori, sono gli ingredienti tipici di un disastro.<br />
Il problema è in sintesi che da 50 anni le compagnie petrolifere straniere conducono sofisticate operazioni di prospezione ed estrazione, usando apparecchiature ultramoderne che valgono milioni di dollari in un ambiente desolato, rimasto all&#8217;età della pietra.<br />
Finora le multinazionali hanno estratto centinaia di milioni di barili di greggio, rivenduti sul mercato internazionale ricavando centinaia di miliardi di dollari, ma agli abitanti del Delta del Niger neppure le briciole&#8230;molti abitanti vivono ancora in capanne di fango e paglia&#8230;e la sua popolazione non ha né elettricità né acqua corrente pulita. Per raggiungere un medico bisogna viaggiare in barca per ore tra le insenature.<br />
Ogni tanto ci sono perdite dagli oleodotti e la vita delle comunità dei pescatori è stata sconvolta: costretti a trasferirsi o coinvolti in conflitti per i risarcimenti. Quando hanno cercato di protestare, gli abitanti del Delta sono stati messi a tacere con i soldi, istigati gli uni contro gli altri oppure presi a fucilate.<br />
Forse da un punto di vista strettamente tecnico, la criminalità dilagante, l&#8217;illegalità e la violenza giovanile si possono definire disordini invece di guerra, quella che finisce in apertura dei telegiornali&#8230;ma è una distinzione accademica&#8230;<br />
gli abitanti della regione sono stretti tra le guardie assoldate dalle multinazionali per proteggere oleodotti e piattaforme, le milizie etniche decise a contrastare le loro operazioni e i soldati e le unità speciali della polizia nigeriana&#8230;</p>
<p>&#8230;nel gennaio 2005&#8230;migliaia di persone furibonde perché la Shell e la Chevron non avevano mantenuto le promesse fatte &#8211; avevano occupato le piattaforme petrolifere bloccando la produzione di 120mila barili di greggio al giorno. Gli autori della protesta si erano rifiutati di andarsene prima della firma di un nuovo memorandum d&#8217;intesa con chiare garanzie di risarcimento e progetti infrastrutturali per la comunità.<br />
Negli anni i memorandum d&#8217;intesa sono diventati una prassi normale per le multinazionali e le comunità locali&#8230;documenti informali che indicano solo un accordo su principi generali, offrendo appena una manciata di promesse -come costruzione di pozzi o ambulatori -&#8230;quando le comunità locali pensano che le imprese stiano dimenticando le promesse occupano le piattaforme e danneggiano l&#8217;estrazione per richiamare l&#8217;attenzione&#8230;</p>
<p>gran parte del territorio non è raggiungibile a piedi&#8230;<br />
da secoli la sopravvivenza delle comunità dipende dalla pesca e dalle maree. La loro vita è costantemente segnata dalla precarietà, in capanne che sembrano fluttuare sull&#8217;acqua. Una mareggiata può spazzare via un villaggio nel giro di qualche ora.<br />
&#8230;ci sono le recinzioni e le barriere delle multinazionali, circondate da segnali arrugginiti ma sempre minacciosi che vietano l&#8217;accesso, poi ci sono le piccole baracche di legno presidiate da giovani che vendono il carburante in bottiglie di vetro, proprio sotto il naso delle compagnie petrolifere. ..<br />
&#8230;è seguito il solito elenco di accuse: 43 anni e cosa vediamo? La gente muore di fame, malnutrizione e malattie. i dirigenti e i funzionari mandati dalle compagnie per tenere i contatti con la comunità vogliono solo rubare il nostro risarcimento. quando c&#8217;è una perdita di petrolio ci danno 35 naira(20 centesimi) per ogni rete da pesca rovinata.<br />
Nessun abitante di Kula lavora per la Shell. Qui ci sono persone che hanno un master, un dottorato di ricerca, alcune andate all&#8217;estero. Ma nessuno lavora per la Shell&#8230;la clinica senza il medico, la scuola senza insegnanti, il centro per le donne senza finanziamenti&#8230;risposte di facciata date ai problemi del Delta&#8230;sofferenza, frustrazione, protesta, rivolta organizzata, repressione violenta, memorandum d&#8217;intesa, progetto di sviluppo simbolico, mazzette, ritorno alla sofferenza&#8230;<br />
poi alla fine degli anni 90 la gente ha cominciato a diventare creativa&#8230;dai 7 casi di vandalismo ai danni degli oleodotti registrati ufficialmente nel93 ai 600 del 2000.<br />
Improvvisamente le multinazionali hanno dovuto affrontare una minaccia&#8230;il bunkeraggio illegale che consiste nel manomettere un oleodotto, riempire di greggio dfelle taniche di plastica e portarle in motoscafo fino alle chiatte che le vendono alle grandi petroliere oceaniche, queste rivendono il petrolio alle raffinerie dei paesi vicini come la Costa d&#8217;Avorio, con un grosso margine di profitto.<br />
Non è lavoro da dilettanti&#8230;dall&#8217;inizio alla fine è un processo ben oliato con complicità ufficiali e piccole mazzette&#8230;il bunkeraggio illegale non è più opera di giovani in cerca di soldi facili, ma un&#8217;industria gestita da organizzazioni mafiose&#8230;ma era ancora un gioco da ricchi.<br />
Nella primavera del 2004 si è cominciato a parlare di un&#8217;attività più diffusa e più pericolosa, il bunkeraggio locale&#8230;  La comunità di Oluasiri aveva abbandonato il greggio per occuparsi di un frutto meno pregiato: il metano&#8230;gasdotto della Shell che attraversa il fiume OLuasiri, avevano assunto squadre di sommozzatori per praticare dei fori in diversi punti del gasdotto e applicarci di tubi&#8230;il prodotto che esce dalle valvole non è greggio e neppure cherosene, ma qualcosa di intermedio che contiene ancora molto gas. La sostanza viene fatta riposare per un paio di giorni finché diventa Cherosene e può essere venduta agli abitanti che la usano per cucinare. questo combustibile di contrabbando non è puro come quello venduto legalmente e quando lo si mette nelle stufe può esplodere, però costa molto meno&#8230;.hanno cominciato a venderlo ai trafficanti del mercato nero, che lo portano nelle città più grandi&#8230;adesso sono tutti coinvolti: il personale della Shell, gli agenti di sicurezza, tutti.<br />
La cosa inquietante è il modo in cui vengono spesi i soldi che ne ricavano:per comprare Ak-47 e lanciagranate: un armamentario grossolano al servizo di un separatismo etnico violento. I ragazzi senza lavoro, senza accesso allo studio, e quasi sicuramente senza un futuro sono stati organizzati in bande e milizie che inevitabilmente si scontrano con le autorità e tra di loro.<br />
Durante le campagne elettorali molte sono state ingaggiate da politici statali e locali per intimidire le comunità e condizionare il voto&#8230;<br />
per decenni la Nigeria è stata governata da leader militari, arrivati al potere con un colpo di stato, che spesso hanno considerato i contratti dello stato nigeriano con le multinazionali come una licenza per stampare soldi per se stessi e le famiglie. Le compagnie straniere hanno fatto di tutto per non turbare lo status quo ingraziandosi i dittatori corrotti e chiedendo la brutale protezione dei militari ogni volta che qualcuno minacciava l&#8217;attività&#8230;<br />
Nel gennaio del 2006 il gruppo Mend (Movimento per l&#8217;emancipazione del Delta del Niger)&#8230;ha conquistato le rpime pagine dei giornali con il rapimento dei 4 dipendenti della Shell, prigionieri per 19 giorni prima di rilasciarli per &#8220;motivi umanitari&#8221;.<br />
A Febbraio 9 operai sono stati sequestrati e un oleodotto è saltato in aria. A Maggio sequestrati e rilasciati altri 8 ostaggi, statunitensi, britannici, canadesi seguiti da 5 sudcoreani. A metà del 2006 gli operai presi in ostaggio erano più di 60&#8230;<br />
e tutto questo in un paese che un tempo aveva tante speranze, dove il petrolio avrebbe dovuto portare una ricchezza al di là dei sogni più folli, le cose non dovevano finire così.<br />
Ma gli economisti vi diranno che quello che è successo in Nigeria è il risultato di quell&#8217;intreccio inestricabile di cambiamenti strutturali che accompagna lo sfruttamento delle risorse in un paese del terzo mondo.&#8221;</p>
<p>John Ghazvinian, (giornalista freelance)<br />
The Virginia Quarterly Review,<br />
USA</p>
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